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Saudade

Toscanella, 16 febbraio 2013

Un breve post per condividere la situazione inevitabile di chi, come me, passa tanti mesi lontano da casa pur essendoci con la testa ogni minuto, e soprattutto per vedere in chiave ironica come si evolve il ritorno man mano che passano gli anni.
Succede che la prima volta che parti ti accompagnano all’aeroporto in 18 tra parenti e amici, fossero pure le 4 del mattino; e poi quando torni ti aspettano ansiosi ed emozionati preparandoti una festa di benvenuto a sorpresa, e c’è che si prende una giornata di ferie per stare insieme a te e per tutta la durata della tua permanenza scombina i propri programmi in funzione dei tuoi impegni per passare con te più tempo possibile, tutti ti ascoltano per ore e ore e vogliono sapere tutto di ciò che hai fatto e hai visto, si organizzano cene ed aperitivi a destra e sinistra, tutti ti cercano e tutti ti vogliono, ammazzano perfino il vitello grasso per celebrare la tua presenza. Che fa anche piacere seppur ti sembri un po’ esagerato, ma approfitti alla grande del tuo momento di celebrità lasciandoti coccolare e godendoti la compagnia di chi ti è mancato per tanto tempo. Questa situazione si stabilizza a livelli normali dopo un paio di partenze-ritorni: saluti, baci e abbracci alla partenza, caloroso benvenuto il giorno del ritorno ma poi ognuno si fa i propri, contento della tua presenza a casa e dedicandoti tempo e spazio sufficienti a farti sentire a casa, ma senza sconvolgere il proprio tran-tran per te. Questo lo definirei corretto ed equilibrato. Ma dopo 8 anni ecco cosa succede: la sera precedente la tua partenza ti dicono “ciao, metti fuori il gatto e telefona quando arrivi”, e il mattino non ti accompagnano nemmeno alla fermata dell’autobus, neanche se sballa di soli 10 minuti l’orario abituale in cui escono di casa. E quando torni ti chiedono semplicemente se la stagione è andata bene, ti chiedono quanto resti (la risposta è ininfluente: puoi dire 2 giorni o 2 mesi avrai la stessa reazione: va bene), e poi ti dicono “noi stasera si va a spasso, vieni?” ma no, tu onestamente preferisci stare in casa tranquilla, non hai proprio voglia di uscire e vedere il mondo subito, e poi col freddo che fa ancora meno.


Questo è il post della mia prima sera a casa dopo 4 mesi di caraibi ed alla vigilia della mia prima esperienza in Asia. Ok che per motivi di usucapione non ho nemmeno più un armadio ove riporre i miei 4 stracci, ma almeno ho posato la valigia su un pavimento conosciuto anziché in una fredda stanza d’hotel o in un polveroso suolo tropicale trafficato da cucarache, e poi ho respirato aria di casa e ho abbracciato la famiglia. Solo 2 giorni fa ero in braghette corte a scorrazzare sui pontili della Martinica, ora sono qui rannicchiata sul divano insieme al gatto con pigiamone, tisana e 4 coperte, le spese condominiali di fronte a me. Serena nonostante gli istinti omicidi che mi salgono all’epidermide guardando questi fogli, ma sono a casa e chissenefrega di tutto il resto. E ben contenta di esser passata da qui e aver visto un po’ la famiglia (anche se troppo brevemente).


Bentornata a casa vagabonda!

licenziata a mazziata


Toscanella, 26 agosto 2012

L’altro giorno in ospedale ero abbastanza scossa per il fatto di esser stata licenziata telefonicamente dall’armatore dopo uno leggero scontro verbale tra me e la skipper, una cazzata di litigata banale e stupida dovuta probabilmente anche alla stanchezza di fine charter, litigata che per me era già nel dimenticatoio dopo 5 minuti ma che lei ha preferito ingigantire a livelli stratosferici fino a farmi licenziare perché “non ci sono più le condizioni basilari di armonia tra equipaggio per poter continuare”. Diciamola tutta: mentre aspettavo il medico ho avuto una crisi di nervi in piena regola e non smettevo più di piangere, l’infermiera che mi passava i fazzolettini e compagnia bella. E così il medico oltre a farmi 3 siringate di anestesia locale al ditone ha optato per mettermi anche la mascherina di gas magico, quello che danno ai bambini per fargli le punture. Solo che io l’ho respirato oltre mezzora questo gas, e ho un ricordo di un viaggio meraviglioso in un mondo ovattato e felice dove tutto era bellissimo (ora capisco i drogati) e quando me l’hanno tolta - a parte che mi volevo portare a casa la bombola - pur avendo riacquistato immediatamente una apparente lucidità in realtà ero stordita come una campana e oltre a perdermi 4 volte nell’unico corridoio dell’ospedale prima di trovare l’uscita, sono rimasta anche un po’ peace&love, quanto basta per non rendermi conto subito di ciò che ho vissuto nell’immediato. Capire avevo capito anche subito, ma non ho veramente realizzato le cose nella loro gravità, e penso che questa sia una fortuna se no a quest’ora ero in galera per lesioni aggravate.
Io non avevo mai visto cotanta cattiveria, e men che meno me la sarei aspettata da lei. Che fosse inaltruista ed ingenerosa l’avevo capito subito appena incontrata, ma la perfidia non l’avrei indovinata. Quel che ha fatto non solo non l’ho capito subito, ma è di un livello talmente basso e meschino che tutte le persone a cui l’ho raccontato sono rimaste allucinate, e giuro che è vero: io, licenziata ed infortunata, sono rimasta a bordo ancora 24 ore (pirla) per dare le consegne a quella che mi ruba il posto e ho lavorato sodo tra il passaggio del testimone, seguire la ragazza che aveva fatto le pulizie (non c’era tempo di farle noi) e l’apparecchiatura/decorazione delle cabine (inutile, visto che la nuova hostess dice che per lei tante cose sono stronzate e non le avrebbe fatte nei giorni a venire – e brava, e che professionalità, e ora capisco perché andate tanto d’accordo, tu non sei certo una rompicoglioni come me….). Sta di fatto che in tutto a bordo eravamo 4, la barca era in ritardo e si correva, non c’era tempo da perdere. Ad ora pranzo di sabato la skipper è andata a comprare qualcosa di pronto per mangiare, è tornata a bordo… ed ha apparecchiato per 3. Ignobile. Sul momento l’ho trovata una mossa da bimbetta infantile e stupida e mentre mangiavo il mio panino al bar quasi ridevo di questa bassezza. Poi l’effetto gas è svanito e ho colto la gravità di questo gesto che non ha leso nessuno ma dimostra veramente un animo duro e gretto. E ho realizzato anche che una persona assolutamente normale, civile e rispettata da tutti non ha esitato 5 minuti a far perdere il lavoro ad un’altra persona, e non sono certo motivi di incompatibilità di carattere, perché come ho sempre detto siamo andate d’accordo tutta estate; non un amore, ma civile convivenza a bordo, e collaborazione tutto sommato positiva. C’entra niente, la sua amica era a spasso e si è presentata l’occasione di prendere un buono stipendio per fare praticamente un mese e mezzo di poco lavoro: esitazioni zero, la “sconosciuta” è stata licenziata. La cosa atroce è che a fare una cosa del genere non è stata una persona apertamente stronza, no, è stata una persona normalissima, rispettata da tutti reputata da tutti una brava persona onesta e lavoratrice. E questo se ci pensiamo bene è spaventoso, e non è solo una frase fatta se dico che non ti puoi veramente fidare di nessuno, no non lo è proprio per niente. Vivi 2 mesi e mezzo 24 ore al giorno con una persona e poi di punto in bianco per un minimo e vile interesse egoistico ci metti 2 minuti a voltare la faccia e non aiutarla nemmeno a salire in barca quando arriva dall’ospedale con le sue stampelle, stai lì seduta in pozzetto e la guardi lottare con le cime per avvicinarsi la barca q.b. per riuscire a salire. Sì, è successo pure questo, ma ero troppo Peace&Love per arrabbiarmi.
Ci sono cose che fanno molto più male di un’unghia scarnificata, e queste cose l’assicurazione non le paga. E’ questo che è triste, tutto il resto si aggiusta.
...è giusto il caso.....

Meno male nei giorni successivi ho vissuto con gente che ha fatto veramente di tutto per coccolarmi, ed ho intrapreso il mio viaggio verso casa che è durato una settimana. Non avevo nessuna fretta e ho fatto il viaggio a tappe approfittando anche degli amici che avevo lungo il percorso: una notte a Portovecchio da Yvon e Michelle, una notte da Manu ad Ajaccio, una notte in barca con Renaud e Deborah, una notte da Lydia e Denis sempre ad Ajaccio, una notte in traghetto, una notte dalla Gabri a Sanremo. Ora casa.  Grazie a tutti per l’ospitalità, la gentilezza, la premura ed i momenti di allegria che mi avete fatto passare, questi pochi giorni mi hanno risollevato un morale che strisciava in terra da alcuni mesi ed aveva avuto un picco a 3 metri di profondità verso la fine della settimana scorsa.

Il ditone sta bene, anzi benissimo; come da prescrizione medica sto facendo medicazioni a giorni alterni e tutto va come deve andare, non zoppico nemmeno più, anzi vado come un treno e spero di trovare a breve un imbarchino lampo per finire la stagione. Il mio più grande souvenir di Corsica 2012 sono due splendide stampelle, che per la deambulazione ho usato davvero pochissimo ma ho scoperto essere uno strumento di viaggio impagabile: tu hai una stampella e una fasciatura al piede e tac, tutti ti portano la valigia e ti fanno spazio. Che figata. Mi sentivo un po’ Benigni ne “Il Mostro” ma ho lasciato fare alla stragrande…..
E così eccomi qui nella Villa di Cura e Riabilitazione Melchiorri-Baruzzi, sì perché qui sembra proprio un lazzaretto: la simbiosi tra me e mio fratello si sta allargando anche alla sua gentile consorte (vedi l’anno scorso che nello stesso periodo abbiamo avuto lo stesso enorme bubbone infettato sulla stessa guancia e vedi quest’anno che nel giro di 2 mesi ci siamo ritrovate azzoppate entrambe), inoltre la mamma di Annalara ha subito un intervento chirurgico un po’ delicato e ha fatto la convalescenza da loro. Dimessa lei, ricoverata io. Qui c’è assistenza medica altamente specializzata ed organizzazione posti letto e pasti meglio che all’Hilton, oggi spaghi alle vongole; ma era giusto un benvenuto, già dal pomeriggio mi è stato chiarito che saranno petto di pollo al vapore, carote grattugiate e frutta cotta per tutta la durata della degenza. Voglio scappare.

Melchiorri's pet


Toscanella, 07 giugno 2012

Alla vigilia della partenza estiva vi rendo partecipi degli ultimi sviluppi di casa Melchiorri, che sempre più mi sembra un’oasi di pace e serenità in questo mondo duro e difficile. Più che una casa somiglia ad un porto di mare tanto andirivieni di gente tutto il tempo e a tutte le ore. Bene, vuol dire che qui la gente sta bene, e raramente riusciamo ad essere a cena solo noi 3 abitanti ufficiali (beh io part-time ma ufficialmente sono qui), ed il week end non si sta dietro a quante volte bisogna aprire la porta. Anche gli animali stanno bene: abbiamo il vecchio sornione Ugo ormai veterano gatto di quartiere in quanto si ricorda di avere una casa solo quando è ora di mangiare; il piccolo ultimo arrivato Fiji che invece ogni volta che esce dal giardino si perde e bisogna andarlo a cercare, e già due volte è stato trovato massacrato di botte da altri gatti  (c’è il forte sospetto che il mandante di queste aggressioni fosse Ugo, movente non la gelosia ma la paura di vedersi diminuire le razioni di cibo, o forse erano solo atti di nonnismo…); ed il tenero Vespuccio, che non sa di essere un coniglio: a forza di stare con due gatti anche lui si crede un felino e non un roditore. E’ buffo osservarlo, e cerchiamo anche di dirglielo che lui è diverso ma sembra quasi che si offenda e allora lo si lascia fare.
E dopo questa breve descrizione mi viene una domanda per Damiano e Annalara, mia cognata: Fiji, che si scrive con la j ma si legge Fighi perché lui è un fighetto di prima categoria, si chiama così perché quando è stato adottato io ero alle Fiji…. ma se io andavo in Qatar come lo chiamavate?? 

....è un mondo difficile....

Toscanella, 09 dicembre 2011

Ma che freddo fa!!!!???? Tra il clima e la situazione generale qui in Italia è un disastro, io scappo via! Ho voglia di stare un po’ coi miei ma rimando a temperature più favorevoli, nel frattempo vado a svernare come solito in Martinica, dove (alla faccia della crisi) ho già diversi charter programmati fino ad aprile. Nel viaggio verso il caldo mi fermo 4 gg a Parigi con 2 tra le mie migliori amiche (tra le colleghe sicuramente le numero uno ex aequo): la Gabriella e la Milena. Sarà divertente visitare Parigi in loro compagnia che ancora non si conoscono tra di loro, in pieno periodo Natalizio con tutte le luminarie del caso (e probabilmente il freddo). Inaspettatamente ci sarà anche Julien: fortuna che quest’anno non dovevamo riuscire a vederci, alla fine ci siamo visti a Barcellona, ad Hong Kong e poi pure a Parigi!

Che ho fatto a casa in questo breve periodo? Uh, vediamo: ho salutato parenti e amici, ho sistemato un paio di cose sospese, e poi soprattutto ho mangiato… concentrandomi particolarmente su tutte quelle cose che poi so di non poter più mangiare per svariati mesi, e allora vai di tortellini e lasagne, fritture varie, pasta, salumi e intingoli, ma soprattutto panettone e cotechino come se piovessero. Bilancio in attivo: altri 6 quintali. Evviva, in pochi giorni ho mandato a ramengo due mesi di sacrifici e dieta rigidissima. Mi sto rassegnando a dimenticare per sempre i bei tempi in cui facevo shopping taglia xs…ma va bè… insomma… d’altra parte avendo smesso di fumare e di conseguenza tagliando drasticamente anche alcool e caffè (che richiamano la sigaretta), cercando di condurre un’esistenza più salutare possibile e non avendo particolare fortuna in campo sentimentale… se ogni tanto non mi concedo almeno i piaceri della tavola…. ma che vita di merda mi faccio!!!

E’ tutto, non ho altro da raccontare, sono ibernata e mi fa freddo pure tirar fuori le braccia dal piumone per scrivere, ciao a tutti che io vado a prepararmi la valigia.

Noi Melchiorri siam così

Toscanella, 20 settembre 2011

I Melchiorri sono contagiosi. Dopo 40 anni di osservazione della mia famiglia lo posso affermare con certezza. Tralasciando il passato remoto e guardando esclusivamente agli ultimi anni, non solo io e Damiano anche a distanza di 1.000 km riusciamo ad infortunarci nello stesso punto del corpo, non solo ci facciamo rubare la bicicletta nella stessa settimana, non solo quando io mi ustiono col forno chiamo casa per sapere se per caso anche Damiano si è bruciato e mi sento rispondere “no lui no, ma il camion sì”…. ora succede che stiamo diventando infettivi anche con chi entra in contatto con noi. Casa di Damiano è un nido di batteri melchiorriferi: chi entra non può uscirne indenne, sarà inevitabilmente contagiato e condannato a prendere sembianze melchiorriformi. Il primo sintomo della Melchiorrite è un visibile aumento del peso forma, accompagnato da un importante ingrossamento di tutti i tessuti muscolari o pseudo tali, con particolare concentrazione al girovita. Al momento attuale si registrano almeno 3 casi conclamati di Melchiorrite (uno dei quali a 4 zampe) ed è in corso di studio da parte di esperti del settore se anche la new entry Annalara sia per caso stata contagiata dal virus dei Melchiorri: nel giro di un anno e poco più la gentil donzella si è trasformata da acciuga a cotechino. Era secca secca secca, ora rimbalza qua e là per casa. Era inappetente e si nutriva di briciole come un fringuello, ora mangia come un bovino adulto durante la stagione dell’aratura dei campi prima dell’avvento delle macchine. E’ molto più bella adesso, però bisogna che si fermi perché tra poco si incastrerà nella porta e toccherà cambiar casa!!!!!

Altro sintomo della Melchiorrite è la naturale inclinazione ad esser stonati come delle campane. Però ci piace cantare e lo facciamo lo stesso, a squarciagola ed incuranti del risultato, convinti di esser bravi perché a noi il nostro suono CI PIACE… se poi gli altri non sono d’accordo sono affaracci loro. Un vero Melchiorri non sarà mai un cantante di successo, anche se in famiglia si vocifera di una scatenata cugina partecipante allo Zecchino d’Oro negli anni ’70. Infatti non vinse niente. Ma balliamo divinamente, vedere video, altro che John Travolta!!

Lo stendino dello Zio Canarein: pratico, capiente,
facilmente spostabile e dotato di freno per
parcheggi in discesa. Perfetto.
Una terza caratteristica della Melchiorrite, specialmente per il sesso maschile degli appartenenti alla razza, è l’inclinazione naturale ad avere una certa manualità nei lavoretti di bricolage. Già il nonno Augusto era un ciappinaro di prim’ordine, Damiano della sua manualità ne ha fatto un mestiere, il babbo è famosissimo per le sue eccellenti capacità di lavorare il legno, e addirittura lo zio Oreste (per tutti in famiglia Zio Canarein) si sta rivelando un vero fenomeno: passati alla storia la costruzione del portavasi spaziale e dello stendino a cui manca solo il libretto di circolazione, da quando è in pensione non lo ferma più nessuno: infissi, box auto, casette di legno, pergolati, cancelli…una dopo l’altra sta sistemando tutte le Melchiorri-houses.

Infine la caratteristica che accomuna tutti i Melchiorri: la fantasia. Al nostro attivo come Melchiorri Production contiamo un film autoprodotto/diretto/interpretato, vincitore unico ed assoluto del premio “parodie di famiglia” (ovviamente questo premio non esiste, ma se esistesse l’avremmo vinto noi!!); un calendario che ha fatto tremare di paura Frate Indovino; una divertentissima edizione di “Melchiorriadi” in cui i componenti di ogni nucleo familiare si sfidavano in giochi follemente assurdi; e non contiamo nemmeno le baggianate assurde messe in scena in occasione di matrimoni, compleanni “tondi” ed occasioni varie.

Ovviamente quando dico Melchiorri intendo anche i discendenti pur se portano cognomi diversi.

Per concludere: ma quanto sono stata fortunata a nascere Melchiorri? Saremo stonati e un po' cicciottelli, ma siamo anche geniali, troppo forti, e soprattutto siamo VERI!!!
Formentera, 04 agosto 2011

Armatori in spiaggia, equipaggio a bordo a risistemare la barca ma si programma di riuscire a ritagliarsi il tempo per fare un bagno. Succede una cazzata, veramente un’inezia, e ridendo inizio a sfottere il responsabile, al quale sono gerarchicamente sottoposta, elencando le sue incredibili gesta da stordito (cose che a raccontarle non verrei creduta, secondo me lo fa apposta); lui si definisce “persona con percorsi mentali alternativi”, per me è solo disconnessione cerebrale, punto e basta; io continuo a sfotterlo su questa sua sistematicità nel non azzeccarne mai una manco per sbaglio, gli faccio il verso, non c’è tensione, il marinaio si sganascia dalle risate per questa mia improvvisata parodia del nostro superiore (lì presente), e si sta ridendo tutti e tre, ma lo pseudo-cazziatone è arrivato a segno (il neurone ha fatto bip, oggi funziona!). Il destinatario mogio mogio incassa il colpo e allontanandosi dalla scena del crimine dice “vabbè, dopo di questa andrò a buttarmi in acqua”. Sento la mia voce che risponde “prima attaccati un masso al collo”. Linguaccia maledetta, è partita da sola!!!! Il marinaio mi lancia un’occhiataccia dicendomi che stavolta ho esagerato. Ha ragione, ma a volte mi escono così, da sole: vengo imboccata da una frase buttata lì e il mio cervello anziché elaborare in silenzio mette in moto le corde vocali; il mio superiore dice che sono una corta stronzetta impertinente, in realtà sono solo una “persona con percorsi verbali veloci”.
Toscanella, 14 giugno 2011. (Breve scappata a casa per votare, fare la dichiarazione dei redditi, pagare un paio di conti, insomma belle cose….se stavo in barca lavoravo meno, cut vegna un bego!!)



Tutti gli anni la stessa storia, non se ne può più, non c’è niente da fare: arriva il 13 giugno ed io compio gli anni. Ma sto cercando di smettere. Sono anni ormai che non faccio più una vera festa e cerco sempre di far passare la cosa inosservata, ma ho delle amiche crudeli che ci pensano sempre loro… Soprattutto quest’anno non c'è proprio niente da festeggiare, anzi ci sarebbe da vestirsi a lutto perchè a me di mettere il 4 come prima cifra quando mi chiedono l'età non mi era mai successo prima d’ora, e mi fa uno strano effetto; quindi preferisco dire che mi sento talmente ventenne da esserlo il doppio.....Però mi piace molto la scusa del compleanno per vedere un po' di amici!!!! Quindi grazie alle mie amiche (soprattutto la Nat, lo so) e a Damiano mi tocca pure mettermi in ghingheri, sì perché mi hanno organizzato una festa a sorpresa. La sorpresa sono io che la faccio a loro perché l’ho saputo, eh eh eh…. Mettere in ghingheri me è una sfida, questo lo sanno tutti, ma Annalara in veste di cognata la prende sempre seriamente ed è lei che mi veste/trucca/pettina per le mie rare occasioni mondane. Io generalmente non ho voce in capitolo. Subisco e basta. Però mi diverto. Quindi andiamo, ‘sto giro son pronta anche a mettere lo smalto (Annalara si è portata avanti coi lavori e mi ha già verniciato le unghie, anche nei piedi!!! Fortunatamente abbiamo trovato un punto d’accordo sul colore: niente di troppo appariscente, non avrei mai accettato.) Avviso ai naviganti: GUAI SERI a chi mi fa gli auguri e PEGGIO ANCORA x il regalo perché da anni ormai ho abolito (in entrata ed in uscita) i regali convenzionali per feste divenute ormai troppo commerciali come Natale e compleanni e tutte le feste del piffero; ma quest’anno visto che faccio conto tondo per i regali farò un’eccezione: accetto volentieri creme antirughe o batterie per l'apparecchio acustico, o anche un contributo economico sull'acquisto della dentiera andrebbe benissimo. A tale scopo ho aperto una lista-regalo dal dentista, chi volesse partecipare il mio Iban è IT0638521009*******



Poi tornerò a Viareggio, dritta come un fuso. A proposito: TREMO. Mi è stato comunicato dal comandante al telefono “hai presente la barca di fianco a noi, quella che stanno armando?” “si, conosco il marinaio, ci siamo incontrati l’anno scorso a Lipari e l’ho rivisto l’altro giorno” “Beh, conosci anche il comandante” e mi ha detto il nome. Tuffo al cuore. Panico. Uno dei miei migliori amici, una persona di peso rilevantissimo nella mia vita, fino a due anni fa: poi litigammo per una sciocchezza assurda, una roba da asilo nido per intenderci, un vaffanculo reciproco dettato da stanchezza e stress (ad alti livelli) che anziché esser dimenticato in 5 minuti si è tramutato in rabbia, e la successiva immediata separazione forzata (eravamo arrivati dal nostro lungo trasferimento) ha portato rimuginamenti che hanno trascinato rancore ed il tutto è degenerato in parole troppo pesanti che hanno a loro volta portato a cattiverie inutili, insomma in poche parole abbiamo dato il peggio di noi. Ci ho versato sopra ettolitri di lacrime, e non esagero. Poi ci siamo chiariti e chiesti reciprocamente scusa via skype, benedetta tecnologia, ma in questi due anni a parte brevi comunicazioni professionali sempre e rigorosamente via sms (lo considero comunque tuttora uno dei migliori) non ci siamo più parlati. E giusto un paio di settimane fa, sapendo che il mondo è veramente piccolo, tondo, e noi ci navighiamo sopra entrambi, pensavo a lui e mi chiedevo come avrei reagito quando me lo sarei ritrovato davanti. Ma non ero preparata psicologicamente. Tra poco lo saprò. Se non muoio di infarto e se non mi butto nell’acqua del porto con una pietra al collo pur di evitare ‘sto momento, a me non mi ammazza più nessuno!
I LADRI DI BICICLETTE (e c’era anche un gruppo che si chiamava così…..)

Sabato pomeriggio a Toscanella, ridente cittadina di 3.000 anime nella provincia di Bologna: mia mamma va al Mercatone in bicicletta, e come suo solito non la chiude a chiave, ancora convinta di vivere nel paese dei balocchi dove nessuno ruba niente. Al momento di riprendere la via di casa trova la sua bicicletta lucchettata. Pensando ad uno scherzo da parte di quei burloni dei dipendenti che sempre ne pensano una per divertirsi alle sue spalle (mia mamma è un ottimo soggetto per gli scherzi, ha sempre delle reazioni che fanno molto ridere e di conseguenza ne è spesso vittima) inveisce un pochino ma finisce per andare a casa a piedi. Domenica mattina torna, e ovviamente la bicicletta non c’è più. Arrabbiatura, delusione, sgomento, ma ormai è inutile piangere sul latte versato e pace all’anima della bicicletta, tanto era vecchia.
Lunedi pomeriggio, sempre Toscanella, sempre la stessa ridente cittadina in provincia di Bologna: Damiano rientra al magazzino del Mercatone per scaricare il camion, è un po’ incazzato perché la giornata lavorativa è andata a ramengo, e perso nei suoi pensieri incontra sulla strada la mamma che corre come una forsennata verso di lui agitando le braccia come l’omino dell’aeroporto che fa i segni agli aerei per l’atterraggio, è paonazza e visibilmente scossa, lui le va incontro col camion, pure un po’ preoccupato, e lei, un po’ per la corsa un po’ per l’abbassamento di voce che ha da due giorni, inizia a rantolare parole sconnesse “bicicletta….rubata….vista….ladro….entrato…”, butta l’occhio e vede laggiù lontano la bicicletta della mamma, ben incatenata tra altre due biciclette. Parte a razzo dimenticandosi di (magari) caricare sul camion la mamma, che lo segue sempre di corsa e sempre più rantolante (se sopravvive stavolta la mandiamo alla maratona di New York!). Scende dal camion, mette il suo fido aiutante Luci a sorvegliare bici e mamma (la prima che non venga spostata, la seconda che non le prenda una sincope) ed entra, cerca tra i clienti, individua i 3 ragazzini descritti dalla mamma e li segue a distanza. Nel frattempo nel parcheggio si raduna un commando di magazzinieri, commessi e dipendenti vari, tutti a piantonare con nonchalance le biciclette, pronti ad intervenire se qualcuno si avvicina alla refurtiva. I 3 ragazzini escono ma si accorgono che c’è qualcosa di strano e non hanno il coraggio di avvicinarsi alle biciclette. Poi il più audace osa, fa un passo verso il commando, esordisce con un “scusate”….e scoppia in un pianto dirotto. Tra un singhiozzo e l’altro riesce a balbettare che sabato pomeriggio un suo amico ha fatto questo brutto gesto, lui c’era, ha visto, ma non è stato lui, poi si sono pentiti tutti e quindi oggi son tornati per riportare la bicicletta al suo posto. Quando Damiano gli dice “io so chi sei tu, conosco bene tuo zio” il ragazzino comincia addirittura a tremare per la paura e chiede sempre più disperatamente perdono. Allora viene decisa una punizione per tutti e 3 i “furfantelli”: innanzitutto visto che la mamma è venuta in macchina c’è il problema di come portare la bici a casa, e quindi parte la spedizione trans-Toscanella mamma in auto davanti e ragazzini in bicicletta dietro per riportargliela fino al garage di casa, e le regalano pure il lucchetto, poi viene stabilito che da oggi per 2 settimane tutti i pomeriggi dopo la scuola vengono al Mercatone a spazzare il parcheggio dalle foglie degli alberi e raccogliere i cartoni, le famiglie non saranno messe al corrente della cattiva azione e si ottiene anche la promessa che non faranno mai più una cosa del genere.
Quando Damiano stasera mi raccontava la scena al telefono ero in barca da sola a sganasciarmi dalle risate, la sua imitazione vocale della mamma è stata uno spasso tale che mi sono quasi venuti i crampi alla pancia!
Prima considerazione di questa storia: è sempre meglio chiudere a chiave la bicicletta. Seconda considerazione, cercando di guardare la storia dal punto di vista dei 3 ragazzini: ma con tutte le biciclette che potevano rubare….ma proprio la bici di una persona conosciutissima al Mercatone e che ci va un giorno si e l’altro pure e ha anche il figlio che ci lavora e per giunta conosce addirittura lo zio di uno dei tre??? Questa è sfiga ragazzi, pura e semplice sfiga!! Ma che gli serva da lezione.
Toscanella, 17 maggio 2011



La permanenza a casa è volata via veloce e allegra tra un pranzo in famiglia e una serata con le amiche, bilancio in positivo: aggiunti 2kg al PIL (Personal Indice of Lard), ma chemmefrega, l’importante è stare bene e io sto benone!

...giusto 2 stuzzichini per l'aperitivo...

Come solito ho vissuto il mio choc abituale, che poi a forza di far finta di niente mi rendo conto che ogni anno la situazione peggiora…. Parlo di quanto è diventato difficile vivere qui, parlo di tante piccole innovazioni che teoricamente ci dovrebbero facilitare nel quotidiano, invece secondo me stiamo solo facendo su un casino del 32 e in realtà ci stiamo complicando ben bene la vita, e anche se a dir così mi sembra di essere una vecchia bacucca lo dico lo stesso: dove andremo a finire!!!???!! Per esempio, mi sono comprata uno smartphone. Col touchscreen. E pare sia un android. (Ah no? Già che si fa una cosa, va fatta bene, anche se non ho la minima idea di cosa significhi android). Fa tutto, dicono. Però lo devo configurare; ci sono dietro da 3 giorni e a forza di incartarmi alla fine son riuscita a collegarmi a internet, ed è stato anche relativamente facile, così come scattare foto, usare il gps, vedere la meteo ed ascoltare la radio. La parte difficile è telefonare, ma penso di potercela fare entro la fine della settimana. E’ stato divertente (diciamo) stamattina cercare di capire in 3 come si disattivasse la sveglia, e dopo mezzora di delirio con questo telefono che col suo chicchiricchì svegliava tutto il condominio è stata presa la decisione drastica: spegniamolo, così, alla brutta. E almeno si è zittito e ho ricominciato a studiare come si fa per telefonare.
Poi, parliamo della tv: io ero rimasta che c’erano dei canali e tu giravi e sceglievi cosa vedere. Adesso non mi azzardo quasi ad accenderla, so che ci sono dentro dei satelliti ma cosa facciano non mi è ancora chiaro, so solo che capita spesso che voglio vedere una cosa e me ne fa vedere un’altra. Mi intimorisce, e allora lascio stare la tivù e mi dedico nuovamente al manuale del telefono.
Poi, le utenze: una volta tu a casa tua facevi gli allacciamenti di acqua luce gas e telefono, sapevi che ogni due mesi ti arrivava la bolletta e finita lì. Adesso è un casino, l’Enel ti vuole dare il gas, Hera ti vuole dare la luce, e Telecom poco ci manca che ti propone il riscaldamento. Mi chiedo se per fare la spesa posso ancora andare al supermercato o se per caso non dovrei andare dal benzinaio o in farmacia….
Penso che rispetto a 100 anni fa abbiamo fatto passi da gigante, ad un certo punto ci eravamo anche migliorati la vita con confort e comodità che facevano davvero piacere ed erano utili (poi queste utilità son diventate necessità ma questo è un altro discorso), siamo stati bravissimi. E fin lì stavamo andando bene, tutto era facile e funzionava bene, restava solo qualche nonnino che rimaneva indietro con alcuni marchingegni moderni (videoregistratore, computer ecc) ma chiunque era in grado di aiutarlo programmandogli l’apparecchio che il nonnino non capiva. Ora tutto è difficile, e per qualunque cosa ti tocca chiamare il tecnico perché in famiglia non c’è nessuno che ci possa capire un tubo! Io mi arrendo e rimpiango i piccioni viaggiatori, e se fossi ancora una fumatrice tornerei ai segnali di fumo.

Comunque, a parte ste considerazioni da cervello decrepito che si rifiuta di stare al passo con la tecnologia, domani prendo il treno e parto, vado ad imbarcarmi. Gli accordi sono che quando arrivo a Viareggio devo chiamare. Come se fosse facile. Credo che manderò una e-mail.

Toscanella, 10 maggio 2011

Oggi, ore 14, suona il telefono, rispondo, mi dicono "cerchiamo una hostess con incarico aggiuntivo di cuoca professionista, mozzo e baby sitter, madrelingua italiana che parli correttamente inglese francese e spagnolo, che abbia i corsi stcw, la patente nautica e almeno 5 anni di esperienza; la barca, un 27 metri con gli interni tutti in ottone da lucidare ogni giorno e lenzuola in lino - da lavare a mano - da cambiare un giorno sì ed uno anche, porta mediamente 8 ospiti di cui 4 bambini, uno ha forti allergie alimentari e un'altra persona segue una dieta rigidissima, mentre gli altri sono forti mangiatori e buongustai. Stanno a bordo continuativamente dal 1 luglio al 31 agosto. Compenso offerto 1.000 euro al mese in nero, ma se lei li vale possiamo arrivare anche a 1.100… le interessa?"

CLIC

(La risposta sarebbe stata davvero poco diplomatica)

Meno male che non sono in cerca di lavoro!!!!!!!!

Però mi chiedo quali nuove droghe hanno messo in circolazione, e che non sia il caso che anche io cominci a provare qualche sostanza stupefacente, così, giusto per sentirmi più in sintonia con il mondo attuale….
Toscanella, 07 maggio 2011


Manco metto piede in territorio italico che subito mi becco un’influenza che mi stende k.o. per 3 giorni… Ma pazienza, almeno ora ho irrobustito gli anticorpi.

Quest’anno la stagione non la volevo fare sulle solite barche a motore, le stagioni 2009 e 2010 sono state talmente stressanti che mi era davvero passata la voglia, e avevo già in mente da qualche mese il piano B, che più lo pensavo più mi stuzzicava…. Aspettavo solo di tornare a casa x comprare il biglietto aereo…. quindi le varie offerte che mi sono arrivate le ho tutte rimbalzate a priori senza nemmeno ascoltare di cosa si trattava, senza nessun rimpianto…. Tutte meno una…. Aveva catturato la mia attenzione… Ho ascoltato…. E’ scattata una simpatia nei confronti dell’armatrice… e dopo appena 48 ore dall’atterraggio in Italia avevo già dato parola di fare la stagione! Un po’ mi odio, ma è anche vero che stavolta sento vibrazioni positive e non nascondo nemmeno un certo entusiasmo. Se mi sbaglio stavolta chiudo con questo lavoro, per sempre. E quindi parto la settimana prossima, destinazione iniziale toscana.

A casa tutto bene e ci sono novità, si è allargata la famiglia: a parte Ugo, il gatto più ciccione del mondo che l’unico suo modo di manifestarmi il suo entusiasmo per il mio ritorno è miagolare disperato per avere qualcosa da mangiare manco fosse digiuno da 6 mesi, ora ci sono Vespuccio, la Cocca e la Irma. Eccoli qui.



Vespuccio fa il filo a Ugo. Ugo è stranito di questo nuovo fratello con le orecchie lunghe ma non è geloso finchè non gli ruba i suoi croccantini (che si tenga le sue carote lui....) e guarda la Cocca e la Irma immaginandole nude e sdraiate (nel forno).

 La Cocca e la Irma sono due pettegole che stanno tutto il giorno a cianciare in giardino, secondo me alle spalle di quel cicciobombo di Ugo.
07 ottobre 2010, Toscanella


Manca poco alla partenza invernale: un paio di matrimoni nel week end poi vado.

Quest’anno mi rifaccio la traversata, ma partendo dalla Turchia. La barca è piccola piccola, speriamo che vada tutto bene. Mi fido abbastanza dello skipper per buttarmi in queste oltre 5.000 miglia….e vediamo come va, in tutti i sensi. E’ Francese, lo conosco da un paio d’anni, è una brava persona e potrei perfino definirlo il mio aspirante fidanzato; magari se lo merita, se non altro per il fatto di lasciarmi sbraitare e poi minimizzare quando ho le mie sclerate per reclamare la mia libertà: d’inverno ci vediamo poco, ma d’estate proprio mai, e quando mi chiama più di 2 volte in un mese mi sento soffocare e lo “rimprovero” di starmi troppo addosso, e mi manca l’aria, e…insomma…. il poveretto ha vinto il nobel per la pazienza e la tenacia nel 2009 e 2010, ed è finalista nel 2011 (finalista nel senso che è ora di finirla ‘sta storia….). Non credo che dopo la traversata sarà ancora della stessa idea su di me, e infatti è proprio per questo motivo che ho accettato: così mi conosce meglio, capisce anche lui che non c’entriamo proprio niente l’un con l’altra e mi lascia perdere! Tanto ormai ho capito qual è il mio destino….è sempre stato così: e chi non mi interessa mi muore dietro, e chi mi piace manco si accorge della mia esistenza ….se faccio la media ho una vita sentimentale stupenda, ma non è esattamente così che dovrebbe essere…. Evidentemente nel progetto della mia vita quando era ora di disegnarmi a fianco un compagno è finito il pennarello…. ma non mi lamento, anzi….sto talmente bene così che non farei a cambio proprio con nessuno. Devo ammettere comunque che i 2 matrimoni in programma mi emozionano entrambi, mi son sempre piaciuti i matrimoni, tutti sono contenti e si divertono un mondo. Mi piacerebbe un giorno fare una festa così anche io….ma da sola! E per un matrimonio non si può proprio fare, vero? Peccato. Però non è giusto.

simbiosi fraterne

Toscanella, 07 settembre 2010


La solidarietà fraterna di Damiano è commovente: non son libera di procurarmi un'infezione che lui subito decide di prendere a calci uno scoglio durante le vacanze e trascura la ferita, pur se piuttosto estesa, fino a farla infettare..... il tutto sicuramente per gelosia delle bende sfoggiate dalla di lui sorella (io). Allora abbiamo bendato la zampa sinistra anche al gatto Ugo affinchè non si sentisse escluso dal clima ospedaliero che aleggia in casa.
Foto di famiglia.
ps: Ugo ora è incazzato nero e non ci caga più neanche di striscio.....
18 agosto 2010, casa dolce casa

Le mie ultime 36 ore: sbarcata in piena notte, dormito all'addiaccio, mattino al pronto soccorso perchè la gamba doleva troppo, l'infezione in corso è proprio brutta brutta e mi scarnificano tutto il crostone per arrivare alla carne viva, il tutto senza anestesia perchè son troppo infiammata. Meno male che ho una soglia del dolore piuttosto alta ma è stato tremendo, proprio un gran male, non lo auguro a nessuno. Poi devo in qualche modo raggiungere casa, i voli hanno costi proibitivi e opto per il treno: Milazzo-Napoli senza posto a sedere garantito = 7 ore nel corridoio. A Napoli prendo il vagone letto: un paradiso!!!!!! Mi vengono a prendere da Bologna Damiano e Annalara, sembro una reduce di guerra, arrivo a casa e dormo ancora. Poi di nuovo pronto soccorso, sempre per la gamba: la ferita è un po' più bella, necessito solo di medicazioni quotidiane ma tutto sta facendo il suo corso normale, niente di grave. Mi sento più serena. Chiamo Angie per sapere come sta, ieri mattina è sbarcata pure lei ed è già a Roma in attesa del volo per Ibiza, casa. Anche il suo programma prevede dormire, dormire e dormire. Ci facciamo due risate al telefono su questo tour de force che abbiamo condiviso, ora che è finita possiamo riderci sopra, e ci salutiamo. Mi mancherà. Ma tanto il mare è piccolo e soprattutto noi ci navighiamo sopra.



Toscanella, 30 giugno 2010

Scarcerata.
La Gabri è evasa un paio di settimane fa e la vita stava assumendo toni grigi, occorreva dare una spennellata di colore… pertanto dopo lunghi conflitti interiori ho deciso di cambiare rotta pure io, quindi stamattina ho ceduto il mestolo al nuovo cuoco di bordo e ho abbandonato il mio super equipaggio. Ma tanto è solo un arrivederci. Sono stata molto bene con loro, e non lo dico solo perché mi hanno autorizzato a scrivere di loro, lo dico sinceramente e di cuore.
Orsetto è fortissimo, quando non mi intimorisce: devo ammetterlo, un pochino di squaraus al mattino quando dovevo svegliarlo ce l’avevo, ma a parte ciò mi ci sono trovata davvero bene, è un’ottima persona: sangue sardo non mente! Anche con Armando tutto bene, riconfermo la positività dell’elemento e ribadisco che trovo in lui alcuni pregi rari negli altri comandanti (e persone in generale). Penso gli faranno un’aureola, e se Santa Brigida ci aiuta proveremo addirittura a farlo Beato, che se lo merita anche!
In conclusione posso dire che è stato un imbarco ai limiti della noia, tutt’altra cosa rispetto ai ritmi cui sono abituata, e tutto sommato anche con la famiglia Forrester mi sono trovata bene (nonostante i moscardini), e ho deciso di lasciare il posto solo perché ho voglia di navigare, girare, fare, vedere, curiosare… se devo stare in barca per fare hotelleria allora me ne vado a lavorare alla Pensione Mariuccia a Casal Borsetti (con tutto il rispetto per la Sig.ra Mariuccia) e quando ho due ore libere me ne vengo a casa!! Quindi ciao ragazzi, comportatevi bene, ci vediamo presto e…..mi raccomando che sia pronto il caffè!
Mò approfitto dell’inaspettato pit-stop in quel di romagna per sbrigare un paio di faccende e domani altre 6-7 ore di treno per raggiungere nuova barca….dico solo 3 cose:

1 - Vela
2 – 17 metri (e non un centimetro di più)
3 - Charter

La mia dimensione.
Che Dio sia clemente per quel che riguarda lo skipper, non lo conosco e non so chi sia. Se vedo che gira male mi appiccico il decalogo in fronte.
Toscanella, 17 aprile 2010

Dopo aver mangiato un’ultima volta gli “gnocchi dalle gnocche” per salutare le 2 simpaticissime pazzoidi che gestiscono il miglior ristorante italiano in Martinica, G mi ha accompagnata in aeroporto. Mossa strategica da parte sua per essere ben sicuro che partissi sul serio, non voleva correre il rischio che restassi ancora là…. Ma lo so che in fondo in fondo mi vuole bene…
E così ho salutato i caraibi sotto una pioggia battente ma almeno di temperatura accettabile, per trovarmi un attimo ibernata a Parigi (un freddo cane) e poi finalmente arrivare a casa dove sto ancora congelando ma nutro una certa fiducia in questa primavera alle porte che non tarderà molto a darmi soddisfazione.
Sconquassata come ad ogni rientro è comunque sempre un piacere rivedere vecchie facce amiche, devo ancora fare tutto il giro dei saluti ma ci sto lavorando sodo. Intanto vedo che durante la mia lunga assenza qui in Italia non è cambiato niente: Ridge è ancora una volta combattuto tra Brooke e Taylor quindi tutto come solito, non ci sono grosse novità.
Pubblico una foto della mia casa martinichese per condividerla. Tengo a precisare che quella cosa lassù in alto non è una persona ma una bambola, si chiama Caroline e abitava con me e Nicolò. Silenziosa e discreta, lei sorvegliava la casa quando eravamo assenti entrambi.
Casa, 19 novembre 2009

3, 2, 1…..via!
Imminente partenza per Parigi dove mi fermo un paio di giorni a salutare amici e poi lunedi via in Martinica!
A Parigi verrà anche Ira per salutarmi, abbiamo deciso di rispolverare un pochino le nostre vecchie e sane abitudini di scorazzare in giro per le capitali europee….così fino ai 90 anni!! (anche se con sta storia che nel 2012 finisce il mondo buttiamo via mezzo secolo…..)

Niente di speciale da raccontare. Ho il morale un po’ basso, sarà il freddo. Conto di rimetterlo in sesto contestualmente alla temperatura esterna.

Quindi si parte, e ne sono veramente felice: qui più ci sto più mi intristisco; guardi il telegiornale e ci sono solo cattive notizie; nella quotidianità invece qualunque cosa fai o devi fare devi sempre guardarti alle spalle perché la gente se può ti calpesta. E mi sconcerta notare un certo cambiamento di atteggiamenti nella mentalità comune: ora vige di brutto la legge del più forte. Sembra retorica ma io ho veramente notato che una volta chi si comportava male veniva additato dall’opinione comune (accordi non rispettati, parole negate, truffe ai danni del prossimo); ora viene osannato ed è considerato un forte, un furbo, un grande. E allora sto bene nella mia piccolezza. E l’unica cosa che guardo in tv è il grande fratello. Ma anche lì non fanno che litigare e piangere, piangere e litigare. Litigano piangendo e piangono litigando. E’ veramente lo specchio della società attuale. Meno male che c’è Maicol a portare un po’ d’allegria. Se qualcuno ogni tanto mi manda aggiornamenti mi fa proprio una cortesia.

Ho fatto una cosa grandiosa, che però ancora non pubblicizzo perché non è definita. Dirò solo che per portarla a termine mi sono impastata non poco e se non veniva in mio soccorso Ira con costanti collegamenti skype io ero ancora lì a cercar di mettere ordine in tutti quei files….. doc, rtf, wps, ps, pdf, jpg, gif e png…… il che sommato a tutte ste scartoffie che mi trovo per le mani di usl, inps, irpef e un cavolo di codice isbn (che ho perso, mannaggia) mi ha un po’ turbata: ieri ho telefonato in banca per chiedere il codice per i bonifici… dai… l’adsl… per di più l’ho ripetuto due volte “mi serve l’adsl del mio conto!!!!”…..il mio interlocutore è ancora là che ride, e secondo me questa finirà negli aneddoti tra colleghi di banca…. Si, decisamente direi che ho bisogno di andarmene un po’ fuori dall’era moderna, mi sembra cosa buona e giusta. Ma stasera c’è l’assemblea di condominio. Il bazuka è carico, vado.

Martinica………arrivoooooooooooooooo
Casa, 28 ottobre 2009

Eccomi qua, non sono scappata. Sono solo in stand-by, cioè in attesa di ripartire per lidi tropicali. Qua fa troppo freddo. In queste tre settimane di permanenza a casa tra le altre cose ho comprato un pc nuovo ed è proprio per questo che non ho più aggiornato il blog: ci sto ancora litigando per tutte le configurazioni eccetera….E’ risaputo che io con la tecnologia faccio continuamente a pugni….e anche se spesso ne esco sconfitta non posso lamentarmi dei miei progressi.

Nel frattempo però ho fatto anche altre cose: un giro al salone di Genova, per esempio: bellissima giornata di saluti e mica saluti, ho visto un sacco di amici! Miriam col pancione è bellissima e anche gli altri li ho trovati tutti in forma splendida.

Poi son stata con Damiano un week end a Dublino a trovare Ira, la mia amica che non so mai dove ubicare: Imola? Sardegna? Roma? Mò è a Dublino, la prossima volta chissà dove mi tocca andare per vederla, forse sulla luna. DUBLINO E’ UNA CITTA’ BELLISSIMA !!!! Non dico altro, chi c’è stato lo sa e chi non c’è stato ci vada perché merita davvero.

Riflessioni del periodo di transizione tra stagione estiva e futuro (quest’anno non facendo la traversata anziché fare le mie solite riflessioni a bordo barca guardando le onde le faccio in pigiama dal divano):

Questa stagione, per anomala e sbilenca che sia stata, tutto sommato non è andata poi così male. Sulla prima barca anche ritornandoci col pensiero non posso che confermare la demolizione psicologica a cui sono stata sottoposta (sono sicura che è stata una cosa involontaria da parte di chi lo ha fatto – diciamo diplomaticamente così -, ma resta innegabile che è stato fatto, e solo con notevole forza di volontà sono riuscita a riconvincermi che non sono così deficiente/inadeguata/sbagliata/incapace/ritardata come si cercava di farmi passare); ma devo anche dire, ad onor del vero, che i momenti divertenti ed i risvolti positivi di tutto il periodo non sono mancati: innanzitutto ho fatto tutto lo stivale a scendere, da Napoli in giù, poi il ritorno alle Eolie (ben 2 volte!!!) e pure il giro completo della Sicilia, comprese le Egadi che diversamente chissà quando e come avrei potuto vedere. Ok….è vero…. scendevo giusto il tempo strettamente tecnico per fare la spesa, ma nella vita bisogna anche sapersi accontentare; e poi tra una panetteria ed una pescheria nessuno mi vietava di guardarmi in giro. Inoltre con la hostess ed il marinaio c’era buon feeling e conservo bei ricordi dei momenti passati insieme, anche se del trio io ero un po’ la babbions. E poi, il momento più bello in assoluto di tutta l’estate: il giorno dell’esplosione atomica = lo sbarco. La stessa sensazione che togliersi un paio di scarpe strette. Molto strette.

Del secondo imbarco….che dire…un film….copione ai limiti del verosimile. Di buono mi ha portato a conoscere un’ottimo comandante con cui mi sono trovata a Viareggio a condividere follie e delirii della società armatrice. Le risate non sono mancate.

Il terzo imbarco….finalmente la normalità. Ambiente velistico (e questo fa già il 50%), armatori tranquilli e comandante da annoverare tra le persone con la miglior intelligenza umana mai incontrate; itinerario simpatico: st.tropez, st. tropez, porquerolles, st.tropez e poi anche st.tropez!

Ora a casa fa solo un gran freddo ma tengo botta, tanto manca ancora poco. Destinazione sempre Martinica, e forse è l’ultimo anno: mi sono posta un obiettivo personale…. o la va o la spacca. Entrambe le ipotesi mi terrorizzano, non male come presupposto!

Toscanella, 08 settembre 2009
Domani riparto, ultimo imbarco della stagione più stramba nella mia breve esperienza. Destinazione, ovviamente, di nuovo Sardegna. Stavolta almeno ci vado in aereo….e finalmente su una barca a vela!
A casa ho sbrigato parte di quelle incombenze che mi trascinavo da tempo, tutte noie e seccature burocratiche, dù palle… cmq adesso è quasi tutto sistemato, e quel che non è sistemato è perché non si sistema, è così e basta. Per esempio, dopo averla presa in c*** qualche anno fa, mi sono armata di vaselina e ho parlato con il mio consulente finanziario (manco avessi dei soldi…..), il quale mi ha rassicurata su certi leciti dubbi riguardo tanti soldi che ogni anno gli do e che teoricamente dovrebbe restituirmi tra qualche secolo. Mia personale riflessione dopo la lunga chiacchierata: se credo a questa me ne racconta un'altra!
Perché sti promotori finanziari quando devono venderti un piano di risparmio interpretano le postille in un modo, e quando vai per riscattare interpretano in un altro modo? Eppure quel che c’è scritto son le stesse parole, anche a distanza di 10 o 15 anni…. Si vede che più che la rivalutazione istat bisogna guardare l’evoluzione del linguaggio nell’arco di durata del contratto….
Esempio: “dai firma qua, c’è scritto che te per 10 anni mi dai 2.000 euro all’anno e io alla fine te li ridò tutti insieme rivalutati”. Te cosa capisci? Che ti rivalutano il capitale in base all’inflazione, e firmi. Il secondo anno già ti chiede 2.100 euro, eccheccazzo hai fatto una polizza rivalutabile, il costo della vita è aumentato, è ovvio che devi versare di più per stare in linea con quanto hai firmato, ma sei contento lo stesso (ignaro pirla). Alla fine dei 10 anni pensi “minchia, adesso mi arrivano un botto di soldi”. Sbagliatissimo. Innanzitutto dai soldi che versavi devi togliere quel che loro si tenevano di commissioni (è scritto con l’inchiostro simpatico sul contratto, nell’angolino in fondo a destra della terza pagina, proprio lì, non lo vedi?). E poi non è stato rivalutato un cazzo perché i mercati sono andati male. Mercati??? E l’Istat? E la rivalutazione?? E chi mai aveva parlato di rivalutazione istat? Lui parlava della rivalutazione del capitale in base all’andamento dei mercati. AAAhhhhh…..adesso ho capito: ma allora se sono andati così male perché ogni anno pagavo sempre un po’ di più? Per la rivalutazione, appunto. E qui mi confondo, appena credo di aver capito mi si sgretola il cervello. L’unica cosa chiara è che ci sono 2 unità di misura, un po’ come i centimetri e i pollici: se devi pagare 10, son centimetri; se devi avere 10, allora son pollici. Si ma allora dei 2.000 euro che ti ho dato 10 anni fa, che mi corrispondevano a 3 stipendi e mezzo e coi quali potevo fare una vacanza veramente strafiga portandomi anche 3 amici, ora mi dai 1.900 euro, che ci vado 2 giorni con mamma in campeggio a Casalborsetti, un ingresso a Mirabilandia, un gelato…. e li ho finiti.
Da quando la matematica è diventata un’opinione l’unica vera difesa che abbiamo sono le mutande di ferro!
Sono anche andata un week end su al lago dal babbo con Natascia e i suoi bimbi. L’ultima volta che era venuta su era incinta, oggi Alicia ha quasi 8 anni, il piccolo Alessandro ne ha uno e mezzo, e abbiamo constatato come cambiano le cose: una volta andavamo su per girare, andare in bici, passavamo i pomeriggi a fare shopping e la sera uscivamo. Adesso tra un cambio pannolino e una filastrocca abbiamo passato i pomeriggi ai giardinetti a fare le nostre chiacchiere spingendo dondoli…. in più ho conosciuto il nipotino di mio babbo (spettacolare!!! Un bambino stupendo!!!); domenica sera aperitivo-concerto da Berti con tutte le mie amiche storiche, con una miriade di bambini intorno che mi ha creato non poche difficoltà per il giusto abbinamento genitoriale, e ieri sera un breve parentour a Modena vedendo ben 4 nuovi parenti al di sotto dei 3 anni (che io purtroppo conoscevo solo in foto)….In 3 giorni ho realizzato che il tempo passa troppo veloce. Ma non ci si può far niente!!???
Altre cose da raccontare non le ho, se non che mi sono comperata il libro x smettere di fumare. Tutta piena di buoni intenti ho spento la mia (credevo) ultima sigaretta. Alla prima pagina invece leggo che non posso smettere finchè non ho finito il libro. Allora ne leggo una riga al giorno.

il giro dell'oca

28 agosto 2009
“Vaifra cos’hai fatto ieri?”
“Mah….niente di speciale: ho messo la sveglia alle 3 di mattina per prendere il treno e raggiungere una barca a Montecarlo e fare un charter di una settimana, visto che il loro cuoco si è infortunato. Quasi giunta a destinazione mi hanno mandato un sms che era tutto annullato e potevo tornare a casa, e scusassi tanto il disturbo. Prima di mezzanotte ero già a casa. Domani, essendo sabato, conto di prendere il volo delle 5 per New York, ora di domenica sera dovrei esser di ritorno”