Visualizzazione post con etichetta isole vergini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta isole vergini. Mostra tutti i post

Toscanella bay, 10 maggio 2023

 No raga, io vi ringrazio tantissimo che appena ho riaperto il blog e la pagina fb mi avete mandato dei messaggi carinissimi di bentornata, ma anche se mi è tornata la voglia di scrivere non ce la faccio a pensare di fare dei post regolari come facevo anni fa, non ancora per il momento.

Sto facendo mille cose per riorganizzarmi la vita, che come tutti sanno andrebbe rivoluzionata  ogni qualche lustro….  e io in questo senso mi ci applico. Ho ottomila cose in testa, mille post da scrivere ma al momento non ho tanto tempo, quindi quasi quasi mi limito a mettere qualche foto degli ultimi viaggi, quelle non mi mancano. Cosa volete? Maldive? Bahamas? Thailandia? Fiji? Nuova Zelanda? I soliti Caraibi? Mediterraneo?  Va beh io le mescolo tutte e bravo chi indovina.  

Come dice una bellissima canzone: se mi rilasso collasso, voglio energia: metto carbone e follia.  E poi ce la faccio di nuovo a cambiare vita. 




















Giù al nord

Anegada (British Virgin Islands), 22 ottobre 2013
  
Ebbene si, dopo almeno 6 anni eccomi di nuovo qui alle BVI. E confermo che mi piacciono di più le Grenadine. Charter iniziato da 3 giorni, forse 4 non lo so ho perso il conto, so solo che partire così di botto con un charter da 9 persone (più noi due, e fanno 11) di cui 5 bambini è massacrante. Questi poi sono delle idrovore, per loro stessa ammissione dipendenti dal cibo, e infatti raramente ho visto mangiare queste quantità con tanta voracità e frequenza, e io che di solito vengo sgridata per la troppa abbondanza mi trovo a non tenere il passo con le fameliche bocche di questo gruppo. Simpatici, carini e piacevoli ma tutti col verme solitario, che quel che per la gente normale è un pasto per loro è l’aperitivo…. pertanto passo le giornate a sfornare di tutto di più, riposo zero e arrivo a sera che piangerei per il male ai piedi, tanto che potrei anche pagare mezzo stipendio per un massaggino. E poi ti dicono “bella vita che fai te ai caraibi”… come se passassi le tue giornate spaparanzata su quelle spiagge da sogno che riesci a fotografare solo guardando fuori dall’oblò (ovviamente esagero, ogni tanto riesci anche a mettere i piedi sulla sabbia… ogni tanto ho detto!!!!)

Quest’anno non ho la verve che in genere mi contraddisitingue, e poverini mi dispiace perché meriterebbero più partecipazione da parte mia ma proprio non ce la posso fare, questi posti non li conosco, non li sento miei e quindi non riesco a trasmettere un entusiasmo che non ho; andrà meglio il prossimo, giù alle mie care Grenadine. E diamo la colpa alle isole, che è più facile, sto diventando pure scaricabarili, di questo passo dove andrò a finire!?!


Non avendo tanto da raccontare ho deciso di autoinvitarmi ad un gioco che ho letto qualche tempo fa su un blog che seguo, ma partiamo dall’inizio: esiste questo mondo parallelo di bloggeristi, io stessa sono una bloggerista ma anomala: ho un blog, ne seguo tre o quattro ma non partecipo a suon di commenti su ogni post che viene scritto su questi blog, di conseguenza mi rendo conto di essere un po’ fuori dal giro. Ad ogni modo tra i miei preferiti c’è questo blog che seguo con interesse che è quello della smemomamma, mi fa morire leggere i suoi post perché io e lei siamo gli esatti opposti, diciamo che io sono una che il piano B l’ha messo in atto, lei vive felicemente il piano A; e qualche settimana fa scriveva di questo gioco tra bloggeristi in cui ognuno doveva scrivere alcune cose che ama della sua giornata-tipo e alcune cose che detesta, poi estendere l’invito ad altri blogger. A me non mi ha invitata nessuno proprio perché mi sono autotagliata fuori dal giro, ma stavolta partecipo per i fatti miei quindi vi elenco qui di seguito cosa amo e cosa detesto della mia giornata-tipo;
 


Le cose che mi fanno rimpiangere di non fare la segretaria, e come ho scritto una volta in preda ad un lapsus mi sento una hostRess:
-        I clienti vittime del fuso orario che ti ballano il tip-tap sulla testa alle 4 del mattino.
-        Quando finisci di lavare i piatti del pranzo e ti rendi conto di esser già in ritardo per la cena.
-        Quando al mattino esci dalla tua cabina e prima di dire buongiorno ne hai già addosso 4 che ti fanno domande di tutti i generi.
-        Quando arrivi con 6 carrelli della spesa stracolmi (senza il bere) e nessuno ti caga di striscio per darti una mano a caricare tutto in barca. E magari piove.
-        I clienti che salgono in barca e “Ah, cuoca italiana? Allora ci fai la pizza (o spaghetti/lasagne/tiramisù….)”. Li ucciderei.
-        Quando tu ti fai un culo disumano e nessuno ti caga di striscio mentre invece lo skipper non fa un benemerito cicco di niente (non tutti, e stavolta sono con l’eccezione) ed è un Dio in terra. Sto giro addirittura hanno chiesto a lui gli ingredienti di una torta, fanculo và.
-        Le invasioni di cucarache a bordo.
-        I Francesi, che ti stanno lì col fiato sul collo che hanno fame (e magari sono nemmeno le 12  quindi NON sei in ritardo ma ti fanno sembrare di si), finalmente dici “ok tutti a tavola, è pronto”….. e loro INIZIANO l’aperitivo. Da mettersi ad urlare.
-        Quando non c’è vento e la boa batte tutta notte sulla parete della tua cabina, esattamente ad altezza testa.
E quel che invece è impagabilmente bello:
-        Quando sudata marcia, ma proprio da far schifo, ti butti in acqua e per qualche secondo senti il frizzolino sulla pelle con tutte le bollicine intorno che ti sembra di buttarti dentro una vasca di Perrier.
-        Quando durante le navigazioni riesci a ritagliarti un momentino per te, che ti butti sul divano e resti in quella fase di rincoglionimento del dormi-veglia, e mentre ti fai cullare dalle onde se ti va di culo che sono tutti fuori a prendere la tintarella senti solo il rumore delle onde stesse e del vento.
-        I clienti che prima di andare a dormire ti fanno la sfilata per darti il bacio della buonanotte ringraziandoti delle cose buone che gli prepari.
-        Il piacere di incontrare amici in giro.
-        Il silenzio della barca quando se ne vanno tutti in spiaggia, e anche il piacere di rivederli a bordo quando tornano (quasi sempre).
-        La sera, strisciare con le ossa rotta fino alla tua cabina là davanti, che anche se è un loculo ti sembra una reggia, e mentre ti svesti pregustarti un’intensissima notte di sonno cullata dal ciondolio della barca…..impagabile!!!!

Ile de la Forchue, 28 ottobre 2013
 Pescare?? Se abbiamo pescato???? Ma sti grandissimi ka, alla faccia del pesce!!!!! Dopo il primo marlin che durante il trasferimento Martinica-St.Martin dopo un’ora e mezza di lotta ha spaccato tutto, abbiamo preso un barracudino, un tonno dignitoso e un altro tonnetto piccolino. Poi per tutta la crociera alle BVI abbiamo preso solo tanti barracuda, mollati per paura di chiguatera, e tanti tonnetti ma troppo piccoli quindi tutti rilasciati al mare. Di commestibile solo uno spanish mackrel. Poi….ieri….ritorno dalle Vergini a St.Martin, 15 ore di navigazione controvento, due palle bestiali tutti rincoglioniti dai salti e dal rumore del motore, il mare contro, l’acqua, il sale, la stanchezza; ma almeno la giornata è stata movimentata dalla pesca di un bel marlin, nemmeno un quarto di quello che ci aveva mollati ma comunque abbastanza grande, e un bel dorado. Persi per strada il secondo dorado ed il secondo marlin. Stamattina, tonno bello grosso, 4 kg e mezzo già pulito. E così il menu dell’ultimo giorno ha visto sfilare in ordine di apparizione: dorado alla thaithienne, carpaccio di marlin, tartare di marlin, tonno alla siciliana, nems di marlin, tonno al pistacchio e marlin al barbecue, con salse di tutti i tipi e tutti i generi. Sfondati di pesce, e congelatore pieno. Vai skipper, sei il numero uno!!!!!!!


St.Martin, 29 ottobre 2013

Tutto bene, charter portato a termine con successo: clienti soddisfatti, hostess disintegrata, cambusa vuota, tranne il frigo (ma li ho presi per sfinimento, alla fine li ho stremati di cibo, ho vinto io!!!!).

Ieri sera i bambini ci hanno cantato una canzoncina per noi due, sul ritmo di “Oh, Champs Elysés” con le parole cambiate in “Croisière aux Iles Vierges” e tante parole carine per noi. Davvero carini, proprio proprio tanto. Devo dire che sto giro le Vergini mi sono piaciute di più che in passato, forse perché le altre volte che sono venuta ero su barche di gamma più elevata e quindi mettere il naso fuori era veramente un’utopia; stavolta invece non che mi sia data alla pazza gioia ma insomma, un paio di volte sono riuscita ad andare a farmi le mie nuotate (ok ok, per me 10 minuti sono una nuotatona, va bene??). A bordo divertimento e buonumore, 5 bambini faranno anche tanto baccano ma quando sono così educati è un piacere anche viziarli un pochino, proprio bravi. E comunque con questo skipper è una pacchia, i bimbi se li gestisce lui per tutto, io devo solo farmi trovare pronta per quelle centocinquanta merende al giorno e per tutto il resto ci pensa lui. No non lo scrivo il nome dello skipper, e nemmeno scrivo più l’iniziale perché non vuole, però è il numero uno, è un mio amico e sono orgogliosa di lavorare con lui.
Io sto bene, ho passato qualche giorno giù di forma tanto che pensavo di star covando un’influenzina ma ora tutto a posto, solo tanta stanchezza, e i piedi martoriati, mi sa che non ho più il fisico per questo mestiere, sto giro veramente i piedi sono morti e non li sento nemmeno più. Mò parto per la Martinica con un altro skipper –che non conosco - perché il mio resta qui qualche giorno; quando arrivo giù, all’incirca giovedi, non voglio nemmeno pensarci che casino mi aspetta: trovare alloggio, dare un paio di risposte che se avessi anche solo una vaga idea di cosa voglio fare da grande sarei felice, figuriamoci come faccio a dare risposte immediate, organizzare un paio di altre cose che è sempre quando sei incasinata che ti appioppano le scadenze corte e vaffanculo Murphy, e poi vorrei anche, se possibile, prendere fiato.
Le Robin (saranno 3 km da Le Marin), 27 febbraio 2008
Pochi giorni di vacanza in montagna a casa degli zii (Stefano e Michela), panorama mozzafiato sulla costa atlantica, passeggiate mattutine nella foresta….che chiedere di più alla vita?
Sono contenta: dal punto di vista umano-divertimentistico una volta accettato e digerito il fatto che Marin non è più Marin va molto meglio, ho cambiato totalmente le mie frequentazioni martinichesi, ho iniziato ad interagire maggiormente con francesi ed antillesi… sarà che quest’anno finalmente in possesso del livre bleu sto lavorando abbastanza bene con le agenzie locali…..non so! Comunque sto imparando a capire il creolo…..se ci si applica non è poi così difficile, tante volte capisco se non proprio tutte le parole almeno i discorsi….parlarlo è un altro paio di maniche, penso mi ci voglia ancora un po’ di tempo!
Domani vado via con Switch per 2 settimane, non credo che aggiornerò il blog, un po’ perché con loro sarà un tour de force disumano, un po’ perché se mi restano tempo e forze sarò impegnata a redarre un report completo e dettagliato per Darietto;
sono molto curiosa di lavorare con questo colosso del low cost barcarolo, un po’ spaventata, ma molto contenta di tornare alle Grenadine….un mese di assenza…..mi mancano!! Sto iniziando anche ad avere un po’ di nostalgia di casa: dopo aver saputo che entrambe le mie Pamele sono incinte dei due rispettivi Alessandri, mi sono chiesta come stanno tutti gli altri miei “nipotini” e ho voglia di tornare un po’ a casa, anche se so benissimo che dopo 2 giorni dal mio arrivo inizierò a scalpitare per ripartire…. C’est tout, vado a preparare i miei 4 straccetti per queste 2 settimane….
Tortola, 21 febbraio 2008
Non è che abbia tantissimo da raccontare perché non sono successe grandi cose, ma almeno per una volta il luogo da cui scrivo non è Le Marin in Martinica. Ebbene si, sono stata catapultata alle isole vergini britanniche, inizialmente per fare una crociera singola, poi mi hanno chiesto di farne un’altra a seguire, e quindi sono restata qui.
Il primo charter è andato straordinariamente bene, eravamo due barche con un totale di 14 ospiti americani un po’ anzianotti ma simpaticissimi, praticamente dei bambinoni cresciuti che passavano le giornate a pescare e le serate a farsi scherzi e guerre con un intero arsenale di fucili ad acqua che trovavo continuamente in ogni angolo della barca, aprivi un gavone e ops un fucile; c’era la porta che non si apriva, fozavi e ops un altro fucile; andavi per pulire una doccia e ops eccoci 2 pistole….. Appena li abbiamo sbarcati la mia barca è ripartita senza di me, mi è dispiaciuto per metà: peccato per Irwin lo skipper perché si andava d’accordo e mi piaceva il suo modo di lavorare, ma ben venga il cambio del cuoco perché Eric, da me soprannominato “la signorina Rottermeyer”, sarà anche bravissimo ma ha un caratteraccio, esattamente come mi avevano detto, comunque è andato tutto bene! Seconda settimana sulla barca gemella della prima, sempre americani ma questi dei testa di c**** fatti e finiti, mi sono fatta un culo quadrato per accontentarli, e non erano mai spianati, i miei istinti omicidi sono stati messi a dura prova….. Non avrei mai immaginato nella mia vita di dover subire del razzismo ma invece è andata proprio così: questi ce l’avevano a morte coi messicani, e sarà per il mio aspetto, sarà per l’italiano che un po’ suona come lo spagnolo, sarà quel che sarà ma li sentivo commentare cose poco carine sul mio conto e soprattutto sul colore della mia pelle, e mi trattavano veramente male, non mi parlavano e avevano da ridire su tutto, perfino il colore dei tovagliolini per l’aperitivo!!! Con Caroline e Gaultier erano un po’ più tolleranti (un pochino-ino-ino), entrambi alti biondi e con la pelle chiarissima, ma in generale ci hanno fatti impazzire con richieste assurde che abbiamo cercato in ogni modo di accontentare: dalle sedie coi braccioli alle precise etichette di vino…..un inferno durato 7 giorni che abbiamo sopportato con pazienza e rassegnazione mangiando tanto nervoso e aggiornandoci di continuo sul countdown… fino al momento X dello sbarco, saluti e soliti sorrisini stampati, bye bye, poi sul pontile in 3 a saltellare come grilli facendo la doccia nel Moet & Chandon che loro avevano ovviamente snobbato, e tutti gli altri della base Moorings a guardarci incuriositi. Un bel momento.

Continuo a non amare le isole vergini, ogni volta che vengo qui ho dei problemi di incompatibilità con gli indigeni, trovo che la gente sia scorbutica, sclerotica e non abbia niente a che vedere col sorriso e il buonumore dei grenadiniani…. Tutti sono sempre cattivi e come diciamo dalle mie parti sgodevoli: dagli ufficiali dell’immigrazione ai tassisti, i ristoratori, quelli degli uffici dell’agenzia….. Non ci vengo molto volentieri qui, non trovo il feeling con gli indigeni, e il fatto che quando sono arrivata sono stata tenuta in ufficio all’immigration ben due ore e mezza, e x 2 giorni che io e Gaultier abbiamo fatto avanti e indietro per avere un cavolo di proroga del visto, mi sa tanto che sia come un segno…..tanta fatica per averlo sto visto e poi tanta fatica per prorogarlo….ci sarà un motivo???? anche i posti sono diversi: certo ci sono delle belle baie anche qui, isolette carine, sabbia bianca e acqua turchese, però sarà che ormai sono prevenuta non trovo nulla che mi entusiasmi. Mi è piaciuta Anegada: mi piaceva vederla “avvicinarsi” in barca, talmente piatta e con un bellissimo mare….ma oltre a questo nient’altro. Ah, ho un fidanzato tortolino (o tortolese?): il garzone del supermercato. Gran figaccione eh…. Non ho capito bene il nome, ma ha un sorriso disarmante definito “a scacchi”, è scuro scuro scuro, ma la cosa più bella in assoluto è senza dubbio lo sguardo: con quegli occhi che giocano a briscola quando ti guarda non puoi far finta di niente! Già l’altra volta un tampinamento senza esclusione di colpi nonostante avessi indicato lo skipper quale mio legittimo sposo, la seconda volta quando mi ha rivisto da sola ciao, mi è stato appresso tutto il tempo della spesa ripetendomi che mi aspettava alla cassa!! (ma magari che pagasse lui no????).
Altro da dire non ce l’ho proprio, mi manca tantissimo quella patacca della Milena e ripenso spesso a tutte le nostre avventure, brutte brutte brutte come diceva cucujanji, e anche alle tante risate fatte, belle belle belle, tante volte per stupidate assurde, come quella del nostro neurone (ebbene si, uno in due), io in questi giorni non ce l’ho, mi sa che se l’è tenuto lei! E ieri mi chiedevo come ha gestito l’incontro tra i due Paco: a dire il vero uno era Vito, il mio cane di peluche, che le ho regalato per alleviare la sofferenza per il distacco dal suo Paco lasciato a casa, solo che Vito è diventato Paco, e anche se lei diceva sempre che lui era solo un sostituto poi se l’è portato a casa e io vorrei proprio sapere com’è andata…..

Concludo dicendo che sono molto contenta e soddisfatta di me stessa: nell’ultimo anno ho imparato a smussare tantissimo certi spigoli del mio carattere, ho imparato a stare zitta e non rispondere sempre ad ogni ingiustizia o dispetto subito, tante volte un sorriso esteriore accompagnato dal sottotitolo mavaffanculostronzochenonseialtro rende molto di più che una risposta a tono! Solo un anno fa con gente come l’ultimo gruppo dopo due giorni avrei scatenato una rissa e qualcuno sarebbe finito in mare, invece sono riuscita a controllarmi e a portare a termine il mio lavoro (con TANTA fatica, ma l’ho fatto!). Brava Vaifra, 10 in condotta.

A momenti partiamo, destinazione St.Martin, previsto un blitz velocissimo a Marigot per un saluto alla Gabriella visto che l’altra sera eravamo ancorati a non più di 50 mt dal Tribù ma non siamo riuscite a comunicare, poi via in volo verso la Martinica, e al momento non ho programmi, tutto è possibile.
10 marzo 2007…… AUGURI DAMIANO!!!!! Dalle isole vergini americane, dopo una settimana di crociera.

Eccomi qui, ancora viva. La settimana ad antigua è passata velocemente con i preparativi della barca, un giorno sono anche andata a fare la spesa con Sandra in città e siamo passate attraverso la rain forest…bellissima, e in macchina ogni tanto vedevo anche scorci di spiaggie niente male, bisogna tornare in questa isola, merita, merita…. Poi ho avuto modo di esplorare in lungo ed in largo Nelson Dockyard dove eravamo noi, e qualche sera siamo stati in gita a Falmouth (qualche centinaio di metri più in là, diversi locali e tanta vita notturna).

A bordo va tutto bene, si lavora come pazzi e come previsto non esiste una vita privata: si dorme e si lavora, si lavora e si dorme, i ritrmi sono questi e la giornata è scandita dai tempi di servizio e di riposo (scarsino). Non mi entusiasma lavorare su questo genere di barche, troppo grandi, troppo formali i rapporti con gli altri, inoltre sono alle isole vergini ma potrei essere in qualunque altra parte del mondo in quanto vivo sottocoperta con luce artificiale ed aria condizionata, come in miniera!!!…..dicono che qui fuori ci siano i caraibi….mah…. ho dei seri dubbi…. Ma questa non è assolutamente una lamentela, è solo una conferma a ciò che già pensavo prima di fare questa prova: non mi piace. Eccheccacchio, mica potrà sempre piacermi tutto no?? Coi colleghi sto benone, a parte Sandra con la quale litigherò ferocemente non appena entrerò in possesso di una bilancia… ovviamente scherzo, però il fatto che lei cucini così divinamente per me non va bene, neanche un po’… Dicevo: con lei e con Mirko ci siamo presi bene, si ride e il clima è ottimo, quindi tutto sommato non è così tragica, se non fosse per questo clima di austerità e proibizionismo terroristico dettati non dall’armatore, che invece è una persona gentilissima, così come la moglie ed i loro amici. Ma è pur sempre vero che nessuno siam perfetti, ognuno c’abbiamo i suoi difetti…. no?

Da quando abbiamo imbarcato e siamo partiti, come prima tappa abbiamo fatto St.Martin (e daje, son sempre qui ultimamente), seconda tappa isole vergini britanniche e mo’ siamo alle americane, t’è capi??? Mica brodo di giuggiole qui!! Unico inconveniente è che a noi dell’equipaggio non ci hanno accettati in quanto sprovvisti di visto, quindi non possiamo scendere dalla barca, ma non fa nessuna differenza rispetto ad averlo sto benedetto visto, tanto non abbandoneremmo la barca comunque…. Unica escursione a terra in questa settimana è stata proprio x andare a far dogana tutti insieme, qui mica si accontentano dei passaporti, vogliono vedere bene tutte le persone…. Almeno ho visto la dogana di St.John, posso dire di aver visto le isole vergini, anche se un “refused” sul mio passaporto nuovo di zecca non è che mi piaccia tanto, inoltre mi chiedo come facciano quando arriva una bella Costa Crociere con quelle 2-3000 persone a bordo…. Tutti lì in quell’ufficio???

Il mio viaggio verso casa stavolta sarà duro: a causa del visto devo scendere a Tortola e prendere un traghetto per St.Thomas, poi il giorno seguente inizio coi voli: prima un po’ di rimbalzi per i caraibi, sempre col rischio di esser arrestata per vagabondaggio: St.Thomas-St.Juan-St.Martin, praticamente una via crucis, poi appena capisco dov’è St.Juan sono anche contenta. A St.Martin stazionerò 24 ore, ho anche appuntamento x l’aperitivo con Timo e Miriam che saranno là, e ne approfitterò per fare un po’ di meritata spiaggia e svacco totale, tanto ormai dopo i pellegrinaggi dell’ultima volta l’isola ce l’ho in tasca, poi il giorno dopo un bel St.Martin-Guadalupa-Parigi, e col fuso arrivo in Europa il giorno seguente ancora, poi finalmente l’ultimo volo x l’Italia. A quel punto sarò fusa io…. Non mi era mai successo di metterci 4 giorni per un viaggio….oltretutto mi sono anche resa conto che avendo considerato di tornare a maggio non ho abbigliamento consono alla stagione primaverile italiana….ebbene si, atterrerò a Linate in bermuda, t-shirt e infradito, non ho altro genere di indumenti con me….machissenefrega, sono già felice che mi aspetta una bella pizza con Carla e il giorno dopo megaspiedo a 300 km da casa con tutta la famiglia, tanto per non perdere l’abitudine a viaggiare…

Ma sì, è bello così dai!!!