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St.Martin, 28 marzo 2015


Onestamente: l’inizio non è stato facile. Ma l’abbiamo recuperata e salvata in corner, e anche se le dinamiche non sono ancora ben chiare si sono rivelati un gruppo molto simpatico e alla mano. E adesso che li abbiamo capiti siamo pronti per fare questo charter. Ops, ma come, è finito??? Ma no, ma proprio adesso che abbiamo capito come funzionano questi qui? Cioè: mi volete dire che adesso che so che le loro “abitudini di sempre” (così le definiscono) in realtà sono le abitudini degli ultimi 5 minuti e mi sto abituando a questi repentini cambi di programma e anzi mi ci sto perfino divertendo…  loro sbarcano e vanno via???? Ma no dai, lasciatemeli ancora due giorni… Sono anche simpatici, e le ragazze si sono rivelate persone normali che hanno solo scelto un mestiere diverso dal mio: l’unica differenza tra me e loro è che io mi spacco il c*** di giorno, loro di notte, son scelte no? 
Sint Maarten (che non è Saint Martin, anche se è la stessa isola) 30 marzo 2014

festival di gamberi e melone in salsa rosa e crema di avocado
Eh già, sono nella zona olandese, nel porto quello vero; entrando tutti barconi-oni-oni, belli, spaziali, come a Porto Cervo preciso preciso, infatti ci presentiamo noi e ci dicono “Voi? Laggiù in fondo, prego” “Ma dove?” “Là! Li vedete i cassonetti della spazzatura? Ecco, là dietro, e cercate di nascondervi più che potete”. Ok, bene. Ormeggiamo, intorno a me vedo solo alberi da un lato e acqua dall’altro, c’è vita lontano là davanti ma non capisco come raggiungerla e chiedo al tipo in che direzione è il mondo, e mi dice everywhere around you, ok grazie. 


catch of the day (quando non si pesca si crea)
C’è un silenzio qui intorno che quasi quasi mi disturbo da sola quando deglutisco ma non mi lamento, anzi confesso che quando lo skipper mi ha detto che venivamo qui ero un po’ spaventata all’idea del casino, sarà che stasera la mia massima idea di festa è farmi la doccia e mettermi un pigiama pulito per abbracciare Morfeo non più tardi delle 8 di sera, manca ancora un’ora e non so se ce la faccio a tenere gli occhi aperti.

un qualche pesce alla thaithienne con contorni vari








Charter concluso con successo: tutti felici, tutti contenti, tutti soddisfatti. Gli altri due catamarani sono già ripartiti per la Martinica, noi restiamo qui due giorni a lavare e sistemare la barca poi io me vado direttamente in vacanza da qui.

questo non me lo ricordo nemmeno cos'era
Stavo riflettendo sul fatto che su un catamarano come questo il mio lavoro si quadruplica rispetto ai piccoli bareboat e tutto è diverso, il luxury level mi piace farlo di tanto in tanto ma sono anche molto contenta di poter poi tornare sulle mie barchette a fare i charterini easy, dove posso farmi liberamente il bagno, posso dormire in navigazione svaccata sul divano con tanto di bolla al naso, la sera posso andare a letto anche se i clienti restano svegli, quando è pronto da mangiare sono loro ad apparecchiare (e poi sparecchiano anche) e non devo passare la giornata a lucidare sul pulito. 

risotto di gamberoni e asparagi
Però ci sono anche gli aspetti positivi: mi piace avere spazio ed attrezzature per fare una cucina di livello più elevato sia come qualità che come presentazione, e devo dire che da autodidatta quale sono non me la cavo per niente male, soprattutto considerando che ai miei inizi non sapevo fare nemmeno un uovo fritto.. tanto che quando dichiarai che sarei andata a fare la cuoca c’è stata gente ricoverata alla neuro in preda a risate incontrollabili, ed alcuni ancora non hanno smesso… Ma pian piano, grazie soprattutto alla mia infinita fantasia e alla buona memoria sono giunta ad un livello che forse in senso assoluto non è altissimo, ma per me è una conquista ed una soddisfazione incredibile; vedere foto, che mettendo da parte la tremenda timidezza che mi prende quando si parla della mia cucina (non ci credo che cucino bene, eppure lo dicono tutti… ma io continuo a non crederci, ecco) ho deciso di pubblicarne qualcuna. 
e col sushi mi sto specializzando...

Accetto critiche, ma siate magnanimi per favore, mi sto già vergognando da sola, e lo so che esiste di meglio ma io per essere una che non sapeva fare un uovo fritto mi considero contenta dell’attuale risultato: ma forse potrei fare di meglio, e allora visto che per quanto riguarda il mio futuro le idee sono sempre più numerose e sempre più disparate, chissà, magari mi faccio qualche corso serio di cucina per passare di grado….??




anche questo non lo so più cos'era
Le altre idee per il momento sono: partire zaino in spalla da qualche parte e poi trovarmi un lavoretto qualunque giusto per mantenermi; cercare di inserirmi nell’ambiente turistico come accompagnatrice o assistente; fermarmi un attimo, trovarmi un lavoretto dignitoso e riprendere una vita normale, mi manca troppo la mia famiglia e ho paura di perdermela per strada con tutte queste troppo prolungate assenze. Oppure continuare sulle barche, ma cambiando panorami: è difficile perché bene o male in mediterraneo e caraibi ormai ho la strada spianata ma altrove invece no, ma ci sto provando lo stesso e sto cercando di trovare contatti altrove, dal Madagascar all’Alaska.


E ancora una volta: inshallah

ancora gamberi col melone, che piace sempre

mi-cuit di tonno con patate caribbean style
ancora sti gamberi col melone, oh che palle!
carpaccio di tonno

questo dev'essere un duo di chevice o forse una tartare....
tonno al sesamo, che fa sempre la sua porca figura




15 marzo 2007 ST.MARTIN, E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’….. la canticchiavo spesso nei giorni scorsi, ora sarebbe il caso di coniugare il predicato verbale al passato in quanto stamane ho riacquisito la mia libertà e ho visto il cielo aperto. Io cmq con gli aeroporti di queste isole del nord non ho proprio feeling, anche stamattina è stata una comica all’aeroporto di St.Thomas: sarà stato per il mio aspetto un po’ troppo casual (braghe a righe, infradito e zaino in spalla), o forse il viso leggermente sciupato o l’aria di una morta di sonno, non lo so, fatto sta che al controllo bagaglio a mano qualcosa deve aver attirato l’attenzione perché ci ho messo mezzora a passare (e gli altri passavano tutti lisci lisci con i soliti controllini standard)…. Prima mi hanno requisito le ciabatte e se le sono tenute tutto il tempo, con una scuuura gigantesca che le ha analizzate perfino con la lente d’ingrandimento (c’è gente che nasconde le bombe negli infradito o le piaceva il modello?), un altro tizio mi ha preso passaporto e carta d’imbarco, una è sparita col mio bagaglio e l’altra più che una perquisizione mi ha fatto una visita medica completa, dicono che il referto me lo mandano a casa. Alla fine tutto si è risolto sequestrandomi burro cacao e dentifricio (gli americani ce l’hanno col mio dentifricio, questo ormai è un dato di fatto), mentre invece mi hanno lasciato le forbici. Bah. All’aeroporto di St.Juan invece c’è stata una scena buffissima: al momento dell’imbarco hanno visto che dentro al mio passaporto c’era ancora il visto d’ingresso americano (e non se l’erano preso? Qui c’è lo zampino di Houdini) allora mi hanno mandata ad una macchinetta in cui ho dovuto inserire il passaporto, è apparso il mio nome a caratteri cubitali, una voce mi ha invitata ad inserire entrambi gli indici per le impronte digitali e infine mi hanno fatto una foto e la macchina ha finalmente sputato la mia uscita dagli USA. L’importante è sempre arrivare a destinazione, quel che succede negli aeroporti ha importanza marginale.

Ora sono a St.Martin ma il mio pomeriggio di svacco totale, causa pioggia incessante si è trasformato in pomeriggio presso un ristorante italiano (nb: di cesenati, vicini di casa!) con Jeff, il tipo che mi aveva caricata dall’autostop la volta scorsa e che ho chiamato una volta giunta qui in quanto Denis (quello che mi aveva dato ospitalità) era a lavorare. Stavolta ho trovato da dormire in un hotel che di hotel non ha nemmeno l’insegna. Per 70 dollari mi hanno venduto uno “studio”, in realtà è una stanza con brandina e bagno, ma senza acqua nella doccia, non so, forse bisogna pagare un supplemento? Tra poco torno al porto di Marigot, vado a prendere un aperitivo con Timo e Miriam. Non ricordo se mi viene a prendere Jeff o Denis, sono talmente stanca che troppa grazia che mi ricordo di aver detto alle 8, a chi non lo so, secondo me l’ho detto a tutti e due quando si sono incrociati: non so bene per quale magia ma sono riuscita a trovarmi in macchina con uno e avere le valigie nella macchina dell’altro, sono un fenomeno a fare del casino!


Appena arrivo a casa la prima cosa da fare è guarire dal virus preso a bordo: la sindrome della filippina… non voglio mai più vedere un aspirapolvere in vita mia, sia ben chiaro!! A forza di sgurare lucidare e pulire da mattina a sera senza tregua sono arrivata addirittura al punto di sognare che prendevo dei cazziatoni perché c’era una ditata nel tambuccio o un capello sulla moquette, un vero incubo! C’erano dei momenti nella giornata in cui pensavo a quando ero piccola e giocavo con Damiano: quando uno era stanco morto e aveva bisogno di riprendere fiato un attimo bastava alzare la mano e dire “fido”…. Quante volte tra me e me in questi giorni pensavo “fido! fido! per favore fido!!!!” Oppure al mattino a volte tra di noi non ci salutavamo neanche perché non avevamo la forza di emettere sillaba fino a dopo il caffè… quella barca ci ha proprio spremuti come dei limoni!!! Devo ammettere però che la gita pomeridiana ai baths di virgin gorda (ordinata dall’armatore per tutto l’equipaggio) ci ha regalato 40 stupendi minuti di stacco, sembravamo bambini in gita, incredibile come le cose semplici a volte possano avere un gusto indescrivibile!!!

Ok, scritto tutto, vado a ‘mbriacarmi che me lo merito, và!!!
QUANTO TEMPO SENZA AGGIORNAMENTI!!!

Ma purtroppo non ne ho avuto il tempo materiale, tutto un susseguirsi di cose che non mi lasciavano spazio per scrivere….. oltretutto mi si era anche guastato il pc e sono stata 2 settimane in lutto, senza avere neppure il tempo di andare a cercare un posto per farlo riparare, poi invece il marchingegno è risorto da solo e ora la vita sorride di nuovo, misteri della tecnologia, io non ci ho neanche provato a capire perché si è rimesso a funzionare…..

….da dove cominciare???? Eh, sembra facile…. Allora, andiamo per puntate:

Subito dopo la crociera di capodanno Le Marin è tornato a riempirsi di gente, di italiani eravamo veramente tantissimi e tra vecchi abitanti e nuovi arrivi c’era un traffico in cui raccapezzarsi era piuttosto difficile. Il Flying Cloud è stato riempito delle cambuse avanzate, in questo modo ogni giorno a colazione/pranzo/cena era peggio di un ristorante, e infatti è stato anche battezzato il “ristorante da Vaifra”, il Mango Bay poco ci mancava che mi facesse causa per concorrenza sleale, però era divertente e contro la noia non c’è nulla di meglio che non sapere per quanta gente cucinare, si facevano i conti a spanne. La nostra “famigliola” però era anche costretta ad un “regime alimentare controllato” imposto da Davide quindi i menu erano molto semplici e leggeri, anche se poi venivano regolarmente rovinati da aggiunte di quintalate di cose ingrassanti con la scusa “ma se no scade!!” E’ stato un periodo veramente divertente, animato anche dalle solite folli corse in tender, deliranti domeniche piovose canore e serate ridanciane in allegra compagnia.
Poi…..L’ARRIVO QUASI A SORPRESA DI DAMIANO + CROCIERA
Mi ha avvisato il mercoledì per il suo arrivo della domenica, wow, non potevo ricevere sorpresa migliore, non ci credevo che arrivava finchè non l’ho visto sbucare dall’uscita passeggeri all’aeroporto! Appena arrivato, ancora stordito dal viaggio, è stato catapultato in questo giro pazzo e il mattino seguente è stato caricato sulla barca di Davide e ce ne siamo partiti per una crocierina alle grenadine in compagnia anche delle due sardine, Barbara e Annalisa (vedere loro blog http://www.walkaboutx2.splinder.com/). Crociera tra amici meravigliosamente riuscita, non ci è mancato proprio niente, giù abbiamo incontrato anche Giovanni e Barbara e a Union ci siamo fatti una serata di quelle indimenticabili, penso ci siamo giocati gli ultimi due neuroni visto che trovavamo estremamente divertente fare il trenino dentro e fuori la barca al ritmo di Pupo, Raffaella Carrà e simili….
E’ stata notevole anche l’accoglienza che Dalo ha riservato al mio big brother: arrivati a Tobago ho subito beccato Sidney che mi ha informata che Dalo era sull’altra spiaggia a preparare un barbecue: io e Damiano siamo saliti sulla barchetta con Sidney, ci ha portati là e l’arrivo è stato il mio momento di grande gloria: una trentina di francesi in spiaggia, Sidney che urla “Dalo, there is Vaifra!”, Dalo che arriva e si butta in acqua e mi prende in spalla tutto festoso dicendomi che c’è anche suo cugino Gary, che a sua volta urla dalla spiaggia il mio nome, io che presento Damiano a Dalo e baci e abbracci, tutti questi francesi che mi guardano chiedendosi probabilmente chi è questa grande star appena giunta (poi mi guardano meglio, capiscono che sono esattamente la sig.na Nessuno e tornano al loro barbecue)…. Dalo ci riporta in barca e probabilmente decide di giocare la carta di far colpo sul fratello perché ci regala seduta stante un tonno, poi il giorno seguente a pranzo ci porta ben 8 mezze aragoste cucinate al barbecue, sempre offerte al big brother. La sera in cui eravamo a Union e c’era la festa in discoteca si sente in dovere di farci da protettore nei confronti degli scuur che ballano un po’ troppo appiccicati alle ragazze, e oltre a stordirci con continue ordinazioni di birre fresche sfoggia tutto il repertorio come un pavone esibisce la propria coda in fase di corteggiamento: si fa vedere davanti alla “discoteca” con l’automobile, elenca che il tal negozio è il suo, che il ristorante è il suo, quella casa e quell’altra sono le sue e tutto può diventare mio se lo voglio, sottolinea che gli anelli che ha alle dita sono di oro vero e diamanti e si è perfino dato lo smalto alle unghie…. Intanto ciacola con Damiano (che non spiccica una parola di Inglese) riguardo la difficoltà di corteggiare le ragazze italiane e gli propone di comprare una barca per far lavorare me, lui mette la metà dei soldi. I due sembrano intendersi alla perfezione e poco ci manca che organizzino il famoso matrimonio che Dalo intanto continua a propormi…vengo così definita la principessa di Union, ambitissimo titolo nobiliare delle grenadine…

Al ritorno dalla crociera resta qualche giorno da passare finalmente in relax con mio fratello a chiacchierare e aggiornarci, ma l’impresa è impossibile, ci sono tante cose da fare (barche da preparare, cene, aperitivi, compleanni….) e poi grazie a quel tesoro di ragazzo che risponde al nome di G devo volare a St.Martin, lasciando Damiano sul Flying Cloud tutto solo, ma è in buona compagnia.

ARRIVANO I VICHINGHI
Breve charter tra St.Martin, St.Barth e Anguilla, 6 giorni con Moorings. Vacanza premio ai migliori venditori di una grossissima azienda norvegese, 3 barche per un totale di 21 persone: un equipaggio è misto di donne/uomini, l’altro è di “calmi” cinquantenni, poi c’è il mio: 6 energumeni con nomi impronunciabili, tutti maschi tra i 32 e i 37 anni, una catastrofe. Bevono vino già a colazione, e si sono ubriacati circa 2 ore dopo l’imbarco, mantenendo sempre la stessa sbronza fino a fine crociera…. Per me è stato distruttivo, passavo la giornata a buttare bottiglie vuote e cercar di parare i danni che loro combinavano, dato che erano sempre talmente ubriachi che gli cascava ogni cosa dalle mani, così avevamo regolarmente formaggio spalmato ovunque, sabbia in ogni dove, cicche di sigarette a non finire, e vani erano i miei tentativi di tenere in ordine, era una missione impossibile, considerando che lo skipper era un po’ “distratto” e non mi dava una mano per niente, così al secondo giorno ho alzato bandiera bianca e per 4 giorni abbiamo letteralmente vissuto in un porcilaio, ma loro sembravano non farci caso più di tanto, quando avevano una bottiglia di vino in mano erano come poppanti col biberon, andava bene tutto! Comunque simpatici, si rendevano conto (per quanto possibile) di essere clienti difficili e cercavano di ruffianarmi, quando sentivo urlare “Vaifra, my love, where are you?” sapevo che avevano combinato qualcosa, io di solito ridevo e dicevo no problem, anche se una volta ho avuto una sclerata fuori misura, tutta in italiano, non hanno capito un tubo di ciò che ho detto ma il messaggio è stato ricevuto bene perché per circa mezzora sono stati buoni e tranquilli e mi guardavano con timore, e io me la ridevo tra me e me al pensiero di questi 6 vichinghi sottomessi ad una nanerottola italiana. Mi hanno anche insegnato qualche frase in norvegese, anche se sono sicura che non mi abbiano detto la verità riguardo il significato: per esempio, quando il mangiare era pronto dovevo dire “iaiarecot” (non ho idea di come si scrive) e ridevano come pazzi, chissà cosa dicevo, comunque li assecondavo e continuavo a dirlo, faceva parte del gioco. Non vedo l’ora che mi mandino le foto, ne pubblicherò qualcuna perché erano proprio belle.

Sbarcati loro, avevo ancora un giorno da passare a St.Martin, così sono andata a cercare la Gabriella che ora lavora su un megayacht momentaneamente fermo a Simpson Bay, ho passato il pomeriggio con lei (che bello rivedersi dopo tanto tempo, un’emozione forte!!) e poi sono andata a Marigot a cercare gli americani, se per caso erano là. Non c’erano, e così mi sono trovata a girare come una vagabonda per l’isola, in autostop, e non sapendo dove andare a dormire sono andata a cercare un tipo che avevo conosciuto quando ero stata là in dicembre, solo che non lavorava più nello stesso bar e non avevo il numero di telefono. Poi una ragazza ha capito di chi parlavo e l’abbiamo chiamato, si ricordava di me e altro giro di autostop per andare a casa sua, stava ospitando amici ma con grande spirito di adattamento ci siamo stati tutti a dormire, io ero talmente stanca che un cuscino in terra mi è sembrato il letto più confortevole del mondo! La mattina dopo in aeroporto di nuovo in autostop, stavolta sono stata caricata addirittura dallo scuolabus!

E ora eccomi di nuovo qui a Marin, da due giorni. Il mio programma era di dormire minmo 60 ore filate per recuperare un po’ di energie, ma ancora una volta è stato impossibile in quanto la sera stessa sono arrivati gli ospiti di un tipo che è qui di cui non posso fare nome perché vuole tenere un profilo basso, abbiamo passato la serata insieme e alla fine l’ultima volta che ho guardato l’orologio erano le 2.30….io che volevo andare a letto con le galline!!!! Oltretutto, sempre per la serie il mondo è piccolo, uno di loro lo conoscevo anni fa!!! Stamattina loro sono partiti, Mario e Giovanni sono arrivati ieri, Davide dovrebbe arrivare tra qualche ora, ed ecco che la famigliola sarà di nuovo unita.
al timone!!




quel puntino arancione sono io!


equipaggio Sunshine al gran completo

10 DICEMBRE 2006 IN VIAGGIO VERSO LA MARTINICA, aeroporto di St.Barth

Eccomi qui, fine di un altro capitolo, è giunto il momento di salutare i miei nuovi amici. Peccato perché alla fine dopo quasi un mese di convivenza stavo bene in quella barca e mi sembrava di conoscere la loro famiglia da sempre, mi ricordano la famiglia Bradford, sono in mille e sembra si amino tutti quanti alla follia, io che pensavo che ste cose esistessero solo nei film….

Comunque, i festeggiamenti per la fine della traversata sono andati come da programma, e come ho scritto in mail a casa ho smesso di bere quando mi sono resa conto di far scarpetta con la pancetta nel gelato all’amarena e mi piaceva… poi siamo scesi a terra e Steve ha continuato a bere, bere, bere….alla fine l’abbiamo riportato in barca modello sacco di patate, uno straccio privo di ogni energia….comunque ci siamo divertiti!

Quindi sto andando, sono emozionata di tornare a Marin, “casa”… non vedo l’ora di rivedere tutti, sono davvero molto…..boh, non esiste neanche una parola per dirlo….
Il volo finora non è stato assolutamente noioso, vi racconto: avevo il primo aereo alle 08.45 per St.Barth, arrivo in aeroporto per tempo ma il check-in era chiuso, aspetta aspetta la tipa è arrivata alle 08.20, poi c’erano problemi per l’emissione dei ticket bagagli, vabbè aspetta, poi c’era da pagare la tassa aeroportuale, vado all’ufficio e non c’è nessuno, aspetta anche lì, arriva la tipa tranquilla col caffè in mano e mi dice che devo pagare 30 U$, le do 50 € e mi dà di resto 20 U$....brontolo un po’ ma non si cava un ragno da un buco, è tardi e lascio perdere, ma con un gran nervoso, vado di corsa al gate, erano le 08.43 e non c’era nessuno, solo un cartello “boarding”, arriva un peruviano che doveva prendere lo stesso volo, il tempo di riguardare il pannello e c’è scritto “started”…ma come???!!! All’ufficio air caraibe non c’era nessuno, il tipo del customer dell’aeroporto diceva che lui non ci poteva fare niente, ho iniziato a sbraitare come una gallina in francese e inglese, e tradurre in spagnolo per il peruviano che non capiva un tubo, ero talmente nera che fra un po’ iniziavo a parlare anche il cinese, e i tipi del controllo passaporti che mi dicevano di stare calma che l’indomani qualcuno di air caraibe ci sarebbe stato, ma ero veramente incazzata e scattavo foto agli uffici deserti dell’air caraibe con l’orologio in primo piano….poi è arrivato un tipo della corsair e mi ha detto di seguirlo, il peruviano anche…pensavo fosse la volta buona che mi arrestavano per schiamazzi (almeno non avevo problemi su dove passare la notte visto che sunshine partiva subito dopo il mio sbarco….) invece ci hanno fatti salire su un aereo che era poco più grande di una zanzara, nessuna scritta da nessuna parte, 8 seggiolini, io il peruviano e una cicciona tedesca, e un tipo in divisa che ha messo in moto, siamo decollati e dopo 20 minuti eravamo a St.Barth…Ho dei dubbi sui bagagli ma voglio esser fiduciosa. boh, chi era sto tipo e di quale compagnia non lo so, resterà un mistero, l’importante è che ora sono a St.Barth e fra poco ho il prossimo volo per la Guadalupa, se tutto va bene e non mi fanno altri scherzi per sera sono in Martinica, speriamo bene! A St.Barth emozionante anche l’atterraggio: l’aeroporto è uno sputo e la pista di atterraggio inizia subito dopo una montagna quindi la discesa è stata modello montagne russe, poi c’era una strada con un camion che passava in quel momento e lì mi sono detta che ci sbattevamo contro, invece niente, poi siamo atterrati e frena frena in fondo alla pista c’era una spiaggia, stavolta facciamo il bagno, invece niente anche lì… comunque sicuramente emozionante!
Questi 5 giorni a St.Martin (bellissima) sono stata bene, ho visitato un po’ l’isola e sono stata anche alla spiaggia dove ti atterrano gli aerei sulla testa, fa piuttosto impressione anche se non abbiamo visto aerei grossi, solo piccoli jet, io stavo lì che aspettavo un bel boeing invece niente da fare, peccato…. Poi ieri ho provato anche a fare il board-qualcosa, praticamente sci nautico con una specie di tavola da surf….non ho combinato molto se non bere ettolitri d’acqua, ma in compenso le barche intorno si sono divertite parecchio!
In conclusione, penso di esser stata davvero fortunata ad aver incontrato quei due americani, mi hanno trattata benissimo e ci siamo anche divertiti tanto….li sentivo parlare di me ogni tanto, loro pensano che se parlano in fretta non capisco, invece io adesso ci ho fatto l’orecchio e capisco tutto, ma quando parlavano tra di loro continuavo a far finta di non capire un tubo… quindi quel che dicono di me è: che cucino bene, che in navigazione ero bravissima perché non sono mai stata male (e che, si è bravi ad avere lo stomaco di ferro? E’ solo fortuna questa), e ho sempre cucinato anche quando rollavamo che ci piegavamo di 40° gradi per lato (una volta sola mi è caduta un barattolo di pelati, un disastro), certi giorni erano convinti che si sarebbe mangiato una scatoletta di tonno e invece io ad un certo punto gli dicevo che era pronto (tra di noi: io non avevo capito che a volte si può non cucinare, io credevo fosse obbligatorio farlo sempre e per questo anche se c’era un mare della madonna ci mettevo tanto tempo e tanta pazienza ma qualcosa lo facevo, se sapevo che si possono mangiare anche le scatolette….col piffero che mi sbattevo così tanto!!), poi dicono che d’ora in avanti cambieranno il modo di dire che le vele sbattono, perché come lo dico io è troppo buffo e gli piace un mucchio….hanno provato a spiegarmi perché il mio modo di dire “the sail flap” fa tanto ridere, secondo me è una questione di accenti... poi ridono del fatto che mi ostinavo a fare il dolce tutti i giorni e una volta è uscita dal forno una torta che era tutta storta, della serie un lato alto mezzo centimetro e dall’altro era trabordata dalla teglia, ma mica sarà colpa mia che la barca sta storta e il forno è poco basculante no? Poi sono stati sorpresi anche per come timono, dicono che sono brava. E qui mi perdono dei punti, prima li consideravo due persone intelligenti… ma se non tengo la rotta neanche a morire, come fanno a dire che sono brava!! Mi hanno fatto ridere un giorno che io ero là fuori al timone, c’erano le onde alte e io per veder qualcosa ero salita in piedi sul seggiolino ed ero in una posizione non molto naturale, sono usciti insieme cantando la canzone di Popeye con le parole I’m Vaifra the sailorman e senza dir nulla mi hanno infilato in testa la maglietta Sunshine Crew, dicendo che me l’ero meritata….sono orgogliosa di averla ricevuta! Per quando riguarda la navigazione invece dopo la mia “lunghissima” esperienza di timoniere posso dire che mi sembra più facile quando il mare è incazzato, o almeno: io la rotta la perdo meno, quando invece è tutto tranquillo, a parte la noia mortale, vado a zig zag che è una meraviglia, ho fatto i gasghi all’oceano!

Giovedì è arrivato John, un loro amico di famiglia simpaticissimo che mi ha insegnato tutta una serie di modi di dire e parolaccie e offese e insulti che non mancherò di sfoggiare all’occorrenza! Di mestiere progetta missili x sommergibili, volevo chiedergli una campionatura: l’obiettivo ce l’avrei anche….comunque, mi ha raccontato una serie di aneddoti molto divertenti su alcuni test che hanno fatto, e ha promesso che se capita una volta che testano qlc di tranquillo mi ci fa andare 3 giorni, wow non sarebbe meraviglioso andare in un sottomarino? A sparare missili? Beh, la seconda parte non mi piace molto, ma l’idea di andar sott’acqua si!! E questo mi ricollega all’anno scorso, quando ero sul Flying Cloud e avevo il vizio bruttissimo di non riaprire mai gli oblò dopo che finiva di piovere, me ne stavo lì a cucinare o fare altro sudando come un beduino, e regolarmente arrivava l’ammiraglio che apriva tutto quanto sbuffando e dicendo “vedo che fai le prove per quando ti imbarcherai su un sottomarino….” Vedi Mario che facevo bene???

Venerdi è partito Steve, mi è dispiaciuto tanto salutarlo, mi mancheranno i nostri scambi urlerecci “hey Steve-boy!” “hey Vaifra-girl!”. Comunque sono stata invitata ufficialmente a casa sua a Rhode Island, sembra che abbia una casa grande, e ormai mi sento di famiglia, so tutto di lui, la moglie, i 4 figli, il cane Parker…. Poi tra noi ormai c’è un legame spirituale: quando doveva decidere tra un volo e l’altro per tornare a casa, era combattutissimo tra due scelte: una per giovedì con orari bellissimi, ma non avrebbe incontrato John, e l’altra per venerdi, ma avrebbe dovuto fare 3 scali in due giorni perché il diretto era pieno…. Allora gli ho dato la famosa moneta delle Grenadine che mi aveva aiutato a decidere e gli ho spiegato la storia, la moneta ha detto venerdi e cosi è stato. Il giovedì ha richiamato in aeroporto e…..si era liberato un posto sul diretto, così mi ha infinitamente ringraziata…. e io non ho potuto far altro che regalargli la moneta, lui non la voleva perché diceva che era la mia moneta magica, io ho insistito di brutto allora alla fine l’ha presa, ma era quasi timoroso, sai queste tradizioni-superstizioni italiane…comunque ha detto che d’ora in avanti la userà anche per prendere decisioni importanti per la sua Società (se ho capito bene ha un’azienda produttrice di arredamenti, una roba piuttosto grandina), e mi ha fatto sorridere il modo in cui l’ha amorosamente e rispettosamente riposta nel portamonete, sembava che maneggiasse il Sacro Graal!

E’ tutto, ormai ho salutato Sunshine, sono sbarcata con i miei anticorpi ormai grandi come delle pantegane e tutte le mie belle malattie contratte nei 25 giorni di permanenza, ben catalogate in ordine alfabetico, e me le porto sul Ferraù per la gioia di Mario.