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Toscanella bay, 10 maggio 2023

 No raga, io vi ringrazio tantissimo che appena ho riaperto il blog e la pagina fb mi avete mandato dei messaggi carinissimi di bentornata, ma anche se mi è tornata la voglia di scrivere non ce la faccio a pensare di fare dei post regolari come facevo anni fa, non ancora per il momento.

Sto facendo mille cose per riorganizzarmi la vita, che come tutti sanno andrebbe rivoluzionata  ogni qualche lustro….  e io in questo senso mi ci applico. Ho ottomila cose in testa, mille post da scrivere ma al momento non ho tanto tempo, quindi quasi quasi mi limito a mettere qualche foto degli ultimi viaggi, quelle non mi mancano. Cosa volete? Maldive? Bahamas? Thailandia? Fiji? Nuova Zelanda? I soliti Caraibi? Mediterraneo?  Va beh io le mescolo tutte e bravo chi indovina.  

Come dice una bellissima canzone: se mi rilasso collasso, voglio energia: metto carbone e follia.  E poi ce la faccio di nuovo a cambiare vita. 




















Santa Vaifra da Padella


Antigua, 08 aprile 2015

Io lo sapevo che non dovevo più prenderne di charter senza skipper, e invece sono qui invasa dai crucchi, che tutte le barche americane che vedo in giro mi vien voglia di lanciare il may day. Non che siano cattivi, anzi sono estremamente gentili e simpatici, ma detengono senza dubbio il primato di rompicoglioni degli ultimi 30 anni di storia del charter barcarolo. Ma non gliene voglio perché lo vedo che non fanno apposta, semplicemente non si rendono conto che non possono sminuzzarmi l’anima in questo modo! Non è che mi schiavizzano, no anzi sono molto collaborativi, a bordo l’ambiente è familiare ed easy, sono loro che sparecchiano la tavola e se non la fermo la Zia Adolfa lava pure i piatti. Ma mi sgretola l’anima col mangiare. E comunque hanno ragione loro, è colpa mia che quando gli ho chiesto allergie e gusti particolare e mi hanno risposto “niente da segnalare, tutti mangiamo tutto” non ho specificato tutti insieme nello stesso pasto e non a menu alterni. Che poi sono anche abbastanza abituata a fare menu differenziati, a volte ho avuto charter da paura per quanto riguarda la diversificazione dei pasti, in quanto si deve sempre il massimo rispetto alle allergie e sempre anche un occhio di riguardo ai gusti. Ma i capricci dell’ultimo momento no. Si stabilisce un menu, perché 10 minuti prima del pranzo devo avere 5 variazioni??? Che qui mi pare di essere al Grand Hotel: in 6 sono riusciti a farmi fare 4 cose differenti nello stesso pasto, e gli ho promesso che se un giorno mi fanno l’en plein gli faccio un ingrandimento della foto di famiglia e la incornicio nella futura sede delle hostess in pensione, a memoria del mestiere che facciamo che mette a dura prova anche i nervi più saldi.  E non è solo il mangiare, è anche tutto il resto. E mi chiedo perchè la gente parte in vacanza con 60 kg di bagaglio se poi non si porta il cervello??? Di solito ce li smazziamo in due, sto giro ho da smazzarmi da sola pure lo skipper, che a distanza di una settimana non ha ancora capito che il bottoncino con il disegnino dell’ancora che ha vicino al timone è un comando a distanza che gli permette di essere autonomo almeno nell’ancoraggio, e invece no, mi sganghera la marella mille volte al giorno pure per l'ancora, che almeno sapesse darla per il verso non staremmo a rifare la manovra ogni mezz'ora. E le domande del cazzo, che sto giro si sprecano.  Pare quasi che io debba avere il dono dell’onnipotenza ed onnipresenza su questa barca. E poi le millecinquecento richieste, non difficili, non stronze, ma tante, tante, tante, tante, tantissime, di continuo e senza sosta. Davvero, sono svuotata, non ce la faccio più e bisogna che da lassù mi aumentino la dose di Pazienza per i restanti 4 giorni.

Questa settimana sto davvero rimpiangendo di non lavorare in miniera. Ma di buono c’è che mi sto guadagnando una fetta di Paradiso: ho chiesto al Buon Dio di darmi la pazienza, tanta pazienza, e di riprendersi la mia forza (a tempo determinato) perché se sbaglia il dosaggio pazienza-forza faccio una strage. E sono molto orgogliosa di me stessa per come riesco a tener botta e continuare a sfoggiare un bel sorriso, alla faccia di quanti continuano a dire che ho un carattere di merda e litigo con tutti, e non vogliono vedere gli enormi progressi che ho fatto con l'avanzare dell'età.

Per cui posso dire al mio diacono che a gennaio mi ha ricordato che ancora non esiste una Santa Vaifra, che ci sono molto vicina. E visto, come ripeto sempre, che per fare la Vergine è un po’ tardi e per fare la Martire non è che ne abbia poi tutta sta voglia, ho pensato di adottare l’idea della mia amica Carla: Santa Vaifra da Padella suona benissimo.

E poi ho elaborato una nuova ricetta: si chiama sfrantumata di maroni della hostess, e consiste in due palle che iniziano la lievitazione al mattino e continua per tutto il giorno, fino a diventare grosse come quelle che si usano in palestra per fare gli esercizi per la schiena, e poi strisciarsele in cabina la sera per lasciarle a riposo tutta la notte. Verranno servite a fine charter con contorno di caviale e champagne col botto da festeggiamento, da degustare fredde in compagnia di colleghi che possano darti pacche sulla schiena e tu intanto quasi piangi di sollievo al pensiero “è finita, cazzo iniziavo a pensare che li avrei avuti intorno per il resto della mia vita, e invece sono in aereo e non li vedò mai più!” 

Il Sunrizzo

Antigua, 11 dicembre 2008
Siamo arrivati, tutto bene e bisogna organizzarsi. Come solito idee poche ma confuse. Prima sistemazione (tanto per non perderci di vista dopo 6 settimane di convivenza forzata) una camera d’hotel con 3 letti singoli: la formazione per la prima notte è stata la seguente, da destra verso sinistra: Michela in mezzo letto, Samuela nell’altro mezzo, Edo nel letto seguente in stile pelle d’orso, Vittorino, ed infine io modello geco attaccata al muro. Il secondo giorno si è liberata una stanza e ci siamo divisi, già ci sentiamo lontani. Per fotuna non ci manca la confidenza tra noi: a tavola per esempio era un tributo di violazione regole elementari di educazione, altro che galateo! Dire che non si gioca col cibo è come dire ad un bambino di non mangiare caramelle, e tutto il resto era – se possibile - ancor peggio: l’apice è stato quando qualcuno ha aperto la bocca di qualcun’altra e con le dita gli ha fregato il boccone di cibo e se l’è mangiato. No, stavolta io non c’entro niente, giuro che sono stata solo spettatrice! E la cosa buffa è che mentre vedevo la scena non ci facevo neppure caso più di tanto perché nel contesto dei nostri pasti non è che fosse sta cosa così eclatante…. E che ridere a parlare dei cetrioli, mai presenti a tavola perché come letto da Edo in non so quale libro e ripetuta allo sfinimento: “io i cetrioli li pelo, poi li taglio tutti a fettine sotili sottili, li condisco con sale olio e limone…..poi li butto a mare perché tanto non servono a niente!” Dalle nostre disgustose performance a tavola si deduce anche che il fatto di trovarci in bagno tutti e 5 era quasi prassi. E poi a forza di stare insieme ci stiamo scambiando i ruoli: Io mi sono capitonizzata quasi subito nel senso che il mio gergo si è fatto piuttosto indecente, e negli ultimi tempi anche Michela tanto carina e dall’aspetto così dolce ha iniziato a dire cose da rivoltare lo stomaco; noi 3 donne stiamo migliorando con la tecnica della pacca sulla spalla da marinaio (ore e ore di prove); Edo ha provato ad insegnarmi a fumare come una signorina e non come uno scaricatore di porto incazzato col mondo, Samuela si sganascia dalle risate da sola, Vittorino continua con le sue rubriche quotidiane del capitone (io a te t’ho capito….ma tu che hai detto?!?), abbiamo anche il nostro balletto fisso con delle mosse dementissime viste in un film dementissimo...insomma ridiamo tantissimo e anche ad Antigua sembriamo 5 adolescenti in gita scolastica senza la maestra. Da qui un giorno si è elaborata una teoria: ci stiamo trasformando in un’unica creatura che racchiude caratteristiche di ognuno di noi 5: il Sunrizzo per l’appunto, tremendo animale preistorico che picchia da orbi, fa ragionamenti incomprensibili e li espone con un linguaggio tutto suo, rutta, dice ovvietà e ha i capelli ricci.

Domani finalmente sarà Martinica, io mi fermo là ed il Sunrizzo inizierà a sfaldarsi. Michela probabilmente resta con me mentre Edo Vitto e Samuela vanno a passare qlc giorno di vacanza a St.Lucia con Simon.






Boh. Vedremo cosa ci riserva il futuro.

salto di qualità

ANTIGUA, 28 febbraio 2007

Che ci faccio qui? Mah, me lo chiedo anch’io! Comunque mi piace: 1 settimana fa mi sono imbarcata su un 90 piedi spagnolo, bellissimo (Windpat), andiamo a fare una crocierina alle isole vergini americane e scendo a st.thomas, poi vado a casa, stavolta quella vera però, non più marin….

Il Flying Cloud è partito qualche giorno prima di me, ero sulla banchina quando mollava gli ormeggi, e devo dire che vederlo da lontano, in mezzo all’acqua, mentre si muoveva per la prima volta senza di me mi ha fatto veramente effetto…fine del II paragrafo capitolo 1,ora c’è il cinghiale ad occuparsi di lui, l’ultima volta è stato visto grugnire dalle parti del carenage...

Sulla barca nuova tutto bene, come prima cosa mi hanno chiesto se mi andava di lavare il ponte quel giorno stesso, e io, ignara, ho risposto entusiasticamente che è il lavoro che mi piace di più: acqua, secchio, spazzolone….un gioco!! Stica**i invece!!! In 3 ci siamo fatti in tutto 16 ore di lavoro suddivise su 2 giorni sgobbando duramente in ginocchio a spazzolare ogni centimetro quadrato di quel teak del piffero, prima il prodotto n.1, e gratta, poi sciacqua, e gratta, poi il prodotto n.2, e gratta, poi risciacqua, e ovviamente gratta, poi vedi dove ci sono punti venuti male, e ricomincia….c’ut vegna un azident, avevo male anche a dei muscoli che non sapevo neanche di avere… L’atmosfera a bordo è positiva, in tutto siamo in 5: comandante e moglie, Mirko il marinaio e Sandra la cuoca, già eletta mio “guru” in coperta, in cucina ed in ogni dove nel mondo nautico.

Qui ad Antigua x quel pochino che ho visto è tutt’un altro mondo rispetto alla Martinica, se in meglio o in peggio non so, ma sicuramente DIVERSO. Già ho incontrato diverse persone, il mare è veramente sempre più piccolo: Timo e Miriam sono venuti a salutarmi circa un’ora dopo che abbiamo attraccato, Carlo e Silvia subito dopo, e c’è pure Omero ma non l’ho visto, poi la prima sera entrati in un bar il barista mi ha detto “ma tu non sei quella che l’anno scorso lavorava con il pazzo ricciolino?” Tombola. Per non stare ad elencare tutti gli altri conosciuti di sfuggita a Marin e ritrovati qui… per esempio: la barca su cui dovrò imbarcarmi di qui ad un mese…..la conoscono tutti!!! Fatte storie….

Ho quindi salutato “definitivamente” Marin, sono passati pochi giorni ma mi sembra che ormai faccia già parte di una vita passata, qui succede tutto talmente in fretta e la vita è talmente intensa che 2 giorni equivalgono a 2 anni di vita terrena, comunque marin (che ci torni o no) rimarrà sempre nel mio cuore e sarà sempre casa…mi dispiace un mucchio essermene andata anche se so che già sono stata dimenticata da tutti, questo mondo è fatto così, anche se devo dire che quest’anno c’era un gruppo fantastico, gente simpaticissima che magari prima o poi rivedrò, mi mancheranno terribilmente tutti, mi sono davvero divertita e soprattutto sono stata benissimo. A conferma del benessere, come l’anno scorso sono ingrassata, qui pare che la felicità vada a chili, e non avendo bilancia lo vedo dalle sbarre del pontile: a dicembre passavo bene, ora ci passo ancora ma devo tirare bene dentro la pancia, ancora un etto e rimango incastrata! Ma qui mangia mangia non si cala un etto, tutte le sere sono abbuffate su abbuffate, ultima cena dalla paciarotta: come solito, avevo prenotato per 12-15 persone, e ci siamo presentati in 26, meno male che stavolta avevo detto il secondo turno e quindi siamo riusciti lo stesso a mangiare le nostre ribs!

Basta, non scrivo più, sono troppo triste: ma come, l’anno scorso sono stata l’ultima ad andare via, imperterrita fino all’ultimo a salutare tutti quelli che partivano, e stavolta invece sono stata la prima??? E poi mi scoccia che Davide fosse via e non sono riuscita a salutarlo, non sapeva neanche che alla fine ho deciso di imbarcarmi su WindPad, vabbè glielo diranno gli altri. Mario invece l’ho dovuto salutare per telefono, anche lui era in giro, comunque gli ho lasciato l’accappatoio a mo’ di scaramanzia, l’anno scorso ha funzionato, speriamo in bene anche stavolta…

Ma qualcosa mi dice…..che l’anno prossimo arriverà qualcosa di straordinario, non so perché ma sento che partirò per un viaggio lungo lungo, in posti lontani lontani….. più lontani dei caraibi…. Chissà…..