a zonzo per le Fiji

Malolo island, Musket Cove bay, isole Fiji, 06 ottobre 2011



Ce l’abbiamo fatta, siamo finalmente partiti alla conquista (visiva) di parte di queste 300 isole che compongono l’arcipelago delle Fiji. Un parto è meno travagliato: era stato deciso, stabilito, non prorogabile oltre, e il buon Eolo, totalmente assente da qualche giorno, ha ben pensato di darci un aiutino a modo suo soffiando a 22-23 nodi costanti già dal mattino presto. Benessùm, andè li stess. Disormeggiamo finalmente verso le 11 del mattino, diretti al pontile del benzinaio. Mai pieno di gasolio fu più difficoltoso: già la manovra di avvicinamento con tutto quel vento non era facile per niente… e i benzinai non c’erano… e nessuno ci aiutava… addirittura un tipo a cui abbiamo esplicitamente chiesto aiuto ha rifiutato con un elegante “no grazie”. No grazie cosa, deficiente che non sei altro, prendi quella cima e fermala no????? Vabè, ce l’abbiamo fatta lo stesso. Poi aspettiamo il benzinaio. Aspetta, aspetta, aspetta, dicono che qui ci sia il Fiji time, ok, ci adeguiamo e aspettiamo ancora. Arriva, ma non si sa perché dobbiamo aspettare ancora (e non c’è nessuno oltre a noi!!!). Poi finalmente ci dà la pompa, la posizioniamo, ma….. non ci apre il rubinetto!!! Fiji time… ricordiamolo… e a bordo la prendiamo con filosofia: si taglia un salame scovato nel frigo e si fa uno spuntino. Insomma, alle 13.30 siamo partiti, va bene???? E proprio in quel momento ha iniziato a venir giù anche una simpatica pioggerellina che ci ha accompagnati giusti giusti per tutta la navigazione, per fortuna piuttosto breve.

Un paio d’ore per arrivare in questa Malolo Island, isoletta che all’alba di stamattina era qualcosa di meraviglioso, peccato solo il brutto tempo. Ma poi la giornata si è aggiustata alla grande e ho finalmente fatto il mio primo splash alle Fiji! L’acqua è meno calda che ai caraibi ma direi che ci si dura bene lo stesso! E così ho iniziato il mio programma dei buoni propositi: almeno un’ora al giorno di nuoto o pseudo tale. Solo che ora sono stanchissima e non so se domani avrò la forza di ripetermi. Per stasera previsto barbecue sulla spiaggia, che è appositamente attrezzata allo scopo, e quindi metteremo piede a terra in questa isola, finora vista solo da lontano.

Per oggi è tutto, vado a preparare gli scudozzi da portare a terra!

(1 ora più tardi): scherzavo. Il tempo torna a volgere al brutto e non ci azzardiamo, sto barbecue dev’essere una cosa piacevole, sotto la pioggia potrebbe diventare un incubo (soprattutto fare il fuoco) quindi meglio desistere. A terra ci vado poi domattina a nuoto, tiè! (E se credo a questa me ne racconto un’altra)



Ancora Malolo, 08 ottobre 2011

La pioggia oggi ci ha dato mezza giornata di tregua e ne abbiamo approfittato alla stragrande per fare un giretto alla scoperta delle isolette nei dintorni, questo è il gruppo delle Mamanuca: sono tutte piccole e vicine vicine, nella maggior parte ci sono dei resort, in altre ci sono casette (private???) più o meno integrate nella natura. C’è un isolotto in vendita, si chiama Mociu e si trova di fianco a Cast Away Island (dove hanno girato il film). Ovviamente siamo andati a fare un sopralluogo. Bella. Molto rocciosa, collinetta ricca di natura prorompente, ampia (anzi ampissima) spiaggia e reef giusto lì davanti. Permessi edili esistenti, si possono costruire 9 case. Non costa nemmeno molto e sarebbe da fare un’offerta, vuoi mettere la figata di essere proprietari di un’isola alle Fiji? Secondo voi accettano in permuta un bilocale a Toscanella di Dozza? Forse la logistica non è il massimo ma una volta che ci si è abituati cosa vuoi che siano 30+30 ore di viaggio (a/r) a fronte di un’intero week end sulla TUA isola?
A.A.A. VENDESI

Il resto tutto ok, a bordo si respira aria serena, mi trovo bene e tutto procede per il meglio.

Isola Waya, 09 ottobre 2011

Dopo 3 giorni di stop a Malolo stamattina siamo ripartiti alla scoperta delle isolette più a nord, le Iasawa, che dicon esser le più belle. Qui dove siamo arrivati oggi in effetti brutto brutto non è… il paesaggio dell’isola presenta differenti tonalità di verde, e il tipo di rocce con la vegetazione che c’è sembrerebbe quasi suggerire un panorama più alpino che tropicale, meno male che le immancabili palme ti riportano subito alla realtà: siamo ai tropici. Peccato, anzi peccatissimo il tempo sempre piovoso o comunque piuttosto grigio che fa perdere tono al paesaggio, sono posti bellissimi già così, figuriamoci col sole cosa possono essere! Qui piove. Sempre. Piove una pioggia che sfida tutte le normali leggi di natura, chi era quello che diceva “non può piovere per sempre”? Sbagliava, si vede che non è mai stato qui in questa stagione. Ora si spiega il motivo di tutto questo verde, ma resto dell’opinione che venire qui nel periodo delle piogge non è stata un’idea geniale

10 ottobre 2011, mattino


tempo da lupi qui in siberia....ops! volevo dire tropici...

Piove, piove, piove. E tutti dormono. Con questo tempo che invoglia a stare ognuno nella propria cabina io mi sto ammazzando di noia. Sicuramente non posso dire di esser stanca, ma annoiata certamente sì! La meteo aveva detto che oggi doveva esserci un po’ di miglioramento. Sì, in effetti oggi piove molto meglio di ieri, la pioggia è più costante.



Qualche giorno dopo

Eccoci giunti in paradiso. Qui sì, davvero. Finora si scherzava, ora si fa sul serio. Tutto quanto visto finora è stato bellissimo, ma era niente paragonato a ciò che vediamo ora. Anche la meteo è dalla nostra, c’è un sole splendente e tutto è meraviglioso. In questo momento siamo ancorati dentro una baia tra due isole, ci siamo solo noi e un’altra barca laggiù in fondo. Intorno a noi tutto è azzurro intenso o verde brillante, gli unici rumori che si sentono sono cinguettii provenienti da terra e il gorgoglio del tender qui dietro. Mi sento quasi elemento di disturbo con questo ticchettare sulla tastiera. Il posto si chiama Blue Lagoon, ed è qui che hanno girato l’omonimo film negli anni 80 con Brooke Shield e Christopher Atkins. Location scelta non a caso.

Nei giorni scorsi abbiamo gironzolato tra le isole, un po’ con la cartina e un po’ a naso.
Quassù le isolette sono proprio piccole e deserte, non ci sono molti resort, e quei pochi sono talmente ben integrati nella natura che quasi non si notano, per il resto non c’è nessuno, a parte qui a Blue Lagoon non c’è nemmeno campo per il cellulare, siamo veramente in mezzo al niente ma circondati di lussureggianti isolette, verdi e accese, con queste spiagge meravigliose che confermano veramente l’idea di ciò che si immagina quando si pensa Fiji. Mi spiace per le foto, non rendono giustizia, ma io meglio di così non so fare.

Siamo qui da 2 giorni e fa strano non vedere tante altre barche, non vedere molte persone, non vedere automobili né civiltà. Qualche giorno fa abbiamo avvistato solo una capretta abbarbicata sulle rocce in un’isola che sembrava deserta come tutte le altre, ma probabilmente non lo era... Poi siamo stati in un posto molto carino con un reef da urlo, penso ci fosse nei dintorni un qualche resort perché di tanto in tanto passavano barchini condotti da uno/due indigeni e stracolmi di persone color mozzarella. Passavano vicino alla barca e dicevano Bula!



….E così le giornate passano tranquille e senza stress tra uno snorkeling e una nuotata, un pasto e un sonnellino, gli animi son sereni, tutto va benissssssssimo e non c’è tutta questa fretta di tornare alla civilità. Che dire…. mi son proprio scelta un lavoraccio eh!!!!!!!





Denarau Marina, 18 ottobre 2011

…back to reality!

Fine della prima crociera, siamo rientrati alla base perché una persona deve scendere per tornare a casa. E’ andato tutto bene, sono molto contenta, ho solo un dispiacere: essere stati lassù alle Yawasa e non aver potuto vedere le caves, dicono sia un posto da snorkeling meraviglioso. Ma non si può aver tutto, anzi direi che mi posso abbondantemente accontentare di quel che ho avuto: accidenti non avrei nemmeno mai immaginato di venire alle Fiji, ora sto qui a menarla perché non ho visto un posto? Eh no, va benissimo così! E poi è andato tutto davvero bene: il tempo dopo i primi giorni si è messo dalla nostra e le giornate sono state soleggiate e molto calde, ma ci si difendeva bene tuffandosi e rituffandosi in acqua più e più volte. Abbiamo avuto qualche “problemino”, se così si può definire, per la cambusa: qui non si trova nulla. E intendo proprio nulla. Lo sapevamo, avevamo fatto cambusa in previsione di star via una decina di giorni scarsi e poi rientrare, e invece siamo stati via 2 settimane filate (anzi se contiamo i giorni di ferma in porto dopo aver fatto spesa i giorni sono 18), quindi è ovvio che siamo rimasti a corto di tante cose. A Denarau un tipo ci ha dato il biglietto da visita, Farmboy: tu gli mandi la lista della spesa e questo nel giro di un paio di giorni te la fa consegnare col traghettino o l’aliscafo ovunque tu sia, ovviamente il servizio non è economico ma in caso di necessità fa comodo. Noi la lista l’abbiamo mandata. A voi vi ha risposto? A noi ci ha detto sì sì e poi si è fatto di nebbia. Bello stronzo, anzi direi Bulastronzo. Non che si sia rischiato di patire la fame, dicono che finchè ci sono a bordo uova e farina e patate qualcosa si combina sempre. Ok, ma quando finiscono anche queste cose? Beh allora si aprono le danze del “scatolame & fantasia” e qualcosa da mettere in tavola si trova sempre. Direi che ce la siamo cavata egregiamente anche su questo fronte, sono fiera.

A bordo l’atmosfera era (è) serena e rilassata, con questa gente mi trovo proprio bene, e riconfermo che il 2011 (a dispetto degli anni passati) è stato un anno eccezionalmente fortunato per quanto riguarda gli armatori per cui ho lavorato.

Per tornare alla descrizione delle Fiji, oggi ci siamo fermati per un ultimo bagnetto qui fuori a 10 miglia. Non ci sono isole: tutti atolli, alcuni veramente minuscoli e disabitati, altri che ospitano un qualche resort. Che dire: in 2 settimane abbiamo visto solo le isole a nord ovest di Viti Levu, la principale, e comunque anche in uno spazio relativamente ristretto le tipologie di isole sono differenti: atolli o isolotti, alcuni rocciosi e montagnosi, altri verdi e pianeggianti, altri sabbiosi e aridi…. di tutto un po’!

E comunque stamattina pensavo: ma hai presente quando ci sono 45 gradi all’ombra e non muove un alito di vento, e tu sei chiusa lì in una cucina di mezo metro quadro con un minuscolo oblò, e una ventolina piccina piccina, non hai l’aria condizionata ma hai il forno acceso, un fornello acceso, e stai lì che sudi, e sudi, e sudi, e mescoli e sudi, e condisci e sudi, e prepari e sudi…. e poi finalmente finisci di fare quel che stai facendo, cacci tutto in frigo perché tanto è ovvio che servi solo pasti freddi, e poi ti infili il costume, vai a poppa della barca, ti lanci in aria mentre con una mano ti tappi il naso e finalmente fai splash??? E senti tutto quel frizzolino dell’acqua fresca intorno alla tua pelle che per qualche secondo ti senti come una fettina di limone dentro la Coca Cola??? Ecco…. Tutto questo…. Non ha prezzo!!!!! E io dovevo continuare a fare contabilità chiusa in un ufficio???? Ma vaaaaaaaaaa

A questo punto chiudo il post, saluto e abbraccio tutti e me ne vado a letto perché sono stanchissima (eh beh, nuotare richiede tanta energia…..)

Fiji prime impressioni

Isola di Viti Levu, Fiji Islands, 04 ottobre 2011

Sempre qui, inchiodati al porto. Ma domani si parte eh, tanto il guasto tecnico non l’abbiamo risolto, lasciamo il motore in mano a chi di dovere e noi si va, se no qui passa il tempo e non vediamo niente. In barca comunque l’ambiente è buono, gli armatori sono simpaticissimi e col comandante tutto ok, è un tipo in gamba!
Nel frattempo, in attesa dei meccanici abbiamo un pochino girato quest’isola, la più grande dell’arcipelago Fiji: domenica abbiamo fatto una bellissima gita sulla costa dall’altra parte dell’isola, con tanto di visita ad un parco naturale (stupendo) e poi una giornata di rafting discendendo il Navua River ognuno col suo kayakino (in realtà un gommoncino affusolato, non un vero kayak): bellissima gita! Già la risalita del fiume con la barca è stata qualcosa di spettacolare, poi abbiamo fatto pranzo al sacco ai piedi della cascata la cui foto è sulle bottiglie dell’acqua, e poi siamo partiti. Io subito dritta alla prima curva, tanto per non smentirmi. E così tutta la discesa. Ma non è colpa mia! Mi hanno dato una canoa attratta in maniera compulsiva dagli scogli: appena ne vedeva uno ci si fiondava contro per tentare di accoppiarcisi. Uno stress. Comunque alla fine ho capito come funzionava il giochino: 20 minuti di fatica bestia pagaiando come folli per arrivare alla rapida, e lì erano almeno 6-7 secondi (a volte anche 8) di divertimento assoluto!! Un’esperienza da ripetere? Certamente, ma in un fiume con una corrente un po’ più costante, che qui mi ritrovo con due braccia da paura!



La temperatura: fa un caldo bestia. Il tempo a parte i primi due giorni è stato sempre bello, e perfino domenica siamo stati fortunati: ci dicevano che sull’altra costa piove praticamente sempre e invece noi abbiamo avuto una giornata splendida senza una goccia d’acqua se non quelle del fiume. Culo.



E quindi passiamo al capitolo cibo: i sapori delle cose sono diversi, perfino le uova, i pomodori, la frutta, tutto è diverso! Cioè, le cose son quelle, non è che una papaya sa di ananas, ma i sapori sono proprio diversi! La frutta in generale è più buona (salvo le banane, queste non mi piacciono), le altre cose non saprei dire se meglio o peggio: diverse. Ho mangiato foglie di Dalo, che non si è capito bene che genere di verdura sia, le abbiamo comprate al mercato e chi ce le ha vendute rideva. Mah. Fa impressione sia dirlo (ma in fondo sono nelle isole in cui fino a non molto tempo fa erano cannibali, quindi ci sta che io abbia mangiato Dalo che per chi non lo sapesse è il nome di un mio vecchio amico/nemico dei caraibi) che farlo: queste foglie sono idrorepellenti, stranissime; il sapore è subito neutro, poi dopo un po’ diventa pizzichino. Non sono piaciute a nessuno. Nemmeno il Jack fruit ha avuto grande successo in tavola: va insaporito bene con aglio, peperoncino, curry e quant’altro, praticamente alla fine ha il sapore di quel che ci hai messo dentro!



Capitolo del cambio data: solitamente sono abituata a fare i conti del fuso tra Italia e Caraibi: se sono da una parte calcolo l’orario dall’altra parte per gli appuntamenti skype, le mail, gli sms e le comunicazioni in generale. Qui è un casino: 10 ore con l’Italia, 16 con la Martinica. Praticamente mi trovo che qui al mattino devo pensare che a casa è sera, e fin qui ci sta, ma poi con la Martinica (dove è pomeriggio) faccio prima a fare i conti aggiungendo le 8 ore che mancano anziché togliere le 16 di fuso reale, e qui mi sbalino un po’: è pomeriggio di ieri!!!! E in questi giorni che sto triangolando per l’organizzazione del charter di capodanno e si fa tutto via mail, skype e facebook devo ammettere che mi si confondono un po’ le idee: magari apro la posta il mattino, trovo una mail dall’Italia, allora scrivo in Martinica e chiudo tutto. Poi do un’occhio la sera prima di andare a nanna e non vedo risposta alla mia mail. Merda, non mi cagano. Ah, ma no, è solo che ho mandato la mia mail ad orario di chiusura ufficio, e solitamente le segretarie non tornano a lavorare prima delle 8 del mattino successivo…. Che però per me è ieri. Fat casen.



Capitolo degli abitanti: confermo che i fijiani sono sempre sorridenti e ipercordiali, quasi mielosi con quel loro bula ostentato a tutte le ore e per ogni minima cazzata. Ci sono tantissimi indiani, ma veramente un’esagerazione, direi che sono quasi più indiani che fijani!



Ultimo capitolo, cosa alquanto strana: le scarpe in giro. Ogni tanto vedi scarpe appese ai fili dell’alta tensione. Perché? Boh. Al parco c’era addirittura l’albero delle scarpe perdute, e così pure nella foresta che abbiamo percorso col fuoristrada. Domanda: che siano ciò che rimane dei turisti mangiati!!???



Per chiudere il post: è tutto bello, mi piace tutto! Sì, quasi quasi inizio ad abituarmi anche agli uomini con la gonna. Mi piace la gonna dei poliziotti, bianca, a vita alta, piuttosto aderente e con quelle frangette a triangolo che cadono sui polpacci, sembra il cappello rovesciato del giullare di corte…. Quindi penso di mettere in valigia qualche gonna maschile da portare a casa in souvenir…. (babbo, Damiano e amici vari: tremate!!!!)
Fiji, 29 settembre 2011

Tutto bene, tutto bello.

Vabè, non ho ancora visto praticamente niente ma quel po’ che ho visto mi è piaciuto. La gente è cordiale e molto sorridente, ancora più che ai caraibi, la cosa mette già buonumore e voglia di esplorare. Lo farò.

Mi piace la lingua locale perchè le parole sono divertenti, mi voglio comprare un dizionario, il fijano è troppo forte! Parlano tutti Inglese ma hanno un accento che io faccio fatica a capire, devo stare concentratissima e comunque dopo un po’ mi stufo e perdo colpi, meno male che il capt lo parla benissimo…. E confesso che io mi ci siedo un po’ sopra questa cosa….

In barca tutto procede bene, si lavora sodo ma riusciamo a fare tutto entro i termini previsti quindi no stress, no panic, just work.





La prima sera visto che non c’era niente in barca siamo andati al ristorante, non mi ricordo i nomi di quello che ho mangiato ma era tutto buonissimo, troppo! Il giorno successivo siamo andati in paese a fare spesa. Al supermercato (enorme e ben fornito) una tristezza: montagne di noodles, noodles e ancora noodles, poi tutta roba strana che fosse stato per me avrei riempito il carrello anche se poi obiettivamente tante cose non sapendo cosa sono è meglio lasciarle dove stanno. Dopo siamo andati al mercato della frutta: una meraviglia! Montagne di roba, tutta fresca, tutta buona, invitante e profumata, tutta talmente economica da non crederci nemmeno, e la cosa che mi ha colpita di più è come te la presentano: non è come da noi che vai, scegli, pesi e paghi, no: qui di ogni prodotto ti fanno “la razione”, tutte belle impilate, tutte più o meno uguali, e tu scegli quale vuoi.


Poi ci siamo fermati anche al negozio Digicel per prendere un numero di telefono locale che serve sempre, e tra tutto: sim, un mese di connessione internet e abbastanza credito per telefonare mi è costato circa sui 20 euro. Qui la vita è economica, o almeno a prima vista così mi sembra. Anche dentro al marina io trovo tutto economico (a parte il supermercato che ha prezzi da Swarowsky), ma basta mettere il naso fuori che i prezzi scendono ulteriormente! C’è povertà, qui dentro non la si nota ma appena esci la vedi subito. Ah già, parliamo dei soldi. Che belli!!!!! Sono tutti colorati, fantasiosi, stupendi! E’ peccato spenderli, mi sa che come souvenir porto a casa dei soldi. (Anche quelli di Hong Kong sono bellissimi, si vede che da questa parte del mondo ci tengono anche all’immagine oltre che al valore del denaro stesso, boh!?). Altra cosa stupenda è l’acqua. La bottiglia. Bellissima. Una la porto a casa. Sarà volgarissima plastica, la forma è come le nostre, ma l’etichetta è qualcosa di superiore, ti fa venir voglia di bere! Se cerco di descriverla non rendo l’idea, e nemmeno una foto rende giustizia, ma io ci provo lo stesso: non so se si nota ma l’etichetta davanti è trasparente con dei fiori, e lascia intravedere l’etichetta dietro, che nella parte posteriore (quindi quella che dà sul davanti) raffigura una cascata. Dà sensazione di freschezza solo a guardarla.


Oh, lo so che sembro ridicola ad essere alle Fiji e parlare di quanto sono belle le banconote e le bottiglie di acqua, ma che è colpa mia se finora non ho ancora visto niente? Prossimamente parlerò di spiagge, baie e quant’altro, per il momento questo ho e questo scrivo!

non è un gelato, è un salutarissimo
ananas da passeggio!!!!


Se no se preferite vi racconto che tornati dal supermercato era ora di pranzo e dovendo assaggiare la “tomato sauce” per scegliere quale comprare in dosi massicce per la crociera ci siamo fatti un piatto di spaghetti. Gli spaghetti erano buoni, il pomodoro in realtà era un mix tra ketchup e salsa bbq. A saperlo ci facevamo un hamburger, mica un piatto di pasta! Comunque la fame in questi casi aiuta molto, abbiamo mangiato tutto!!


Ah, ecco, una cosa della quale non mi faccio una ragione: gli uomini portano la sottana. Non lo sapevo e non riesco a capire se gli uomini con la gonna mi piacciono o mi fanno schifo, francamente era un quesito che non mi ero mai posta nella mia vita, e mi domando: ma una come me, single sfegatata, se per caso dovesse decider di cercarsi un uomo direi che ne vorrebbe uno “che porta i pantaloni”. Beh, allora qui non sono nel posto giusto!


Marina di Denarau, isole Fiji (hai detto niente…..), 27 settembre 2011

Ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati. Anche il secondo volo è andato. Pessima compagnia aerea ma ero talmente cotta che sulle 11 ore di volo devo averne dormite almeno 10. Ho i piedi gonfi da far schifo, sembrano due zamponi di Natale.
E quindi eccomi qua nel pacifico. Prima impressione a caldo: bello, ma davvero peccato queste nuvolacce nere, oggi è pure piovuto, speriamo che il tempo migliori. Poi non ho mica visto ancora niente: solo la strada dall’aeroporto al marina, e basta. Oggi ci siamo riposati e abbiamo iniziato un po’ a pulire la barca (ma un lavoro molto soft, siamo ancora frastornati), domani andremo a fare la spesa in paese e avrò modo di vedere qualcosa in più. Effettivamente qui dentro al marina è tutto iper turistico, quasi finto, potrei essere in qualunque parte del mondo. Quindi riservo ai prossimi giorni i primi commenti su questa isola.
Sempre per la saga del mondo piccolo, questa è veramente clamorosa: ormeggiato esattamente di fronte a me c’è un catamarano, Outremer 55’ light, che si chiama….. Flying Cloud! Ebbene sì, è proprio lui!!!! Ho avuto un tuffo al cuore. Per chi non lo sapesse, il Flying Cloud è stata la primissima barca su cui ho lavorato, ci sono stata quasi un anno e poi l’inverno dopo (che era in Martinica in vendita) ci ho abitato sopra tutta la stagione. Quando lo portarono via ormai piangevo, era la mia barca, il mio mondo, ma era stato venduto e lo skipper se lo doveva tutto sistemare, era un certo Matt, canadese, col quale ho coabitato una settimana sulla barca in attesa che la vendita si concludesse. L’ultima volta che avevo avuto notizie è stato due anni fa, che Matt mi aveva mandato una mail dicendomi di essere in Nuova Zelanda. Ora la barca è qui, lui non c’è ma non so se è sbarcato proprio o se è solo in ferie, a bordo ci sono due tipe. Sono troppo curiosa di vedere i cambiamenti che ha fatto dentro, uno di questi giorni prendo coraggio e chiedo di salire. Mal che vada mi dicono di no…
E sullo stesso pontile c’è pure un altro catamarano che avevo visitato sempre nel periodo del Flying Cloud, l’armatore era amico del mio skipper e faceva un po’ lo spiritoso con me. Se mi vedesse ora, a parte che non mi riconoscerebbe, ci rimarrebbe troppo male! A questo non gli dico chi sono, è meglio, nel vedere la sua reazione la mia autostima ne soffrirebbe.

Hong Kong, cappa di grigio compresa nel pacchetto
E’ tutto, non ho grosse cose da raccontare e nemmeno foto da pubblicare, quindi tanto per dare un po’ di colore ne metto una di Hong Kong, in fondo era solo ieri…..
Ora vado, sono le 19 e andiamo qui al baretto a vedere la partita di rugby, quindi vi saluto tutti con un bel
Bula! (qui tutti dicono bula, il mio capt dice che significa tutto: ciao, benvenuto, grazie, prego, arrivederci…. Dice che quando non so cosa dire dico bula che va sempre bene. E bula sia!)

Noi Melchiorri siam così

Toscanella, 20 settembre 2011

I Melchiorri sono contagiosi. Dopo 40 anni di osservazione della mia famiglia lo posso affermare con certezza. Tralasciando il passato remoto e guardando esclusivamente agli ultimi anni, non solo io e Damiano anche a distanza di 1.000 km riusciamo ad infortunarci nello stesso punto del corpo, non solo ci facciamo rubare la bicicletta nella stessa settimana, non solo quando io mi ustiono col forno chiamo casa per sapere se per caso anche Damiano si è bruciato e mi sento rispondere “no lui no, ma il camion sì”…. ora succede che stiamo diventando infettivi anche con chi entra in contatto con noi. Casa di Damiano è un nido di batteri melchiorriferi: chi entra non può uscirne indenne, sarà inevitabilmente contagiato e condannato a prendere sembianze melchiorriformi. Il primo sintomo della Melchiorrite è un visibile aumento del peso forma, accompagnato da un importante ingrossamento di tutti i tessuti muscolari o pseudo tali, con particolare concentrazione al girovita. Al momento attuale si registrano almeno 3 casi conclamati di Melchiorrite (uno dei quali a 4 zampe) ed è in corso di studio da parte di esperti del settore se anche la new entry Annalara sia per caso stata contagiata dal virus dei Melchiorri: nel giro di un anno e poco più la gentil donzella si è trasformata da acciuga a cotechino. Era secca secca secca, ora rimbalza qua e là per casa. Era inappetente e si nutriva di briciole come un fringuello, ora mangia come un bovino adulto durante la stagione dell’aratura dei campi prima dell’avvento delle macchine. E’ molto più bella adesso, però bisogna che si fermi perché tra poco si incastrerà nella porta e toccherà cambiar casa!!!!!

Altro sintomo della Melchiorrite è la naturale inclinazione ad esser stonati come delle campane. Però ci piace cantare e lo facciamo lo stesso, a squarciagola ed incuranti del risultato, convinti di esser bravi perché a noi il nostro suono CI PIACE… se poi gli altri non sono d’accordo sono affaracci loro. Un vero Melchiorri non sarà mai un cantante di successo, anche se in famiglia si vocifera di una scatenata cugina partecipante allo Zecchino d’Oro negli anni ’70. Infatti non vinse niente. Ma balliamo divinamente, vedere video, altro che John Travolta!!

Lo stendino dello Zio Canarein: pratico, capiente,
facilmente spostabile e dotato di freno per
parcheggi in discesa. Perfetto.
Una terza caratteristica della Melchiorrite, specialmente per il sesso maschile degli appartenenti alla razza, è l’inclinazione naturale ad avere una certa manualità nei lavoretti di bricolage. Già il nonno Augusto era un ciappinaro di prim’ordine, Damiano della sua manualità ne ha fatto un mestiere, il babbo è famosissimo per le sue eccellenti capacità di lavorare il legno, e addirittura lo zio Oreste (per tutti in famiglia Zio Canarein) si sta rivelando un vero fenomeno: passati alla storia la costruzione del portavasi spaziale e dello stendino a cui manca solo il libretto di circolazione, da quando è in pensione non lo ferma più nessuno: infissi, box auto, casette di legno, pergolati, cancelli…una dopo l’altra sta sistemando tutte le Melchiorri-houses.

Infine la caratteristica che accomuna tutti i Melchiorri: la fantasia. Al nostro attivo come Melchiorri Production contiamo un film autoprodotto/diretto/interpretato, vincitore unico ed assoluto del premio “parodie di famiglia” (ovviamente questo premio non esiste, ma se esistesse l’avremmo vinto noi!!); un calendario che ha fatto tremare di paura Frate Indovino; una divertentissima edizione di “Melchiorriadi” in cui i componenti di ogni nucleo familiare si sfidavano in giochi follemente assurdi; e non contiamo nemmeno le baggianate assurde messe in scena in occasione di matrimoni, compleanni “tondi” ed occasioni varie.

Ovviamente quando dico Melchiorri intendo anche i discendenti pur se portano cognomi diversi.

Per concludere: ma quanto sono stata fortunata a nascere Melchiorri? Saremo stonati e un po' cicciottelli, ma siamo anche geniali, troppo forti, e soprattutto siamo VERI!!!
La Spezia, 14 settembre 2011


HHQQ7. E’ il codice di prenotazione del volo, finora son stata zitta per scaramanzia ma ora ho il biglietto in mano e lo posso urlare al mondo:

VADO NEL PACIFICO, EMISFERO SUD, COMPLETAMENTE DALL’ALTRA PARTE!!!!! Percisamente…..alle Fiji!!!! Non ci posso credere neppure io, son troppo gasata, felice, contenta, entusiasta…. E non posso che confermare quanto diceva il mio oroscopo 2011: un anno grandioso!

Vabbè, facciamo un po’ di cronaca: presente la Benedettaragazza, Vittorino, Edo, Mister X (quello che da quasi un anno mi perseguita tipo stalker andando a scovare miei amici in ogni angolo del mondo) e altre 3-4 persone che non posso nominare???? Ecco, sempre della serie il mondo è piccolo io in comune con tutta questa gente ho la conoscenza di uno che sta facendo il giro del mondo in barca (e che barca). Mi aveva contattata già a maggio quando era a Tahiti e a malincuore ho dovuto dire di no, ma ora che la stagione estiva è finita e la stagione invernale è ancora lontana, mi rimaneva giusto giusto questo periodo sguarnito. Che guarda caso coincide con la sua necessità di una persona di equipaggio per fare una crociera alle Fiji e poi trasferire la barca in Nuova Zelanda, per inizio dicembre sarò libera per poter tornare alla mia Martinica. Affare fatto, meglio di così non si poteva incastrare. Perfetto. Se ancora una volta nella mia vita oserò lamentarmi dicendo di essere sfigata… beh autorizzo chiunque a tirarmi le orecchie!

E quindi si va, tra una decina di giorni andiamo a vedere come butta dall’altra parte del mondo. Il viaggio sarà un po’ stremante (22h di volo più gli scali) ma son talmente carica che secondo me non avrei nemmeno bisogno del biglietto, potrei arrivarci volando da sola senza aereo sotto al sedere…

Cannes, 11 settembre 2011 (e son 10 anni – chiusa parentesi)

Eccoci qui in vetrina al salone nautico di Cannes. La barca è esposta in fiera e ne vado molto orgogliosa, manco fosse la mia… La fiera volge al termine e un po’ mi dispiace, sono stata proprio bene. Mi son divertita, i colleghi sono tanti, tutti simpatici e goliardici, rido da matti e mi trovo davvero bene, in più sembra il mio personale remember dei primi: oltre a Claudietto che è stata la prima persona incontrata a Marin al mio primo viaggio, e che sapevo sarebbe stato presente qui, ho incontrato un sacco di gente inaspettata! C’è Luigi poco lontanto da me, il mio primo comandante su una barca a motore, è stato un piacere immenso rivederlo! Mi sono incontrata per caso con Christian, il mio primo skipper professionista nella prima stagione ai Caraibi; ho conosciuto di persona il mio imminente comandante per la mia prima volta “di là” (eh si, ancora non ho scritto nulla per scaramanzia e non lo farò finchè non avrò il biglietto aereo in mano, ma stavolta ho carne grossa a bollire in pentola….), e sono passati pure Darietto e Andrea della prima agenzia che mi ha dato fiducia quando ho deciso di intraprendere questo lavoro. Va bene, lo scrivo: Albatross yachting & vacanze, è tutta pubblicità, stavolta posso fare nomi!!! Insomma, una parata di personaggi di primordine nella mia vita.
Inoltre ieri sera ho anche partecipato alla sfilata notturna delle barche. Non con la mia barca, ero in prestito su un’altra. Ero tanto curiosa di sta sfilata e…. beh…. ‘na cagata mostruosa. Però almeno adesso lo so. E poi dai, mi sono pure divertita, è stata una serata diversa dalle altre!

Domani si levano le tende e si va in cantiere a Spezia, la mia stagione 2011 si conclude in settimana. Tirando le somme… beh che dire: tutto bene dai. A parte il collega pigro e cerebralmente disconnesso è stato tutto bello, positivo, e avrò senz’altro bei ricordi di questa estate passata. E ad onor del vero devo dire che anche il collega andato a male alla fine non è stato poi così negativo: certe risate con l’altro mio collega… che se fosse stato una persona normale non ci avrebbe suggerito certe battute che sono poi diventate il nostro tormentone estivo. Quindi: evviva i colleghi disconnessi!!! Fanno un po’ incazzare sul momento ma sono fonte di risate garantite, e si sa che col tempo le incazzature si scordano mentre invece le risate si ricordano per sempre… (eh no, questo non significa che sarei pronta a lavorarci di nuovo insieme, sa benissimo la considerazione che ho di lui e se non si è completamente fritto il cervello anche lui farà in modo e maniera che le nostre strade si separino per non ricongiungersi mai più, nemmeno nella prossima vita!). So che legge questo blog e francamente non mi frega niente della sua reazione. ..dì che venga a dirmi qualcosa.... se ha coraggio.....

Tutto il resto veramente molto, ma molto positivo, una lunga e bella estate da ricordare col sorriso, rallegrata dalla compagnia di gente sempre piacevole a bordo. Alla prossima.
03 settembre 2011

Delusa ancora una volta dalla cattiveria di cui è capace la razza umana. Non sono arrabbiata, sono basita, attonita, incredula; e mi arrendo di fronte a cotanta perfidia, che unita alla profonda stupidità a volte porta le persone a compiere atti veramente assurdi. E dire che son ben vaccinata, ma stavolta la realtà ha superato qualunque fantasia.

Tu sai che sto parlando di te, e se hai dei dubbi te li chiarisco: ti dico sempre che sei un parassita smidollato, ti riconosci ora? Sei una persona di merda, dovresti vergognarti e nient'altro. Litigare ok, discutere ok, scannarsi ok, ma.....  è nel momento del disaccordo che vedi la persona che hai di fronte, e quel che vedo io ora è merda, pura merda a forma di essere umano. Ah già, dimenticavo, tu sei quello con "percorsi mentali differenti", quello "onestamente scorretto".... che altro potevo aspettarmi??? Ho conosciuto una sola altra persona con un cervello contorto e sleale quanto il tuo, dovreste incontrarvi…. sai che ridere???

Se sbagliare è umano e perseverare è diabolico, allora perseverare con arroganza e strafottenza pensando di essere il più furbo e che tutti gli altri siano coglioni cos'è??? (ps: ma non lo vedi che l'unico coglione sei tu e che se tutti gli altri ti danno addosso - per lo stesso motivo - forse sarebbe meglio metterti in discussione e abbassare quella cresta - fasulla - che ti sei messo in testa????).

Oooohhhh..................che liberazione!!! Mi sono sfogata!!!! Ma quanto sto bene ora?????? E la vita, la vita, e la vita l'è bela l'è bela.....


 

Viareggio, 22 agosto 2011


Tutto bene, arrivati a destinazione sabato, in 3 tappe: prima notte sosta in un paesino all’inizio del golfo del leone, manco mi ricordo il nome ma cittadina turistica, ridente e non malaccio. Seconda notte rada di St.Tropez. I due ospiti hanno contribuito a ravvivare la noia dei trasferimenti, a bordo c’era buonumore e perfino voglia di combattere la pigrizia cronica di cui qualcuno è affetto, e tra una chiacchiera ed un avvistamento delfini le giornate sono passate velocemente in maniera piacevole.

Una nota: dal 3 giugno, dico 3 giugno, ogni mattina sono stata svegliata alle 6.15 dalla sveglia di un collega (quello pigro), il quale se la continuava ronfando ben oltre il mattino inoltrato, incurante di tutte le sveglie del mondo e dell’inizio della giornata lavorativa, tanto il lavoro è un concetto che non lo sfiora nemmeno. A nulla sono valse le richieste di disattivare quel cacchio di orario: dapprima gentilmente prima della partenza, poi in maniera piuttosto incazzereccia in sardegna (quando io finivo di lavorare alle 2.30 e la MIA sveglia era alle 7), poi scherzosamente alle Baleari, fino ad arrivare alle minacce dell’ultima settimana di buttargli il telefono in acqua. Rispondeva che non era capace di disattivarla. Tonto, pensavo, sarebbe meglio fare il contrario (cioè attivare il cervello e disattivare la sveglia), e intanto ogni mattina mi veniva interrotto il sonno proprio nell’orario in cui poi non riuscivo più a riprenderlo, e la cosa mi costringeva ad alzarmi prima del previsto (poi mi si chiede perché al mattino non sprizzo allegria coi colleghi). Ma come per incanto … magia magia… all’arrivo della fidanzata…. sarà stato un barbatrucco… ma la sveglia è stata miracolosamente tolta. Ed il cervello sorprendentemente connesso (speriamo non vada in cortocircuito con questo sovraccarico di lavoro…..). Allora cambio opinione, non è essere tonti ma è più preciso dire essere stronzi. La presenza di questa ragazza ha fatto accadere altri miracoli totalmente imprevisti, io e l’altro mio collega siamo basiti e non crediamo ai nostri occhi. Bastava saperlo e l’avremmo presa su in giugno!!! Mi sorge un dubbio: sta a vedere che il tutto era solo una questione di astinenza da pratiche sessuali, minchia lo poteva dire subito, avrei pagato di tasca mia qualche baldracca!!!

Vabbè, chissenefrega, quello che è stato è stato, scordiamoci il passato, tutto è andato bene, non ci sono stati danni irreparabili e amen. Julien è ripartito domenica mattina presto, sono stata contentissima di averlo visto, fa parte di quella strettissima cerchia di amici coi quali ci corriamo dietro in giro per il mondo e con i quali le distanze geografiche hanno veramente poco valore; lui poi è una persona davvero speciale e più lo conosco più lo apprezzo. Alla prossima caro amico franco-hongconkese, speriamo presto!

Barcellona, 18 agosto 2011


Fine della crociera, sbarcati tutti. Barca vuota e silenziosa, quasi triste, sembra la fine dell’estate e invece è solo la fine di una crociera. Bella. Nonostante tutto bella. Io sono sfatta e cotta come un zucchino lesso, anche se ad onor del vero l’ultima settimana, senza invitati, è stata veramente molto leggera. Inoltre Michelino ha capito le mie ragioni di tutto quel brontolare che facevo e ha iniziato a darmi attivamente una mano, a modo suo ma apprezzo moltissimo il gesto. Se avesse capito in sardegna ora non sarei un coso strisciante ma avrei ancora un minimo di energia. Quell’altro è un caso a parte, coi suoi “percorsi mentali alternativi” probabilmente capirà verso Natale, ma sarà troppo tardi. In ogni caso è andato tutto bene e si comincia il rientro verso il suolo italiano.

Con noi anche Julien, un mio ex cliente francese, ormai diventato carissimo amico di famiglia. Ora vive ad Hong Kong, ci siamo beccati casualmente su skype 2 giorni fa e visto che è di passaggio in Europa gli ho lanciato l’idea (prontamente accolta) e così viene a farsi questo trasferimento con noi, e la cosa mi fa un piacere immenso. Gli armatori non smentiscono la loro gentilezza a concedermi di portarlo sulla loro barca, grazie. Ma non solo, c’è anche la fidanzata del comandante. Proprio carina, simpatica, e donna (almeno a prima impressione) in gamba. A volte ci si pongono delle domande, ma si trovano le risposte leggendo qualsiasi libro di psicologia: spesso le donne hanno questo istinto da crocerossina che le porta a scegliere uomini bisognosi di cure. Ecco perché io sono single.

Barcellona l’ho vissuta poco, giusto il giorno di ferragosto ho preso su la bici e sono andata a fare un giro random per il centro, ripercorrendo strade e luoghi tanto familiari nell’estate del 2004. Tanti ricordi che si susseguivano nella mia mente.Quell’estate ha segnato l’inizio della svolta nella mia vita, con Ira e Carla ne abbiamo combinate di tutti i colori quasi presagissimo che di lì a poco ci saremmo separate (fisicamente). E Barcellona fu il clou del nostro sodalizio. Forse per questo non ho cagato pari il povero Raimon, che da 5 giorni aspetta una mia chiamata per uscire una sera. Non ho voglia di vederlo, mancano Ira e Carla, senza di loro non avrei nulla da dirgli, e così ogni giorno gli ho tirato il bidone. Se lo sapessero le ragazze che ancora una volta lo sto prendendo per il culo Ira mi sgriderebbe, Carla riderebbe come una matta.

Pronti, mi chiamano, sono qui, sto arrivando. E’ ora di partire, molliamo gli ormeggi. Ciao.

Mallorca, 10 agosto 2011

Penso che ognuno nella propria vita privata sia libero di fare le scelte che vuole, mi reputo anche piuttosto tollerante di fronte a situazioni che non condivido, non son certo la santarellina psicorigida che mi si vuol descrivere. Ma a tutto c’è un limite, e son sempre dell’idea che la libertà di un individuo finisca dove inizia la libertà del prossimo. E soprattutto le scelte private non devono incidere sulla professionalità né influire negativamente sui colleghi ed il loro lavoro. Se no mi innervosisco, perdo la stima e divento davvero una persona poco piacevole, incazzosa e con la lingua velenosa, tanto da meritarmi il soprannome di “Ringhio” o “Signorina Rottermeier”.
A parte ciò sta andando tutto benissimo, la stagione procede bene, in barca si sta bene, c’è buonumore in un ambiente sereno e va tutto alla grande; sì, sono diventata bravissima: mi basta “chiudere fuori” dalla mia sfera emotiva ciò che mi disturba, prenderci le misure per limitare i danni e tutto procede per il meglio; il mio lavoro è calato di un buon 70% e con questi ritmi potrei andare avanti anni.
Ps: Ringhio abbaia ma non morde. E’ quando smette di abbaiare che c’è da preoccuparsi. E sarà almeno una settimana che non abbaio più, ero diventata talmente rompicoglioni da non sopportarmi più nemmeno io! Cazzi sua, francamente io di fare l’assistente sociale ne ho le palle piene, sono una hostess mica una psicoterapeuta!



Vabbè, cambiamo discorso che se no sembro una affetta da lamentite, che invece sono proprio tranquilla che più tranquilla non si può: una sera a Ibiza sono uscita con la Gabri ed il suo equipaggio. No, niente feste o discoteche o simili, solo una bevutina e poi a nanna subito (anche perché non era elegante addormentarmi sulla sedia del bar con tutta quella musica e quella gente che passava….). E due giorni dopo eravamo ancorate di fianco e ho fatto un blitz velocissimo a salutarla. Le foto testimoniano. Poi lasciate Ibiza e Formentera ci siamo spostati a Maiorca (Palma mi ha un po’ delusa, chissà cosa mi aspettavo, ma questo porticciolo qui a sud-est dell’isola è molto carino). Domani Minorca e a seguire Barcellona…. Poi vedremo, il programma è ancora aperto, andiamo dove ci porta il mare. Con l’approssimarsi della fine dell’estate inizio a pensare un po’ all’inverno….. programmi…. Boh? Martinica sicuramente, Grenadine assolutamente! Il come ed il quando ancora da vedere, c’è in giro qualche proposta interessante per fare la traversata, e anche se quest’anno avevo pensato di no ora sto quasi per cambiare idea, diventa solo un problema di tempistica in quanto ho un sacco di cose da sistemare a casa e mi ero anche ripromessa di fare una vacanza (anche l’anno scorso dovevo farla, poi invece niente come solito). Ma volere è potere, e se riesco a sincronizzare tutto…. Why not?

Formentera, 04 agosto 2011

Armatori in spiaggia, equipaggio a bordo a risistemare la barca ma si programma di riuscire a ritagliarsi il tempo per fare un bagno. Succede una cazzata, veramente un’inezia, e ridendo inizio a sfottere il responsabile, al quale sono gerarchicamente sottoposta, elencando le sue incredibili gesta da stordito (cose che a raccontarle non verrei creduta, secondo me lo fa apposta); lui si definisce “persona con percorsi mentali alternativi”, per me è solo disconnessione cerebrale, punto e basta; io continuo a sfotterlo su questa sua sistematicità nel non azzeccarne mai una manco per sbaglio, gli faccio il verso, non c’è tensione, il marinaio si sganascia dalle risate per questa mia improvvisata parodia del nostro superiore (lì presente), e si sta ridendo tutti e tre, ma lo pseudo-cazziatone è arrivato a segno (il neurone ha fatto bip, oggi funziona!). Il destinatario mogio mogio incassa il colpo e allontanandosi dalla scena del crimine dice “vabbè, dopo di questa andrò a buttarmi in acqua”. Sento la mia voce che risponde “prima attaccati un masso al collo”. Linguaccia maledetta, è partita da sola!!!! Il marinaio mi lancia un’occhiataccia dicendomi che stavolta ho esagerato. Ha ragione, ma a volte mi escono così, da sole: vengo imboccata da una frase buttata lì e il mio cervello anziché elaborare in silenzio mette in moto le corde vocali; il mio superiore dice che sono una corta stronzetta impertinente, in realtà sono solo una “persona con percorsi verbali veloci”.
Ibiza, 30 luglio 2011


Ho due cose importanti con me, anzi quattro: la foto della nonna attaccata in cabina che mi guarda sorridendo coi pollici in su che mi dà forza di andare avanti, il mio solito ciondolo Mahori dal quale non mi separo ormai da 8 anni, un braccialettino portafortuna ricevuto dalla hostess della barca vicina a Viareggio, e due pietre protettrici avute in regalo da una cara amica per il mio compleanno. Poi ho altri piccoli ninnoli che comunque hanno un grosso significato perché hanno segnato momenti importanti. Se vado avanti così ora della pensione mi ritrovo a viaggiare con una valigia più grande di me, ma queste cose sono necessarie, non posso separarmene.

Detto questo, facciamo un po’ di cronaca degli ultimi tempi: I 10 giorni a Portorotondo sono volati, peccato esser usciti in barca un giorno solo; comunque pur se il mio lavoro è stato bello pesante le persone che venivano a bordo erano tutte piacevoli quindi lavoravo volentieri e con serenità. Ho fatto full immersion in barca tanto che andare al supermercato lo vivevo come una boccata d’aria, e poi è finito tutto e ho ripreso un po’ di vita privata: la sera stessa della partenza degli armatori sono uscita con 2 amici ormeggiati 4 barche più in là e mai il tempo di dirci ciao dopo 2 anni che non ci vedevamo, e la serata di svago mi ha fatto un bene indescrivibile. Poi il giorno seguente cena con un’altra coppia di amici (veramente io conoscevo solo lui, ma con lei dopo 5 minuti eravamo già perfettamente in sintonia, serata piacevolissima); poi siamo partiti e abbiamo fatto sosta a Stintino, dove la sera sono stata raggiunta dalla Francesca con famiglia (8 anni che non ci vedevamo!!!!!!!!!! Stupendo). La sera seguente, in tappa a Minorca, abbiamo incrociato al benzinaio un tipo che mi aveva chiamata a febbraio per un imbarco e si ricordava il mio nome (vantaggi di avere un nome poco comune), e la sera ci siamo visti tra equipaggi per berci qualcosa insieme, simpaticissimi sia lui che la sua hostess, serata molto piacevole… e piccolo il mondo.

Ieri siamo arrivati ad Ibiza, finito l’ormeggio scendo dalla barca per andare a comprare il pane, faccio 10 metri e mi scontro con un tipo conosciuto durante l’inverno in Martinica, lui e morosa sono qui da inizio estate e stanno su una barca circa di fronte alla mia. Dovevamo vederci la sera per bere qualcosa insieme ma i programmi sono cambiati e non sono potuta uscire. Vabbè, tanto ci vedremo ancora, siamo sullo stesso pontile! (Avevo pensato questo anche all’arrivo a Portorotondo per vedere Giampiero e Laura….)

Stasera invece c’è la Gabri, e cascasse il mondo usciamo, a qualunque ora finiamo i rispettivi servizi. Ibiza, mito di eccessi e perdizioni, dove all’ingresso dei locali manca solo la scritta “perdete ogni speranza o voi che entrate”… Ho sempre avuto un po’ paura di questa isola ma sono curiosissima, devo esplorare, vedere, curiosare… Ieri andando al supermercato quei 700 metri di Ibiza che ho visto non mi sono dispiaciuti, sembrava una normale cittadina di mare con la differenza che anziani e bambini NON ce n’erano. Tanti sboroni, questo sì. Spero solo di non far la figura della vecchia bacchettona ad incantarmi a guardare i turisti che vivono il posto al 100% con tutto ciò che offre... Ma tanto sono con la Gabri, e noi due insieme, che in passato siamo riuscite perfino ad ubriacarci con un Mojito in due, non corriamo certo il rischio di perderci, o se lo facciamo stiamo nei limiti (anche perché ci basta veramente pochissimo, ci definiamo “economiche”). E domani si ricomincia, la barca è tornata a ripopolarsi, e speriamo almeno alle Baleari di navigare un po’ di più che in Sardegna. Quindi ora ciao, la Vaifra-persona torna in stand-by per lasciare il passo alla Vaifra-hostess, ci risentiamo più in là.

Rada di Formentera, 22 luglio 2011, ore 22.54


Stralci di vita equipaggesca in assenza di passeggeri a bordo.
Dopo 3 gg di navigazione stasera dopo cena ho espresso il desiderio di qualcosa di dolce ma non abbiamo nemmeno gelato in freezer. Michele, che è una persona estremamente gentile, mi chiede il permesso di fare le crepes (che mi vegnono cussì bbuone Vaifra che nun puoi nemmeno immaginà). Ovviamente permesso accordato, incrocio le dita che non succedano disastri e aspetto. Lo sento armeggiare in cucina, sento odor di bruciato ma lo lascio fare, finchè non scatta l’allarme tutto è sotto controllo, anche il comandante se la ghigna sotto i baffi mentre controlla il monitor. Poi arriva lui, mezzo fiero del suo risultato e mezzo no, mi dice “devo aver sbagliato qualcosa, nun m’è vignuta bbene”, e mi presenta una cosa secca secca sommersa di Nutella. Assaggio. Beh. Che dire? Lui aspetta speranzoso il mio verdetto…. cavoli, non è mica una situazione facile… “Michele, ma cosa ci hai messo dentro?” “Uova e zucchero” “…. e il latte è passato di moda?” “Mannaggia, ecco che me so’ scurdato, mò te ne faccio n’altra” “No, lascia stare, tanto prima o poi dovevo metter su la dentiera lo stesso…”

Quello della foto è il secondo tentativo. No, non è nera di Nutella e non l’hanno voluta nemmeno i pesci, hanno tentato di risputarcela in barca. Eppure stavolta il latte c’era.
Portorotondo, 20 luglio 2011

Stremata, fisicamente a pezzi, moralmente a terra.
Sapevo che questo periodo in sardegna sarebbe stato il più pesante della stagione, ero preparata a ciò. Ma speravo di far parte di una squadra, un’équipe, un gruppo di persone polivalenti. Invece caz, a so’ da par mè, solit. La barca è ferma per un problema al motore che è stato risolto stamattina, da domani – meteo permettendo – si esce. Media ore giornaliere di lavoro registrate dalla partenza ad oggi (non presenza SUL lavoro, ma lavoro vero e proprio): 19. Certi giorni riesco a fare un riposino pomeridiano, altri giorni no. I miei colleghi in compenso si annoiano che non sanno come passare il tempo. Son delusa e affranta. Parlare è fiato sprecato, e non ho tempo di perder tempo.
Lati positivi: ho perso un po’ di peso.
Lati negativi: penso di averlo perso nel cervello, visto che mi rendo conto di perder colpi.
Arriverà il momento del riposo, arriverà…


Il resto tutto ok. (ma esiste il resto????)
Viareggio, 5 luglio 2011


Un pronto soccorso a stagione significa che sei proprio un coglione (anche al femminile).

Stavolta sono caduta. Anzi no, dire caduta è riduttivo: ho proprio fatto un bel volo librandomi soavemente nell’aria, leggiadra e leggera come un fringuelletto... e poi son sfrombolata giù dalle scale atterrando pari pari di schiena negli spigoli dei gradini, non senza battere sulla parete laterale e assestando un sonoro calcione al muro di fronte. Un disastro. E là, accartocciata in quei 100 cm quadrati di pavimento, incastrata tra la porta del bagno ed i gradini assassini non mi muovevo più; il rumore ha destato la curiosità del comandante, che è accorso velocemente e piuttosto preoccupato e abbiamo fatto un primo check-up: Riesci a muovere le gambe? Si. Riesci a muovere le braccia? Si. Riesci a muovere la testa? Si. Allora alzati, dai che ti aiuto. No, non ci penso nemmeno, lasciami qui, voglio vivere il resto della mia vita in questa posizione!!!! Ma dopo 10 minuti, col suo aiuto son riuscita a scivolare fin giù sul pavimento in posizione almeno simil-umana; dopo un’altra mezzora, trasportata come un koala al suo collo ho raggiunto (faticosamente) il pozzetto. Ma non stavo niente bene: senso di vomito, giramento di testa, buio.  Sono stata deposta sul tavolo e lì ho aspettato i soccorsi, sono arrivati a prendermi i barellieri (una è caduta giù dalla passerella, che ridere!), abbiamo fatto un bel giretto per la Versilia in ambulanza e poi tra una lastra e un’ecografia, un esame ed una visita ho passato un’allegra giornata al pronto soccorso con medici ed infermieri, un po’ mi sembrava di essere in una puntata di E.R. Buffa la scena della nonnina di fianco a me, mi sono ascoltata tutti i suoi racconti di giovine ragazzotta nel dopoguerra, so che ha un figlio laureato in medicina, un nipote che non mangia pesce e che non le è andata giù la separazione di Albano e Romina, più un sacco di altre cose. Il tutto raccontato (a me e a tutto il reparto) mentre dormiva, e a nulla valevano i sedativi, quella non taceva proprio!

Insomma, alla resa dei conti non ho niente di rotto nemmeno stavolta! E così, straimbottita di farmaci per i dolori, mi hanno dimessa. Non so cosa mi abbiano dato esattamente, ma se prima non riuscivo - non dico a mettermi seduta da sola - ma nemmeno a stare sdraiata in posizione diversa da prona, dopo la medicina magica sono uscita deambulando con le mie gambe; un po’ sgarruppata, come dice Michelino, ma in posizione quasi eretta, sempre col fido comandante a mò di zanetta. Comunque quella medicina dev’esser roba buona perché mi sento pure quasi euforica, e appena entrata in barca mi son messa a stendere i panni che erano nella lavatrice ancora dal mattino, e anzi avrei ricominciato a lavorare come niente fosse (ho un sacco di cose da fare!!!!) ma poi mi sono imposta di mettermi tranquilla e obbedire al medico: riposo.



The day after: sinceramente pensavo peggio, ma non sono proprio in forma eh! Ho visto tempi migliori. Facciamo l’inventario delle parti dolenti: schiena (tutta, soprattutto zona lombare sinistra), dita del piede destro (tutte, escluso il mignolino, somigliano molto ai salsicciotti da aperitivo), gomito sinistro, chiappa sinistra, calcagno sinistro, ginocchio destro (ma questo dove l’ho sbattuto?) e tricipite sinistro. Ma a parte questo sono in forma splendida. Una bustina di antidolorifico (secondo me pure un po’ allucinogeno a giudicare dagli effetti collaterali che mi provoca) e son pronta per affrontare la mia giornata odierna, il cui programma sarebbe di rimanere inchiodata al divano armata di telecomando, pc, telefono e sudoku, ma tanto so che non ci riuscirò fino a sera. I ragazzi provvederanno a fare almeno il minimo indispensabile per dare una parvenza di ordine agli interni dell’imbarcazione, che in questo momento più che una barca sembra un magazzino in disuso e se entra qualcuno c’è da sprofondare di vergogna per il disordine che regna sovrano, avendo io lasciato i miei attrezzi del mestiere sparsi qua e là un po’ ovunque in base a dove mi sarebbero serviti, mescolati a utensili (maschili questi, diamo a Cesare quel che è di Cesar per favore!) e mucchie di panni da stirare, che non stirerò. Che hostess di second’ordine che sono!

Terzo giorno: beh, sono in piedi. Di gomma. Oddio, a dire il vero ho ancora una deambulazione alquanto ridicola ma tutto sommato non mi lamento, oggi siamo pure andati a fare spesona! Io dirigevo le operazioni ed il povero Michele spingeva i carrelli stracolmi. 4 ne abbiamo fatti. E poi si è fatto quei duecentomila giri per portare tutto in barca, poveretto; quando gli dico che lunedi arriva il carico delle bevande mi uccide! Io di mio se di solito in un paio d’ore sistemo tutto a ‘sto giro ci ho messo tutto il pomeriggio, ma il lavoro è fatto! Ok, via, son pronta per partire! Michele un po’ meno, è stremato il giovine!!!! (e lo vedo meno paffutello di quando è imbarcato)

Viareggio, 4 luglio 2011


Io oggi dovevo essere a Tahiti, in Polinesia. Davanti a me spiagge da sogno, sabbia finissima, palme, e acqua cristallina sotto la barca (a vela). Invece sono a Viareggio, in Versilia. Davanti a me un cantiere navale, polvere, cozze marce e acqua grigia puzzolente sotto la barca (a motore). Non è esattamente la stessa cosa.
Son scema, lo so. Ho rifiutato l’imbarco a Tahiti. Erano anni che aspettavo un’occasione del genere e l’ho rifiutata. Son 15 giorni che mi do della cogliona da sola. Ma non avevo scelta, la mia coscienza non mi avrebbe perdonata… e così eccomi qui in questa terra desolata ad aspettare di partire per mete più stimolanti.
Non che sia pentita di aver accettato questo imbarco, assolutissimamente no, confermo che qui sto benone: stranamente quest’anno ho trovato un imbarco sano su una barca bella con armatori super, ai quali mi sto pure affezionando, e per tutto il resto ho promesso a me stessa che stavolta non avrei fatto la pignolina: la cazzata l’ho fatta io e quindi ora ne pago le conseguenze io senza profferir lamento, almeno fino a fine estate. D’altra parte dopo le avventure degli anni scorsi non ci speravo nemmeno più di poter trovare armatori umani… e infatti non volevo neanche lavorare in barca quest’estate 2011, avevo altri progetti per la testa (Hong Kong). Ma si sa, i programmi son fatti per esser stravolti, e quindi alla fine sono qui; molto contenta, con una punta di amaro ripensando a Tahiti ma fiduciosa nell’avvenire, sempre convinta che niente succeda mai per caso. Se son qui anziché a Hong Kong o Tahiti significa che grazie a questa scelta che ho fatto si sgraneranno a catena una serie di situazioni che mi daranno tanta gioia in un secondo momento. Lo dice perfino il mio oroscopo. E io le aspetto speranzosa (anche se chi visse sperando morì in modo alquanto grottesco). E intanto ripercorro con la mente la stagione mediterranea passata e quella precedente: quanti fuori di testa che ho incontrato!!! Mi viene in mente soprattutto la barca su cui mi sono perfino infortunata e in cambio sono stata licenziata in tronco accusata di credermi in vacanza perché mi ero assentata troppo tempo (cazzo, ero al pronto soccorso immobilizzata da una dottoressa armata di bisturi che mi squarciava un polpaccio senza anestesia pur di evitarmi una cancrena causata da ustione di 3° grado trascurata e quindi conseguentemente infettata!!!! Roba che eran 2 gg che zoppicavo, avevo il piede gonfio e il polpaccio giallo/nero (neanche fossi l’ape maia), e questi mi vengono a dire che “invento” frottole per giustificarmi, mavaffanculovà!). (Lipari, 4 di notte, a dormire su una panchina con la mia gamba gigia tutta dolente e un freddo canarino che mi son pure beccata il raffreddore), sì dai, la barca dell’armatrice inversamente proporzionata bellezza/cervello col marito intelligente part-time (a seconda se era pre o post aperitivo), una coppia perfetta. Preferisco orientare i miei ricordi sulle stagioni invernali.
Ma fa male pure quello, mannaggia la miseria, mancano ancora troppi mesi! Allora sai che fo? Smetto di pensare e quasi quasi inizio a lavorare un po’, che son già le 7.30 di mattina e dopo quest’ultimo week end la barca è ridotta proprio male in termini di sporcizia: è stato divertente fare la maionese con i bambini, ma ora ne ho tracce ovunque, ben impiastricciata in ogni dove; ne vedo una manata anche nella parete qui di fianco a me, esattamente ben posizionata tra il grumo di patata spatagnata (souvenir del purè) e lo sbaffo di gelato. A proposito: qualcuno sa dirmi come si toglie l’unto di formaggi dai vetri satinati?

Viareggio, 26 giugno 2011


Sempre per la serie “questo piccolo piccolo mondo rotondo” ne ho due:

1) Sempre quel MisterX di cui ho scritto nel corso dell’inverno. Mi perseguita ancora. Dopo averlo beccato a Panama insieme a Vittorino pensavo si togliesse dalle balle, invece questo che fa? Alle Galapagos mi incontra la Benedettaragazza. Poi ora è a Tahiti in barca con un altro conoscente. E ieri mattina mi ha chiamata una collega che non sentivo da oltre due anni e parla parla mi salta fuori che quest’inverno a St.Martin aveva conosciuto un italiano…. Lui!!!! Gliel’ho già detto via skype e anche via facebook, e ora lo scrivo pubblicamente qui: se non ci dà un taglio lo denuncio per stalking!!!! Eh si eh…. eccheccavolo!!!!



panorama di risveglio viareggino

2) Qui a Viareggio non si sta malaccio, anzi… nel corso del mese di permanenza sono passati a salutarmi in ordine cronologico: la Gabri, la Milena, Omero, Armando. E da una settimana a questa parte pranziamo insieme con Edo e la sua fidanzata (carinissima e se posso permettermi di esprimere un giudizio mi pare proprio la persona giusta per lui, sono una bella coppia), e il loro marinaio: tal Fabio, che ho conosciuto lo scorso anno alle Eolie tramite Angie, la mia collega sulla barca della famiglia mononeuronica (nel senso che avevano un neurone in quattro da usare a turno nel corso della giornata…. e la cosa grave è che il più delle volte ce l’avevano i bambini…. insomma un casino!). Lui era il marinaio che lavorava con lei prima del mio arrivo, anche lui trattato a pesci in faccia più o meno come me, praticamente ci siamo dati il cambio, e l’abbiamo incontrato imbarcato su una barca che anche quella mi “segue”: ci ha lavorato una mia amica per una stagione qualche anno fa, poi ci ho visto su questo Fabio, poi l’ho incontrata a settembre quando sono andata a Scarlino a trovare amici, che era ormeggiata proprio lì di fianco a loro, poi ad inizio stagione mi ha chiamato il nuovo comandante per propormi l’imbarco (ovviamente gentilmente ma fermamente rifiutato….) e poi arrivata a Viareggio un giorno in un bar ho conosciuto il vecchio comandante che lavorava con la mia amica, sempre su quella barca. Vabbè, è una barca famosa, in giro la si vede e ne si sente parlare, ma porca miseria se per sghetto in futuro ci do a trovare su Mr. X giuro che vado fino a San Luca (colline di Bologna) in retromarcia!!!!


Il resto tutto ok. Qui a bordo procede serenamente, pian piano si stanno finendo di organizzare tutte le cose per la partenza. E’ arrivato il marinaio, il Michelino con cui avevo già parlato al telefono. Chiamalo “Michelino” tu…. Se mi dicevano “Michelone” chi diavolo arrivava?? Comunque è proprio forte, simpatico e sveglio. Solo che ci son restata di sasso quando mi ha detto che sua mamma è mia coetanea. Il primo momento son svenuta perché mi son sentita vecchia, poi ho ripreso i sensi e l’ho adottato per l’estate. Signora mamma di Michele, prometto che ve lo rendo integro e pasciuto così com’è arrivato a bordo!
.... l'età è solo una questione di punti di vista....