riflessioni

Sono in fase di riflessioni cosmiche.
E ho realizzato che 'sto blog è un'enorme cazzata e non ha senso di esistere.
Chiuso.

Toscanella, 31 agosto 2012

E’ buffo come qualche anno fa non avevo alcuna esperienza di barca ma la foto del cv che mi ritraeva sorridente e abbronzata coi capelli al vento, bruciati dal sole e dal sale che sembro quasi bionda, sullo sfondo di un mare cristallino e trasparente era sufficiente per ricevere decine di telefonate al giorno di gente che mi diceva che avevo un curriculum interessantissimo (eh! Infatti come uno esordiva così chiudevo subito la conversazione perché era chiaro che stavo parlando con un deficiente), mentre invece ora che il cv si è decisamente arricchito ma nel frattempo ho anche sostituito la foto (sono sempre sorridente ma meno abbronzata, ho i capelli legati e anziché le lenti a contatto ho gli occhiali da vista e qualche rotondità in più, sullo sfondo un grigio pomeriggio italiano autunnale), aggiorno la disponibilità sullo stesso sito di ricerca equipaggi e non mi caga nessuno… sarà la crisi…. Per fortuna conosco un botto di gente e godo di buona reputazione per cui continuo a sperare….

licenziata a mazziata


Toscanella, 26 agosto 2012

L’altro giorno in ospedale ero abbastanza scossa per il fatto di esser stata licenziata telefonicamente dall’armatore dopo uno leggero scontro verbale tra me e la skipper, una cazzata di litigata banale e stupida dovuta probabilmente anche alla stanchezza di fine charter, litigata che per me era già nel dimenticatoio dopo 5 minuti ma che lei ha preferito ingigantire a livelli stratosferici fino a farmi licenziare perché “non ci sono più le condizioni basilari di armonia tra equipaggio per poter continuare”. Diciamola tutta: mentre aspettavo il medico ho avuto una crisi di nervi in piena regola e non smettevo più di piangere, l’infermiera che mi passava i fazzolettini e compagnia bella. E così il medico oltre a farmi 3 siringate di anestesia locale al ditone ha optato per mettermi anche la mascherina di gas magico, quello che danno ai bambini per fargli le punture. Solo che io l’ho respirato oltre mezzora questo gas, e ho un ricordo di un viaggio meraviglioso in un mondo ovattato e felice dove tutto era bellissimo (ora capisco i drogati) e quando me l’hanno tolta - a parte che mi volevo portare a casa la bombola - pur avendo riacquistato immediatamente una apparente lucidità in realtà ero stordita come una campana e oltre a perdermi 4 volte nell’unico corridoio dell’ospedale prima di trovare l’uscita, sono rimasta anche un po’ peace&love, quanto basta per non rendermi conto subito di ciò che ho vissuto nell’immediato. Capire avevo capito anche subito, ma non ho veramente realizzato le cose nella loro gravità, e penso che questa sia una fortuna se no a quest’ora ero in galera per lesioni aggravate.
Io non avevo mai visto cotanta cattiveria, e men che meno me la sarei aspettata da lei. Che fosse inaltruista ed ingenerosa l’avevo capito subito appena incontrata, ma la perfidia non l’avrei indovinata. Quel che ha fatto non solo non l’ho capito subito, ma è di un livello talmente basso e meschino che tutte le persone a cui l’ho raccontato sono rimaste allucinate, e giuro che è vero: io, licenziata ed infortunata, sono rimasta a bordo ancora 24 ore (pirla) per dare le consegne a quella che mi ruba il posto e ho lavorato sodo tra il passaggio del testimone, seguire la ragazza che aveva fatto le pulizie (non c’era tempo di farle noi) e l’apparecchiatura/decorazione delle cabine (inutile, visto che la nuova hostess dice che per lei tante cose sono stronzate e non le avrebbe fatte nei giorni a venire – e brava, e che professionalità, e ora capisco perché andate tanto d’accordo, tu non sei certo una rompicoglioni come me….). Sta di fatto che in tutto a bordo eravamo 4, la barca era in ritardo e si correva, non c’era tempo da perdere. Ad ora pranzo di sabato la skipper è andata a comprare qualcosa di pronto per mangiare, è tornata a bordo… ed ha apparecchiato per 3. Ignobile. Sul momento l’ho trovata una mossa da bimbetta infantile e stupida e mentre mangiavo il mio panino al bar quasi ridevo di questa bassezza. Poi l’effetto gas è svanito e ho colto la gravità di questo gesto che non ha leso nessuno ma dimostra veramente un animo duro e gretto. E ho realizzato anche che una persona assolutamente normale, civile e rispettata da tutti non ha esitato 5 minuti a far perdere il lavoro ad un’altra persona, e non sono certo motivi di incompatibilità di carattere, perché come ho sempre detto siamo andate d’accordo tutta estate; non un amore, ma civile convivenza a bordo, e collaborazione tutto sommato positiva. C’entra niente, la sua amica era a spasso e si è presentata l’occasione di prendere un buono stipendio per fare praticamente un mese e mezzo di poco lavoro: esitazioni zero, la “sconosciuta” è stata licenziata. La cosa atroce è che a fare una cosa del genere non è stata una persona apertamente stronza, no, è stata una persona normalissima, rispettata da tutti reputata da tutti una brava persona onesta e lavoratrice. E questo se ci pensiamo bene è spaventoso, e non è solo una frase fatta se dico che non ti puoi veramente fidare di nessuno, no non lo è proprio per niente. Vivi 2 mesi e mezzo 24 ore al giorno con una persona e poi di punto in bianco per un minimo e vile interesse egoistico ci metti 2 minuti a voltare la faccia e non aiutarla nemmeno a salire in barca quando arriva dall’ospedale con le sue stampelle, stai lì seduta in pozzetto e la guardi lottare con le cime per avvicinarsi la barca q.b. per riuscire a salire. Sì, è successo pure questo, ma ero troppo Peace&Love per arrabbiarmi.
Ci sono cose che fanno molto più male di un’unghia scarnificata, e queste cose l’assicurazione non le paga. E’ questo che è triste, tutto il resto si aggiusta.
...è giusto il caso.....

Meno male nei giorni successivi ho vissuto con gente che ha fatto veramente di tutto per coccolarmi, ed ho intrapreso il mio viaggio verso casa che è durato una settimana. Non avevo nessuna fretta e ho fatto il viaggio a tappe approfittando anche degli amici che avevo lungo il percorso: una notte a Portovecchio da Yvon e Michelle, una notte da Manu ad Ajaccio, una notte in barca con Renaud e Deborah, una notte da Lydia e Denis sempre ad Ajaccio, una notte in traghetto, una notte dalla Gabri a Sanremo. Ora casa.  Grazie a tutti per l’ospitalità, la gentilezza, la premura ed i momenti di allegria che mi avete fatto passare, questi pochi giorni mi hanno risollevato un morale che strisciava in terra da alcuni mesi ed aveva avuto un picco a 3 metri di profondità verso la fine della settimana scorsa.

Il ditone sta bene, anzi benissimo; come da prescrizione medica sto facendo medicazioni a giorni alterni e tutto va come deve andare, non zoppico nemmeno più, anzi vado come un treno e spero di trovare a breve un imbarchino lampo per finire la stagione. Il mio più grande souvenir di Corsica 2012 sono due splendide stampelle, che per la deambulazione ho usato davvero pochissimo ma ho scoperto essere uno strumento di viaggio impagabile: tu hai una stampella e una fasciatura al piede e tac, tutti ti portano la valigia e ti fanno spazio. Che figata. Mi sentivo un po’ Benigni ne “Il Mostro” ma ho lasciato fare alla stragrande…..
E così eccomi qui nella Villa di Cura e Riabilitazione Melchiorri-Baruzzi, sì perché qui sembra proprio un lazzaretto: la simbiosi tra me e mio fratello si sta allargando anche alla sua gentile consorte (vedi l’anno scorso che nello stesso periodo abbiamo avuto lo stesso enorme bubbone infettato sulla stessa guancia e vedi quest’anno che nel giro di 2 mesi ci siamo ritrovate azzoppate entrambe), inoltre la mamma di Annalara ha subito un intervento chirurgico un po’ delicato e ha fatto la convalescenza da loro. Dimessa lei, ricoverata io. Qui c’è assistenza medica altamente specializzata ed organizzazione posti letto e pasti meglio che all’Hilton, oggi spaghi alle vongole; ma era giusto un benvenuto, già dal pomeriggio mi è stato chiarito che saranno petto di pollo al vapore, carote grattugiate e frutta cotta per tutta la durata della degenza. Voglio scappare.

licenziata


Bonifacio, venerdi 17 agosto 2012.
Sbarcata. E poi dicono che non bisogna essere superstiziosi…..

Tutto procedeva bene fino ad un tardo pomeriggio di un tranquillo charter con famigliola serena e pacata, quando durante una breve navigazione un barcone-ferro da stiro ci fa la solita onda maledetta, io sto scendendo le scale della cucina e vedo l’oblò laterale aperto e l’acqua che si avvicina, mi sbrigo a scendere le scale ma metto male un piede, scivolo, do una botta col piede da qualche parte non identificata, mi rialzo, mi fiondo sull’oblò e lo chiudo. Poi il mio sguardo va al dolente piede destro, e vedo l’unghia del pollicione che fa un angolo di 90 gradi col dito. Dolore no, niente, solo mi chiedo come possa esser successo, voglio dire non ho picchiato così forte, non mi spiego. Vabbè, qualcosa va fatta e il mio cliente, chirurgo, interviene dicendo che va rimessa in sede se no perdo la matrice e non crescerà mai più. Anestesia a bordo non ce n’è, stringo i denti e lui fa quel che può con i mezzi a disposizione. Il giorno dopo vado al pronto soccorso di Bonifacio ma mi dicono che devo andare a Portovecchio per fare un interventino ma non subito bensì venerdi (oggi). Il charter in corso viene brillantemente portato a termine senza né un ritardo né un cambio programma, io zoppico un po’ ma sono abile al lavoro. Domani c’è un altro gruppo in arrivo e dopo varie consultazioni sul da farsi io non ho mai cambiato posizione: sono rallentata ma riesco a fare tutto lo stesso, è chiaro però che ho bisogno di un aiuto. Negativo, questo è un argomento delicato, non se ne parla nemmeno, e in men che non si dica mi trovo sbarcata non per il tempo della prognosi (15 miseri giorni) ma sbarcata proprio, e guarda caso c’è chi è pronto a prendere il mio posto, ed è una persona che conosce la barca e la skipper ma è molto meno rompicoglioni di me che sono fissata con sta storia che dal momento che riceviamo uno stipendio bisogna lavorare almeno un pochino sia che siamo in charter sia che siamo in manutenzione. Ennesima delusione, la gente per due ciliegie non si fa veramente scrupoli a calpestarti e danneggiarti. Non me l’aspettavo. Che non nascesse un’amicizia era chiaro ma visto che comunque finora siamo andate d’accordo non vedo il perché di tutta questa cattiveria. Forse devo rompere meno i coglioni, forse devo iniziare anche io a ballare appena il gatto si volta, forse devo andare anche io a culo se la barca necessita lavoretti perché tanto prima o poi la stagione finisce e la barca va in mano ad altra gente che se ne occuperà. Si, devo fare così. Prossimo imbarco parola d’ordine tirare a fare il meno possibile, ormai a forza di vederle ho imparato tutte le tecniche.
Vabbè, non serve a niente rammaricarsi, è solo l’ennesima delusione aggravata dal fatto che ci ho davvero messo tutta me stessa pensando di aver trovato l’armatore e l’imbarco della vita. E volendo vedere il lato comico della cosa beh, quante volte ho fatto ironia su gente debole e scansafatiche dicendo che sarebbero capaci di aprire una malattia per un’unghia rotta…. Beh, è capitato a me! E non è nemmeno rotta. Fanculo và. 

rari momenti di svago


Calvì, 05 agosto 2012 aspettando i clienti nuovi (che arrivano domani e quindi ho tempo)

Secondo charter andato molto bene anche quello, un simpatico gruppo italo-americano sempre sorridenti, simpatici e gentili, quando sono così è un piacere lavorare. Una bella sera a Bonifacio ho anche fatto intensa vita sociale, e attenzione ho proprio usato l’aggettivo intensa di proposito: normalmente una serata così l’avrei definita “piacevole” o “gradevole”, ma messa nel contesto di quel che sto vivendo ora la serata ha assunto un differente carattere ma soprattutto ha maturato una maggior dimensione: già di fianco a me si è ormeggiato Omero, e quale piacere ritrovarlo ancora una volta; poi per la serie “questo piccolo piccolo mondo” sempre di fianco a noi dall’altra parte c’era la hostess che era su questa barca l’anno scorso, e che avevo già conosciuto ad Ajaccio; il suo skipper invece dice che ci siamo conosciuti una sera di qualche anno fa, mi ricordo la serata ma lui non lo avevo registrato; due barche più in là erano Eugenio e la Paola. Di fianco a loro una barca che ha fatto un po’ storia alle Grenadine e della quale sento parlare da quando faccio questo lavoro, quando ho letto il nome mi sono pure un po’ emozionata, minchia Il Grande Zot proprio lui, in legno e ossa! Poi un po’ più in là un’altra collega/amica, piacevole serata di chiacchiere anche se il giorno dopo l’ho pagata cara in termini di stanchezza. Ma oh, per una sera che ho possibilità di veder gente che mi frega di tutto il resto!



Tra i due charter ho fatto un giorno di riposo, e mi reputo una persona fortunata ad avere un sacco di amici ovunque vada: qui ad Ajaccio ho ritrovato la tipa dello stand a cui ho lavorato in fiera a Genova tanti anni fa, tra lei ed il marito non saprei dire chi è che ha più senso dell’humor, e direi che di Corso non hanno proprio niente questi due: gentili, sorridenti, ospitali, insomma un piacere ogni volta che li vedo. E sono stata da loro fino all’indomani per staccarmi un po’ dalla barca (se no esplodo).

Il resto tutto ok, una noia mortale come nei due mesi precedenti. Ogni tanto mi metto allo specchio e mi sorrido da sola, così, giusto per esser sicura di non dimenticare come si fa un sorriso. Quando tornerò a casa forse mi ci vorrà un po’ di allenamento per riprendere l’uso dei muscoli facciali. 

corsi scorza dura


Ajaccio, 31 agosto 2012



Non mi diverto. Quest’anno non mi diverto proprio per niente, mi sto ammazzando di noia in maniera incredibile. Era da un pezzo che non scrivevo. Ma cosa dovevo scrivere poi? Mancanza di tempo, mancanza di argomenti, mancanza di connessione. Ora analizziamo le mancanze: mancanza di tempo perché come ogni anno mi faccio infinocchiare credendo alle promesse che suonano false come le campagne politiche pre-elettorali, ma tu imperterrita ci vuoi credere e quindi credi al “io farò” e poi invece l’unica cosa che fanno bene è il giorno di riposo. Mancanza di argomenti perché da quando sono partita ho fatto vita sociale zero, vedi mancanza numero uno e vedi anche post precedente in cui descrivevo il carattere “solare” ed “allegro” degli abitanti locali, non è cambiato niente perché non è che dall’oggi al domani cambi la gente…. Ogni volta che metto il naso fuori dalla barca torno a bordo incazzata, non sopporto più questi atteggiamenti sempre scontrosi, vai al supermercato ed esci litigando con la sciura davanti a te in fila alla cassa, oppure rogni con la cassiera stessa o ben che ti vada trovi da dire nel parcheggio…. Ma basta!!!!! Sorridere non costa niente, essere gentili nemmeno, perché qui la gente ti ringhia continuamente? E così sto sempre in barca: in charter non metto piede a terra perché tra la cucina (che qui per lo standing richiesto mi assorbe almeno 8-9 ore al giorno), il menage, il servizio  e le manovre non ho tempo nemmeno di respirare, e fuori dal charter non ho proprio nessuna voglia di uscire per farmi aggredire dal prossimo. A bordo si va d’accordo ma da qui a dire che mi diverto ne passa ancora tanta, abbiamo sensi dell’umorismo talmente differenti che ho smesso di cercar di ridere e/o scherzare. La mia collega è una persona a modo suo interessante: corretta, gentile, pulita, seria insomma tutte qualità positive ma siamo diverse, tanto diverse, e a volte abbiamo difficoltà a comprenderci quindi da persone intelligenti quali siamo abbiamo raggiunto il tacito accordo che è meglio la serenità e quindi oltre al lato professionale che comunque fila liscio facciamo qualche chiacchiera ma nemmeno più di tanto, d’altra parte non è che si possa sempre stringere legami stretti con tutti. In parole povere sto facendo una stagione di merda: mi spacco la schiena e mi rompo le palle, praticamente ho iniziato un processo di autodemolizione fisica. Quasi quasi rimpiango il deficiente del comandante dell’anno scorso, almeno con lui litigavo e ci insultavamo ed in qualche modo ero viva. Alla faccia di chi mi invidia per la vita “libera” che faccio. E alla faccia di tutti gli oroscopi che mi predicevano un 2012 alla stragrande. Può solo migliorare. Per evitare di suicidarmi mi sono buttata nella musica, finalmente ho capito come funziona il lettore mp3 (beh, non è che posso sempre saper fare tutto) e mi sparo nelle orecchie musica, musica e musica. E visto che la maggior parte delle discussioni con G riguardano le due infanzie nettamente diverse che abbiamo vissuto, e io (come dice lui) sono cresciuta a pane e Ricchi & Poveri guidando i trattori nei campi (vero, e orgogliosa di averlo fatto), sto ascoltando soprattutto la sua musica di giovane cresciuto nei sobborghi metropolitani, ossia rap. Sì, giuro, è vero, ascolto rap: articolo 31, spaghetti funk, J-Ax. E mi sento nell’animo di essere una SNOB (Senza Nessun Obbligo Baciaculistico). Evviva, grazie G!!!!

Vista di Bonifacio, o come dicono i Francesi.... Bonifasiò

....pensieri...


Ajaccio, 18 luglio 2012

I pensieri di Vaifra, elaborazione di metà luglio ma in pubblicazione solo ora per “scarsezza” di connessione internet:

Sto elaborando una teoria, un’altra. Ho già parlato altre volte di cosa penso delle persone meno dotate intellettualmente, ma resta il fatto che ogni tanto mi basisco di fronte a personaggi che mi mettono forte in testa il dubbio che forse l’unica vera deficiente al mondo sono proprio io.
Non mi ritengo un fenomeno, penso solo di essere una persona dotata di media intelligenza. Sappiamo tutti benissimo che esistono diversi tipi di intelligenza: emotiva, matematica, empatica, mnemonica eccetera. Ecco, io penso di essere nella media: come gli altri, ho certe intelligenze particolarmente sviluppate e altre un po’ meno, diciamo che la media è accettabile e mi permette di vivere bene la mia vita senza sentirmi né superiore né inferiore al mio prossimo. Poi tutti, dico propri tutti, facciamo delle cagate: distrazione, stanchezza, svista…. le cazzate le facciamo tutti e chi non ha mai preso cantonate clamorose scagli la prima pietra…. Ma ogni tanto mi imbatto in personaggi che meritano davvero uno studio approfondito dell’argomento. Cosa significa essere intelligenti, e come questa dote può influire sulla vita quotidiana di un individuo.
Allora: penso che al mondo esistano due grosse categorie di persone: quelle normodotate di cervello, e quelle che poverette la Natura gli ha fatto uno scherzetto e hanno problemi di comprendonio. Non è una colpa, non deve essere motivo di discriminazione e sono persone che comunque vivono la loro vita serenamente e allegramente, ed in certi casi compensano la scarsa materia grigia con la simpatia.
Poi c’è una terza categoria: i finti intelligenti, quelli che si mascherano da persone intelligenti ma non lo sono per niente. Ecco, sono questi che mi basiscono. In genere quando parli con una persona nuova tendi a considerarla mediamente intelligente almeno finchè non ti spara delle stronzate tanto assurde che non puoi più avere dubbi sul suo livello, e lo collochi nei poco intelligenti. Ma poi invece ci sono questi elementi, chiamiamoli Jujù (vedi blog gennaio 2008), che sono mal collocati, che tu li incontri e li giudichi persone con cervello, che magari hanno allevato figli e che fanno mestieri che in genere richiedono un livello almeno medio di materia grigia. Poi li osservi e vedi che invece no. Non hanno proprio materia in mezzo alle orecchie, né grigia né di altri colori, non capiscono niente, non sanno tenere ragionamenti elementari, non si ricordano dal naso alla bocca, perdono tutto quel che gli passa per le mani, non vedono niente di quel che gli accade intorno e vivono in una specie di bolla di sapone che li separa dalla realtà. E ti chiedi com’è possibile che con quella testa lì siano arrivati a 40 anni suonati senza mai finire sotto un camion o senza cadere in un burrone, o anche semplicemente senza mai dimenticare di respirare, insomma ti chiedi come cazzo fanno ad essere sopravvissuti. Ma sto elaborando anche un’altra tesi, anzi due: non sono persone sceme né svampite né deficienti: sono solo persone talmente terrorizzate di consumare neuroni che per esser sicure non li usano proprio e li preservano per occasioni speciali. Oppure hanno i neuroni a batteria: li usano per fare una cosa davvero importante e dopo sono scarichi e non funzionano più per i dettagli, tipo guidare con tutto quel che comporta: vuoi mettere, devi coordinare quel che fai con freno cambio e frizione, in più devi guardare la strada e devi addirittura sorvegliare cosa fanno gli altri, minchia è uno stress senza fine, per forza che dopo i neuroni sono sfiniti e scordi cose elementari come per esempio dove hai messo le cose che avevi in mano!!! Una volta ho visto un film assolutamente demenziale in cui un tipo era scemo scemo ma portava in testa uno spremiagrumi che quando diventava troppo scemo gli spremevano un limone che gli dava la carica neuronica necessaria per avere qualche minuto di autonomia intellettiva, poi si scaricava e tornava scemo. Una sorta di cervello a molla.  
Sono dei fenomeni, e tu quando ne hai un esemplare sotto mano non puoi non osservarlo e non registrare ogni suo movimento per prevenire l’incidente di percorso, e allora stai lì che passi le giornate a cercare di anticipare la catastrofe come un agente dell’FBI; in genere te la ridi, e poi fai i giochini da sola tipo adesso scambio di posto la marmellata con la nutella (nello stesso scomparto) e mi diverto a vedere una persona in crisi di panico, oppure metto le chiavi nel solito posto ma mezze coperte con uno straccio e osservo l’espressione di completo smarrimento del soggetto, o ancora faccio a bruciapelo domande che comportano un ragionamento elementare e me la spasso a sentire gli ingranaggi dei meccanismi neuronici centralizzati che grippano. Non stai a prendertela con queste persone perché colpa non ne hanno, semplicemente le invidi perché anche tu avresti voglia di passare almeno un giorno della tua vita col cervello in stand-by, della serie mangiare-dormire-non capire un cazzo! Che vita splendida che sarebbe no? Invidia….
Per inciso ed a scanso di equivoci non sto parlando di qualcuno in particolare,  è un discorso generico senza riferimenti. O quasi.


Prodotti tipici: il popolo corso


Ajaccio, 02 luglio 2012

Ricetta per fare un Corso: prendi 2/3 di caratteraccio e 1/3 di diffidenza verso gli estranei, togli l’amabilità, aggiungi una buona dose di chiusura caratteriale con un pizzico di arroganza, condisci con una bella manciata di inaltruismo - non dimenticare l’inospitalità -  mescola a fondo e servi freddo come una vendetta su un piatto di scortesia. Questo è il popolo Corso; però c’è da dire che se tieni botta ed arrivi a rompere quella scorza di durezza, dentro hanno un cuore grande e caldo… è arrivarci che è dura! I Corsi mordono; abbaiano e mordono, ma non a fondo, loro vogliono solo farti capire che sei sul loro territorio e le regole le fanno loro. Nei negozi e ristoranti quasi ti mandano a fanculo e quando ti chiedono “cosa posso fare per te” avresti davvero voglia di rispondergli “beh, per cominciare un sorriso”. Capito questo, smetti di prendertela a male se ti aggrediscono ed impari anche a fregartene quando tu dici buongiorno e loro ringhiano di rimando. Però hanno anche un sacco di lati positivi: sono veri, assolutamente genuini; sono onesti, corretti e leali; non sono finti, e non recitano. Se gli vai a genio sono persone squisite, se non gli piaci non te lo mandano mica a dire. Facile. Se rispetti le regole tutto andrà benissimo ed amerai la Corsica ed i Corsi a vita, se devi rompere le palle vai da un’altra parte.

Qui in barca tutto bene. Dopo la grande tirata iniziale per sistemare la barca abbiamo fatto il nostro primo week end, riservato a tour operators di alto livello quindi l’importanza della buona riuscita era di primo grado. Tutto bene, nonostante un motore in avaria abbiamo rispettato il programma di navigazione, abbiamo dato il meglio di noi stesse e gli ospiti sono scesi entusiasti e affascinati da tutto l’insieme. La mia collega in situazione charter mi ha sbalordita: da chiappa pesante che si stava presentando mi si è trasformata in un collaborativo robot onnipresente. Ismita che cricca su certe cose quanto in gamba e sveglia su altre. Il che non guasta. Ci intendiamo bene, andiamo d’accordo e mi piace tantissimo un equipaggio tutto al femminile, c’è qualche contro ma ci sono anche molti pro, l’importante è che ci sia buona intesa e visto che la fase di lavoro è durata solo quei 3 giorni direi che siamo un equipaggio davvero equilibrato: una non si ferma mai, l’altra nemmeno parte, perfetto no?  Mi fa morir dal ridere per certe sue caratteristiche; ogni tanto la perdo, non so dove va, cioè fisicamente la vedo è davanti a me ma non so dove sia in realtà, e io mi dico “ok è nel suo magico mondo, beata lei”. Magnè, caghè e an capì un caz, bella la vita. Ma non è questione che si fa delle robe strane, no no, è proprio così di natura, e devo confessare che la invidio parecchio.  
Abbiamo deciso che in questi 10 giorni di stacco e finizione dettagli prima della grande stagione, che si preannuncia piuttosto tirata, ci diamo anche alla vita sociale. Bene, brave, bella decisione, peccato che io non conosca nessuno, e i Corsi come detto sopra non sono proprio affabili ed amichevoli subito subito…. Ma sto bene, qui sulla mia barca, in questa baietta tranquilla che al mattino ci sveglio e faccio il primo pluf della giornata, poi inizio a lavorare e quando siamo ho una botta di caldo faccio un altro pluf, e così fino al tramonto, che dietro questa penisola di fronte a noi con i sassi affioranti dall’acqua è qualcosa di spettacolare. Finora non abbiamo ancora avuto un giorno senza nessuno a bordo, tutti i giorni c’è gente a pranzo o a cena: mò l’armatore, mò le figlie della skipper, mò i suoceri, mò il cognato, mò l’amica, mò piripicchio….. insomma cosa darei per annoiarmi una sera zappingando la tivù! Anche Ira è venuta a trovarmi un giorno, era “di passaggio” ad Alghero per l’imminente matrimonio di suo fratello ed ha fatto una capatina qui per salutarmi, che spettacolo trovarsi sempre in giro per il mondo!!!!
Che altro…. Vediamo…. Ah sì, mi sono trucidata il pollicione del piede destro: era il giorno dell’imbarco, eravamo in ritardo schifosissimo e ci siamo accorte che si stava facendo tardi per la spesa così ci siamo fiondate nel tender a rotta di collo così com’eravamo senza accorgerci che eravamo entrambe in condizioni estreme di presentabilità: capelli per aria entrambe, io con la maglietta che sembrava aver fatto la guerra e Magico Mondo senza scarpe né ciabatte. Da brava che sono (e qui si può scegliere l’aggettivo che si preferisce tra generosa e cogliona) le ho dato le mie adattandomi a camminare a piedi nudi per strada, che non sono abituata, e fatto sta che a passo da bersagliere ho sbagliato la falcata e quel povero piede l’ho strusciato bene nell’asfalto ruvido, quello bello grosso coi sassolini. Sangue ovunque, e i commessi della pescheria gentilmente mi hanno fornito un rotolo di scottex per tamponare. A distanza di una decina di giorni va molto meglio, è ancora tutto nero e brutto ma il dolore si è attenuato a livelli sopportabili. Cosa vuoi mai, ogni anno ne combino una, ormai è diventato un vizio.
Poi non è che abbia molte altre cose da dire, la vita sociale qui non esiste molto, però sono molto contentissima di aver ritrovato Lydia e Denis, quelli dello stand della Corsica per cui ho lavorato al salone di Genova per due anni tanto tempo fa. Un piacere immenso rivederli, tante risate, e anche se ci siamo visti solo un paio di volte sono persone che è un piacere passarci insieme ogni singolo minuto; in più sono stati davvero gentilissimi nel darmi una mano a sbrigare alcune cose di ordine pratico/burocratico in questo territorio abitato da gente non sempre disponibile ad ascoltare le banali problematiche di una frustrata lavorante stagionale,  per giunta straniera.
Che dire: la vita è bella, tutto va bene, speriamo che duri.

...a scanso di equivoci...

pensieri di inizio stagione


Ajaccio, 20 giugno 2012

Io lo so che è nel mio karma, dovrei scrivere nel curriculum che come io salgo a bordo di una barca questa si riempie. Sempre così: mi dicono “barca deserta, gli armatori non si vedono mai” e come io salgo a bordo praticamente ci si trasferiscono (già 3 volte è successo, non una!). E così anche a sto giro mi sono ritrovata che ancora disorganizzata e spaesata iniziano a portarmi a raffica gente a pranzo e a cena; e poi ti dicono “ok Vaifra, ora siamo pronti vero per iniziare ad imbarcare ospiti?” EEEEHHHHH???? Come scusi? Ospiti? Allora io non ho capito un cazzo: chi erano quelli per cui ho cucinato finora, marziani? O sono io che ho le travvegole? Comunque no, non sono propriamente pronta, e il motivo è che ho questo stramaledetto vizio di dormire qualche ora tutte le notti….

Dai, sto scherzando, sta andando tutto bene, davvero molto molto bene! C’è tanto da fae e non racconterò grandi cose perché sono stata molto concentrata su questo nuovo imbarco e non ho cagato pari il mondo per dedicarmici appieno ma sta andando tutto davvero bene, inizio a crederci davvero a questa storia che il 2012 è un anno positivo per i Gemelli. L’anno dei cambiamenti. Mah, mè a so’ ancora què ch’aspet…..

La Corsica è sempre una meraviglia, Ajaccio ancora non la conoscevo ma ho già visitato tutti i pescivendoli, i panettieri e anche un paio di ortolani. Con la skipper va tutto bene, è simpatica, andiamo d’accordo e anche se è una donna ha tutte le caratteristiche tipiche dello skipper medio: eccellente marinaia, ineccepibile su tutto quanto riguarda barca, sicurezza e navigazione, e tutto il resto teoria astratta. E’ simpatica, cefalodotata q.b. e speriamo di continuare ad andare d’accordo così. Se levasse un po’ di più le chiappe sarebbe anche meglio ma ormai sono rassegnata alla fiacca skipperesca quindi non ci faccio nemmeno più caso, e poi sono talmente positiva che vedo bianco anche dove è nero e quindi la prendo come parte integrante del mio programma fitness, e va benissimo così. L’importante è che sia simpatica, e qui ci siamo, tutto il resto non ha importanza, meno fa lei, più dimagrisco io (E se non sono diventata zen……)

La barca è bella, c’è tanto da organizzare, tutti i dettagli da definire e tante piccole cose da sistemare ma sono entusiasta e ho voglia di finire presto questa fase di preparazione per essere operative in fretta ed iniziare i charter. Con le alte sfere il rapporto è ottimo, è gente di mestiere, seria e professionale, sono molto contenta anche per il lato umano ed il rispetto che viene mostrato. La settimana scorsa era il mio compleanno e quindi siamo usciti a cena; sarà una cazzata ma io che ero abituata che il giorno del mio compleanno non veniva cagato pari se non dai miei colleghi ho apprezzato molto il gesto delicato di non farmi lavorare almeno la sera della mia festa. E pure la boccia di champagne ha fatto il botto. E pure il regalo, che non ha importanza in termini di valore economico ma ha un grande valore umano. Inoltre a bordo c’è sempre e solo aria di serenità, nessuno è stressato e anche se si lavora sodo si tiene in grandissima considerazione il bisogno di un ritmo equilibrato; si cerca di fare il possibile per mantenere la forma (chi ce l’ha, gli altri se la cercano): quasi tutte le mattine si va a correre oppure a fare un po’ di kajak prima di colazione, e quel che mi piace molto di questo capo è che ritiene molto importante anche l’aspetto ricreativo della questione: non dico che ci obbliga ma ci sprona veramente a prenderci delle pause (vedi bellissima abitudine sacrosanta quotidiana alla siesta), e a coltivare interessi ed attività extralavorative perché comunque essendo persona molto intelligente sa benissimo che tirare a spremere le persone come dei limoni è controproducente ai massimi livelli: inutile lavorare per forza 14 ore al giorno, meglio farne solo 10 ma fatte bene. Ottimo armatore, sono davvero molto ma molto contenta della scelta fatta e tutto ciò mi dà davvero voglia di dare il massimo di me stessa per fare le cose fatte bene secondo le direttive ricevute.



Non vedo l’ora di iniziare a fare qualche charter, questa per me è una sfida: io passo dai piccoli charter low cost ai grossi yacht privati superlusso; questo è un catamarano (piccolo tra i grandi ma grande tra i piccoli) che fa charter di lusso, e per quanto abbia ormai buona esperienza e possa conoscere il lavoro, per me è comunque un mix di cose vecchie che dà vita a qualcosa di nuovo e che io ancora non conosco, quindi molto stimolante. E dall’alto mi danno tempo, mezzi e fiducia per organizzarmi a svolgere tutto questo al meglio. Non capita tutti i giorni.

Sarà una bella stagione, ne ho sentore. 

Melchiorri's pet


Toscanella, 07 giugno 2012

Alla vigilia della partenza estiva vi rendo partecipi degli ultimi sviluppi di casa Melchiorri, che sempre più mi sembra un’oasi di pace e serenità in questo mondo duro e difficile. Più che una casa somiglia ad un porto di mare tanto andirivieni di gente tutto il tempo e a tutte le ore. Bene, vuol dire che qui la gente sta bene, e raramente riusciamo ad essere a cena solo noi 3 abitanti ufficiali (beh io part-time ma ufficialmente sono qui), ed il week end non si sta dietro a quante volte bisogna aprire la porta. Anche gli animali stanno bene: abbiamo il vecchio sornione Ugo ormai veterano gatto di quartiere in quanto si ricorda di avere una casa solo quando è ora di mangiare; il piccolo ultimo arrivato Fiji che invece ogni volta che esce dal giardino si perde e bisogna andarlo a cercare, e già due volte è stato trovato massacrato di botte da altri gatti  (c’è il forte sospetto che il mandante di queste aggressioni fosse Ugo, movente non la gelosia ma la paura di vedersi diminuire le razioni di cibo, o forse erano solo atti di nonnismo…); ed il tenero Vespuccio, che non sa di essere un coniglio: a forza di stare con due gatti anche lui si crede un felino e non un roditore. E’ buffo osservarlo, e cerchiamo anche di dirglielo che lui è diverso ma sembra quasi che si offenda e allora lo si lascia fare.
E dopo questa breve descrizione mi viene una domanda per Damiano e Annalara, mia cognata: Fiji, che si scrive con la j ma si legge Fighi perché lui è un fighetto di prima categoria, si chiama così perché quando è stato adottato io ero alle Fiji…. ma se io andavo in Qatar come lo chiamavate?? 

maledetta astrologia


Toscanella, 02 giugno 2012

Una mia amica fissata per l’astrologia mi ha detto che Giove sta per entrare nei gemelli, e sembra che Giove sia il pianeta dell’abbondanza. Il suo consiglio: “cerca di non ingrassare”. No, adesso io vorrei dire una cosa: da quando ho smesso di fumare ho preso un kg al mese perché io sono una che le cose le fa fatte bene; A distanza di quasi un anno, che sta per 9 kg, e in 148 cm di altezza si vedono tutti, e poi ho fatto anche il calcolo matematico e fa esattamente 60 grammi al centimetro, cut vegna un chencher, ora che mi sento più tranquilla dal punto di vista tossico ho pensato bene di concentrarmi sul ritrovamento della linea perduta, che si è persa proprio bene, talmente bene che per vederla mi ci vuole il binocolo, ma sono convinta di me e quindi abbandono l’auto in favore della bicicletta e poi giù di lunghe camminate e perfino corse (io!!!), vai di addominali, dorsali e glutei, taglia l’alimentazione al minimo per la sopravvivenza, ho comprato perfino il Somatoline, praticamente fai una vita di merda e dopo 15 giorni tutta orgogliosa di non aver sgarrato nemmeno una briciola ritorni sulla bilancia e ‘sta stronza ti dice che sei un kg in più. Vaccagare, a me i profitterol allora!!!! Ma poi ti calmi e ti dici che sai benissimo che il muscolo pesa più della ciccia flaccida e ti passi la mano sulle chiappe cercando di autoconvincerti che sì, in effetti sono più sode (ma in realtà c’è ancora troppa ciccia molle per sentire il muscolino là sotto…..) e comunque non molli la dieta e neppure la ginnastica, perseveri nel tuo obiettivo contando sul lungo termine. Ma che mi ci si metta anche Giove poi no eh!!!!


Sempre la stessa amica mi ha detto “ooooooh stavolta ci siamo eh, questo è l’anno buono che troviamo l’anima gemella anche per te, sì sì, questo è proprio il tuo anno”. L’avesse mai detto. Non parlo mai delle mie disavventure sentimentali quindi non entriamo in dettagli ma diciamo che se finora ho sempre avuto storie sfigate ‘sto giro c’è stata proprio l’apoteosi dell’assurdo: in 3 giorni incontro-innamoramento-progetti-addio, senza nemmeno farci mancare scandali e scene da hollywood…. dicono che siamo nell’epoca della frenesia, dove tutto corre veloce…. non sarei molto d’accordo su questa frenesia ma non posso fare altrimenti….
Ora, un messaggio per questa mia amica: IO DI OROSCOPI NON NE VOGLIO MAI PIU’ SENTIR PARLARE, che sia chiaro! Giove, Mercurio, Marte e Venere non c’hanno niente da fare che non sconquassarmi l’esistenza????

barcolliamo ma non molliamo

Toscanella, 01 giugno 2012

Ieri due mie cugine modenesi hanno aggiornato il loro stato su Facebook con lo stesso testo, talmente bello che anche io ho copiato la stessa cosa, e stamattina vedo che diversi miei amici hanno fatto lo stesso, praticamente sta facendo il giro. E allora perchè non pubblicarlo anche sul blog? Non so chi sia l'autore perchè ce ne sono tanti che si chiamano così per chiedergli l'autorizzazione e ringraziarlo, se mai dovesse capitare qui.... beh grazie. Voilà, a voi la lettura.


Gentile Sig. Terremoto, c'è una cosa che non hai capito della mia terra, ora te la racconto. Per chiamarci non basta una parola sola: Emilia Romagna. Emiliano Romagnoli, ce ne vogliono almeno due; e anche un trattino per unirle, e poi non bastano neanche quelle. Perché siamo tante cose, tutte insieme e tutte diverse, un inverno continentale, con un freddo che ti ghiaccia il respiro, e una estate..tropicale che ti scioglie la testa, e a volte tutto insieme come diceva Pierpaolo Pasolini, capaci di avere un inverno con il sole e la neve, pianure che si perdono piatte all’orizzonte, e montagne fra le più alte d’italia, la terra e l’acqua che si fondono alle foci dei fiumi in un paesaggio che sembra di essere alla fine del mondo. Città d’arte e distretti industriali, le spiagge delle riviere che pulsano sia di giorno che di notte, e spesso soltanto una strada o una ferrovia a separare tutto questo; e noi le viviamo tutte queste cose, nello stesso momento, perché siamo gente che lavora a Bologna, dorme a Modena, e va a ballare a Rimini come diceva Pier Vittorio Tondelli, e tutto ci sembra comunque la stessa città che si chiama Emilia Romagna.
Siamo tante cose, tutte diverse e tutte insieme, per esempio siamo una regione nel cuore dell’Italia, quasi al centro dell’Italia, eppure siamo una regione di frontiera, siamo anche noi un trattino, una cerniera fra il nord e il sud, e se dal nord al sud vuoi andare e viceversa devi passare per forza da qui, dall’Emilia Romagna, e come tutti i posti di frontiera, qualcosa dà ma qualcosa prende a chi passa, e soprattutto a chi resta, ad esempio a chi è venuto qui per studiare a lavorare oppure a divertirsi e poi ha decido di rimanerci tutta la vita… in questa terra che non è soltanto un luogo, un posto fisico dove stare, ma è soprattutto un modo di fare e vedere le cose. Perché ad esempio qui la terra prende forma e diventa vasi e piastrelle di ceramica, la campagna diventa prodotto, e anche la notte e il mare diventano divertimento, diventano industria, qui si va, veloci come le strade che attraversano la regione, così dritte che sembrano tirate con il righello.
E si fa per avere certo, anche per essere, ma si fa soprattutto per stare, per stare meglio, gli asili, le biblioteche, gli ospedali, le macchine e le moto più belle del mondo. In nessun altro posto al mondo la gente parla così tanto a tavola di quello che mangia, lo racconta, ci litiga, l’aceto balsamico, il ripieno dei tortellini, la cottura dei gnocchini fritti e della piadina e mica solo questo, sono più di 4000 le ricette depositate in emilia romagna; ecco la gente lo studia quello che mangia, perché ogni cosa, anche la più terrena, anche il cibo, anche il maiale diventa filosofia, ma non resta lassù per aria, noi la si mangia. se in tutti i posti del mondo i cervelli si incontrano e dialogano nei salotti, da noi invece lo si fa in cucina, perché siamo gente che parla, che discute, che litiga, gente che a stare zitta proprio non ci sa stare, allora ci mettiamo insieme per farci sentire, fondiamo associazioni, comitati, cooperative, consorzi, movimenti, per fare le cose insieme, spesso come un motore che batte a quattro tempi, con una testa che sogna cose fantastiche, però con le mani che davvero ci arrivano a fare quelle cose li, e quello che resta da fare va bene, diventa un altro sogno. A volte ci riusciamo a volte no, perché tante cose spesso vogliono dire tante contraddizzioni. Che spesso non si fondono per niente, al contrario non ci stanno proprio, però convivono sempre. Tante cose tutte diverse, tutte insieme, perché questa è una regione che per raccontarla un nome solo non basta.
Ora ti ho raccontato quello che siamo, non credere di farmi o farci paura con due giri di mazurca facendo ballare la nostra terra, io questa terra l’amo e come mi ha detto una persona di Mirandola poche ore fa.. questa è la mia casa e io non l’abbandonerò mai.
Marco Barbieri

....mah....


Toscanella, 29 maggio 2012
Tutti quelli che sto incontrando in questo periodo mi fanno una sola domanda, tutti la stessa: “Vaifra ma non stai bene? Sei seriosa, hai l’aria assorta e sembri un cane bastonato”.
Rispondo: sto benissimo, ho appena fatto esami e visite varie (diciamo il tagliando dei 40 anni) e va tutto bene. E’ lo spirito che è abbattuto e sfiduciato. Sono a casa da 4 settimane e vedo un Paese che anche nella forma sulla cartina già ci dà dei calci in culo, vedo intorno a me solo gente ingastrita ed incazzata, qui si respira aria di carogna e sto per strippare, mi guardo intorno e trovo tutto difficile, qualunque cosa si debba fare si incontrano solo ostacoli e difficoltà. Ma non è colpa delle persone con cui interagisco: è che siamo talmente abituati a farci inchiappettare, talmente abituati a vedere sopra di noi esempi negativi che poi per forza anche noi nel nostro piccolo facciamo lo stesso perché ci sembra normale. Ed è così che ti ritrovi a pagare 12 euro un melone perché ingenuamente hai detto al fruttivendolo di preparartene uno buono intanto che andavi a comprare il pane. E te lo rifila pure mezzo marcio. Oppure ti trovi a dover pagare il parcheggio e hai solo carte da 20 euro ma la macchinetta non li accetta, e chiedi ad un gruppetto di 7-8 persone inchiacchierate se hanno da cambiare, e questi ti rispondono di andare al bar e mentre ti allontani senti i commenti “io non cambio soldi a nessuno, e se sono falsi?”. Queste cose a Imola, non nel Bronx. Ma scherziamo o cosa???? E ho riportato solo due piccolissimi esempi del piffero, in realtà sono 4 settimane che lotto con burocrazie impossibili facendo interminabili quanto inutili file in uffici sovraffollati di fancazzisti completamente demotivati a fare il loro lavoro in maniera decorosa per dare un degno servizio al cittadino pagante le tasse, e al tempo stesso anche nel privato non è che vada meglio: qui ormai è una jungla dove vige la legge del più furbo, se sei coglione soccombi, e non è bello; che tu abbia bisogno dell’idraulico, l’elettricista, il meccanico, l’imbianchino, l’estetista, l’avvocato, il facchino, il taxista o qualunque altra categoria, non ti viene mai proposto quel che è meglio per te ma sempre e solo quel che è meglio per le sue tasche. Ma si può vivere così? Ed esattamente quand’è stato che i medici hanno smesso di curare pazienti per far posto ai clienti? Perché tra le due categorie c’è una piccola quanto sostanziale differenza, ma sembra che ce lo siamo dimenticati. Ovviamente mi scuso con i pochi onesti che hanno fatto il giuramento di Ippocrate senza incrociare le dita, ne conosco qualcuno ma sono proprio rari.
Io credo che questi movimenti tellurici non siano altro che lo sfogo fisico di uno stato di malessere interiore. Un po’ come quando sei stressato e ti brucia lo stomaco.
E ora basta, sta diventando politica e polemica, mentre invece questo blog voleva avere un carattere allegro e spensierato, se vogliamo anche superficiale e frivolo; ma in questo periodo di frivolezze e superficialità non ne ho vissute….
Prometto che prima di ripartire (settimana prossima) scrivo due cazzate. Mò mi drogo e intanto per dirla in Natascia style ve la metto nel saluto e vado a correre per i vigneti di Dozza, che giova sempre al buonumore.



....vacanza.... !!!!!!!!!!

Toscanella, 08 maggio 2012

Casa, solite scartoffie da sistemare, niente da raccontare se non che mi son fatta due meravigliose settimane di vacanza in Perù con babbo  e Ira & John. Lo dicono tutti, e io lo confermo: il Perù è spettacolare: colori, odori, sapori…. tutto davvero molto bello. 


















Europa.... mondo civile.... primi incazzi

Parigi Orly, 18 aprile 2012

Back to reality! Bentornata in Europa Vaifra, dove non sei più una persona ma un essere da trattare con sufficienza e senza sorriso perché scocci, perché la gente qui è sempre più stressata e fa il proprio lavoro malvolentieri e senza motivazione, non gliene frega niente se tu hai un problema perché loro ne hanno mille più importanti, e di te, sinceramente e con tutto il cuore, vanno nettamente a zezzo; ecco cos’è successo: ritirati i miei bagagli, oltretutto prioritari in quanto classe Madras (una comodità che non immaginavo nemmeno), mi sono accorta che c’era stato un tentativo di apertura perché i lucchetti erano forzati e le chiavi non aprivano più. Ancora nel mio mondo vellutato post volo mi reco allo sportello Air Caraibes, la mia compagnia, ed espongo gentilmente e sorridendo il mio problema perché ho bisogno di aprire le valigie per recuperare il mio giubbotto (qui fa freddo!); la signorina mi liquida freddamente dicendo di mandare una mail al servizio reclami. Si ok, grazie, e per aprire le mie valige ora? Beh, la signorina mi fa capire che non è problema suo in quanto esiste un servizio bagagli. Ancora fiduciosa e sorridente vado, e un omone grande e grosso, disturbato nel suo gioco del solitario al computer mi dice che non può fare proprio niente per me, e chi può aprire i bagagli sono solo i doganieri. Giusto, dovranno anche controllare PERCHE’ qualcuno ha tentato di aprire i bagagli, forse ci hanno visto dentro qualcosa di strano…!? Vado alla dogana e la prima tipa mi risponde secca di rivolgermi allo sportello accanto, sempre dogana ma purtroppo chiuso; c’è un pulsante, suono e arriva il generale Lee in gonnella che mi apostrofa abbastanza scocciata. Espongo DI NUOVO il mio problema e questa dà  letteralmente in escandescenze e mi dice che basta, lei non è lì per aprire i bagagli, che sono la terza questa settimana e ha già detto al servizio bagagli di smetterla di mandargli gente. Ci resto di merda, ecceccazzo c’entro io con queste scaramucce tra servizi diversi di uno stesso aeroporto? Io ho bisogno che qualcuno mi apra le valigie, il resto non mi frega sinceramente niente, e inizio a cambiare tono, non sono più così gentile e accomodante e le dico in maniera secca che sono un utente, ho avuto  un problema che non dipende da me e ho bisogno che qualcuno me lo risolva e anche in fretta, e che la smettano di rimbalzarmi da un ufficio all’altro perché la prossima porta a cui busserò sarà la direzione dell’aeroporto. La cosa funziona perché mi aprono le valigie. Ci ho rimesso i lucchetti, e non è certo per i soldi ma per una questione di principio che torno allo sportello Air Caraibes per fare un reclamo immediato, altro che mail che poi so già che resterà senza risposta, e la stessa signorina acida di prima (che probabilmente non fa sesso da almeno 6 mesi a giudicare da come si pone col prossimo, e se continua così non troverà mai più nessuno che se la fili, mi viene da aggiungere) mi dice che avevo già avuto le mie risposte prima, io insisto ed esce un signore che gentilmente mi dice che da qui non posso fare proprio niente e quindi posso anche accomodarmi affanculo.
Questa è l’Europa, questo è il mondo “civile”, questo è lo stile di vita. Bell’esempio per i nostri figli. Ora sono già al gate per il prossimo volo per l’Italia, intorno a me nessuno sorride, vedo solo persone chiuse ognuna nel suo mondo col proprio I-pod ad ascoltare la propria musica, e se incroci lo sguardo con qualcuno guai se scappa un sorriso, potrebbero prenderti per folle.
Bene, armiamoci e prepariamoci per l’ennesima volta a vivere questa vita per altri 6 mesi. Non fosse per la famiglia e pochi amici che mi mancano davvero tanto e ho troppa voglia di vedere….ma col piffero che sarei qui ora!!!!! 

che figata fare la vip

Martinica, 17 aprile 2012

Dall’aeroporto di Lamentin faccio la sborona col wifi della sala d’attesa riservata alla first class. Ebbene sì, con tutte le miglia accumulate mi sono regalata il surclassamento e per una volta nella vita viaggio comoda e non nel vagone merci della classe turistica.
E quindi, qui spaparanzata su questa poltrona in pelle umana, con una hostess che mi serve champagne alla giusta temperatura e nel giusto bicchiere, riesco a scacciare la tristezza della partenza godendomi questi piccoli lussi come se fossi una donna ricca, e nel frattempo pubblico foto dei tempi in cui ero povera e mi toccava lavorare… tipo la settimana scorsa. 











Union Island, 14 aprile 2012

Ultima crociera alle Grenadine (per quest’anno) finita senza lode né infamia, molto serena e tranquilla: tutto è andato bene, le giornate passavano liscie senza picchi. Passeggeri gentilissimi e decisamente simpatici ma poca soddisfazione per me…. Diciamo che più che mangiare questi spiluccavano, il che per me ha significato taaaaanto tempo libero da dedicare a me stessa e alle mie riflessioni. Forse è per questo che preferisco i charter di voraci mangiatori!?? Lo skipper bravo, ci eravamo conosciuti tra i pontili qualche mese fa e dopo averci lavorato insieme confermo le voci che girano su di lui: cool. E così sono passati i 9 giorni di crociera one-way, di cui la prima parte abbastanza tirata per raggiungere il sud in fretta… praticamente abbiamo navigato pochissimo preferendo lunghe soste in siti idonei a praticare kite (lo skipper è anche insegnante di questo sport), la famigliola in vacanza era composta di persone tutte sportive: kite, paddle, nuoto, facevano di tutto; l’unica polentona ero io, anche se a dire il vero ho approfittato della situazione per nuotare tantissimo e fare tanta acquagym. E ho fatto una dieta rigidissima. Ho patito le pene dell’inferno perché tutto ‘sto tempo fermi e la barca stupendamente attrezzata (il nuovo Lagoon 450, veramente favoloso!) mi davano voglia di cucinare e fare tante cose buone (inutili, ma almeno io ci provavo, e comunque i locals gradivano molto), ma giuro che non ho mai mangiato niente che non fosse verdura o frutta (e sì, l’aragosta me la sono pappata, eccheccacchio!!). Una pena che però ha dato i suoi frutti: sono potuta rientrare nei jeans che avevo abbandonato 4 mesi fa. C’è ancora tanto lavoro da fare ma un passo dopo l’altro chissà che riesca a ritrovare la linea perduta, forse è la volta buona che ho arrestato il processo di esplosione dovuto allo smettere di fumare (=buttarsi a capofitto sul cibo in maniera quasi patologica)

La stagione è finita per me, ed è andata benissimo: tutti i gruppi che ho avuto a bordo sono stati tra il simpatico ed il simpaticissimo, peccato rovinare la media con quelli di capodanno, che come ho già detto più volte sono stati eccessivamente negativi. Tempo di migrare, come solito a malincuore ma quest’anno meno: ho voglia di stare un po’ tranquilla a godermi la famiglia e gli amici di sempre, insomma ho voglia di casa. Starò  invecchiando….????

Vabbè, spiccico qualche foto giusto per farmi venire il magone poi torno in barca che ripartiamo diretti diretti per la Martinica. La meteo è buona e spero che lo skipper decida di fare tutto il tiratone senza soste, ho fretta di arrivare su!