Toscanella, 19 settembre 2007

Stagione estiva 2007 conclusa, casa dolce casa…..

Sono arrivata ieri e ho già voglia di partire….queste assenze così prolungate non fanno che accumulare cose da fare a casa: banche-assicurazioni-dentisti-oculisti ho l’agenda già stracolma, ci manca solo lo psicoterapeuta e completo il tutto!

Sono dovuta fuggire da quel mare di caponata e granite che è Lipari, in una settimana di permanenza sono stata adottata dalla famiglia Pippo che mi ha nutrito a dismisura manco fossi un tacchino americano alla vigilia del ringraziamento… O inizio a crescere un po’ anche in altezza o davvero il mio ruolo in barca potrà essere solo quello di parabordo! Tutte le sere feste e grigliate (bellissima la festa per il compleanno di Edo appena prima della sua partenza, serata molto ben riuscita!), e mangia e bevi e bevi e mangia, v’ut sciupé???
E il giorno seguente è arrivata anche Ikaika col suo equipaggio (Claudio e Daniel + altri 2), e ovviamente anche loro si sono fermati da Pippo, ecchè, io son qui e loro vanno in un altro molo? Non gliel’avrei mai perdonata! Comunque anche loro….volevano fare una sosta di una notte e ripartire all’alba…ma a Lipari si sta tanto male che alla fine sono rimasti 3 giorni…. si perché mamma-Pippo e tutta la famiglia ci han trattati proprio bene, con l’accoglienza e l’ospitalità che contraddistinguono il popolo di Sicilia, bello, bello, ci torno!

L’ultima navigazione estate 2007 è stata con Vittorino (lo sceriffo del mare) per portare il catamarano all’elba, 48 ore intervallate da una sosta a ponza per giretto-pranzetto-bagnetto di alcuni ospiti vip, è stato anche piacevole fare una sosta anziché un trasferimento continuato! All’elba poi ho incontrato anche Francesco e Sabrina, del fetch, che sorpresa! E che piacere rivederli!

Basta, son stanca di scrivere, e non ho neanche l’ispirazione, sto chattando su msn con Veronica la fidanzata di Marco (l’allegria fatta persona anche nel mondo virtuale!), devo organizzarmi per l’inverno, passo e chiudo.
Panarea, 5 settembre 2007
No, Ginuzzo quello della pubblicità non c’è, però c’è Enzino quello delle boe….
Alla fine gira gira il mio destino estate 2007 erano le Eolie, son tornata qui con un catamaranone comandato da uno skipperone: tale Simon, alto 6 metro e mezzo o poco meno… per guardarlo in faccia mi vengono le vertigini!! Davvero, sembra uno scherzo del destino che ci troviamo a lavorare insieme, lui è alto uno sproposito, biondo e di poche parole, io esageratamente bassa, mora e logorroica. Sicuramente nessuno potrà dire che l’equipaggio non è ben assortito! L’altra sera giravo per Lipari con Simon e Vittorino, alto quanto lui, subito mi sentivo piccola piccola poi ho riflettuto: “pensa chi mi vede, che pensa? Che sono le mie guardie del corpo!” Mo soccia che sborona ciò!
A dire il vero ci conoscevamo già, ci siamo incontrati varie volte alle Grenadine, solo che lui si ricorda perfettamente di me, Christian e il Flying Cloud, io di lui zero, mi ricordo alcune scene di quando ci siamo incontrati e mi ricordo il nome della sua barca, stop. Sto invecchiando, inizio a perder colpi, da giovane non mi sarebbe mai successo!
Ora però sono in charter con un altro skipper: Simon ha avuto la splendida idea di perforarsi un timpano ed è dovuto andare a casa, io sono rimasta comandante della barca per circa 2 ore poi è arrivato il supplente, il mio momento di potere è durato pochissimo….
A proposito di Eolie, ovviamente da queste parti si aggira anche la mia ex barca, e infatti dopo aver giocato a nascondino per una settimana finalmente una sera siamo riusciti ad incontrarci, proprio qui a Panarea… I loro ospiti erano scesi a terra e noi siamo saliti a bordo, è stato bellissimo rivedere Luigi e Marco, e soprattutto Milena dell’Ikaika che ha preso il mio posto, sono stata davvero molto contenta, proprio tanto tanto….
Invece questa settimana Panarea e tutte le altre isole sono deserte rispetto a come le ho viste finora, stasera poi siamo dovuti fuggire via per “ciclone in arrivo” (han detto davvero così), i nostri clienti han preferito andare a dormire in albergo, noi dopo un po’ di pellegrinaggio in cerca di ridossi abbiamo finalmente dato ancora, si balla un po’, tipo a Tobago cays, e la cosa mi fa sentire bene: lo skipper bada a dire che non chiuderà occhio tutta notte, io già mi pregusto un meraviglioso sonno, divergenze di vedute (o magari sono io che non conosco il mediterraneo e forse ignoro qualcosa, ma se è così……evviva l’ignoranza!!!)
Fine stagione, si iniziano a fare programmi per l’inverno, e il mio obiettivo è uno solo: Martinica e Grenadine. Voglio rifare l’atlantico, non so ancora con che barca e con che equipaggio ma non è un problema, si trova, si trova…. Oltretutto sono anche un po’ in ansia per l’uragano che ha colpito Martinica e St. Lucia, devo andare a vedere

Lipari, 10 settembre 2007
Parcheggiata qui per qlc giorno in attesa di skipper, ma non va male, anzi, la compagnia dei vicini di barca e dei personaggi Liparoti è più che gradevole: Pippo (la mamma), Laura, la fantastica Dora, Gennarino, Donatella e tutti gli altri mi piacciono un mucchio, sto proprio bene! Domani sera arriverà Ikaika con Claudio e Daniel, sono quasi emozionata.... Probabilmente arriverà anche “Vittorino”, lo skipper che porterà verso nord me e la barca; ho scritto il suo nome tra parentesi perchè coi suoi 2 metri di statura sentirlo chiamare col diminutivo mi fa morir dal ridere, e poi tra Simon, Vittorino ed Edo inizio seriamente a pensare che chi fa la selezione equipaggi in questa compagnia non voglia skipper sotto i 2 metri, e la vedo dura per me inserirmi...
C'est tout, oggi faccio le grandi pulizie in barca poi resto in attesa degli eventi...
10 agosto 2007, La Maddalena

Novità dall’ultima volta: non sono più imbarcata sul mega yacht, è stata una decisione molto lunga e sofferta maturata lentamente dopo un tremendo conflitto interiore tra cuore e coscienza e tasca….. ha vinto il cuore, come sempre. Mi è dispiaciuto tantissimo salutare il mio equipaggio e anche tutti gli altri della stessa flotta, gente davvero simpatica con cui ho fatto un sacco di risate, ma il mondo degli yacht proprio non mi si addice, non c’è feeling. E’ anche vero che nella vita mai dire mai, ma penso proprio di aver chiuso un capitolo per riaprirne uno che mi piace molto di più: le barche a vela. E così mi son fatta 2 settimane in corsica su un catamarano di soli 38 piedini piccini piccini, in compagnia di un’allegra e gentilissima famigliola vicentina con cui spero di mantenere i contatti, e di uno skipper che invece mi ha fatto capire chiaramente cosa intendono Mario e tutti gli altri professionisti della vela quando dicono che in giro per il mare ci sono incompetenti e pericolosi personaggi che si spacciano per skipper…. Questo, abbinato all’arroganza e alla cafonaggine dell’elemento, ha minacciato la buona riuscita della crociera, che comunque è positivamente terminata qui alla Maddalena.
Per quanto riguarda me ed il mio futuro, oggi rompo un po’ le scatole al mio amico Luca conosciuto a Genova 2005, qui residente, stasera prendo il traghetto per il continente e vado a Spezia per un altro charterino di 8 giorni, poi non so. E diversamente a com’ero programmata e precsa fino a qualche anno fa, che sarei entrata in panico, ora mi piace parecchio l’idea di non sapere dove sarò e che farò di qui a una settimana, mi fa sentire libera, libera e ancora libera, penso non ci sia niente di meglio nella vita! Ed è vero l’sms che ho ricevuto poco tempo fa da un amico, che dice “te sei come il vento, non si sa mai quando arrivi e quanto resti, è impossibile fermarti, bisogna solo lasciarti correre”. Vero. Bello.
06 luglio 2007, in mezzo al mare
Sono morta, è il mio spirito che scrive
No dai che scherzo, anche stavolta ne sono uscita viva, seppur disintegrata. Per 5 giorni ho perso ogni contatto con la realtà, ogni tanto mi è capitato di vedere di sfuggita il sole, ma è andato tutto bene, questo è l’importante. Ho recuperato anche un po’ la linea, non molto ma mezzo etto buono l’ho buttato giù, non avevo tempo di mangiare e ho fatto tanto tanto tanto moto, ottimo!….
Mentre sto scrivendo siamo in navigazione, siamo dalle parti di Monaco. Siamo partiti la notte tra il 4 e il 5 luglio, dopo la cena finale con tutto il pantalan abbiamo deciso di anticipare la partenza e abbiamo mollato le cime subito, era l’1 di notte ed è stato un momento veramente….come dire…..forte, intenso, emozioni a mille…. I ragazzi erano tutti lì, baci abbracci e poi ciao, noi a prepararci per partire e loro tutti seduti sul pontile, gli ultimi ciao, gli ultimi arrivederci, mancava solo Elena che comunque ci ha telefonato mentre ci staccavamo dal pontile, io avevo i lacrimosi dall’emozione e anche gli altri non erano da meno, sono convinta che il Pantalan B sia entrato prepotentemente in ognuno di noi, e bellissimo era lo striscione preparato da Claudio e Daniel per la festa della penultima sera: “Pantalan B: fratelli per 3 mesi, amici per sempre”. C’è bisogno di aggiungere altro? Con noi per il trasferimento ci sono anche Veronica (la fidanzata di Marco), una sferzata di allegria e buonumore, nell’ultima settimana divenuta la zingarella di Valencia, e Romina, la superorganizzata responsabile dell’ufficio del marina, ragazza carinissima che come fa le fotocopie lei non le fa nessuno, anche se poi rischia di rosolare…..(questa la possono capire solo quelli del nostro gruppo). Ci ha anche regalato le camicie dell’america’s cup, le divise ufficiali degli addetti ai lavori, bellissime! Ieri abbiamo avuto una giornataccia di navigazione pesante, e posso orgogliosamente dire che pur essendo la più tardona di questo equipaggio sono stata l’unica a non aver avuto problemi di malesseri vari, anche se nel golfo del Leone saltavamo come pazzi e ad un certo punto da seduta sul seggiolino di guardia (abbastanza alto) mi sono ritrovata direttamente in terra, scena piuttosto comica con Luigi che ha cercato invano di afferrarmi al volo, io che per un attimo ho pensato di essermi rotta a metà visto che non riuscivo più a muovermi, e Veronica che mi portava il ghiaccio lottando coi conati di vomito. Comunque il sederone ha attutito il colpo e non ho riportato danni, per fortuna. Poi sono saltata altre 2-3 volte, e mentre riposavo sul divano ho anche rischiato di scivolare via, oggi han detto che se prendiamo di nuovo mare brutto mi legano così non corro rischi.

08 luglio 2007, sempre in mezzo al mare
AUAIA! Era il saluto-tormentone del pantalan, che starebbe per how are you detto da una tipa di una barca del pantalan che parlava un inglese tutto suo che nessuno capiva…. Auaia ci piaceva così tanto che è stato adottato e tra di noi stava per “buongiorno”…
Noi stiamo bene, siamo in dirittura d’arrivo a Lipari, domani Milazzo per alcuni lavoretti in cantiere poi di nuovo partenza per Palermo, imbarco ospiti e via che si riparte. Il trasferimento è andato bene, l’umore a bordo era buono, dopo il golfo del leone non abbiamo quasi più saltato, che pretendere di più? In tutti i posti in cui abbiamo fatto soste carburante avrei avuto persone da salutare ma li ho lisciati tutti: Barcellona, Sanremo, Portoferraio, Napoli (la Gabri addirittura l’ho persa per pochi minuti, è arrivata che noi stavamo uscendo dal porto e non ci siamo viste proprio, una scena molto alla Candy Candy con Terence….), pazienza dai, ci si rivedrà più avanti. Stanotte ho sognato di nuovo il Pantalan, quanti bei ricordi, che bei momenti che ho vissuto, e se ascolto il cd che mi ha masterizzato Ikaika mi viene un gran magone, tutte quelle canzoni inizialmente stupidine ma poi a forza di ascoltarle e ascoltarle sono divenute la colonna sonora del periodo Valencia 2007. Cambiamo musica valà c’lè mei, non ho mica tempo di intristirmi!


10 luglio 2007, Milazzo
Tutto bene, siamo giunti finalmente a destinazione integri e senza troppi danni alla barca, seppure i bookmakers ci dessero 1-30…
Ora facciamo qualche lavoretto in cantiere e poi giovedì si parte col primo charter, quindi non penso che avrò tempo di aggiornare il blog fino a settembre! Ieri è stato bellissimo infilare il travel-lift al volo con la rincorsa data da altra barca, poi ancora meglio la manovra sul carrello per posizionare la barca: per un attimo siamo dovuti uscire in strada…. mai e poi mai nella mia vita avrei immaginato di lavare i piatti guardando dalla porta di una barca e vedere le auto sfrecciare al mio fianco!!!!
Ok, vado, ho mille e mille cose da fare entro ieri, time out per scrivere. Ciaoooooo
30 giugno 2007, sempre Valencia

Hola, que tal? Dopo 1 mese e oltre qui in Spagna ho praticamente dimenticato Francese e Inglese, ora solo Spagnolo, tant’è che l’altro giorno x strada con dei ragazzi che facevano gli spiritosi ho chiacchierato una buona mezz’oretta in Spagnolo, e mi meravigliavo che capissero perfettamente tutte le mie parole fantasiose (il segreto dello spagnolo è: quando non sai un termine, dillo in italiano mettendo una esse alla fine), finchè mi han chiesto “de donde eres?” “de la Italia” “e ma allora che parli a fa’ in spagnolo”….erano 3 romani…. A parte questi piccoli incidenti la vita procede bene, si lavora e soprattutto nei momenti di calma si fa festa….forse un po’ troppo… meglio scappar via di qui al più presto, stiamo rischiando tutti quanti la cirrosi epatica. Ma come si fa a non far festa? Si è creato un gruppo talmente bello che bene o male la sera x cena meno di 10-12 non si riesce ad essere, e l’ultima volta che abbiam detto “cena light, 2 pesci alla piastra e insalatina” alla fine non si sa bene come sia successo ma ci siam ridotti a festeggiare capodanno con tanto di conto al rovescio, champagne, baci e abbracci, e we are the world…. correva il 16 giugno…. Oltre naturalmente alle feste vere, quelle organizzate: storiche quella di Ikaika, il megabarbecue sul pontile del doppio compleanno (io e Diego di Spirito di Stella), quella dei pirati (eravamo BELLISSIMI)…..
Ora però da qualche giorno è finita la festa: è ripresa la regata e siamo tutti mega-impegnati, buona se ci si incrocia sul pontile x 2 chiacchiere veloci, e a me già mancano tutti quanti. La settimana prossima si parte tutti, finito il periodo del Pantalan, mi sento come quando stava per finire la scuola… mi mancheranno i vari personaggi: Davide e Claudio ovviamente in primisi, ma tanto loro so benissimo che li rivedrò, chissà dove e quando, ma ormai sono 2 certezze nella mia vita ed è stato bellissimo averli qui entrambi in questo bellissimo periodo che ho vissuto, poi Milena la hostess di Claudio, che mi fa schiantare dalle risate, troppo forte quella tipa; e Ale Giovanni e Lucio, già partiti, Daniel, Gianni e Roberta, il carissimo Diego, e tutti i ragazzi/e del marina, per non parlare di Erik, il guappo, anzi il superguappo della barca di fianco a noi, la mia prima visione del mattino quando apro la porta della cucina, ci ritroviamo sempre lì ognuno con la sua tazzina del caffè, che bel modo di iniziare la giornata!!
Noi abbiamo davanti 5 giorni de fuego, visto il programma io non so se ne uscirò viva, se sopravviverò aggiornerò ancora il blog, diversamente sappiate che vi ho voluto tanto bene…
festa di Ikaika (barca di Claudio)
Pantalan B, 11 giugno 2007
Qui a Valencia tutto ok, confermo di star bene sia sotto il punto di vista lavorativo che quello personale. Unico problema, se così vogliamo chiamarlo, è che gli abitanti del Pantalan B, con una piccola estensione al pantalan D (D di Davide per l’appunto), si stanno affiatando ben bene e ogni sera c’è un qualche evento, con le inevitabili conseguenze di bagordi e baracche…..e al mattino svegliarsi diventa sempre più difficile, l’unica difesa per sopravvivere si chiama caffè, che sto consumando in quantità industriali.
Abbiamo fatto perfino le magliette, designer Alessandro, veramente bellissime e che tutti ci invidiano, pubblicherò foto quanto prima, promesso.
Però, però, però, se tutto è bello, io come solito mi affeziono alle situazioni e alle persone, e ovviamente ricominciamo con i dispiaceri: intanto è già dovuto partire Giovanni, che mi faceva morir dal ridere solo a guardarlo in faccia, tipo antidepressivo x intenderci. Mi dispiace davvero, il pantalan perde un elemento centrale.
A bordo tutto bene, Luigi il comandante mi fa sbudellar dal ridere, è matto q.b. x non annoiarsi mai, compresi gli scherzetti continui a cui io ovviamente abbocco sempre; Marco il primo ufficiale invece è più tranquillo, e sembra che stia riuscendo nella sua missione dell’estate 2007: farmi diventare ordinata. Dividendo la cabina, ed essendo io una casinista fuori misura x quanto riguarda le mie cose, e invece lui è tutto geometrico e preciso, sto facendo sforzi sovrumani per tenere in ordine le mie cose anziché come solito buttarle sul letto che poi sembra un campo di battaglia; ogni tanto però la mia vera natura ha il sopravvento e lo si sente urlare per la barca “cos’è tutto questo bordello!!!!” e io corro a sistemare, poi se succede come l’altro giorno che si apre il mio armadietto e crolla tutto il mucchio di vestiti appallottolati, allora ciao, lo vedi proprio inorridire e sbiancare, e giù a ridere! Credo di aver trovato finalmente un equipaggio di equilibrato squilibrio mentale: un sardo, un siciliano e una romagnola…..c’è forse bisogno di aggiungere qualcosa?
VALENCIA, 01 giugno 2007

Ebbene si, vista la mia ormai veterana esperienza sono stata convocata da Luna Rossa… ha capito che con me in equipaggio ha decisamente più chances di vincere…


STO SCHERZANDO!!! Comunque a Valencia ci sono davvero, sono su un meraviglioso Yacht a motore con un’equipaggio fantastico, sullo stesso pontile c’è Claudio e nell’altra banchina c’è perfino Davide, che volere di più dalla vita?! Mi piace un mucchio incontrare i vecchi amici dei caraibi in terra spagnola, mi fa davvero capire ancora una volta che il mondo è piccolo, vecchi e nuovi amici che si mescolano, si creano nuove amicizie e si solidificano le vecchie. Anche gli altri del pontile sono tutti simpatici e si è creato un gruppetto divertente con cui passare le serate in allegria (almeno finchè si può) e ciò mi ricorda un po’ la Martinica: là c’era “il popolo di Marin”, qui c’è “el pantalan B”. Tanto per fare un esempio appena arrivata x adeguarmi al gruppo ho dovuto comprare i roller, verso sera c’è il momento pattinaggio e lo trovo un bel momento di svago nonché mezzo di aggregazione. Penso proprio di esser stata fortunata, il mio equipaggio è veramente ok, mi trovo benone e ci sono tutti i presupposti per fare una bella stagione, sia professionalmente parlando che a livello di esperienza di vita. Questo genere di charter per me sarà nuovo, speriamo di esserne all'altezza (ho fatto la battuta!!! ah ah ah).
L’unico neo è che quando guardo le barche a vela mi viene un po’ di nostalgia ma mi consolo pensando che tanto anche quest’anno voglio rifarmi la traversata, con chi ancora non ho idea, ma in qualche modo sono certa di farla, e quindi sconfiggo gli attacchi di nostalgia pensando che tanto è solo questione di tempo e poi veleggerò di nuovo…intanto questa estate assaporerò la velocità di spostamenti da A a B, per il resto c’è tempo.
Ciao ciaooooooo
18 maggio 2007, da casa

Aggiornamento dopo tanto tempo: sulla barca a Port Frejus ci sono stata giusto giusto un mese poi è stata una separazione consensuale, non c’era compatibilità di stili di vita. Mi è dispiaciuto solo salutare il marinaio, tal Francesco, bergamasco d.o.c., un uomo un mito, ma magari ci si incontrerà di nuovo su e giù per i mari. E così eccomi di nuovo qui alla ricerca di un imbarco, ha ragione il caro Mario a dire “se è difficile la vita del marinaio, figuriamoci quella delle piccole di cucina!”(questa è la mia qualifica sul libretto di mare, e chi ride lo meno)
Ho approfittato del tempo libero per fare un blitz a Roma a salutare Ira e ho rivisto tutti i vecchi amici che non vedevo da un pezzo(Luca, Daniele, Ottaviano e Kikko, sempre più bello man mano che passa il tempo, gliel’ho sempre detto io che dovrebbe sfruttare questo dono della natura!), e c’è scappato anche un meraviglioso pomeriggio a casa di Vincenzo, si si proprio il MIO Vincenzo di Spirit of Hope, che era a Ostia. Lui è in forma splendida, Julia è sempre bellissima e anche Ira è stata decisamente conquistata da questa coppia di persone di cui le avevo fatto tanto un gran parlare. Sempre per la serie il mondo è piccolo, parlando parlando esce che Vincenzo è stato il maestro di vela di tal Stefano, che io conosco solo di nome, e ha una foto datata settembre 1997 che da circa 10 anni gli vuole consegnare, io so che nel giro di un mese Mirko, il prode marinaio del Wind Pat, lo incontrerà, quindi inizia la staffetta della foto, che prendo in custodia io visto che ho appuntamento con Mirko il giorno seguente. Queste cose mi piacciono, mi commuovono quasi!
Dopo Roma ho tirato dritto per Napoli insieme a Mirko, precisamente Torre del Greco, per fare i corsi Imo, durati 10 giorni e molto interessanti non solo per la vita in mare. Innanzitutto ora siamo dei perfetti Grisù in grado di spegnere qualunque tipo di incendio, invece per quanto riguarda il salvataggio in mare, visto il mio meraviglioso stile di nuoto (definito anche “sembri una caffettiera galleggiante”) mi sa che in caso di necessità dovrò seguire la regola numero uno spiegata dall’insegnante: quanno la nave affonda, si si bbuono buttati a salvare la gente a mmare, sinnò fatti li cazzi tua!”
Comunque gli esami sono andati tutti bene, nell’esercitazione pratica dell’antincendio ero il caposquadra e i miei ragazzi si sono comportati egregiamente, invece per gli orali sono sempre stata abbastanza sfortunata: tutte le volte ero preparata su tutto tranne un argomento, e ovviamente mi chiedevano sempre quel che non sapevo obbligandomi a delle arrampicate sugli specchi che Messner mi fa ‘na sega, quindi all’ultima interrogazione tanto per stare tranquilla non ho studiato proprio niente…. Comunque sono stata promossa e l’importante è aver capito le cose di base, poi se non mi ricordo le varie sigle Stcw, Solas, Sar, Mais, Mams e compagnia bella….chissene! E poi volevo brontolare anche sul fatto che ci avranno anche spiegato cos’è la Solas, ma essendo a Napoli avrei ritenuto più utile un corso per difendersi dalla “sola”, che io da brava guagliuncella ho prontamente abboccato al mercato vecchio con conseguente sfottio infinito da parte di Mirko e Ira che è venuta a trovarci domenica…
Napoli comunque è fantastica, il folklore partenopeo la rende viva e colorata, i napoletani sono fantasiosi e spettacolari, anche se come diceva uno degli insegnanti “a Napoli la guerra non è finita”.
Ho rivisto Barbara, la fidanzata di Marco della Martinica che ora è in Atlantico x tornare a casa. Poi varie volte siamo usciti con Luca, un mio amico di Roma che ora vive a Napoli, velista appassionatissimo che secondo me tra non molto verrà ad incrementare le fila di quelli che mollano tutto….Luca ti aspettiamo!
E’ tutto, ora sono di nuovo a casa e anche se dovrei girare mezza Italia per andare a vedere delle barche con cui sono in contatto, questo week end intendo dedicarlo completamente al mio cagnone che non sta tanto bene e soprattutto mi manca troppo in tutti questi miei girovagare. Qualche giorno ferma comunque non mi fa male, poi comunque nel giro di pochi giorni devo decidere che fare nella mia vita, dove sarò di qui a 2 settimane non lo so!
PORT FREJUS, Costa Azzurra, 6 aprile 2007

Eccomi qua, ingaggiata su bellissima barca di 73 piedi. Cioè, al momento viviamo in un appartamentino perché la barca è ancora troppo incasinata per poterci stare, però mi piace un casino, e se mi piace così tanto da incasinata figuriamoci quando l’avremo tutta pulita e lucidata….wow!! Stavolta siamo in 3: io, il comandante e il marinaio, simpatici entrambi.

Sono stata a casa in “vacanza” 2 settimane, grosse novità: sembra che tra amiche e cugine si mettano d’accordo durante le mie assenze per sfornare pargoli, ogni volta che torno sono zia di qualche nuovo mostriciattolo o mi informano di qualche nuovo cantiere aperto…. brave, brave, pensateci voi ad incrementare le nascite, abbiamo bisogno di contribuenti per quando saremo tutti vecchi in pensione…

Altre novità non ce ne sono, oggi sono particolarmente felice perché dopo 3 giorni di brancolamento nel buio causa orzaiolo nell’occhio buono, finalmente oggi sembra tutto guardito e ho riacquisito la mia proverbiale vista da lince (ehm…. vabbè, diciamo che non mi serve più il cane-guida, vado da sola).

Alla prossima con gli aggiornamenti su questa nuova avventura.
15 marzo 2007 ST.MARTIN, E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’….. la canticchiavo spesso nei giorni scorsi, ora sarebbe il caso di coniugare il predicato verbale al passato in quanto stamane ho riacquisito la mia libertà e ho visto il cielo aperto. Io cmq con gli aeroporti di queste isole del nord non ho proprio feeling, anche stamattina è stata una comica all’aeroporto di St.Thomas: sarà stato per il mio aspetto un po’ troppo casual (braghe a righe, infradito e zaino in spalla), o forse il viso leggermente sciupato o l’aria di una morta di sonno, non lo so, fatto sta che al controllo bagaglio a mano qualcosa deve aver attirato l’attenzione perché ci ho messo mezzora a passare (e gli altri passavano tutti lisci lisci con i soliti controllini standard)…. Prima mi hanno requisito le ciabatte e se le sono tenute tutto il tempo, con una scuuura gigantesca che le ha analizzate perfino con la lente d’ingrandimento (c’è gente che nasconde le bombe negli infradito o le piaceva il modello?), un altro tizio mi ha preso passaporto e carta d’imbarco, una è sparita col mio bagaglio e l’altra più che una perquisizione mi ha fatto una visita medica completa, dicono che il referto me lo mandano a casa. Alla fine tutto si è risolto sequestrandomi burro cacao e dentifricio (gli americani ce l’hanno col mio dentifricio, questo ormai è un dato di fatto), mentre invece mi hanno lasciato le forbici. Bah. All’aeroporto di St.Juan invece c’è stata una scena buffissima: al momento dell’imbarco hanno visto che dentro al mio passaporto c’era ancora il visto d’ingresso americano (e non se l’erano preso? Qui c’è lo zampino di Houdini) allora mi hanno mandata ad una macchinetta in cui ho dovuto inserire il passaporto, è apparso il mio nome a caratteri cubitali, una voce mi ha invitata ad inserire entrambi gli indici per le impronte digitali e infine mi hanno fatto una foto e la macchina ha finalmente sputato la mia uscita dagli USA. L’importante è sempre arrivare a destinazione, quel che succede negli aeroporti ha importanza marginale.

Ora sono a St.Martin ma il mio pomeriggio di svacco totale, causa pioggia incessante si è trasformato in pomeriggio presso un ristorante italiano (nb: di cesenati, vicini di casa!) con Jeff, il tipo che mi aveva caricata dall’autostop la volta scorsa e che ho chiamato una volta giunta qui in quanto Denis (quello che mi aveva dato ospitalità) era a lavorare. Stavolta ho trovato da dormire in un hotel che di hotel non ha nemmeno l’insegna. Per 70 dollari mi hanno venduto uno “studio”, in realtà è una stanza con brandina e bagno, ma senza acqua nella doccia, non so, forse bisogna pagare un supplemento? Tra poco torno al porto di Marigot, vado a prendere un aperitivo con Timo e Miriam. Non ricordo se mi viene a prendere Jeff o Denis, sono talmente stanca che troppa grazia che mi ricordo di aver detto alle 8, a chi non lo so, secondo me l’ho detto a tutti e due quando si sono incrociati: non so bene per quale magia ma sono riuscita a trovarmi in macchina con uno e avere le valigie nella macchina dell’altro, sono un fenomeno a fare del casino!


Appena arrivo a casa la prima cosa da fare è guarire dal virus preso a bordo: la sindrome della filippina… non voglio mai più vedere un aspirapolvere in vita mia, sia ben chiaro!! A forza di sgurare lucidare e pulire da mattina a sera senza tregua sono arrivata addirittura al punto di sognare che prendevo dei cazziatoni perché c’era una ditata nel tambuccio o un capello sulla moquette, un vero incubo! C’erano dei momenti nella giornata in cui pensavo a quando ero piccola e giocavo con Damiano: quando uno era stanco morto e aveva bisogno di riprendere fiato un attimo bastava alzare la mano e dire “fido”…. Quante volte tra me e me in questi giorni pensavo “fido! fido! per favore fido!!!!” Oppure al mattino a volte tra di noi non ci salutavamo neanche perché non avevamo la forza di emettere sillaba fino a dopo il caffè… quella barca ci ha proprio spremuti come dei limoni!!! Devo ammettere però che la gita pomeridiana ai baths di virgin gorda (ordinata dall’armatore per tutto l’equipaggio) ci ha regalato 40 stupendi minuti di stacco, sembravamo bambini in gita, incredibile come le cose semplici a volte possano avere un gusto indescrivibile!!!

Ok, scritto tutto, vado a ‘mbriacarmi che me lo merito, và!!!
10 marzo 2007…… AUGURI DAMIANO!!!!! Dalle isole vergini americane, dopo una settimana di crociera.

Eccomi qui, ancora viva. La settimana ad antigua è passata velocemente con i preparativi della barca, un giorno sono anche andata a fare la spesa con Sandra in città e siamo passate attraverso la rain forest…bellissima, e in macchina ogni tanto vedevo anche scorci di spiaggie niente male, bisogna tornare in questa isola, merita, merita…. Poi ho avuto modo di esplorare in lungo ed in largo Nelson Dockyard dove eravamo noi, e qualche sera siamo stati in gita a Falmouth (qualche centinaio di metri più in là, diversi locali e tanta vita notturna).

A bordo va tutto bene, si lavora come pazzi e come previsto non esiste una vita privata: si dorme e si lavora, si lavora e si dorme, i ritrmi sono questi e la giornata è scandita dai tempi di servizio e di riposo (scarsino). Non mi entusiasma lavorare su questo genere di barche, troppo grandi, troppo formali i rapporti con gli altri, inoltre sono alle isole vergini ma potrei essere in qualunque altra parte del mondo in quanto vivo sottocoperta con luce artificiale ed aria condizionata, come in miniera!!!…..dicono che qui fuori ci siano i caraibi….mah…. ho dei seri dubbi…. Ma questa non è assolutamente una lamentela, è solo una conferma a ciò che già pensavo prima di fare questa prova: non mi piace. Eccheccacchio, mica potrà sempre piacermi tutto no?? Coi colleghi sto benone, a parte Sandra con la quale litigherò ferocemente non appena entrerò in possesso di una bilancia… ovviamente scherzo, però il fatto che lei cucini così divinamente per me non va bene, neanche un po’… Dicevo: con lei e con Mirko ci siamo presi bene, si ride e il clima è ottimo, quindi tutto sommato non è così tragica, se non fosse per questo clima di austerità e proibizionismo terroristico dettati non dall’armatore, che invece è una persona gentilissima, così come la moglie ed i loro amici. Ma è pur sempre vero che nessuno siam perfetti, ognuno c’abbiamo i suoi difetti…. no?

Da quando abbiamo imbarcato e siamo partiti, come prima tappa abbiamo fatto St.Martin (e daje, son sempre qui ultimamente), seconda tappa isole vergini britanniche e mo’ siamo alle americane, t’è capi??? Mica brodo di giuggiole qui!! Unico inconveniente è che a noi dell’equipaggio non ci hanno accettati in quanto sprovvisti di visto, quindi non possiamo scendere dalla barca, ma non fa nessuna differenza rispetto ad averlo sto benedetto visto, tanto non abbandoneremmo la barca comunque…. Unica escursione a terra in questa settimana è stata proprio x andare a far dogana tutti insieme, qui mica si accontentano dei passaporti, vogliono vedere bene tutte le persone…. Almeno ho visto la dogana di St.John, posso dire di aver visto le isole vergini, anche se un “refused” sul mio passaporto nuovo di zecca non è che mi piaccia tanto, inoltre mi chiedo come facciano quando arriva una bella Costa Crociere con quelle 2-3000 persone a bordo…. Tutti lì in quell’ufficio???

Il mio viaggio verso casa stavolta sarà duro: a causa del visto devo scendere a Tortola e prendere un traghetto per St.Thomas, poi il giorno seguente inizio coi voli: prima un po’ di rimbalzi per i caraibi, sempre col rischio di esser arrestata per vagabondaggio: St.Thomas-St.Juan-St.Martin, praticamente una via crucis, poi appena capisco dov’è St.Juan sono anche contenta. A St.Martin stazionerò 24 ore, ho anche appuntamento x l’aperitivo con Timo e Miriam che saranno là, e ne approfitterò per fare un po’ di meritata spiaggia e svacco totale, tanto ormai dopo i pellegrinaggi dell’ultima volta l’isola ce l’ho in tasca, poi il giorno dopo un bel St.Martin-Guadalupa-Parigi, e col fuso arrivo in Europa il giorno seguente ancora, poi finalmente l’ultimo volo x l’Italia. A quel punto sarò fusa io…. Non mi era mai successo di metterci 4 giorni per un viaggio….oltretutto mi sono anche resa conto che avendo considerato di tornare a maggio non ho abbigliamento consono alla stagione primaverile italiana….ebbene si, atterrerò a Linate in bermuda, t-shirt e infradito, non ho altro genere di indumenti con me….machissenefrega, sono già felice che mi aspetta una bella pizza con Carla e il giorno dopo megaspiedo a 300 km da casa con tutta la famiglia, tanto per non perdere l’abitudine a viaggiare…

Ma sì, è bello così dai!!!

salto di qualità

ANTIGUA, 28 febbraio 2007

Che ci faccio qui? Mah, me lo chiedo anch’io! Comunque mi piace: 1 settimana fa mi sono imbarcata su un 90 piedi spagnolo, bellissimo (Windpat), andiamo a fare una crocierina alle isole vergini americane e scendo a st.thomas, poi vado a casa, stavolta quella vera però, non più marin….

Il Flying Cloud è partito qualche giorno prima di me, ero sulla banchina quando mollava gli ormeggi, e devo dire che vederlo da lontano, in mezzo all’acqua, mentre si muoveva per la prima volta senza di me mi ha fatto veramente effetto…fine del II paragrafo capitolo 1,ora c’è il cinghiale ad occuparsi di lui, l’ultima volta è stato visto grugnire dalle parti del carenage...

Sulla barca nuova tutto bene, come prima cosa mi hanno chiesto se mi andava di lavare il ponte quel giorno stesso, e io, ignara, ho risposto entusiasticamente che è il lavoro che mi piace di più: acqua, secchio, spazzolone….un gioco!! Stica**i invece!!! In 3 ci siamo fatti in tutto 16 ore di lavoro suddivise su 2 giorni sgobbando duramente in ginocchio a spazzolare ogni centimetro quadrato di quel teak del piffero, prima il prodotto n.1, e gratta, poi sciacqua, e gratta, poi il prodotto n.2, e gratta, poi risciacqua, e ovviamente gratta, poi vedi dove ci sono punti venuti male, e ricomincia….c’ut vegna un azident, avevo male anche a dei muscoli che non sapevo neanche di avere… L’atmosfera a bordo è positiva, in tutto siamo in 5: comandante e moglie, Mirko il marinaio e Sandra la cuoca, già eletta mio “guru” in coperta, in cucina ed in ogni dove nel mondo nautico.

Qui ad Antigua x quel pochino che ho visto è tutt’un altro mondo rispetto alla Martinica, se in meglio o in peggio non so, ma sicuramente DIVERSO. Già ho incontrato diverse persone, il mare è veramente sempre più piccolo: Timo e Miriam sono venuti a salutarmi circa un’ora dopo che abbiamo attraccato, Carlo e Silvia subito dopo, e c’è pure Omero ma non l’ho visto, poi la prima sera entrati in un bar il barista mi ha detto “ma tu non sei quella che l’anno scorso lavorava con il pazzo ricciolino?” Tombola. Per non stare ad elencare tutti gli altri conosciuti di sfuggita a Marin e ritrovati qui… per esempio: la barca su cui dovrò imbarcarmi di qui ad un mese…..la conoscono tutti!!! Fatte storie….

Ho quindi salutato “definitivamente” Marin, sono passati pochi giorni ma mi sembra che ormai faccia già parte di una vita passata, qui succede tutto talmente in fretta e la vita è talmente intensa che 2 giorni equivalgono a 2 anni di vita terrena, comunque marin (che ci torni o no) rimarrà sempre nel mio cuore e sarà sempre casa…mi dispiace un mucchio essermene andata anche se so che già sono stata dimenticata da tutti, questo mondo è fatto così, anche se devo dire che quest’anno c’era un gruppo fantastico, gente simpaticissima che magari prima o poi rivedrò, mi mancheranno terribilmente tutti, mi sono davvero divertita e soprattutto sono stata benissimo. A conferma del benessere, come l’anno scorso sono ingrassata, qui pare che la felicità vada a chili, e non avendo bilancia lo vedo dalle sbarre del pontile: a dicembre passavo bene, ora ci passo ancora ma devo tirare bene dentro la pancia, ancora un etto e rimango incastrata! Ma qui mangia mangia non si cala un etto, tutte le sere sono abbuffate su abbuffate, ultima cena dalla paciarotta: come solito, avevo prenotato per 12-15 persone, e ci siamo presentati in 26, meno male che stavolta avevo detto il secondo turno e quindi siamo riusciti lo stesso a mangiare le nostre ribs!

Basta, non scrivo più, sono troppo triste: ma come, l’anno scorso sono stata l’ultima ad andare via, imperterrita fino all’ultimo a salutare tutti quelli che partivano, e stavolta invece sono stata la prima??? E poi mi scoccia che Davide fosse via e non sono riuscita a salutarlo, non sapeva neanche che alla fine ho deciso di imbarcarmi su WindPad, vabbè glielo diranno gli altri. Mario invece l’ho dovuto salutare per telefono, anche lui era in giro, comunque gli ho lasciato l’accappatoio a mo’ di scaramanzia, l’anno scorso ha funzionato, speriamo in bene anche stavolta…

Ma qualcosa mi dice…..che l’anno prossimo arriverà qualcosa di straordinario, non so perché ma sento che partirò per un viaggio lungo lungo, in posti lontani lontani….. più lontani dei caraibi…. Chissà…..
Popolo di navigatori….del web!!! Qui al mango tutti connessi su internet, altro che navigare in barca………

Dopo aver aggiornato il blog l’ultima volta, sono partita come hostess last-minute con Giovanni, ennesima crociera alle grenadine, ed ultima per quest’anno. Infatti nel frattempo mi sono accordata x altri imbarchi e a metà marzo sarò brevemente e velocemente in Italia, inverno caraibico molto breve stavolta, ma pazienza, le grenadine non scappano.

La crociera è andata bene, per quel che mi riguarda è stata di tutto riposo e relax, i ragazzi erano piuttosto inappetenti quindi il mio tempo anziché passarlo tra i fornelli come solito lo passavo a fare interminabili partite a backgammon con Giovanni, e tornei di scala 40, e dormire dormire dormire. Ogni tanto non fa male! Vorrei spendere due parole sul Mecatti, che era in vacanza con noi, un personaggio unico ed inimitabile: vi dico solo che a 64 anni si è iscritto ad un corso per prendere il brevetto da sub, e se non è vitalità questa…. Il nostro uomo è un ex docente di filosofia, e le discussioni con lui erano qualcosa di incredibile, ha un umorismo innato che ci ha conquistati tutti, oltre a farci preoccupare nel cuore della notte con richieste di aiuuuuuuuto, evidentemente in preda agli incubi, ma dopo un po’ ci abbiamo fatto l’abitudine, era sufficiente svegliarlo! Ci siamo anche incrociati con Azul e abbiamo fatto l’aperitivo a Morpion tutti insieme, però a differenza dell’anno scorso non è stato possibile farlo in acqua e a causa della nuova conformazione dell’atollo senza piscinette naturali abbiamo dovuto accontentarci di farlo sulla sabbia…. Morpion dopo esser stata per breve tempo oblunga ora ha ripreso la sua forma rotonda, ma si è ridotta notevolmente: la circonferenza è di soli 130 passi contro i 195 di un anno fa…. di questo passo tra qualche anno non ci sarà più, colpa dell’ultimo uragano che gli ha distrutto il reef davanti (così mi dicono, ma quand’è stato sto uragano poi? Io non l’ho visto!)….comunque bisogna SBRIGARSI a venire qui, se no sparisce e addio aperitivi mattutini! E poi, cosa gravissima, qualche burlone ha trasformato l’ormai storico ombrellone in capanna, è bello lo stesso ma ha perso gran parte del suo fascino….

Quando eravamo a Union sono andata a bere una birra col vecchio Dalo e gli ho detto che era l’ultima volta alle grenadinei e chissà, forse l’anno prossimo torno, forse no, boh….. ho causato una tragedia: ha iniziato a picchiare i pugni sul tavolo e ad inveire che non è possibile, e allora devo decidermi a sposarlo, lui non mi lascia partire se non gli prometto che tornerò e lo sposerò, e vuole venire in Italia a conoscere il resto della famiglia, è sicuro che piacerà e allora non avrò più motivi per continuare a rifiutare, porta in dono alla famiglia mezza isola ed è da pazzi rifiutare un’offerta di matrimonio del genere! e poi l’ha invitato anche il mio big brother e quindi lui viene a chiedere ufficialmente la mia mano a mio babbo. Allora, Damiano, ma te ce lo vedi Dalo in Italia? Mi viene in mente Mr.Crocodile Dundee, ecco cosa mi viene in mente…. Già all’aeroporto la vedo dura farlo passare sotto al metal detector, ce lo vedo proprio a giustificarsi del macete dicendo che gli serve per le aragoste….e vogliamo discutere sul lavoro di convincimento da fargli per mettere un paio di scarpe? Ammesso e non concesso che ne conosca la funzione…. Comunque, dopo la birra mi ha riportata in barca e visto che il resto del mio equipaggio era già su happy island per l’aperitivo mi ha dovuta portare fin là: impresa riuscita per metà, Giovanni è dovuto venirci incontro col suo tender perché la barca di Dalo picchiava col fuoribordo sul fondo…..ultimamente secondo me sono io che porto sfiga: 3 volte a scogli in una settimana non è normale….

Durante la mia assenza ci sono state novità: il Flying Cloud è praticamente venduto, quindi al mio arrivo era già abitato da Matt, il nuovo skipper. Il giorno in cui sono tornata ero piuttosto trafelata, ho avuto quelle centomila offerte di lavoro (prima niente e poi tutto insieme) e dovevo prendere decisioni molto veloci, quindi sono passata a bordo giusto 30 secondi x salutare Matt e dirgli che per cena si andava tutti dalla paciarotta a mangiare le ribs de porc, se voleva unirsi a noi era il benvenuto. Beh, alla fine questo Matt dev’esser peggio di me in quanto a “mi casa es tu casa” perché dalla paciarotta abbiamo fatto casino e anziché gli 8 prenotati ci siamo presentati in 16, quindi il 50% era tagliato fuori…. soluzione prontissima proposta da lui: carbonara a bordo, oltretutto preparata da Guido e decisamente ottima. E anche nei giorni seguenti il Flying Cloud non ha perso le vecchie abitudini di riunire il popolo di Marin per i pasti. Poi sono stata arruolata per stare a bordo ancora un po’ di tempo x fare tutti i lavori x rimettere a nuovo la barca, visto che la conosco bene posso essere un valido aiuto. Quando ho visto la lista dei lavori mi è venuta una fortissima emicrania, ci devo pensare un attimo se accettare o meno…. Matt me lo sto portando in giro, qui non conosce nessuno e l’ho un po’ introdotto nell’ambiente. Gran bravo ragazzo, lavoratore, serio, simpatico, sempre gentile, ma un po’….. come dire….. boh, non esiste neanche una definizione, dico solo che è un ex giocatore di football americano, pesa oltre il quintale, mangia quattro etti di pasta per pasto, ha una forza bestiale che difficilmente riesce a misurare e si muove con la leggerezza di un bisonte nella prateria, i suoi soprannomi sono “l’uomo di Neanderthal”, “Attila”, “Hulk”, “l’animale” e via dicendo…. Non so se mi va di trovarmi sola con lui, giusto ieri mi ha presa in braccio tirandomi in aria facendomi dare una capocciata al soffitto, e questo voleva essere un gesto affettuoso….. e metti che litighiamo????? Bah, adesso ci penso un attimino sul da farsi, le alternative fortunatamente non mi mancano….

Però un po’ mi intristisce sapere che stavolta dovrò salutare per sempre Flying Cloud, il nostro pied-a-terre del popolo di Marin… ma tutto passa, andiamo avanti.
QUANTO TEMPO SENZA AGGIORNAMENTI!!!

Ma purtroppo non ne ho avuto il tempo materiale, tutto un susseguirsi di cose che non mi lasciavano spazio per scrivere….. oltretutto mi si era anche guastato il pc e sono stata 2 settimane in lutto, senza avere neppure il tempo di andare a cercare un posto per farlo riparare, poi invece il marchingegno è risorto da solo e ora la vita sorride di nuovo, misteri della tecnologia, io non ci ho neanche provato a capire perché si è rimesso a funzionare…..

….da dove cominciare???? Eh, sembra facile…. Allora, andiamo per puntate:

Subito dopo la crociera di capodanno Le Marin è tornato a riempirsi di gente, di italiani eravamo veramente tantissimi e tra vecchi abitanti e nuovi arrivi c’era un traffico in cui raccapezzarsi era piuttosto difficile. Il Flying Cloud è stato riempito delle cambuse avanzate, in questo modo ogni giorno a colazione/pranzo/cena era peggio di un ristorante, e infatti è stato anche battezzato il “ristorante da Vaifra”, il Mango Bay poco ci mancava che mi facesse causa per concorrenza sleale, però era divertente e contro la noia non c’è nulla di meglio che non sapere per quanta gente cucinare, si facevano i conti a spanne. La nostra “famigliola” però era anche costretta ad un “regime alimentare controllato” imposto da Davide quindi i menu erano molto semplici e leggeri, anche se poi venivano regolarmente rovinati da aggiunte di quintalate di cose ingrassanti con la scusa “ma se no scade!!” E’ stato un periodo veramente divertente, animato anche dalle solite folli corse in tender, deliranti domeniche piovose canore e serate ridanciane in allegra compagnia.
Poi…..L’ARRIVO QUASI A SORPRESA DI DAMIANO + CROCIERA
Mi ha avvisato il mercoledì per il suo arrivo della domenica, wow, non potevo ricevere sorpresa migliore, non ci credevo che arrivava finchè non l’ho visto sbucare dall’uscita passeggeri all’aeroporto! Appena arrivato, ancora stordito dal viaggio, è stato catapultato in questo giro pazzo e il mattino seguente è stato caricato sulla barca di Davide e ce ne siamo partiti per una crocierina alle grenadine in compagnia anche delle due sardine, Barbara e Annalisa (vedere loro blog http://www.walkaboutx2.splinder.com/). Crociera tra amici meravigliosamente riuscita, non ci è mancato proprio niente, giù abbiamo incontrato anche Giovanni e Barbara e a Union ci siamo fatti una serata di quelle indimenticabili, penso ci siamo giocati gli ultimi due neuroni visto che trovavamo estremamente divertente fare il trenino dentro e fuori la barca al ritmo di Pupo, Raffaella Carrà e simili….
E’ stata notevole anche l’accoglienza che Dalo ha riservato al mio big brother: arrivati a Tobago ho subito beccato Sidney che mi ha informata che Dalo era sull’altra spiaggia a preparare un barbecue: io e Damiano siamo saliti sulla barchetta con Sidney, ci ha portati là e l’arrivo è stato il mio momento di grande gloria: una trentina di francesi in spiaggia, Sidney che urla “Dalo, there is Vaifra!”, Dalo che arriva e si butta in acqua e mi prende in spalla tutto festoso dicendomi che c’è anche suo cugino Gary, che a sua volta urla dalla spiaggia il mio nome, io che presento Damiano a Dalo e baci e abbracci, tutti questi francesi che mi guardano chiedendosi probabilmente chi è questa grande star appena giunta (poi mi guardano meglio, capiscono che sono esattamente la sig.na Nessuno e tornano al loro barbecue)…. Dalo ci riporta in barca e probabilmente decide di giocare la carta di far colpo sul fratello perché ci regala seduta stante un tonno, poi il giorno seguente a pranzo ci porta ben 8 mezze aragoste cucinate al barbecue, sempre offerte al big brother. La sera in cui eravamo a Union e c’era la festa in discoteca si sente in dovere di farci da protettore nei confronti degli scuur che ballano un po’ troppo appiccicati alle ragazze, e oltre a stordirci con continue ordinazioni di birre fresche sfoggia tutto il repertorio come un pavone esibisce la propria coda in fase di corteggiamento: si fa vedere davanti alla “discoteca” con l’automobile, elenca che il tal negozio è il suo, che il ristorante è il suo, quella casa e quell’altra sono le sue e tutto può diventare mio se lo voglio, sottolinea che gli anelli che ha alle dita sono di oro vero e diamanti e si è perfino dato lo smalto alle unghie…. Intanto ciacola con Damiano (che non spiccica una parola di Inglese) riguardo la difficoltà di corteggiare le ragazze italiane e gli propone di comprare una barca per far lavorare me, lui mette la metà dei soldi. I due sembrano intendersi alla perfezione e poco ci manca che organizzino il famoso matrimonio che Dalo intanto continua a propormi…vengo così definita la principessa di Union, ambitissimo titolo nobiliare delle grenadine…

Al ritorno dalla crociera resta qualche giorno da passare finalmente in relax con mio fratello a chiacchierare e aggiornarci, ma l’impresa è impossibile, ci sono tante cose da fare (barche da preparare, cene, aperitivi, compleanni….) e poi grazie a quel tesoro di ragazzo che risponde al nome di G devo volare a St.Martin, lasciando Damiano sul Flying Cloud tutto solo, ma è in buona compagnia.

ARRIVANO I VICHINGHI
Breve charter tra St.Martin, St.Barth e Anguilla, 6 giorni con Moorings. Vacanza premio ai migliori venditori di una grossissima azienda norvegese, 3 barche per un totale di 21 persone: un equipaggio è misto di donne/uomini, l’altro è di “calmi” cinquantenni, poi c’è il mio: 6 energumeni con nomi impronunciabili, tutti maschi tra i 32 e i 37 anni, una catastrofe. Bevono vino già a colazione, e si sono ubriacati circa 2 ore dopo l’imbarco, mantenendo sempre la stessa sbronza fino a fine crociera…. Per me è stato distruttivo, passavo la giornata a buttare bottiglie vuote e cercar di parare i danni che loro combinavano, dato che erano sempre talmente ubriachi che gli cascava ogni cosa dalle mani, così avevamo regolarmente formaggio spalmato ovunque, sabbia in ogni dove, cicche di sigarette a non finire, e vani erano i miei tentativi di tenere in ordine, era una missione impossibile, considerando che lo skipper era un po’ “distratto” e non mi dava una mano per niente, così al secondo giorno ho alzato bandiera bianca e per 4 giorni abbiamo letteralmente vissuto in un porcilaio, ma loro sembravano non farci caso più di tanto, quando avevano una bottiglia di vino in mano erano come poppanti col biberon, andava bene tutto! Comunque simpatici, si rendevano conto (per quanto possibile) di essere clienti difficili e cercavano di ruffianarmi, quando sentivo urlare “Vaifra, my love, where are you?” sapevo che avevano combinato qualcosa, io di solito ridevo e dicevo no problem, anche se una volta ho avuto una sclerata fuori misura, tutta in italiano, non hanno capito un tubo di ciò che ho detto ma il messaggio è stato ricevuto bene perché per circa mezzora sono stati buoni e tranquilli e mi guardavano con timore, e io me la ridevo tra me e me al pensiero di questi 6 vichinghi sottomessi ad una nanerottola italiana. Mi hanno anche insegnato qualche frase in norvegese, anche se sono sicura che non mi abbiano detto la verità riguardo il significato: per esempio, quando il mangiare era pronto dovevo dire “iaiarecot” (non ho idea di come si scrive) e ridevano come pazzi, chissà cosa dicevo, comunque li assecondavo e continuavo a dirlo, faceva parte del gioco. Non vedo l’ora che mi mandino le foto, ne pubblicherò qualcuna perché erano proprio belle.

Sbarcati loro, avevo ancora un giorno da passare a St.Martin, così sono andata a cercare la Gabriella che ora lavora su un megayacht momentaneamente fermo a Simpson Bay, ho passato il pomeriggio con lei (che bello rivedersi dopo tanto tempo, un’emozione forte!!) e poi sono andata a Marigot a cercare gli americani, se per caso erano là. Non c’erano, e così mi sono trovata a girare come una vagabonda per l’isola, in autostop, e non sapendo dove andare a dormire sono andata a cercare un tipo che avevo conosciuto quando ero stata là in dicembre, solo che non lavorava più nello stesso bar e non avevo il numero di telefono. Poi una ragazza ha capito di chi parlavo e l’abbiamo chiamato, si ricordava di me e altro giro di autostop per andare a casa sua, stava ospitando amici ma con grande spirito di adattamento ci siamo stati tutti a dormire, io ero talmente stanca che un cuscino in terra mi è sembrato il letto più confortevole del mondo! La mattina dopo in aeroporto di nuovo in autostop, stavolta sono stata caricata addirittura dallo scuolabus!

E ora eccomi di nuovo qui a Marin, da due giorni. Il mio programma era di dormire minmo 60 ore filate per recuperare un po’ di energie, ma ancora una volta è stato impossibile in quanto la sera stessa sono arrivati gli ospiti di un tipo che è qui di cui non posso fare nome perché vuole tenere un profilo basso, abbiamo passato la serata insieme e alla fine l’ultima volta che ho guardato l’orologio erano le 2.30….io che volevo andare a letto con le galline!!!! Oltretutto, sempre per la serie il mondo è piccolo, uno di loro lo conoscevo anni fa!!! Stamattina loro sono partiti, Mario e Giovanni sono arrivati ieri, Davide dovrebbe arrivare tra qualche ora, ed ecco che la famigliola sarà di nuovo unita.
07 gennaio 2007, di ritorno dal charter di capodanno.

TUTTO BENE, tutto benissimo, non poteva andare meglio, sono molto contenta. Il mio equipaggio era fantastico, il migliore che si possa sperar di trovare: simpatici, sempre gentili, sempre col sorriso, con voglia di fare e di ridere, veramente delle persone speciali: Paolo, Silvia e il piccolino, Luca, un bambino che mi ha sbalordita in più di un’occasione per la sua intelligenza a dir poco viva. Poi….lui….. Paolo, il nostro comandante, una sagoma di personaggio che ci faceva morir dal ridere col suo umorismo, non se l’è presa neppure quando io e Silvia abbiamo affermato che eravamo invidiose delle altre barche che avevano gli skipper e noi invece avevamo lo skiffer…. Insomma una bella crociera, e oltre alle risate (all’ordine del giorno) non sono mancati i momenti “tragici”,
sempre comunque presi con allegria, tipo la mia sbagliatissima torta al cocco, immangiabile ma fonte d’ispirazione per battute su battute sufficienti a ridere 3 giorni a fila… un equipaggio con un eccezionale spirito d’umorismo…. la noia non è mai stata nostra compagna di viaggio, decisamente no! Li ho salutati ormai da 3 giorni ma continuano a venirmi in mente certe scene che rido da sola come una scema, non sto a raccontarle perché non renderebbero, ma i due Paolo quando si mettevano in combutta a far battute erano davvero troppo forti, quando poi a bordo c’era il nostro ospite fisso Fabio, skipper di altra barca, allora ciao, era la fine… Sono stata molto contenta anche di tornare alle grenadine e di rivedere volti conosciuti, il vecchio Dalo per esempio, che ancora una volta insisteva dicendo che suo papà sta aspettando che entri in famiglia, però intanto mi si è fregato un coltello, gliel’ho prestato e non è più tornato indietro, mannaggia…. Poi ho incontrato qua e là per le isole Pierre, che a fine gennaio parte per Panama e starà perso per un arco di tempo che va dai 2 ai 7 anni, dice. A Union ho incrociato per strada Carlo, che cmq arriverà in Martinica entro il 14, poi ho visto anche altre persone, il mare è sempre più piccolo….. e ho fatto anche tante nuove conoscenze, mi sono divertita un sacco e ho tenuto in perfetto allenamento tutti i muscoli del ridere, sono stata benissimo e tutto è andato bene, mancano solo le foto, che aspetto fiduciosa via mail.
Ora sono di nuovo a Marin, sono partita ieri pomeriggio con Mario, Elisa ed il team di Albatross, siamo arrivati stamattina e dopo una giornata a ripulire e riordinare il povero Flying Cloud (che deve aver sofferto di solitudine, lo vedo), eccomi qui. Domani ricomincio il giro a battere a tappeto tutte le agenzie e le barche, poi se va bene, bene, se no andrò a lavare i piatti al mango bay, ma di andare a casa con il freddo che c’è non ci penso proprio, manco pe’ ssogno!
E poi…..Damiano scrive che a febbraio vengono lui e il babbo, e questo era il mio obiettivo per la stagione 2006-2007, che so’ scema ad andare a casa io adesso che finalmente si sono decisi loro a venire a dare un’occhiatina qui? Poi lo so che gli piacerà, ne sono stracerta, e non vedo l’ora che arrivino!!!
16 DICEMBRE 2006, DI NUOVO QUI AL MANGOBBEI

Si mangia ancora da schifo come l’anno scorso, in compenso hanno dato un ritocchino ai prezzi, costa di più.

WOOOOOOOWWWWW che emozione esser qui!! Bello, bellissimo…casa….. Sono qui da 6 giorni e mi sembra di non esser mai andata via, poi sono arrivati quasi tutti ed è bellissimo! Vivo momentaneamente sul Flying Cloud, ancora alla stessa banchina, quale emozione riaprire quella porta, la mia dinette, la mia cucina, la mia cabina, l’odore (ok, un po’ di chiuso, ma l’odore era proprio quello del mio Flying Cloud). Mario ha staccato il Ferraù dalla boa ed è alla stessa mia banchina, che ora più che mai sembra la banchina degli italiani: oltre a noi due c’erano Omero, Giovanni (ora partiti), Lucio e Francesca col piccolo Mattia, è arrivato Franco e pure lui l’hanno sistemato qui, è arrivato Wood Pecker e anche lui è qui di fronte, esattamente di fianco al TiPuta dove FORSE mi imbarcherò a gennaio. Se il mare è piccolo figuriamoci una banchina. Solo Davide è lontano, dall’altra parte, ma tanto quest’anno ha il tender potente, fa presto a venire qui. E’ di nuovo come l’anno scorso, bello, bellissimo, indescrivibile sensazione.

Io sono indaffaratissima a cercare lavoro e mi sono scontrata con la burocrazia francese, forse peggio dell’Italiana ma io non demordo e insistisco. Per il momento sto saltuariamente dando una mano ad un broker…. ma mi ci vedete a me che vendo una barca? No, sto scherzando, mi occupo di cose molto più semplici, per esempio sono bravissima a rispondere al telefono e dire che Monsieur Dominique non c’è. Comunque fa ridere che un anno fa ho cambiato vita e ora mi ritrovo in un porto a fare nientepopòdimenoche….la segretaria!!! Nel frattempo ho battuto a tappeto tutte le agenzie di charter, ho affisso biglietti dal benzinaio al Mango e in capitaneria, ho messo insieme la faccia come il culo che appena vedo arrivare una barca vado ad aiutarli nell’ormeggio e poi gli appioppo il curriculum. Insomma sono fiduciosa.
SABATO 23 dicembre ’06


Eccomi qui, non ho più avuto tempo per scrivere, sempre di corsa su e giù per il porto. Adesso che Mario è tornato alla boa e sono arrivati proprio tutti, adesso sì che Le Marin è di nuovo LE MARIN. Ho momentaneamente sospeso la ricerca di imbarco perché siamo tutti impegnati per il capodanno, ci penseremo poi a gennaio. E’ tornato Omero ed è arrivata anche l’Elisa a passo il mio tempo con i soliti: lei, Mario, Davide e Franco & Cesare, che purtroppo però partono oggi, peccato perché sono simpaticissimi e mi fanno schiantare dalle risate, soprattutto Cesare che era un po’ la nostra vittima preferita per scherzi e battutine e si arrabbia dicendo che i giovani non hanno più rispetto per i capelli bianchi… A parte loro, è continuamente un viavai di gente che incontri, ci vediamo per una birra al mango, ce l’hai 2 uova, io porto l’insalata e tutte ste piccole cose di vita quotidiana, sono gli ultimi giorni di cazzeggio prima che ognuno parta per la propria crociera, e sono i giorni migliori. E penso che l’anno prossimo, se mai sarò di nuovo qui, in questi giorni pretendo ed esigo che ci sia anche Damiano. E così sarà, volere è potere.
Davide mi fa morir dal ridere, se possibile è diventato ancora più scemo dell’anno scorso, nel corso dell’estate si dev’esser giocato anche l’ultimo neurone…. Ha sempre la battuta pronta e dice certe cretinate che mi chiedo da dove gli escano, ha una fantasia incredibile quel tipo lì. Mi prende sempre in giro e mi fa continuamente scherzi e dispetti e mi tratta come se fossi un oggetto, anzi molto peggio: mi picchia da mattina a sera e dice sempre che io sì che sono un uomo con le palle, ma lo fa con quella faccia da paraculo che non riesco neanche ad arrabbiarmi e a difendermi perché mi prende la sgrigna e alla fine subisco senza reagire. Ma un giorno mi vendicherò.
Domani sera ci sarà il megafestone degli italiani, non vedo l’ora, poi il 25 mi trasferisco sul catana del charter e aspetto che arrivino i miei nuovi clienti.
Altro da raccontare non ce l’ho, lo so che ho scritto due cretinate in croce, ma sono impegnata a vivere e non ho tempo, come dicevo questi sono i giorni migliori, sono pochi e non mi va di sprecar tempo davanti ad un monitor!
al timone!!




quel puntino arancione sono io!


equipaggio Sunshine al gran completo

10 DICEMBRE 2006 IN VIAGGIO VERSO LA MARTINICA, aeroporto di St.Barth

Eccomi qui, fine di un altro capitolo, è giunto il momento di salutare i miei nuovi amici. Peccato perché alla fine dopo quasi un mese di convivenza stavo bene in quella barca e mi sembrava di conoscere la loro famiglia da sempre, mi ricordano la famiglia Bradford, sono in mille e sembra si amino tutti quanti alla follia, io che pensavo che ste cose esistessero solo nei film….

Comunque, i festeggiamenti per la fine della traversata sono andati come da programma, e come ho scritto in mail a casa ho smesso di bere quando mi sono resa conto di far scarpetta con la pancetta nel gelato all’amarena e mi piaceva… poi siamo scesi a terra e Steve ha continuato a bere, bere, bere….alla fine l’abbiamo riportato in barca modello sacco di patate, uno straccio privo di ogni energia….comunque ci siamo divertiti!

Quindi sto andando, sono emozionata di tornare a Marin, “casa”… non vedo l’ora di rivedere tutti, sono davvero molto…..boh, non esiste neanche una parola per dirlo….
Il volo finora non è stato assolutamente noioso, vi racconto: avevo il primo aereo alle 08.45 per St.Barth, arrivo in aeroporto per tempo ma il check-in era chiuso, aspetta aspetta la tipa è arrivata alle 08.20, poi c’erano problemi per l’emissione dei ticket bagagli, vabbè aspetta, poi c’era da pagare la tassa aeroportuale, vado all’ufficio e non c’è nessuno, aspetta anche lì, arriva la tipa tranquilla col caffè in mano e mi dice che devo pagare 30 U$, le do 50 € e mi dà di resto 20 U$....brontolo un po’ ma non si cava un ragno da un buco, è tardi e lascio perdere, ma con un gran nervoso, vado di corsa al gate, erano le 08.43 e non c’era nessuno, solo un cartello “boarding”, arriva un peruviano che doveva prendere lo stesso volo, il tempo di riguardare il pannello e c’è scritto “started”…ma come???!!! All’ufficio air caraibe non c’era nessuno, il tipo del customer dell’aeroporto diceva che lui non ci poteva fare niente, ho iniziato a sbraitare come una gallina in francese e inglese, e tradurre in spagnolo per il peruviano che non capiva un tubo, ero talmente nera che fra un po’ iniziavo a parlare anche il cinese, e i tipi del controllo passaporti che mi dicevano di stare calma che l’indomani qualcuno di air caraibe ci sarebbe stato, ma ero veramente incazzata e scattavo foto agli uffici deserti dell’air caraibe con l’orologio in primo piano….poi è arrivato un tipo della corsair e mi ha detto di seguirlo, il peruviano anche…pensavo fosse la volta buona che mi arrestavano per schiamazzi (almeno non avevo problemi su dove passare la notte visto che sunshine partiva subito dopo il mio sbarco….) invece ci hanno fatti salire su un aereo che era poco più grande di una zanzara, nessuna scritta da nessuna parte, 8 seggiolini, io il peruviano e una cicciona tedesca, e un tipo in divisa che ha messo in moto, siamo decollati e dopo 20 minuti eravamo a St.Barth…Ho dei dubbi sui bagagli ma voglio esser fiduciosa. boh, chi era sto tipo e di quale compagnia non lo so, resterà un mistero, l’importante è che ora sono a St.Barth e fra poco ho il prossimo volo per la Guadalupa, se tutto va bene e non mi fanno altri scherzi per sera sono in Martinica, speriamo bene! A St.Barth emozionante anche l’atterraggio: l’aeroporto è uno sputo e la pista di atterraggio inizia subito dopo una montagna quindi la discesa è stata modello montagne russe, poi c’era una strada con un camion che passava in quel momento e lì mi sono detta che ci sbattevamo contro, invece niente, poi siamo atterrati e frena frena in fondo alla pista c’era una spiaggia, stavolta facciamo il bagno, invece niente anche lì… comunque sicuramente emozionante!
Questi 5 giorni a St.Martin (bellissima) sono stata bene, ho visitato un po’ l’isola e sono stata anche alla spiaggia dove ti atterrano gli aerei sulla testa, fa piuttosto impressione anche se non abbiamo visto aerei grossi, solo piccoli jet, io stavo lì che aspettavo un bel boeing invece niente da fare, peccato…. Poi ieri ho provato anche a fare il board-qualcosa, praticamente sci nautico con una specie di tavola da surf….non ho combinato molto se non bere ettolitri d’acqua, ma in compenso le barche intorno si sono divertite parecchio!
In conclusione, penso di esser stata davvero fortunata ad aver incontrato quei due americani, mi hanno trattata benissimo e ci siamo anche divertiti tanto….li sentivo parlare di me ogni tanto, loro pensano che se parlano in fretta non capisco, invece io adesso ci ho fatto l’orecchio e capisco tutto, ma quando parlavano tra di loro continuavo a far finta di non capire un tubo… quindi quel che dicono di me è: che cucino bene, che in navigazione ero bravissima perché non sono mai stata male (e che, si è bravi ad avere lo stomaco di ferro? E’ solo fortuna questa), e ho sempre cucinato anche quando rollavamo che ci piegavamo di 40° gradi per lato (una volta sola mi è caduta un barattolo di pelati, un disastro), certi giorni erano convinti che si sarebbe mangiato una scatoletta di tonno e invece io ad un certo punto gli dicevo che era pronto (tra di noi: io non avevo capito che a volte si può non cucinare, io credevo fosse obbligatorio farlo sempre e per questo anche se c’era un mare della madonna ci mettevo tanto tempo e tanta pazienza ma qualcosa lo facevo, se sapevo che si possono mangiare anche le scatolette….col piffero che mi sbattevo così tanto!!), poi dicono che d’ora in avanti cambieranno il modo di dire che le vele sbattono, perché come lo dico io è troppo buffo e gli piace un mucchio….hanno provato a spiegarmi perché il mio modo di dire “the sail flap” fa tanto ridere, secondo me è una questione di accenti... poi ridono del fatto che mi ostinavo a fare il dolce tutti i giorni e una volta è uscita dal forno una torta che era tutta storta, della serie un lato alto mezzo centimetro e dall’altro era trabordata dalla teglia, ma mica sarà colpa mia che la barca sta storta e il forno è poco basculante no? Poi sono stati sorpresi anche per come timono, dicono che sono brava. E qui mi perdono dei punti, prima li consideravo due persone intelligenti… ma se non tengo la rotta neanche a morire, come fanno a dire che sono brava!! Mi hanno fatto ridere un giorno che io ero là fuori al timone, c’erano le onde alte e io per veder qualcosa ero salita in piedi sul seggiolino ed ero in una posizione non molto naturale, sono usciti insieme cantando la canzone di Popeye con le parole I’m Vaifra the sailorman e senza dir nulla mi hanno infilato in testa la maglietta Sunshine Crew, dicendo che me l’ero meritata….sono orgogliosa di averla ricevuta! Per quando riguarda la navigazione invece dopo la mia “lunghissima” esperienza di timoniere posso dire che mi sembra più facile quando il mare è incazzato, o almeno: io la rotta la perdo meno, quando invece è tutto tranquillo, a parte la noia mortale, vado a zig zag che è una meraviglia, ho fatto i gasghi all’oceano!

Giovedì è arrivato John, un loro amico di famiglia simpaticissimo che mi ha insegnato tutta una serie di modi di dire e parolaccie e offese e insulti che non mancherò di sfoggiare all’occorrenza! Di mestiere progetta missili x sommergibili, volevo chiedergli una campionatura: l’obiettivo ce l’avrei anche….comunque, mi ha raccontato una serie di aneddoti molto divertenti su alcuni test che hanno fatto, e ha promesso che se capita una volta che testano qlc di tranquillo mi ci fa andare 3 giorni, wow non sarebbe meraviglioso andare in un sottomarino? A sparare missili? Beh, la seconda parte non mi piace molto, ma l’idea di andar sott’acqua si!! E questo mi ricollega all’anno scorso, quando ero sul Flying Cloud e avevo il vizio bruttissimo di non riaprire mai gli oblò dopo che finiva di piovere, me ne stavo lì a cucinare o fare altro sudando come un beduino, e regolarmente arrivava l’ammiraglio che apriva tutto quanto sbuffando e dicendo “vedo che fai le prove per quando ti imbarcherai su un sottomarino….” Vedi Mario che facevo bene???

Venerdi è partito Steve, mi è dispiaciuto tanto salutarlo, mi mancheranno i nostri scambi urlerecci “hey Steve-boy!” “hey Vaifra-girl!”. Comunque sono stata invitata ufficialmente a casa sua a Rhode Island, sembra che abbia una casa grande, e ormai mi sento di famiglia, so tutto di lui, la moglie, i 4 figli, il cane Parker…. Poi tra noi ormai c’è un legame spirituale: quando doveva decidere tra un volo e l’altro per tornare a casa, era combattutissimo tra due scelte: una per giovedì con orari bellissimi, ma non avrebbe incontrato John, e l’altra per venerdi, ma avrebbe dovuto fare 3 scali in due giorni perché il diretto era pieno…. Allora gli ho dato la famosa moneta delle Grenadine che mi aveva aiutato a decidere e gli ho spiegato la storia, la moneta ha detto venerdi e cosi è stato. Il giovedì ha richiamato in aeroporto e…..si era liberato un posto sul diretto, così mi ha infinitamente ringraziata…. e io non ho potuto far altro che regalargli la moneta, lui non la voleva perché diceva che era la mia moneta magica, io ho insistito di brutto allora alla fine l’ha presa, ma era quasi timoroso, sai queste tradizioni-superstizioni italiane…comunque ha detto che d’ora in avanti la userà anche per prendere decisioni importanti per la sua Società (se ho capito bene ha un’azienda produttrice di arredamenti, una roba piuttosto grandina), e mi ha fatto sorridere il modo in cui l’ha amorosamente e rispettosamente riposta nel portamonete, sembava che maneggiasse il Sacro Graal!

E’ tutto, ormai ho salutato Sunshine, sono sbarcata con i miei anticorpi ormai grandi come delle pantegane e tutte le mie belle malattie contratte nei 25 giorni di permanenza, ben catalogate in ordine alfabetico, e me le porto sul Ferraù per la gioia di Mario.