ecco Dalo! (come si vede dalla mia faccia sono molto felice quando lo vedo)
Mayreau. Palma. E questo è Davide
un classico dopocena..... la bottiglia dell'acqua è lì per sbaglio
i cavalloni a mustique!
x fare una foto.....ormai ci anneghiamo!
Era un po’ che non scrivevo, oltre due mesi, ma tanto non avevo granchè da raccontare, cosa scrivevo a fare? Grosse cose non ne sono successe: sono stata metà marzo ferma alla boa a Le Marin, una noia mortale, in quel periodo ho veramente capito perché le massaie frustrate sono così desiderose di chiacchiere….miiiii la solitudine è veramente una brutta bestia! Oltretutto in porto di tutta la combriccola dell’inverno non c’era nessuno, sono tutti partiti o in procinto di partire, eravamo solo io e Mario, più altri due che sono di una simpatia tale da indurci a far finta di non sentire i loro inviti a cena, capito gli elementi no? Una buona dose di valium in confronto a loro è un eccitante, meno male che son partiti e se mi va bene fino all’anno prossimo non li vedo più.
sto collezionando una serie di pretendenti che se li vede Freud ci scrive un bel libro subito, a partire dal tipo stranissimo di Le Marin che ci abbiamo messo un mese solo a capire se era maschio o femmina, continuando dal sordomuto, per finire ai vari rasta che incrociamo in giro, più sono strani e più mi attaccano bottone, peggio che a casa, ma cos’ho la calamita davvero io?? Poi parliamo dei regali atipici che ricevo (e non sono mai stata la tipa abituata a ricevere regali): due cetrioli, una camicia da parte di un americano fuori di testa (ma va? uno strano che ci prova con me?) incrociato a Mayreau che dopo 5 minuti di chiacchiere mi ha chiesto senza tanti giri di parole se avevo mai pensato di sposare un americano e trasferirmi a New Orleans (beh certo, ci penso tutti i giorni io e una maglietta da parte di Gary. Gary è un tipo della base Sunsail di Saint Vincent che ha sempre un po’ fatto lo spiritoso con me, finchè un giorno Christian gli ha detto di darci su che tanto ero già promessa ad un certo Dalo di Union, e Gary altri non è che…il cugino di Dalo! Manoncipossocredere, se il mondo è piccolo, le grenadine lo sono ancora di più!! Comunque Gary si diverte a prendere in giro Dalo, per esempio sabato che abbiamo sbarcato gli ultimi clienti a St. Vincent, la sera siamo andati con lui al full moon party (bello! Praticamente come le feste del river in via delle mura…), e loro due hanno ben pensato di chiamare Dalo per dirgli che andavo ad una festa: conclusione, Dalo non era per niente d’accordo sulla mia uscita serale e mi ha detto che visto che non ci sto con lui, se oso dar corda ad un altro ragazzo a me mi fa fuori, e il ragazzo in questione verrà castrato, questo è quanto riferito, e donna avvisata mezza salvata… e poi mi fa ridere perché non riesce a dire il mio nome, mi chiama Faifai e se lo sgrido ride…che cacchio c’ha poi da ridere!!!
Da un lato ne ho una voglia pazzesca, dall’altro però….non so….tornare a casa significa anche tornare alla civiltà, non so se sono pronta, nel senso: solo a pensare di mettermi un paio di scarpe mi sento già soffocare, non parliamo poi di tutto il resto…. Comunque sarà una vacanza e non un rientro definitivo, per cui porterò pazienza e proverò a reinserirmi nella civiltà, mi sforzerò di vestirmi, di pettinarmi, di fare la doccia a ritmi più regolari e cercherò di non arrampicarmi sugli alberi….
E comunque non è che sia successo nulla di così esaltante e clamoroso degno di esser raccontato: io sono diventata bravissima nella navigazione e quindi il diario di una sfigata in barca non va più avanti (…e se credete a questa, vi racconto anche che ho imparato a cantare…). Beh, va bene dai, una cosa da raccontare in fondo in fondo però c’è, un momento avventuroso l’abbiamo avuto, solo che è capitato tutto talmente in fretta che non so proprio come raccontarlo…ci provo. Allora, c’era una volta un catamarano che navigava tranquillo e beato. Il capitano timonava bel bello, mentre tutto il resto dell’equipaggio se ne stava lì spaparanzato a dormicchiare in pozzetto.


Ma d’altra parte, come mi dicono tutti, questo è un mondo in cui i rapporti sono sì più semplici, ma anche più veloci e, forse proprio per questo, per la maggior parte più superficiali.Ma da parte mia devo imparare a mantenere più distacco con le persone, il chè non mi sarà facile perché caratterialmente tendo ad affezionarmi subito sempre a tutti, non capisco perché ci si debba salutare, è una cosa triste, non si potrebbe evitare??
Ieri sera per l’ultimo dell’anno abbiamo fatto un casino che la metà bastava: il primo brindisi è stato intorno alle 4 del pomeriggio a terra (eravamo a Bequia) con Pina Colada, poi alle 5 tutti sulla rete, insieme anche a tutto l’equipaggio di Claudio, per l’aperitivo iniziato con gavettoni a suon di secchiate d’acqua e conclusosi con “spontanei” tuffi in acqua, poi altro aperitivo a bordo da Claudio, poi cena qui con un menu leggero come solito…Brindisi di mezzanotte sulla rete, piuttosto agitato nonché concitato nei minuti immediatamente precedenti lo scoccare dell’ora X, poi a terra a fare un giretto, c’era un bordello di gente ma non siamo rimasti molto, eravamo parecchio cotti, più che altro di vino e spumanti vari… Senz’altro il momento clou della serata forse è stato quando insieme a Valentina ho costretto Francesco e Roberto ad inginocchiarsi davanti a noi sui ceci a chiedere perdono x averci definite galline… il tutto solo perché (vi spiego) mi chiedono sempre di mangiare leggero poi saccheggiano il frigo e io mi arrabbio perché mi fanno fuori tutte le cose destinate ad altro, allora dal secondo giorno in poi ho iniziato a rinforzare brutalmente i pasti principali, solo che sembra l’equipaggio dei pirana senza fondo e per quanto ne faccio loro ne mangiano, e soprattutto loro 2 vanno avanti ad oltranza (non che gli altri siano da meno comunque, a parte Novella che con una tazza di latte al Nesquick sta a posto 3 giorni…), poi si lamentano che sono gonfi…
quindi il momento dei pasti è un momento di scherzi e prese in giro, Francesco poi quando vede che inizio a preparare diventa peggio di un bambino e ho dato ordine a sua figlia di tenermelo lontano dalla cucina, oppure a volte sono stata costretta anche a legarlo al winch in pozzetto ed imbavagliarlo pur di non sentire il suo grido di battagli “HO FAAAMEEE” che x me ormai è diventato un incubo! Dicevo: ieri sera per l’ennesima volta mi hanno detto “Vaifra per favore domani solo insalata, non si può continuare così”, io volevo farglielo mettere per iscritto, loro non volevano, io insistevo coadiuvata da Valentina, loro hanno scritto tutt’altro, noi urlavamo, tutti ridevano…è finita con 1 rinomato chirurgo ed 1 stimato manager in ginocchio in mezzo a tutta quella gente x chiedere scusa a 2 ragazze… giuro che gli appiccico una gigantografia nei rispettivi uffici!!



eravamo in 8 di cui 7 esperti di vela + io. Per me è stata una giornata molto istruttiva perché guardavo tutto, osservavo tutto senza essere sotto stress perché non ero necessaria (anzi…), ho abbinato la dimostrazione pratica alla teoria, ho capito quasi tutti i passaggi delle manovre che hanno fatto, poi arriverà anche la pratica (Oddio, sono già terrorizzata!!!!). Ieri il massimo che ho fatto ho tenuto il timone, però avevo sempre qualcuno che mi correggeva subito le cazzate (ed era tutta di quella, ovviamente però dall’andata al ritorno già ho notato un minimo miglioramento nel senso che col pensiero azzeccavo ciò che andava fatto, poi i tempi di esecuzione lasciavano un po’ a desiderare ma intanto sono già contenta che ci arrivavo da sola a capire, bisogna anche sapersi accontentare).
Il pomeriggio è continuato con una visita ad una delle innumerevoli distillerie di rhum, con degustazione finale libera (nel senso che ognuno era libero di degustare quanti più tipi di rhum desiderasse, io mi sono limitata a 4…) e cena con altri 2 italiani (Marco ed Enrica). Ah, ecco un fatto curioso: al bagno del ristorante mi sono scontrata con un tipo e ci siamo guardati un pezzo prima di riconoscerci: ci siamo conosciuti uno dei primi giorni a Trinidad e pur in un porto così piccolo non ci eravamo più visti, poi ci siamo re-incontrati qui! pensa te se è piccolo il mondo!
Cioè, la barca è già a posto, perfetta, stiamo solo controllando e ottimizzando tutto quanto in modo che quando inizieranno ad arrivare i clienti tutto sarà perfettamente a posto, in poche parole non stiamo fermi un attimo, ma va bene così, d’altra parte se no che faremmo? Tutto il giorno a nuotare e prendere il sole? Naaa, sai che noia? A parte gli scherzi, meno male che ci sono tutte queste cose da fare se no morirei di noia davvero, invece così almeno me la passo e pian piano inizio a conoscere la barca….Domenica mattina appena svegli abbiamo deciso di spostarci, siamo andati qui vicino a Saint Anne, finalmente mare pulito e…. splash! in acqua, subito. Poi…vuoi stare lì a starnazzare e basta? Certo che no! Infatti ecco pronta spugna, cif e vai col giro di pulizia degli scafi. Premetto: io non so nuotare, galleggio e nuoto a stile cagnolino, quindi non vi dico la fatica a fare tutto il giro arrancando con la spugna in alto, ho bevuto tanta di quell’acqua che ho continuato a ruttare (pardon il francesismo) fino a sera. Ricordarsi la prossima volta di mettersi le pinne! Poi cmq per il resto della giornata abbiamo lavorato di brutto e la sera siamo andati a farci un giro in paese (molto molto carino!!!), abbiamo “aperitivato” con dei cosi fritti comprati per strada che si chiamano acran o qualcosa del genere, poi a cena con 2 amici italiani di Christian (Michela e Stefano, sburi!).
ci siamo messi l’anima in pace e siamo andati in città, dove c’erano migliaia di persone riversate in strada a fare casino, tutti vestiti di rosso, e per la serie non diamo nell’occhio, non solo eravamo gli unici due bianchi, ma addirittura vestiti io di verde e Christian di azzurro, olè! Siamo tornati presto anche perché ci siamo stancati di stare là ad aspettare che arrivasse la squadra, cmq è stato uno spettacolo unico, da noi si festeggia diversamente quando si vince qualcosa, noi siamo più scatenati ma loro sono più organizzati. Più che altro noi 2 eravamo affascinati dalle persone, qui c’è una mescolanza di razze incredibili, tutti scuur ma capisci benissimo le origini, e c’è una razza che soprattutto le donne hanno dei culoni esagerati, mai vista una roba del genere…tondi?? No, di più! Sembra che al posto delle chiappe abbiano due palloni, sono troppo buffi, volevo fare delle foto ma non riuscivo senza dare nell’occhio…
(Peak dove eravamo noi x le barche grandi, Coral Cove per le barche più piccole, e Crews Inn per i fighetti, là tutto è bello elegante e pulito, la gente si veste e se la tira un mucchio, a me non piace) 4 ristoranti, un “pub” (Power Boat) dove ci si ritrova pre o after cena, 3 negozietti per comprare viveri, 1 piscina con idromassaggio, e l’altro giorno abbiamo scovato un nuovo posto imboscatissimo dove andare a pranzo, cucina indiana o giù di là, speziatissima ma buona (hanno poi solo 2 cose, o ti va bene o vai altrove), la spesa media per 2 persone è di 30 TT, circa 4 euro. L’unica nota stonata è che c’è carenza di verdura fresca, anche nei ristoranti è inutile raccomandarsi di non metterci nulla, loro te la portano annegata di salse e salsette, fra un po’ mi viene una crisi di astinenza da insalata, sarà possibile???? La vita cmq è come in un paese, anziché il telefono esiste il VHF, ci sono i vicini di casa, gli amici e i conoscenti, i gruppi, le abitudini di uno o dell’altro, tutto come a casa quindi! La cosa che mi piace di più sono i rapporti interpersonali, si è tutti amici da subito, non esiste il lei, non esiste età e l’armatore in giro x il mondo o il poveraccio che fa il mozzo x guadagnarsi il pane (io sono di questa categoria) siedono allo stesso tavolo, bello no? Mi piace parecchio la domenica sera, visto che è tutto chiuso c’è questa abitudine di recarsi tutti al barbecue, ognuno col suo cibo, ognuno si preparara la sua roba poi ci si siede dove si trova posto e il mangiare viene messo tutto vicino tipo buffet, ognuno si serve con quel che desidera, non importa chi l’ha portato, è di tutti
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