bangkok e le tigri


Phuket, 16 marzo 2013

Ancora qui, ebbene sì. Gli armatori sono arrivati ma visto che eravamo bloccati fino alla settimana prossima hanno deciso di andare a visitare la Thailandia via terra, e io ci ho guadagnato 2 giorni liberi per scorrazzare in giro…. grazie capt! E quindi via subito col primo aereo per Bangkok dove ho fatto una giornata in giro random e per il giorno seguente ho preso un’escursione in agenzia, proprio come una vera turista.
Brevemente, cosa ho combinato, in ordine crescente di apprezzamento: giro della città in tuk tuk; vista del “ponte sul fiume kwae”; frullato di mango e banana all’83° piano (wow che vista da lassà!); shopping sfrenato, ma proprio più sfrenato di così non so immaginare: son partita braghe corte-canotta-spazzolino e son tornata con uno zaino ai limiti della capienza, borsa a rischio di esplosione e vestita a strati perché non sapevo più dove mettere la roba; visita al mercato galleggiante non mi ricordo come si chiama il posto, che in sé è carino ma niente di che, meno male c’erano le finaliste di miss Thailandia ed è stato interessante vederle arrivare ognuna sulla propria barchetta, tutte circondate di frutta e fiori con bella musica in sottofondo, e allora anche la mattinata ha avuto una svolta insolita e divertente; mi sono sfatta di massaggi, in 2 giorni almeno 4 ne ho fatti, più pedicure, scrub e non so che altro; visita al tempio delle tigri, curiosamente non c’era nessun tempio ma tigri sì, tante, tantissime, e puoi accarezzarle e perfino giocare con i cucciolotti, che teneroni che sono! 
Nota stonata dei due giorni: il tour era un po’ in stile thai “ho incassato i soldi, di tutto il resto non me ne può fregar di meno, tantomeno della soddisfazione del cliente”, ci trattavano un po’ come vacche sui carri bestiame senza esitazioni di urla a chi non capiva le istruzioni (eravamo tutti un po’ infastiditi di certi atteggiamenti, ma da bravi turisti non ci sono state lamentele), e gran finale anziché riaccompagnarci ognuno al proprio hotel come da programma, una volta rientrati in città ci hanno scaricato in mezzo ad una rotonda (sì! col traffico tutto intorno che solo per raggiungere il marciapiede abbiamo messo a rischio le nostre vite!) e se ne sono strafregati delle proteste, ci facevano uscire dai pulmin tirandoci per le braccia e son  partiti che sembrava avessero il pepe al culo, se questa è professionalità….. Peccato, la “Terra dei Sorrisi” mi sta perdendo sempre più colpi, io ‘sti Thailandesi li vedo molto opportunisti e molto falsi, ma molto molto molto, mica solo un pochino…..
 
Approfitto di questo post per due o tre considerazioni generali su quanto vedo in Thailandia:
-        Friggono tutto. A tutte le ore del giorno e della notte, in tutti gli angoli del paese, sempre e comunque friggono. Anche l’altra mattina alle 5 sul tragitto per l’aeroporto: buio pesto, fuori da una casa sul ciglio della strada c’è una luce accesa, c’è una donna, che fa? Frigge….ovviamente.
-        Alcune cose secondo me sono diventate leggende per turisti: a Bangkok intorno a Khaosan Road (il centro nevralgico della famosa night-life) c’erano dei tipi che giravano con scorpioni fritti, secondo me era roba artificiale perché erano tutti esattamente della stessa grandezza e tutti nella stessa identica posizione, voglio dire: se fossero stati fritti davvero vuoi che uno non gli si giri una zampetta in modo diverso? No, tutti precisi…mmhh…
-        I Thailandesi, notoriamente non degli Einstein, non sanno leggere le piantine: gli mostri una cartina di Phuket o di Bangkok e la maggior parte di loro non sa nemmeno da che parte girarla.
-        Ti dicono sempre di sì, anche quando è no. Poi fanno quel che gli pare.
-        E’ la prima volta che vedo un cambio-valuta di strada più vantaggioso del cambio ufficiale in banca, non conviene prelevare al bancomat ma cambiare gli euro (avercene dei contanti….)
-        Per me che sono alta un metro e poco più è stata un’enorme soddisfazione in metropolitana potermi aggrappare là in alto, dove di solito non arrivo; qui a volte mi sento una gigantessa.
-        Sbagliano a scrivere l’inglese, ma di brutto: insegne, menu, indicazioni, divieti, tutto. Sembra quasi che abbiano inventato una nuova lingua.
A parte il disguido del tour acchiappaturisti, sono molto contenta di aver fatto questa gita fuori porta, e ringrazio chi di dovere per avermene dato l’opportunità, ora di nuovo qui a Phuket, felice di ritrovare la mia barca ed i miei nuovi amici. Che poi, scema, mi sono anche scordata di dire che tra tutti i nuovi ce ne sono anche di ritrovati: correva l’anno 2005, appena partita per i Caraibi, tra i personaggi che popolavano Marin ed il Flying Cloud tra un charter e l’altro comparivano Marco e Daniela, poi partiti per Panama eccetera eccetera…. Nel corso degli anni di tanto in tanto mi venivano in mente e mi chiedevo dove fossero: eccoli qui, ora! Fantastico….

Thailandia prime impressioni


Phuket, Thailandia, 10 marzo 2013 

….Ed eccomi qui! Son sempre io ma su sfondo diverso….. finalmente!!!!
Atterrata in Thailandia da un paio di settimane e ancora rintronata/frastornata dalla velocità con cui accadono le cose; comunque son qui che cerco di ambientarmi nel territorio, e per tutto il resto se trovassi anche il bandolo della matassa sarei pure contenta. Mah. La negatività del 2012 si sta ancora un pochino trascinando, migliora ma ogni tanto inciampa… c’è ancora tanto cammino da percorrere, ci andremo dietro.

Ma non ci pensiamo che fa triste e veniamo a qui: non ho ancora visto tutto di Phuket ma quel poco che ho visto e vissuto direi che MI PIACE! E’ vero che questa è la terra dei sorrisi, i Thai sono molto sorridenti…. che se possono ti inchiappettano senza pensarci due volte ma almeno lo fanno gentilmente e col sorriso. Il finale non cambia.

Il marina dove si trova la barca è in capo al mondo, fuori da qui non c’è NIENTE, dico NIENTE, veramente nientissimo!! Però ci sono alcuni Italiani simpatici con cui passare piacevoli serate e la vita è sempre bella anche in capo al mondo e anche se tutto intorno non c’è niente, poi figurati per una come me che non ama molto la vita troppo mondana ed il caos di discoteche e locali notturni va molto meglio così che trovarci in mezzo al bordello, onestamente questa è la mia dimensione: una cena in compagnia, due chiacchiere con gente che mi piace, tutto scorre liscio.

Oh ma parliamo un po’ del cibo thai, mammamì quant’è buono! Poi penso che alla lunga potrebbe stancare e a noi italiani ci viene la voglia della tagliatella di mammà, ma finora tutto quel che ho assaggiato mi è strapiaciuto! L’altra sera al night market di phuket town c’erano tante cose strane che avrei potuto passare ore a girare per le bancarelle ad assaggiare tutto ma un po’ la dieta (eh si, non conta ‘na fava ma insisto, so’ de coccio…), un po’ la paura di certi racconti sul cibo thai (insetti fritti, scarafaggi caramellati, uova imputridite o col pulcino dentro) diciamo che mi sono limitata a guardare un po’, e neanche più di tanto. In ogni caso mangio solo cose conosciute senza addentrarmi troppo, e quindi vai di pollo – gamberi - frutti di mare cucinati nelle loro maniere oltre all’immancabile riso, e anche se qualche volta mi sono uccisa col piccante finora tutto bene e apprezzo moltissimo la cucina locale. Ho fatto anche un “corso” di cucina. Una di quelle fregature di cui parlavo prima, ma in ogni caso son contenta lo stesso e qualcosa l’ho visto e capito…


Ma che tovaglioli e tovaglioli.....
Ci sono alcune usanze thai che mi fanno un po’ sorridere, tipo l’uso alternativo che fanno della carta igienica. Per noi quello specifico rotolo ha una ed una sola funzione, qui in thailandia te lo trovi dappertutto: come kleenex nei taxi, come tovagliolo al ristorante, come scottex in cucina. Esistono delle specie di scatole rotonde appositamente concepite per contenere il rotolo e presentarlo sul tavolo o metterlo di fianco al cruscotto, fa troppo ridere! E poi che altro: non esistono coltelli, prima di entrare in un qualunque posto bisogna togliersi le ciabatte, il codice della strada è di libera interpretazione, e quando fai una domanda se ti dicono yes muovendo il capo in senso verticale intendono no.
Papa Mama super ristorante

Che altro…. niente, è tutto, lo so che non è un gran che ma proprio non mi viene altro, e questo poco che ho scritto meglio di così non viene, amen. Sto bene, tra un paio di giorni partiamo in navigazione, son contenta… che altro c’è da aggiungere? Ah si, una cosa ci sarebbe… è un messaggio privato ma il blog è mio e ci faccio quel che voglio io quindi lo scrivo qui:


Auguri Damiano, bischero d’un fratello che a volte mi fai proprio incazzare di brutto ma alla fine vaffanculo tutto ti voglio un mondo di bene....macaco!

Kuala Lumpur, impressioni varie


Aeroporto di Kuala Lumpur, 25 febbraio 2013

Cosa salta all’occhio di un occidentale la prima volta a Kuala Lumpur:

-        Non esistono striscie pedonali, e se ci sono nessuno se ne frega, né i pedoni né le automobili.
-        Mangiano a tutte le ore del giorno e della notte. Ovunque è pieno di questi “ristoranti” ove le basilari norme di igiene vengono prese con molta superficialità. Ma se si supera la barriera del tentennamento il cibo è strabuonissimo…. meno male non sono schizzinosa perchè se non ho preso almeno 18 virus differenti stavolta non li prenderò mai più! (sempre per la serie “irrobustiamo gli anticorpi”). Prezzo medio di un pasto qualche euro, meno che in Italia far colazione al bar con cappuccio e brioche.
-        Gli odori. In pochi metri passi dal profumo buonissimo del cibo alle varie fragranze degli olii ed incensi, passando per delle puzze pestilenziali che non sai proprio capire da cosa possano esser provocate. Il mio naso chiede riposo.
-        Io sono andata a dormire a casa di un privato che affitta una stanza, ho preferito così piuttosto che l’hotel perché avendo pochissimo tempo volevo immergermi per almeno un’infarinatura di vita i kualalumpurese. Ero nella prima periferia della città e ho notato quanto segue: la zona ha un nome, e le strade hanno lo stesso nome del quartiere seguito da un numero, come dire se fossimo a Roma le vie sarebbero Parioli 1, Parioli 2, Parioli 3, Montemario 1, Montemario 2, ecc….. e i condomini hanno un nome. Il mio condominio era composto da 3 palazzi alti 19 piani con 8-10 unità abitative ciascuno: un bel numero di persone che ci vivono! All’ingresso c’è una reception con 3 stronzi che ci lavorano che ieri dopo avermi ignorata per mezzora mi hanno dato indicazioni sbagliate, e oggi hanno fatto solo finta di chiamarmi un taxi. Li ho salutati con un sorridente vaffanculo, meno male ho incontrato anche gente gentilissima se no mi facevo una pessima opinione dei malesiani. Comunque, per finire la descrizione del condominio, oltrepassata la reception trovi un minimarket, una piscina e un bar-ristorante-fast food-baracchino, uno di quelli come ne trovi ad ogni angolo.
-        Ovunque, dico ovunque in città e anche lì in periferia, ogni 2 metri trovi un negozio o una bancarella di cellulari e tablet. Una roba impressionante. Ieri in un centro commerciale in poche decine di metri ce ne saranno stati almeno 30, senza esagerare; e hanno tutti gli stessi modelli di telefoni, agli stessi prezzi. Mah.
-        Viaggiando un po’ in giro per il mondo è noto e stranoto a tutti che la parola Italia evoca sempre gli stessi binomi e tutti si credono originali a dirti calcio, pizza, spaghetti, mafia, e negli ultimi anni sta andando di moda Berlusconi. Ma mai mi era capitato di sentire “Italia? Rocco Siffredi!!!!”

E con questo dalla Malesia è tutto, prossimo collegamento dalla Thailandia!

ingresso del condominio

si mangia!



Amsterdam e Kuala Lumpur


Kuala Lumpur, Malaysia, 24 febbraio 2013

Sono sempre stata dell’idea che chiunque arrivi per la prima volta in un posto nuovo sia assolutamente destinato a prendere una sola, o fregatura che dir si voglia. Poi ci si scanta, ma una fregatura è quasi d’obbligo. Allora io stamattina ho deciso di prenderla subito così non ci dovevo più pensare e arrivata in aeroporto mi sono fatta abbindolare da un taxi non regolare e ho pagato esattamente 5 volte tanto il prezzo standard della corsa. Lo sapevo anche mentre contrattavo il prezzo che sarebbe stata una storia del genere ma visto che la cosa restava ugualmente economica, ero cotta, non avevo voglia di sbattermi nemmeno a cercare l’uscita dell’aeroporto ed inoltre mi chiedevo in quale fregatura avrei potuto incappare se rifiutavo questa….ecco non ci ho pensato troppo e ho pagato subito il dazio della pivella per la prima volta in Asia. Fatto, e non ci torniamo più sopra.

Il resto della giornata ho girovagato random per il centro di Kuala Lumpur ma ora basta, sono le 7 di sera ma me ne vado a letto subito perché sono rovinosamente stanca: due giorni ad Amsterdam con Ira, come descriverli, vediamo un po’: freddo siberiano (da 30 gradi a -4 in meno di una settimana è stato uno shock); piedi consumati (Ira non ti porta in giro, ti fa macinare km e km), cibo ad imbuto (e assaggia questo e mangia quello e bevi quell’altro, ma in Olanda tutto è tipico!!!???), chiacchiere da fare girare la testa (non ci vedevamo da un po’). E poi dopo due giorni così eccoti un bel volo di 12 ore (Malaysian airlines number 1, un gran confort anche in classe poveri), scendi dall’aereo e ti trovi che per via del fuso è già il giorno dopo, sei a 27°, ok la temperatura è buona ma con un tasso di umidità del 600% che respiri praticamente acqua. Ho motivi reali e fondati di andare a letto subito, e così domattina mi faccio l’ultimo giretto e poi vado a Phuket, destinazione finale di tutti questi voli e sbalzi e fusi.



Kuala Lumpur bella, sporca, caotica, modernissima ma anche catapecchiosa, gente che non ho trovato vie di mezzo: o gentilissimi o stronzi marci. Cibo buonissimo, a pranzo mi son fermata in un posto che non bisognava guardare troppo per il sottile ma mi ispirava, e contrariamente alla mia richiesta mi hanno fatto un piattone esagerato con dentro di tutto di più ed era tutto buonissimo!!!!! Poi ho girato in lungo ed in largo i posti che mi erano stati consigliati, ho apprezzato molto la giornata però adesso buonanotte, nemmeno ceno!






le case di Amsterdam son tutte storte!!!!! La cosa sarà collegata alle droghe libere o è un caso??
Ps: so che oggi si vota, io purtroppo non c’ero e la cosa mi scoccia un casino! E non dico altro, come sempre fuori la politica da questo blog…. ma ho il fegato marcio a seguire quel che sta succedendo in Italia. Non ho scritto niente in merito la settimana scorsa ma ogni volta che rientro, anche se per pochi giorni trovo situazioni sempre più allucinanti che mi chiedo come sia possibile che il popolo non si rompa veramente le scatole e….ma vuoi che ai cugini francesi non gli sia rimasta lì qualche ghigliottina dopo il 1789?

Saudade

Toscanella, 16 febbraio 2013

Un breve post per condividere la situazione inevitabile di chi, come me, passa tanti mesi lontano da casa pur essendoci con la testa ogni minuto, e soprattutto per vedere in chiave ironica come si evolve il ritorno man mano che passano gli anni.
Succede che la prima volta che parti ti accompagnano all’aeroporto in 18 tra parenti e amici, fossero pure le 4 del mattino; e poi quando torni ti aspettano ansiosi ed emozionati preparandoti una festa di benvenuto a sorpresa, e c’è che si prende una giornata di ferie per stare insieme a te e per tutta la durata della tua permanenza scombina i propri programmi in funzione dei tuoi impegni per passare con te più tempo possibile, tutti ti ascoltano per ore e ore e vogliono sapere tutto di ciò che hai fatto e hai visto, si organizzano cene ed aperitivi a destra e sinistra, tutti ti cercano e tutti ti vogliono, ammazzano perfino il vitello grasso per celebrare la tua presenza. Che fa anche piacere seppur ti sembri un po’ esagerato, ma approfitti alla grande del tuo momento di celebrità lasciandoti coccolare e godendoti la compagnia di chi ti è mancato per tanto tempo. Questa situazione si stabilizza a livelli normali dopo un paio di partenze-ritorni: saluti, baci e abbracci alla partenza, caloroso benvenuto il giorno del ritorno ma poi ognuno si fa i propri, contento della tua presenza a casa e dedicandoti tempo e spazio sufficienti a farti sentire a casa, ma senza sconvolgere il proprio tran-tran per te. Questo lo definirei corretto ed equilibrato. Ma dopo 8 anni ecco cosa succede: la sera precedente la tua partenza ti dicono “ciao, metti fuori il gatto e telefona quando arrivi”, e il mattino non ti accompagnano nemmeno alla fermata dell’autobus, neanche se sballa di soli 10 minuti l’orario abituale in cui escono di casa. E quando torni ti chiedono semplicemente se la stagione è andata bene, ti chiedono quanto resti (la risposta è ininfluente: puoi dire 2 giorni o 2 mesi avrai la stessa reazione: va bene), e poi ti dicono “noi stasera si va a spasso, vieni?” ma no, tu onestamente preferisci stare in casa tranquilla, non hai proprio voglia di uscire e vedere il mondo subito, e poi col freddo che fa ancora meno.


Questo è il post della mia prima sera a casa dopo 4 mesi di caraibi ed alla vigilia della mia prima esperienza in Asia. Ok che per motivi di usucapione non ho nemmeno più un armadio ove riporre i miei 4 stracci, ma almeno ho posato la valigia su un pavimento conosciuto anziché in una fredda stanza d’hotel o in un polveroso suolo tropicale trafficato da cucarache, e poi ho respirato aria di casa e ho abbracciato la famiglia. Solo 2 giorni fa ero in braghette corte a scorrazzare sui pontili della Martinica, ora sono qui rannicchiata sul divano insieme al gatto con pigiamone, tisana e 4 coperte, le spese condominiali di fronte a me. Serena nonostante gli istinti omicidi che mi salgono all’epidermide guardando questi fogli, ma sono a casa e chissenefrega di tutto il resto. E ben contenta di esser passata da qui e aver visto un po’ la famiglia (anche se troppo brevemente).


Bentornata a casa vagabonda!

Fine stagione.... e programmi


Aeroporto Martinica, 14 febbraio 2013

Finita anche questa stagione, sono in aeroporto più o meno “pronta” a partire… almeno… fisicamente sono qui.
La stagione è andata bene, benissimo direi: a parte un paio di skipper che comunque per quanto li ho presi per i fondelli sono due brave persone e meritano tutto il rispetto di questo mondo, non posso proprio lamentarmi di niente, veri charter di merda non ne ho avuti. L’ultimo un po’ deludente ma c’è di peggio, orco se c’è di peggio, quindi lamentele zero!!!! Ho fatto anche un incontro interessante, che poi sembra già andato a giuggiole perchè nella mia personale collezione delle disavventure sentimentali il bidone di San Valentino ancora mi mancava, ed ecco che è toccato al paziente G portarmi fin qui; e forse è anche meglio così, t’immagnin che scena brutta, come nei film si salutano alla soglia del controllo bagagli a mano, lei entra, lui resta fuori, lei si gira, gli fa ciao con la manina, lui le manda un bacio, lei sorride, lui pure….. oddio che orrore!!!! Va, va, ci rivediamo poi a novembre eh (forse, perché sono incazzata come può essere incazzato un gatto che tiri fuori dalla centrifuga della lavatrice), stammi bene ciccio, e salutami a sorrate.
Febbraio è prestissimo, ma ho altri programmi molto allettanti per portarmi via da qui, e poi tanto tornerò: per il momento vado a farmi un paio di mesi (forse 3) tra Thailandia, India, Sri-Lanka e Maldive. Eh sì, ho scritto proprio giusto, sapete la barca sburonissima con cui ho fatto Fiji e Nuova Zelanda? Quella dove sono stata benebenebene che gli armatori sono simpatici e Capt quando non faccio delle cazzate che lo fanno arrabbiare mi fa morir dal ridere? Mi hanno richiamata e di fronte a cotanto itinerario come potevo dir di no???




…. E poi dicevo di voler viaggiare….

Facciamo l’itinero-Vaifra di questo periodo: ultimi 11 giorni a zonzo per le Grenadine, ultime notti passate e prossime notti da passare:

lunedi 11 – St. Vincent
martedi 12 – St. Lucia
mercoledi 13 – Martinica
giovedi 14 – aereo
venerdi 15 – Parigi (cena con Julien e due amiche imolesi là per il week end)
sabato 16 – Toscanella
domenica 17 – Lago di Garda, dal babbo
lunedi 18 fino a mercoledi 20 compreso, ben 3 notti - Toscanella
giovedi 21 e venerdi 22 – Amsterdam, da Ira (è di strada….)
sabato 23 – aereo
domenica 24 – Kuala Lumpur (è di strada, e va vista!)
lunedi 25 – Phuket

In mezzo a tutto questo ci devono entrare il dentista, la podologa, l’estetista, la banca, l’assicuratore, la capitaneria e soprattutto…. l’ambasciata indiana a Milano, che se non mi fanno quel capperi di timbro prendo l’ambasciatore in persona e vedi tu se dopo non porta pena!!!!
Mi chiedo quando ho prenotato i voli cosa mi frullava per la testa perché ora che siamo al dunque penso che mi si fosse frullato proprio il cervello dentro la testa….. ma tutto andrà bene. Avanti. Sempre. 

Maledirete il mio pollo!!!!!


St.Anne, 13 febbraio 2013
La scena: vigilia dello sbarco, nel canale tra St.Lucia e Martinica ci sfugge per un pelo un marlin, roba grossa. Vabbè, capita, non è niente di grave. Quasi in Martinica, è il momento di tirare su le canne, ecco un bel tonnetto, un bel 4-5 kg, niente male. Poca voglia di darlo ai clienti, cogitiamo di metterlo in frigo per noi l’indomani, ma è fatica tenerli a freno, in più questi sono delle idrovore che non ho mai visto mangiare quantità simili di cibo, e da ieri sono stati colpiti dalla classica sindrome del fine crociera “dobbiamo finire tutto” e mi sembrano gli antichi romani che si ingozzano random di salame e biscotti al cioccolato pur di ripulire tutta la cambusa, roba che in 8 anni non ho mai terminato un charter con meno avanzi di stavolta (un record: dopo la colazione dell’ultimo giorno resteranno 3 sottilette, un pacco di prosciutto cotto, un philadelphia, un tubetto di pasta d’acciughe, mezzo succo di frutta,1 cipolla, 2 teste d’aglio, mezzo pacco di pasta, un pacco di caffè, un barattolo di pelati e 6 birre, tutto il resto spolverato via, e non so quante volte ho dovuto rifare la spesa perché la roba non bastava mai….. a me che di solito sono quella esagerata nelle quantità -  ma voglio che stiano bene!). Insomma, per farla breve G cerca di girare intorno alla cosa con un poco convincente “ma siete proprio sicuri che non preferireste il pollo?” ed eccoci al gran finale, l’ideona del secolo: Vaifra, cucinaci anche il pollo, che poi ce lo mangiamo freddo a pranzo. Dio perdonali, perché non sanno quello che dicono. E mentre taglio il pollo mi prende un attacco di risarola incontrollabile alla battuta di G di fianco a me mentre pulisce il tonno, mi dice meno male che abbiamo lisciato il Marlin che se no dovevo fare la notturna ai fornelli per preparagli i doggy-bag dei prossimi 3 giorni!!!! 

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...poteva andare TUTTO bene?


 Cumberland (St.Vincent), 11 febbraio 2013


Quasi finita, meno male. Però che peccato: avevo l’entusiasmo a mille per questo charter, e mille motivazioni per fare un sacco di cose, e non solo in cucina: l’ultimo della stagione, skipper G, e varie altre condizioni favorevoli; tutto buttato al cesso e tirata l’acqua. Non scrivo robacce perché G se no mi rompe le scatole (ha le sue ragioni – che non condivido ma rispetto), ma diciamo che al terzo giorno c’è stata una scena tratta da un film già visto: un cliente cerebroleso mi attacca al muro, io rispondo per le rime, e finisce in guerra; stavolta no, penso tra me e me mentre conto fino a 100 prima di rispondergli, stavolta deve andare diversamente, e quindi mi mordo la lingua fino a farla sanguinare ma dalla mia bocca non esce una parola, né subito né in seguito. Se il mio ruolo è quello della servetta senza carattere e senza idee che deve solo cucinare, servire, lavare i piatti e stare zitta ok, mi adeguo, so fare anche questo. E’ questo che vogliono nella loro vacanza, diamoglielo. E non li ho più cagati pari. Certo che sorrido (più o meno, diciamo che si vede che è una cosa forzata), fa parte del mio mestiere, ma poi ho alzato un muro invalicabile tra me e loro, cagati zero. G dice che sono psicorigida e questo orgoglio dovrei mettermelo dove non batte il sole perché non è giusto punirli tutti e 8 privandoli della mia compagnia per colpa di un deficiente, io dico solo che se quell’attacco di nervi fosse stato isolato mi sarebbe scivolato addosso, ma visto che era fin dalla prima sera che mi trattavano (tutti) un po’ da merdina quella scena è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ho chiuso la porta, definitivamente. E a nulla sono valse le scuse che l’individuo mi è venuto a porgere qualche ora dopo (spinto dagli altri): ho detto no problem ma la decisione era presa. E anche gli altri dopo qualche giorno hanno iniziato a farmi domande, chi sono, da dove vengo, cosa penso…. forse si sono resi conto che dietro la hostess si cela una persona ma ormai era tardi, la frittata era fatta, e si sono trovati un iceberg. E così G ha fatto tutto da solo la parte sociale del charter, io ho fatto il mio lavoro come richiesto e tutto sta andando benissimo, sono contenti e stanno facendo una bella vacanza, punto e riga.

Loghy - 50 anni e non sentirli









Stasera sono scesi tutti al ristorante, c’è il compleanno di Loghy: 50. E ci sono Josè, Pilou ed un paio di altri amici; ho preparato una torta con le candeline, penso che sia una bella festa. Ma onestamente non me la sentivo di partecipare, sarebbe stata un’ipocrisia inutile sedermi a tavola con loro dopo 9 giorni che non ci parliamo.

E allora io faccio una bella carrellata di foto alla faccia di chi mi vuol male, tiè! 

entusiasmo a palla


Marin, 03 febbraio 2013

La cattiva notizia è che è l’ultimo charter della stagione. Quella buona è che lo skipper è il mio strapreferitissimo, quello che detesta tanto questo blog ma allora mi chiedo perché continua a leggerlo (e so che faccia stai facendo in questo momento, caro il mio G), quello bravissimo professionalmente parlando e straordinario nel modo di fare, quello che mi fa sganasciare dalle risate tutte le volte che siamo insieme, quello con cui mi perdo a fare le nostre chiacchierate serie che la pensiamo uguale su tante cose e che quando la pensiamo diversa ci battibecchiamo di brutto ma alla fine checchè ne dica lo so che mi vuole un bene dell’anima, e non solo un pochino come insiste a dire. G sei unico, non cambiare mai perchè sei perfetto così!

Pronti, vado al mercato a comprare frutta e verdura che mamy Rose mi aspetta, sistemo la camionata di cambusa secca già a bordo, mi faccio un doccione e aspetto i clienti. Sono un po’ triste, febbraio è troppo, troppo, veramente troppo presto per partire!!!! Ma voglio godermi quest’ultimo giro alle isole con G, parto contenta!









amici a bordo!


Saline, 29 gennaio 2013

Provare abbiamo provato, e visto che pescare non è una scienza esatta possiamo anche accettare il fatto di non aver preso niente. Contavo molto sulla fortuna del principiante ma neanche quella ha avuto voce in capitolo. Il primo giorno, dopo esserci arrovellati il cervello e le meningi per fare delle sorte di nodi che tenessero bene gli ami, dopo esserci ingrovigliati ben bene con metri di lenza tipo piatto di spaghetti (e noi il condimento), finalmente siamo riusciti ad uscirci fuori con 2 rudimentali ma battaglieri attrezzi da pesca composti da: bottiglie di plastica, lenza, ami e seppie congelate. I nodi fantasiosi hanno tenuto, le esche anche: le abbiamo ritrovate al mattino esattamente come le avevamo messe giù la sera. Forse ho capito male qualcosa. Eppure la luna era nera come mi aveva spiegato Claudi, io le esche le ho messe giù come mi aveva spiegato lui, qualcosa non ha funzionato. Il secondo tentativo qualche sera dopo è andato meglio: nemmeno messa giù una lenza qualcosa ha preso, e mamma mia che emozione tirar su il primo pesce della mia vita!!!! Ok ok, non era né un marlin né un king fish né un dorado e neppure un tonno formato famiglia, era solo un piccolo red snapper, ma l’emozione non è stata da meno!!!! E poi sulla via del ritorno, a Canouan, di nuovo serata-pesca, tutti partecipanti, e lì abbiamo avuto grosse soddisfazioni: in meno di un’oretta 1 carangue e 3 red snapper, evvai!!! Alla traina invece niente da fare (metodo G stavolta, e materiale gentilmente regalatoci da lui anche quello) non è andata meglio: due volte abbiamo strappato tutto, qualcosa dev’essere andato storto.

Undici giorni sono volati via che nemmeno me ne sono resa conto, tutto è andato bene e sono molto contenta di tutto. Mi è piaciuto molto non essere la hostess di bordo: ok cucinavo io ma poi ai piatti ci pensavano gli altri, e per una volta ho sacrificato volentieri le mie ronfate storiche durante le navigazioni per partecipare attivamente; un po’ essere la guida del giro, un po’ lo skipper non abituato al catamarano (ma comunque bravissimo, per essere un non-professionista: chapeau), diciamo che ho dormito veramente poco e sono stanchissima, ma una stanchezza diversa da quella solita di fine charter. I bimbi sono stati bravissimi e hanno vivacizzato tutta la crociera, mi mancheranno anche un pochino. E poi che dire, avere a bordo un vecchio amico è stato veramente qualcosa di bello: fare gli sbarbi incoscienti al bar della bocciofila, fare tutte le baggianate che solo i giovani possono fare, combinarne di tutti i colori insieme, infine perdersi di vista per tanti anni per poi ritrovarsi in vacanza insieme da adulti, dall’altra parte del mondo, e scoprire che comunque sotto le sembianze di persone serie e responsabili ci sono ancora quegli stessi animi adolescenti, quella voglia di ridere e divertirsi invariata nel corso degli anni, in modo diverso è chiaro, ma la sostanza è sempre quella della vecchia e cara “boccio”; e basta una frase buttata lì nel nostro gergo bocciofilese per tornare indietro 20 anni. A Mayerau come al Piro Piro, girando i caraibi come la circolare di Imola, prossima fermata Sellustra, grazie Bughi per avermi regalato questi 11 giorni di “casa” qui dall’altra parte del mondo!

Navigazione, 18 gennaio 2013


Clark Kent prima della trasformazione, ecco chi è; e questo al massimo mi può diventare Sfigherman, mica Superman. Sa tutto, ha vissuto tutto, conosce tutto, e bada-ben se anche al mondo c’è qualcun altro che sa o conosce qualcosa, lui sa e conosce di più e meglio. Ha in mano la Verità, beato lui. Solo che ogni tanto (spesso) piscia fuori dal vaso, e quanto mi piace metterlo in buca facendo finta di essere in fallo io, che si vede bene che rimane destabilizzato ma si gonfia ancora di più agli occhi degli altri come un pavone in corteggiamento, mentre invece quando siamo soli l’unico animale che mi viene in mente è un cane bastonato. Se fossi psicanalista potrei azzardare un disturbo della personalità (frustrata) ma sono solo una povera cogliona di hostess e quindi me lo cucco come superiore in grado.
Comunque di positivo c’è che abbiamo capito che non andremo mai d’accordo, e almeno sulla cosa facciamo ironia e ci scappano anche delle battute divertenti sui nostri continui disaccordi.
E comunque non è uno skipper professionista, è uno che lo fa per diletto di tanto in tanto e si vede che non è il suo mestiere, se avesse anche un minimo di umiltà non sarebbe poi una persona così sgradevole perché devo comunque ammettere che passati i primi giorni, quando gli si è sgonfiata la cresta si è rivelato una persona anche intelligente e con una buona cultura: quando non vuole per forza primeggiare e lascia parlare anche gli altri le conversazioni con lui non sono poi così irritanti ma anzi possono diventare interessanti. Meno male i passeggeri simpatici e sempre gentili hanno sollevato le sorti di questa settimana. Questi 4 mi rimarranno impressi nella memoria anche per le gag involontarie che hanno saputo regalarmi, roba che mi sono sganasciata dalle risate tutta sola. Nel complesso una bella settimana.

Prevista notturna di rientro in Martinica, abbiamo fatto un itinerario che a studiarlo a tavolino non potevamo fare di peggio ma l’importante è che i clienti siano contenti, il resto si regola. Io pronta a ripartire con Bughi & friends: Bughi è un amico dell’adolescenza, la vecchia guardia della bocciofila, e mi fa troppo piacere portare finalmente in giro un Toscanellese d.o.c. con famiglia e amici al seguito, penso di esser più gasata io di loro!!!!!!!! Vamonos allora, cambusa chiama e Vaifra con l’aiuto del fedele Mario è pronta all’assalto del mercato!

Chiamatelo Superman


Blue Lagoon, 14 gennaio 2013

…Pensavo di averle viste tutte, e invece no. Costumino aderentissimo tipo speedo con sospetta imbottitura in cotone, scarpe da 4x4 ostacoli, guantini slam e berrettino con visiera non mi era ancora capitato. Adesso sì, adesso le ho viste proprio tutte. Simpatico come un lombrico e con una quantità di neuroni in linea con la crisi economica mondiale. Eh, mica è sempre domenica che mi capita gente come G o Claudi, ma d’altra parte anche questa gente qui ha diritto a lavorare. E quindi ringrazio che siano solo 8 giorni, ormai 5 visto che siamo già partiti. A proposito, l’itinerario favoloso di stavolta ancora non ritenevo fosse possibile, ma invece siamo riusciti a fare in modo che al 4° giorno di vacanza i passeggeri non si siano ancora fatti il bagno. Alle Grenadine, il che è tutto un dire. Meno male che i passeggeri sono positivi. Un po’ anzianotti quindi un po’ sordi che mi tocca urlare, un po’ lenti ed impacciati che il mio lavoro questa settimana è più che altro assistenza, ma tanto tanto simpatici e carini. Uno mi fa morire: il più vecchio, brontolone e sclerotico che non gli piace mai niente e borbotta tutto il giorno, ma poi ogni tanto mi regala dei mega sorrisi e mi dà delle abbracciatone tali che quasi quasi gli voglio anche bene!

Un paio d’anni fa ho iniziato a scrivermi le cazzate che vengono dette in barca, una sorta di stupidario del vacanziero (a volte anche degli equipaggi). Sono felice quando mi capitano settimane come questa in cui mi vengono continuamente regalate perle di inestimabile valore. Un giorno condividerò le migliori sul blog, promesso.

di mutande, di Natale e di ripartenze


Anse Figuier, 11 gennaio 2013
terrazzo di casa

Scrivo dalla nuova sistemazione stagione 2012-13. Quest’anno che tutto sembrava spianato da prima dell’arrivo e credevo ormai un ricordo lontano i giorni in cui vagabondavo per i pontili con le mie valigie in cerca di alloggio… ecco, proprio quest’anno ho fatto più traslochi che gli ultimi 8 anni messi insieme…..Ma finalmente ho trovato casa: ora abito con Claire, una collega-amica, in una casetta con vista su Le Diamant, la spiaggia a 200 metri, una gigantesca terrazza sempre all’ombra e ben ventilata, e tante tante zanzare che ci movimentano la vita impedendoci di annoiarci. Cosa chiedere di meglio alla vita….

Per quanti si chiedessero com’è finita la storia delle mutande…. beh, non sono state ritrovate. L’imputato nega di averle prese, e negherà fino alla morte se non vuole proprio fare la figura barbina del feticista psicolabile, e quindi io ho rinnovato il guardaroba con un po’ di sano shopping. Vabbè, qui non trovo esattamente quel che vorrei ma diciamo che almeno per capodanno ho avuto le mie mutande rosse come da tradizione, e tanto mi basta per iniziare l’anno come si deve.
Io ed il feticista ci siamo incontrati un mattino per uno scambio equo: lui mi ha dato un assegno con la restituzione completa del maltolto, io gli ho dato un paio di perle di saggezza stile “mai metterti in guerra con chi è più intelligente di te”, sottotitolo “hai un q.i. talmente ridicolo che è meglio se eviti le discussioni”. Onestamente: è stato un gioco da ragazzi riavere i miei soldi, è talmente stupido che ogni suo tentativo di addurre scuse per non rendermeli lo mettevo in buca ad occhi chiusi, alla fine si è dovuto arrendere all’evidenza di essere un cretino totale e completo, e mi ha reso quanto doveva. Non l’ho picchiato solo perché 10 minuti prima di incontrarlo mi è stato raccontato un aneddoto su di lui che risale a qualche anno fa, sembra che una ragazza in preda all’ira più nera (per una storia più o meno analoga) gli abbia messo le mani addosso e siano dovuti intervenire i vigili per separarli che se no lo ammazzava di botte; non ho voluto ripetere la scena, io mi sono limitata a dirgli che provavo ribrezzo e disgusto anche solo a guardarlo in faccia e che gli conveniva togliersi dalla mia visuale se non voleva sporcarsi di vomito.
tutti da Omero!

Il resto tutto ok. Gli Italiani di Natale sono partiti tutti, quest’anno è stato un bel gruppo e siamo stati molto bene: Bolina e Jessica, Davide, Omero, i ragazzi sardi, Laura, insomma davvero bella gente con cui ho passato momenti fatti anche di cose semplici ma che rimarranno nel cuore e nella memoria. Grazie di esistere, a tutti!

E domani ripartenza, sono pronta! Tra Claudi e G. mi hanno gasata con la storia della pesca e ho deciso di provarci anche io. G mi ha omaggiata di alcune elementari attrezzature per neofiti della pesca, e quindi confidando molto nel culo del principiante parto carica come una molla, e anche se non ho capito bene in tutto questo dov’è esattamente che devo mettere l’esca io ci provo lo stesso, male che vada il pesce continuerò a comprarlo come sempre.

un charter ben riuscito


Le Marin, 05 gennaio 2013

Eccoci nel 2013, finalmente! Il 2012 doveva essere il mio anno, dovevano succedermi cose meravigliose che mi sconvolgevano la vita e invece sono successe 2-3 merde che mi hanno scombussolato il morale ma la mia vita non è cambiata una virgola. Mah.
Il 2013 come andrà? Lo sapremo tra un anno; intanto la questione è umida, ed intendo proprio letteralmente umida… per non dire fradicia: l’oblò laterale della mia cabina (detta anche il sarcofago, e che funge da centrifuga durante le navigazioni più scossone) prendeva acqua = ho dormito nel materasso bagnato per 10 notti, con lenzuola bagnate, cuscino bagnato e per ovvia conseguenza io stessa bagnata di acqua salata = il count down per i reumatismi ha subito una brusca accelerazione. E penso che stasera per sentirmi più a mio agio prima di andare a dormire butterò un secchio d’acqua sul letto.
Comunque, a parte ciò il charter appena concluso è stato bello e tutto è andato a meraviglia: io ed il migliore skipper del mondo (dopo G) sul catamaranone super-accessoriato e con tutti i confort portavamo “i grandi”, e insieme a noi un catamaranino piccino piccino, anche lui con skipper e hostess, che portava i pargoli, 7 simpatiche canaglie tra gli 11 ed i 20 anni. Bella mossa, studiata bene per portarsi dietro i figli adolescenti che se no a quell’età lì col piffero che vengono in vacanza coi genitori a capodanno, fossero pure i Caraibi! Tutto è andato benissimo, e anche se a livello fisico è stato sfiancante e ci siamo fatti un culo quadrato a organizzare pranzi e cene tutti insieme, e il livello richiesto era un pelino sovradimensionato rispetto al genere di barca, mi sento molto soddisfatta del lavoro svolto e sono scesi tutti contenti ed entusiasti… appuntamento alla prossima! Loro tutti simpatici e carinissimi, io confermo di essere assolutamente innamorata di questo skipper (è fantastico!!! Perfetto in ogni cosa che fa, silenzioso ed efficace, operativo e di poche parole ma fatti concreti; e anche l’altro equipaggio non è stato da meno: la hostess la conoscevo di fama tramite radio-pontile, e conoscerla di persona è stato uno spasso: forse come collega fissa non la vorrei (decisamente no!), ma da compagnia è l’asso di briscola, presa nel suo verso è una comica vivente, si direbbe un cartone animato!!!!!
.....oggi solo quest'acciuga???
Abbiamo pescato, pescato e ancora pescato. Perfino un marlin, cacchio la prima volta nella mia vita, che figata!! (come se avessi pescato io).
E quindi eccomi di nuovo in Martinica. Culo vuole che annullato il charter col deficiente (che mi piacerebbe anche vedere che mutande indossa, sia mai che siano proprio le mie!!!), ho fatto un giro veloce per le agenzie e ho trovato un charterino volante di una settimana, e quindi tra pochi giorni sarò di nuovo in gioco; nel frattempo come da periodo classico mille persone da vedere e anche una marea di cose da fare quindi sono costretta a posticipare il larveggiamento di almeno 2-3 giorni. C’est la vie.