Giù al nord

Anegada (British Virgin Islands), 22 ottobre 2013
  
Ebbene si, dopo almeno 6 anni eccomi di nuovo qui alle BVI. E confermo che mi piacciono di più le Grenadine. Charter iniziato da 3 giorni, forse 4 non lo so ho perso il conto, so solo che partire così di botto con un charter da 9 persone (più noi due, e fanno 11) di cui 5 bambini è massacrante. Questi poi sono delle idrovore, per loro stessa ammissione dipendenti dal cibo, e infatti raramente ho visto mangiare queste quantità con tanta voracità e frequenza, e io che di solito vengo sgridata per la troppa abbondanza mi trovo a non tenere il passo con le fameliche bocche di questo gruppo. Simpatici, carini e piacevoli ma tutti col verme solitario, che quel che per la gente normale è un pasto per loro è l’aperitivo…. pertanto passo le giornate a sfornare di tutto di più, riposo zero e arrivo a sera che piangerei per il male ai piedi, tanto che potrei anche pagare mezzo stipendio per un massaggino. E poi ti dicono “bella vita che fai te ai caraibi”… come se passassi le tue giornate spaparanzata su quelle spiagge da sogno che riesci a fotografare solo guardando fuori dall’oblò (ovviamente esagero, ogni tanto riesci anche a mettere i piedi sulla sabbia… ogni tanto ho detto!!!!)

Quest’anno non ho la verve che in genere mi contraddisitingue, e poverini mi dispiace perché meriterebbero più partecipazione da parte mia ma proprio non ce la posso fare, questi posti non li conosco, non li sento miei e quindi non riesco a trasmettere un entusiasmo che non ho; andrà meglio il prossimo, giù alle mie care Grenadine. E diamo la colpa alle isole, che è più facile, sto diventando pure scaricabarili, di questo passo dove andrò a finire!?!


Non avendo tanto da raccontare ho deciso di autoinvitarmi ad un gioco che ho letto qualche tempo fa su un blog che seguo, ma partiamo dall’inizio: esiste questo mondo parallelo di bloggeristi, io stessa sono una bloggerista ma anomala: ho un blog, ne seguo tre o quattro ma non partecipo a suon di commenti su ogni post che viene scritto su questi blog, di conseguenza mi rendo conto di essere un po’ fuori dal giro. Ad ogni modo tra i miei preferiti c’è questo blog che seguo con interesse che è quello della smemomamma, mi fa morire leggere i suoi post perché io e lei siamo gli esatti opposti, diciamo che io sono una che il piano B l’ha messo in atto, lei vive felicemente il piano A; e qualche settimana fa scriveva di questo gioco tra bloggeristi in cui ognuno doveva scrivere alcune cose che ama della sua giornata-tipo e alcune cose che detesta, poi estendere l’invito ad altri blogger. A me non mi ha invitata nessuno proprio perché mi sono autotagliata fuori dal giro, ma stavolta partecipo per i fatti miei quindi vi elenco qui di seguito cosa amo e cosa detesto della mia giornata-tipo;
 


Le cose che mi fanno rimpiangere di non fare la segretaria, e come ho scritto una volta in preda ad un lapsus mi sento una hostRess:
-        I clienti vittime del fuso orario che ti ballano il tip-tap sulla testa alle 4 del mattino.
-        Quando finisci di lavare i piatti del pranzo e ti rendi conto di esser già in ritardo per la cena.
-        Quando al mattino esci dalla tua cabina e prima di dire buongiorno ne hai già addosso 4 che ti fanno domande di tutti i generi.
-        Quando arrivi con 6 carrelli della spesa stracolmi (senza il bere) e nessuno ti caga di striscio per darti una mano a caricare tutto in barca. E magari piove.
-        I clienti che salgono in barca e “Ah, cuoca italiana? Allora ci fai la pizza (o spaghetti/lasagne/tiramisù….)”. Li ucciderei.
-        Quando tu ti fai un culo disumano e nessuno ti caga di striscio mentre invece lo skipper non fa un benemerito cicco di niente (non tutti, e stavolta sono con l’eccezione) ed è un Dio in terra. Sto giro addirittura hanno chiesto a lui gli ingredienti di una torta, fanculo và.
-        Le invasioni di cucarache a bordo.
-        I Francesi, che ti stanno lì col fiato sul collo che hanno fame (e magari sono nemmeno le 12  quindi NON sei in ritardo ma ti fanno sembrare di si), finalmente dici “ok tutti a tavola, è pronto”….. e loro INIZIANO l’aperitivo. Da mettersi ad urlare.
-        Quando non c’è vento e la boa batte tutta notte sulla parete della tua cabina, esattamente ad altezza testa.
E quel che invece è impagabilmente bello:
-        Quando sudata marcia, ma proprio da far schifo, ti butti in acqua e per qualche secondo senti il frizzolino sulla pelle con tutte le bollicine intorno che ti sembra di buttarti dentro una vasca di Perrier.
-        Quando durante le navigazioni riesci a ritagliarti un momentino per te, che ti butti sul divano e resti in quella fase di rincoglionimento del dormi-veglia, e mentre ti fai cullare dalle onde se ti va di culo che sono tutti fuori a prendere la tintarella senti solo il rumore delle onde stesse e del vento.
-        I clienti che prima di andare a dormire ti fanno la sfilata per darti il bacio della buonanotte ringraziandoti delle cose buone che gli prepari.
-        Il piacere di incontrare amici in giro.
-        Il silenzio della barca quando se ne vanno tutti in spiaggia, e anche il piacere di rivederli a bordo quando tornano (quasi sempre).
-        La sera, strisciare con le ossa rotta fino alla tua cabina là davanti, che anche se è un loculo ti sembra una reggia, e mentre ti svesti pregustarti un’intensissima notte di sonno cullata dal ciondolio della barca…..impagabile!!!!

Ile de la Forchue, 28 ottobre 2013
 Pescare?? Se abbiamo pescato???? Ma sti grandissimi ka, alla faccia del pesce!!!!! Dopo il primo marlin che durante il trasferimento Martinica-St.Martin dopo un’ora e mezza di lotta ha spaccato tutto, abbiamo preso un barracudino, un tonno dignitoso e un altro tonnetto piccolino. Poi per tutta la crociera alle BVI abbiamo preso solo tanti barracuda, mollati per paura di chiguatera, e tanti tonnetti ma troppo piccoli quindi tutti rilasciati al mare. Di commestibile solo uno spanish mackrel. Poi….ieri….ritorno dalle Vergini a St.Martin, 15 ore di navigazione controvento, due palle bestiali tutti rincoglioniti dai salti e dal rumore del motore, il mare contro, l’acqua, il sale, la stanchezza; ma almeno la giornata è stata movimentata dalla pesca di un bel marlin, nemmeno un quarto di quello che ci aveva mollati ma comunque abbastanza grande, e un bel dorado. Persi per strada il secondo dorado ed il secondo marlin. Stamattina, tonno bello grosso, 4 kg e mezzo già pulito. E così il menu dell’ultimo giorno ha visto sfilare in ordine di apparizione: dorado alla thaithienne, carpaccio di marlin, tartare di marlin, tonno alla siciliana, nems di marlin, tonno al pistacchio e marlin al barbecue, con salse di tutti i tipi e tutti i generi. Sfondati di pesce, e congelatore pieno. Vai skipper, sei il numero uno!!!!!!!


St.Martin, 29 ottobre 2013

Tutto bene, charter portato a termine con successo: clienti soddisfatti, hostess disintegrata, cambusa vuota, tranne il frigo (ma li ho presi per sfinimento, alla fine li ho stremati di cibo, ho vinto io!!!!).

Ieri sera i bambini ci hanno cantato una canzoncina per noi due, sul ritmo di “Oh, Champs Elysés” con le parole cambiate in “Croisière aux Iles Vierges” e tante parole carine per noi. Davvero carini, proprio proprio tanto. Devo dire che sto giro le Vergini mi sono piaciute di più che in passato, forse perché le altre volte che sono venuta ero su barche di gamma più elevata e quindi mettere il naso fuori era veramente un’utopia; stavolta invece non che mi sia data alla pazza gioia ma insomma, un paio di volte sono riuscita ad andare a farmi le mie nuotate (ok ok, per me 10 minuti sono una nuotatona, va bene??). A bordo divertimento e buonumore, 5 bambini faranno anche tanto baccano ma quando sono così educati è un piacere anche viziarli un pochino, proprio bravi. E comunque con questo skipper è una pacchia, i bimbi se li gestisce lui per tutto, io devo solo farmi trovare pronta per quelle centocinquanta merende al giorno e per tutto il resto ci pensa lui. No non lo scrivo il nome dello skipper, e nemmeno scrivo più l’iniziale perché non vuole, però è il numero uno, è un mio amico e sono orgogliosa di lavorare con lui.
Io sto bene, ho passato qualche giorno giù di forma tanto che pensavo di star covando un’influenzina ma ora tutto a posto, solo tanta stanchezza, e i piedi martoriati, mi sa che non ho più il fisico per questo mestiere, sto giro veramente i piedi sono morti e non li sento nemmeno più. Mò parto per la Martinica con un altro skipper –che non conosco - perché il mio resta qui qualche giorno; quando arrivo giù, all’incirca giovedi, non voglio nemmeno pensarci che casino mi aspetta: trovare alloggio, dare un paio di risposte che se avessi anche solo una vaga idea di cosa voglio fare da grande sarei felice, figuriamoci come faccio a dare risposte immediate, organizzare un paio di altre cose che è sempre quando sei incasinata che ti appioppano le scadenze corte e vaffanculo Murphy, e poi vorrei anche, se possibile, prendere fiato.

Dal vecchio/nuovo mondo

Le Marin, Martinica, 16 ottobre 2013

Un salto di 10.000 km ed eccomi qui, di nuovo. Sembrano passati pochi giorni come sembrano secoli dall’ultima volta che ero qui e nulla è cambiato eppure tutto è diverso come ogni volta che torno. Forse io sono diversa, non so.

L’accoglienza è stata calorosa ed amichevole: un barbeque tra amici per cercare di tirare tardi il più possibile ma sono comunque crollata subito dopo le galline, ed inevitabilemente il mattino dopo ero sveglia prima del gallo. Prima giornata subito pesissima tra mille saluti, giro degli uffici e prima cambusa (subito, tanto per non dimenticare cosa significa fare spesa per 11 persone 10 giorni, cut vegna un chencher); E quindi ora eccomi qui, barca carica che mi ci vorrà un secolo per mettere a posto tutto, aspetto che lo skipper torni dalla dogana e partiamo in scioltezza alla volta di St.Martin dove sabato imbarcheremo i clienti, dopo tanti anni che non vado su al nord mi fa anche piacere andare a farci un giro.

Vi racconto una cosa importantissima: presente il mio ciondolo Mahori regalatomi da Luciano una decina di anni fa, e che si è rotto un mesetto fa gettandomi nello sconcerto più totale? Lo stesso simbolo che poi mi sono fatta tatuare quando sono stata in Nuova Zelanda. Il ciondolo che per tanti anni mi ha magicamente dato la forza di questo cambiamento così radicale di vita così come i Mahori ritengono significhi. Bene, qualche anno fa un amico, ben sapendo tutta la pappardella e l’importanza che questo ciondolo aveva per me, me ne ha regalato uno molto simile; io ho deciso che non l’avrei tenuto “di scorta” ma l’avrei conservato finchè non avessi incontrato qualcuno che ne avesse bisogno… e un paio d’anni fa era proprio Damiano ad averne bisogno e gliene ho fatto dono, veramente quasi emozionata al pensiero che tra tutte le persone che avrebbero potuto necessitarne fosse proprio mio fratello, e mi fa un enorme piacere vedere come anche lui non se ne separi più e abbia attribuito un significato speciale al tutto. Beh, il mio si è rotto, e questo non ho idea di cosa possa portare nella mia vita, ma caso vuole (o forse non è il caso, o forse è tutto un’enorme coincidenza assurda alla quale do troppo peso) ha iniziato a funzionare quello di Damiano, non si dice nulla per scaramanzia ma sembra proprio che il potere ed il coraggio di affrontare i cambiamenti siano stati trasmessi a lui, e al tempo stesso io verso in una profondissima crisi personale su cosa voglio fare da grande.
Premesso tutto questo, ecco il regalo che lo stesso amico mi ha portato dal suo recente viaggio in Asia, ok è vero io gli ho lanciato un sos disperatissimo dicendogli che mi sentivo nuda senza il mio ciondolo, e lui anvedi un po’ cosa ha scelto.  Non è Mahori ma da questo momento è ufficialmente aperto il dibattito: cosa significa? Ma anche niente va bene lo stesso, ormai ho avuto tutta la magia che necessitavo.

Nuvole e valigie

Toscanella,  09 ottobre 2013

L’ultima volta si parlava di nuvole e paracaduti vari. Mmmmhhhh, sarà il caso di cambiare in nuvole e ombrelli visto che qua sotto ci piove, e di brutto anche! Una tempesta in piena regola ma di bello sai che c’è? Che tanto prima o poi torna il sole e anche se non lo si vede lui c’è, per cui dopo un breve brevissimo periodo a casa io me lo vado a cercare questo sole: tra pochi giorni Parigi come Cape Canaveral eccola là la mia astronave, sono tornati a prendermi, è ora di tornare sul mio pianeta; chi lo chiama Marte, chi lo chiama Martinica, è sempre un altro pianeta.

A parte i deliri, tutto bene. L’estate è finita, il periodo a Varazze è stato lungo, lento e noioso ma intervallato da momenti positivi quindi ne serberò comunque un buon ricordo; altro da dire non ce l’ho, sono un po’ scombussolata ma conto di riprendere il controllo entro breve… so impormi su me stessa e se dico “si fa così” allora si fa così e non posso autoribattermi nulla, in fondo tra me e me chi è che comanda se non io stessa???? (Ecco, dopo di questa ricoveratemi, si ok mi rendo conto che è l’inizio della fine).

Eeehhhhmmmmm, dicevo, cerchiamo di essere seri, che qui di cose da ridere ce n’è già abbastanza. Bah, non ho tanto da raccontare, non sono successe cose di rilevanza tale da esser riportate su un blog pubblico, sono solo dispiaciuta di partire così presto; quest’anno è davvero prestissimo, e per di più ho charter già programmati fino ai primi di maggio….non ho scampo! E Murphy è un gran bastardo perché proprio quest’anno che volevo cambiare qualcosa, che avevo detto no non ci torno in Martinica perché è ora di scoprire altro, ecco che proprio quest’anno mi si prospetta la stagione più lunga dall’inizio della mia carriera…. e la "accetto" passivamente ben sapendo che niente succede mai per caso per cui sommo questa anche a tutte le altre e quel che succederà lo vedremo solo vivendo! ("le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro" cit.Linus)

Ciao Italia, e durante la mia assenza cerca di riprenderti che anche tu non hai proprio una bella situazione sotto nessun punto di vista, e per quanto bella tu sia va a finire che ci costringi tutti ad espatriare… che qui non è questione solo di spaghetti o pizza, qui la vita sta diventando davvero difficile!!!!!

ora sì che ha senso

Toscanella, 16 settembre 2013

…Anche gli odori sono diversi, non solo tutto quel che vedi e che senti. Trovi che tutti al mondo siano simpatici, tutto è bello, tutto è buono, tutto è meraviglioso, tutto è così vivo…. I colori - gli odori - i sapori, tutto ciò che ti circonda è fatto di un’aurea magica e anche la musica è diversa, all’improvviso le stesse parole delle canzoni che hai sempre ascoltato prendono un significato diverso e le fai più tue, quasi ricamandotele intorno come un sarto con un vestito. E poi sì, sei anche svampita e rintronata più del solito, canti da sola, balli da sola, ridi da sola e comunque quel sorriso da ebete che hai stampato in faccia la dice lunga. Quando fai un incontro che lo senti a pelle che non andrà nel calderone del dimenticatoio ti succedono tutte ste cose qui… E poi di colpo basta un niente per buttarti nella disperazione più totale, e cinque minuti dopo un altro niente ti riporta sulle stelle, e poi giù e poi su e poi di nuovo giù e di nuovo su (no, non è che si viva proprio tranquilli!), poi sarà, non sai, non capisci, farfalle nello stomaco e gola secca, cuore che impazzisce e pensi che tutto il vicinato possa sentirlo, e a 42 anni ti chiedi “ma…. che succede????” e soprattutto se in genere sei una cinica insensibile hai una paura fottuta ma al tempo stesso un entusiasmo che spacca le montagne…. e allora non ti fai troppe domande, non guardi oltre il tuo naso e vivi – incredula - seduta su una nuvoletta bianca e fatata a goderti l’incanto di questi fugaci momenti così energizzanti e così terapeutici per l’anima ma al tempo stesso così precari ed incerti che ogni istante viene rimpianto con nostalgia esattamente un secondo dopo essere stato vissuto… poi quel che sarà sarà, che ne sai se domani caschi fragorosamente da questa nuvola e ti sfracelli malamente al suolo? Ma di aprire il paracadute non se ne parla neanche!!!!! 



Ma….. penserete mica che parlo di me!!???!!!! Naaaaaaa….. a me ‘ste cose non capitano, io sono immune da tutto ciò….. parlavo di una mia amica…

Come l'onda prima dello tsunami

Varazze, 14 settembre 2013

Stanno succedendo cose, tante cose, tante piccolissime cose ma tutte insieme proprio adesso non so, boh, mi fanno una strana sensazione. Tutte in settori totalmente estranei tra di loro ma tutte con un unico filo conduttore che mi porta a pensare che non sono coincidenze. Un salto indietro nel tempo ed eccomi proiettata a circa 10 anni fa quando anche lì succedevano cose casuali, banalità nella vita di tutti i giorni, poi una tira l’altra ma sentivo sempre strane vibrazioni e infatti bum! Come per puro caso d’improvviso la mia vita è stata stravolta, e io quei momenti li ho vissuti e condivisi in particolar modo con due persone: Ira e Carla. Che eravamo amiche si, ma più che altro conoscenti con le quali uscivo (e neppure in maniera così assidua); ed una sera di ritorno da non so quale manifestazione locale a Imola salimmo tutte e tre in casa mia e chiacchiera dopo chiacchiera tutte e tre esternammo questa voglia di partire e andare boh da qualche parte. Che sembrava una chiacchierata buttata lì per noia ma invece no, io mi ricordo bene quel momento, l’attimo in cui ci guardammo tutte e tre, e ricordo altrettanto bene il brivido che mi percorse la schiena. E poi successero altre cose, e poi altre e altre ancora. Da tre conoscenti che eravamo vivemmo un periodo di simbiosi, un momento della nostra vita che ci avrebbe segnato per sempre, in cui eravamo inscindibili sia fisicamente ma anche e soprattutto spiritualmente… eravamo noi tre, unite, complementari e forti… il mondo di fronte a noi tre poteva solo inchinarsi ai nostri desideri. Ed ora eccoci qui a distanza di quasi dieci anni, una vive ad Amsterdam, una vive a Roma, l’altra rimbalza qua e là per il globo. Una non è mai uscita dalla mia vita – e mai ne uscirà - con l’altra invece ho avuto un lungo periodo di distacco causato e voluto da me, ma se torno indietro con la memoria mi ricordo bene perché mi comportai così e rifarei la stessa identica cosa; non avevo chiuso la porta, l’avevo solo socchiusa dicendole chiaro e tondo che stava a lei riaprirla quando avesse voluto e io avrei aspettato lì dietro. Io non so se all’epoca il mio ragionamento fu recepito per come lo intendevo io, ma di fatto quella porta si sta riaprendo… e la prima spinta non l’ho data io. Non è ancora spalancata ma sento che non tarderà molto. E tutte le cose che stanno succedendo ora, proprio ora, insomma io ho un prurito strano e visto che ho sempre sostenuto che NULLA succede mai per caso, ho idea che ci sia qualcosa che sta covando. Ma positivo. Il ciondolino che mi aveva regalato Luciano e al quale attribuivo tutti quei poteri magici che si è rotto proprio il giorno prima di incontrare Luciano stesso (e non ci vediamo spesso, anzi in genere passano anni); gente che non vedevo e non sentivo da anni che si fanno vivi tutti in questo momento; persone con nomi particolari con cui entro in feeling immediato, e io stessa non ho un nome comune; un’altra persona impossibile da contattare che a forza di chiamarla e chiamarla nei miei pensieri e sogni chiedendole di darmi la forza di punto in bianco un bel pomeriggio mi telefona, e proprio quel giorno lì in cui due ore prima avevo visto Luciano rendendogli il ciondolo che per 9 anni mi ha dato la forza di fare quel che ho fatto (o almeno mi piaceva pensare così)…. E tutto il resto, tutte le altre cose che succedono. Boh non so, sono paranoica forse, oppure guardo troppi film o forse i film me li faccio io stessa nel cervello…..
Intanto mi sento bene, dopo un lungo periodo in bianco e nero ora sto di nuovo vivendo a colori, e che colori mamma mia!!!! Nonostante l'estate sia appena dietro le nostre spalle mi sembra di vivere come un’esplosione di primavera, sono serena, allegra, felice! Come dice Ira a noi ogni tanto ci prendono le depressioni a rovescio; lei è stata colpita qualche mese fa, io ora. Ma prepotentemente, di brutto proprio! Rido canto ballo da sola nonostante fisicamente mi trovi qui in questa valle di lacrime dove non conosco nessuno o quasi, sono confinata senza nemmeno troppo lavoro da fare, non va più nemmeno la tv e la popolazione autoctona è socievole come fossero orsi travestiti da porcospini scontrosi (provaci tu qui ad attaccar bottone con qualcuno…. ho collezionato una serie di vaffanculi che sto bene altri vent’anni!!!!)….ma io me ne frego e rido. Anche l’altro giorno in treno un tipo che mi aveva fissata per tutto il tragitto (mentre io facevo sudoku e ho ricevuto un paio di telefonate – ma brevi) poco prima di scendere mi ha apostrofato “Posso dirti una cosa?” “si” “Complimenti per il sorriso”…. e non penso proprio che fosse in senso estetico, io l’ho intesa come sorriso alla vita! Beh, mi fa piacere trasmettere queste cose, sicuramente è molto meglio di alcuni mesi fa quando tutto quel che potevo trasmettere era la voglia di andare ad accendere due ceri.

Detto questo vado a fare due passi rimuginando sulla nuova massima coniata giusto giusto stamattina mentre scrivevo ad Ira: ogni lustro si cambia gusto, ogni dieci anni combiniamo dei danni. Beh l’ultimo “danno” a me ha migliorato la vita notevolmente per cui sperando che il prossimo sia all’altezza mi infilo le scarpette e vado. 

Il riposo del guerriero

Varazze, 31 agosto 2013

La parte dura della stagione è finita, ora è tutta discesa per me! E quindi eccomi qui in questa ridente località della riviera ligure popolata di Gabibbi e fiori. Dopo tanta confusione e tanto tutto devo dire che è molto piacevole ritrovare un po’ di pace e di silenzio, tanto che i primi due giorni non ho nemmeno acceso né radio né tivù, non sono uscita, non ho avuto nessun contatto col mondo esterno….. solo io e me stessa, organizzandomi i miei orari come mi pareva e alternando momenti di lavoro a momenti di riposo senza alcun condizionamento…. Bellissimo!!!



Poi sono risorta anche socialmente parlando: è bastato andare a fare un giro in giro per il paese, incontrare persone, fare due chiacchiere futili e banali con i passanti ed ecco che mi sono ricordata di essere viva e aver bisogno di interazione con terzi che esulasse dal lavoro. Qui in zona conosco un po’ di gente ed in più siamo nel 21° secolo quindi tramite facebook, whatsapp e tam-tam di radio banchina…. poco che continua così alla fine non avrò più una serata libera! 

LOW BATTERY

Cannigione, 19 agosto 2013

….Sono viva, davvero. Per convincermene mi son data dei pizzicotti e confermo: anche stavolta sono sopravvissuta. E’ stata dura per certi versi, facile per altri.
Facile per il semplice e basilare standard di lavoro richiesto; facile perché le bambine sono molto educate e poco capricciose, il che rende quasi un piacere passarci il tempo insieme (la piccola me la sarei mangiata di baci, quella lì ha un facciotto che è tutto un programma, se resta così da grande saranno guai per il papà…); facile perché la presenza per i primi 24 giorni della baby sitter ha reso la crociera un divertimento, e avere una semi-collega mi aiutava tanto non solo materialmente ma anche e soprattutto moralmente per sdrammatizzare i momenti duri con una risata; facile perché a bordo ero trattata bene e con molto rispetto, come una persona vera e non come un accessorio della barca; facile perché gli amici degli armatori sono stati tutti simpatici; facile perché il buonumore aiuta molto a sopportare la stanchezza fisica;
Dura perché il lavoro alla fine era più di quello preventivato, parecchio di più. E quindi fisicamente sono veramente esausta. Ma anche qui c’è il lato positivo: essendo da sola non ero come solito confinata in cucina e cabine, anzi ero spesso fuori e finalmente ANCHE IO vedevo i posti. E poi mi prendevo i miei spazi, negli anni ho imparato a dosarmi un po’ meglio. Ma “negli anni” significa anche che gli anni sono passati e non sono più una ragazzina, certi ritmi li reggo ancora ma poi sono disintegrata ed il recupero è più lungo.

Infatti sono sbrindellata, ridotta a pezzi piccoli… ora mi servono riposo e pedicure: mò partiamo e appena possibile mi auto-regalo una giornata intera in qualche centro benessere a farmi coccolare e rimettere a nuovo…. me lo merito!!!!!

una sferzata di allegria

Cannigione, 11 agosto 2013


Che dire, su questa stagione non ho molto da scrivere:  il lavoro ormai lo conosco e non mi succedono molte cose nuove. I luoghi sono sempre quelli: nord sardegna. Quest’anno non ho nemmeno comandanti deficienti con cui scannarmi come due anni fa, non faccio charter che mi movimentano un po’ l’estate con i cambi di gruppi eccetera…. insomma una gran noia. Dal giorno dell’imbarco alla partenza della crociera ho lavorato come una forsennata per dare una sistemata alla barca, dentro e fuori (eh si, quest’anno da sola: 2 x 1 offerta speciale… e passa la paura!); l’ho trovata “un pelino” trascurata e mi son fatta un mazzo tanto per organizzarla al meglio; la base era Bocca di Magra, nessuna barca amica nei paraggi quindi a parte una serata con la Milena, una con Omero, una con Lucio & Francy ed una giornata alle 5 terre con la Sabrina (sorella della Gabri), in 40 giorni non ho avuto proprio nessunissima vita sociale, solo lavoro. Una tristezza. Poi la partenza, e per quanto gli armatori possano esser simpatici sempre armatori restano, e una volta capite le abitudini del caso nemmeno più nessuno stimolo o novità, mi si prospettava un’estate faticosa, triste e solitaria. Invece arriva lei, la baby sitter, il jolly della stagione: una ragazza giovane con risata prorompente e contagiosa, spiccato senso dell’ umorismo e buona dose di vitalità, il che associato ad un cervello funzionante che alterna perle di saggezza a momenti di storditaggine che nemmeno lo sceneggiatore di un film potrebbe immaginare danno come risultato una sferzata di allegria all’intera estate. 

Sono morta dalle risate. Domani però ci abbandona, e mancano 8 giorni alla fine della crociera. Non sarà la stessa cosa, proprio no. Per esempio, chi mi aiuterà ad abbassare il tavolo del pozzetto (che una volta mi sono anche quasi pisciata addosso dal ridere)?  Chi mi dirà “fammi spazio, mezza sega che non sei altro” mentre fa stretching per aprirmi la porta della cucina al mattino? Chi è che al ristorante potrà mai più avere uscite del tipo “ma si dai, tanto non paghiamo noi, chissenefrega: prendiamone due di bottiglie d’acqua, non solo una!” (dicevo di star male dal troppo ridere). Chi è che scapperà dalla cucina urlante e spaventata a morte dalla lavastoviglie? Chi è dopo una lunga ed estenuante battaglia mattutina con un’ape mi guarderà con sguardo assassino dicendo “arrivederci alla prossima puntata, qui su wild-wild-boat.” Chi è che – visto il mio raffreddore e di conseguenza papille gustative out – assaggerà i cibi che non ama facendomi le smorfie ma dicendo buono buono? No, non sarà più la stessa cosa. Mi mancherai un sacco Nau-au ma prima o poi ci rivedremo, parola di Faivra. 


pensieri annoiati


Cannigione, Sardegna, 31 luglio 2013

Si si lo so era da un sacco di tempo che non aggiornavo il blog ma non avevo proprio niente da comunicare al mondo. A dire il vero non ce l’ho nemmeno ora ma almeno una capatina mi pareva doveroso farcela.
Anche quest’anno, contrariamente a tutte le mie smanie e voglie di ri-rivoluzionare la mia vita mi ritrovo ancora una volta in Mediterraneo, sempre in barca, sempre uguale, esattamente quel che non volevo più fare…. Volevo cambiare tutto, volevo qualcosa di nuovo, volevo una ventata d’aria fresca nella mia vita, volevo finalmente fregarmene altamente dello stipendio e scegliere di andare dove voglio a fare quel che voglio e se non mi piaceva essere libera di cambiare di nuovo destinazione…. ed invece ci ha pensato il dentista a farmi perdere ogni stimolo d’avventura e farmi ridecidere per l’ennesima volta un incasso sicuro. Almeno stavolta mi è andata bene per quanto riguarda la scelta della barca: a bordo buonumore e allegria, compagnia gradevole, momenti di svago e risate, non posso proprio lamentarmi. E poi magari nel frattempo mi si schiariscono le idee su cosa fare e dove andare perché adesso come adesso ho mille progetti, mille tentazioni, mille entusiasmi per mille cose diverse in mille posti diversi, e nessuna c’entra niente con le altre 999.


Ho incontrato Tarzan, dopo 8 anni. Chi è Tarzan? E’ l’unico colpevole del mio navigare: un incontro casuale durante il mio periodo di preavviso per le dimissioni dall’ufficio, quando cercavo qualcosa di diverso ma non sapevo cosa e lui – skipper - mi ha lanciato l’idea di diventare hostess in barca, che nemmeno sapevo cosa fosse una barca. Diciamo che il suo suggerimento l’ho seguito. E quindi mi ha anche fatto piacere rivederlo, anche se in quei 5 minuti di chiacchiere che abbiamo fatto mi ha buttato lì come per caso “ma perché ora non diventi skipper?”. Lo odio. Mi ha messo un tarlo in testa, e con questo fanno mille e una idee su cosa fare da grande. La prossima volta mi dirà di andare sulla luna, lo so già! 





foto foto foto

13 luglio 2013

Ho comprato la macchina fotografica nuova!! (era ora....)

Montemarcello...


....e ancora Montemarcello

il porto di Bocca di Magra con alpi alle spalle

la baia del silenzio

la baia del silenzio dall'altra parte

...le cinque terre.....

....le cinque terre....

....ancora le cinque terre....

....e di nuovo loro (eh, son 5!!!!)

vista dal flight

stupidario

LO STUPIDARIO

L’avevo promesso, e approfitto di questo momento di blocco scrivano per pubblicare alcune “perle di saggezza” barcarole, protagonisti non solo clienti ma (purtroppo) anche equipaggi. Non sono capitate tutte a me, alcune mi sono state riportate da colleghi/e. E’ opinione comune, confermata anche da conoscenze  che lavorano in aeroporto/stazione dei treni/terminal traghetti che il vacanziero-tipo prima di partire per le ferie lasci il cervello in ufficio per poi recuperarlo a vacanza terminata. Pare faccia parte del pacchetto all-inclusive: volo, barca, cambusa, equipaggio, gasolio e, perché no, neuroni in prestito.
Ecco alcune chicche, raggruppate per genere…. Più o meno.

Problemi di valuta:

“Vaifra ma gli EC (East Caribbean Dollars) che mi rimangono in banca me li cambieranno?” “No, ti conviene spenderli tutti perché valgono poco, al massimo se ne hai molti te li cambio io” “No grazie, li tengo, magari domani in Martinica mi servono”

Un cliente mi deve dei soldi per rimborso cambusa anticipata da me, gli do il resto e mi chiede: “ma gli Euro Italiani valgono uguale agli Euro Francesi?”

Itinerari confusi

 “Bellissime le Tobago Cays, ma quand’è che andiamo alle Grenadine?”

“Dove siamo?” “Bequia” “e fa parte dei Caraibi?” “sì” “Ma facciamo tutta la crociera ai Caraibi o vediamo anche altro?” “no, domani andiamo alle Seychelles e fra 3 giorni passiamo dalle Hawaii” “Davvero????”

Lo skipper ogni sera affigge il programma del giorno successivo. Una cliente: “peccato, domani non si può fare il bagno” “….eeehhh?? Perché dici così?” “…non l’ha scritto…”

“Bella Mustique, peccato solo che l’abbiano messa tanto a est!”

Al mattino: “oggi per pranzo ci fermiamo a Petit Nevis, e nel pomeriggio andiamo a Mustique” “Come hai detto che si chiama la prima tappa?” “Petit Nevis” “E stanotte dormiamo lì?”

“Ma Santa Lucia fa parte della Francia o dell’Inghilterra?” “No, è uno stato indipendente” “Ah… ma… indipendente da chi?”

Siamo tutti Masterchef
“mmmhhh, buono, cosa c’è dentro questo involtino?” “Vitello” “Ah…. E la carne che sento cos’è?” “Vitello…..”

“Oh, ma quello cos’è?” “Cosa?” “Quella cosa che stai pelando, che roba è??” “…dici il cetriolo???”

Ore 19.30: “Che profumo, cosa cucini?” “Risotto” “Buono, e per cena cosa c’è?” “Risotto…”

“Vaifra ma non ce l’hai lo zucchero in quadretti?” “No mi spiace, ma quello in polvere non va bene?” “non sappiamo dosarlo”

“cos’è questa?” “una caffettiera italiana” “e cosa la usi per fare?” “il caffè”

Giorno 1: “cos’è questo?” “planteur” “e come lo fai?” “sciroppo di granatina, rhum, bla bla bla”
Giorno 2: “cos’è questo?” “planteur” “e come lo fai?” “sciroppo di granatina, rhum, bla bla bla”
Giorno 3: “cos’è questo?” “planteur” “e come lo fai?” “sciroppo di granatina, rhum, bla bla bla”
 …
Giorno 10: “cos’è questo?” “planteur” “e come lo fai?”…..

“Vaifra l’hai comprato quel frutto grosso con le spine?” “Non ho presente di cosa parli….ma dove l’hai visto?” “In Indonesia” “Ok, ma qui siamo ai Caraibi” “Embè, non è uguale?”

“Cosa si mangia stasera?” “Ribs de porc” “E che pesce è?”

 “Cosa stai facendo? Perché spiaccichi le patate?” “Faccio il purè” “Con le patate!!!????!!!!”

al ristorante dei rasta: “ma pesce alla griglia che pesce mi danno?” “quel che hanno pescato oggi” La persona di fianco “ma pesce alla griglia che pesce è?”

“Vaifra dove metto lo zucchero?” “Tutto ciò che è prima colazione va in quel mobiletto lì” Ok. E i biscotti dove li metto?” “Sempre lì, tutto ciò che è prima colazione va in quel mobiletto lì” “Va bene. E i corn flakes dove li metto?”

Ananas, banane, manghi, maracuja, guyave…. “Da dove viene questa frutta?” “Produzione locale” “Ah, pensavo la importassero dalla Francia”

Un cliente italiano mi chiede camomilla, gli do tutto il cestino di thè, infusi, tisane eccetera; lo vedo che cerca un po’ poi mi dice “qui non c’è camomilla” “impossibile, sono sicura che ci sia, guarda meglio” “ti dico di no”. Vado a vedere e ci sono almeno 10 bustine, gliene do una e torno a quel che stavo facendo, lo sento dire “ah cavoli ma io che ne so che camomille è la camomilla, pensavo fosse una tisana diversa!!!”

Sono in cucina con 2 teste di aragosta sul tagliere, un cliente passa: “Cosa sono?” “aragoste” “ah, e le code?” “le avete mangiate a pranzo con la catalana” “davvero?”

Chiedo allo skipper (Superman) di mettere l’aragosta nell’acqua bollente perché io ho paura, si avvicina con fare da macho e prende la prima aragosta per le antenne, gli chiedo “sai fare vero?”, mi guarda come se non avessi capito con chi sto parlando: Superman!!!! Insisto: “scusa non voglio offenderti ma l’ultimo che mi ha detto sì sì poi si è ustionato tutto un braccio”. Posa l’aragosta, sparisce in cabina, e torna con jeans e cerata spiegandomi “sai, io non cucino mai in barca senza la cerata, è troppo pericoloso!” “infatti, anche io e tutte le mie colleghe siamo sempre in cerata!!!”

“Quanto mi piacciono i funghi….” Diceva mentre mangiava le olive….

“cos’è?” “guyava” “ed è buona?” “assaggia no?” “buona idea”

Capitani Coraggiosi
ai caraibi, dove c’è sempre vento costante da est: “questo skipper è proprio bravo che riesce sempre a metter la barca nella direzione giusta per vedere il tramonto dal pozzetto”

“se invertiamo il percorso facciamo meno miglia o è uguale?”

In navigazione: “skippeeeeeeeeer….. ma non si possono levare queste tende che mi fanno ombra???”

E quindi in inverno torni in Italia?” “no, siamo in gennaio, vedi che sono qui?” “sì ma qui è estate” “no, qui è inverno, siamo sempre nell’emisfero nord le stagioni sono uguali” “sì ma siamo dall’altra parte dell’Atlantico” “le stagioni cambiano dal nord al sud rispetto all’equatore” “ah, pensavo Greenwich”.

“Mi sento onorato della fiducia che lo skipper mi dimostra: è andato in bagno e ha lasciato il manubrio a me” (col pilota automatico….)

“Gino, devo virare, per favore spostati di lì” “ok, ma quando?”

Si incontra un Lagoon Power, e lo skipper spiega “Vedete, questa è la nuova gamma che Lagoon sta facendo, sono catamarani simili a questo ma a motore anziché a vela, vanno più veloci” “E da cosa capisci la differenza se è a motore o a vela?” “beh il fatto che non ci sia un albero e nemmeno un boma mi dà qualche indizio….”

“Dobbiamo partire, avete chiuso gli oblò nelle cabine?” “Si, tutti, ho lasciato aperto solo quello in basso così circola un po’ d’aria” “no, quello è l’uscita di emergenza” “lo so, lo so, ma stai tranquilla, non esco”

Skipper: “La barca all’ancora si mette sempre al vento” “E come fa a sapere da che parte tira il vento?”

Tornando su verso la Martinica affianchiamo St.Vincent. Un cliente “ma adesso vediamo l’altro lato di St.Vincent, non lo stesso che abbiamo visto all’andata” “no, siamo sempre sottovento all’isola, è lo stesso lato” “ma no, ora ce l’abbiamo a destra, invece mi ricordo che all’andata l’avevamo a sinistra….” (appunto)

Al mattino tardiamo perché per problemi elettrici i motori non vanno in moto, lo skipper scleratissimo lavora come un matto e finalmente riesce a sistemare qualcosa, quindi partiamo. Dopo un’ora di navigazione una cliente “Vaifra, ma se la barca non va, stanotte ci tocca dormire ancora qui?”

Non classificabili
Presentazione con i nuovi passeggeri: “da dove venite?” “conosci la Francia?” “si, un pochino la conosco” “Allora ok. Siamo di Parigi”

“Belle le targarughe, ma ne hanno messe troppe”

Un cliente al terzo giorno torna in barca dopo le escursioni ed è sempre perplesso. Non dice niente ma si vede che qualcosa lo disturba. Lo skipper gli chiede cos’ha, e lui risponde “Non sapevo che ai caraibi ci fossero così tanti immigrati di colore”

“Ho preso giusto il necessario!” diceva mentre caricava in barca 2 ombrelloni da spiaggia e la stampante/scanner/fotocopiatrice…

“La nostra hostess è proprio intelligente, pensa che sa fare il sudoku anche in norvegese!”

“Vaifra ti lascio questo libro, è molto bello” “Si grazie, l’ho già letto in Italiano ma mi fa piacere rileggerlo in Francese” “Ah, non sapevo che Stephen King scrivesse anche in Italiano”

Causa problemi di dissalatore decidiamo di comprare piatti e bicchieri usa e getta per risparmiare acqua. Becco una cliente che li sta lavando e mi dice “eh li lavo se no la spazzatura puzza…”

Spiego ad una cliente ustionata che l’indomani sarei andata a cercare l’Aloe Vera. Scettica, mi chiede che roba è, le spiego che è la pianta vera e naturale delle varie cremine  in tubetto che compra in farmacia spendendo fior di quattrini. L’indomani arrivo con una foglia di Aloe… mi osserva mentre ne taglio un po’ per far uscire il gel…. e mi chiede come faccio a richiuderla dopo l’uso!

A Bequia: “Vaifra qui c’è qualche gastronomia che fa la pastiera napoletana?” “Come no! Proprio di fianco al pasta fresca specializzato in tortellini….” “Davvero?????”

Primo giorno di crociera, ora aperitivo “Vaifra ti faccio un t-punch?” “no grazie non mi piace il t-punch”. Secondo giorno, ora aperitivo “Vaifra ti faccio un t-punch?” “no grazie non mi piace il t-punch”. Terzo giorno “Vaifra ti faccio un t-punch?” “no grazie, non mi piace il t-punch” DECIMO GIORNO “Vaifra ti faccio un t-punch?” (allora sei scemo davvero)

“La spazzatura organica va qui vero?” diceva mentre ci metteva una bottiglia di plastica…..

“in barca bisogna risparmiare acqua e corrente elettrica” “ma l’acqua solo quella fredda o anche quella calda?”

“che differenza c’è tra le lenzuola blu e quelle bianche?” “il colore”

Cliente a bordo, al terzo giorno di charter “Vaifra, tu nella vita che lavoro fai?”

Nello stesso charter, per 4 volte, la stessa persona: “e dopo di noi riparti subito?” “no, ho 4 giorni di riposo” “e rientri in Italia?”

“Vaifra ma anche i tuoi genitori sono Italiani o solo tu?”

“mi bastano 20 euro per andare al mercato?” “dipende da cosa hai intenzione di comprare”

Una cliente si sveglia al mattino mentre tutti gli altri stanno già facendo colazione, io sono dentro che chiacchiero con lo skipper mentre mangio qualche fetta biscottata con marmellata, lei passa di fianco al mio piattino e mi chiede che marmellata è, rispondo banana, lei prende il piatto e si accomoda a tavola con gli altri. Buongiorno eh, e grazie!

“Ho visto un sacco di animali che sembravano stelle marine, cos’erano?” “Stelle marine”



Ma lo scettro va senza ombra di dubbio a Nicole (non è il suo vero nome) per la quantità di perle regalatemi nel corso di una sola settimana di crociera:

Andiamo a fare cambusa e lei deve prendere gli abbeveraggi. Nella lista c’è scritto acqua naturale n.5, e lei prende 5 bottiglie. Siamo in 6 e partiamo per una settimana….

“Perché nella mia cartina di St.Vincent non c’è St. Lucia?”

“cos’è quello che stai tagliando? “sedano” “ah toh, si presenta così”

“cos’è questa cosa?” “melanzane” “e come le fai?” “al forno” “e come si mangiano?” “con la forchetta”

Taglio un’ananas, fuori era bella ma l’interno è completamente marcio, ne salvo 4 pezzettini in croce e spiego l’accaduto. Il giorno dopo taglio un’altra ananas, buona, la porto in tavola e lei “ma guarda che è buonissima, perché ieri dicevi che era marcia?”

Per andare al bbq in spiaggia alle Tobago Cays chiediamo servizio taxi per le 19, il ragazzo spiega che alle 19 non è possibile perché deve andare a consegnare della roba a Mayerau. E lei: “ma non possiamo andare con lui a Mayerau allora?”

“Cosa ci hai messo?” “olio, aglio, limone, prezzemolo” “ma il limone non lo spremi?” “….sì, certo che lo spremo” “eh va bè però se non me lo dici come faccio a saperlo”

Per l’aperitivo preparo un formaggio fuso con tutte le fettine di mela messe bene intorno per intingerle. E lei “ma va mangiato tutto insieme o sono due cose diverse?”

“Ma nell’insalata ci devo mettere anche l’aceto o solo l’olio?” “Ognuno si condisce nel suo piatto come preferisce” “Sì ma ci va l’aceto o no?” “Ti piace l’aceto?” “No” “allora non metterlo!” “Pensavo fosse obbligatorio….”

“Allora dimmi un po’, nella torta di mele cosa ci hai messo?” “Uova, zucchero, farina, burro, rhum, vaniglia, miele, lievito” “E le mele?” “beh certo” “eh cavolo ma me ne dici sempre la metà degli ingredienti!!!!”

“fai il pane?” “si” “fresco?” (no, mi piace farlo già rancido)

Sforno il pane, e 2 minuti dopo porto in tavola per l’aperitivo dei tranci di sedano con roquefort e noci. “è il pane che hai fatto tu?”

Al termine della crociera arriveremo in porto al mattino e dovrò incatenare un altro charter in giornata: “come fai sabato per i vestiti?” “li porto in lavanderia” “li porti venerdi?”

Compriamo l’aragosta viva e la faccio alla catalana. Due giorni dopo facciamo il barbecue di aragosta in spiaggia. Il giorno dopo “allora stasera mangiamo l’aragosta grigliata?” “no, veramnete il bbq l’abbiamo fatto ieri” “ah, e la nostra aragosta?” “l’abbiamo già mangiata 3 giorni fa” “tutta?” (beh, un’aragosta in 8 non è difficile da finire….)

“Ma nelle cabine equipaggio non c’è l’oblò?” “Come no, certo che c’è!” “….allora dev’essere solo dentro perché fuori l’ho cercato e non l’ho visto”

L’ultima mattina finiamo l’acqua, sparecchio la colazione ma lascio tutto nel lavandino. All’arrivo in porto mi chiede “ma come fai a lavare i piatti che siamo senz’acqua?” “beh  siamo in porto, qui l’acqua c’è” “vuoi una mano a portare i piatti sul pontile?” (no comment)


Nicole, grazie di esistere!!!!

quando si è invisibili

27  giugno 2013

Ci sono quei periodi in cui tutti ti cercano e tutti ti vogliono, sembra che il mondo non possa andare avanti senza di te, sei indispensabile a tutti e ovunque, la tua presenza è obbligatoria ai fini della buona riuscita di una cena (una festa, una riunione, un compleanno…..), ti cercano perfino persone che non sentivi da millenni, tutte adesso si ricordano di te, il tuo telefono rischia di fondere impazzendo di squilli, tutti ti reclamano e tutti ti cercano, vogliono chiacchierare con te o anche solo respirare la tua stessa aria, la tua aurea li fa sentire bene, la gente è felice della tua vicinanza e ad una cena fanno quasi a cazzotti per sederti vicino, se fai parte del pubblico di uno show il presentatore sceglie proprio te in mezzo a mille per andare sul palco, la gente quando la incontri ti salta al collo e ti fa le feste anche se non ti vedeva solo da mezzora, sei talmente al centro dell’attenzione che un tuo sospiro sovrasterebbe un concerto rock e ti servirebbero almeno 5 cloni per non deludere troppe aspettative.

Poi ci sono i periodi esattamente opposti.


Di buono c’è che può migliorare.