gli alsaziani urlanti




Mustique, 03 dicembre 2012


ore 06.30 a.m.




ore 08.00 

ore 12.00 
ore 20.00 (27 porzioni....)




Di nuovo in sella, ho fatto una settimana di nuovo sul maxi Dream stavolta riempito a dovere ma per fortuna ancora una volta sono incappata in un bel gruppo. 19 alsaziani classe 1957, quinquiennialmente (ma si dice così?) in gita in qualche angolo del pianeta, e stavolta sono toccati a me. Rumorosi che quasi rimpiango i ragazzi della settimana precedente, e poi dicono di noi Italiani…. Confesso che mi ci sono voluti quasi 2 giorni per apprezzarli perché il primo giorno – e anche il secondo – non li sopportavo proprio, erano pesissimi e pensavo di non farcela a reggere tutta la settimana: capisco l’entusiasmo, capisco la voglia di divertirsi, capisco tutto ma porca miseria sembrava non avessero altri argomenti che stare tutto il giorno intorno al bancone della cucina a rompere i maroni a me manco fossi il gioco della vacanza, quindi la mia reazione iniziale è stata dura: ho iniziato a cicchettarli e ad essere intransigente per ogni cosa, elasticità zero, li tenevo al loro posto e quando ci voleva non esitavo a rispondere a tono alle loro battute (ridendo ovviamente, ma certe frecciate che io stessa mi meravigliavo della faccia tosta che avevo a dire certe robe). E si sono calmati; il terzo giorno praticamente non ci siamo cagati pari fino al pomeriggio, e allora lì ho sortito tutta la mia gentilezza e professionalità, e dal quarto giorno in poi è stato un idillio tra me e loro, al punto che a fine charter ero sinceramente dispiaciuta di salutarli. 
the day after
C’erano due-tre elementi che ciao, con uno sguardo ci davamo il “la” e iniziavamo lo show quotidiano che andava avanti ad oltranza; mi sono ritrovata perfino sul bancone del bar a cantare a squarciagola Azzurro mentre intorno a me tutti tenevano il ritmo battendo le mani, e intanto guardavo i miei colleghi chiedendomi “ma dove sta scritto nel mio contratto che devo fare queste cose!!!!????”
Con Serge e Maelig tutto bene, abbiamo consolidato l’affiatamento di un mese fa e tutto è stato fluido, peccherò di presunzione a dire da sola che siamo un bell’equipaggio ma lo siamo davvero, e ora che io inizio la mia stagione vera con i charter già programmati in precedenza non avremo più modo di lavorare insieme, e questo è un grande peccato.
Anche questa settimana le risate si sono sprecate. Il 2012 è iniziato così così, è continuato di merda fino ad avere un picco sottoterra che dicevo di arrivare dall’altra parte del pianeta, ma la fine di questo anno sta andando alla grande, se tiene botta ancora un mese non lo annovero nemmeno tra le peggiori annate.
....almeno la foto è silenziosa....
E sabato ho incatenato: sbarcata dal maxi mi sono fiondata a fare la spesa per il nuovo charter; io ero in ritardo, i clienti sono arrivati in anticipo, morale della favola l’accoglienza non è stata delle più eleganti, ma sono cool e l’hanno presa sportivamente. Dopo sole 36 ore gli ho già misurato la pressione (ormai mi bastano 10 minuti per fargli i raggi x) e posso confermare la prima idea: mi piacciono, li tengo tutti i 10 giorni previsti. Ora sono a fare il pic-nic in spiaggia, e io mi trovo qui con 4 aragoste giganti che mi gironzolano intorno a cercare di scrivere questo post in attesa che lo skipper venga in mio soccorso, chi mi conosce sa che ho il terrore delle aragoste vive. Le preferisco in pentola, sono più gestibili.
Concludo il post con un saluto speciale specialissimo a mio babbo: da sempre diceva che una volta in pensione avrebbe occupato il tempo rendendosi utile per gli altri. Tra 3 giorni parte per uno sperduto angolo del Sahara in un campo volontariato, starà qualche mese o comunque il tempo necessario per dipingere una struttura di accoglienza e assistenza per bambini bisognosi di cure mediche, il tutto vicino all’ospedale già costruito e funzionante. Mi ha mandato le foto e le descrizioni del tutto, e nel leggere ho trattenuto a stento la commozione, è una cosa bella quella che questa organizzazione sta facendo e sono moltissimo orgogliosissima che mio babbo partecipi a questo progetto. Vai babbo, mi sa che nei prossimi mesi non riusciremo ad avere molti contatti ma ci rivedremo più avanti, sicuramente tornerai arricchito di nuove esperienze ed emozioni da trasmetterci!

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