Le Marin, 16 febbraio 2009
Perciò attenzione… concentrazione… ritmo e…. vitalità. Ho sempre un piede sul motore; devo dare di gas, voglio energia, metto carbone e follia…..(ma soprattutto) se mi rilasso….collasso!!! Mi manca l’aria e l’allegria... Dice così no?
Due settimane a manetta per le grenadine. Up-down-up-down senza stop e senza passare dal via. Giusto un veloce pit-stop a St.Lucia per sbarcare e reimbarcare. Almeno sono riuscita a passare una serata con Simon e a farmi un break (leggi:disintossicazione) dalla mia barca. Anche se il povero Simon non sarà stato felicissimo di passare la serata guardando un film di fianco a un relitto umano che se la ronfava sonoramente….Ma è un amico, mi capisce, mi perdona e mi vuole bene lo stesso.
La prima settimana è andata benissimo, un gruppo di 5 scatenate american girls (non proprio ragazzine all’anagrafe….ma con uno spirito da fare invidia!) con cui sono stata davvero benissimo. Forti, simpatiche, divertenti, quando al 3° giorno gli ho detto che erano nella mia personale top ten dei clienti in barca sono uscite di testa e han deciso di voler a tutti i costi entrare nella top five… e devo affermare che ci sono riuscite! Anche lo skipper è entrato nella mia top five….si ma dal basso!! Il greco più serioso ed ansioso dell’universo. Era arrivato circa una settimana prima e a terra era anche simpatico (????) ma poi l’ho conosciuto meglio. Elettroencefalogramma piatto. Nessuna attività celebrale. Mi dispiace esser così secca ma non posso fare a meno di dire le cose come van dette… E d’altra parte ricordo che anche a scuola non mi piaceva studiare gli antichi Greci, preferivo di gran lunga gli Egizi ed i Fenici… era già un segno! Il terzo giorno abbiamo avuto una discussione (eh, mi aveva fatto girare l’elica e gli ho spiegato un paio di cosette…..), dopodichè abbiamo trovato un accordo: lui iniziava a muovere il culo e io in cambio smettevo di lanciargli sguardi come lame rotanti di Mazinga Z. Ero talmente innervosita che gli ho fatto una sintesi istantanea del “decalogo della hostess”. In Greco. Antico. Da lì il suo neurone ha iniziato (ogni tanto) a risvegliarsi dal suo perenne stato di torpore e tutto è andato decisamente meglio. Non penso che sia nata un’amicizia ma la collaborazione è stata portata a termine pacificamente e positivamente con civile tolleranza da entambe le parti.
Diciamo che forse la prima settimana era un po’ sopraffatto dall’equipaggio tutto femminile, in effetti le girls erano davvero scalmanate, una figata di equipaggio, sempre ballare e cantare, sempre buonumore e allegria, e a lui questo non andava giù molto. Seriooooso. La seconda settimana invece avevamo una coppia a cui evidentemente mai nessuno ha spiegato i metodi contraccettivi inventati nell’era moderna, vista la quantità di figli che ha sfornato….e me li hanno portati tutti in barca (!). Tranquilli come possono essere un branco di bambini in vacanza, e con tutte le necessità alimentari del caso (leggi: dei gran spacca****), ma tutto sommato, anche se esigenti ai massimi livelli sono stati sempre gentili e molto educati, mai arroganti. Il più piccolino mi ha dato non pochi problemi sul fronte mangereccio: non so che problemi abbia a livello psiconutrizionale (roba ereditaria): mi chiedeva cibo con la stessa frequenza ed ansia con cui un tossicodipendente chiede roba, ad un certo punto non sapevo proprio più cosa fargli perché oltre ad avere mille allergie qualunque mia proposta veniva fermamente bocciata o da lui o dalla madre (e te pareva); se fosse sta
ta una partita a carte avrei affermato che avevo finito le briscole, rimanevano solo gli scartini… comunque il pargolo non è morto di fame e quindi anche su questo fronte tutto è finito bene.
Buffi gli americani, tutte le volte che ci ho a che fare mi fanno morire dal ridere, soprattutto (e torniamo lì) per quanto riguarda l’alimentazione. Semplicemente siamo diversi, abbiamo abitudini diverse e di conseguenza secondo me anche gli stomaci si sono sviluppati in maniera diversa. Merita una citazione la seguente frase dettami all’ora di pranzo in vista di una navigazione pomeridiana: “Vaifra io non mi sento tanto bene e non vorrei star male quindi non ti dispiace vero se non mangio? Magari dammi solo un po’ di pane con burro d’arachidi e un sacchetto di patatine. Ah, anche la maionese, grazie!”. Penso non ci sia bisogno di commentare
Sono solo stanca, ma felice di aver ricominciato finalmente a lavorare e di esser tornata alle mie grenadine. La seconda settimana a Tobago Cays c’è stato un simpatico quadretto che mi ha fatto sorridere: clienti e skipper spediti a fare il barbecue in spiaggia, io in barca con la scusa che qualcuno ci deve stare per forza….e finalmente relax!!! Giù in acqua subito subito, poi era ora di pranzo e mi stavo facendo un’amatriciana bella ignorante, alla faccia di Lady-mi-fa-schifo-tutto quando è passato Willy per salutarmi, poi è arrivato Dalo a chiedermi i soldi del barbecue, e vai tutti insieme a mangiare pasta! I piatti li ho fatti lavare a Dalo, almeno che faccia qualcosa! Poi mi ha fatto la cresta di 20 dollari sul lambi ma fa niente, non è lui se non tenta di fregarmi, e a volte ci riesce anche. .
Concludo questo post con il sondaggio del secolo: perché quando lavoro con skipper professionali non ci sono mai problemi di ancoraggio (Oddio, a volte può succedere di dover fare il secondo o anche il terzo tentativo, ma sono casi eccezionali, come pure arare… capita a tutti!), invece altre volte (come in questo caso) ogni ancoraggio conta almeno 6-7 tentativi e poi comunque si ara almeno un paio di volte al giorno? Per non parlare della notte… Ma lo sanno sti skipper che la hostess avrebbe anche altro da fare che star lì un’ora e mezza a tirar su e giù la catena? Il record personale della mia esperienza l’ho vissuto in questa crociera, con ben 3 arature in una mezza mattinata a Tobago, almeno 8 tentativi a Palm Island prima di fermarci, dopodiché 6-7 arature a distanza di circa mezzora l’una dall’altra, l’ultima addirittura quasi tragica: la barca che andava per i fatti suoi, io al comando che cercavo maldestramente di non sbattere contro i vicini (coi parabordi alla mano) e lo skipper perso alla deriva sul tender, a remi perché era l’appuntamento quotidiano tra cima ed elica, mentre cercava di recuperare la canoa che si era slegata dalla barca (strano). Fantozzi in confronto è un dilettante. Non credo sia colpa dell’ancora….Io una mia idea me la sono fatta perché vedo come manovrano la barca gli uni e gli altri durante l’ancoraggio, ma è anche vero che io non sono skipper, non so come si faccia… e quindi taccio. Ma mi pongo domande.
Ora desidero solo annegare lo stress in un mare di ti-punch e pina colada, ho deciso di diventare alcolista almeno quando mi ricapitano skipper di questo stampo posso ubriacarmi a morte e non pensarci troppo…. ma purtroppo vedi che son sfigata anche in questo? Il greco non mi ha permesso di prender nulla della cambusa rimasta, e qui in Martinica c’è lo sciopero quindi supermercati chiusi, difficoltà a trovare cibo, benzina ed altri generi necessari, figuriamoci l’alcool!!!
Perciò attenzione… concentrazione… ritmo e…. vitalità. Ho sempre un piede sul motore; devo dare di gas, voglio energia, metto carbone e follia…..(ma soprattutto) se mi rilasso….collasso!!! Mi manca l’aria e l’allegria... Dice così no?
Due settimane a manetta per le grenadine. Up-down-up-down senza stop e senza passare dal via. Giusto un veloce pit-stop a St.Lucia per sbarcare e reimbarcare. Almeno sono riuscita a passare una serata con Simon e a farmi un break (leggi:disintossicazione) dalla mia barca. Anche se il povero Simon non sarà stato felicissimo di passare la serata guardando un film di fianco a un relitto umano che se la ronfava sonoramente….Ma è un amico, mi capisce, mi perdona e mi vuole bene lo stesso.
La prima settimana è andata benissimo, un gruppo di 5 scatenate american girls (non proprio ragazzine all’anagrafe….ma con uno spirito da fare invidia!) con cui sono stata davvero benissimo. Forti, simpatiche, divertenti, quando al 3° giorno gli ho detto che erano nella mia personale top ten dei clienti in barca sono uscite di testa e han deciso di voler a tutti i costi entrare nella top five… e devo affermare che ci sono riuscite! Anche lo skipper è entrato nella mia top five….si ma dal basso!! Il greco più serioso ed ansioso dell’universo. Era arrivato circa una settimana prima e a terra era anche simpatico (????) ma poi l’ho conosciuto meglio. Elettroencefalogramma piatto. Nessuna attività celebrale. Mi dispiace esser così secca ma non posso fare a meno di dire le cose come van dette… E d’altra parte ricordo che anche a scuola non mi piaceva studiare gli antichi Greci, preferivo di gran lunga gli Egizi ed i Fenici… era già un segno! Il terzo giorno abbiamo avuto una discussione (eh, mi aveva fatto girare l’elica e gli ho spiegato un paio di cosette…..), dopodichè abbiamo trovato un accordo: lui iniziava a muovere il culo e io in cambio smettevo di lanciargli sguardi come lame rotanti di Mazinga Z. Ero talmente innervosita che gli ho fatto una sintesi istantanea del “decalogo della hostess”. In Greco. Antico. Da lì il suo neurone ha iniziato (ogni tanto) a risvegliarsi dal suo perenne stato di torpore e tutto è andato decisamente meglio. Non penso che sia nata un’amicizia ma la collaborazione è stata portata a termine pacificamente e positivamente con civile tolleranza da entambe le parti.
Diciamo che forse la prima settimana era un po’ sopraffatto dall’equipaggio tutto femminile, in effetti le girls erano davvero scalmanate, una figata di equipaggio, sempre ballare e cantare, sempre buonumore e allegria, e a lui questo non andava giù molto. Seriooooso. La seconda settimana invece avevamo una coppia a cui evidentemente mai nessuno ha spiegato i metodi contraccettivi inventati nell’era moderna, vista la quantità di figli che ha sfornato….e me li hanno portati tutti in barca (!). Tranquilli come possono essere un branco di bambini in vacanza, e con tutte le necessità alimentari del caso (leggi: dei gran spacca****), ma tutto sommato, anche se esigenti ai massimi livelli sono stati sempre gentili e molto educati, mai arroganti. Il più piccolino mi ha dato non pochi problemi sul fronte mangereccio: non so che problemi abbia a livello psiconutrizionale (roba ereditaria): mi chiedeva cibo con la stessa frequenza ed ansia con cui un tossicodipendente chiede roba, ad un certo punto non sapevo proprio più cosa fargli perché oltre ad avere mille allergie qualunque mia proposta veniva fermamente bocciata o da lui o dalla madre (e te pareva); se fosse sta
Buffi gli americani, tutte le volte che ci ho a che fare mi fanno morire dal ridere, soprattutto (e torniamo lì) per quanto riguarda l’alimentazione. Semplicemente siamo diversi, abbiamo abitudini diverse e di conseguenza secondo me anche gli stomaci si sono sviluppati in maniera diversa. Merita una citazione la seguente frase dettami all’ora di pranzo in vista di una navigazione pomeridiana: “Vaifra io non mi sento tanto bene e non vorrei star male quindi non ti dispiace vero se non mangio? Magari dammi solo un po’ di pane con burro d’arachidi e un sacchetto di patatine. Ah, anche la maionese, grazie!”. Penso non ci sia bisogno di commentare
Sono solo stanca, ma felice di aver ricominciato finalmente a lavorare e di esser tornata alle mie grenadine. La seconda settimana a Tobago Cays c’è stato un simpatico quadretto che mi ha fatto sorridere: clienti e skipper spediti a fare il barbecue in spiaggia, io in barca con la scusa che qualcuno ci deve stare per forza….e finalmente relax!!! Giù in acqua subito subito, poi era ora di pranzo e mi stavo facendo un’amatriciana bella ignorante, alla faccia di Lady-mi-fa-schifo-tutto quando è passato Willy per salutarmi, poi è arrivato Dalo a chiedermi i soldi del barbecue, e vai tutti insieme a mangiare pasta! I piatti li ho fatti lavare a Dalo, almeno che faccia qualcosa! Poi mi ha fatto la cresta di 20 dollari sul lambi ma fa niente, non è lui se non tenta di fregarmi, e a volte ci riesce anche. .
Concludo questo post con il sondaggio del secolo: perché quando lavoro con skipper professionali non ci sono mai problemi di ancoraggio (Oddio, a volte può succedere di dover fare il secondo o anche il terzo tentativo, ma sono casi eccezionali, come pure arare… capita a tutti!), invece altre volte (come in questo caso) ogni ancoraggio conta almeno 6-7 tentativi e poi comunque si ara almeno un paio di volte al giorno? Per non parlare della notte… Ma lo sanno sti skipper che la hostess avrebbe anche altro da fare che star lì un’ora e mezza a tirar su e giù la catena? Il record personale della mia esperienza l’ho vissuto in questa crociera, con ben 3 arature in una mezza mattinata a Tobago, almeno 8 tentativi a Palm Island prima di fermarci, dopodiché 6-7 arature a distanza di circa mezzora l’una dall’altra, l’ultima addirittura quasi tragica: la barca che andava per i fatti suoi, io al comando che cercavo maldestramente di non sbattere contro i vicini (coi parabordi alla mano) e lo skipper perso alla deriva sul tender, a remi perché era l’appuntamento quotidiano tra cima ed elica, mentre cercava di recuperare la canoa che si era slegata dalla barca (strano). Fantozzi in confronto è un dilettante. Non credo sia colpa dell’ancora….Io una mia idea me la sono fatta perché vedo come manovrano la barca gli uni e gli altri durante l’ancoraggio, ma è anche vero che io non sono skipper, non so come si faccia… e quindi taccio. Ma mi pongo domande.
Ora desidero solo annegare lo stress in un mare di ti-punch e pina colada, ho deciso di diventare alcolista almeno quando mi ricapitano skipper di questo stampo posso ubriacarmi a morte e non pensarci troppo…. ma purtroppo vedi che son sfigata anche in questo? Il greco non mi ha permesso di prender nulla della cambusa rimasta, e qui in Martinica c’è lo sciopero quindi supermercati chiusi, difficoltà a trovare cibo, benzina ed altri generi necessari, figuriamoci l’alcool!!!
Le Marin, 01 febbraio 2009
Partirò….su navi per mari che non ho mai veduto e vissuto..beh circa, ma oggi mi è venuta così.
Finalmente questo periodo di vacanza forzata volge al termine. Quest’anno avevo pensato di andarmene a zonzo per la Dominica, che tutti descrivono così affascinante e curiosa nella sua natura ancora selvaggia, ma si è reso necessario un cambio di programma causa mancanza fondi, quindi me ne sono stata tranquilla tranquilla ad annoiarmi in quel di Marin. In più, il tempo fa pure schifo, e questo non aiuta il morale… ma agevola il riposo. Una volta si diceva “venite ai caraibi, piove 10 minuti al giorno”, adesso è più corretto dire “venite ai caraibi, c’è il sole 10 minuti al giorno!”. Scherzo ovviamente, pur con il tempo brutto sto bene qui, sempre meglio che in mezzo alla nebbia padana, non faccio a cambio, grazie.
Un pochino mi sento sfigata: ho passato un periodo che mannaggia la miseriaccia me ne sono successe di ogni….niente di grave per fortuna ma tutta una serie di fantozziate che poco ci manca mi tocca cercare un esorcista! Per esempio... mi son fatta rubare la bicicletta. E non era neanche mia. Un nervoso che ci vuole in 5 a dirlo. Ma adesso basta, sembra che il momento storto sia finito e forse erano solo gli ultimi strascichi del 2008, sempre per il discorso che mi serviva quella fase negativa per prepararmi a vivere un magico 2009…. Sono pronta, quand’è che inizia il film? Popcorn in una mano, bicchiere di coca nell’altro, piedi comodamente accavallati sul tavolino, plaid, telecomando e gatto accovacciato a far le fusa, manca niente!
Volevo anche condividere pubblicamente la mia euforia mista eccitazione non senza qualche punta di entusiasmo per l’imminente partenza di Ira per le Seychelles, per il suo primissimo charter in veste di hostess. Skipper il povero Franceschino, che – inconsapevole - sarà segnato a vita da questa esperienza: per quanto io l’abbia messo in guardia, secondo me lui non ha compreso appieno le potenzialità esplosive di avere a bordo un vulcano di energia quale è Ira: con tutto il gas che ha addosso quella ribalta skipper, ospiti, barca ed isole tutte… chi non è mai stato alle Seychelles si sbrighi perché tra poche settimane cambierà l’assetto morfologico di tutto l’arcipelago… Comunque buffa la vita: Ira che è stata la mia maestra in tante e tante cose (quante volte agli inizi mi ispiravo a lei per preparare cose speciali per i miei ospiti) ora si è ascoltata tutti i miei piccoli consigli per lavorare al meglio in barca….buffa proprio la vita! E buffa io a dare consigli a lei! Mentre le esponevo le mie astuzie e strategie mi sentivo stupida perché pensavo: caspita, mica sto parlando ad una pivella da 4 soldi… sto parlando ad Ira…. voglio dire: sto dicendo ad una persona delle cose per le quali in origine io ho preso spunto proprio da lei!!!! Per lei era diletto, per me è diventato mestiere!!! Ok, con le mie elaborazioni e personalizzazioni, ma la base d’ispirazione era proprio la sua! Andrà tutto benissimo, sono sicura, e se Franceschino mi esce vivo da questa avventura lo eleggo skipper dell’anno!!!
Io crollo dal sonno, domani partenza e via: per la serie “mondo vario” in giro per le grenadine nelle prossime due settimane si vedrà un catamarano francese condotto da skipper greco con hostess italiana e clienti americani. Sembra l’inizio di una barzelletta. Magari lo sarà??? Ai posteri l’ardua sentenza.
Partirò….su navi per mari che non ho mai veduto e vissuto..beh circa, ma oggi mi è venuta così.
Finalmente questo periodo di vacanza forzata volge al termine. Quest’anno avevo pensato di andarmene a zonzo per la Dominica, che tutti descrivono così affascinante e curiosa nella sua natura ancora selvaggia, ma si è reso necessario un cambio di programma causa mancanza fondi, quindi me ne sono stata tranquilla tranquilla ad annoiarmi in quel di Marin. In più, il tempo fa pure schifo, e questo non aiuta il morale… ma agevola il riposo. Una volta si diceva “venite ai caraibi, piove 10 minuti al giorno”, adesso è più corretto dire “venite ai caraibi, c’è il sole 10 minuti al giorno!”. Scherzo ovviamente, pur con il tempo brutto sto bene qui, sempre meglio che in mezzo alla nebbia padana, non faccio a cambio, grazie.
Un pochino mi sento sfigata: ho passato un periodo che mannaggia la miseriaccia me ne sono successe di ogni….niente di grave per fortuna ma tutta una serie di fantozziate che poco ci manca mi tocca cercare un esorcista! Per esempio... mi son fatta rubare la bicicletta. E non era neanche mia. Un nervoso che ci vuole in 5 a dirlo. Ma adesso basta, sembra che il momento storto sia finito e forse erano solo gli ultimi strascichi del 2008, sempre per il discorso che mi serviva quella fase negativa per prepararmi a vivere un magico 2009…. Sono pronta, quand’è che inizia il film? Popcorn in una mano, bicchiere di coca nell’altro, piedi comodamente accavallati sul tavolino, plaid, telecomando e gatto accovacciato a far le fusa, manca niente!
Volevo anche condividere pubblicamente la mia euforia mista eccitazione non senza qualche punta di entusiasmo per l’imminente partenza di Ira per le Seychelles, per il suo primissimo charter in veste di hostess. Skipper il povero Franceschino, che – inconsapevole - sarà segnato a vita da questa esperienza: per quanto io l’abbia messo in guardia, secondo me lui non ha compreso appieno le potenzialità esplosive di avere a bordo un vulcano di energia quale è Ira: con tutto il gas che ha addosso quella ribalta skipper, ospiti, barca ed isole tutte… chi non è mai stato alle Seychelles si sbrighi perché tra poche settimane cambierà l’assetto morfologico di tutto l’arcipelago… Comunque buffa la vita: Ira che è stata la mia maestra in tante e tante cose (quante volte agli inizi mi ispiravo a lei per preparare cose speciali per i miei ospiti) ora si è ascoltata tutti i miei piccoli consigli per lavorare al meglio in barca….buffa proprio la vita! E buffa io a dare consigli a lei! Mentre le esponevo le mie astuzie e strategie mi sentivo stupida perché pensavo: caspita, mica sto parlando ad una pivella da 4 soldi… sto parlando ad Ira…. voglio dire: sto dicendo ad una persona delle cose per le quali in origine io ho preso spunto proprio da lei!!!! Per lei era diletto, per me è diventato mestiere!!! Ok, con le mie elaborazioni e personalizzazioni, ma la base d’ispirazione era proprio la sua! Andrà tutto benissimo, sono sicura, e se Franceschino mi esce vivo da questa avventura lo eleggo skipper dell’anno!!!
Io crollo dal sonno, domani partenza e via: per la serie “mondo vario” in giro per le grenadine nelle prossime due settimane si vedrà un catamarano francese condotto da skipper greco con hostess italiana e clienti americani. Sembra l’inizio di una barzelletta. Magari lo sarà??? Ai posteri l’ardua sentenza.
Le Marin, 20 gennaio 2009
Hey Dio….si si dico proprio a te, quello lassù, quello che tutto può e tutto vede. Ecco, ce l’avresti mica un momentino? No perché ti volevo dire che qui ci sono alcune cose che secondo me non vanno mica tanto bene eh…..credo che dovresti rivedere un attimo il software di questo mondo che va a rotoli… gente strana ci hai messo eh…. saran mica virus!!!!! Un bello spyguard no? A parte gli scherzi e le battute, sto bene. Davvero. Ho avuto qualche piccola sfiga ma niente di davvero problematico. Mi sono capitate anche tante cose fortunatissime, e mi concentro su queste. Sto ripensando ancora al soggiorno di babbo e Damiano qui, mi sembrano passati anni luce invece era solo 10 giorni fa che li ho salutati all’aeroporto….. Restano i ricordi e 800 foto, che ora mi metto con calma a sistemare. Comunque sono stata felicissima, non ho nemmeno parole per esprimere quanto era bello vederli qui, perfettamente inseriti anche se per un breve periodo. Basta, non ne parlo più se no mi commuovo… invece ho un’immagine da difendere io!!!

Finalmente un po’ di pace e tranquillità, dopo tutto il trambusto del post-arrivo, il pre-crocierona, il charter di capodanno, sistemata la logistica della mia persona dopo un paio di bidoni ricevuti (solito), si iniziano a tirare le somme dell’anno passato, direi che l’avvenimento più importante è stato il lungo viaggio dalla Polonia ai Caraibi: bilancio economico disastroso, bilancio umano decisamente in positivo, altra lezione di vita non indifferente che sta lasciando una profonda cicatrice che mai credo si rimarginerà. Ma mi chiedo: prima o poi diventerò intelligente anche io???? Vabbè prendiamola con filosofia e ripetiamoci la frase bellissima e verissima di Oscar Wilde che mi ha riportato Liù in una mail “l’esperienza è il tipo di insegnante più difficile: prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione”. Parole Sante. A proposito ne approfitto per salutare Liù e Giulio, personaggi conosciuti durante una vacanza nella mia vita precedente, mai più rivisti ma che a loro insaputa avevano lasciato dentro di me un segno: una chiacchierata a bordo piscina mi è girata in testa per anni tutte le volte che pensavo di cambiar vita e non trovavo il coraggio di mollare tutto, poi quando finalmente ho deciso li ho ricontattati per informarli e ringraziarli, e a distanza di anni sono stata piacevolissimamente sorpresa di sapere che sono affezionati lettori del mio blog. Queste son soddisfazioni e gioie vere.
A parte questi piccoli disguidi, attualmente la mia vita scorre felice dal lato morale, sono circondata da bella gente, la mia piccola famiglia d’oltreoceano ogni anno rivede gli stessi personaggi , ogni volta con qualche aggiunta… e qualche elemento assente, di cui comunque si hanno regolarmente notizie. Dopo una breve permanenza in montagna mi sono trasferita su una piccola barchetta che mi piace un mucchio, resterò qui a fare guardianaggio tra un charter e l’altro. Grazie Luca e Viviana, con la piccola Maya. Attualmente sto convivendo con Timo Miriam Fabio ed Elisa, che hanno la barca in secca. Siamo sempre tutti in compagnia ed è bellissimo ritrovarsi la sera tutti insieme anche con gli altri: Omero è sempre il mio Omero, guai a chi lo tocca, e lo stesso dicasi per G. In generale la penso così per tutti i miei amici ma in particolare per questi due (messaggio subliminale, chi è informato dei fatti accadutimi sa cosa intendo, e si regoli di conseguenza). Quest’anno grande confusione di nomi visto l’arrivo di Ghego, senza contare Ghighì (o come diavolo si scrive???).
Tra pochi giorni tutti iniziano a partire, anche io dopo gennaio
(in cui ormai so benissimo che è difficile trovare da lavorare) inizierò, e quest’anno grande soddisfazione a riempire l’agenda ancor prima di Natale, le agenzie iniziano a conoscermi ed apprezzare il mio lavoro, questa è la soddisfazione più grande, oltre al positivo risvolto economico di incassare finalmente qualche soldino. (Qui i messaggi subliminali si sprecano).
Vorrei spendere le ultime parole di questo post su un fatto curioso che ci sta divertendo: mia estate 2008 trascorsa a Muggiano, posto imboscatissimo e fuori dal mondo rispoetto tutti gli altri possibili porti in Mediterraneo. Fortuna ha voluto che in quel piccolo pontile trovassi vecchi amici quali Fabio con l’Elisa ed Edo prima con Benedetta poi con Michela, con cui passare l’estate, e già questo mi pareva una coincidenza fantastica. Poi arriva Omero, altra strana coincidenza, ma va bene. Poi arrivo qui ai caraibi con Edo e Michela e mi ritrovo a convivere con Fabio ed Elisa, c’è anche Omero, e già questo ci diverte. Ma cosa salta fuori? Che Ghego l’inverno scorso era stato a Muggiano x vedere la barca che poi ha preso Edo (e non si conoscono), Timo e Miriam hanno preso residenza lì, e poi ora non ricordo bene ma c’era stato anche qualcun altro di passaggio che aveva qualcosa a che fare con Muggiano. Da qui la frase “Muggiano caput mundi”…..altro che Roma!!!!!!
E’ tutto, per oggi non aggiungo altro anche perché ho da fare un sacco di cose. Il mio oroscopo 2009 dice che finalmente sarà un anno bello e costellato di bei cambiamenti nella mia vita. Non ho capito bene chi è in trigono con chi ma son curiosa di vedere cosa succederà, visto che sto tanto bene così cosa può succedermi di meglio? Ops, vuoi vedere che c’è qualcuno all’orizzonte? E chi è? Quando? Dove? Ma soprattutto: perché?
Hey Dio….si si dico proprio a te, quello lassù, quello che tutto può e tutto vede. Ecco, ce l’avresti mica un momentino? No perché ti volevo dire che qui ci sono alcune cose che secondo me non vanno mica tanto bene eh…..credo che dovresti rivedere un attimo il software di questo mondo che va a rotoli… gente strana ci hai messo eh…. saran mica virus!!!!! Un bello spyguard no? A parte gli scherzi e le battute, sto bene. Davvero. Ho avuto qualche piccola sfiga ma niente di davvero problematico. Mi sono capitate anche tante cose fortunatissime, e mi concentro su queste. Sto ripensando ancora al soggiorno di babbo e Damiano qui, mi sembrano passati anni luce invece era solo 10 giorni fa che li ho salutati all’aeroporto….. Restano i ricordi e 800 foto, che ora mi metto con calma a sistemare. Comunque sono stata felicissima, non ho nemmeno parole per esprimere quanto era bello vederli qui, perfettamente inseriti anche se per un breve periodo. Basta, non ne parlo più se no mi commuovo… invece ho un’immagine da difendere io!!!
Finalmente un po’ di pace e tranquillità, dopo tutto il trambusto del post-arrivo, il pre-crocierona, il charter di capodanno, sistemata la logistica della mia persona dopo un paio di bidoni ricevuti (solito), si iniziano a tirare le somme dell’anno passato, direi che l’avvenimento più importante è stato il lungo viaggio dalla Polonia ai Caraibi: bilancio economico disastroso, bilancio umano decisamente in positivo, altra lezione di vita non indifferente che sta lasciando una profonda cicatrice che mai credo si rimarginerà. Ma mi chiedo: prima o poi diventerò intelligente anche io???? Vabbè prendiamola con filosofia e ripetiamoci la frase bellissima e verissima di Oscar Wilde che mi ha riportato Liù in una mail “l’esperienza è il tipo di insegnante più difficile: prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione”. Parole Sante. A proposito ne approfitto per salutare Liù e Giulio, personaggi conosciuti durante una vacanza nella mia vita precedente, mai più rivisti ma che a loro insaputa avevano lasciato dentro di me un segno: una chiacchierata a bordo piscina mi è girata in testa per anni tutte le volte che pensavo di cambiar vita e non trovavo il coraggio di mollare tutto, poi quando finalmente ho deciso li ho ricontattati per informarli e ringraziarli, e a distanza di anni sono stata piacevolissimamente sorpresa di sapere che sono affezionati lettori del mio blog. Queste son soddisfazioni e gioie vere.
A parte questi piccoli disguidi, attualmente la mia vita scorre felice dal lato morale, sono circondata da bella gente, la mia piccola famiglia d’oltreoceano ogni anno rivede gli stessi personaggi , ogni volta con qualche aggiunta… e qualche elemento assente, di cui comunque si hanno regolarmente notizie. Dopo una breve permanenza in montagna mi sono trasferita su una piccola barchetta che mi piace un mucchio, resterò qui a fare guardianaggio tra un charter e l’altro. Grazie Luca e Viviana, con la piccola Maya. Attualmente sto convivendo con Timo Miriam Fabio ed Elisa, che hanno la barca in secca. Siamo sempre tutti in compagnia ed è bellissimo ritrovarsi la sera tutti insieme anche con gli altri: Omero è sempre il mio Omero, guai a chi lo tocca, e lo stesso dicasi per G. In generale la penso così per tutti i miei amici ma in particolare per questi due (messaggio subliminale, chi è informato dei fatti accadutimi sa cosa intendo, e si regoli di conseguenza). Quest’anno grande confusione di nomi visto l’arrivo di Ghego, senza contare Ghighì (o come diavolo si scrive???).
Tra pochi giorni tutti iniziano a partire, anche io dopo gennaio
(in cui ormai so benissimo che è difficile trovare da lavorare) inizierò, e quest’anno grande soddisfazione a riempire l’agenda ancor prima di Natale, le agenzie iniziano a conoscermi ed apprezzare il mio lavoro, questa è la soddisfazione più grande, oltre al positivo risvolto economico di incassare finalmente qualche soldino. (Qui i messaggi subliminali si sprecano).
Vorrei spendere le ultime parole di questo post su un fatto curioso che ci sta divertendo: mia estate 2008 trascorsa a Muggiano, posto imboscatissimo e fuori dal mondo rispoetto tutti gli altri possibili porti in Mediterraneo. Fortuna ha voluto che in quel piccolo pontile trovassi vecchi amici quali Fabio con l’Elisa ed Edo prima con Benedetta poi con Michela, con cui passare l’estate, e già questo mi pareva una coincidenza fantastica. Poi arriva Omero, altra strana coincidenza, ma va bene. Poi arrivo qui ai caraibi con Edo e Michela e mi ritrovo a convivere con Fabio ed Elisa, c’è anche Omero, e già questo ci diverte. Ma cosa salta fuori? Che Ghego l’inverno scorso era stato a Muggiano x vedere la barca che poi ha preso Edo (e non si conoscono), Timo e Miriam hanno preso residenza lì, e poi ora non ricordo bene ma c’era stato anche qualcun altro di passaggio che aveva qualcosa a che fare con Muggiano. Da qui la frase “Muggiano caput mundi”…..altro che Roma!!!!!!
E’ tutto, per oggi non aggiungo altro anche perché ho da fare un sacco di cose. Il mio oroscopo 2009 dice che finalmente sarà un anno bello e costellato di bei cambiamenti nella mia vita. Non ho capito bene chi è in trigono con chi ma son curiosa di vedere cosa succederà, visto che sto tanto bene così cosa può succedermi di meglio? Ops, vuoi vedere che c’è qualcuno all’orizzonte? E chi è? Quando? Dove? Ma soprattutto: perché?
Martinica, Le Marin, 10 gennaio 2009
…..Quanto tempo!
Dall’ultima volta che ho scritto è stato tutto un turbinio di fatti ed avvenimenti (leggi: STRESS) talmente intensi, veloci e serrati che non ho avuto nemmeno il tempo di pensarci. Ora calma. Relax. Pausa.
Sono successe tantissime cose, una molto spiacevole che mi lascia un grande amaro in bocca, e una serie di “piccoli” contrattempi, che comunque si sono risolti tutti quanti con una abbondante dose di buona volontà associata ad un importante lasciamo perdere.
Come solito il mio arrivo a Marin sembra sia destinato a non ricevere la migliore accoglienza, ogni anno ricevo qualche calcetto in culo, che comunque non fa mai male alla salute…. anzi prendendola con filosofia diciamo che rassoda e tonifica. Ma non mi scoraggio, tanto poi alla fine va sempre tutto bene no?
Fatto saliente del mesetto trascorso è che sono arrivati il babbo e Damiano, grandissima gioia all’aeroporto e confesso che quando li ho intravisti al di là dalla vetrata prima che loro vedessero me ho provato un moto di agitazione bestiale, mi sono emozionata tantissimo…. cavolo erano davvero arrivati entrambi, in Martinica, per me!
Il babbo che detesta i viaggi lunghi, non ama la vita di mare, non è mai stato in barca, non sa nuotare, non ama allontanarsi da casa per oltre una settimana……si è sobbarcato tutto questo per venire a trovarmi…. e forse anche per cercare di capire come vive questa sua figlia un po’ vagabonda e sempre più randagia!? 
E allora tanto per iniziare li ho catapultati immediatamente nel delirante caos prenatalizio e soprattutto precrocierona dei caraibi: tu vai all’aeroporto a prendere Mario, tu lava questa barca, poi andiamo a fare cambusa, poi traslochiamo, poi c’è da fare questo, poi quell’altro, insomma il solito sconfusionato casino, come dire….tutto a posto e niente in ordine!
Poi finalmente siamo partiti tutti quanti, ognuno per la propria crociera. Loro due li ho messi in ottime mani, per loro ho preferito andare sul sicuro assicurandogli una vacanza super ed indimenticabile, e con G. questa è una certezza, lui è il valore aggiunto di ogni crociera. Io ero su altra barca, ma comunque siamo riusciti a vederci spesso ed ero contentissima di vedere che andava tutto bene, l’equipaggio era positivo, il babbo si è divertito e ha vinto i suoi timori con l’acqua, insomma tutto è andato per il meglio.
Meravigliosa ed indimenticabile la mezzanotte di capodanno a Mayerau…. Io manco mi ero accorta dell’orario, sono arrivata per caso dove erano loro pochi minuti prima del brindisi (li avevo persi di vista da un po’, ma d’altra parte a Mayerau è piuttosto difficile non ritrovarsi), e il conto a rovescia ai caraibi con loro due, G e diversi altri amici qui in vacanza è stato un momento magico e quasi mi sentivo ubriaca dalla gioia senza aver ancora bevuto assolutamente nulla! E poi anche il fatto di esserci trovati tutti insieme a contare, persone di ben 4 compagnie diverse, gridare tutti insieme il 10-9-8-7-6-5-4-3-2-1-AUGURI, per me è stato fantastico e meraviglioso! Alla fine chi se ne frega chi è in vacanza con chi, siamo tutti qui per lo stesso identico motivo: divertirsi e stare bene!
Io di mio sono stata abbastanza bene: l’equipaggio era formato da persone gradevoli con un paio di elementi simpaticissimi che mi facevano schiantare dal ridere: stella di punta senz’altro è stata Lisa, segnalerei il suo umorismo a tutti i produttori comici, quella ragazza è un talento naturale!
Sono stata molto felice anche di rivedere vecchie facce amiche delle grenadine: allora, Dalo è sempre il solito disgraziato che prima mi dice che è diventato serio e ha smesso di andare alle feste perché ora va solo in chiesa (?),
poi subito dopo mi tira un pacco tremendo sul tonno. E tanto per non smentirsi mi dice che basta, tra noi due è finita perché lui non vuole una donna che gli crea tanti problemi come invece faccio io, dice che vuole una moglie docile e obbediente e quindi non sono io. Mi tocca pure fare un po’ la scena della dispiaciuta, mannaggia proprio ora che mi stava convincendo e gli ho portato perfino il babbo lui cambia idea, questa proprio non ci voleva. Dopodichè nemmeno passano 10 minuti e mi telefona passandomi una ragazza italiana che mi dice “signora qui c’è suo marito che ci vuole vendere 7 aragoste a mille ec-dollars, mi dica lei da connazionale a connazionale se è questo il prezzo di mercato” e io a mentire spudoratamente per non fargli perdere l’affare a questo maledetto delinquente bugiardo e truffaldino.
Purtroppo c’è stato un incidente, Jean Claude al ritorno dal barbecue a tobago ha picchiato contro un’altra barca e le 3 ragazze a cui stava dando un passaggio si sono molto spaventate. Tra di loro Laura, l’amica di Ira. Per fortuna nulla di grave, ma ci sono rimasta davvero male soprattutto perché io quel tragitto l’ho fatto chissà quante decine di volte e quindi ero tranquilla e serena a dire alle ragazze “tranquille, andare coi barchini è come un giro a gardaland!”. Era stata una serata da lupi, il barbecue in spiaggia è saltato causa pioggia torrenziale, e io ero stata in giro inzuppata fino al midollo sia di pioggia che di acqua di mare a dare una mano a Jean Claude prima per l’organizzazione del cibo e poi per la delivery vera e propria, ogni barca “voi quante aragoste? Dateci un tegame per le verdure!” e lui che spadellava cucchiaiate di verdure meglio che la Camst! Poi ha riaccompagnato me da Joe Pach dove c’era anche il mio equipaggio, è stato un po’ li con noi a fare la scena del rastone che chiede di alzare la musica ma non cambiare il cd (era reggae, chiaro che gli piaceva!), poi è partito con le ragazze alla volta di Union e lì… tracchete… sbam!!!! L’importante è che non ci siano stati feriti, il resto sono dettagli.
Il rientro in Martinica in barca con G e i miei due uomini è stato qualcosa di splendido ed indimenticabile, più lo conosco più confermo sempre più che quel ragazzo ha non una bensì due marce in più, non ho parole per descrivere la persona meravigliosa ed incredibile che è.
Gli ultimi giorni di permanenza de i miei sono passati piacevolmente ed allegramente tra una grigliata con gli amici ed una birra al mango, un giro alla distilleria di rhum ed un pomeriggio in ospedale per delle lastre: mannaggia, babbo era caduto ed ha dovuto aspettare vari giorni il rientro in martnica con una mano gonfia il doppio dell’altra, comunque nulla di grave, solo una fratturina che comunque gli ha portato come conseguenza il richiamo di tutte le attenzioni delle donzelle di bordo, che lo hanno preso in cura e stracoccolato all’ennesima potenza: c’è addirittura chi mormora che abbia fatto apposta a farsi male….

Sono contentissima che siano stati qui, sono contentissima che Damiano abbia finalmente vissuto l’esperienza della flottiglia (che per me è bellissima), e sono contenta che il babbo abbia finalmente provato a metter piede in barca; sono felice anche che ci sia stato tempo per noi qui in Martinica e sono quasi commossa di come han legato bene con la “mia gente”, le persone con cui divido la mia vita quando sono qui, e che abbiano visto e spero compreso perché adoro tanto questa vita, fatta di incognite per il futuro ma di certezze per quanto riguarda gli affetti, che a volte sono solo a spot ma sempre e comunque sinceri, alcuni amici ormai pilastri della mia esistenza ed altri invece new entry, ma non per questo meno importanti o sentiti.
Ieri sono ripartiti, il babbo come souvenir dei caraibi si porta a casa un gesso
ovviamente firmato da tutta la mia famiglia caraibica… e se non li arrestano per traffico illegale di salsine piccanti dovrebbero arrivare a casa oggi mentre pubblico questo post. Io mi sono trasferita momentaneamente in montagna, l’unico rumore che si sente sono rane e grilli…..spettacolare! Oggi metto l’interruttore su off e non cercate Vaifra perché per qualche giorno non c’è per niente e per nessuno!
…..Quanto tempo!
Dall’ultima volta che ho scritto è stato tutto un turbinio di fatti ed avvenimenti (leggi: STRESS) talmente intensi, veloci e serrati che non ho avuto nemmeno il tempo di pensarci. Ora calma. Relax. Pausa.
Sono successe tantissime cose, una molto spiacevole che mi lascia un grande amaro in bocca, e una serie di “piccoli” contrattempi, che comunque si sono risolti tutti quanti con una abbondante dose di buona volontà associata ad un importante lasciamo perdere.
Come solito il mio arrivo a Marin sembra sia destinato a non ricevere la migliore accoglienza, ogni anno ricevo qualche calcetto in culo, che comunque non fa mai male alla salute…. anzi prendendola con filosofia diciamo che rassoda e tonifica. Ma non mi scoraggio, tanto poi alla fine va sempre tutto bene no?
Fatto saliente del mesetto trascorso è che sono arrivati il babbo e Damiano, grandissima gioia all’aeroporto e confesso che quando li ho intravisti al di là dalla vetrata prima che loro vedessero me ho provato un moto di agitazione bestiale, mi sono emozionata tantissimo…. cavolo erano davvero arrivati entrambi, in Martinica, per me!
Io di mio sono stata abbastanza bene: l’equipaggio era formato da persone gradevoli con un paio di elementi simpaticissimi che mi facevano schiantare dal ridere: stella di punta senz’altro è stata Lisa, segnalerei il suo umorismo a tutti i produttori comici, quella ragazza è un talento naturale!
Sono stata molto felice anche di rivedere vecchie facce amiche delle grenadine: allora, Dalo è sempre il solito disgraziato che prima mi dice che è diventato serio e ha smesso di andare alle feste perché ora va solo in chiesa (?),
Purtroppo c’è stato un incidente, Jean Claude al ritorno dal barbecue a tobago ha picchiato contro un’altra barca e le 3 ragazze a cui stava dando un passaggio si sono molto spaventate. Tra di loro Laura, l’amica di Ira. Per fortuna nulla di grave, ma ci sono rimasta davvero male soprattutto perché io quel tragitto l’ho fatto chissà quante decine di volte e quindi ero tranquilla e serena a dire alle ragazze “tranquille, andare coi barchini è come un giro a gardaland!”. Era stata una serata da lupi, il barbecue in spiaggia è saltato causa pioggia torrenziale, e io ero stata in giro inzuppata fino al midollo sia di pioggia che di acqua di mare a dare una mano a Jean Claude prima per l’organizzazione del cibo e poi per la delivery vera e propria, ogni barca “voi quante aragoste? Dateci un tegame per le verdure!” e lui che spadellava cucchiaiate di verdure meglio che la Camst! Poi ha riaccompagnato me da Joe Pach dove c’era anche il mio equipaggio, è stato un po’ li con noi a fare la scena del rastone che chiede di alzare la musica ma non cambiare il cd (era reggae, chiaro che gli piaceva!), poi è partito con le ragazze alla volta di Union e lì… tracchete… sbam!!!! L’importante è che non ci siano stati feriti, il resto sono dettagli.
Il rientro in Martinica in barca con G e i miei due uomini è stato qualcosa di splendido ed indimenticabile, più lo conosco più confermo sempre più che quel ragazzo ha non una bensì due marce in più, non ho parole per descrivere la persona meravigliosa ed incredibile che è.
Gli ultimi giorni di permanenza de i miei sono passati piacevolmente ed allegramente tra una grigliata con gli amici ed una birra al mango, un giro alla distilleria di rhum ed un pomeriggio in ospedale per delle lastre: mannaggia, babbo era caduto ed ha dovuto aspettare vari giorni il rientro in martnica con una mano gonfia il doppio dell’altra, comunque nulla di grave, solo una fratturina che comunque gli ha portato come conseguenza il richiamo di tutte le attenzioni delle donzelle di bordo, che lo hanno preso in cura e stracoccolato all’ennesima potenza: c’è addirittura chi mormora che abbia fatto apposta a farsi male….
Sono contentissima che siano stati qui, sono contentissima che Damiano abbia finalmente vissuto l’esperienza della flottiglia (che per me è bellissima), e sono contenta che il babbo abbia finalmente provato a metter piede in barca; sono felice anche che ci sia stato tempo per noi qui in Martinica e sono quasi commossa di come han legato bene con la “mia gente”, le persone con cui divido la mia vita quando sono qui, e che abbiano visto e spero compreso perché adoro tanto questa vita, fatta di incognite per il futuro ma di certezze per quanto riguarda gli affetti, che a volte sono solo a spot ma sempre e comunque sinceri, alcuni amici ormai pilastri della mia esistenza ed altri invece new entry, ma non per questo meno importanti o sentiti.
Ieri sono ripartiti, il babbo come souvenir dei caraibi si porta a casa un gesso
Le Marin, 15 dicembre 2008
Eccomi a casa. L’arrivo è stato molto intenso a livello di emozioni: tutto il sunrizzo alla fine è dovuto venire in territorio europero per motivi di visti vari, Simon è venuto su da St.Lucia in barca….rivederlo a distanza di un anno esatto nello stesso parcheggio in cui ci siamo salutati l’anno scorso è stato davvero emozionante. Peccato il momentaccio: stavo passando 5 minuti davvero brutti e avrei preferito accoglierlo con più entusiasmo, stessa cosa dicasi per zia Michela, ma a volte ci sono emozioni incontrollabili talmente forti che non ci permettono di avere un comportamento gioioso. Questione di 5 minuti poi ci si calma, anche se certo chi arriva proprio in quei 5 minuti non ha una gran bella immagine…. E io che i 5 minuti li ho veramente di rado, una volta che li ho avuti ho fatto l’en plain con 2 persone, manco una sola….. evviva, ma le cose è sempre meglio farle in grande no?
Bellissimo anche rivedere il mitico G, sempre in forma, e ho avuto tante feste da parte di tutti quelli che incontravo, cena dalla paciarotta e poi sistemazione temporanea con Michela da Omero, gentile come sempre.
Mi è pianto il cuore separarmi dai ragazzi: Samuela alla fine mi è piaciuta tantissimo e mi mancherà, non volevo più staccarmi da Vitto e con Edo….beh, è un grande comandante sotto ogni punto di vista, che altro aggiungere?Simon lo rivedrò spesso nei prossimi mesi quindi anche se avrei voluto passare più tempo con lui non è stato così traumatico salutarlo.
Ormai son 4 giorni che sono in territorio martinichese: trovata sistemazione terricola con Michela presso un amico dell’anno scorso, aiutata e assistita da alcune persone veramente gentili sia per trovar casa che per spostamenti vari, distribuzione cv eccetera….. Diciamo che confronto all’anno scorso l’accoglienza è stata decisamente migliore!
Stamattina al mango bay non potevo credere ai miei occhi: Alvaro e Poncha, una coppia di spagnoli conosciuti a Valencia lo scorso anno! ……Piccolo il mondo….. E tramite loro dopo nemmeno 3 ore Michela era a fare la day worker su una barca indicata da loro! Ancora una volta grazie a Dio esistono persone gentili. Io ho iniziato a fare i miei millequattrocento giri burocratici tra sistemazione documenti francesi e ricerche di imbarco per la stagione, saluti vari e quant’altro. Faticosa la vita caraibica!
Siamo arrivati, tutto bene e bisogna organizzarsi. Come solito idee poche ma confuse. Prima sistemazione (tanto per non perderci di vista dopo 6 settimane di convivenza forzata) una camera d’hotel con 3 letti singoli: la formazione per la prima notte è stata la seguente, da destra verso sinistra: Michela in mezzo letto, Samuela nell’altro mezzo, Edo nel letto seguente in stile pelle d’orso, Vittorino, ed infine io modello geco attaccata al muro. Il secondo giorno si è liberata una stanza e ci siamo divisi, già ci sentiamo lontani. Per fotuna non ci manca la confidenza tra noi:
Domani finalmente sarà Martinica, io mi fermo là ed il Sunrizzo inizierà a sfaldarsi. Michela probabilmente resta con me mentre Edo Vitto e Samuela vanno a passare qlc giorno di vacanza a St.Lucia con Simon.

Boh. Vedremo cosa ci riserva il futuro.
TRASFERIMENTO SEAZEN DANZICA/ANTIGUA – PARTE TERZA – L’ATLANTICO

22 novembre 2008 - partenza
Buongiorno Atlantico! Partiti stamattina all’alba direttamente di ritorno da una nottata di bagordi (quanno ce vò ce vò!). Un po’ cotti ma eravamo tutti concordi che era meglio partire subito piuttosto che dormire un paio d’ore scarse. Pertanto come primo giorno la barca pareva deserta: uno a turno di guardia e gli altri a dormire. La sosta a Tenerife è andata bene, zero tempo per fare i turisti e sempre di corsa ma alla fine la lista dei lavori da fare l’abbiamo spuntata quasi tutta, restano un paio di cose che potremo fare anche in navigazione. Quel poco che abbiam visto di Santa Cruz ci è piaciuto tanto e chissà magari in altra occasione saremo meno di fretta e potremo vedere di più. Abbiamo anche incontrato degli amici di Edo, gente che io non conoscevo ma conosciamo un botto di gente in comune e come da prassi ci siamo scambiati informazioni su pinco e pallino, dove sono, che fanno e come stanno; qui anche se non vedi e non senti gente da mesi resti sempre comunque aggiornato, radio mare trasmette in tutto il mondo e conta veramente parecchi affezionati!
Quindi adesso è atlantico puro in orizzontale, il verticale è finito.
Ah, non siamo più in 4 bensì in 5: siamo stati raggiunti da Samuela, la fidanzata di Edo, e ne sono contenta: è simpatica, sveglia, allegra e si è subito inserita bene nel gruppo.
24 novembre 2008 – giorno 3
Todo bien, tranne il vento che è assente. Ieri prima lezione di pesca per noi 3 ragazze. In aula (sul flight) per la prima parte teorica (preparazione lenza) vigevano indisciplina e disattenzione e infatti non abbiamo capito niente visto che tutte e 3 abbiamo fatto le nostre belle cagatine. Ancora non abbiamo pescato niente e comunque non si è ancora capito cosa c’è in palio per questa gara di pesca. Niente. Contiamo su Vitto, che ci procacci il cibo.
Si si, anche quest’anno bell’equipaggio, mi ritengo fortunata. In giro senti storie di gente che si fa l’atlantico con degli equipaggi allucinanti: dall’armatore che non vuole sentire musica MAI al comandante che esige che chi è di guardia venga isolato ed ignorato dagli altri per non distrarsi….ma che, siam matti?
Noi qui si lavora ma si ride, si gioca, si scherza, si suona e si canta…si fanno pure le risse (ovviamente per gioco ma certi lividi!!!) e devo fare una nota sulla delicatezza di Edo: come king kong (ma va bene anche paragonarlo a hulk) ha una forza sovrumana, che non sa dosare, così una semplice pacca sulla spalla se viene da parte sua te ne accorgi subito perché ti sembra che ti sia passato sopra un camion con il rimorchio e tutto. Poi avesse le manine piccole…..macchè: coi due badili che si ritrova ti rimane il segno della manata su mezza schiena, per non parlare poi di quando mira alle gambe, e non uso il plurale a caso perché lui non ce la fa a prenderne solo una: con una manata le becca entrambe… e ti rovina. Direi che Dio li fa poi li raggruppa per fisico: Edo, Vitto e Simon (che ci aspetta ai caraibi e non vedo l’ora di rivederlo), 3 giganti, diversissimi per carattere eppur così amici tra loro….mi ci sono affezionata tantissimo! 
Vorrei fare una descrizione della tappezzeria da urlo nella nostra abitazione galleggiante: come ho già detto è bellissima, o perlomeno a me piace molto, ma dovendo consegnarla in condizioni più che perfette abbiamo ricoperto col millebolle tutti i mobili ed il suolo. Per ricoprire i divani a Danzica non abbiamo trovato niente di meglio che degli asciugamani orribili con dei colori flash, ovviamente uno diverso dall’altro, e la nostra tavola con tovaglia arancione dà quel tocco di kitch che mancava all’insieme. Ora che iniziamo a stare a piedi nudi dovevamo risolvere il problema pavimento e seggiolini, la plastica non va tanto bene; Per finire in bellezza il nostro lavoro di arredo interno abbiamo scelto tessuti nuovamente di colori diversi: pavimento bicolor, sgabelli ovviamente diversi tra loro….insomma l’insieme è quasi imbarazzante. Una nota particolare al seggiolino di comando, ricoperto con un’improvvisata federa ricavata da uno scampolo di tessuto a righe, cucita col filo da vele. La tovaglia inizia a presentare macchie che riassumono i nostri menu dell’ultimo mese, e le due righe di scotch per tenerla ferma continuano ad arricciarsi. Siamo ai limiti del terrificante.
Forse riusciamo a salvare il bonsai che era a bordo bello rigoglioso quando siamo arrivati. Si sono tanto raccomandati di averne la massima cura: “se la barca affonda pazienza…. ma il bonsai……”. Ribattezzato Nino, spostato in luogo sicuro per non correre il rischio che cadesse durante la prima parte turbolenta di viaggio, è successo che….come dire… un po’ ce ne siamo dimenticati. Ha richiamato la nostra attenzione diventando più giallo che verde, quindi ora l’abbiamo rimesso al suo posto originale, sul bancone, e l’abbiamo annaffiato abbondantemente con una pasticca di multimivitamine sciolta nell’acqua: sembra che funzioni.
25 novembre 2008 – giorno 4
Nottataccia a bordo di Seazen II, mare mosso al traverso e botte da orbi ma tutto sotto controllo.
A Tenerife abbiamo comprato una radio ricevente per ssb, anche oggi ho provato di nuovo a captare l’appuntamento radio con Grande Laguna alle 13.30 UTC, riesco a sentire sia Omero che Eugenio ma la ricezione è troppo disturbata per capire cosa dicono, dove sono e che vento hanno.
Andiamo avanti.
29 novembre 2008 – giorno 8
Qualche problemino alla barca ci ha tenuti impegnati, niente di grave ma ridendo e scherzando abbiamo ritenuto opportuno prendere ulteriori misure di sicurezza. Spenderei ancora due parole di elogio per la competenza e la bravura di Edo e Vitto, ma non lo faccio se no divento noiosa e ripetitiva. Dirò solo che le partite a Monopoli stanno diventando pericolose:
ancora un po’ e finiamo a scazzottate, peggio dei bambini…. Continuano le risse e rivedendo i filmati fatti finora non ce n’è uno in cui non ci picchiamo. Di solito Edo contro tutte, ce ne dà tante che siamo nere non di abbronzatura bensì di lividi. Abbiamo iniziato la produzione di pane e pizza, finalmente si comincia anche a pescare, al mattino ci sono le sedute di ginnastica, si prende il sole e tutto procede come da copione. Continuano le lezioni di vela e manovramenti: ora che c’è anche Samuela (totalmente digiuna di tutto in quanto è la prima volta che mette piede in barca) quando c’è da fare qualcosa i ragazzi fanno fare a noi 3: io o Michela a turno coordiniamo il lavoro da fare e tutte e tre insieme si fa, mentre i ragazzi osservano, controllano, coreggono….ma soprattutto sfottono chiamandoci ciurma Brancaleone.Soprattutto quando c’è da ammainare il gennaker: se fa Vitto da solo lo tiene con una mano, se siamo noi ci dobbiamo attaccare tutte e 3 insieme per non farci portare via, e loro ridono come pazzi a prenderci per i fondelli. Ma un giorno li picchieremo.
30 novembre 2008 – giorno 9
A bordo non mancano allegria e risate. Anche nei momenti difficili si sdrammatizza con battute e baggianate, stiamo allenando bene la muscolatura facciale a forza di ridere. Per esempio oggi parlerò un po’ dello Sceriffo Vittorino: come già detto precedentemente, è un personaggio irreale, tra di noi ci diciamo che non è colpa sua… lo disegnano così! Fa morir dal ridere con le sue uscite e i suoi filosofismi, riesce a parafrasare ogni cosa a modo suo: dai grandi autori come Umberto Eco ai cantautori come Ligabue senza trascurare i vari Socrate e Dante. Poi ogni giorno, di solito durante la cena ma può capitare che il momento venga anticipato o posticipato, c’è la
rubrica quotidiana “l’angolo del capitone”, che a volte diventa “chiedete al capitone”: se tu chiedi a Vittorino cose ovvie che hanno una risposta precisa, lui non risponde e magari nemmeno ti ascolta. Ma prova a fargli domande cosmiche a cui nemmeno i maggiori scienziati del mondo sanno rispondere, oppure fagli quesiti impossibili, in qualsiasi campo e qualsiasi materia: lui sa. E ti risponde con delle logiche tutte sue che comunque non fanno una piega e ti chiedi se per caso non sia proprio come dice lui. In questo viaggio per esempio ci ha messo in testa che il tonno polacco fa venire i capelli a spazzola… Inutile cercare di spiegare o di capire: è lui, è così, e gli vogliamo bene proprio per queste sue stramberie illogicamente geniali. Oggi ha aggiustato una pompa dell’acqua che faceva i capricci, ci ha lavorato un po’ con le mani e molto con la psicologia: una volta riparata ci ha spiegato il problema e la soluzione, come un medico che fa la sua diagnosi e la spiega ai parenti. Noi ridevamo, però c’è da dire che mò funziona. Secondo me lo sceriffo è una persona spettacolare e al mondo ce ne vorrebbero di più come lui.
01 dicembre 2008 – giorno 10
Si naviga sempre col freno tirato ma si avanza. Oggi mare al traverso….wow, giusto per non perdere l’abitudine a stare con l’orecchio attento ai colpi sotto. Facciamo 6,5 nodi e tutto scossa, si apre, cade, bim bum badabam, un casino…… cose assolutamente irrisorie come cieletti che si staccano, maniglie che ci restano in mano, gavoni che chiudono male,ma tutto ciò è normale: la barca è nuova e nelle prime navigazioni tutto deve assestarsi. Si, ma di questo passo va a finire che gli consegnamo veramente solo il bonsai! Intanto ci teniamo occupati col bricolage: aggiusta di qua, aggiusta di là, incolla qui, metti una vite lì….
Stamattina che non si è rotto niente abbiamo fatto giornata parrucchiere: la settimana scorsa mi sono esercitata coi capelli di Michela da spuntare, oggi è toccato ai due capitoni: prima Vitto, che ad ogni colpo di forbice mi brontolava “lo sapevo io che a forza di mangiare tutto quel tonno polacco mi venivano i capelli a spazzola!” e il ridere non mi agevolava molto il lavoro, comunque il risultato è ottimo: da tutto spintacciato che era adesso sembra solo un narcotrafficante; a seguire Edo, che è il mio cliente più affezionato: tutta estate a tagliargli i capelli impossibili che si ritrova, ma devo dire che la cosa mi sta appassionando e poi come si dice….impara l’arte e mettila da parte no?
L’unica che non è passata sotto le mie mani è Samuela ma i suoi capelli devo dire che un po’ mi spaventano e non mi azzardo….vedremo.
04 dicembre 2008 – giorno 13
Finchè non c’è troppo vento tutto procede tranquillo, la vita quotidiana scorre serenamente lavorando, tra un pesce e un avvistamento di delfini, un gioco ed uno scherzo. Ieri abbiamo giocato agli acciai, oggi invece il passatempo pomeridiano è stato la gara a squadre del “facciamo benzina”. Ho perso in acqua la mia macchinetta fotografica e per il resto non ci sono grandi avvenimenti da segnalare. Sto bene, questo equipaggio mi piace e temo un
po’ l’arrivo a terra, previsto tra pochi giorni… come solito tutto da vedere. In effetti avevo un po’ nostalgia dell’avventura. Siamo messi così tutti e 5, fino a che non saremo coi piedi a terra nessuno ha un programma ben definito, tutto da vedere e da inventare, mille possibilità con mille forse e mille incognite. Simon ci aspetta anche se non si è capito dove. Di sicuro non ci ammazziamo di noia. In questa traversata ho avuto pochissimi momenti di riflessione, poche volte mi sono incantata a guardare il mare perdendomi nei miei pensieri. Di questo incolpo la barca, troppo confortevole invita a passare il tempo libero comodamente spaparanzati sul divano piuttosto che fuori; Ma come si diceva a cena a Tenerife tra un chupito e l’altro, noi con questa vita che abbiamo scelto viviamo intensamente perché non sappiamo mai dove saremo domani, vediamo posti e persone sempre diversi, dobbiamo per forza sviluppare il nostro spirito di adattamento a situazioni ed ambienti sempre nuovi… se no è finita; ci dobbiamo continuamente arrangiare e anche questo aiuta il cervello e lo spirito a tenersi in forma; e non sappiamo mai dove andremo ma andiamo lo stesso perché se ci fermiamo ci spegniamo. La vita è fatta di porte, siamo più veloci a chiudere una porta che non ci piace perché tanto sappiamo che ce ne sono sempre altre cento, e per sapere cosa c’è dietro bisogna sceglierne una ed aprirla, poi saprai dove ti porta e se non ti piace ne apri un’altra, è semplice. A questo punto cito anche Vittorino riportando la sua massima preferita: “ci sono tre categorie di persone: i vivi, i morti, e i marinai”. Vero.
Gente di mare….che se ne va…..dove gli pare……dove non sa…… Gente che muore di nostalgia…. ma quando torna dopo un giorno muore….. per la voglia di andare via. Siamo proprio così, o almeno io in questa frase mi ci identifico di brutto!
05 dicembre 2008 – giorno 14
L’economia mondiale sta andando a rotoli. E noi qui in mezzo all’oceano isolati dal mondo. Dovrebbero esserci state anche le elezioni negli Stati Uniti. E noi sempre qui, all’oscuro di tutto ciò che accade nel resto del mondo, tanto poco ci cambia chi è il nuovo presidente Usa o come vanno le borse. Ci sbatteremo il naso al nostro arrivo, per il momento questi sono argomenti che non vengono nemmeno citati nelle nostre conversazioni. Stiamo sereni, finchè possiamo. Traversata atlantica = pausa da tutto ciò.
06 dicembre 2008 – giorno 15
Ieri mattina per continuare il nostro lavoro di pulizia barca (togliere quel cavolo di colla da cantiere da tutta la coperta) sono stata issata sull’albero. Bellissimo. Il mare era una meraviglia, calmo e piatto, liscio come l’olio, le nuvole erano quelle che piacciono tanto a me, scrutare l’orizzonte da lassù è stato uno spettacolo senza pari


Al momento di scendere i due capitoni, burloni come solito, anziché adagiarmi al suolo come una persona normale mi hanno dirottata fuori coperta sulla fiancata della barca pucciandomi in acqua tipo biscotto nel latte…è stato divertente! Dopodichè abbiamo fatto il bagno, da ricordare il tuffo di gruppo dal tetto del flight. Spettacolare. Momenti che rimangono nei ricordi e nel cuore.
Al tramonto, sfiniti dopo l’ennesima giornata di lavoro, abbiamo finalmente fatto il tropicana: trattasi di festa di metà viaggio (in questo caso rimandata di parecchi giorni causa altre cose da fare) in cui tutti i componenti dell’equipaggio si mascherano da imbecilli e si beve la bottiglia di champagne (o meglio spumante pidocchiosissimo) appositamente comperata. Peccato non aver avuto la musica fuori ma di divertente avevamo il nostro bel pannello di legno disegnato e decorato con cartoni di succo di frutta che davano un aspetto tropicale al flight.
07 dicembre 208 – giorno 16
Altra giornata di duro lavoro alternata a giochi e burlonerie varie. Evento da segnalare solo il ritrovamento di un vecchio salvagente, sarà caduto da qualche nave chissà quanto tempo fa. Sono cotta come un zucchino, e come me tutti gli altri. Buonanotte.

08 dicembre 2008 – giorno 17
La barca è perfettamente pulita ed in ordine dentro e fuori, ci saremo fatti un mazzo tanto nell’ultima settimana ma il risultato è davvero soddisfacente. Ci siamo anche divertiti nel lavorare ma ci abbiamo dato dentro davvero con olio di gomito. Bien. Siamo sfiniti. Ora Antigua il tempo strettamente necessario ad organizzarsi con i voli e poi via verso la Martinica!
Eì l’alba e siamo in dirittura di arrivo, si vede terra, 5.033 miglia segnate sul log-book, il bilancio personale di questo lungo viaggio è positivo sia dal punto di vista di esperienza che dal lato umano, è andato tutto bene, con lo stesso equipaggio farei altre 5.000 miglia ed il motto resta sempre quello: Tranquillo & Capitone ogni barca a destinazione!
22 novembre 2008 - partenza
Buongiorno Atlantico! Partiti stamattina all’alba direttamente di ritorno da una nottata di bagordi (quanno ce vò ce vò!). Un po’ cotti ma eravamo tutti concordi che era meglio partire subito piuttosto che dormire un paio d’ore scarse. Pertanto come primo giorno la barca pareva deserta: uno a turno di guardia e gli altri a dormire. La sosta a Tenerife è andata bene, zero tempo per fare i turisti e sempre di corsa ma alla fine la lista dei lavori da fare l’abbiamo spuntata quasi tutta, restano un paio di cose che potremo fare anche in navigazione. Quel poco che abbiam visto di Santa Cruz ci è piaciuto tanto e chissà magari in altra occasione saremo meno di fretta e potremo vedere di più. Abbiamo anche incontrato degli amici di Edo, gente che io non conoscevo ma conosciamo un botto di gente in comune e come da prassi ci siamo scambiati informazioni su pinco e pallino, dove sono, che fanno e come stanno; qui anche se non vedi e non senti gente da mesi resti sempre comunque aggiornato, radio mare trasmette in tutto il mondo e conta veramente parecchi affezionati!
Quindi adesso è atlantico puro in orizzontale, il verticale è finito.
Ah, non siamo più in 4 bensì in 5: siamo stati raggiunti da Samuela, la fidanzata di Edo, e ne sono contenta: è simpatica, sveglia, allegra e si è subito inserita bene nel gruppo.
24 novembre 2008 – giorno 3
Todo bien, tranne il vento che è assente. Ieri prima lezione di pesca per noi 3 ragazze. In aula (sul flight) per la prima parte teorica (preparazione lenza) vigevano indisciplina e disattenzione e infatti non abbiamo capito niente visto che tutte e 3 abbiamo fatto le nostre belle cagatine. Ancora non abbiamo pescato niente e comunque non si è ancora capito cosa c’è in palio per questa gara di pesca. Niente. Contiamo su Vitto, che ci procacci il cibo.
Si si, anche quest’anno bell’equipaggio, mi ritengo fortunata. In giro senti storie di gente che si fa l’atlantico con degli equipaggi allucinanti: dall’armatore che non vuole sentire musica MAI al comandante che esige che chi è di guardia venga isolato ed ignorato dagli altri per non distrarsi….ma che, siam matti?
Vorrei fare una descrizione della tappezzeria da urlo nella nostra abitazione galleggiante: come ho già detto è bellissima, o perlomeno a me piace molto, ma dovendo consegnarla in condizioni più che perfette abbiamo ricoperto col millebolle tutti i mobili ed il suolo. Per ricoprire i divani a Danzica non abbiamo trovato niente di meglio che degli asciugamani orribili con dei colori flash, ovviamente uno diverso dall’altro, e la nostra tavola con tovaglia arancione dà quel tocco di kitch che mancava all’insieme. Ora che iniziamo a stare a piedi nudi dovevamo risolvere il problema pavimento e seggiolini, la plastica non va tanto bene; Per finire in bellezza il nostro lavoro di arredo interno abbiamo scelto tessuti nuovamente di colori diversi: pavimento bicolor, sgabelli ovviamente diversi tra loro….insomma l’insieme è quasi imbarazzante. Una nota particolare al seggiolino di comando, ricoperto con un’improvvisata federa ricavata da uno scampolo di tessuto a righe, cucita col filo da vele. La tovaglia inizia a presentare macchie che riassumono i nostri menu dell’ultimo mese, e le due righe di scotch per tenerla ferma continuano ad arricciarsi. Siamo ai limiti del terrificante.
Forse riusciamo a salvare il bonsai che era a bordo bello rigoglioso quando siamo arrivati. Si sono tanto raccomandati di averne la massima cura: “se la barca affonda pazienza…. ma il bonsai……”. Ribattezzato Nino, spostato in luogo sicuro per non correre il rischio che cadesse durante la prima parte turbolenta di viaggio, è successo che….come dire… un po’ ce ne siamo dimenticati. Ha richiamato la nostra attenzione diventando più giallo che verde, quindi ora l’abbiamo rimesso al suo posto originale, sul bancone, e l’abbiamo annaffiato abbondantemente con una pasticca di multimivitamine sciolta nell’acqua: sembra che funzioni.
25 novembre 2008 – giorno 4
Nottataccia a bordo di Seazen II, mare mosso al traverso e botte da orbi ma tutto sotto controllo.
A Tenerife abbiamo comprato una radio ricevente per ssb, anche oggi ho provato di nuovo a captare l’appuntamento radio con Grande Laguna alle 13.30 UTC, riesco a sentire sia Omero che Eugenio ma la ricezione è troppo disturbata per capire cosa dicono, dove sono e che vento hanno.
Andiamo avanti.
29 novembre 2008 – giorno 8
Qualche problemino alla barca ci ha tenuti impegnati, niente di grave ma ridendo e scherzando abbiamo ritenuto opportuno prendere ulteriori misure di sicurezza. Spenderei ancora due parole di elogio per la competenza e la bravura di Edo e Vitto, ma non lo faccio se no divento noiosa e ripetitiva. Dirò solo che le partite a Monopoli stanno diventando pericolose:
30 novembre 2008 – giorno 9
A bordo non mancano allegria e risate. Anche nei momenti difficili si sdrammatizza con battute e baggianate, stiamo allenando bene la muscolatura facciale a forza di ridere. Per esempio oggi parlerò un po’ dello Sceriffo Vittorino: come già detto precedentemente, è un personaggio irreale, tra di noi ci diciamo che non è colpa sua… lo disegnano così! Fa morir dal ridere con le sue uscite e i suoi filosofismi, riesce a parafrasare ogni cosa a modo suo: dai grandi autori come Umberto Eco ai cantautori come Ligabue senza trascurare i vari Socrate e Dante. Poi ogni giorno, di solito durante la cena ma può capitare che il momento venga anticipato o posticipato, c’è la
01 dicembre 2008 – giorno 10
Si naviga sempre col freno tirato ma si avanza. Oggi mare al traverso….wow, giusto per non perdere l’abitudine a stare con l’orecchio attento ai colpi sotto. Facciamo 6,5 nodi e tutto scossa, si apre, cade, bim bum badabam, un casino…… cose assolutamente irrisorie come cieletti che si staccano, maniglie che ci restano in mano, gavoni che chiudono male,ma tutto ciò è normale: la barca è nuova e nelle prime navigazioni tutto deve assestarsi. Si, ma di questo passo va a finire che gli consegnamo veramente solo il bonsai! Intanto ci teniamo occupati col bricolage: aggiusta di qua, aggiusta di là, incolla qui, metti una vite lì….
Stamattina che non si è rotto niente abbiamo fatto giornata parrucchiere: la settimana scorsa mi sono esercitata coi capelli di Michela da spuntare, oggi è toccato ai due capitoni: prima Vitto, che ad ogni colpo di forbice mi brontolava “lo sapevo io che a forza di mangiare tutto quel tonno polacco mi venivano i capelli a spazzola!” e il ridere non mi agevolava molto il lavoro, comunque il risultato è ottimo: da tutto spintacciato che era adesso sembra solo un narcotrafficante; a seguire Edo, che è il mio cliente più affezionato: tutta estate a tagliargli i capelli impossibili che si ritrova, ma devo dire che la cosa mi sta appassionando e poi come si dice….impara l’arte e mettila da parte no?
04 dicembre 2008 – giorno 13
Finchè non c’è troppo vento tutto procede tranquillo, la vita quotidiana scorre serenamente lavorando, tra un pesce e un avvistamento di delfini, un gioco ed uno scherzo. Ieri abbiamo giocato agli acciai, oggi invece il passatempo pomeridiano è stato la gara a squadre del “facciamo benzina”. Ho perso in acqua la mia macchinetta fotografica e per il resto non ci sono grandi avvenimenti da segnalare. Sto bene, questo equipaggio mi piace e temo un
Gente di mare….che se ne va…..dove gli pare……dove non sa…… Gente che muore di nostalgia…. ma quando torna dopo un giorno muore….. per la voglia di andare via. Siamo proprio così, o almeno io in questa frase mi ci identifico di brutto!
05 dicembre 2008 – giorno 14
L’economia mondiale sta andando a rotoli. E noi qui in mezzo all’oceano isolati dal mondo. Dovrebbero esserci state anche le elezioni negli Stati Uniti. E noi sempre qui, all’oscuro di tutto ciò che accade nel resto del mondo, tanto poco ci cambia chi è il nuovo presidente Usa o come vanno le borse. Ci sbatteremo il naso al nostro arrivo, per il momento questi sono argomenti che non vengono nemmeno citati nelle nostre conversazioni. Stiamo sereni, finchè possiamo. Traversata atlantica = pausa da tutto ciò.
06 dicembre 2008 – giorno 15
Ieri mattina per continuare il nostro lavoro di pulizia barca (togliere quel cavolo di colla da cantiere da tutta la coperta) sono stata issata sull’albero. Bellissimo. Il mare era una meraviglia, calmo e piatto, liscio come l’olio, le nuvole erano quelle che piacciono tanto a me, scrutare l’orizzonte da lassù è stato uno spettacolo senza pari
Al momento di scendere i due capitoni, burloni come solito, anziché adagiarmi al suolo come una persona normale mi hanno dirottata fuori coperta sulla fiancata della barca pucciandomi in acqua tipo biscotto nel latte…è stato divertente! Dopodichè abbiamo fatto il bagno, da ricordare il tuffo di gruppo dal tetto del flight. Spettacolare. Momenti che rimangono nei ricordi e nel cuore.
Al tramonto, sfiniti dopo l’ennesima giornata di lavoro, abbiamo finalmente fatto il tropicana: trattasi di festa di metà viaggio (in questo caso rimandata di parecchi giorni causa altre cose da fare) in cui tutti i componenti dell’equipaggio si mascherano da imbecilli e si beve la bottiglia di champagne (o meglio spumante pidocchiosissimo) appositamente comperata. Peccato non aver avuto la musica fuori ma di divertente avevamo il nostro bel pannello di legno disegnato e decorato con cartoni di succo di frutta che davano un aspetto tropicale al flight.
07 dicembre 208 – giorno 16
Altra giornata di duro lavoro alternata a giochi e burlonerie varie. Evento da segnalare solo il ritrovamento di un vecchio salvagente, sarà caduto da qualche nave chissà quanto tempo fa. Sono cotta come un zucchino, e come me tutti gli altri. Buonanotte.
08 dicembre 2008 – giorno 17
La barca è perfettamente pulita ed in ordine dentro e fuori, ci saremo fatti un mazzo tanto nell’ultima settimana ma il risultato è davvero soddisfacente. Ci siamo anche divertiti nel lavorare ma ci abbiamo dato dentro davvero con olio di gomito. Bien. Siamo sfiniti. Ora Antigua il tempo strettamente necessario ad organizzarsi con i voli e poi via verso la Martinica!
Eì l’alba e siamo in dirittura di arrivo, si vede terra, 5.033 miglia segnate sul log-book, il bilancio personale di questo lungo viaggio è positivo sia dal punto di vista di esperienza che dal lato umano, è andato tutto bene, con lo stesso equipaggio farei altre 5.000 miglia ed il motto resta sempre quello: Tranquillo & Capitone ogni barca a destinazione!

DELIVERY SUNREEF 70 POLONIA-ANTIGUA – PARTE SECONDA
Mercoledi 12 novembre 2008 – PARTENZA DA BREST
Eccoci qui di nuovo in navigazione. La sosta a Brest è stata più lunga del previsto causa maltempo, non sarebbe stato saggio metterci in mare con 48 nodi di vento, e comunque c’erano da fare un po’ di lavoretti di manutenzione alla barca…. per esempio sistemare l’uscita di emergenza, nella cui sentina sottostante c’erano ettolitri d’acqua: 3 ore di duro lavoro per svuotarla e la mia schiena si è un po’ arrabbiata.
Comunque abbiamo approfittato della sosta anche per rilassarci un po’: tanto per iniziare la sera dell’arriv
qualche ora più tardi da schiamazzi e musica….uscita dalla cabina ho consumato il pallottoliere a contare persone; bella festa, finita con la classica spaghettata a.o.p. alle 4 di mattina insieme ai nuovi amici bretoni. E ancora: visita all’acquario Oceanopolis (bello ma Genova è molto meglio) e gita domenicale con sosta d’obbligo per pranzetto in trattoria: Vitto insisteva tantissimo per visitare i luoghi del famoso sbarco in Normandia, incurante del particolare che ci trovassimo in Bretagna. Son dettagli….non si può esser sempre troppo precisi…..
A parte ciò abbiamo lavorato davvero tanto, io stessa penso di aver smaltito almeno due etti buoni buoni, qui ci vuole subito un mars o un twix…. Vorremmo mica perdere la linea eh Vaifra!?
L’equipaggio sta benissimo tranne Michela che oltre ad esser stata ko qualche giorno per un ritorno di febbre ha deciso di collaudare i gradini sperimentando un metodo innovativo per discenderli, procurandosi un taglietto in faccia con la chitarra. Mi fa ridere Edo quando la chiama Cencio!
Sono contenta perché tutto sta andando bene, l’umore è alto e il viaggio sta procedendo su toni allegri; su questo non avevo dubbi, conoscendo Edo e Vitto sapevo che era impossibile il contrario.
Ora il tempo è buono, anzi di vento ce n’è proprio pochino, ma stiamo per attraversare il famigerato e temuto Golfo di Biscaglia, sono stracuriosa. Sono le 5 del pomeriggio, Michela dorme e i ragazzi stanno tirando su la randa per la prima volta, vado a vedere!
Giovedi 13 novembre 2008 – GOLFO DI BISCAGLIA
SSShhhhhh….. Sono le 10 di mattina, è la mia guardietta e tutti dormono. Questo golfo contrariamente alle mie aspettative è calmo: stanotte con la luna piena si vedevano le onde che erano delle montagne di acqua ma erano talmente lunghe e dolci che quasi non si sentivano, e da ciò abbiam dedotto che qui nei giorni scorsi dev’esserci stato il pandemonio (o almeno questo è quello che mi dicono i due ragazzi), ed infatti eccoci pronto ricevutovi navtex il messaggio di albero con vele sartiame e tutto l’ambaradam alla deriva sulla nostra rotta: occhi aperti!!!
Venerdi 14 novembre 2008 – NORD SPAGNA
Ieri e oggi due giorni pieni di avvenimenti: ieri avvistata balenona non lontana da noi, l’abbiamo perfino sentita respirare. Stamattina abbiamo rimontato il gennaker smontato il primo giorno causa incaramellamento. Poi abbiamo sfilato la cima della ritenuta del boma che si era tutta quanta sguainata, l’abbiamo tirata bene, ricucita e rimontata. Mi piace fare il deckhand, anche se Edo e Vitto continuano a prendermi in giro, tipo mentre tiravo su la drizza del gennaker (una fatica bestia), ero lentissima perché ero distrutta e loro lì a urlarmi “andiamo, mettici forza, mezza sega che non sei altro! Che sei una mozzarella forse?” E io con le mani già sbrindellate per tiraggio guaina, le braccia dolenti e l’infagottamento dovuto ai 5 strati di morbidezza tra vestiti e ciccia, a forza di ridere non ce la facevo proprio più! Di una cosa sono molto contenta: che qui essendo in pochi quando c’è qualcosa da fare nessuno mi dice “stai buona e lontana, tu, donna…..”.
Basta scrivere, è l’ora del Monopoli, ieri mi han mandata in bancarotta ma oggi gli faccio vedere io!
Sabato 15 novembre 2008 – AL LARGO DELLA SPAGNA
Nulla di particolare da segnalare, si procede bene come solito. Unica nota dolente è che la ritenuta del boma si è risguainata e oggi sarà da rifare il lavoro. Evidentemente c’è rimasta una bavetta nel punto in cui esce dal boma e se la mangia lì. Bisogna imparare a dar retta alle piccole nanerottole quando parlano, io la diagnosi l’avevo fatta subito!!! 8 anni di lavoro in un’officina meccanica saran serviti a qualcosa no?
Domenica 16 novembre 2008 – AL LARGO DEL PORTOGALLO
Alla fine il preventer del boma si è proprio spaccato e ho provato a ricucirlo col filo da vele; non siamo molto fiduciosi, è solo questione di tempo e si strapperà!
Siamo al 38° nord e la temperatura è già accettabile: durante il giorno non dico che si sta in maglietta ma quasi, almeno non c’è più
Lunedi 17 novembre 2008 – AL LARGO DEL MAROCCO
Siamo già sotto a Gibilterra, tutto bene e tutto tranquillo, l’onda è già quella oceanica lunga lunga ed il pezzo difficile l’abbiamo fatto quindi è ora di dar aria alla vela pura. Finalmente ieri x la prima volta abbiamo provato la barca con vento forte, dicono i ragazzi che sia un po’ troppo orziera e ho capito anche io il
perché. Sto diventanto un marinaio e anche se nelle manovre sono ancora un po’ indecisa e devo chiedere conferma prima di muovere qualsiasi cosa sono proprio contenta di poter partecipare attivamente senza nessuno che mi urla addosso. Edo è molto paziente e ci corregge gli errori dicendoci le cose con calma quindi senza provocare inutile agitazione che porta solo ad impastarsi ulteriormente. Sto imparando un sacco di cose, cose che ho visto fare centinaia di volte ma finalmente mettendo mano le capisco un po’ di più. La mia ricucitura del preventer come previsto ha già ceduto, ma d’altra parte per quanto mi fossi applicata era da dire che non sopportasse troppa tensione… Michela si sta studiando le impiombature ma mi sa che sia più semplice comprare una cima nuova, anche se comunque fa bene a studiarsele e anzi dovrei prendere esempio da lei e imparare anche io, non si sa mai ed è sempre utile. Magari oggi un’occhiatina la do.
Mercoledi 19 novembre 2008 – IN VISTA DI TENERIFE
Sono le 11 di mattina e finalmente è stata avvistata terra. Arriveremo a Santa Cruz di Tenerife tra cira 3-4 ore, mi chiedo se Omero è ancora lì o se è già partito.
Qui a bordo sempre tutto bene: si lavora, si impara, si ride e si gioca. Abbiamo fatto diverse manovre tra strambate e su e giù i terzaroli che mi si stanno chiarendo sempre più i passaggi e i momenti in cui sono da fare. Non dico che capisco finalmente le vele…..ma quasi: inizio a vedere anche io come vanno sistemate, ogni tanto ci azzecco anche e in ogni caso non muovo una virgola senza prima chiedere, questa barca è troppo grande ed è un attimo far danni!
Basta scrivere, è ora di fare il log-book e poi tra poco ci siamo, c’è da fare.
DELIVERY SUNREEF 70 – SEAZEN II – DANZICA/ANTIGUA

Venerdi 31 ottobre 2008 – Giorno di viaggio numero 01 – PARTENZA DA DANZICA
Mollate le cime alle 13.30, lasciato finalmente il cantiere eccoci qui, pronti ad affrontare questo lungo viaggio, il mio primo ingaggio con deliveryahct (link a lato “i miei skipper”)
Sabato 01 novembre 2008 – giorno 2 – MAR BALTICO
Dopo la prima notte di vento in faccia con relativi salti, oggi siamo in pieno mar Baltico, sembra tranquillo anzi non è che ci sia tanto vento quindi stiamo procedendo a motore con solo il genoa aperto. Per la prima vlta in vita mia ho avuto un leggero senso di nausea simile al mal di mare. Non sono stata male ma diciamo che lo stomaco non era in formissima. Forse la disabitudine alla navigazione, forse il grande movimento di questa grande barca sulle onde corte, non so: comunque un bel panino alle acciughe ha sistemato tutto e in breve il malessere è diventato un ricordo, meno male. Strano colore questa acqua: grigio piombo. Mette tristezza. Cerchiamo di limitare al minimo indispensabile le escursioni fuori causa freddo polare. A dire il vero anche all’interno non è che ci sia tutto questo tepore:abbiamo un problemino di alternatore che non ci permette di accendere il riscaldamento, e le stufette elettriche consumano troppo per poterle lasciare accese, non vogliamo sforzare troppo l’inverter. Conclusione: è un freddo birichino e l’unico posto dove si sta bene è nel letto sotto al piumone.
Oppure abbigliamento adeguato, per esempio in questo momento io indosso: mutandoni di lana fino alla caviglia (si si, proprio come quelli dei vecchi), pantaloni della tuta, doppio calzino di lana e babbuccie comprate a Danzica; sopra invece ho una canottierina di cotone, maglietta della salute cotone dentro - lana fuori che fa perfettamente pandane col mutandone, maglia collo alto in microfibra, maglionicino collo alto in pile, e per finire supermaglione dolcevita misto lana-cotone. Cuffia con paraorecchie. Un bijou. Per uscre mi infilo anche la salopette da sci. I movimenti ne risultano ingoffiti ma chi mi conosce sa che mal tollero il freddo.
L’equipaggio è tranquillissimo: Edo e Vittorino in previsione di arrivare stasera nella zona trafficatissima cercano di riposare il più possibile adesso che le condizioni ottimali permettono di lasciar di guardia anche una inesperta come me, o Michela. Quindi la barca è silenziosissima, se non fosse per il motore acceso non si sentirebbe proprio nessun rumore. Io tanto per cambiare mi sto ammazzando di noia e oltre che scrivere ho iniziato a farmi delle overdose di sudoku che se continuo così posso andare ai campionati mondiali. Ho deciso che quest’anno sarò brava: mezzora di ginnastica ogni giorno. Per il momento direi che la presciistica può andare.
Domenica 02 novembre 2008 – giorno 3 – CANALE DI KIEL
Nottata di navigazione difficile per i due capitoni: zona trafficatissima e strapiena di segnalazioni di ogni genere. Stamattina siamo entrati nel canale di Kiel e ne avremo per tutto il giorno, fino a sbucare nel mar del nord. E’ il mio primo canale ed è esattamente come me lo aspettavo: in fila come in autostrada, noi unici piccolini tra tutte queste petroliere ed i cargo che trasportano di tutto. Tutto tranquillo e sereno. Ai limiti del noioso, però da
segnalare il curioso pranzo di oggi, consumato sul flight all’aperto salutando tutti i cargo e la gente a passeggio con cani e bambini nel sentiero adiacente il canale: per stare in tema nordico il menu prevedeva merenda di metà mattina con uova strapazzate al porro e formaggio; pranzo a base di wursteloni ai peperoni con mille salse ipercaloriche e formaggio grigliato (o almeno ci abbiamo provato). Unica nota stonata l’insalatina fresca, che ovviamente è rimasta quasi tutta. Comunicazioni con casa via sms per dare la posizione così Damiano può seguire su google earth il mio percorso, e mi ha fatto piacere ricevere i saluti dei suoi amici; ciao ragazzi, spero di vedervi presto! E quando torno rifacciamo una cena come quella del mio ultimo sabato a casa…..che comitiva di pazzi…..magari riduciamo il numero delle bottiglie di vino perché i vicini di Damiano non sono troppo contenti di sentire gente ballare sul tavolo e giocare a nascondino (ebbene si!) alle 2 di notte….ma quanto è stata bella quella serata! Tutti infighettati a manetta, 8 “ospiti” e 3 “persone di servizio”: io chef, Sapo sommelier che ha preso molto sul serio il suo ruolo, e arruolata perfino l’Elisa come cameriera, che non conosceva nessuno ma si è perfettamente inserita nel clima della serata, fantastico!
Lunedi 04 novembre 2008 – giorno 4 – FOCE DEL FIUME ELBE (GERMANIA)
Ieri sera arrivati in fondo al canale ci siamo fermati a far gasolio e poi abbiamo deciso di fermarci per la notte. Stamani al risveglio una nebbia del 32 che non si vedeva neppure la chiusa distante solo poche decine di metri; comunque siamo usciti dal canale ed abbiamo fatto poca navigazione in mezzo ad una nebbia da coltello con navi che ti spuntavano dal nulla a pochi metri, guidati via radio dalle stazioni radar fino ad arrivare in questa marina di Cooxhaeaven per fare il service dei motori. Certo che ormeggiare questa barca enorme non è per niente facile, in più non so se è perché sono abituati alle grosse navi o cosa, ma sembra che qui al nord non esistano pontili “normali”: o ci sono camminatoi a livello dell’acqua o ci sono piloni che rendono difficilissimo posizionare i parabordi. E poi chiamali parabordi….. sono grandi almeno quanto me e pesano un’esagerazione, è decisamente una fatica bestia! Solo 4 ormeggi e ho le mani distrutte.
Mi sembra che qui faccia più freddo che nel Baltico, meno male che abbiamo comprato una buona dose di zuppe pronte: i titoli sono incomprensibili ma poco ci importa, qualunque cosa ci sia scritta sulla busta è ininfluente: è sempre zuppa di quellochetipare, nel senso che sono sapori (buonissimi!) talmente diversi dal nostro gusto standard italiano che puoi decidere tu quello che potrebbe esserci dentro, e in ogni caso ci sono talmente tante cose che almeno una cosa che ti piace c’è per forza!
Sono le 4 del pomeriggio ed è già buio, credo che resteremo qui per la notte: innanzitutto ora uscire da questo fiume sarebbe da pazzi visto che avremmo una corrente di 5 nodi contro, meglio aspettare la corrente uscente del mattino; poi Edo è veramente cotto come un zucchino e se non riposa un po’ non va bene. A proposito di Edo: che era bravo lo sapevo, ma anche se è ancora troppo presto per dare pareri definitivi posso già dire che è davvero molto in gamba: innanzitutto le manovre: oggi per entrare qui con la corrente che c’era la barca aveva uno scarroccio quasi illegale e io confesso che un po’ mi si erano strette le chiappe, già ci vedevo stampati contro il pilone….. Invece lui no, apparentemente sereno manovrava con padronanza e sicurezza; e soprattutto quel che ho notato è che dopo le mille comunicazioni radio con persone idiote, alternate a conversazioni telefoniche con persone incompetenti, aspettando galleggiando in mezzo a quella corrente,
con nebbia e freddo siderale, chiunque avrebbe sclerato, invece lui riusciva anche a sdrammatizzare sparando qualche cazzata per ridere un po’. Vitto invece è il nostro giullare: anche lui molto in gamba e molto competente, a livello di persona come solito ci fa schiantar dal ridere: con il suo modo di fare assolutamente non catalogabile ed il suo linguaggio denominato “il Vittorinese” ci regala continuamente risate e buonumore! Il Vittorinese, come l’Esperanto, trattasi di lingua universale: incomprensibile sia nel suono che negli argomenti, ma inequivocabile in ogni angolo del mondo; un cocktail tra Italiano, Inglese, Spagnolo e Termolese. Vittorino bisognerebbe portarlo a Zelig esattamente così com’è. In questo momento per esempio ha scovato da non so dove i biscotti della nonna di Sapo che mi ero portata dietro (rimasti dalla famosa serata): pensavo fossero finiti 10 giorni fa! E soprattutto pensavo di avere sotto controllo la logistica della cambusa! Vuoi vedere che se li era portati in cabina? O forse no, forse li aveva messi negli scomparti altri, quelli che Edo non vuole che usiamo perché io e Michela non ci arriviamo senza arrampicarci, quelli dove ho messo le scorte-scorte. Beh, comunque a distanza di quasi 3 settimane sono ancora buoni, grazie Sapo!
Mercoledi 05 novembre 2008 – giorno 6 – MAR DEL NORD
Ieri mattina di buonora siamo ripartiti, prossima destinazione qualche posto in Bretagna per caricare cose. Nulla di particolarissimo da segnalare: il tempo è piuttosto clemente, tutto sommato ci si aspettava di peggio, quindi non è così difficoltoso come si pensava, anche se vista la meteo probabilmente saremo costretti a fare una sosta più lunga del previsto nei prossimi giorni, vedremo. Ieri sera all’ora di cena abbiamo avuto problemi al radar ma SuperEdo e SuperVitto meglio di McGuyver hanno sistemato tutto subito. Il Mar del Nord ha un colore più accettabile rispetto al Baltico e si incontrano un sacco di petroliere e di pescherecci, saranno quelli della findus che pescano direttamente i bastoncini.
Stanotte visto che non riuscivo tanto a dormire ho pensato al babbo, che è finalmente diventato nonno ormai da un paio di settimane, e sono troppo felice di saperlo così felice. Quindi io e Damiano siamo diventati in un certo senso zii? Mah, io con gli alberi genealogici allargati non ci capisco molto ma sta di fatto che il babbo è diventato nonno, e mi ha fatto sorridere la mail che mi ha mandato con la foto del pargoletto: si è firmato Nonno Gianni, maiuscolo, spettacolare. Ho proprio piacere. La cosa curiosa è che noi in famiglia non riusciamo proprio a non distinguerci per quanto riguarda i nomi: le mie due nonne si chiamavano entrambe Afra, che già non è un nome così comune. Io stessa ho un nome che è tutto un programma, e che comunque richiama il nome delle nonne. Due zie di nome Vanna. Poi ho una cugina di nome Pamela, anche questo non comunissimo., e che di secondo nome fa Giorgia come me. Nel tempo io e Damiano abbiamo ereditato due “sorelle” (il termine sorellastre non mi piace, mi sa di strega cattiva e mela avvelenata), una delle quali si chiama anche lei Pamela. Le due Pamele una volta avevano due fidanzati, entrambi Luca. Poi invece ora sono sposate con due Alessandro. I bambini (uno nato a luglio e l’altro appunto un paio di settimane fa) manco a farlo apposta si chiamano entrambi Mattia. Sono i casi della vita ma è un bel giro di nomi!!! Comunque resta il fatto che sono davvero contenta, effettivamente era tanto che il babbo e la Daniela andavano dietro a far la voglia di nipotini e confesso che mi sentivo un po’ in colpa ad aver drasticamente cambiato idea su questo punto: 10 anni fa ero disposta a tutto pur di avere un figlio (o due, tre, quattro, anche cinque!) e meno male che era vietata la fecondazione artificiale alle donne single se no l’avrei fatto! Poi ho cambiato idea completamente per una serie di motivi, e ora comunque è tardi. E’ andata così, si vede che il mio scopo nella vita è un altro e non quello di procreare: se lassù han deciso così un motivo ci sarà.
Giovedi 06 novembre 2008 – giorno 7 – OLTRE LA MANICA
Stanotte abbiamo passato la Manica, piuttosto trafficata.
Abbiamo attraversato il meridiano 0 e siamo finalmente a ovest. Stiamo decidendo per trovare un posto dove fermarci che possa venire incontro sia alle esigenze di chi deve portarci tutte cose sia alle esigenze nostre di sicurezza e navigazione, soprattutto alla luce delle previsioni meteo tutt’altro che favorevoli e da non sottovalutare, che probabilmente ci costringeranno a star fermi 3-4 giorni nostro malgrado. A bordo tutti tranquilli. L’equipaggio di quest’anno è molto tranquillo: i momenti in cui siamo svegli tutti e 4 si riducono a poche ore al giorno, solitamente durante i pasti, poi ne resta uno di guardia e 3 a dormire. In effetti i ragazzi non è che riposino tanto: stiamo attraversando zone davvero trafficate e son praticamente sempre all’erta quindi è anche abbastanza ovvio che come hanno 5 minuti si buttano sul divano a dormire. Io non riesco a dormire così tanto e sinceramente un po’ mi annoio, non so più cosa inventare. Mi sa che vado a ripescare il giochino che mi aveva installato sul computer Pilou, forse riesco a completare l’ultimo livello, che mi era rimasto in sospeso causa fine charter.
Venerdi 07 novembre 2008 – giorno 8 - BREST
Una notte da chiodi: come da previsioni appena abbiamo messo il muso fuori dalla manica abbiamo trovato il ventaccio in faccia che ci ha fatto saltare come grilli, causando anche qualche problemino di natura idrica. Per fortuna nulla di grave, ma solo grazie alla prontezza di reazione dei ragazzi: prima ci siamo accorti che i due oblò di prua a forza di saltare si erano aperti da soli, e fin qui è stato facile rimediare; poi una delle uscite di sicurezza ha rotto prima una, poi due, poi 3 maniglie sulle totali 4 originarie…..non è stata una bella cosa vedere tutta quell’acqua che entrava, e soprattutto non ero tranquillissima neppure dopo la riparazione di fortuna sentendo che la barca continuava a saltare e prendere colpi. L’unica cosa che mi dava fiducia era la ridottissima distanza da terra: anche nella peggiorissima delle ipotesi sarebbero arrivati in fretta a prenderci. Meno male invece che non è successo niente, e sottolineo ancora una volta il merito dei ragazzi e soprattutto l’ingegnosa riparazione con un manico di scopa, un coltello da tavola e una manciata di fascette. Bravi.
Ora siamo vicini a Brest, a Port du Moulin Blanc, siamo arrivati nel tardo pomeriggio, abbiamo caricato la camionata di scatoloni, cena e buonanotte. Buffo come la frase “se avete roba da lavare mettetela qui che faccio un po’ di lavatrici” abbia avuto come unica ed inevitabile risposta un intero equipaggio ridotto in mutande….. e comunque una volta docciati e con addosso finalmente una maglietta pulita (e non i soliti ormai sudici 4 strati di vestiti indossati giorno e notte da oltre una settimana)…..è tutta un’altra cosa!
Venerdi 31 ottobre 2008 – Giorno di viaggio numero 01 – PARTENZA DA DANZICA
Mollate le cime alle 13.30, lasciato finalmente il cantiere eccoci qui, pronti ad affrontare questo lungo viaggio, il mio primo ingaggio con deliveryahct (link a lato “i miei skipper”)
Sabato 01 novembre 2008 – giorno 2 – MAR BALTICO
Dopo la prima notte di vento in faccia con relativi salti, oggi siamo in pieno mar Baltico, sembra tranquillo anzi non è che ci sia tanto vento quindi stiamo procedendo a motore con solo il genoa aperto. Per la prima vlta in vita mia ho avuto un leggero senso di nausea simile al mal di mare. Non sono stata male ma diciamo che lo stomaco non era in formissima. Forse la disabitudine alla navigazione, forse il grande movimento di questa grande barca sulle onde corte, non so: comunque un bel panino alle acciughe ha sistemato tutto e in breve il malessere è diventato un ricordo, meno male. Strano colore questa acqua: grigio piombo. Mette tristezza. Cerchiamo di limitare al minimo indispensabile le escursioni fuori causa freddo polare. A dire il vero anche all’interno non è che ci sia tutto questo tepore:abbiamo un problemino di alternatore che non ci permette di accendere il riscaldamento, e le stufette elettriche consumano troppo per poterle lasciare accese, non vogliamo sforzare troppo l’inverter. Conclusione: è un freddo birichino e l’unico posto dove si sta bene è nel letto sotto al piumone.
L’equipaggio è tranquillissimo: Edo e Vittorino in previsione di arrivare stasera nella zona trafficatissima cercano di riposare il più possibile adesso che le condizioni ottimali permettono di lasciar di guardia anche una inesperta come me, o Michela. Quindi la barca è silenziosissima, se non fosse per il motore acceso non si sentirebbe proprio nessun rumore. Io tanto per cambiare mi sto ammazzando di noia e oltre che scrivere ho iniziato a farmi delle overdose di sudoku che se continuo così posso andare ai campionati mondiali. Ho deciso che quest’anno sarò brava: mezzora di ginnastica ogni giorno. Per il momento direi che la presciistica può andare.
Domenica 02 novembre 2008 – giorno 3 – CANALE DI KIEL
Nottata di navigazione difficile per i due capitoni: zona trafficatissima e strapiena di segnalazioni di ogni genere. Stamattina siamo entrati nel canale di Kiel e ne avremo per tutto il giorno, fino a sbucare nel mar del nord. E’ il mio primo canale ed è esattamente come me lo aspettavo: in fila come in autostrada, noi unici piccolini tra tutte queste petroliere ed i cargo che trasportano di tutto. Tutto tranquillo e sereno. Ai limiti del noioso, però da
Lunedi 04 novembre 2008 – giorno 4 – FOCE DEL FIUME ELBE (GERMANIA)
Ieri sera arrivati in fondo al canale ci siamo fermati a far gasolio e poi abbiamo deciso di fermarci per la notte. Stamani al risveglio una nebbia del 32 che non si vedeva neppure la chiusa distante solo poche decine di metri; comunque siamo usciti dal canale ed abbiamo fatto poca navigazione in mezzo ad una nebbia da coltello con navi che ti spuntavano dal nulla a pochi metri, guidati via radio dalle stazioni radar fino ad arrivare in questa marina di Cooxhaeaven per fare il service dei motori. Certo che ormeggiare questa barca enorme non è per niente facile, in più non so se è perché sono abituati alle grosse navi o cosa, ma sembra che qui al nord non esistano pontili “normali”: o ci sono camminatoi a livello dell’acqua o ci sono piloni che rendono difficilissimo posizionare i parabordi. E poi chiamali parabordi….. sono grandi almeno quanto me e pesano un’esagerazione, è decisamente una fatica bestia! Solo 4 ormeggi e ho le mani distrutte.
Sono le 4 del pomeriggio ed è già buio, credo che resteremo qui per la notte: innanzitutto ora uscire da questo fiume sarebbe da pazzi visto che avremmo una corrente di 5 nodi contro, meglio aspettare la corrente uscente del mattino; poi Edo è veramente cotto come un zucchino e se non riposa un po’ non va bene. A proposito di Edo: che era bravo lo sapevo, ma anche se è ancora troppo presto per dare pareri definitivi posso già dire che è davvero molto in gamba: innanzitutto le manovre: oggi per entrare qui con la corrente che c’era la barca aveva uno scarroccio quasi illegale e io confesso che un po’ mi si erano strette le chiappe, già ci vedevo stampati contro il pilone….. Invece lui no, apparentemente sereno manovrava con padronanza e sicurezza; e soprattutto quel che ho notato è che dopo le mille comunicazioni radio con persone idiote, alternate a conversazioni telefoniche con persone incompetenti, aspettando galleggiando in mezzo a quella corrente,
Mercoledi 05 novembre 2008 – giorno 6 – MAR DEL NORD
Ieri mattina di buonora siamo ripartiti, prossima destinazione qualche posto in Bretagna per caricare cose. Nulla di particolarissimo da segnalare: il tempo è piuttosto clemente, tutto sommato ci si aspettava di peggio, quindi non è così difficoltoso come si pensava, anche se vista la meteo probabilmente saremo costretti a fare una sosta più lunga del previsto nei prossimi giorni, vedremo. Ieri sera all’ora di cena abbiamo avuto problemi al radar ma SuperEdo e SuperVitto meglio di McGuyver hanno sistemato tutto subito. Il Mar del Nord ha un colore più accettabile rispetto al Baltico e si incontrano un sacco di petroliere e di pescherecci, saranno quelli della findus che pescano direttamente i bastoncini.
Stanotte visto che non riuscivo tanto a dormire ho pensato al babbo, che è finalmente diventato nonno ormai da un paio di settimane, e sono troppo felice di saperlo così felice. Quindi io e Damiano siamo diventati in un certo senso zii? Mah, io con gli alberi genealogici allargati non ci capisco molto ma sta di fatto che il babbo è diventato nonno, e mi ha fatto sorridere la mail che mi ha mandato con la foto del pargoletto: si è firmato Nonno Gianni, maiuscolo, spettacolare. Ho proprio piacere. La cosa curiosa è che noi in famiglia non riusciamo proprio a non distinguerci per quanto riguarda i nomi: le mie due nonne si chiamavano entrambe Afra, che già non è un nome così comune. Io stessa ho un nome che è tutto un programma, e che comunque richiama il nome delle nonne. Due zie di nome Vanna. Poi ho una cugina di nome Pamela, anche questo non comunissimo., e che di secondo nome fa Giorgia come me. Nel tempo io e Damiano abbiamo ereditato due “sorelle” (il termine sorellastre non mi piace, mi sa di strega cattiva e mela avvelenata), una delle quali si chiama anche lei Pamela. Le due Pamele una volta avevano due fidanzati, entrambi Luca. Poi invece ora sono sposate con due Alessandro. I bambini (uno nato a luglio e l’altro appunto un paio di settimane fa) manco a farlo apposta si chiamano entrambi Mattia. Sono i casi della vita ma è un bel giro di nomi!!! Comunque resta il fatto che sono davvero contenta, effettivamente era tanto che il babbo e la Daniela andavano dietro a far la voglia di nipotini e confesso che mi sentivo un po’ in colpa ad aver drasticamente cambiato idea su questo punto: 10 anni fa ero disposta a tutto pur di avere un figlio (o due, tre, quattro, anche cinque!) e meno male che era vietata la fecondazione artificiale alle donne single se no l’avrei fatto! Poi ho cambiato idea completamente per una serie di motivi, e ora comunque è tardi. E’ andata così, si vede che il mio scopo nella vita è un altro e non quello di procreare: se lassù han deciso così un motivo ci sarà.
Giovedi 06 novembre 2008 – giorno 7 – OLTRE LA MANICA
Stanotte abbiamo passato la Manica, piuttosto trafficata.
Venerdi 07 novembre 2008 – giorno 8 - BREST
Una notte da chiodi: come da previsioni appena abbiamo messo il muso fuori dalla manica abbiamo trovato il ventaccio in faccia che ci ha fatto saltare come grilli, causando anche qualche problemino di natura idrica. Per fortuna nulla di grave, ma solo grazie alla prontezza di reazione dei ragazzi: prima ci siamo accorti che i due oblò di prua a forza di saltare si erano aperti da soli, e fin qui è stato facile rimediare; poi una delle uscite di sicurezza ha rotto prima una, poi due, poi 3 maniglie sulle totali 4 originarie…..non è stata una bella cosa vedere tutta quell’acqua che entrava, e soprattutto non ero tranquillissima neppure dopo la riparazione di fortuna sentendo che la barca continuava a saltare e prendere colpi. L’unica cosa che mi dava fiducia era la ridottissima distanza da terra: anche nella peggiorissima delle ipotesi sarebbero arrivati in fretta a prenderci. Meno male invece che non è successo niente, e sottolineo ancora una volta il merito dei ragazzi e soprattutto l’ingegnosa riparazione con un manico di scopa, un coltello da tavola e una manciata di fascette. Bravi.
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