PORT FREJUS, Costa Azzurra, 6 aprile 2007
Eccomi qua, ingaggiata su bellissima barca di 73 piedi. Cioè, al momento viviamo in un appartamentino perché la barca è ancora troppo incasinata per poterci stare, però mi piace un casino, e se mi piace così tanto da incasinata figuriamoci quando l’avremo tutta pulita e lucidata….wow!! Stavolta siamo in 3: io, il comandante e il marinaio, simpatici entrambi.
Sono stata a casa in “vacanza” 2 settimane, grosse novità: sembra che tra amiche e cugine si mettano d’accordo durante le mie assenze per sfornare pargoli, ogni volta che torno sono zia di qualche nuovo mostriciattolo o mi informano di qualche nuovo cantiere aperto…. brave, brave, pensateci voi ad incrementare le nascite, abbiamo bisogno di contribuenti per quando saremo tutti vecchi in pensione…
Altre novità non ce ne sono, oggi sono particolarmente felice perché dopo 3 giorni di brancolamento nel buio causa orzaiolo nell’occhio buono, finalmente oggi sembra tutto guardito e ho riacquisito la mia proverbiale vista da lince (ehm…. vabbè, diciamo che non mi serve più il cane-guida, vado da sola).
Alla prossima con gli aggiornamenti su questa nuova avventura.
15 marzo 2007 ST.MARTIN, E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’…..
la canticchiavo spesso nei giorni scorsi, ora sarebbe il caso di coniugare il predicato verbale al passato in quanto stamane ho riacquisito la mia libertà e ho visto il cielo aperto. Io cmq con gli aeroporti di queste isole del nord non ho proprio feeling, anche stamattina è stata una comica all’aeroporto di St.Thomas: sarà stato per il mio aspetto un po’ troppo casual (braghe a righe, infradito e zaino in spalla), o forse il viso leggermente sciupato o l’aria di una morta di sonno, non lo so, fatto sta che al controllo bagaglio a mano qualcosa deve aver attirato l’attenzione perché ci ho messo mezzora a passare (e gli altri passavano tutti lisci lisci con i soliti controllini standard)….
Prima mi hanno requisito le ciabatte e se le sono tenute tutto il tempo, con una scuuura gigantesca che le ha analizzate perfino con la lente d’ingrandimento (c’è gente che nasconde le bombe negli infradito o le piaceva il modello?), un altro tizio mi ha preso passaporto e carta d’imbarco, una è sparita col mio bagaglio e l’altra più che una perquisizione mi ha fatto una visita medica completa, dicono che il referto me lo mandano a casa. Alla fine tutto si è risolto sequestrandomi burro cacao e dentifricio (gli americani ce l’hanno col mio dentifricio, questo ormai è un dato di fatto), mentre invece mi hanno lasciato le forbici. Bah. All’aeroporto di St.Juan invece c’è stata una scena buffissima: al momento dell’imbarco hanno visto che dentro al mio passaporto c’era ancora il visto d’ingresso americano (e non se l’erano preso? Qui c’è lo zampino di Houdini) allora mi hanno mandata ad una macchinetta in cui ho dovuto inserire il passaporto, è apparso il mio nome a caratteri cubitali, una voce mi ha invitata ad inserire entrambi gli indici per le impronte digitali e infine mi hanno fatto una foto e la macchina ha finalmente sputato la mia uscita dagli USA. L’importante è sempre arrivare a destinazione, quel che succede negli aeroporti ha importanza marginale.
Ora sono a St.Martin ma il mio pomeriggio di svacco totale, causa pioggia incessante si è trasformato in pomeriggio presso un ristorante italiano (nb: di cesenati, vicini di casa!) con Jeff, il tipo che mi aveva caricata dall’autostop la volta scorsa e che ho chiamato una volta giunta qui in quanto Denis (quello che mi aveva dato ospitalità) era a lavorare. Stavolta ho trovato da dormire in un hotel che di hotel non ha nemmeno l’insegna. Per 70 dollari mi hanno venduto uno “studio”, in realtà è una stanza con brandina e bagno, ma senza acqua nella doccia, non so, forse bisogna pagare un supplemento? Tra poco torno al porto di Marigot, vado a prendere un aperitivo con Timo e Miriam. Non ricordo se mi viene a prendere Jeff o Denis, sono talmente stanca che troppa grazia che mi ricordo di aver detto alle 8, a chi non lo so, secondo me l’ho detto a tutti e due quando si sono incrociati: non so bene per quale magia ma sono riuscita a trovarmi in macchina con uno e avere le valigie nella macchina dell’altro, sono un fenomeno a fare del casino!

Appena arrivo a casa la prima cosa da fare è guarire dal virus preso a bordo: la sindrome della filippina… non voglio mai più vedere un aspirapolvere in vita mia, sia ben chiaro!! A forza di sgurare lucidare e pulire da mattina a sera senza tregua sono arrivata addirittura al punto di sognare che prendevo dei cazziatoni perché c’era una ditata nel tambuccio o un capello sulla moquette, un vero incubo! C’erano dei momenti nella giornata in cui pensavo a quando ero piccola e giocavo con Damiano: quando uno era stanco morto e aveva bisogno di riprendere fiato un attimo bastava alzare la mano e dire “fido”…. Quante volte tra me e me in questi giorni pensavo “fido! fido! per favore fido!!!!”
Oppure al mattino a volte tra di noi non ci salutavamo neanche perché non avevamo la forza di emettere sillaba fino a dopo il caffè… quella barca ci ha proprio spremuti come dei limoni!!! Devo ammettere però che la gita pomeridiana ai baths di virgin gorda (ordinata dall’armatore per tutto l’equipaggio) ci ha regalato 40 stupendi minuti di stacco, sembravamo bambini in gita, incredibile come le cose semplici a volte possano avere un gusto indescrivibile!!!
Ok, scritto tutto, vado a ‘mbriacarmi che me lo merito, và!!!
la canticchiavo spesso nei giorni scorsi, ora sarebbe il caso di coniugare il predicato verbale al passato in quanto stamane ho riacquisito la mia libertà e ho visto il cielo aperto. Io cmq con gli aeroporti di queste isole del nord non ho proprio feeling, anche stamattina è stata una comica all’aeroporto di St.Thomas: sarà stato per il mio aspetto un po’ troppo casual (braghe a righe, infradito e zaino in spalla), o forse il viso leggermente sciupato o l’aria di una morta di sonno, non lo so, fatto sta che al controllo bagaglio a mano qualcosa deve aver attirato l’attenzione perché ci ho messo mezzora a passare (e gli altri passavano tutti lisci lisci con i soliti controllini standard)….Ora sono a St.Martin ma il mio pomeriggio di svacco totale, causa pioggia incessante si è trasformato in pomeriggio presso un ristorante italiano (nb: di cesenati, vicini di casa!) con Jeff, il tipo che mi aveva caricata dall’autostop la volta scorsa e che ho chiamato una volta giunta qui in quanto Denis (quello che mi aveva dato ospitalità) era a lavorare. Stavolta ho trovato da dormire in un hotel che di hotel non ha nemmeno l’insegna. Per 70 dollari mi hanno venduto uno “studio”, in realtà è una stanza con brandina e bagno, ma senza acqua nella doccia, non so, forse bisogna pagare un supplemento? Tra poco torno al porto di Marigot, vado a prendere un aperitivo con Timo e Miriam. Non ricordo se mi viene a prendere Jeff o Denis, sono talmente stanca che troppa grazia che mi ricordo di aver detto alle 8, a chi non lo so, secondo me l’ho detto a tutti e due quando si sono incrociati: non so bene per quale magia ma sono riuscita a trovarmi in macchina con uno e avere le valigie nella macchina dell’altro, sono un fenomeno a fare del casino!
Appena arrivo a casa la prima cosa da fare è guarire dal virus preso a bordo: la sindrome della filippina… non voglio mai più vedere un aspirapolvere in vita mia, sia ben chiaro!! A forza di sgurare lucidare e pulire da mattina a sera senza tregua sono arrivata addirittura al punto di sognare che prendevo dei cazziatoni perché c’era una ditata nel tambuccio o un capello sulla moquette, un vero incubo! C’erano dei momenti nella giornata in cui pensavo a quando ero piccola e giocavo con Damiano: quando uno era stanco morto e aveva bisogno di riprendere fiato un attimo bastava alzare la mano e dire “fido”…. Quante volte tra me e me in questi giorni pensavo “fido! fido! per favore fido!!!!”
Ok, scritto tutto, vado a ‘mbriacarmi che me lo merito, và!!!
10 marzo 2007…… AUGURI DAMIANO!!!!! Dalle isole vergini americane, dopo una settimana di crociera.
Eccomi qui, ancora viva. La settimana ad antigua è passata velocemente con i preparativi della barca, un giorno sono anche andata a fare la spesa con Sandra in città e siamo passate attraverso la rain forest…bellissima, e in macchina ogni tanto vedevo anche scorci di spiaggie niente male, bisogna tornare in questa isola, merita, merita…. Poi ho avuto modo di esplorare in lungo ed in largo Nelson Dockyard dove eravamo noi, e qualche sera siamo stati in gita a Falmouth (qualche centinaio di metri più in là, diversi locali e tanta vita notturna).
A bordo va tutto bene, si lavora come pazzi e come previsto non esiste una vita privata: si dorme e si lavora, si lavora e si dorme, i ritrmi sono questi e la giornata è scandita dai tempi di servizio e di riposo (scarsino).
Non mi entusiasma lavorare su questo genere di barche, troppo grandi, troppo formali i rapporti con gli altri, inoltre sono alle isole vergini ma potrei essere in qualunque altra parte del mondo in quanto vivo sottocoperta con luce artificiale ed aria condizionata, come in miniera!!!…..dicono che qui fuori ci siano i caraibi….mah…. ho dei seri dubbi…. Ma questa non è assolutamente una lamentela, è solo una conferma a ciò che già pensavo prima di fare questa prova: non mi piace. Eccheccacchio, mica potrà sempre piacermi tutto no?? Coi colleghi sto benone, a parte Sandra con la quale litigherò ferocemente non appena entrerò in possesso di una bilancia… ovviamente scherzo, però il fatto che lei cucini così divinamente per me non va bene, neanche un po’… Dicevo: con lei e con Mirko ci siamo presi bene, si ride e il clima è ottimo, quindi tutto sommato non è così tragica, se non fosse per questo clima di austerità e proibizionismo terroristico dettati non dall’armatore, che invece è una persona gentilissima, così come la moglie ed i loro amici. Ma è pur sempre vero che nessuno siam perfetti, ognuno c’abbiamo i suoi difetti…. no?
Da quando abbiamo imbarcato e siamo partiti, come prima tappa abbiamo fatto St.Martin (e daje, son sempre qui ultimamente), seconda tappa isole vergini britanniche e mo’ siamo alle americane, t’è capi??? Mica brodo di giuggiole qui!! Unico inconveniente è che a noi dell’equipaggio non ci hanno accettati in quanto sprovvisti di visto, quindi non possiamo scendere dalla barca, ma non fa nessuna differenza rispetto ad averlo sto benedetto visto,
tanto non abbandoneremmo la barca comunque…. Unica escursione a terra in questa settimana è stata proprio x andare a far dogana tutti insieme, qui mica si accontentano dei passaporti, vogliono vedere bene tutte le persone…. Almeno ho visto la dogana di St.John, posso dire di aver visto le isole vergini, anche se un “refused” sul mio passaporto nuovo di zecca non è che mi piaccia tanto, inoltre mi chiedo come facciano quando arriva una bella Costa Crociere con quelle 2-3000 persone a bordo…. Tutti lì in quell’ufficio???
Il mio viaggio verso casa stavolta sarà duro: a causa del visto devo scendere a Tortola e prendere un traghetto per St.Thomas, poi il giorno seguente inizio coi voli: prima un po’ di rimbalzi per i caraibi, sempre col rischio di esser arrestata per vagabondaggio: St.Thomas-St.Juan-St.Martin, praticamente una via crucis, poi appena capisco dov’è St.Juan sono anche contenta. A St.Martin stazionerò 24 ore, ho anche appuntamento x l’aperitivo con Timo e Miriam che saranno là, e ne approfitterò per fare un po’ di meritata spiaggia e svacco totale, tanto ormai dopo i pellegrinaggi dell’ultima volta l’isola ce l’ho in tasca, poi il giorno dopo un bel St.Martin-Guadalupa-Parigi, e col fuso arrivo in Europa il giorno seguente ancora, poi finalmente l’ultimo volo x l’Italia. A quel punto sarò fusa io…. Non mi era mai successo di metterci 4 giorni per un viaggio….oltretutto mi sono anche resa conto che avendo considerato di tornare a maggio non ho abbigliamento consono alla stagione primaverile italiana….ebbene si, atterrerò a Linate in bermuda, t-shirt e infradito, non ho altro genere di indumenti con me….machissenefrega, sono già felice che mi aspetta una bella pizza con Carla e il giorno dopo megaspiedo a 300 km da casa con tutta la famiglia, tanto per non perdere l’abitudine a viaggiare…
Ma sì, è bello così dai!!!
Eccomi qui, ancora viva. La settimana ad antigua è passata velocemente con i preparativi della barca, un giorno sono anche andata a fare la spesa con Sandra in città e siamo passate attraverso la rain forest…bellissima, e in macchina ogni tanto vedevo anche scorci di spiaggie niente male, bisogna tornare in questa isola, merita, merita…. Poi ho avuto modo di esplorare in lungo ed in largo Nelson Dockyard dove eravamo noi, e qualche sera siamo stati in gita a Falmouth (qualche centinaio di metri più in là, diversi locali e tanta vita notturna).
A bordo va tutto bene, si lavora come pazzi e come previsto non esiste una vita privata: si dorme e si lavora, si lavora e si dorme, i ritrmi sono questi e la giornata è scandita dai tempi di servizio e di riposo (scarsino).
Da quando abbiamo imbarcato e siamo partiti, come prima tappa abbiamo fatto St.Martin (e daje, son sempre qui ultimamente), seconda tappa isole vergini britanniche e mo’ siamo alle americane, t’è capi??? Mica brodo di giuggiole qui!! Unico inconveniente è che a noi dell’equipaggio non ci hanno accettati in quanto sprovvisti di visto, quindi non possiamo scendere dalla barca, ma non fa nessuna differenza rispetto ad averlo sto benedetto visto,
Il mio viaggio verso casa stavolta sarà duro: a causa del visto devo scendere a Tortola e prendere un traghetto per St.Thomas, poi il giorno seguente inizio coi voli: prima un po’ di rimbalzi per i caraibi, sempre col rischio di esser arrestata per vagabondaggio: St.Thomas-St.Juan-St.Martin, praticamente una via crucis, poi appena capisco dov’è St.Juan sono anche contenta. A St.Martin stazionerò 24 ore, ho anche appuntamento x l’aperitivo con Timo e Miriam che saranno là, e ne approfitterò per fare un po’ di meritata spiaggia e svacco totale, tanto ormai dopo i pellegrinaggi dell’ultima volta l’isola ce l’ho in tasca, poi il giorno dopo un bel St.Martin-Guadalupa-Parigi, e col fuso arrivo in Europa il giorno seguente ancora, poi finalmente l’ultimo volo x l’Italia. A quel punto sarò fusa io…. Non mi era mai successo di metterci 4 giorni per un viaggio….oltretutto mi sono anche resa conto che avendo considerato di tornare a maggio non ho abbigliamento consono alla stagione primaverile italiana….ebbene si, atterrerò a Linate in bermuda, t-shirt e infradito, non ho altro genere di indumenti con me….machissenefrega, sono già felice che mi aspetta una bella pizza con Carla e il giorno dopo megaspiedo a 300 km da casa con tutta la famiglia, tanto per non perdere l’abitudine a viaggiare…
Ma sì, è bello così dai!!!
ANTIGUA, 28 febbraio 2007
Che ci faccio qui? Mah, me lo chiedo anch’io! Comunque mi piace: 1 settimana fa mi sono imbarcata su un 90 piedi spagnolo, bellissimo (Windpat), andiamo a fare una crocierina alle isole vergini americane e scendo a st.thomas, poi vado a casa, stavolta quella vera però, non più marin….
Il Flying Cloud è partito qualche giorno prima di me, ero sulla banchina quando mollava gli ormeggi, e devo dire che vederlo da lontano, in mezzo all’acqua, mentre si muoveva per la prima volta senza di me mi ha fatto veramente effetto…fine del II paragrafo capitolo 1,ora c’è il cinghiale ad occuparsi di lui, l’ultima volta è stato visto grugnire dalle parti del carenage...
Sulla barca nuova tutto bene, come prima cosa mi hanno chiesto se mi andava di lavare il ponte quel giorno stesso, e io, ignara, ho risposto entusiasticamente che è il lavoro che mi piace di più: acqua, secchio, spazzolone….un gioco!! Stica**i invece!!! In 3 ci siamo fatti in tutto 16 ore di lavoro suddivise su 2 giorni sgobbando duramente in ginocchio a spazzolare ogni centimetro quadrato di quel teak del piffero, prima il prodotto n.1, e gratta, poi sciacqua, e gratta, poi il prodotto n.2, e gratta, poi risciacqua, e ovviamente gratta, poi vedi dove ci sono punti venuti male, e ricomincia….c’ut vegna un azident, avevo male anche a dei muscoli che non sapevo neanche di avere… L’atmosfera a bordo è positiva, in tutto siamo in 5: comandante e moglie, Mirko il marinaio e Sandra la cuoca, già eletta mio “guru” in coperta, in cucina ed in ogni dove nel mondo nautico.
Qui ad Antigua x quel pochino che ho visto è tutt’un altro mondo rispetto alla Martinica, se in meglio o in peggio non so, ma sicuramente DIVERSO. Già ho incontrato diverse persone, il mare è veramente sempre più piccolo: Timo e Miriam sono venuti a salutarmi circa un’ora dopo che abbiamo attraccato, Carlo e Silvia subito dopo, e c’è pure Omero ma non l’ho visto, poi la prima sera entrati in un bar il barista mi ha detto “ma tu non sei quella che l’anno scorso lavorava con il pazzo ricciolino?” Tombola. Per non stare ad elencare tutti gli altri conosciuti di sfuggita a Marin e ritrovati qui… per esempio: la barca su cui dovrò imbarcarmi di qui ad un mese…..la conoscono tutti!!! Fatte storie….
Ho quindi salutato “definitivamente” Marin, sono passati pochi giorni ma mi sembra che ormai faccia già parte di una vita passata, qui succede tutto talmente in fretta e la vita è talmente intensa che 2 giorni equivalgono a 2 anni di vita terrena, comunque marin (che ci torni o no) rimarrà sempre nel mio cuore e sarà sempre casa…mi dispiace un mucchio essermene andata anche se so che già sono stata dimenticata da tutti, questo mondo è fatto così, anche se devo dire che quest’anno c’era un gruppo fantastico, gente simpaticissima che magari prima o poi rivedrò, mi mancheranno terribilmente tutti, mi sono davvero divertita e soprattutto sono stata benissimo.
A conferma del benessere, come l’anno scorso sono ingrassata, qui pare che la felicità vada a chili, e non avendo bilancia lo vedo dalle sbarre del pontile: a dicembre passavo bene, ora ci passo ancora ma devo tirare bene dentro la pancia, ancora un etto e rimango incastrata! Ma qui mangia mangia non si cala un etto, tutte le sere sono abbuffate su abbuffate, ultima cena dalla paciarotta: come solito, avevo prenotato per 12-15 persone, e ci siamo presentati in 26, meno male che stavolta avevo detto il secondo turno e quindi siamo riusciti lo stesso a mangiare le nostre ribs!
Basta, non scrivo più, sono troppo triste: ma come, l’anno scorso sono stata l’ultima ad andare via, imperterrita fino all’ultimo a salutare tutti quelli che partivano, e stavolta invece sono stata la prima??? E poi mi scoccia che Davide fosse via e non sono riuscita a salutarlo, non sapeva neanche che alla fine ho deciso di imbarcarmi su WindPad, vabbè glielo diranno gli altri. Mario invece l’ho dovuto salutare per telefono, anche lui era in giro, comunque gli ho lasciato l’accappatoio a mo’ di scaramanzia, l’anno scorso ha funzionato, speriamo in bene anche stavolta…
Ma qualcosa mi dice…..che l’anno prossimo arriverà qualcosa di straordinario, non so perché ma sento che partirò per un viaggio lungo lungo, in posti lontani lontani….. più lontani dei caraibi…. Chissà…..
Che ci faccio qui? Mah, me lo chiedo anch’io! Comunque mi piace: 1 settimana fa mi sono imbarcata su un 90 piedi spagnolo, bellissimo (Windpat), andiamo a fare una crocierina alle isole vergini americane e scendo a st.thomas, poi vado a casa, stavolta quella vera però, non più marin….
Il Flying Cloud è partito qualche giorno prima di me, ero sulla banchina quando mollava gli ormeggi, e devo dire che vederlo da lontano, in mezzo all’acqua, mentre si muoveva per la prima volta senza di me mi ha fatto veramente effetto…fine del II paragrafo capitolo 1,ora c’è il cinghiale ad occuparsi di lui, l’ultima volta è stato visto grugnire dalle parti del carenage...
Sulla barca nuova tutto bene, come prima cosa mi hanno chiesto se mi andava di lavare il ponte quel giorno stesso, e io, ignara, ho risposto entusiasticamente che è il lavoro che mi piace di più: acqua, secchio, spazzolone….un gioco!! Stica**i invece!!! In 3 ci siamo fatti in tutto 16 ore di lavoro suddivise su 2 giorni sgobbando duramente in ginocchio a spazzolare ogni centimetro quadrato di quel teak del piffero, prima il prodotto n.1, e gratta, poi sciacqua, e gratta, poi il prodotto n.2, e gratta, poi risciacqua, e ovviamente gratta, poi vedi dove ci sono punti venuti male, e ricomincia….c’ut vegna un azident, avevo male anche a dei muscoli che non sapevo neanche di avere… L’atmosfera a bordo è positiva, in tutto siamo in 5: comandante e moglie, Mirko il marinaio e Sandra la cuoca, già eletta mio “guru” in coperta, in cucina ed in ogni dove nel mondo nautico.
Qui ad Antigua x quel pochino che ho visto è tutt’un altro mondo rispetto alla Martinica, se in meglio o in peggio non so, ma sicuramente DIVERSO. Già ho incontrato diverse persone, il mare è veramente sempre più piccolo: Timo e Miriam sono venuti a salutarmi circa un’ora dopo che abbiamo attraccato, Carlo e Silvia subito dopo, e c’è pure Omero ma non l’ho visto, poi la prima sera entrati in un bar il barista mi ha detto “ma tu non sei quella che l’anno scorso lavorava con il pazzo ricciolino?” Tombola. Per non stare ad elencare tutti gli altri conosciuti di sfuggita a Marin e ritrovati qui… per esempio: la barca su cui dovrò imbarcarmi di qui ad un mese…..la conoscono tutti!!! Fatte storie….
Ho quindi salutato “definitivamente” Marin, sono passati pochi giorni ma mi sembra che ormai faccia già parte di una vita passata, qui succede tutto talmente in fretta e la vita è talmente intensa che 2 giorni equivalgono a 2 anni di vita terrena, comunque marin (che ci torni o no) rimarrà sempre nel mio cuore e sarà sempre casa…mi dispiace un mucchio essermene andata anche se so che già sono stata dimenticata da tutti, questo mondo è fatto così, anche se devo dire che quest’anno c’era un gruppo fantastico, gente simpaticissima che magari prima o poi rivedrò, mi mancheranno terribilmente tutti, mi sono davvero divertita e soprattutto sono stata benissimo.
Basta, non scrivo più, sono troppo triste: ma come, l’anno scorso sono stata l’ultima ad andare via, imperterrita fino all’ultimo a salutare tutti quelli che partivano, e stavolta invece sono stata la prima??? E poi mi scoccia che Davide fosse via e non sono riuscita a salutarlo, non sapeva neanche che alla fine ho deciso di imbarcarmi su WindPad, vabbè glielo diranno gli altri. Mario invece l’ho dovuto salutare per telefono, anche lui era in giro, comunque gli ho lasciato l’accappatoio a mo’ di scaramanzia, l’anno scorso ha funzionato, speriamo in bene anche stavolta…
Ma qualcosa mi dice…..che l’anno prossimo arriverà qualcosa di straordinario, non so perché ma sento che partirò per un viaggio lungo lungo, in posti lontani lontani….. più lontani dei caraibi…. Chissà…..
Popolo di navigatori….del web!!! Qui al mango tutti connessi su internet, altro che navigare in barca………

Dopo aver aggiornato il blog l’ultima volta, sono partita come hostess last-minute con Giovanni, ennesima crociera alle grenadine, ed ultima per quest’anno. Infatti nel frattempo mi sono accordata x altri imbarchi e a metà marzo sarò brevemente e velocemente in Italia, inverno caraibico molto breve stavolta, ma pazienza, le grenadine non scappano.

La crociera è andata bene, per quel che mi riguarda è stata di tutto riposo e relax, i ragazzi erano piuttosto inappetenti quindi il mio tempo anziché passarlo tra i fornelli come solito lo passavo a fare interminabili partite a backgammon con Giovanni, e tornei di scala 40, e dormire dormire dormire. Ogni tanto non fa male! Vorrei spendere due parole sul Mecatti, che era in vacanza con noi, un personaggio unico ed inimitabile: vi dico solo che a 64 anni si è iscritto ad un corso per prendere il brevetto da sub, e se non è vitalità questa…. Il nostro uomo è un ex docente di filosofia, e le discussioni con lui erano qualcosa di incredibile, ha un umorismo innato che ci ha conquistati tutti, oltre a farci preoccupare nel cuore della notte con richieste di aiuuuuuuuto, evidentemente in preda agli incubi, ma dopo un po’ ci abbiamo fatto l’abitudine, era sufficiente svegliarlo! Ci siamo anche incrociati con Azul e abbiamo fatto l’aperitivo a Morpion tutti insieme, però a differenza dell’anno scorso non è stato possibile farlo in acqua e a causa della nuova conformazione dell’atollo senza piscinette naturali abbiamo dovuto accontentarci di farlo sulla sabbia….
Morpion dopo esser stata per breve tempo oblunga ora ha ripreso la sua forma rotonda, ma si è ridotta notevolmente: la circonferenza è di soli 130 passi contro i 195 di un anno fa…. di questo passo tra qualche anno non ci sarà più, colpa dell’ultimo uragano che gli ha distrutto il reef davanti (così mi dicono, ma quand’è stato sto uragano poi? Io non l’ho visto!)….comunque bisogna SBRIGARSI a venire qui, se no sparisce e addio aperitivi mattutini! E poi, cosa gravissima, qualche burlone ha trasformato l’ormai storico ombrellone in capanna, è bello lo stesso ma ha perso gran parte del suo fascino….

Quando eravamo a Union sono andata a bere una birra col vecchio Dalo e gli ho detto che era l’ultima volta alle grenadinei e chissà, forse l’anno prossimo torno, forse no, boh….. ho causato una tragedia: ha iniziato a picchiare i pugni sul tavolo e ad inveire che non è possibile, e allora devo decidermi a sposarlo, lui non mi lascia partire se non gli prometto che tornerò e lo sposerò, e vuole venire in Italia a conoscere il resto della famiglia, è sicuro che piacerà e allora non avrò più motivi per continuare a rifiutare, porta in dono alla famiglia mezza isola ed è da pazzi rifiutare un’offerta di matrimonio del genere! e poi l’ha invitato anche il mio big brother e quindi lui viene a chiedere ufficialmente la mia mano a mio babbo. Allora, Damiano, ma te ce lo vedi Dalo in Italia? Mi viene in mente Mr.Crocodile Dundee, ecco cosa mi viene in mente…. Già all’aeroporto la vedo dura farlo passare sotto al metal detector, ce lo vedo proprio a giustificarsi del macete dicendo che gli serve per le aragoste….e vogliamo discutere sul lavoro di convincimento da fargli per mettere un paio di scarpe? Ammesso e non concesso che ne conosca la funzione…. Comunque, dopo la birra mi ha riportata in barca e visto che il resto del mio equipaggio era già su happy island per l’aperitivo mi ha dovuta portare fin là: impresa riuscita per metà, Giovanni è dovuto venirci incontro col suo tender perché la barca di Dalo picchiava col fuoribordo sul fondo…..ultimamente secondo me sono io che porto sfiga: 3 volte a scogli in una settimana non è normale….

Durante la mia assenza ci sono state novità: il Flying Cloud è praticamente venduto, quindi al mio arrivo era già abitato da Matt, il nuovo skipper. Il giorno in cui sono tornata ero piuttosto trafelata, ho avuto quelle centomila offerte di lavoro (prima niente e poi tutto insieme) e dovevo prendere decisioni molto veloci, quindi sono passata a bordo giusto 30 secondi x salutare Matt e dirgli che per cena si andava tutti dalla paciarotta a mangiare le ribs de porc, se voleva unirsi a noi era il benvenuto. Beh, alla fine questo Matt dev’esser peggio di me in quanto a “mi casa es tu casa” perché dalla paciarotta abbiamo fatto casino e anziché gli 8 prenotati ci siamo presentati in 16, quindi il 50% era tagliato fuori…. soluzione prontissima proposta da lui: carbonara a bordo, oltretutto preparata da Guido e decisamente ottima. E anche nei giorni seguenti il Flying Cloud non ha perso le vecchie abitudini di riunire il popolo di Marin per i pasti. Poi sono stata arruolata per stare a bordo ancora un po’ di tempo x fare tutti i lavori x rimettere a nuovo la barca, visto che la conosco bene posso essere un valido aiuto. Quando ho visto la lista dei lavori mi è venuta una fortissima emicrania, ci devo pensare un attimo se accettare o meno…. Matt me lo sto portando in giro, qui non conosce nessuno e l’ho un po’ introdotto nell’ambiente. Gran bravo ragazzo, lavoratore, serio, simpatico, sempre gentile, ma un po’….. come dire….. boh, non esiste neanche una definizione, dico solo che è un ex giocatore di football americano, pesa oltre il quintale, mangia quattro etti di pasta per pasto, ha una forza bestiale che difficilmente riesce a misurare e si muove con la leggerezza di un bisonte nella prateria, i suoi soprannomi sono “l’uomo di Neanderthal”, “Attila”, “Hulk”, “l’animale” e via dicendo…. Non so se mi va di trovarmi sola con lui, giusto ieri mi ha presa in braccio tirandomi in aria facendomi dare una capocciata al soffitto, e questo voleva essere un gesto affettuoso….. e metti che litighiamo????? Bah, adesso ci penso un attimino sul da farsi, le alternative fortunatamente non mi mancano….
Però un po’ mi intristisce sapere che stavolta dovrò salutare per sempre Flying Cloud, il nostro pied-a-terre del popolo di Marin… ma tutto passa, andiamo avanti.

Dopo aver aggiornato il blog l’ultima volta, sono partita come hostess last-minute con Giovanni, ennesima crociera alle grenadine, ed ultima per quest’anno. Infatti nel frattempo mi sono accordata x altri imbarchi e a metà marzo sarò brevemente e velocemente in Italia, inverno caraibico molto breve stavolta, ma pazienza, le grenadine non scappano.
La crociera è andata bene, per quel che mi riguarda è stata di tutto riposo e relax, i ragazzi erano piuttosto inappetenti quindi il mio tempo anziché passarlo tra i fornelli come solito lo passavo a fare interminabili partite a backgammon con Giovanni, e tornei di scala 40, e dormire dormire dormire. Ogni tanto non fa male! Vorrei spendere due parole sul Mecatti, che era in vacanza con noi, un personaggio unico ed inimitabile: vi dico solo che a 64 anni si è iscritto ad un corso per prendere il brevetto da sub, e se non è vitalità questa…. Il nostro uomo è un ex docente di filosofia, e le discussioni con lui erano qualcosa di incredibile, ha un umorismo innato che ci ha conquistati tutti, oltre a farci preoccupare nel cuore della notte con richieste di aiuuuuuuuto, evidentemente in preda agli incubi, ma dopo un po’ ci abbiamo fatto l’abitudine, era sufficiente svegliarlo! Ci siamo anche incrociati con Azul e abbiamo fatto l’aperitivo a Morpion tutti insieme, però a differenza dell’anno scorso non è stato possibile farlo in acqua e a causa della nuova conformazione dell’atollo senza piscinette naturali abbiamo dovuto accontentarci di farlo sulla sabbia….
Quando eravamo a Union sono andata a bere una birra col vecchio Dalo e gli ho detto che era l’ultima volta alle grenadinei e chissà, forse l’anno prossimo torno, forse no, boh….. ho causato una tragedia: ha iniziato a picchiare i pugni sul tavolo e ad inveire che non è possibile, e allora devo decidermi a sposarlo, lui non mi lascia partire se non gli prometto che tornerò e lo sposerò, e vuole venire in Italia a conoscere il resto della famiglia, è sicuro che piacerà e allora non avrò più motivi per continuare a rifiutare, porta in dono alla famiglia mezza isola ed è da pazzi rifiutare un’offerta di matrimonio del genere! e poi l’ha invitato anche il mio big brother e quindi lui viene a chiedere ufficialmente la mia mano a mio babbo. Allora, Damiano, ma te ce lo vedi Dalo in Italia? Mi viene in mente Mr.Crocodile Dundee, ecco cosa mi viene in mente…. Già all’aeroporto la vedo dura farlo passare sotto al metal detector, ce lo vedo proprio a giustificarsi del macete dicendo che gli serve per le aragoste….e vogliamo discutere sul lavoro di convincimento da fargli per mettere un paio di scarpe? Ammesso e non concesso che ne conosca la funzione…. Comunque, dopo la birra mi ha riportata in barca e visto che il resto del mio equipaggio era già su happy island per l’aperitivo mi ha dovuta portare fin là: impresa riuscita per metà, Giovanni è dovuto venirci incontro col suo tender perché la barca di Dalo picchiava col fuoribordo sul fondo…..ultimamente secondo me sono io che porto sfiga: 3 volte a scogli in una settimana non è normale….
Durante la mia assenza ci sono state novità: il Flying Cloud è praticamente venduto, quindi al mio arrivo era già abitato da Matt, il nuovo skipper. Il giorno in cui sono tornata ero piuttosto trafelata, ho avuto quelle centomila offerte di lavoro (prima niente e poi tutto insieme) e dovevo prendere decisioni molto veloci, quindi sono passata a bordo giusto 30 secondi x salutare Matt e dirgli che per cena si andava tutti dalla paciarotta a mangiare le ribs de porc, se voleva unirsi a noi era il benvenuto. Beh, alla fine questo Matt dev’esser peggio di me in quanto a “mi casa es tu casa” perché dalla paciarotta abbiamo fatto casino e anziché gli 8 prenotati ci siamo presentati in 16, quindi il 50% era tagliato fuori…. soluzione prontissima proposta da lui: carbonara a bordo, oltretutto preparata da Guido e decisamente ottima. E anche nei giorni seguenti il Flying Cloud non ha perso le vecchie abitudini di riunire il popolo di Marin per i pasti. Poi sono stata arruolata per stare a bordo ancora un po’ di tempo x fare tutti i lavori x rimettere a nuovo la barca, visto che la conosco bene posso essere un valido aiuto. Quando ho visto la lista dei lavori mi è venuta una fortissima emicrania, ci devo pensare un attimo se accettare o meno…. Matt me lo sto portando in giro, qui non conosce nessuno e l’ho un po’ introdotto nell’ambiente. Gran bravo ragazzo, lavoratore, serio, simpatico, sempre gentile, ma un po’….. come dire….. boh, non esiste neanche una definizione, dico solo che è un ex giocatore di football americano, pesa oltre il quintale, mangia quattro etti di pasta per pasto, ha una forza bestiale che difficilmente riesce a misurare e si muove con la leggerezza di un bisonte nella prateria, i suoi soprannomi sono “l’uomo di Neanderthal”, “Attila”, “Hulk”, “l’animale” e via dicendo…. Non so se mi va di trovarmi sola con lui, giusto ieri mi ha presa in braccio tirandomi in aria facendomi dare una capocciata al soffitto, e questo voleva essere un gesto affettuoso….. e metti che litighiamo????? Bah, adesso ci penso un attimino sul da farsi, le alternative fortunatamente non mi mancano….
Però un po’ mi intristisce sapere che stavolta dovrò salutare per sempre Flying Cloud, il nostro pied-a-terre del popolo di Marin… ma tutto passa, andiamo avanti.
QUANTO TEMPO SENZA AGGIORNAMENTI!!!
Ma purtroppo non ne ho avuto il tempo materiale, tutto un susseguirsi di cose che non mi lasciavano spazio per scrivere….. oltretutto mi si era anche guastato il pc e sono stata 2 settimane in lutto, senza avere neppure il tempo di andare a cercare un posto per farlo riparare, poi invece il marchingegno è risorto da solo e ora la vita sorride di nuovo, misteri della tecnologia, io non ci ho neanche provato a capire perché si è rimesso a funzionare…..
….da dove cominciare???? Eh, sembra facile…. Allora, andiamo per puntate:
Subito dopo la crociera di capodanno Le Marin è tornato a riempirsi di gente, di italiani eravamo veramente tantissimi e tra vecchi abitanti e nuovi arrivi c’era un traffico in cui raccapezzarsi era piuttosto difficile. Il Flying Cloud è stato riempito delle cambuse avanzate, in questo modo ogni giorno a colazione/pranzo/cena era peggio di un ristorante, e infatti è stato anche battezzato il “ristorante da Vaifra”, il Mango Bay poco ci mancava che mi facesse causa per concorrenza sleale, però era divertente e contro la noia non c’è nulla di meglio che non sapere per quanta gente cucinare, si facevano i conti a spanne. La nostra “famigliola” però era anche costretta ad un “regime alimentare controllato” imposto da Davide quindi i menu erano molto semplici e leggeri, anche se poi venivano regolarmente rovinati da aggiunte di quintalate di cose ingrassanti con la scusa “ma se no scade!!” E’ stato un periodo veramente divertente, animato anche dalle solite folli corse in tender, deliranti domeniche piovose canore e serate ridanciane in allegra compagnia.
Poi…..L’ARRIVO QUASI A SORPRESA DI DAMIANO + CROCIERA
Mi ha avvisato il mercoledì per il suo arrivo della domenica, wow, non potevo ricevere sorpresa migliore, non ci credevo che arrivava finchè non l’ho visto sbucare dall’uscita passeggeri all’aeroporto! Appena arrivato, ancora stordito dal viaggio, è stato catapultato in questo giro pazzo e il mattino seguente è stato caricato sulla barca di Davide e ce ne siamo partiti per una crocierina alle grenadine in compagnia anche delle due sardine, Barbara e Annalisa (vedere loro blog http://www.walkaboutx2.splinder.com/).
Crociera tra amici meravigliosamente riuscita, non ci è mancato proprio niente, giù abbiamo incontrato anche Giovanni e Barbara e a Union ci siamo fatti una serata di quelle indimenticabili, penso ci siamo giocati gli ultimi due neuroni visto che trovavamo estremamente divertente fare il trenino dentro e fuori la barca al ritmo di Pupo, Raffaella Carrà e simili….
E’ stata notevole anche l’accoglienza che Dalo ha riservato al mio big brother: arrivati a Tobago ho subito beccato Sidney che mi ha informata che Dalo era sull’altra spiaggia a preparare un barbecue: io e Damiano siamo saliti sulla barchetta con Sidney, ci ha portati là e l’arrivo è stato il mio momento di grande gloria: una trentina di francesi in spiaggia, Sidney che urla “Dalo, there is Vaifra!”, Dalo che arriva e si butta in acqua e mi prende in spalla tutto festoso dicendomi che c’è anche suo cugino Gary, che a sua volta urla dalla spiaggia il mio nome, io che presento Damiano a Dalo e baci e abbracci, tutti questi francesi che mi guardano chiedendosi probabilmente chi è questa grande star appena giunta (poi mi guardano meglio, capiscono che sono esattamente la sig.na Nessuno e tornano al loro barbecue)….
Dalo ci riporta in barca e probabilmente decide di giocare la carta di far colpo sul fratello perché ci regala seduta stante un tonno, poi il giorno seguente a pranzo ci porta ben 8 mezze aragoste cucinate al barbecue, sempre offerte al big brother. La sera in cui eravamo a Union e c’era la festa in discoteca si sente in dovere di farci da protettore nei confronti degli scuur che ballano un po’ troppo appiccicati alle ragazze, e oltre a stordirci con continue ordinazioni di birre fresche sfoggia tutto il repertorio come un pavone esibisce la propria coda in fase di corteggiamento: si fa vedere davanti alla “discoteca” con l’automobile, elenca che il tal negozio è il suo, che il ristorante è il suo, quella casa e quell’altra sono le sue e tutto può diventare mio se lo voglio, sottolinea che gli anelli che ha alle dita sono di oro vero e diamanti e si è perfino dato lo smalto alle unghie…. Intanto ciacola con Damiano (che non spiccica una parola di Inglese) riguardo la difficoltà di corteggiare le ragazze italiane e gli propone di comprare una barca per far lavorare me, lui mette la metà dei soldi. I due sembrano intendersi alla perfezione e poco ci manca che organizzino il famoso matrimonio che Dalo intanto continua a propormi…vengo così definita la principessa di Union, ambitissimo titolo nobiliare delle grenadine…

Al ritorno dalla crociera resta qualche giorno da passare finalmente in relax con mio fratello a chiacchierare e aggiornarci, ma l’impresa è impossibile, ci sono tante cose da fare (barche da preparare, cene, aperitivi, compleanni….) e poi grazie a quel tesoro di ragazzo che risponde al nome di G devo volare a St.Martin, lasciando Damiano sul Flying Cloud tutto solo, ma è in buona compagnia.
ARRIVANO I VICHINGHI
Breve charter tra St.Martin, St.Barth e Anguilla, 6 giorni con Moorings. Vacanza premio ai migliori venditori di una grossissima azienda norvegese, 3 barche per un totale di 21 persone: un equipaggio è misto di donne/uomini, l’altro è di “calmi” cinquantenni, poi c’è il mio: 6 energumeni con nomi impronunciabili, tutti maschi tra i 32 e i 37 anni, una catastrofe. Bevono vino già a colazione, e si sono ubriacati circa 2 ore dopo l’imbarco, mantenendo sempre la stessa sbronza fino a fine crociera…. Per me è stato distruttivo, passavo la giornata a buttare bottiglie vuote e cercar di parare i danni che loro combinavano, dato che erano sempre talmente ubriachi che gli cascava ogni cosa dalle mani, così avevamo regolarmente formaggio spalmato ovunque, sabbia in ogni dove, cicche di sigarette a non finire, e vani erano i miei tentativi di tenere in ordine, era una missione impossibile, considerando che lo skipper era un po’ “distratto” e non mi dava una mano per niente, così al secondo giorno ho alzato bandiera bianca e per 4 giorni abbiamo letteralmente vissuto in un porcilaio, ma loro sembravano non farci caso più di tanto, quando avevano una bottiglia di vino in mano erano come poppanti col biberon, andava bene tutto! Comunque simpatici, si rendevano conto (per quanto possibile) di essere clienti difficili e cercavano di ruffianarmi, quando sentivo urlare “Vaifra, my love, where are you?” sapevo che avevano combinato qualcosa, io di solito ridevo e dicevo no problem, anche se una volta ho avuto una sclerata fuori misura, tutta in italiano, non hanno capito un tubo di ciò che ho detto ma il messaggio è stato ricevuto bene perché per circa mezzora sono stati buoni e tranquilli e mi guardavano con timore, e io me la ridevo tra me e me al pensiero di questi 6 vichinghi sottomessi ad una nanerottola italiana. Mi hanno anche insegnato qualche frase in norvegese, anche se sono sicura che non mi abbiano detto la verità riguardo il significato: per esempio, quando il mangiare era pronto dovevo dire “iaiarecot” (non ho idea di come si scrive) e ridevano come pazzi, chissà cosa dicevo, comunque li assecondavo e continuavo a dirlo, faceva parte del gioco. Non vedo l’ora che mi mandino le foto, ne pubblicherò qualcuna perché erano proprio belle.
Sbarcati loro, avevo ancora un giorno da passare a St.Martin, così sono andata a cercare la Gabriella che ora lavora su un megayacht momentaneamente fermo a Simpson Bay, ho passato il pomeriggio con lei (che bello rivedersi dopo tanto tempo, un’emozione forte!!) e poi sono andata a Marigot a cercare gli americani, se per caso erano là. Non c’erano, e così mi sono trovata a girare come una vagabonda per l’isola, in autostop, e non sapendo dove andare a dormire sono andata a cercare un tipo che avevo conosciuto quando ero stata là in dicembre, solo che non lavorava più nello stesso bar e non avevo il numero di telefono. Poi una ragazza ha capito di chi parlavo e l’abbiamo chiamato, si ricordava di me e altro giro di autostop per andare a casa sua, stava ospitando amici ma con grande spirito di adattamento ci siamo stati tutti a dormire, io ero talmente stanca che un cuscino in terra mi è sembrato il letto più confortevole del mondo! La mattina dopo in aeroporto di nuovo in autostop, stavolta sono stata caricata addirittura dallo scuolabus!
E ora eccomi di nuovo qui a Marin, da due giorni. Il mio programma era di dormire minmo 60 ore filate per recuperare un po’ di energie, ma ancora una volta è stato impossibile in quanto la sera stessa sono arrivati gli ospiti di un tipo che è qui di cui non posso fare nome perché vuole tenere un profilo basso, abbiamo passato la serata insieme e alla fine l’ultima volta che ho guardato l’orologio erano le 2.30….io che volevo andare a letto con le galline!!!! Oltretutto, sempre per la serie il mondo è piccolo, uno di loro lo conoscevo anni fa!!! Stamattina loro sono partiti, Mario e Giovanni sono arrivati ieri, Davide dovrebbe arrivare tra qualche ora, ed ecco che la famigliola sarà di nuovo unita.
Ma purtroppo non ne ho avuto il tempo materiale, tutto un susseguirsi di cose che non mi lasciavano spazio per scrivere….. oltretutto mi si era anche guastato il pc e sono stata 2 settimane in lutto, senza avere neppure il tempo di andare a cercare un posto per farlo riparare, poi invece il marchingegno è risorto da solo e ora la vita sorride di nuovo, misteri della tecnologia, io non ci ho neanche provato a capire perché si è rimesso a funzionare…..
….da dove cominciare???? Eh, sembra facile…. Allora, andiamo per puntate:
Subito dopo la crociera di capodanno Le Marin è tornato a riempirsi di gente, di italiani eravamo veramente tantissimi e tra vecchi abitanti e nuovi arrivi c’era un traffico in cui raccapezzarsi era piuttosto difficile. Il Flying Cloud è stato riempito delle cambuse avanzate, in questo modo ogni giorno a colazione/pranzo/cena era peggio di un ristorante, e infatti è stato anche battezzato il “ristorante da Vaifra”, il Mango Bay poco ci mancava che mi facesse causa per concorrenza sleale, però era divertente e contro la noia non c’è nulla di meglio che non sapere per quanta gente cucinare, si facevano i conti a spanne. La nostra “famigliola” però era anche costretta ad un “regime alimentare controllato” imposto da Davide quindi i menu erano molto semplici e leggeri, anche se poi venivano regolarmente rovinati da aggiunte di quintalate di cose ingrassanti con la scusa “ma se no scade!!” E’ stato un periodo veramente divertente, animato anche dalle solite folli corse in tender, deliranti domeniche piovose canore e serate ridanciane in allegra compagnia.
Poi…..L’ARRIVO QUASI A SORPRESA DI DAMIANO + CROCIERA
Mi ha avvisato il mercoledì per il suo arrivo della domenica, wow, non potevo ricevere sorpresa migliore, non ci credevo che arrivava finchè non l’ho visto sbucare dall’uscita passeggeri all’aeroporto! Appena arrivato, ancora stordito dal viaggio, è stato catapultato in questo giro pazzo e il mattino seguente è stato caricato sulla barca di Davide e ce ne siamo partiti per una crocierina alle grenadine in compagnia anche delle due sardine, Barbara e Annalisa (vedere loro blog http://www.walkaboutx2.splinder.com/).
Crociera tra amici meravigliosamente riuscita, non ci è mancato proprio niente, giù abbiamo incontrato anche Giovanni e Barbara e a Union ci siamo fatti una serata di quelle indimenticabili, penso ci siamo giocati gli ultimi due neuroni visto che trovavamo estremamente divertente fare il trenino dentro e fuori la barca al ritmo di Pupo, Raffaella Carrà e simili….E’ stata notevole anche l’accoglienza che Dalo ha riservato al mio big brother: arrivati a Tobago ho subito beccato Sidney che mi ha informata che Dalo era sull’altra spiaggia a preparare un barbecue: io e Damiano siamo saliti sulla barchetta con Sidney, ci ha portati là e l’arrivo è stato il mio momento di grande gloria: una trentina di francesi in spiaggia, Sidney che urla “Dalo, there is Vaifra!”, Dalo che arriva e si butta in acqua e mi prende in spalla tutto festoso dicendomi che c’è anche suo cugino Gary, che a sua volta urla dalla spiaggia il mio nome, io che presento Damiano a Dalo e baci e abbracci, tutti questi francesi che mi guardano chiedendosi probabilmente chi è questa grande star appena giunta (poi mi guardano meglio, capiscono che sono esattamente la sig.na Nessuno e tornano al loro barbecue)….
Dalo ci riporta in barca e probabilmente decide di giocare la carta di far colpo sul fratello perché ci regala seduta stante un tonno, poi il giorno seguente a pranzo ci porta ben 8 mezze aragoste cucinate al barbecue, sempre offerte al big brother. La sera in cui eravamo a Union e c’era la festa in discoteca si sente in dovere di farci da protettore nei confronti degli scuur che ballano un po’ troppo appiccicati alle ragazze, e oltre a stordirci con continue ordinazioni di birre fresche sfoggia tutto il repertorio come un pavone esibisce la propria coda in fase di corteggiamento: si fa vedere davanti alla “discoteca” con l’automobile, elenca che il tal negozio è il suo, che il ristorante è il suo, quella casa e quell’altra sono le sue e tutto può diventare mio se lo voglio, sottolinea che gli anelli che ha alle dita sono di oro vero e diamanti e si è perfino dato lo smalto alle unghie…. Intanto ciacola con Damiano (che non spiccica una parola di Inglese) riguardo la difficoltà di corteggiare le ragazze italiane e gli propone di comprare una barca per far lavorare me, lui mette la metà dei soldi. I due sembrano intendersi alla perfezione e poco ci manca che organizzino il famoso matrimonio che Dalo intanto continua a propormi…vengo così definita la principessa di Union, ambitissimo titolo nobiliare delle grenadine…
Al ritorno dalla crociera resta qualche giorno da passare finalmente in relax con mio fratello a chiacchierare e aggiornarci, ma l’impresa è impossibile, ci sono tante cose da fare (barche da preparare, cene, aperitivi, compleanni….) e poi grazie a quel tesoro di ragazzo che risponde al nome di G devo volare a St.Martin, lasciando Damiano sul Flying Cloud tutto solo, ma è in buona compagnia.
ARRIVANO I VICHINGHI
Breve charter tra St.Martin, St.Barth e Anguilla, 6 giorni con Moorings. Vacanza premio ai migliori venditori di una grossissima azienda norvegese, 3 barche per un totale di 21 persone: un equipaggio è misto di donne/uomini, l’altro è di “calmi” cinquantenni, poi c’è il mio: 6 energumeni con nomi impronunciabili, tutti maschi tra i 32 e i 37 anni, una catastrofe. Bevono vino già a colazione, e si sono ubriacati circa 2 ore dopo l’imbarco, mantenendo sempre la stessa sbronza fino a fine crociera…. Per me è stato distruttivo, passavo la giornata a buttare bottiglie vuote e cercar di parare i danni che loro combinavano, dato che erano sempre talmente ubriachi che gli cascava ogni cosa dalle mani, così avevamo regolarmente formaggio spalmato ovunque, sabbia in ogni dove, cicche di sigarette a non finire, e vani erano i miei tentativi di tenere in ordine, era una missione impossibile, considerando che lo skipper era un po’ “distratto” e non mi dava una mano per niente, così al secondo giorno ho alzato bandiera bianca e per 4 giorni abbiamo letteralmente vissuto in un porcilaio, ma loro sembravano non farci caso più di tanto, quando avevano una bottiglia di vino in mano erano come poppanti col biberon, andava bene tutto! Comunque simpatici, si rendevano conto (per quanto possibile) di essere clienti difficili e cercavano di ruffianarmi, quando sentivo urlare “Vaifra, my love, where are you?” sapevo che avevano combinato qualcosa, io di solito ridevo e dicevo no problem, anche se una volta ho avuto una sclerata fuori misura, tutta in italiano, non hanno capito un tubo di ciò che ho detto ma il messaggio è stato ricevuto bene perché per circa mezzora sono stati buoni e tranquilli e mi guardavano con timore, e io me la ridevo tra me e me al pensiero di questi 6 vichinghi sottomessi ad una nanerottola italiana. Mi hanno anche insegnato qualche frase in norvegese, anche se sono sicura che non mi abbiano detto la verità riguardo il significato: per esempio, quando il mangiare era pronto dovevo dire “iaiarecot” (non ho idea di come si scrive) e ridevano come pazzi, chissà cosa dicevo, comunque li assecondavo e continuavo a dirlo, faceva parte del gioco. Non vedo l’ora che mi mandino le foto, ne pubblicherò qualcuna perché erano proprio belle.

Sbarcati loro, avevo ancora un giorno da passare a St.Martin, così sono andata a cercare la Gabriella che ora lavora su un megayacht momentaneamente fermo a Simpson Bay, ho passato il pomeriggio con lei (che bello rivedersi dopo tanto tempo, un’emozione forte!!) e poi sono andata a Marigot a cercare gli americani, se per caso erano là. Non c’erano, e così mi sono trovata a girare come una vagabonda per l’isola, in autostop, e non sapendo dove andare a dormire sono andata a cercare un tipo che avevo conosciuto quando ero stata là in dicembre, solo che non lavorava più nello stesso bar e non avevo il numero di telefono. Poi una ragazza ha capito di chi parlavo e l’abbiamo chiamato, si ricordava di me e altro giro di autostop per andare a casa sua, stava ospitando amici ma con grande spirito di adattamento ci siamo stati tutti a dormire, io ero talmente stanca che un cuscino in terra mi è sembrato il letto più confortevole del mondo! La mattina dopo in aeroporto di nuovo in autostop, stavolta sono stata caricata addirittura dallo scuolabus!
E ora eccomi di nuovo qui a Marin, da due giorni. Il mio programma era di dormire minmo 60 ore filate per recuperare un po’ di energie, ma ancora una volta è stato impossibile in quanto la sera stessa sono arrivati gli ospiti di un tipo che è qui di cui non posso fare nome perché vuole tenere un profilo basso, abbiamo passato la serata insieme e alla fine l’ultima volta che ho guardato l’orologio erano le 2.30….io che volevo andare a letto con le galline!!!! Oltretutto, sempre per la serie il mondo è piccolo, uno di loro lo conoscevo anni fa!!! Stamattina loro sono partiti, Mario e Giovanni sono arrivati ieri, Davide dovrebbe arrivare tra qualche ora, ed ecco che la famigliola sarà di nuovo unita.
07 gennaio 2007, di ritorno dal charter di capodanno.
TUTTO BENE, tutto benissimo, non poteva andare meglio, sono molto contenta.
Il mio equipaggio era fantastico, il migliore che si possa sperar di trovare: simpatici, sempre gentili, sempre col sorriso, con voglia di fare e di ridere, veramente delle persone speciali: Paolo, Silvia e il piccolino, Luca, un bambino che mi ha sbalordita in più di un’occasione per la sua intelligenza a dir poco viva. Poi….lui….. Paolo, il nostro comandante, una sagoma di personaggio che ci faceva morir dal ridere col suo umorismo, non se l’è presa neppure quando io e Silvia abbiamo affermato che eravamo invidiose delle altre barche che avevano gli skipper e noi invece avevamo lo skiffer…. Insomma una bella crociera, e oltre alle risate (all’ordine del giorno) non sono mancati i momenti “tragici”,
sempre comunque presi con allegria, tipo la mia sbagliatissima torta al cocco, immangiabile ma fonte d’ispirazione per battute su battute sufficienti a ridere 3 giorni a fila… un equipaggio con un eccezionale spirito d’umorismo…. la noia non è mai stata nostra compagna di viaggio, decisamente no! Li ho salutati ormai da 3 giorni ma continuano a venirmi in mente certe scene che rido da sola come una scema, non sto a raccontarle perché non renderebbero, ma i due Paolo quando si mettevano in combutta a far battute erano davvero troppo forti, quando poi a bordo c’era il nostro ospite fisso Fabio, skipper di altra barca, allora ciao, era la fine… Sono stata molto contenta anche di tornare alle grenadine e di rivedere volti conosciuti, il vecchio Dalo per esempio, che ancora una volta insisteva dicendo che suo papà sta aspettando che entri in famiglia, però intanto mi si è fregato un coltello, gliel’ho prestato e non è più tornato indietro, mannaggia…. Poi ho incontrato qua e là per le isole Pierre, che a fine gennaio parte per Panama e starà perso per un arco di tempo che va dai 2 ai 7 anni, dice.
A Union ho incrociato per strada Carlo, che cmq arriverà in Martinica entro il 14, poi ho visto anche altre persone, il mare è sempre più piccolo….. e ho fatto anche tante nuove conoscenze, mi sono divertita un sacco e ho tenuto in perfetto allenamento tutti i muscoli del ridere, sono stata benissimo e tutto è andato bene, mancano solo le foto, che aspetto fiduciosa via mail.
Ora sono di nuovo a Marin, sono partita ieri pomeriggio con Mario, Elisa ed il team di Albatross, siamo arrivati stamattina e dopo una giornata a ripulire e riordinare il povero Flying Cloud (che deve aver sofferto di solitudine, lo vedo), eccomi qui. Domani ricomincio il giro a battere a tappeto tutte le agenzie e le barche, poi se va bene, bene, se no andrò a lavare i piatti al mango bay, ma di andare a casa con il freddo che c’è non ci penso proprio, manco pe’ ssogno!
E poi…..Damiano scrive che a febbraio vengono lui e il babbo, e questo era il mio obiettivo per la stagione 2006-2007, che so’ scema ad andare a casa io adesso che finalmente si sono decisi loro a venire a dare un’occhiatina qui? Poi lo so che gli piacerà, ne sono stracerta, e non vedo l’ora che arrivino!!!
TUTTO BENE, tutto benissimo, non poteva andare meglio, sono molto contenta.
Il mio equipaggio era fantastico, il migliore che si possa sperar di trovare: simpatici, sempre gentili, sempre col sorriso, con voglia di fare e di ridere, veramente delle persone speciali: Paolo, Silvia e il piccolino, Luca, un bambino che mi ha sbalordita in più di un’occasione per la sua intelligenza a dir poco viva. Poi….lui….. Paolo, il nostro comandante, una sagoma di personaggio che ci faceva morir dal ridere col suo umorismo, non se l’è presa neppure quando io e Silvia abbiamo affermato che eravamo invidiose delle altre barche che avevano gli skipper e noi invece avevamo lo skiffer…. Insomma una bella crociera, e oltre alle risate (all’ordine del giorno) non sono mancati i momenti “tragici”,sempre comunque presi con allegria, tipo la mia sbagliatissima torta al cocco, immangiabile ma fonte d’ispirazione per battute su battute sufficienti a ridere 3 giorni a fila… un equipaggio con un eccezionale spirito d’umorismo…. la noia non è mai stata nostra compagna di viaggio, decisamente no! Li ho salutati ormai da 3 giorni ma continuano a venirmi in mente certe scene che rido da sola come una scema, non sto a raccontarle perché non renderebbero, ma i due Paolo quando si mettevano in combutta a far battute erano davvero troppo forti, quando poi a bordo c’era il nostro ospite fisso Fabio, skipper di altra barca, allora ciao, era la fine… Sono stata molto contenta anche di tornare alle grenadine e di rivedere volti conosciuti, il vecchio Dalo per esempio, che ancora una volta insisteva dicendo che suo papà sta aspettando che entri in famiglia, però intanto mi si è fregato un coltello, gliel’ho prestato e non è più tornato indietro, mannaggia…. Poi ho incontrato qua e là per le isole Pierre, che a fine gennaio parte per Panama e starà perso per un arco di tempo che va dai 2 ai 7 anni, dice.
A Union ho incrociato per strada Carlo, che cmq arriverà in Martinica entro il 14, poi ho visto anche altre persone, il mare è sempre più piccolo….. e ho fatto anche tante nuove conoscenze, mi sono divertita un sacco e ho tenuto in perfetto allenamento tutti i muscoli del ridere, sono stata benissimo e tutto è andato bene, mancano solo le foto, che aspetto fiduciosa via mail.E poi…..Damiano scrive che a febbraio vengono lui e il babbo, e questo era il mio obiettivo per la stagione 2006-2007, che so’ scema ad andare a casa io adesso che finalmente si sono decisi loro a venire a dare un’occhiatina qui? Poi lo so che gli piacerà, ne sono stracerta, e non vedo l’ora che arrivino!!!
16 DICEMBRE 2006, DI NUOVO QUI AL MANGOBBEI
Si mangia ancora da schifo come l’anno scorso, in compenso hanno dato un ritocchino ai prezzi, costa di più.
WOOOOOOOWWWWW che emozione esser qui!! Bello, bellissimo…casa….. Sono qui da 6 giorni e mi sembra di non esser mai andata via, poi sono arrivati quasi tutti ed è bellissimo! Vivo momentaneamente sul Flying Cloud, ancora alla stessa banchina, quale emozione riaprire quella porta, la mia dinette, la mia cucina, la mia cabina, l’odore (ok, un po’ di chiuso, ma l’odore era proprio quello del mio Flying Cloud). Mario ha staccato il Ferraù dalla boa ed è alla stessa mia banchina, che ora più che mai sembra la banchina degli italiani: oltre a noi due c’erano Omero, Giovanni (ora partiti), Lucio e Francesca col piccolo Mattia, è arrivato Franco e pure lui l’hanno sistemato qui, è arrivato Wood Pecker e anche lui è qui di fronte, esattamente di fianco al TiPuta dove FORSE mi imbarcherò a gennaio. Se il mare è piccolo figuriamoci una banchina. Solo Davide è lontano, dall’altra parte, ma tanto quest’anno ha il tender potente, fa presto a venire qui. E’ di nuovo come l’anno scorso, bello, bellissimo, indescrivibile sensazione.
Io sono indaffaratissima a cercare lavoro e mi sono scontrata con la burocrazia francese, forse peggio dell’Italiana ma io non demordo e insistisco. Per il momento sto saltuariamente dando una mano ad un broker…. ma mi ci vedete a me che vendo una barca? No, sto scherzando, mi occupo di cose molto più semplici, per esempio sono bravissima a rispondere al telefono e dire che Monsieur Dominique non c’è. Comunque fa ridere che un anno fa ho cambiato vita e ora mi ritrovo in un porto a fare nientepopòdimenoche….la segretaria!!! Nel frattempo ho battuto a tappeto tutte le agenzie di charter, ho affisso biglietti dal benzinaio al Mango e in capitaneria, ho messo insieme la faccia come il culo che appena vedo arrivare una barca vado ad aiutarli nell’ormeggio e poi gli appioppo il curriculum. Insomma sono fiduciosa.
SABATO 23 dicembre ’06

Eccomi qui, non ho più avuto tempo per scrivere, sempre di corsa su e giù per il porto. Adesso che Mario è tornato alla boa e sono arrivati proprio tutti, adesso sì che Le Marin è di nuovo LE MARIN. Ho momentaneamente sospeso la ricerca di imbarco perché siamo tutti impegnati per il capodanno, ci penseremo poi a gennaio.
E’ tornato Omero ed è arrivata anche l’Elisa a passo il mio tempo con i soliti: lei, Mario, Davide e Franco & Cesare, che purtroppo però partono oggi, peccato perché sono simpaticissimi e mi fanno schiantare dalle risate, soprattutto Cesare che era un po’ la nostra vittima preferita per scherzi e battutine e si arrabbia dicendo che i giovani non hanno più rispetto per i capelli bianchi… A parte loro, è continuamente un viavai di gente che incontri, ci vediamo per una birra al mango, ce l’hai 2 uova, io porto l’insalata e tutte ste piccole cose di vita quotidiana, sono gli ultimi giorni di cazzeggio prima che ognuno parta per la propria crociera, e sono i giorni migliori. E penso che l’anno prossimo, se mai sarò di nuovo qui, in questi giorni pretendo ed esigo che ci sia anche Damiano. E così sarà, volere è potere.
Davide mi fa morir dal ridere, se possibile è diventato ancora più scemo dell’anno scorso, nel corso dell’estate si dev’esser giocato anche l’ultimo neurone…. Ha sempre la battuta pronta e dice certe cretinate che mi chiedo da dove gli escano, ha una fantasia incredibile quel tipo lì. Mi prende sempre in giro e mi fa continuamente scherzi e dispetti e mi tratta come se fossi un oggetto, anzi molto peggio: mi picchia da mattina a sera e dice sempre che io sì che sono un uomo con le palle, ma lo fa con quella faccia da paraculo che non riesco neanche ad arrabbiarmi e a difendermi perché mi prende la sgrigna e alla fine subisco senza reagire. Ma un giorno mi vendicherò.
Domani sera ci sarà il megafestone degli italiani, non vedo l’ora, poi il 25 mi trasferisco sul catana del charter e aspetto che arrivino i miei nuovi clienti.
Altro da raccontare non ce l’ho, lo so che ho scritto due cretinate in croce, ma sono impegnata a vivere e non ho tempo, come dicevo questi sono i giorni migliori, sono pochi e non mi va di sprecar tempo davanti ad un monitor!
Si mangia ancora da schifo come l’anno scorso, in compenso hanno dato un ritocchino ai prezzi, costa di più.
WOOOOOOOWWWWW che emozione esser qui!! Bello, bellissimo…casa….. Sono qui da 6 giorni e mi sembra di non esser mai andata via, poi sono arrivati quasi tutti ed è bellissimo! Vivo momentaneamente sul Flying Cloud, ancora alla stessa banchina, quale emozione riaprire quella porta, la mia dinette, la mia cucina, la mia cabina, l’odore (ok, un po’ di chiuso, ma l’odore era proprio quello del mio Flying Cloud). Mario ha staccato il Ferraù dalla boa ed è alla stessa mia banchina, che ora più che mai sembra la banchina degli italiani: oltre a noi due c’erano Omero, Giovanni (ora partiti), Lucio e Francesca col piccolo Mattia, è arrivato Franco e pure lui l’hanno sistemato qui, è arrivato Wood Pecker e anche lui è qui di fronte, esattamente di fianco al TiPuta dove FORSE mi imbarcherò a gennaio. Se il mare è piccolo figuriamoci una banchina. Solo Davide è lontano, dall’altra parte, ma tanto quest’anno ha il tender potente, fa presto a venire qui. E’ di nuovo come l’anno scorso, bello, bellissimo, indescrivibile sensazione.
Io sono indaffaratissima a cercare lavoro e mi sono scontrata con la burocrazia francese, forse peggio dell’Italiana ma io non demordo e insistisco. Per il momento sto saltuariamente dando una mano ad un broker…. ma mi ci vedete a me che vendo una barca? No, sto scherzando, mi occupo di cose molto più semplici, per esempio sono bravissima a rispondere al telefono e dire che Monsieur Dominique non c’è. Comunque fa ridere che un anno fa ho cambiato vita e ora mi ritrovo in un porto a fare nientepopòdimenoche….la segretaria!!! Nel frattempo ho battuto a tappeto tutte le agenzie di charter, ho affisso biglietti dal benzinaio al Mango e in capitaneria, ho messo insieme la faccia come il culo che appena vedo arrivare una barca vado ad aiutarli nell’ormeggio e poi gli appioppo il curriculum. Insomma sono fiduciosa.
SABATO 23 dicembre ’06
Eccomi qui, non ho più avuto tempo per scrivere, sempre di corsa su e giù per il porto. Adesso che Mario è tornato alla boa e sono arrivati proprio tutti, adesso sì che Le Marin è di nuovo LE MARIN. Ho momentaneamente sospeso la ricerca di imbarco perché siamo tutti impegnati per il capodanno, ci penseremo poi a gennaio.
Davide mi fa morir dal ridere, se possibile è diventato ancora più scemo dell’anno scorso, nel corso dell’estate si dev’esser giocato anche l’ultimo neurone…. Ha sempre la battuta pronta e dice certe cretinate che mi chiedo da dove gli escano, ha una fantasia incredibile quel tipo lì. Mi prende sempre in giro e mi fa continuamente scherzi e dispetti e mi tratta come se fossi un oggetto, anzi molto peggio: mi picchia da mattina a sera e dice sempre che io sì che sono un uomo con le palle, ma lo fa con quella faccia da paraculo che non riesco neanche ad arrabbiarmi e a difendermi perché mi prende la sgrigna e alla fine subisco senza reagire. Ma un giorno mi vendicherò.
Domani sera ci sarà il megafestone degli italiani, non vedo l’ora, poi il 25 mi trasferisco sul catana del charter e aspetto che arrivino i miei nuovi clienti.
Altro da raccontare non ce l’ho, lo so che ho scritto due cretinate in croce, ma sono impegnata a vivere e non ho tempo, come dicevo questi sono i giorni migliori, sono pochi e non mi va di sprecar tempo davanti ad un monitor!
10 DICEMBRE 2006 IN VIAGGIO VERSO LA MARTINICA, aeroporto di St.Barth
Eccomi qui, fine di un altro capitolo, è giunto il momento di salutare i miei nuovi amici. Peccato perché alla fine dopo quasi un mese di convivenza stavo bene in quella barca e mi sembrava di conoscere la loro famiglia da sempre, mi ricordano la famiglia Bradford, sono in mille e sembra si amino tutti quanti alla follia, io che pensavo che ste cose esistessero solo nei film….
Comunque, i festeggiamenti per la fine della traversata sono andati come da programma, e come ho scritto in mail a casa ho smesso di bere quando mi sono resa conto di far scarpetta con la pancetta nel gelato all’amarena e mi piaceva… poi siamo scesi a terra e Steve ha continuato a bere, bere, bere….alla fine l’abbiamo riportato in barca modello sacco di patate, uno straccio privo di ogni energia….comunque ci siamo divertiti!
Quindi sto andando, sono emozionata di tornare a Marin, “casa”… non vedo l’ora di rivedere tutti, sono davvero molto…..boh, non esiste neanche una parola per dirlo….
Il volo finora non è stato assolutamente noioso, vi racconto: avevo il primo aereo alle 08.45 per St.Barth, arrivo in aeroporto per tempo ma il check-in era chiuso, aspetta aspetta la tipa è arrivata alle 08.20, poi c’erano problemi per l’emissione dei ticket bagagli, vabbè aspetta, poi c’era da pagare la tassa aeroportuale, vado all’ufficio e non c’è nessuno, aspetta anche lì, arriva la tipa tranquilla col caffè in mano e mi dice che devo pagare 30 U$, le do 50 € e mi dà di resto 20 U$....brontolo un po’ ma non si cava un ragno da un buco, è tardi e lascio perdere, ma con un gran nervoso, vado di corsa al gate, erano le 08.43 e non c’era nessuno, solo un cartello “boarding”, arriva un peruviano che doveva prendere lo stesso volo, il tempo di riguardare il pannello e c’è scritto “started”…ma come???!!! All’ufficio air caraibe non c’era nessuno, il tipo del customer dell’aeroporto diceva che lui non ci poteva fare niente, ho iniziato a sbraitare come una gallina in francese e inglese, e tradurre in spagnolo per il peruviano che non capiva un tubo, ero talmente nera che fra un po’ iniziavo a parlare anche il cinese, e i tipi del controllo passaporti che mi dicevano di stare calma che l’indomani qualcuno di air caraibe ci sarebbe stato, ma ero veramente incazzata e scattavo foto agli uffici deserti dell’air caraibe con l’orologio in primo piano….poi è arrivato un tipo della corsair e mi ha detto di seguirlo, il peruviano anche…pensavo fosse la volta buona che mi arrestavano per schiamazzi (almeno non avevo problemi su dove passare la notte visto che sunshine partiva subito dopo il mio sbarco….) invece ci hanno fatti salire su un aereo che era poco più grande di una zanzara, nessuna scritta da nessuna parte, 8 seggiolini, io il peruviano e una cicciona tedesca, e un tipo in divisa che ha messo in moto, siamo decollati e dopo 20 minuti eravamo a St.Barth…Ho dei dubbi sui bagagli ma voglio esser fiduciosa. boh, chi era sto tipo e di quale compagnia non lo so, resterà un mistero, l’importante è che ora sono a St.Barth e fra poco ho il prossimo volo per la Guadalupa, se tutto va bene e non mi fanno altri scherzi per sera sono in Martinica, speriamo bene! A St.Barth emozionante anche l’atterraggio: l’aeroporto è uno sputo e la pista di atterraggio inizia subito dopo una montagna quindi la discesa è stata modello montagne russe, poi c’era una strada con un camion che passava in quel momento e lì mi sono detta che ci sbattevamo contro, invece niente, poi siamo atterrati e frena frena in fondo alla pista c’era una spiaggia, stavolta facciamo il bagno, invece niente anche lì… comunque sicuramente emozionante!
Questi 5 giorni a St.Martin (bellissima) sono stata bene, ho visitato un po’ l’isola e sono stata anche alla spiaggia dove ti atterrano gli aerei sulla testa, fa piuttosto impressione anche se non abbiamo visto aerei grossi, solo piccoli jet, io stavo lì che aspettavo un bel boeing invece niente da fare, peccato…. Poi ieri ho provato anche a fare il board-qualcosa, praticamente sci nautico con una specie di tavola da surf….non ho combinato molto se non bere ettolitri d’acqua, ma in compenso le barche intorno si sono divertite parecchio!
In conclusione, penso di esser stata davvero fortunata ad aver incontrato quei due americani, mi hanno trattata benissimo e ci siamo anche divertiti tanto….li sentivo parlare di me ogni tanto, loro pensano che se parlano in fretta non capisco, invece io adesso ci ho fatto l’orecchio e capisco tutto, ma quando parlavano tra di loro continuavo a far finta di non capire un tubo… quindi quel che dicono di me è: che cucino bene, che in navigazione ero bravissima perché non sono mai stata male (e che, si è bravi ad avere lo stomaco di ferro? E’ solo fortuna questa), e ho sempre cucinato anche quando rollavamo che ci piegavamo di 40° gradi per lato (una volta sola mi è caduta un barattolo di pelati, un disastro), certi giorni erano convinti che si sarebbe mangiato una scatoletta di tonno e invece io ad un certo punto gli dicevo che era pronto (tra di noi: io non avevo capito che a volte si può non cucinare, io credevo fosse obbligatorio farlo sempre e per questo anche se c’era un mare della madonna ci mettevo tanto tempo e tanta pazienza ma qualcosa lo facevo, se sapevo che si possono mangiare anche le scatolette….col piffero che mi sbattevo così tanto!!), poi dicono che d’ora in avanti cambieranno il modo di dire che le vele sbattono, perché come lo dico io è troppo buffo e gli piace un mucchio….hanno provato a spiegarmi perché il mio modo di dire “the sail flap” fa tanto ridere, secondo me è una questione di accenti... poi ridono del fatto che mi ostinavo a fare il dolce tutti i giorni e una volta è uscita dal forno una torta che era tutta storta, della serie un lato alto mezzo centimetro e dall’altro era trabordata dalla teglia, ma mica sarà colpa mia che la barca sta storta e il forno è poco basculante no? Poi sono stati sorpresi anche per come timono, dicono che sono brava. E qui mi perdono dei punti, prima li consideravo due persone intelligenti… ma se non tengo la rotta neanche a morire, come fanno a dire che sono brava!! Mi hanno fatto ridere un giorno che io ero là fuori al timone, c’erano le onde alte e io per veder qualcosa ero salita in piedi sul seggiolino ed ero in una posizione non molto naturale, sono usciti insieme cantando la canzone di Popeye con le parole I’m Vaifra the sailorman e senza dir nulla mi hanno infilato in testa la maglietta Sunshine Crew, dicendo che me l’ero meritata….sono orgogliosa di averla ricevuta! Per quando riguarda la navigazione invece dopo la mia “lunghissima” esperienza di timoniere posso dire che mi sembra più facile quando il mare è incazzato, o almeno: io la rotta la perdo meno, quando invece è tutto tranquillo, a parte la noia mortale, vado a zig zag che è una meraviglia, ho fatto i gasghi all’oceano!
Giovedì è arrivato John, un loro amico di famiglia simpaticissimo che mi ha insegnato tutta una serie di modi di dire e parolaccie e offese e insulti che non mancherò di sfoggiare all’occorrenza! Di mestiere progetta missili x sommergibili, volevo chiedergli una campionatura: l’obiettivo ce l’avrei anche….comunque, mi ha raccontato una serie di aneddoti molto divertenti su alcuni test che hanno fatto, e ha promesso che se capita una volta che testano qlc di tranquillo mi ci fa andare 3 giorni, wow non sarebbe meraviglioso andare in un sottomarino? A sparare missili? Beh, la seconda parte non mi piace molto, ma l’idea di andar sott’acqua si!! E questo mi ricollega all’anno scorso, quando ero sul Flying Cloud e avevo il vizio bruttissimo di non riaprire mai gli oblò dopo che finiva di piovere, me ne stavo lì a cucinare o fare altro sudando come un beduino, e regolarmente arrivava l’ammiraglio che apriva tutto quanto sbuffando e dicendo “vedo che fai le prove per quando ti imbarcherai su un sottomarino….” Vedi Mario che facevo bene???
Venerdi è partito Steve, mi è dispiaciuto tanto salutarlo, mi mancheranno i nostri scambi urlerecci “hey Steve-boy!” “hey Vaifra-girl!”. Comunque sono stata invitata ufficialmente a casa sua a Rhode Island, sembra che abbia una casa grande, e ormai mi sento di famiglia, so tutto di lui, la moglie, i 4 figli, il cane Parker…. Poi tra noi ormai c’è un legame spirituale: quando doveva decidere tra un volo e l’altro per tornare a casa, era combattutissimo tra due scelte: una per giovedì con orari bellissimi, ma non avrebbe incontrato John, e l’altra per venerdi, ma avrebbe dovuto fare 3 scali in due giorni perché il diretto era pieno…. Allora gli ho dato la famosa moneta delle Grenadine che mi aveva aiutato a decidere e gli ho spiegato la storia, la moneta ha detto venerdi e cosi è stato. Il giovedì ha richiamato in aeroporto e…..si era liberato un posto sul diretto, così mi ha infinitamente ringraziata…. e io non ho potuto far altro che regalargli la moneta, lui non la voleva perché diceva che era la mia moneta magica, io ho insistito di brutto allora alla fine l’ha presa, ma era quasi timoroso, sai queste tradizioni-superstizioni italiane…comunque ha detto che d’ora in avanti la userà anche per prendere decisioni importanti per la sua Società (se ho capito bene ha un’azienda produttrice di arredamenti, una roba piuttosto grandina), e mi ha fatto sorridere il modo in cui l’ha amorosamente e rispettosamente riposta nel portamonete, sembava che maneggiasse il Sacro Graal!
E’ tutto, ormai ho salutato Sunshine, sono sbarcata con i miei anticorpi ormai grandi come delle pantegane e tutte le mie belle malattie contratte nei 25 giorni di permanenza, ben catalogate in ordine alfabetico, e me le porto sul Ferraù per la gioia di Mario.
Eccomi qui, fine di un altro capitolo, è giunto il momento di salutare i miei nuovi amici. Peccato perché alla fine dopo quasi un mese di convivenza stavo bene in quella barca e mi sembrava di conoscere la loro famiglia da sempre, mi ricordano la famiglia Bradford, sono in mille e sembra si amino tutti quanti alla follia, io che pensavo che ste cose esistessero solo nei film….
Comunque, i festeggiamenti per la fine della traversata sono andati come da programma, e come ho scritto in mail a casa ho smesso di bere quando mi sono resa conto di far scarpetta con la pancetta nel gelato all’amarena e mi piaceva… poi siamo scesi a terra e Steve ha continuato a bere, bere, bere….alla fine l’abbiamo riportato in barca modello sacco di patate, uno straccio privo di ogni energia….comunque ci siamo divertiti!
Quindi sto andando, sono emozionata di tornare a Marin, “casa”… non vedo l’ora di rivedere tutti, sono davvero molto…..boh, non esiste neanche una parola per dirlo….
Il volo finora non è stato assolutamente noioso, vi racconto: avevo il primo aereo alle 08.45 per St.Barth, arrivo in aeroporto per tempo ma il check-in era chiuso, aspetta aspetta la tipa è arrivata alle 08.20, poi c’erano problemi per l’emissione dei ticket bagagli, vabbè aspetta, poi c’era da pagare la tassa aeroportuale, vado all’ufficio e non c’è nessuno, aspetta anche lì, arriva la tipa tranquilla col caffè in mano e mi dice che devo pagare 30 U$, le do 50 € e mi dà di resto 20 U$....brontolo un po’ ma non si cava un ragno da un buco, è tardi e lascio perdere, ma con un gran nervoso, vado di corsa al gate, erano le 08.43 e non c’era nessuno, solo un cartello “boarding”, arriva un peruviano che doveva prendere lo stesso volo, il tempo di riguardare il pannello e c’è scritto “started”…ma come???!!! All’ufficio air caraibe non c’era nessuno, il tipo del customer dell’aeroporto diceva che lui non ci poteva fare niente, ho iniziato a sbraitare come una gallina in francese e inglese, e tradurre in spagnolo per il peruviano che non capiva un tubo, ero talmente nera che fra un po’ iniziavo a parlare anche il cinese, e i tipi del controllo passaporti che mi dicevano di stare calma che l’indomani qualcuno di air caraibe ci sarebbe stato, ma ero veramente incazzata e scattavo foto agli uffici deserti dell’air caraibe con l’orologio in primo piano….poi è arrivato un tipo della corsair e mi ha detto di seguirlo, il peruviano anche…pensavo fosse la volta buona che mi arrestavano per schiamazzi (almeno non avevo problemi su dove passare la notte visto che sunshine partiva subito dopo il mio sbarco….) invece ci hanno fatti salire su un aereo che era poco più grande di una zanzara, nessuna scritta da nessuna parte, 8 seggiolini, io il peruviano e una cicciona tedesca, e un tipo in divisa che ha messo in moto, siamo decollati e dopo 20 minuti eravamo a St.Barth…Ho dei dubbi sui bagagli ma voglio esser fiduciosa. boh, chi era sto tipo e di quale compagnia non lo so, resterà un mistero, l’importante è che ora sono a St.Barth e fra poco ho il prossimo volo per la Guadalupa, se tutto va bene e non mi fanno altri scherzi per sera sono in Martinica, speriamo bene! A St.Barth emozionante anche l’atterraggio: l’aeroporto è uno sputo e la pista di atterraggio inizia subito dopo una montagna quindi la discesa è stata modello montagne russe, poi c’era una strada con un camion che passava in quel momento e lì mi sono detta che ci sbattevamo contro, invece niente, poi siamo atterrati e frena frena in fondo alla pista c’era una spiaggia, stavolta facciamo il bagno, invece niente anche lì… comunque sicuramente emozionante!
Questi 5 giorni a St.Martin (bellissima) sono stata bene, ho visitato un po’ l’isola e sono stata anche alla spiaggia dove ti atterrano gli aerei sulla testa, fa piuttosto impressione anche se non abbiamo visto aerei grossi, solo piccoli jet, io stavo lì che aspettavo un bel boeing invece niente da fare, peccato…. Poi ieri ho provato anche a fare il board-qualcosa, praticamente sci nautico con una specie di tavola da surf….non ho combinato molto se non bere ettolitri d’acqua, ma in compenso le barche intorno si sono divertite parecchio!
In conclusione, penso di esser stata davvero fortunata ad aver incontrato quei due americani, mi hanno trattata benissimo e ci siamo anche divertiti tanto….li sentivo parlare di me ogni tanto, loro pensano che se parlano in fretta non capisco, invece io adesso ci ho fatto l’orecchio e capisco tutto, ma quando parlavano tra di loro continuavo a far finta di non capire un tubo… quindi quel che dicono di me è: che cucino bene, che in navigazione ero bravissima perché non sono mai stata male (e che, si è bravi ad avere lo stomaco di ferro? E’ solo fortuna questa), e ho sempre cucinato anche quando rollavamo che ci piegavamo di 40° gradi per lato (una volta sola mi è caduta un barattolo di pelati, un disastro), certi giorni erano convinti che si sarebbe mangiato una scatoletta di tonno e invece io ad un certo punto gli dicevo che era pronto (tra di noi: io non avevo capito che a volte si può non cucinare, io credevo fosse obbligatorio farlo sempre e per questo anche se c’era un mare della madonna ci mettevo tanto tempo e tanta pazienza ma qualcosa lo facevo, se sapevo che si possono mangiare anche le scatolette….col piffero che mi sbattevo così tanto!!), poi dicono che d’ora in avanti cambieranno il modo di dire che le vele sbattono, perché come lo dico io è troppo buffo e gli piace un mucchio….hanno provato a spiegarmi perché il mio modo di dire “the sail flap” fa tanto ridere, secondo me è una questione di accenti... poi ridono del fatto che mi ostinavo a fare il dolce tutti i giorni e una volta è uscita dal forno una torta che era tutta storta, della serie un lato alto mezzo centimetro e dall’altro era trabordata dalla teglia, ma mica sarà colpa mia che la barca sta storta e il forno è poco basculante no? Poi sono stati sorpresi anche per come timono, dicono che sono brava. E qui mi perdono dei punti, prima li consideravo due persone intelligenti… ma se non tengo la rotta neanche a morire, come fanno a dire che sono brava!! Mi hanno fatto ridere un giorno che io ero là fuori al timone, c’erano le onde alte e io per veder qualcosa ero salita in piedi sul seggiolino ed ero in una posizione non molto naturale, sono usciti insieme cantando la canzone di Popeye con le parole I’m Vaifra the sailorman e senza dir nulla mi hanno infilato in testa la maglietta Sunshine Crew, dicendo che me l’ero meritata….sono orgogliosa di averla ricevuta! Per quando riguarda la navigazione invece dopo la mia “lunghissima” esperienza di timoniere posso dire che mi sembra più facile quando il mare è incazzato, o almeno: io la rotta la perdo meno, quando invece è tutto tranquillo, a parte la noia mortale, vado a zig zag che è una meraviglia, ho fatto i gasghi all’oceano!
Giovedì è arrivato John, un loro amico di famiglia simpaticissimo che mi ha insegnato tutta una serie di modi di dire e parolaccie e offese e insulti che non mancherò di sfoggiare all’occorrenza! Di mestiere progetta missili x sommergibili, volevo chiedergli una campionatura: l’obiettivo ce l’avrei anche….comunque, mi ha raccontato una serie di aneddoti molto divertenti su alcuni test che hanno fatto, e ha promesso che se capita una volta che testano qlc di tranquillo mi ci fa andare 3 giorni, wow non sarebbe meraviglioso andare in un sottomarino? A sparare missili? Beh, la seconda parte non mi piace molto, ma l’idea di andar sott’acqua si!! E questo mi ricollega all’anno scorso, quando ero sul Flying Cloud e avevo il vizio bruttissimo di non riaprire mai gli oblò dopo che finiva di piovere, me ne stavo lì a cucinare o fare altro sudando come un beduino, e regolarmente arrivava l’ammiraglio che apriva tutto quanto sbuffando e dicendo “vedo che fai le prove per quando ti imbarcherai su un sottomarino….” Vedi Mario che facevo bene???
Venerdi è partito Steve, mi è dispiaciuto tanto salutarlo, mi mancheranno i nostri scambi urlerecci “hey Steve-boy!” “hey Vaifra-girl!”. Comunque sono stata invitata ufficialmente a casa sua a Rhode Island, sembra che abbia una casa grande, e ormai mi sento di famiglia, so tutto di lui, la moglie, i 4 figli, il cane Parker…. Poi tra noi ormai c’è un legame spirituale: quando doveva decidere tra un volo e l’altro per tornare a casa, era combattutissimo tra due scelte: una per giovedì con orari bellissimi, ma non avrebbe incontrato John, e l’altra per venerdi, ma avrebbe dovuto fare 3 scali in due giorni perché il diretto era pieno…. Allora gli ho dato la famosa moneta delle Grenadine che mi aveva aiutato a decidere e gli ho spiegato la storia, la moneta ha detto venerdi e cosi è stato. Il giovedì ha richiamato in aeroporto e…..si era liberato un posto sul diretto, così mi ha infinitamente ringraziata…. e io non ho potuto far altro che regalargli la moneta, lui non la voleva perché diceva che era la mia moneta magica, io ho insistito di brutto allora alla fine l’ha presa, ma era quasi timoroso, sai queste tradizioni-superstizioni italiane…comunque ha detto che d’ora in avanti la userà anche per prendere decisioni importanti per la sua Società (se ho capito bene ha un’azienda produttrice di arredamenti, una roba piuttosto grandina), e mi ha fatto sorridere il modo in cui l’ha amorosamente e rispettosamente riposta nel portamonete, sembava che maneggiasse il Sacro Graal!
E’ tutto, ormai ho salutato Sunshine, sono sbarcata con i miei anticorpi ormai grandi come delle pantegane e tutte le mie belle malattie contratte nei 25 giorni di permanenza, ben catalogate in ordine alfabetico, e me le porto sul Ferraù per la gioia di Mario.
LA TRAVERSATA ATLANTICA
Non su wood Pecker bensì su Sunshine….ma andiamo con calma, in rigoroso ordine cronologico:
LO SBARCO, avvenuto tra il 14 ed il 15 novembre 2006:
Al nostro arrivo a Las Palmas abbiamo iniziato coi lavori per la preparazione della barca alla regata: si lavorava tutto il giorno, vita sociale zero, ma d’altra parte sono partita per venire a lavorare, mica in vacanza, anche se sinceramente mi piacerebbe avere una mezza giornata libera per esplorare i dintorni…
Un bel giorno è arrivato Omero e abbiamo miracolosamente ottenuto un posto barca nientepopodimeno che di fianco a Wood Pecker, così intervallavo il mio lavoro con brevi blitz su Freya, dove per qualche minuto ritrovavo un ambiente amichevole e gioioso, anche se confesso che il giorno che si è messo a sparar cazzate in radio con quelli che stavano per mare (Davide, Giovanni e altri che non conosco)…..mi è venuto un magone…mi sono ricordata che si può anche ridere e scherzare pur lavorando sodo, ma sono comunque tornata sulla mia barca a finir di pulire i gavoni ascoltando il solito salsa e merengue, che ho sempre detestato ma qui è l’unico genere musicale che il lettore cd accetta, dev’essere una marca strana. Tutto procedeva, finchè un bel mattino tornando dal supermercato, tutta triste e mogia immersa nei miei un tizio americano mi ha fermata per chiedermi informazioni, non so cosa mi è balenato per la testa ma l’ho letteralmente abbordato chiedendogli se cercava equipaggio…è rimasto perplesso, ci siamo dati appuntamento a più tardi, abbiamo chiacchierato e ci siamo conosciuti, il giorno dopo è arrivato il fratello, ho conosciuto anche lui, li ho giudicati 2 persone serie e sono andata a vedere la barca, affare concluso. Ci siamo presi qualche giorno di tempo per riflettere, e nel frattempo io ci ho preso gusto a cercare un’altra barca, solo che non avendo praticamente tempo libero per fare gli affari miei, lavoravo al progetto di fuga tra la lavanderia e i supermercati… alla fine, tempo 2-3 gg la gente mi fermava per il porto a dirmi che la tal barca o la tal altra cercavano….comunque la mia migliore alternativa era Laurent, lo skipper della Roberta la hostess dell’anno scorso, lui molto gentilissimamente sarebbe venuto a Las Palmas apposta per caricarmi, diversamente il suo itinerario prevedeva Tenerife; veramente molto carino questo Laurent, non dimenticherò la sua gentilezza, il mare è piccolo, e davvero molto gentile la Roberta a darmi una mano. Alla fine però ho optato per gli americani.
Loro ovviamente, da americani doc quali sono, mi hanno fatto un terzo grado degno dei migliori film polizieschi ma va bene così. Vorrei solo fare una nota negativa su questi americani: ok controllarmi il bagaglio, in fondo non sanno chi sono, potrei avere qualunque cosa con me, però…..cacchio…..almeno le cose lasciarle come erano, invece no: dentifricio tutto schiacciato, e voglio vedere con cosa mi laverò i denti io, spazzolino a spasso per la valigia, mutande mischiate con scarpe….eccheccazzo!!!!
A parte questo, loro sono gentilissimi, a bordo è obbligatorio il buonumore, questo mi piace un sacco, anche perché sinceramente le ultime settimane non me la sono passata bene per niente, ero veramente sull’orlo di una depressione cronica irreversibile a vita… Speriamo di tirarci su in fretta.
A dire il vero ci ho dovuto riflettere anche io, non ero mica sicura di voler cambiare barca, mi sono consultata col buon Omero e con casa. Su consiglio di Carla sono giunta a tirare la moneta, che come giustamente mi faceva notare lei, non va MAI contrastata, la moneta sa sempre qual è la giusta direzione in caso di indecisione per affari importanti (vedi nostro diario di viaggio a Cuba). Tanto per cominciare nel ravanare nel marsupio alla ricerca di una moneta ho trovato un dollaro delle grenadine…nei giorni scorsi non l’avevo mai incrociato quel soldo lì, e quindi già lì mi son detta che era un segnale forte e chiaro che dovevo lasciar decidere alla moneta, e caso vuole che non ha testa e croce bensi una testa da un lato e una barca dall’altro, quindi a maggior ragione capitava perfetta per la situazione: testa, la saggezza di non abbandonare un imbarco sicuro e pagato; barca, libertà, preferire il mio benessere psichico al portafogli. Anziché lanciarla l’ho rotolata tra le mani e la sentivo più pesante da un lato, non sto scherzando, pesava davvero di più, la sentivo che mi chiamava di girarla da quel lato, ho aperto la mano come voleva lei e….c’era la barca! Era un segnale, non potevo far finta di nulla, me ne sarei pentita di sicuro. Quindi via, si va.. Lo so benissimo da me che non era saggio abbandonare Wood Pecker…..ma chi l’ha detto che nella vita bisogna fare solo le cose intelligenti?
Racconto l’ultima cosa: la prima volta che sono andata alle Grenadine per Albatross avevo dei clienti un po’ esigenti che mi chiesero le melanzane alla parmigiana, e fin qui ok. La notte in cui sono sbarcata dall’Azimut, su richiesta avevo preparato per il giorno dopo le melanzane alla parmigiana, e ho lasciato ai messicani le istruzioni per infornarle. Coincidenza. L’altro giorno facendo la spesa mi sono ricordata che Antony aveva sottolineato che gli piacciono un mucchio, allora x dimostrare di essere una persona gentile ho comprato l’occorrente e le ho preparate…. A me queste melanzane alla parmigiana iniziano a darmi dei pensieri… dovrò scriverlo sul curriculum di non chiedermele? Infatti sul Flying Cloud non le abbiamo mai preparate, sarà una coincidenza ma per chi come me è convinto che nulla succede mai per caso la cosa è curiosa.
E così eccomi qui, su Sunshine…..dopo esser scesa da una nuvola volante che cacchio ci stavo a fare su un picchio??? Molto, ma molto meglio un raggio di sole, vuoi mettere??? Siamo in navigazione da 24 ore, tutto procede per il meglio, siamo tranquilli, terrò aggiornato il diario di bordo e intanto rifletto sui casi della vita: dopo esser stata definita la Pasionaria del Mediterraneo insieme alla Gabriella, stavolta eccomi qui a fare la Pasionaria dell’Atlantico. Speriamo però che prima o poi si riesca anche a guadagnare qualche soldino perché qui solo con la Pasione non si va avanti molto eh….
LA PARTENZA, 16 novembre 2006
Innanzitutto al mattino mentre li aspettavo camminavo su un molo e chissà che cavolo guardavo non mi sono accorta che c’era una barca con l’albero appoggiato orizzontale e ho dato una craniata che si è sentito sbeeeeng per tutto il porto, quindi sono salita a bordo stordita come una campana, siamo andati a fare acqua e ho salutato velocemente Carlo Venco, porca miseria una settimana nello stesso porto e non sono riuscita a trovare una mezzora per fare due chiacchiere con lui, questo mi dispiace molto. Comunque, a parte lo stordimento dovuto alla capocciata e alla difficoltà di tirare su i parabordi con in mano un gelato che si stava per squagliare (gentile il capitano a comprarci l’ultimo gelato prima della traversata, ma a me avrebbe fatto piacere anche avere 5 minuti per mangiarlo….), è stato tragico per me il momento dell’uscita dal porto: i due americani si sono dedicati alle foto indicandomi il timone e dicendomi “drive!”, evviva ho pensato io, cominciamo bene, gli avevo detto che era meglio non lasciarmi da sola al timone, vedo che han capito subito! Comunque ce l’ho fatta senza far danni, nonostante lo sbrodolamento del gelato lungo tutto il braccio e il bernoccolo che pulsava. Buon inizio.
A bordo: la barca è nella fase finale del giro del mondo, compiuto in 7 anni, sono state toccate tutte tutte tutte le isole esistenti nei mari del mondo, di miglia ne ha fatte…E’ una figata, comoda, spaziosa, mi piace perché c’è uno spazio apposta x guardare fuori comodamente spaparanzati sul divano…. Quindi bella barca, loro simpatici ma……volendo fare i pignoli e trovare per forza un difetto…..penso che per fortuna sono in regola con tutte le vaccinazioni possibili immaginabili, se no qui c’è da prendere di tutto, anche malattie sconosciute….nei piatti si può leggere il menu degli ultimi 7 anni, e ci sono spazi che secondo me non sono mai stati puliti, non si può toccare nulla che rimangono le mani appiccicose, ma per fortuna non sono mai stata schizzinosa…. Per non contaminare tutti i miei vestiti, che poi non c’ho voglia di spendere centinaia di euro in mom, ho battezzato una parte di abbigliamento che verrà sacrificata….per i prox 20 gg saranno quelle 2-3 cose, poi le butto nel rusco, o molto meglio ancora le incendierò….qui ho paura che ci sia tutto un’allevamento di batteri che se fossi biologa andrei a nozze…..vuoi mettere un germe delle Galapagos incrociato con una microba delle Tonga? Roba fantascientifica….. Io ho preso disinfettante e amuchina e ho pulito il mio letto sopra sotto e tutte le pareti intorno, giusto per darmi una parvenza di igiene, gli acari che sono nel materasso speriamo facciano orari diversi dai miei…poi pian piano sto cercando di pulire la cucina….sembra facile, ma vorrei veder voi alle prese con incrostazioni di origine sconosciuta ormai fossilizzate… per non parlare poi dei vari tipi di muffe, muschi e licheni…. Comunque, accetto sponsorizzazioni delle varie aziende produttrici di detersivi & affini! Fatto curioso: ieri x pranzo hamburger, mentre li cuocevo arriva Steve e si straraccomanda di lavare i piatti prima di mettere la carne cotta, perché prima c’era la carne cruda e, sai, coi germi non si scherza in alto mare……ah ah ah, qui non ce l’ho fatta, mi sono messa a ridere, lui pure, chissà se ha capito il motivo.. Però a parte questi particolari si sta bene, il clima è buono e sereno, ogni tanto Cary, il comandante, prende la chitarra e suona musica folk americana, robe tipo paul simon, neil young e tante altre canzoni che non conosco ma mi piacciono, è proprio bravo, anche se ogni tanto attacca delle canzoni che avevamo sul flying cloud e lì ciao….per me è la rovina, vado giù giù giù giùùùùùù…..e visto che nelle regole di bordo sono concessi al massimo 5 minuti a testa al giorno per piangere, e tutti i minuti che io riesco a risparmiare a fine traversata li voglio regalare a Cary che sarà molto triste per la fine del suo lungo viaggio…..bisogna che ci mettiamo d’accordo con sta musica: se insiste con le canzoni per me deleterie non saremo mai amici.
Per oggi è tutto, il mare è calmo, delfini ancora zero, uno russa l’altro accorda la chitarra, io fra un po’ inizio il turno, passo e chiudo….
19 NOVEMBRE, 4° GIORNO, non ho idea di quante miglia percorse
I giorni passano veramente lentissimi, sapevo che mi sarei annoiata tanto ma non immaginavo a questi livelli. Alcune cose dai racconti che mi erano stati fatti le pensavo diverse, ma non so se è diverso qui su questa barca o se avevo proprio capito male io…. Le mie navigazioni in fondo finora erano state fatte sempre con Christian sul Flying Cloud, e quindi alla fin fine ho visto solo il suo modo di navigare, quindi non so proprio esprimere giudizi. Però osservo e mi pongo domande. La cosa più strana è che all’uscita del porto di Las Palmas è stato messo il pilota automatico, e ancora non è stato tolto, anzi l’unica cosa che è stata tolta è proprio il timone, è stato messo dietro al divano, quindi la barca va così, si rolla di brutto e io avevo capito che timonare significava anche prendere le onde in un certo modo, mi ricordo quando mi diceva che devo imparare a sentirle col culo per anticiparle. Ma magari sbaglio io, in fondo che ne so, son l’ultima arrivata e mi adeguo ad ogni metodo di navigazione….(fa diverso!?) Tutto il giorno loro due leggono o dormono, io mi sto ammazzando dalla noia. Mi viene un nervoso della Madonna quando sto cucinando e la barca va per i fatti suoi, io capisco le onde che sbatacchiano e fanno rollare, ma sono convinta che se ci fosse qualcuno al timone certi tironi li potrebbe evitare, in fondo non è che ci sia sto gran vento e ste grandi onde, anzi…. Ogni tanto vado fuori e mi siedo a prua a guardare il mare, ma non sono molto contenti che lo faccia quindi limito al minimo indispensabile le mie escursioni all’aria aperta. Per il resto ne sto approfittando per dormire, dormire, dormire, in effetti avevo molta stanchezza arretrata, mi sa che a sto giro finalmente riesco a riposarmi fino in fondo, nell’ultimo anno non mi sono riposata molto… E il bello è che riesco ad aver sonno anche durante i miei turni di guardia!!! Però ho imparato a dormire 5 minuti alla volta, in automatico mi sveglio e faccio il giro dei controlli, poi ridormo subito. Quando finisco il turno alle 6 del mattino è sempre un problema chiamare Cary, porca miseria alla faccia dei marinari che dormono con un occhio solo e sono sempre all’erta, questo non mi sente proprio, devo attaccarmi alla porta della sua cabina, picchiare i pugni con tutta la mia forza e urlare come una pazza! Mi chiedevo cosa sarebbe successo in caso di emergenza, poi infatti stanotte non che ci sia stata un’emergenza ma il vento è cambiato all’improvviso e le vele sbattevano di brutto, un casino infernale e visto che era uno dei casi segnatimi nella lista x svegliarlo ho iniziato a chiamare….macchè niente, la randa che faceva un casino bestia, la barca che sbatteva e lui tranquillo e beato che dormiva, allora vaffanculo, ho deciso io di cambiare rotta, ho messo la prua un po’ più in là, e che si fosse incazzato finchè voleva, la prossima volta si sveglia no? Poi dopo circa un quarto d’ora è arrivato su tutto assonnato “hai chiamato?” “chi io? Nooooo” e nemmeno si è accorto che avevamo cambiato rotta di quasi 20 gradi, o forse se ne è accorto ma andava bene così (sta mò a vedere che stavolta c’ho preso) e non ha commentato nulla, anzi sicuramente sarà così… Eppure, io mi chiedo….questo è in giro da 7 anni, mica 7 giorni, ne ha fatta di strada…..porca miseria non me ne faccio una ragione, finora una cosa che mi ha sempre incuriosito di tutti questi lupi di mare che ho frequentato nell’ultimo anno è che a forza di andar per mare hanno messo insieme un istinto e una capacità quasi animalesca di capire al volo le situazioni, all’inizio ero perfino sbalordita di ciò, questo invece…..boh, non vedo l’ora di incontrare l’ammiraglio per commentare con lui questa cosa…sicuramente lui saprà darmi una spiegazione a questo modo di navigare, lui sa sempre tutto!
Alla fine avevo scelto gli americani anche perché uno reduce dal giro del mondo pensavo avesse tanto da insegnarmi, invece le vele non le hanno ancora spostate una volta dal primo giorno, se sbattono smetteranno, questa è la loro filosofia, di carte nautiche nemmeno l’ombra, ogni tanto guardano il gps e guardando sulla pilot dicono “siamo ancora lontani”. Ma va????? Di vento non so quanto ce n’è perché lo strumento (è il windex? Boh) si è rotto 3 anni fa, in media facciamo tra i 3 e i 5 nodi, ma a volte succede anche di arrivare a punte minime di 1,5, io magari commento che arriveremo per Pasqua e loro sereni e tranquilli dicono che poi la velocità aumenterà quando il vento tornerà giusto per come sono messe le vele…. Ho già capito che anche stavolta non imparo niente sull’orzare poggiare eccetera….alla fine nel mio curriculum potrò scrivere che avrò percorso migliaia di miglia ma poi come faccio a spiegare che non so fare proprio niente???? Io ci speravo tanto in questa traversata, vabbè diciamo che tanto questa era partita male ed era destino che andasse male, per quanto riguarda l’apprendimento della navigazione, e consoliamoci pensando che se mai ci sarà una prossima traversata (e penso proprio di no!) ora so quali domande fare PRIMA….
Il resto tutto ok, sono sull’orlo di un esaurimento nervoso perché tutto questo tempo senza nulla da fare mi fa venire in mente certe cose che sarebbe meglio aver già cancellato, ma così non è, e la mente purtroppo è bastarda fino al midollo che corre sempre lì…..comunque sono sempre convinta che non tutti i mali vengono per nuocere, quindi sono contenta anche di non poter aver contatti con nessuno, anche l’SSB ha deciso di non funzionare, e sono contenta anche di essere con due persone che non mi conoscono, non sanno niente di me, non chiedono e mi lasciano in pace con me stessa, conto molto su questi 20 giorni per resettare una parte di me, mi sto depurando sia dalle sigarette (avevo ripreso al ritorno dai caraibi, troppo nervosa!) sia da un certo elemento di disturbo nella mia vita finora vissuta felicemente, e con convinzione, da single (ebbene si, nonostante quel che ho sempre sostenuto stavolta ci son cascata), sto praticamente vegetando, e a volte un bel periodo di larveggiamento ridà carica e grinta per ripartire, quando ci vuole ci vuole… non è mai possibile farlo perché bene o male le persone intorno quando ci vedono giù ci spronano sempre a reagire o comunque ci sono cose da fare e non si può stare a sprofondare sul divano come invece si vorrebbe, perdendosi ore e ore nei propri pensieri lasciando che vaghino pazzi e incoscienti…..direi che questa traversata è esattamente quel che mi serviva, e forse c’è un motivo per cui non la potessi fare con un equipaggio normale: dai regalanti sfegatati che non mi parlavano in quanto mi giudicavano probabilmente un essere inferiore e quindi non degna delle loro attenzioni ai due premi nobel 2006 per la letteratura (non scritta, bensi letta). Io sto concorrendo per il Pulitzer. Quindi, se così doveva essere, ben vengano questi 20 giorni di solitudine tra me e la Vaifra, ci dobbiamo un attimo ritrovare perché io quella lì l’ho persa di vista alcuni mesi fa e non so che fine abbia fatto…
Detto questo, torno a leggere il mio libro, tra i 3000 presenti a bordo ho scelto uno che si intitola HOW DID IT REALLY HAPPEN? Ecco, magari ci trovo la risposta. E a tal proposito mi viene in mente una bellissima frase, giunta da non so dove, che avevamo scritto su una camicia da regalare ad un amico anni fa: la risposta che cerchi è dentro di te. Però è sbagliata! Evviva. E andiamo avanti.
LUNEDI 20 NOVEMBRE 2006
HO VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTETE IMMAGINARE….
Nel mio lavoro di pulizia cucina, un pezzo al giorno leva lo sporco di torno, ho aperto un cassetto…cosa non ne è uscito…sacchetti e pacchettini di polveri non codificate, spezie non identificate, ogni sacchetto abitato da un tipo di animaletto diverso che ci bazzicava dentro….tutti piccoli uguali, alcuni neri alcuni rossi alcuni marroni…bleach, che schifo. Via tutto, subito, e anche se non ho aperto nulla e quindi non sono venuta a contatto con nessuna di queste belve, è tutto il giorno che mi sento prurito ovunque, e poi dico di non essere suggestionabile….
Il resto procede, tutto ok, inizia ad esserci un po’ di temperatura tropicale, mi perdo per delle ore a guardare il mare, mi piace un sacco mettermi lì fuori a prendere il vento mentre Cary canta, guardo le onde, le nuvole, l’infinito, e mi sento così piccolina… a volte la cosa mi angoscia ma sono momenti sempre più brevi e sempre più rari, per il resto invece il tutto mi dà pace e serenità….soprattutto al tramonto. Avendo io il turno dalle 18 alle 21, resto sola a godermi lo spettacolo favoloso del tramonto in mezzo all’oceano, una meraviglia indescrivibile….mi perdo a guardare il sole che ci saluta e con le nuvole e il mare crea scorci di colori e sfumature incredibili …. e io sono lì, con tutto il tempo che voglio per osservare e imprimermi ben nella testa questo spettacolo favoloso….poi penso ad un certo sms ricevuto proprio il giorno prima di partire “ti penserò ogni sera al tramonto” e mi vien da dire ma vai al diavolo anche te e tutte le tue fandonie, e soprattutto io stupida a crederci, e lì mi costringo a resettare la mente e pensare a cose più felici; ricordo il racconto di Davide dell’anno scorso, mi aveva talmente affascinato, io sto ancora aspettando di prenderci il ritmo con questa navigazione, ma ho tempo, tanto tempo, in fondo siamo appena partiti. Mi chiedo dove sono gli altri, Omero soprattutto, che è partito il nostro stesso giorno….Omero, un personaggio incredibile; lo conosco da poco, anche se mi ricordo che a Genova 2004, quando ancora non sapevo neppure cosa fosse una barca, trascinata al Salone da amici mi sono fermata a parlare con lui una buona oretta, e sta cosa di attraversare l’oceano in barca comunque mi aveva affascinata, e avevo conservato il suo volantino per oltre un mese, lo guardavo e pensavo “magari l’anno prossimo”…. Poi l’ho conosciuto di persona a Genova quest’anno, anche se il suo mito mi era giunto alle orecchie ben prima, davvero una brava persona, un buono dentro, lo vedi dagli occhi, oltre a fami morir dal ridere con il suo modo di fare così schietto…l’altra mattina mentre aspettavo gli americani per partire è passato di lì davanti, ci siamo salutati e mi ha dato una abbracciatona talmente forte, e ci ho sentito un affetto quasi paterno, che se non sto attenta rischio di emozionarmi!!!
Decisamente, riflettendo sugli ultimi sviluppi, non è un buon periodo per me questo. Dio sta guardando da un’altra parte, ora provo a fare due chiacchiere con Nettuno. Ma di bello c’è che tutto passa, e meglio ancora mi piace pensare che quando tutto va male come mi sta succedendo ora…..può solo migliorare!!!…eh Omero, com’era? a so’ talment sfighè che s’um chesca l’usel um rimbelza in tal cul….Mingardi dixit….
MARTEDI 21 NOVEMBRE orario boh, posizione boh, oggi hanno spento tutto.
Oggi hanno deciso che si mangia tuna fish e finalmente hanno messo giù la canna. Tutti che mi raccontavano sempre che ti stufi di pescare, questi han messo giù la canna il 6° giorno. C’è veramente qualcosa che non mi torna in questi navigatori americani, è tutto così diverso da come me lo aspettavo….comunque sto bene, mi trattano bene e il cibo non manca, anzi. Mi sto godendo la natura, il blu infinito dell’oceano, le nuvole (finalmente le mie nuvole, le cercavo tanto in Italia ma non c’erano, erano diverse, sono queste quelle che piacciono a me!), ogni tanto qualche uccello viene a salutarci, chissà da dove viene e dove va, aspetto il tramonto per guardarmelo bene, procedo con la pulizia della barca, e il mondo va avanti. Stanotte nel mio turno mi sono sdraiata in pozzetto ad osservare le stelle: quante!!!! Tantissime, e il cielo sembrava così basso che pareva di poterlo toccare alzando un braccio….ogni tanto cadeva una stella ma ero sempre impreparata sul desiderio da esprimere e mi scappavano davanti, allora ho deciso di farmi la lista dei desideri per le prossime notti, e non intendo fare l’egoista, ne cadono talmente tante che posso permettermi di fare la sborona ed esprimere un desiderio per ogni persona che conosco. Ovviamente si parte dai prioritari: babbo mamma e Damiano, a seguire tutti gli altri….
MERCOLEDI 22 NOVEMBRE 2006
Inizio a sentire la necessità di una doccia… è mercoledì, mi spetterebbe di diritto….ma chi glielo spiega a questi due qui col mio inglese maccheronico??? Ah, ieri niente pesce, riproviamo oggi…
Abbiamo deciso di spostare l’orologio, ormai sarà ora, e già che ci siamo cambiamo di 2 ore, così stiamo bene un po’! Mamma mia, che cambiamento, dalla barca superignegnerizzata dove ogni onda era programmata, a questi che l’oceano lo affrontano con lo spirito: siamo di qua, dobbiamo andar di là, pesca una carta e tira il dado.
GIOVEDI 23 NOVEMBRE 2006
STA ZET C’AL S’E’ MOS (sempre Mingardi) ….parlo delle vele, le abbiamo (o meglio le hanno) messe a farfalla. Io dormivo, una volta che c’era qualcosa da fare io ero assente, mica giusto questo!
Ieri giornata lunga, di 26 ore. Visto che avevamo tanto tempo, vento zero, abbiamo messo il motore al minimo e giù in acqua, io subito ero titubante poi invece via, chissenefrega degli squali, se mi mangiano peggio per loro, credo di essere piuttosto indigesta in questo periodo…. mi tuffavo da prua e loro mi prendevano al volo da poppa, avevo il terrore di scazzare la presa, la barca anche se lenta avanzava, chi mi pescava più? Invece tutto ok, è stato divertente. E così ci siamo giocati le 2 ore che avanzavano. Però ne ho approfittato, l’ultimo giro l’ho fatto con lo shampoo in testa.
Ho gettato un messaggio a Nettuno, non la classica bottiglia bensì un vasetto di olive, sicuramente meno poetico ma almeno non si confonde con la massa. Mi sono espressa ai massimi livelli con la poesia, un’unica frase ma molto incisiva, chissà…
Oggi vi racconto di Steve: mi fa troppo ridere, anche se in certi momenti mi chiedo se c’è o ci fa. Esaltato e pieno di controsensi come solo gli americani sanno essere: ogni volta che deve andare in pozzetto si mette tutta l’imbragatura di sicurezza, compreso quando andiamo a 1 nodo scarso con zero vento e zero onda, un po’ ridicolo direi. Poi, dato che non si fida del gps, controlla sempre col sestante. Allora: degli strumenti elettronici o ti fidi o non ti fidi, e se non ti fidi, come cacchio puoi pretendere di affrontare un viaggio di 3000 miglia smontando il timone e affidandoti al pilota automatico????? Poi, facciamo tanto i precisini che usiamo il sestante, e non abbiamo neppure una carta nautica su cui segnare la rotta che stiamo seguendo, usiamo una specie di pagina dell’atlante su cui facciamo delle crocette indicando il punto nave “circa”, senza squadretto, e x vedere quanto abbiamo fatto dal giorno prima come unità di misura usiamo la mina della matita, e i commenti sono “ma si, avremo fatto circa 130-170 miglia”. Evviva la precisione!!!
Poi quando mi parla: allora, il mio inglese è quello che è, lui credendo di sapere lo spagnolo, e non avendo ancora una ben chiara divisione geografica dell’Europa con le conseguenti differenze linguistiche tra una nazione e l’altra, ogni tanto vuole venirmi incontro e per farmi capire cosa dice ci butta in mezzo delle parole in spagnolo, ma quel che lui non capisce è innanzitutto che io sono ITALIANA, e poi che il suo spagnolo ridicolo, masticato dall’accento americano, è veramente incomprensibile, e io ogni volta ci impiego almeno 10 minuti a chiedermi ma che cacchio di parola è quella, pensando all’inglese, poi mi rendo conto che era una parola in spagnolo…ho cercato di spiegargli di evitare lo spagnolo, ma anche lui… non si chiede perché con suo fratello chiacchiero senza problemi e con lui ho tutte queste difficoltà?? E quando vuole fare il gioco delle traduzioni??? Miii….parliamone… lui si diverte un mucchio e io mi sento così cretina….funziona così: lui dice una parola in inglese, aspetta che io gliela traduca in italiano, poi tutto orgoglioso la dice in spagnolo, e tocca a me col francese….giochini divertenti per bambini deficienti???!!!
Poi vi racconto i nostri dialoghi notturni: premesso che io alle 3 di notte non faccio certo le capriole di gioia quando mi viene a svegliare, già non accende una luce manco a morire e gironzola per la barca con quella specie di lumino rosso in fronte che sembra un deficiente, bussa leggermente sulla parete della mia cabina, emette un rumore con le corde vocali che più o meno suona “bugioonei” (forse sta x buongiorno) io gli faccio segno di esser viva e, già non vedo nulla se non appunto questo fascio di luce rossa, inquietante di suo, poi con stesso accento, stesso tono, stessa cadenza, stesso tutto di Riff Raff del Rocky Horro Picture Show sento provenire dal buio “take your time…..” ci manca solo la risatina finale…paura vera!!! Poi arrivo su che sono ancora tutta rincoglionita di sonno, e il nostro dialogo tipo è il seguente: “come va?” “bene” (sottotitolo: come vuoi che vada cretino, siamo sempre qui su sta cacchio di barca in mezzo all’oceano…) “hai sonno?” “un po’” (secondo te? ero lì sveglia come un grillo che aspettavo mi chiamassi??) “vuoi qualcosa da bere?” “no, ti ringrazio” ( e in ogni caso so dov’è), poi mentre do un’occhiata in giro per vedere la situazione regolarmente mi esce con un “visto quante belle stelle?” “si si” (in questo momento non me ne può fregar di meno, magari parliamone fra mezzora delle stelle eh?) ed è capitato anche un “un’ora fa abbiamo incrociato una nave” “……” (e quindi che mi frega? Se non c’è più non c’è più, una cosa in meno a cui stare attenta no?), spesso a questo punto inizia il gioco delle traduzioni, oppure passa alle chiacchiere, attacca a parlarmi, e lì… lui non si rende conto, ma rischia veramente grosso….
DATA ASTRALE 1994007543
Ieri era il thanks giving day o come cavolo si scrive, e loro erano disperati che non avevamo il tacchino. Ma razza di coglioni che non siete altro, ma con tutta la carne che abbiamo comprato un po’ di tacchino non ce lo potevamo mettere in mezzo?? Che ne so io che il vostro cavolo di giorno del ringraziamento casca in questi giorni…io il mio panettone me lo sono comprato! Comunque abbiamo risolto, il menu l’abbiamo fatto il più somigliante possibile a quello tradizionale: filetto con purè e salsa di mirtilli (io no, il mio normale!!!), zucca spatagnata in padella con sughetto in bustina (c’era scritto yogurt e pollo) che loro mescolavano col purè e a me ha ribaltato lo stomaco, e torta di mele. Quindi oggi è il 24 novembre, giorno n.9. Aninpospiò. Mancano 1660 miglia. Mi sa che qui sti americani mi hanno un po’ presa x il culo: subito avevano detto 2 settimane (ovviamente con tutto il margine dovuto a vento meteo ecc), poi appena partiti hanno detto non meno di 19 giorni, e già qui le settimane son quasi 3, poi cmq vedo che questa barca, tanto veloce che doveva essere, oltre i 5 nodi non la fai andare, ma 5 è anche grassa, sarei contenta se mantenessimo i 5 costanti! ….e stanotte Steve mi ha specificato, casomai da sola non ci arrivassi: “vedi Vaifra, quando il vento ci prende bene nelle vele planiamo e andiamo a 5, quando il vento invece scappa rolliamo e scende la velocità”. Io, essendo sempre l’ignorante di bordo, sono stata zitta, ma volevo quasi dire: e montare il timone no???? Son sicura che stavolta avrei imparato a sentire le onde col culo, cioè adesso le sento (un po’), ma almeno se avessi avuto un timone avrei potuto fare tutte le prove del mondo, il tempo ce l’ho, questi non hanno fretta di arrivare…. Spero di riuscire ad essere in Martinica per il 24 dicembre, ci tengo alla cena di Natale sul pontile del benzinaio….
SABATO 25 NOVEMBRE
Finalmente, dopo che minimo 6-7 bei pescioni si sono slamati nel cercare di issarli a bordo, ce l’abbiamo fatta, e oggi avremo dorado. Almeno sul pesce non sarò l’unica sfigata che si fa tutta la traversata senza pescare…
Mancano 1500 miglia, ma visto che non so con precisione quante erano in tutto (dicevano circa 3000, ma ormai ci ho preso le misure ai loro circa), posso dire che forse siamo più o meno a metà, anche sull’atlante sembra così: poco meno di una spanna di qua e poco meno di una spanna di là, sì sì, siamo proprio a metà, evviva! Io non ci voglio neanche pensare se per caso dovessimo aver bisogno di aiuto….già la radio è stata accesa solo i primi giorni x far contenta me e visto che non funzionava è stato smontato il microfono e messo via, non so neppure dove…. Qui si vede che gli piace smontare le cose….abbiamo la mail ma va te a sapere come si mette in moto tutto l’ambaradan, solo Cary lo sa fare…. Comunque mi immagino una mail di may day: siamo qui, in mezzo all’atlantico, abbiamo passato le Canarie da 10 giorni, siamo circa sul 20° nord e stiamo andando verso ovest, in là. Comunque sono convinta che se ci fosse un’emergenza vera sfoggierebbero tutta la loro esperienza marinara (ce l’avranno…..DEVONO averla dopo un giro del mondo!!!), invece questo viaggio lo hanno preso molto in scioltezza, io non ho potuto far altro che adeguarmi e in fondo va benissimo così! Lo canta sempre anche Cary “take it easy”…ecco, parliamo di questo: quando Cary prende la chitarra e canta, mi piace da morire, è davvero molto bravo, ha una bella voce e ha anche delle canzoni scritte da lui, piuttosto carine; una mi piace particolarmente, l’ha scritta quando aveva 10 anni ed è una filastrocca che parla di uno che va a pescare ma gli scappano tutti i pesci (si vede che già vedeva nel futuro….). O se no mi fa ridere quando inizia a descrivere in musica ciò che sta accadendo, (capirai qui succedono talmente tante cose…..) e dice cazzate tipo Vaifra sogna una sigaretta ma non l’avrà perché così ha promesso, gliele abbiamo sequestrate e non gliele daremo, no no no.
Per oggi è tutto, vado a preparare il pranzo.
DOMENICA 26 NOVEMBRE
Finalmente sembra che siamo partiti, abbiamo trovato un po’ di vento e viaggiamo quasi a 6 nodi, ogni tanto anche 6 virgola un po’, stamattina abbiamo fatto anche i 7, wow, che emozione forte…. Di buono c’è che ho iniziato a prendere il ritmo (era ora), il tempo è scandito da alba-tramonto-alba, spettacoli favolosi qui in mezzo, e……non è male, no, non è per niente male! Quasi quasi mi dispiace aver perso tanto tempo a subire la navigazione anziché viverla, che sciocca! Comunque va bene così, l’importante è da qui in avanti.
Sono le 19.30 ora della barca, quindi 21.30 GMT quindi 22.30 italiane, Steve è già andato a letto, è il mio watch time, Cary canta e suona, in questi giorni compone, tutto vabbuono e ora me ne vo in pozzetto a spaparanzarmi a guardare le stelle ascoltando questa bella musichetta e lasciandomi cullare dalle onde, ma chi m’ammazza più a me!!!!
MARTEDI 28 NOVEMBRE, ORE 04.00 DEL MATTINO
Ops, qui c’è qualcuno che di notte infrange le regole: ho trovato un tappino di birra sul ponte… si era d’accordo niente alcool… ma vedi che poi alla fine anche gli americani, tanto ligi e tanto devoti alle regole, anche loro le infrangono? Uno di questi giorni vi racconto le mie acrobazie notturne per fumare una sigaretta di tanto in tanto (ah ah, ne avevo imboscate qualcuna, li ho fregati, pappappero!), mi apposto su un lato della barca (con imbracatura e tutto il resto) facendo finta di watchare e intanto col binocolo ad infrarossi guardo dentro se uno dei due si sveglia…. Alla fine ognuno fa quel che gli pare: io fumo, uno di loro beve birra…..massì, machissenefrega di tutto il loro perbenismo! Comunque mi fa ridere il fatto del niente alcool. Ok sono d’accordo non è bello ubriacarsi, non si sa mai cosa può succedere ed è meglio esser sempre sobri per ogni evenienza, ma una birra non ha mai ammazzato nessuno….invece loro no! Tutto il giorno non fanno che ripetere quanto sarebbe gradevole una birra fresca, e stanno lì a farci la voglia…..ma bevetevela sta cacchio di birra no? E soprattutto datemi una sigaretta, che ormai le ho finite….e godiamoci sta cacchio di traversata, mica deve essere una penitenza!!
GIOVEDI 30 NOVEMBRE, giorno 15, ore 04.00
Sono 2 settimane di navigazione. E sono 3 giorni che i due badano a dire coraggio Vaifra ancora 6 giorni…I giorni passano, la velocità cala sempre e quindi sono sempre 6 giorni…l’avevo detto io che arriviamo a Pasqua…Mancano 850 miglia, stiamo andando a 3 nodi, 3,5, punte massime di 3,7. Oggi pomeriggio ad un certo punto avevo la sensazione di esser fermi, guardo e infatti stavamo facendo 1,1…loro due beati a leggere, gli ho chiesto se mi davano un remo, si sono messi a ridere e hanno detto che sono proprio divertente…divertente sto paio di balle, io l’ho detto sì rdendo, ma volevo vedere se capivano!! Regolare le vele o montare il timone non se ne parla proprio eh??? Intanto qui iniziamo ad avere dei problemi veramente gravi, non so se potrò sopravvivere: innanzitutto è finito lo yogurt, e la cosa non mi garba per niente, poi o spingono un po’ sto cacchio di barca o mi danno l’autorizzazione a lavarmi i capelli perché ormai qui altro che rasta….
Mentre scrivevo è arrivato su capt.addormentato, voleva sapere quanto stiamo facendo perché gli sembrava di andare troppo piano, gli ho detto che andiamo a 3 nodi, e lui tutto soddisfatto “ah beh, 3 è buono, posso dormire, buonanotte”. Ah, allora buonanotte….cosa vuoi che ti dica… finchè la barca va lasciala andare, finchè la barca va tu non remare…..
DOMENICA 03 DICEMBRE
Eccoci qui, dopo qualche giorno di onde gigantesche e vento abbastanza forte da farci andare ad un’andatura più umana, nel bel mezzo di una notte il pilota automatico ci ha abbandonati….., l’avevo detto io che volevo timonare? Eccomi accontentata, anche se veramente speravo di non iniziare col buio pesto e le onde alte alte, speravo una cosa più tranquilla…. Comunque loro mi han detto fai così e così e sono andati a letto, io là fuori al buio che non capivo un tubo delle onde da dove arrivavano e il vento da che parte soffiava, ma andavo avanti lo stesso. Poi ci si è messa la pioggia, evviva, poi dopo un po’ anche una barca davanti a noi, solo che non capivo se andava o veniva, a volte ce l’avevo a dx, altre a sx, e col mio inesistente senso della distanza non capivo neppure quanto era lontana, abbandonare il timone x chiamare manco a parlarne, se mollavo la presa avevo paura di cadere in acqua…. Diciamo che ho passato una brutta mezz’oretta, poi invece mi sono abituata, e anche sti turni di 2 ore al timone e 4 di riposo, giorno e notte, non sono poi così malaccio, ma forse dico così perché si tratta solo degli ultimi giorni…Ormai siamo quasi arrivati, ancora 2 giorni, max 2 giorni e mezzo… Intanto andando “a mano” ho notato un sacco di differenze: innanziutto si sente un casino quando al timone c’è Cary piuttosto che Steve, (e immagino cosa possa pensare Cary quando sono IO al timone…) poi ho constatato che adesso sì che Cary dorme con un occhio solo….quando sono al timone io, per quanto mi dico da sola che ho già fatto passi da gigante, ogni tanto comunque perdo la rotta, no non lo so come possa succedere, va tutto bene poi ad un certo punto mi accorgo di essere totalmente da un’altra parte, eccheccazzo, in zero microsecondi, boh…. Comunque quando succede, conto fino a 10 e prima che io finisca me lo vedo sbucare…it’all right? Yes, go to sleep. Poi un’altra cosa che non capisco, e questo lo faceva anche Christian: io mi chiedo: ma se io sono al timone e te sei lì che sciappini con le vele e le cime e i winch, e guardi lì, e sei concentrato lì….ma come cacchio fai ad accorgerti che la barca sta andando per i fatti suoi? Ciò, non me ne accorgo io che sono al timone e ho la bussola (vedi paragrafo precedente)…..SPIEGAMI: come cacchio fai ad accorgertene te!!!! Eppure senza guardare mi chiede dove sto andando, io guardo la bussola e…ciò, ha ragione lui! eppure 3 secondi prima ero in rotta, porca miseria non me ne faccio una ragione!!! Sti fenomeni di comandanti, t’è capi?
LUNEDI 04 DICEMBRE, ormai ci siamo, ci siamo, ci siamooooooo
Non so se dire “finalmente” oppure “peccato”, gli ultimi giorni sono stati i migliori, soprattutto stamattina che abbiamo preso un acquazzone esagerato, e siamo corsi fuori tutti e 3 armati di shampoo, nel frattempo ha abboccato un supermegadorado, il vento si è alzato di brutto e urlavamo e saltavamo come 3 pazzi scatenati, là sotto l’acqua con un freddo che la metà bastava….Cary che non so da quale film abbia preso ma ogni volta che ci sono due gocce inizia a urlare con una voce stranissima We’ve got a storm!, figuratevi stamattina quanto era esaltato….non lo si teneva!
Essendo tempo di considerazioni, affermo che la traversata atlantica penso mi abbia rimessa in sesto, mi sento di nuovo io, e anche se da quando sono partita nulla è cambiato, IO mi sento meglio, sono serena, tranquilla, ho di nuovo voglia di fare ed entusiasmo….quindi forse i primi giorni, quelli in cui ero tristissima, mi sono davvero serviti per “spurgare” ogni negatività…. la prima settimana avevo la lacrima facile… penso di aver completamente seccato le ghiandole lacrimali, per i prossimi 20 anni probabilmente non piangerò più…. In certi momenti mi chiedevo se per caso non stessi esagerando! Un consiglio: l’oceano bisogna affrontarlo con lo stato d’animo giusto, se no si rischia davvero il crollo psichico. Io nella mia “sfiga”sono stata fortunatissima ad averla fatta con questi due americani, veramente sempre gentili con me e molto rispettosi, e anche se ogni tanto li ho presi in giro era per ridere un po’ tra me e me (in fondo l’umorismo è sempre la miglior medicina no?). E quindi tocco finalmente terra potendo affermare che tra me e tutte le mie sofferenze ho messo un oceano, sembra tutta acqua passata (ah ah ah, ma quanto son spiritosa!!!), ho contribuito notevolmente ad innalzare il livello delle acque sul globo terrestre (ma che avevo poi da piangere tanto????) ma aveva proprio ragione la Zurini della crociera di agosto: che non si muore per amore è una gran bella verità, e quindi, oltre a consigliare una bella traversata atlantica a tutti i cuori infranti (potrebbe essere un’idea x un charter), concludo dicendo che se così doveva andare così andrà, chi non mi vuole non mi merita, ogni lasciata è persa, chi mi ama mi segua (sarà per questo che viaggio da sola???), e….non c’è due senza tre (eh no, questa poi no, tiè!!!!).
E sono contenta di esser capitata su questa barca; nonostante le mie “lamentele” i due americani si sono confermati due persone serissime, e quando non leggevano erano anche simpatici e divertenti. E poi è andato tutto bene, abbiamo preso solo qualche piccolo acquazzone, ma robetta di poco conto, e quando l’emergenza c’è stata (una notte abbiamo rotto una vela, no no so il nome, qui ce ne sono milleduecento di vele!) hanno saputo farvi fronte con calma e sangue freddo, mi hanno messa al timone, Steve stava ai winch e Cary là arrampicato per aria a fare non so cosa, non si vedeva niente e c’erano delle onde supergigantesche ma non è volato in acqua nessuno e tutto è stato risolto, anche se io come solito non ho capito niente. cioè, mi hanno anche spiegato cosa è successo, solo che tra l’inglese e i termini marinari ciao, io facevo si si con la testa ma in realtà non ho capito niente, ma va bene così.
La cosa più bella di attraversare un oceano comunque è che non avendo molto da fare ti perdi veramente per delle ore a guardare nuvole, raggi di sole, albe, tramonti, arcobaleni, pesci volanti, vele, onde, con tutte le piccolissime differenze di increspature tra un tipo e l’altro, se c’è vento o no, se c’è il sole o no tutto cambia. Detta così sembra molto banale, in realtà la cosa è meravigliosa, ti rendi conto della grandiosità del mondo, e tu sei lì, un bagaglino in mezzo all’oceano, che va tutto bene ma non sai che cosa può succedere, tutto è possibile, e se il mare decide di farti del male, lo fa, eccome se lo fa, e te puoi esser bravo finchè vuoi ma non conti assolutamente niente confronto alla forza della natura, sei uno Zero. Per quanto poi è meraviglioso perdersi nell’ammirazione di cose apparentemente semplici come un’alba o un tramonto, ed è inutile anche cercare di catturare in foto questi colori, non renderebbero assolutamente giustizia allo spettacolo meraviglioso che è, e penso che solo chi lo vive possa capire. Penso a chi legge queste cose e magari le legge dalla poltrona dell’ufficio e potrebbe anche considerarmi sognatrice o poco realista, e magari pensa “ma vieni qui e trovati un lavoro vero va là, che tanto il mondo è questo, mica quello lì che dici te di albe e tramonti, quelle sono solo cavolate”. Beh, la mia risposta è: alzati in piedi e guarda dalla tua finestra, cosa vedi? Palazzi, strade, auto, gente che corre, il capo nell’altro ufficio che sbraita, e tu non hai tempo di stare a guardare un tramonto o una nuvola, sei impegnato a lavorare a testa bassa per portare a casa soldi per comprare una bella auto o vestiti firmati (che usi per andare in ufficio), o per farti una bella vacanza, magari vieni ai caraibi per una settimana a goderti queste cose, io invece sono qui sempre, non sto guadagnando un gran chè ma non devo comprarmi una bella macchina, non mi serve, e tantomeno mi servono i vestiti, e non ho bisogno di vacanze. Poi forse sono una sognatrice, va bene, e allora? che male c’è?
La traversata atlantica comunque è una bella gita, a me è piaciuta e penso sia un’esperienza da ripetere (magari in un’altra vita).
Gli americani…mi sa che mi dispiacerà salutarli, si, anche quello “stordito” di Steve, che è sopravvissuto ad almeno 20 miei pensieri omicidi nei suoi confronti (esattamente uno ogni notte alle 3), alla fine mi sono affezionata anche a lui e mi mancheranno le sue affermazioni assolutamente dementi e il suo alzare le braccia facendo il segno di andar veloce urlando very speed mentre facevamo 4 nodi….
Cary invece è una persona fantastica, e sono molto contenta di averlo incontrato. Passati i primi giorni abbiamo iniziato a chiacchierare tantissimo, mi ha raccontato un sacco di cose sul suo giro del mondo, e poi è anche un pazzo scatenato che di tanto in tanto gli pigliava il matto e iniziava a fare il cretino e io figurati, lo seguivo a ruota…..ci siamo fatti le nostre belle risatone!
Adesso abbiamo ancora 5 giorni da stare insieme a St.Maarten, un po’ lavoriamo sulla barca e un po’ facciamo relax, il nostro programma appena getteremo l’ancora, approssimativamente domattina all’alba è:
- montare il fuoribordo nel tender, così è un lavoro fatto
- prendere dal frigo 3 bottiglie di champagne
- fare colazione con: crepes, wafers, panna montata, marmellata di mirtilli, nutella, succo di frutta, uova, pancetta, funghi, champagne (non oso chiedere come abbiano intenzione di mescolare queste cose)
- buttarci in acqua
- prendere l’altro champagne
- bere fino a stordirci
- dormire finchè non abbiamo finito, nel senso senza risvegli obbligatori
- andare a terra x comunicare al mondo che siamo arrivati
- andare nel miglior ristorante di St.Maarten e mangiare fino a scoppiare
- continuare a bere champagne
- (io vorrei una sigaretta)
Non male, no, non male, inizia a piacermi la filosofia di questo armatore…
Non su wood Pecker bensì su Sunshine….ma andiamo con calma, in rigoroso ordine cronologico:
LO SBARCO, avvenuto tra il 14 ed il 15 novembre 2006:
Al nostro arrivo a Las Palmas abbiamo iniziato coi lavori per la preparazione della barca alla regata: si lavorava tutto il giorno, vita sociale zero, ma d’altra parte sono partita per venire a lavorare, mica in vacanza, anche se sinceramente mi piacerebbe avere una mezza giornata libera per esplorare i dintorni…
Un bel giorno è arrivato Omero e abbiamo miracolosamente ottenuto un posto barca nientepopodimeno che di fianco a Wood Pecker, così intervallavo il mio lavoro con brevi blitz su Freya, dove per qualche minuto ritrovavo un ambiente amichevole e gioioso, anche se confesso che il giorno che si è messo a sparar cazzate in radio con quelli che stavano per mare (Davide, Giovanni e altri che non conosco)…..mi è venuto un magone…mi sono ricordata che si può anche ridere e scherzare pur lavorando sodo, ma sono comunque tornata sulla mia barca a finir di pulire i gavoni ascoltando il solito salsa e merengue, che ho sempre detestato ma qui è l’unico genere musicale che il lettore cd accetta, dev’essere una marca strana. Tutto procedeva, finchè un bel mattino tornando dal supermercato, tutta triste e mogia immersa nei miei un tizio americano mi ha fermata per chiedermi informazioni, non so cosa mi è balenato per la testa ma l’ho letteralmente abbordato chiedendogli se cercava equipaggio…è rimasto perplesso, ci siamo dati appuntamento a più tardi, abbiamo chiacchierato e ci siamo conosciuti, il giorno dopo è arrivato il fratello, ho conosciuto anche lui, li ho giudicati 2 persone serie e sono andata a vedere la barca, affare concluso. Ci siamo presi qualche giorno di tempo per riflettere, e nel frattempo io ci ho preso gusto a cercare un’altra barca, solo che non avendo praticamente tempo libero per fare gli affari miei, lavoravo al progetto di fuga tra la lavanderia e i supermercati… alla fine, tempo 2-3 gg la gente mi fermava per il porto a dirmi che la tal barca o la tal altra cercavano….comunque la mia migliore alternativa era Laurent, lo skipper della Roberta la hostess dell’anno scorso, lui molto gentilissimamente sarebbe venuto a Las Palmas apposta per caricarmi, diversamente il suo itinerario prevedeva Tenerife; veramente molto carino questo Laurent, non dimenticherò la sua gentilezza, il mare è piccolo, e davvero molto gentile la Roberta a darmi una mano. Alla fine però ho optato per gli americani.
Loro ovviamente, da americani doc quali sono, mi hanno fatto un terzo grado degno dei migliori film polizieschi ma va bene così. Vorrei solo fare una nota negativa su questi americani: ok controllarmi il bagaglio, in fondo non sanno chi sono, potrei avere qualunque cosa con me, però…..cacchio…..almeno le cose lasciarle come erano, invece no: dentifricio tutto schiacciato, e voglio vedere con cosa mi laverò i denti io, spazzolino a spasso per la valigia, mutande mischiate con scarpe….eccheccazzo!!!!
A parte questo, loro sono gentilissimi, a bordo è obbligatorio il buonumore, questo mi piace un sacco, anche perché sinceramente le ultime settimane non me la sono passata bene per niente, ero veramente sull’orlo di una depressione cronica irreversibile a vita… Speriamo di tirarci su in fretta.
A dire il vero ci ho dovuto riflettere anche io, non ero mica sicura di voler cambiare barca, mi sono consultata col buon Omero e con casa. Su consiglio di Carla sono giunta a tirare la moneta, che come giustamente mi faceva notare lei, non va MAI contrastata, la moneta sa sempre qual è la giusta direzione in caso di indecisione per affari importanti (vedi nostro diario di viaggio a Cuba). Tanto per cominciare nel ravanare nel marsupio alla ricerca di una moneta ho trovato un dollaro delle grenadine…nei giorni scorsi non l’avevo mai incrociato quel soldo lì, e quindi già lì mi son detta che era un segnale forte e chiaro che dovevo lasciar decidere alla moneta, e caso vuole che non ha testa e croce bensi una testa da un lato e una barca dall’altro, quindi a maggior ragione capitava perfetta per la situazione: testa, la saggezza di non abbandonare un imbarco sicuro e pagato; barca, libertà, preferire il mio benessere psichico al portafogli. Anziché lanciarla l’ho rotolata tra le mani e la sentivo più pesante da un lato, non sto scherzando, pesava davvero di più, la sentivo che mi chiamava di girarla da quel lato, ho aperto la mano come voleva lei e….c’era la barca! Era un segnale, non potevo far finta di nulla, me ne sarei pentita di sicuro. Quindi via, si va.. Lo so benissimo da me che non era saggio abbandonare Wood Pecker…..ma chi l’ha detto che nella vita bisogna fare solo le cose intelligenti?
Racconto l’ultima cosa: la prima volta che sono andata alle Grenadine per Albatross avevo dei clienti un po’ esigenti che mi chiesero le melanzane alla parmigiana, e fin qui ok. La notte in cui sono sbarcata dall’Azimut, su richiesta avevo preparato per il giorno dopo le melanzane alla parmigiana, e ho lasciato ai messicani le istruzioni per infornarle. Coincidenza. L’altro giorno facendo la spesa mi sono ricordata che Antony aveva sottolineato che gli piacciono un mucchio, allora x dimostrare di essere una persona gentile ho comprato l’occorrente e le ho preparate…. A me queste melanzane alla parmigiana iniziano a darmi dei pensieri… dovrò scriverlo sul curriculum di non chiedermele? Infatti sul Flying Cloud non le abbiamo mai preparate, sarà una coincidenza ma per chi come me è convinto che nulla succede mai per caso la cosa è curiosa.
E così eccomi qui, su Sunshine…..dopo esser scesa da una nuvola volante che cacchio ci stavo a fare su un picchio??? Molto, ma molto meglio un raggio di sole, vuoi mettere??? Siamo in navigazione da 24 ore, tutto procede per il meglio, siamo tranquilli, terrò aggiornato il diario di bordo e intanto rifletto sui casi della vita: dopo esser stata definita la Pasionaria del Mediterraneo insieme alla Gabriella, stavolta eccomi qui a fare la Pasionaria dell’Atlantico. Speriamo però che prima o poi si riesca anche a guadagnare qualche soldino perché qui solo con la Pasione non si va avanti molto eh….
LA PARTENZA, 16 novembre 2006
Innanzitutto al mattino mentre li aspettavo camminavo su un molo e chissà che cavolo guardavo non mi sono accorta che c’era una barca con l’albero appoggiato orizzontale e ho dato una craniata che si è sentito sbeeeeng per tutto il porto, quindi sono salita a bordo stordita come una campana, siamo andati a fare acqua e ho salutato velocemente Carlo Venco, porca miseria una settimana nello stesso porto e non sono riuscita a trovare una mezzora per fare due chiacchiere con lui, questo mi dispiace molto. Comunque, a parte lo stordimento dovuto alla capocciata e alla difficoltà di tirare su i parabordi con in mano un gelato che si stava per squagliare (gentile il capitano a comprarci l’ultimo gelato prima della traversata, ma a me avrebbe fatto piacere anche avere 5 minuti per mangiarlo….), è stato tragico per me il momento dell’uscita dal porto: i due americani si sono dedicati alle foto indicandomi il timone e dicendomi “drive!”, evviva ho pensato io, cominciamo bene, gli avevo detto che era meglio non lasciarmi da sola al timone, vedo che han capito subito! Comunque ce l’ho fatta senza far danni, nonostante lo sbrodolamento del gelato lungo tutto il braccio e il bernoccolo che pulsava. Buon inizio.
A bordo: la barca è nella fase finale del giro del mondo, compiuto in 7 anni, sono state toccate tutte tutte tutte le isole esistenti nei mari del mondo, di miglia ne ha fatte…E’ una figata, comoda, spaziosa, mi piace perché c’è uno spazio apposta x guardare fuori comodamente spaparanzati sul divano…. Quindi bella barca, loro simpatici ma……volendo fare i pignoli e trovare per forza un difetto…..penso che per fortuna sono in regola con tutte le vaccinazioni possibili immaginabili, se no qui c’è da prendere di tutto, anche malattie sconosciute….nei piatti si può leggere il menu degli ultimi 7 anni, e ci sono spazi che secondo me non sono mai stati puliti, non si può toccare nulla che rimangono le mani appiccicose, ma per fortuna non sono mai stata schizzinosa…. Per non contaminare tutti i miei vestiti, che poi non c’ho voglia di spendere centinaia di euro in mom, ho battezzato una parte di abbigliamento che verrà sacrificata….per i prox 20 gg saranno quelle 2-3 cose, poi le butto nel rusco, o molto meglio ancora le incendierò….qui ho paura che ci sia tutto un’allevamento di batteri che se fossi biologa andrei a nozze…..vuoi mettere un germe delle Galapagos incrociato con una microba delle Tonga? Roba fantascientifica….. Io ho preso disinfettante e amuchina e ho pulito il mio letto sopra sotto e tutte le pareti intorno, giusto per darmi una parvenza di igiene, gli acari che sono nel materasso speriamo facciano orari diversi dai miei…poi pian piano sto cercando di pulire la cucina….sembra facile, ma vorrei veder voi alle prese con incrostazioni di origine sconosciuta ormai fossilizzate… per non parlare poi dei vari tipi di muffe, muschi e licheni…. Comunque, accetto sponsorizzazioni delle varie aziende produttrici di detersivi & affini! Fatto curioso: ieri x pranzo hamburger, mentre li cuocevo arriva Steve e si straraccomanda di lavare i piatti prima di mettere la carne cotta, perché prima c’era la carne cruda e, sai, coi germi non si scherza in alto mare……ah ah ah, qui non ce l’ho fatta, mi sono messa a ridere, lui pure, chissà se ha capito il motivo.. Però a parte questi particolari si sta bene, il clima è buono e sereno, ogni tanto Cary, il comandante, prende la chitarra e suona musica folk americana, robe tipo paul simon, neil young e tante altre canzoni che non conosco ma mi piacciono, è proprio bravo, anche se ogni tanto attacca delle canzoni che avevamo sul flying cloud e lì ciao….per me è la rovina, vado giù giù giù giùùùùùù…..e visto che nelle regole di bordo sono concessi al massimo 5 minuti a testa al giorno per piangere, e tutti i minuti che io riesco a risparmiare a fine traversata li voglio regalare a Cary che sarà molto triste per la fine del suo lungo viaggio…..bisogna che ci mettiamo d’accordo con sta musica: se insiste con le canzoni per me deleterie non saremo mai amici.
Per oggi è tutto, il mare è calmo, delfini ancora zero, uno russa l’altro accorda la chitarra, io fra un po’ inizio il turno, passo e chiudo….
19 NOVEMBRE, 4° GIORNO, non ho idea di quante miglia percorse
I giorni passano veramente lentissimi, sapevo che mi sarei annoiata tanto ma non immaginavo a questi livelli. Alcune cose dai racconti che mi erano stati fatti le pensavo diverse, ma non so se è diverso qui su questa barca o se avevo proprio capito male io…. Le mie navigazioni in fondo finora erano state fatte sempre con Christian sul Flying Cloud, e quindi alla fin fine ho visto solo il suo modo di navigare, quindi non so proprio esprimere giudizi. Però osservo e mi pongo domande. La cosa più strana è che all’uscita del porto di Las Palmas è stato messo il pilota automatico, e ancora non è stato tolto, anzi l’unica cosa che è stata tolta è proprio il timone, è stato messo dietro al divano, quindi la barca va così, si rolla di brutto e io avevo capito che timonare significava anche prendere le onde in un certo modo, mi ricordo quando mi diceva che devo imparare a sentirle col culo per anticiparle. Ma magari sbaglio io, in fondo che ne so, son l’ultima arrivata e mi adeguo ad ogni metodo di navigazione….(fa diverso!?) Tutto il giorno loro due leggono o dormono, io mi sto ammazzando dalla noia. Mi viene un nervoso della Madonna quando sto cucinando e la barca va per i fatti suoi, io capisco le onde che sbatacchiano e fanno rollare, ma sono convinta che se ci fosse qualcuno al timone certi tironi li potrebbe evitare, in fondo non è che ci sia sto gran vento e ste grandi onde, anzi…. Ogni tanto vado fuori e mi siedo a prua a guardare il mare, ma non sono molto contenti che lo faccia quindi limito al minimo indispensabile le mie escursioni all’aria aperta. Per il resto ne sto approfittando per dormire, dormire, dormire, in effetti avevo molta stanchezza arretrata, mi sa che a sto giro finalmente riesco a riposarmi fino in fondo, nell’ultimo anno non mi sono riposata molto… E il bello è che riesco ad aver sonno anche durante i miei turni di guardia!!! Però ho imparato a dormire 5 minuti alla volta, in automatico mi sveglio e faccio il giro dei controlli, poi ridormo subito. Quando finisco il turno alle 6 del mattino è sempre un problema chiamare Cary, porca miseria alla faccia dei marinari che dormono con un occhio solo e sono sempre all’erta, questo non mi sente proprio, devo attaccarmi alla porta della sua cabina, picchiare i pugni con tutta la mia forza e urlare come una pazza! Mi chiedevo cosa sarebbe successo in caso di emergenza, poi infatti stanotte non che ci sia stata un’emergenza ma il vento è cambiato all’improvviso e le vele sbattevano di brutto, un casino infernale e visto che era uno dei casi segnatimi nella lista x svegliarlo ho iniziato a chiamare….macchè niente, la randa che faceva un casino bestia, la barca che sbatteva e lui tranquillo e beato che dormiva, allora vaffanculo, ho deciso io di cambiare rotta, ho messo la prua un po’ più in là, e che si fosse incazzato finchè voleva, la prossima volta si sveglia no? Poi dopo circa un quarto d’ora è arrivato su tutto assonnato “hai chiamato?” “chi io? Nooooo” e nemmeno si è accorto che avevamo cambiato rotta di quasi 20 gradi, o forse se ne è accorto ma andava bene così (sta mò a vedere che stavolta c’ho preso) e non ha commentato nulla, anzi sicuramente sarà così… Eppure, io mi chiedo….questo è in giro da 7 anni, mica 7 giorni, ne ha fatta di strada…..porca miseria non me ne faccio una ragione, finora una cosa che mi ha sempre incuriosito di tutti questi lupi di mare che ho frequentato nell’ultimo anno è che a forza di andar per mare hanno messo insieme un istinto e una capacità quasi animalesca di capire al volo le situazioni, all’inizio ero perfino sbalordita di ciò, questo invece…..boh, non vedo l’ora di incontrare l’ammiraglio per commentare con lui questa cosa…sicuramente lui saprà darmi una spiegazione a questo modo di navigare, lui sa sempre tutto!
Alla fine avevo scelto gli americani anche perché uno reduce dal giro del mondo pensavo avesse tanto da insegnarmi, invece le vele non le hanno ancora spostate una volta dal primo giorno, se sbattono smetteranno, questa è la loro filosofia, di carte nautiche nemmeno l’ombra, ogni tanto guardano il gps e guardando sulla pilot dicono “siamo ancora lontani”. Ma va????? Di vento non so quanto ce n’è perché lo strumento (è il windex? Boh) si è rotto 3 anni fa, in media facciamo tra i 3 e i 5 nodi, ma a volte succede anche di arrivare a punte minime di 1,5, io magari commento che arriveremo per Pasqua e loro sereni e tranquilli dicono che poi la velocità aumenterà quando il vento tornerà giusto per come sono messe le vele…. Ho già capito che anche stavolta non imparo niente sull’orzare poggiare eccetera….alla fine nel mio curriculum potrò scrivere che avrò percorso migliaia di miglia ma poi come faccio a spiegare che non so fare proprio niente???? Io ci speravo tanto in questa traversata, vabbè diciamo che tanto questa era partita male ed era destino che andasse male, per quanto riguarda l’apprendimento della navigazione, e consoliamoci pensando che se mai ci sarà una prossima traversata (e penso proprio di no!) ora so quali domande fare PRIMA….
Il resto tutto ok, sono sull’orlo di un esaurimento nervoso perché tutto questo tempo senza nulla da fare mi fa venire in mente certe cose che sarebbe meglio aver già cancellato, ma così non è, e la mente purtroppo è bastarda fino al midollo che corre sempre lì…..comunque sono sempre convinta che non tutti i mali vengono per nuocere, quindi sono contenta anche di non poter aver contatti con nessuno, anche l’SSB ha deciso di non funzionare, e sono contenta anche di essere con due persone che non mi conoscono, non sanno niente di me, non chiedono e mi lasciano in pace con me stessa, conto molto su questi 20 giorni per resettare una parte di me, mi sto depurando sia dalle sigarette (avevo ripreso al ritorno dai caraibi, troppo nervosa!) sia da un certo elemento di disturbo nella mia vita finora vissuta felicemente, e con convinzione, da single (ebbene si, nonostante quel che ho sempre sostenuto stavolta ci son cascata), sto praticamente vegetando, e a volte un bel periodo di larveggiamento ridà carica e grinta per ripartire, quando ci vuole ci vuole… non è mai possibile farlo perché bene o male le persone intorno quando ci vedono giù ci spronano sempre a reagire o comunque ci sono cose da fare e non si può stare a sprofondare sul divano come invece si vorrebbe, perdendosi ore e ore nei propri pensieri lasciando che vaghino pazzi e incoscienti…..direi che questa traversata è esattamente quel che mi serviva, e forse c’è un motivo per cui non la potessi fare con un equipaggio normale: dai regalanti sfegatati che non mi parlavano in quanto mi giudicavano probabilmente un essere inferiore e quindi non degna delle loro attenzioni ai due premi nobel 2006 per la letteratura (non scritta, bensi letta). Io sto concorrendo per il Pulitzer. Quindi, se così doveva essere, ben vengano questi 20 giorni di solitudine tra me e la Vaifra, ci dobbiamo un attimo ritrovare perché io quella lì l’ho persa di vista alcuni mesi fa e non so che fine abbia fatto…
Detto questo, torno a leggere il mio libro, tra i 3000 presenti a bordo ho scelto uno che si intitola HOW DID IT REALLY HAPPEN? Ecco, magari ci trovo la risposta. E a tal proposito mi viene in mente una bellissima frase, giunta da non so dove, che avevamo scritto su una camicia da regalare ad un amico anni fa: la risposta che cerchi è dentro di te. Però è sbagliata! Evviva. E andiamo avanti.
LUNEDI 20 NOVEMBRE 2006
HO VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTETE IMMAGINARE….
Nel mio lavoro di pulizia cucina, un pezzo al giorno leva lo sporco di torno, ho aperto un cassetto…cosa non ne è uscito…sacchetti e pacchettini di polveri non codificate, spezie non identificate, ogni sacchetto abitato da un tipo di animaletto diverso che ci bazzicava dentro….tutti piccoli uguali, alcuni neri alcuni rossi alcuni marroni…bleach, che schifo. Via tutto, subito, e anche se non ho aperto nulla e quindi non sono venuta a contatto con nessuna di queste belve, è tutto il giorno che mi sento prurito ovunque, e poi dico di non essere suggestionabile….
Il resto procede, tutto ok, inizia ad esserci un po’ di temperatura tropicale, mi perdo per delle ore a guardare il mare, mi piace un sacco mettermi lì fuori a prendere il vento mentre Cary canta, guardo le onde, le nuvole, l’infinito, e mi sento così piccolina… a volte la cosa mi angoscia ma sono momenti sempre più brevi e sempre più rari, per il resto invece il tutto mi dà pace e serenità….soprattutto al tramonto. Avendo io il turno dalle 18 alle 21, resto sola a godermi lo spettacolo favoloso del tramonto in mezzo all’oceano, una meraviglia indescrivibile….mi perdo a guardare il sole che ci saluta e con le nuvole e il mare crea scorci di colori e sfumature incredibili …. e io sono lì, con tutto il tempo che voglio per osservare e imprimermi ben nella testa questo spettacolo favoloso….poi penso ad un certo sms ricevuto proprio il giorno prima di partire “ti penserò ogni sera al tramonto” e mi vien da dire ma vai al diavolo anche te e tutte le tue fandonie, e soprattutto io stupida a crederci, e lì mi costringo a resettare la mente e pensare a cose più felici; ricordo il racconto di Davide dell’anno scorso, mi aveva talmente affascinato, io sto ancora aspettando di prenderci il ritmo con questa navigazione, ma ho tempo, tanto tempo, in fondo siamo appena partiti. Mi chiedo dove sono gli altri, Omero soprattutto, che è partito il nostro stesso giorno….Omero, un personaggio incredibile; lo conosco da poco, anche se mi ricordo che a Genova 2004, quando ancora non sapevo neppure cosa fosse una barca, trascinata al Salone da amici mi sono fermata a parlare con lui una buona oretta, e sta cosa di attraversare l’oceano in barca comunque mi aveva affascinata, e avevo conservato il suo volantino per oltre un mese, lo guardavo e pensavo “magari l’anno prossimo”…. Poi l’ho conosciuto di persona a Genova quest’anno, anche se il suo mito mi era giunto alle orecchie ben prima, davvero una brava persona, un buono dentro, lo vedi dagli occhi, oltre a fami morir dal ridere con il suo modo di fare così schietto…l’altra mattina mentre aspettavo gli americani per partire è passato di lì davanti, ci siamo salutati e mi ha dato una abbracciatona talmente forte, e ci ho sentito un affetto quasi paterno, che se non sto attenta rischio di emozionarmi!!!
Decisamente, riflettendo sugli ultimi sviluppi, non è un buon periodo per me questo. Dio sta guardando da un’altra parte, ora provo a fare due chiacchiere con Nettuno. Ma di bello c’è che tutto passa, e meglio ancora mi piace pensare che quando tutto va male come mi sta succedendo ora…..può solo migliorare!!!…eh Omero, com’era? a so’ talment sfighè che s’um chesca l’usel um rimbelza in tal cul….Mingardi dixit….
MARTEDI 21 NOVEMBRE orario boh, posizione boh, oggi hanno spento tutto.
Oggi hanno deciso che si mangia tuna fish e finalmente hanno messo giù la canna. Tutti che mi raccontavano sempre che ti stufi di pescare, questi han messo giù la canna il 6° giorno. C’è veramente qualcosa che non mi torna in questi navigatori americani, è tutto così diverso da come me lo aspettavo….comunque sto bene, mi trattano bene e il cibo non manca, anzi. Mi sto godendo la natura, il blu infinito dell’oceano, le nuvole (finalmente le mie nuvole, le cercavo tanto in Italia ma non c’erano, erano diverse, sono queste quelle che piacciono a me!), ogni tanto qualche uccello viene a salutarci, chissà da dove viene e dove va, aspetto il tramonto per guardarmelo bene, procedo con la pulizia della barca, e il mondo va avanti. Stanotte nel mio turno mi sono sdraiata in pozzetto ad osservare le stelle: quante!!!! Tantissime, e il cielo sembrava così basso che pareva di poterlo toccare alzando un braccio….ogni tanto cadeva una stella ma ero sempre impreparata sul desiderio da esprimere e mi scappavano davanti, allora ho deciso di farmi la lista dei desideri per le prossime notti, e non intendo fare l’egoista, ne cadono talmente tante che posso permettermi di fare la sborona ed esprimere un desiderio per ogni persona che conosco. Ovviamente si parte dai prioritari: babbo mamma e Damiano, a seguire tutti gli altri….
MERCOLEDI 22 NOVEMBRE 2006
Inizio a sentire la necessità di una doccia… è mercoledì, mi spetterebbe di diritto….ma chi glielo spiega a questi due qui col mio inglese maccheronico??? Ah, ieri niente pesce, riproviamo oggi…
Abbiamo deciso di spostare l’orologio, ormai sarà ora, e già che ci siamo cambiamo di 2 ore, così stiamo bene un po’! Mamma mia, che cambiamento, dalla barca superignegnerizzata dove ogni onda era programmata, a questi che l’oceano lo affrontano con lo spirito: siamo di qua, dobbiamo andar di là, pesca una carta e tira il dado.
GIOVEDI 23 NOVEMBRE 2006
STA ZET C’AL S’E’ MOS (sempre Mingardi) ….parlo delle vele, le abbiamo (o meglio le hanno) messe a farfalla. Io dormivo, una volta che c’era qualcosa da fare io ero assente, mica giusto questo!
Ieri giornata lunga, di 26 ore. Visto che avevamo tanto tempo, vento zero, abbiamo messo il motore al minimo e giù in acqua, io subito ero titubante poi invece via, chissenefrega degli squali, se mi mangiano peggio per loro, credo di essere piuttosto indigesta in questo periodo…. mi tuffavo da prua e loro mi prendevano al volo da poppa, avevo il terrore di scazzare la presa, la barca anche se lenta avanzava, chi mi pescava più? Invece tutto ok, è stato divertente. E così ci siamo giocati le 2 ore che avanzavano. Però ne ho approfittato, l’ultimo giro l’ho fatto con lo shampoo in testa.
Ho gettato un messaggio a Nettuno, non la classica bottiglia bensì un vasetto di olive, sicuramente meno poetico ma almeno non si confonde con la massa. Mi sono espressa ai massimi livelli con la poesia, un’unica frase ma molto incisiva, chissà…
Oggi vi racconto di Steve: mi fa troppo ridere, anche se in certi momenti mi chiedo se c’è o ci fa. Esaltato e pieno di controsensi come solo gli americani sanno essere: ogni volta che deve andare in pozzetto si mette tutta l’imbragatura di sicurezza, compreso quando andiamo a 1 nodo scarso con zero vento e zero onda, un po’ ridicolo direi. Poi, dato che non si fida del gps, controlla sempre col sestante. Allora: degli strumenti elettronici o ti fidi o non ti fidi, e se non ti fidi, come cacchio puoi pretendere di affrontare un viaggio di 3000 miglia smontando il timone e affidandoti al pilota automatico????? Poi, facciamo tanto i precisini che usiamo il sestante, e non abbiamo neppure una carta nautica su cui segnare la rotta che stiamo seguendo, usiamo una specie di pagina dell’atlante su cui facciamo delle crocette indicando il punto nave “circa”, senza squadretto, e x vedere quanto abbiamo fatto dal giorno prima come unità di misura usiamo la mina della matita, e i commenti sono “ma si, avremo fatto circa 130-170 miglia”. Evviva la precisione!!!
Poi quando mi parla: allora, il mio inglese è quello che è, lui credendo di sapere lo spagnolo, e non avendo ancora una ben chiara divisione geografica dell’Europa con le conseguenti differenze linguistiche tra una nazione e l’altra, ogni tanto vuole venirmi incontro e per farmi capire cosa dice ci butta in mezzo delle parole in spagnolo, ma quel che lui non capisce è innanzitutto che io sono ITALIANA, e poi che il suo spagnolo ridicolo, masticato dall’accento americano, è veramente incomprensibile, e io ogni volta ci impiego almeno 10 minuti a chiedermi ma che cacchio di parola è quella, pensando all’inglese, poi mi rendo conto che era una parola in spagnolo…ho cercato di spiegargli di evitare lo spagnolo, ma anche lui… non si chiede perché con suo fratello chiacchiero senza problemi e con lui ho tutte queste difficoltà?? E quando vuole fare il gioco delle traduzioni??? Miii….parliamone… lui si diverte un mucchio e io mi sento così cretina….funziona così: lui dice una parola in inglese, aspetta che io gliela traduca in italiano, poi tutto orgoglioso la dice in spagnolo, e tocca a me col francese….giochini divertenti per bambini deficienti???!!!
Poi vi racconto i nostri dialoghi notturni: premesso che io alle 3 di notte non faccio certo le capriole di gioia quando mi viene a svegliare, già non accende una luce manco a morire e gironzola per la barca con quella specie di lumino rosso in fronte che sembra un deficiente, bussa leggermente sulla parete della mia cabina, emette un rumore con le corde vocali che più o meno suona “bugioonei” (forse sta x buongiorno) io gli faccio segno di esser viva e, già non vedo nulla se non appunto questo fascio di luce rossa, inquietante di suo, poi con stesso accento, stesso tono, stessa cadenza, stesso tutto di Riff Raff del Rocky Horro Picture Show sento provenire dal buio “take your time…..” ci manca solo la risatina finale…paura vera!!! Poi arrivo su che sono ancora tutta rincoglionita di sonno, e il nostro dialogo tipo è il seguente: “come va?” “bene” (sottotitolo: come vuoi che vada cretino, siamo sempre qui su sta cacchio di barca in mezzo all’oceano…) “hai sonno?” “un po’” (secondo te? ero lì sveglia come un grillo che aspettavo mi chiamassi??) “vuoi qualcosa da bere?” “no, ti ringrazio” ( e in ogni caso so dov’è), poi mentre do un’occhiata in giro per vedere la situazione regolarmente mi esce con un “visto quante belle stelle?” “si si” (in questo momento non me ne può fregar di meno, magari parliamone fra mezzora delle stelle eh?) ed è capitato anche un “un’ora fa abbiamo incrociato una nave” “……” (e quindi che mi frega? Se non c’è più non c’è più, una cosa in meno a cui stare attenta no?), spesso a questo punto inizia il gioco delle traduzioni, oppure passa alle chiacchiere, attacca a parlarmi, e lì… lui non si rende conto, ma rischia veramente grosso….
DATA ASTRALE 1994007543
Ieri era il thanks giving day o come cavolo si scrive, e loro erano disperati che non avevamo il tacchino. Ma razza di coglioni che non siete altro, ma con tutta la carne che abbiamo comprato un po’ di tacchino non ce lo potevamo mettere in mezzo?? Che ne so io che il vostro cavolo di giorno del ringraziamento casca in questi giorni…io il mio panettone me lo sono comprato! Comunque abbiamo risolto, il menu l’abbiamo fatto il più somigliante possibile a quello tradizionale: filetto con purè e salsa di mirtilli (io no, il mio normale!!!), zucca spatagnata in padella con sughetto in bustina (c’era scritto yogurt e pollo) che loro mescolavano col purè e a me ha ribaltato lo stomaco, e torta di mele. Quindi oggi è il 24 novembre, giorno n.9. Aninpospiò. Mancano 1660 miglia. Mi sa che qui sti americani mi hanno un po’ presa x il culo: subito avevano detto 2 settimane (ovviamente con tutto il margine dovuto a vento meteo ecc), poi appena partiti hanno detto non meno di 19 giorni, e già qui le settimane son quasi 3, poi cmq vedo che questa barca, tanto veloce che doveva essere, oltre i 5 nodi non la fai andare, ma 5 è anche grassa, sarei contenta se mantenessimo i 5 costanti! ….e stanotte Steve mi ha specificato, casomai da sola non ci arrivassi: “vedi Vaifra, quando il vento ci prende bene nelle vele planiamo e andiamo a 5, quando il vento invece scappa rolliamo e scende la velocità”. Io, essendo sempre l’ignorante di bordo, sono stata zitta, ma volevo quasi dire: e montare il timone no???? Son sicura che stavolta avrei imparato a sentire le onde col culo, cioè adesso le sento (un po’), ma almeno se avessi avuto un timone avrei potuto fare tutte le prove del mondo, il tempo ce l’ho, questi non hanno fretta di arrivare…. Spero di riuscire ad essere in Martinica per il 24 dicembre, ci tengo alla cena di Natale sul pontile del benzinaio….
SABATO 25 NOVEMBRE
Finalmente, dopo che minimo 6-7 bei pescioni si sono slamati nel cercare di issarli a bordo, ce l’abbiamo fatta, e oggi avremo dorado. Almeno sul pesce non sarò l’unica sfigata che si fa tutta la traversata senza pescare…
Mancano 1500 miglia, ma visto che non so con precisione quante erano in tutto (dicevano circa 3000, ma ormai ci ho preso le misure ai loro circa), posso dire che forse siamo più o meno a metà, anche sull’atlante sembra così: poco meno di una spanna di qua e poco meno di una spanna di là, sì sì, siamo proprio a metà, evviva! Io non ci voglio neanche pensare se per caso dovessimo aver bisogno di aiuto….già la radio è stata accesa solo i primi giorni x far contenta me e visto che non funzionava è stato smontato il microfono e messo via, non so neppure dove…. Qui si vede che gli piace smontare le cose….abbiamo la mail ma va te a sapere come si mette in moto tutto l’ambaradan, solo Cary lo sa fare…. Comunque mi immagino una mail di may day: siamo qui, in mezzo all’atlantico, abbiamo passato le Canarie da 10 giorni, siamo circa sul 20° nord e stiamo andando verso ovest, in là. Comunque sono convinta che se ci fosse un’emergenza vera sfoggierebbero tutta la loro esperienza marinara (ce l’avranno…..DEVONO averla dopo un giro del mondo!!!), invece questo viaggio lo hanno preso molto in scioltezza, io non ho potuto far altro che adeguarmi e in fondo va benissimo così! Lo canta sempre anche Cary “take it easy”…ecco, parliamo di questo: quando Cary prende la chitarra e canta, mi piace da morire, è davvero molto bravo, ha una bella voce e ha anche delle canzoni scritte da lui, piuttosto carine; una mi piace particolarmente, l’ha scritta quando aveva 10 anni ed è una filastrocca che parla di uno che va a pescare ma gli scappano tutti i pesci (si vede che già vedeva nel futuro….). O se no mi fa ridere quando inizia a descrivere in musica ciò che sta accadendo, (capirai qui succedono talmente tante cose…..) e dice cazzate tipo Vaifra sogna una sigaretta ma non l’avrà perché così ha promesso, gliele abbiamo sequestrate e non gliele daremo, no no no.
Per oggi è tutto, vado a preparare il pranzo.
DOMENICA 26 NOVEMBRE
Finalmente sembra che siamo partiti, abbiamo trovato un po’ di vento e viaggiamo quasi a 6 nodi, ogni tanto anche 6 virgola un po’, stamattina abbiamo fatto anche i 7, wow, che emozione forte…. Di buono c’è che ho iniziato a prendere il ritmo (era ora), il tempo è scandito da alba-tramonto-alba, spettacoli favolosi qui in mezzo, e……non è male, no, non è per niente male! Quasi quasi mi dispiace aver perso tanto tempo a subire la navigazione anziché viverla, che sciocca! Comunque va bene così, l’importante è da qui in avanti.
Sono le 19.30 ora della barca, quindi 21.30 GMT quindi 22.30 italiane, Steve è già andato a letto, è il mio watch time, Cary canta e suona, in questi giorni compone, tutto vabbuono e ora me ne vo in pozzetto a spaparanzarmi a guardare le stelle ascoltando questa bella musichetta e lasciandomi cullare dalle onde, ma chi m’ammazza più a me!!!!
MARTEDI 28 NOVEMBRE, ORE 04.00 DEL MATTINO
Ops, qui c’è qualcuno che di notte infrange le regole: ho trovato un tappino di birra sul ponte… si era d’accordo niente alcool… ma vedi che poi alla fine anche gli americani, tanto ligi e tanto devoti alle regole, anche loro le infrangono? Uno di questi giorni vi racconto le mie acrobazie notturne per fumare una sigaretta di tanto in tanto (ah ah, ne avevo imboscate qualcuna, li ho fregati, pappappero!), mi apposto su un lato della barca (con imbracatura e tutto il resto) facendo finta di watchare e intanto col binocolo ad infrarossi guardo dentro se uno dei due si sveglia…. Alla fine ognuno fa quel che gli pare: io fumo, uno di loro beve birra…..massì, machissenefrega di tutto il loro perbenismo! Comunque mi fa ridere il fatto del niente alcool. Ok sono d’accordo non è bello ubriacarsi, non si sa mai cosa può succedere ed è meglio esser sempre sobri per ogni evenienza, ma una birra non ha mai ammazzato nessuno….invece loro no! Tutto il giorno non fanno che ripetere quanto sarebbe gradevole una birra fresca, e stanno lì a farci la voglia…..ma bevetevela sta cacchio di birra no? E soprattutto datemi una sigaretta, che ormai le ho finite….e godiamoci sta cacchio di traversata, mica deve essere una penitenza!!
GIOVEDI 30 NOVEMBRE, giorno 15, ore 04.00
Sono 2 settimane di navigazione. E sono 3 giorni che i due badano a dire coraggio Vaifra ancora 6 giorni…I giorni passano, la velocità cala sempre e quindi sono sempre 6 giorni…l’avevo detto io che arriviamo a Pasqua…Mancano 850 miglia, stiamo andando a 3 nodi, 3,5, punte massime di 3,7. Oggi pomeriggio ad un certo punto avevo la sensazione di esser fermi, guardo e infatti stavamo facendo 1,1…loro due beati a leggere, gli ho chiesto se mi davano un remo, si sono messi a ridere e hanno detto che sono proprio divertente…divertente sto paio di balle, io l’ho detto sì rdendo, ma volevo vedere se capivano!! Regolare le vele o montare il timone non se ne parla proprio eh??? Intanto qui iniziamo ad avere dei problemi veramente gravi, non so se potrò sopravvivere: innanzitutto è finito lo yogurt, e la cosa non mi garba per niente, poi o spingono un po’ sto cacchio di barca o mi danno l’autorizzazione a lavarmi i capelli perché ormai qui altro che rasta….
Mentre scrivevo è arrivato su capt.addormentato, voleva sapere quanto stiamo facendo perché gli sembrava di andare troppo piano, gli ho detto che andiamo a 3 nodi, e lui tutto soddisfatto “ah beh, 3 è buono, posso dormire, buonanotte”. Ah, allora buonanotte….cosa vuoi che ti dica… finchè la barca va lasciala andare, finchè la barca va tu non remare…..
DOMENICA 03 DICEMBRE
Eccoci qui, dopo qualche giorno di onde gigantesche e vento abbastanza forte da farci andare ad un’andatura più umana, nel bel mezzo di una notte il pilota automatico ci ha abbandonati….., l’avevo detto io che volevo timonare? Eccomi accontentata, anche se veramente speravo di non iniziare col buio pesto e le onde alte alte, speravo una cosa più tranquilla…. Comunque loro mi han detto fai così e così e sono andati a letto, io là fuori al buio che non capivo un tubo delle onde da dove arrivavano e il vento da che parte soffiava, ma andavo avanti lo stesso. Poi ci si è messa la pioggia, evviva, poi dopo un po’ anche una barca davanti a noi, solo che non capivo se andava o veniva, a volte ce l’avevo a dx, altre a sx, e col mio inesistente senso della distanza non capivo neppure quanto era lontana, abbandonare il timone x chiamare manco a parlarne, se mollavo la presa avevo paura di cadere in acqua…. Diciamo che ho passato una brutta mezz’oretta, poi invece mi sono abituata, e anche sti turni di 2 ore al timone e 4 di riposo, giorno e notte, non sono poi così malaccio, ma forse dico così perché si tratta solo degli ultimi giorni…Ormai siamo quasi arrivati, ancora 2 giorni, max 2 giorni e mezzo… Intanto andando “a mano” ho notato un sacco di differenze: innanziutto si sente un casino quando al timone c’è Cary piuttosto che Steve, (e immagino cosa possa pensare Cary quando sono IO al timone…) poi ho constatato che adesso sì che Cary dorme con un occhio solo….quando sono al timone io, per quanto mi dico da sola che ho già fatto passi da gigante, ogni tanto comunque perdo la rotta, no non lo so come possa succedere, va tutto bene poi ad un certo punto mi accorgo di essere totalmente da un’altra parte, eccheccazzo, in zero microsecondi, boh…. Comunque quando succede, conto fino a 10 e prima che io finisca me lo vedo sbucare…it’all right? Yes, go to sleep. Poi un’altra cosa che non capisco, e questo lo faceva anche Christian: io mi chiedo: ma se io sono al timone e te sei lì che sciappini con le vele e le cime e i winch, e guardi lì, e sei concentrato lì….ma come cacchio fai ad accorgerti che la barca sta andando per i fatti suoi? Ciò, non me ne accorgo io che sono al timone e ho la bussola (vedi paragrafo precedente)…..SPIEGAMI: come cacchio fai ad accorgertene te!!!! Eppure senza guardare mi chiede dove sto andando, io guardo la bussola e…ciò, ha ragione lui! eppure 3 secondi prima ero in rotta, porca miseria non me ne faccio una ragione!!! Sti fenomeni di comandanti, t’è capi?
LUNEDI 04 DICEMBRE, ormai ci siamo, ci siamo, ci siamooooooo
Non so se dire “finalmente” oppure “peccato”, gli ultimi giorni sono stati i migliori, soprattutto stamattina che abbiamo preso un acquazzone esagerato, e siamo corsi fuori tutti e 3 armati di shampoo, nel frattempo ha abboccato un supermegadorado, il vento si è alzato di brutto e urlavamo e saltavamo come 3 pazzi scatenati, là sotto l’acqua con un freddo che la metà bastava….Cary che non so da quale film abbia preso ma ogni volta che ci sono due gocce inizia a urlare con una voce stranissima We’ve got a storm!, figuratevi stamattina quanto era esaltato….non lo si teneva!
Essendo tempo di considerazioni, affermo che la traversata atlantica penso mi abbia rimessa in sesto, mi sento di nuovo io, e anche se da quando sono partita nulla è cambiato, IO mi sento meglio, sono serena, tranquilla, ho di nuovo voglia di fare ed entusiasmo….quindi forse i primi giorni, quelli in cui ero tristissima, mi sono davvero serviti per “spurgare” ogni negatività…. la prima settimana avevo la lacrima facile… penso di aver completamente seccato le ghiandole lacrimali, per i prossimi 20 anni probabilmente non piangerò più…. In certi momenti mi chiedevo se per caso non stessi esagerando! Un consiglio: l’oceano bisogna affrontarlo con lo stato d’animo giusto, se no si rischia davvero il crollo psichico. Io nella mia “sfiga”sono stata fortunatissima ad averla fatta con questi due americani, veramente sempre gentili con me e molto rispettosi, e anche se ogni tanto li ho presi in giro era per ridere un po’ tra me e me (in fondo l’umorismo è sempre la miglior medicina no?). E quindi tocco finalmente terra potendo affermare che tra me e tutte le mie sofferenze ho messo un oceano, sembra tutta acqua passata (ah ah ah, ma quanto son spiritosa!!!), ho contribuito notevolmente ad innalzare il livello delle acque sul globo terrestre (ma che avevo poi da piangere tanto????) ma aveva proprio ragione la Zurini della crociera di agosto: che non si muore per amore è una gran bella verità, e quindi, oltre a consigliare una bella traversata atlantica a tutti i cuori infranti (potrebbe essere un’idea x un charter), concludo dicendo che se così doveva andare così andrà, chi non mi vuole non mi merita, ogni lasciata è persa, chi mi ama mi segua (sarà per questo che viaggio da sola???), e….non c’è due senza tre (eh no, questa poi no, tiè!!!!).
E sono contenta di esser capitata su questa barca; nonostante le mie “lamentele” i due americani si sono confermati due persone serissime, e quando non leggevano erano anche simpatici e divertenti. E poi è andato tutto bene, abbiamo preso solo qualche piccolo acquazzone, ma robetta di poco conto, e quando l’emergenza c’è stata (una notte abbiamo rotto una vela, no no so il nome, qui ce ne sono milleduecento di vele!) hanno saputo farvi fronte con calma e sangue freddo, mi hanno messa al timone, Steve stava ai winch e Cary là arrampicato per aria a fare non so cosa, non si vedeva niente e c’erano delle onde supergigantesche ma non è volato in acqua nessuno e tutto è stato risolto, anche se io come solito non ho capito niente. cioè, mi hanno anche spiegato cosa è successo, solo che tra l’inglese e i termini marinari ciao, io facevo si si con la testa ma in realtà non ho capito niente, ma va bene così.
La cosa più bella di attraversare un oceano comunque è che non avendo molto da fare ti perdi veramente per delle ore a guardare nuvole, raggi di sole, albe, tramonti, arcobaleni, pesci volanti, vele, onde, con tutte le piccolissime differenze di increspature tra un tipo e l’altro, se c’è vento o no, se c’è il sole o no tutto cambia. Detta così sembra molto banale, in realtà la cosa è meravigliosa, ti rendi conto della grandiosità del mondo, e tu sei lì, un bagaglino in mezzo all’oceano, che va tutto bene ma non sai che cosa può succedere, tutto è possibile, e se il mare decide di farti del male, lo fa, eccome se lo fa, e te puoi esser bravo finchè vuoi ma non conti assolutamente niente confronto alla forza della natura, sei uno Zero. Per quanto poi è meraviglioso perdersi nell’ammirazione di cose apparentemente semplici come un’alba o un tramonto, ed è inutile anche cercare di catturare in foto questi colori, non renderebbero assolutamente giustizia allo spettacolo meraviglioso che è, e penso che solo chi lo vive possa capire. Penso a chi legge queste cose e magari le legge dalla poltrona dell’ufficio e potrebbe anche considerarmi sognatrice o poco realista, e magari pensa “ma vieni qui e trovati un lavoro vero va là, che tanto il mondo è questo, mica quello lì che dici te di albe e tramonti, quelle sono solo cavolate”. Beh, la mia risposta è: alzati in piedi e guarda dalla tua finestra, cosa vedi? Palazzi, strade, auto, gente che corre, il capo nell’altro ufficio che sbraita, e tu non hai tempo di stare a guardare un tramonto o una nuvola, sei impegnato a lavorare a testa bassa per portare a casa soldi per comprare una bella auto o vestiti firmati (che usi per andare in ufficio), o per farti una bella vacanza, magari vieni ai caraibi per una settimana a goderti queste cose, io invece sono qui sempre, non sto guadagnando un gran chè ma non devo comprarmi una bella macchina, non mi serve, e tantomeno mi servono i vestiti, e non ho bisogno di vacanze. Poi forse sono una sognatrice, va bene, e allora? che male c’è?
La traversata atlantica comunque è una bella gita, a me è piaciuta e penso sia un’esperienza da ripetere (magari in un’altra vita).
Gli americani…mi sa che mi dispiacerà salutarli, si, anche quello “stordito” di Steve, che è sopravvissuto ad almeno 20 miei pensieri omicidi nei suoi confronti (esattamente uno ogni notte alle 3), alla fine mi sono affezionata anche a lui e mi mancheranno le sue affermazioni assolutamente dementi e il suo alzare le braccia facendo il segno di andar veloce urlando very speed mentre facevamo 4 nodi….
Cary invece è una persona fantastica, e sono molto contenta di averlo incontrato. Passati i primi giorni abbiamo iniziato a chiacchierare tantissimo, mi ha raccontato un sacco di cose sul suo giro del mondo, e poi è anche un pazzo scatenato che di tanto in tanto gli pigliava il matto e iniziava a fare il cretino e io figurati, lo seguivo a ruota…..ci siamo fatti le nostre belle risatone!
Adesso abbiamo ancora 5 giorni da stare insieme a St.Maarten, un po’ lavoriamo sulla barca e un po’ facciamo relax, il nostro programma appena getteremo l’ancora, approssimativamente domattina all’alba è:
- montare il fuoribordo nel tender, così è un lavoro fatto
- prendere dal frigo 3 bottiglie di champagne
- fare colazione con: crepes, wafers, panna montata, marmellata di mirtilli, nutella, succo di frutta, uova, pancetta, funghi, champagne (non oso chiedere come abbiano intenzione di mescolare queste cose)
- buttarci in acqua
- prendere l’altro champagne
- bere fino a stordirci
- dormire finchè non abbiamo finito, nel senso senza risvegli obbligatori
- andare a terra x comunicare al mondo che siamo arrivati
- andare nel miglior ristorante di St.Maarten e mangiare fino a scoppiare
- continuare a bere champagne
- (io vorrei una sigaretta)
Non male, no, non male, inizia a piacermi la filosofia di questo armatore…
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