che figata fare la vip

Martinica, 17 aprile 2012

Dall’aeroporto di Lamentin faccio la sborona col wifi della sala d’attesa riservata alla first class. Ebbene sì, con tutte le miglia accumulate mi sono regalata il surclassamento e per una volta nella vita viaggio comoda e non nel vagone merci della classe turistica.
E quindi, qui spaparanzata su questa poltrona in pelle umana, con una hostess che mi serve champagne alla giusta temperatura e nel giusto bicchiere, riesco a scacciare la tristezza della partenza godendomi questi piccoli lussi come se fossi una donna ricca, e nel frattempo pubblico foto dei tempi in cui ero povera e mi toccava lavorare… tipo la settimana scorsa. 











Union Island, 14 aprile 2012

Ultima crociera alle Grenadine (per quest’anno) finita senza lode né infamia, molto serena e tranquilla: tutto è andato bene, le giornate passavano liscie senza picchi. Passeggeri gentilissimi e decisamente simpatici ma poca soddisfazione per me…. Diciamo che più che mangiare questi spiluccavano, il che per me ha significato taaaaanto tempo libero da dedicare a me stessa e alle mie riflessioni. Forse è per questo che preferisco i charter di voraci mangiatori!?? Lo skipper bravo, ci eravamo conosciuti tra i pontili qualche mese fa e dopo averci lavorato insieme confermo le voci che girano su di lui: cool. E così sono passati i 9 giorni di crociera one-way, di cui la prima parte abbastanza tirata per raggiungere il sud in fretta… praticamente abbiamo navigato pochissimo preferendo lunghe soste in siti idonei a praticare kite (lo skipper è anche insegnante di questo sport), la famigliola in vacanza era composta di persone tutte sportive: kite, paddle, nuoto, facevano di tutto; l’unica polentona ero io, anche se a dire il vero ho approfittato della situazione per nuotare tantissimo e fare tanta acquagym. E ho fatto una dieta rigidissima. Ho patito le pene dell’inferno perché tutto ‘sto tempo fermi e la barca stupendamente attrezzata (il nuovo Lagoon 450, veramente favoloso!) mi davano voglia di cucinare e fare tante cose buone (inutili, ma almeno io ci provavo, e comunque i locals gradivano molto), ma giuro che non ho mai mangiato niente che non fosse verdura o frutta (e sì, l’aragosta me la sono pappata, eccheccacchio!!). Una pena che però ha dato i suoi frutti: sono potuta rientrare nei jeans che avevo abbandonato 4 mesi fa. C’è ancora tanto lavoro da fare ma un passo dopo l’altro chissà che riesca a ritrovare la linea perduta, forse è la volta buona che ho arrestato il processo di esplosione dovuto allo smettere di fumare (=buttarsi a capofitto sul cibo in maniera quasi patologica)

La stagione è finita per me, ed è andata benissimo: tutti i gruppi che ho avuto a bordo sono stati tra il simpatico ed il simpaticissimo, peccato rovinare la media con quelli di capodanno, che come ho già detto più volte sono stati eccessivamente negativi. Tempo di migrare, come solito a malincuore ma quest’anno meno: ho voglia di stare un po’ tranquilla a godermi la famiglia e gli amici di sempre, insomma ho voglia di casa. Starò  invecchiando….????

Vabbè, spiccico qualche foto giusto per farmi venire il magone poi torno in barca che ripartiamo diretti diretti per la Martinica. La meteo è buona e spero che lo skipper decida di fare tutto il tiratone senza soste, ho fretta di arrivare su!


parole

Le Marin, Martinica, 30 marzo 2012

Penultimo charter finito pure questo, e mettiamo in archivio un altro charter andato molto bene: 4 simpatiche coppie di giovani e spensierati francesi, sempre allegri, sereni e di buonumore arrivati con valigie cariche di ogni ben di Dio (perfino un prosciutto intero!) e buonumore…. Skipper G e tempo buono hanno fatto il resto per far guadagnare il podio della stagione a questo charter, e per quanto mi riguarda quando è così è un piacere lavorare! Mi sono divertita, non ho nemmeno lavorato troppo, è stato un charter meraviglioso! Con G continuo a farmi delle risate che a volte mi chiedo come sia possibile che ci troviamo ancora, a 40 anni suonati io e quasi altrettanti lui, a fare certe deficentate che sembriamo veramente due bimbi scemi. E altre volte invece ci infiliamo in discorsi filosofici e mistici da cui scaturiscono dei veri e propri scontri verbali che poi non ne usciamo più. Salvo dopo 30 secondi riprendere a fare i cretini. I clienti quando assistono ai nostri siparietti si sganasciano dalle risate e francamente anche io non sono da meno. Mi diverto un sacco, e confermo che lui è sempre il numero UNO indiscusso, sia come skipper che come persona. Peccato che odi questo mio blog, ma io continuo a scriverlo lo stesso. 

Io in questi giorni sono con la testa tra le nuvole: la stagione invernale inizia a volgere al termine, quest’anno è veramente volata e ho lavorato talmente tanto da non aver avuto tempo di fare altro, né di pensare a me stessa. Non ho idea di cosa farò nei prossimi mesi. Ho voglia di fare mille cose ma le idee sono poche e perfino confuse, diciamo che nel mio futuro prossimo ed imminente vedo bianco nel senso che non vedo nulla all’orizzonte… ma la cosa bella è proprio che vedo bianco e non nero; sto iniziando un pochino a rendermene conto adesso che ormai manca poco alla mia partenza dalle Antille, e di solito gli altri anni a questo punto iniziavo ad organizzarmi un minimo per la stagione entrante. Quest’anno no, è come se la stagione estiva non esistesse. Non sto cercando lavoro ma mi stanno arrivando un sacco di offerte di imbarchi - alla faccia della crisi -  Sto rimbalzando tutti a priori (tranne uno…. mi tenta troppo…. ma significa un grosso sacrificio di altre cose che sarebbero prioritarie… vedremo…); non ho proprio voglia di pensarci adesso… dicono che il 2012 è l’anno dei cambiamenti per noi dei gemelli, ed io sono qui curiosa di vedere qualcosa… è come se stessi aspettando un’offerta irrifiutabile (che so, tipo di imbarcarmi sullo shuttle per andare sulla luna, pagata 15.000 euro, e star via da casa solo un mese….chiedo forse troppo!!???!!!) e quindi continuo a temporeggiare senza prendere decisioni, e comunque nella peggiore delle ipotesi qualcosa in mediterraneo si trova sempre quindi no rush, no stress, just enjoy life!

Michel, il signore che mi stava ospitando in barca è partito, e così mi sono trovata homeless; problemi zero perché non è più come i primi anni quando era più complicato trovar da dormire, ora è tutto veramente facile, ma tra le varie opzioni ho preferito venire sulla barca di Davide, che quest’anno purtroppo ho visto ben poco; un ritorno ai primi tempi, che sembrano tanto lontani ma sono passati solo pochi anni da quelle prime stagioni in cui facevamo i cinni scemi che facevano le scemate; ora siamo molto più seri, si direbbe quasi che siamo diventati adulti. Ciò non significa che non si rida e si scherza più, anzi, ma siamo più calmi, più moderati. Comunque mi fa sempre ridere, ha un umorismo che mi spezza. E anche la sua fidanzata mi piace un sacco, è sorridente e trasmette serenità, bella coppia questa!
Non ho altro da aggiungere e quindi metto un po’ di foto.

saluto rasta 


...cartelli alla dogana.....

aragoste e melanzane.... 




il pontile ricomincia qualche metro più in là...


mutanti in aeroporto

Aeroporto di San Juan, Portorico, 11 marzo 2012

A tutti quelli che viaggiano spesso in aereo: ma avete notato che la gente durante il volo si trasforma? Non ci avete fatto caso? Beh, è ora di aprire gli occhi. Tu vai all’aeroporto e vedi gente che viene da ogni parte del mondo ma prevalentemente gente locale del posto in cui ti trovi. Passi il check-in, ti rechi al tuo gate e lì inizi a vedere qualcuno, e dico qualcuno, sul genere della destinazione del volo. Sali in aereo e la proporzione è ancora quella, poi non so perché ma quando atterri e tutti si alzano in piedi tu ti guardi intorno e dei locali ne noti qualcuno in più; ora che arrivi al nastro dei bagagli sono tutti trasformati.
Per esempio fai un Malpensa-Hong Kong: Sali a spintonate con i tuoi connazionali rumorosi e casinisti e scendi ordinatamente in fila silenziosa con una miriade di cinesi. Parigi-Martinica: decolli con gente che ha la baguette sotto al braccio e puzza di formaggio e all’arrivo sono tutti scuri scuri che ballano lo zouk. Miami-Portorico: parti con wasp, atterri con facce ispaniche. Mah.
Voglio provare ad andare in Svezia, chissà mai che anche io non mi trasformi in stangona bionda e gnocca.
 

la vita può essere facile

Fort Lauderdale, Florida, 11 marzo 2012

….Che settimana meravigliosa! Non so da dove cominciare, è stato tutto talmente bello, talmente tanto e talmente impressionante che mi verrebbe da sparar tutto fuori sconfusionatamente e disordinatamente ma sarebbe un casino incomprensibile quindi calma e gesso e proviamo ad andar con calma.
Vincenzo e Julia, che dire: non sono nemmeno definibili due persone, sono due esseri superiori, ecco tutto. Quelle persone rare che quando le incontri nella tua vita ti entrano subito nel cuore e poi ci restano per sempre, e non importa se ogni tanto passano anche i mesi senza contatti, sai che ci sono, e quando le rivedi anche dopo tanti anni nulla è cambiato: il piacere di stare insieme è assolutamente inalterato, e l’affetto se possibile cresce ancora di più.

  
Poi, la Florida: io ho deciso dove passerò la mia vecchiaia, qui! E dove altro se no? Non so il resto degli States ma qui è tutto perfetto: la vita è facile facile, talmente semplice che viene da non crederci che le cose possano funzionare bene senza impazzimenti né arrabbiature. Piccole cose semplici che aiutano a vivere meglio, che semplificano le cose e di conseguenza danno una miglior qualità di vita. Esempi banali di vita quotidiana, e non entro in merito a cose più importanti (anche perché malgrado la mia intelligenza superiore – e qui sento un boato di parolacce - non è che posso vedere e capire tutto in una settimana): tu abiti in un condominio, sempre pulito e sempre in ordine, e nella tua vita quotidiana succede che il postino ha le chiavi del portone, entra (senza disturbare nessuno a suonare a destra e sinistra), smista la posta in arrivo e ritira la posta in partenza (in effetti, perché andare all’ufficio postale visto che il postino passa da casa??? Talmente semplice che non ci avevamo mai pensato vero?). Oppure succede che qualcuno ti citofona, e a te mica ti suona il campanello, no, a te suona il cellulare, e così rispondi anche se sei fuori casa, chiedi chi è, e magari è qualcuno che deve lasciarti un pacco (perché qui gli acquisti per corrispondenza sono normali), tu DAL TELEFONO gli apri la porta, quello entra, lascia il pacco e se ne va. E ancora: quando esci di casa non è che devi portarti dietro sacchi puzzolenti e a volte anche sgocciolanti di spazzatura, no, tu li butti giù da casa tua direttamente nel cassonetto, che poi il guardiano del condominio svuota quotidianamente. In casa non hai la lavatrice, che occupa spazio e fa rumore e rischia di perdere acqua: la lavatrice la fai nel condominio, è di tutti, e tutti ne usufruiscono senza litigare (incredibile vero?). Come di tutti è la piscina, o la sala condominiale (che io subito pensavo fosse un bar tanto è bella, spaziosa, pulita e ben arredata) che puoi usare per qualunque occasione tu voglia, con annessa la cucina equipaggiata di piatti e bicchieri, il frigorifero sempre in funzione ed i bagni con doccia. Certi condomini hanno anche la palestra/sala gym. Quando c’è qualcuno che deve fare un trasloco l’ascensore viene tutto rivestito di uno spesso tessuto antiurto…. gratuitamente! Tutte le utenze e tutti i servizi che vuoi li attivi al telefono, non c’è bisogno di lettere raccomandate e/o fare ore di coda agli sportelli, e non hai bisogno sempre di controllare ogni virgola: qui tutto funziona bene, nessuno tira a fregarti: tu paghi per avere una cosa e chi te la deve dare ti dà quella cosa in modo chiaro, lineare e pulito, non è che cerca di farti pagare di più per darti di meno, non devi stare sempre attento a camminare rasente il muro o con le chiappe strette, qui nessuno ti vuole inc****re. Incredibile vero? Poi esci per strada e vedi tutti macchinoni (qui le piccole utilitarie non esistono), tanto traffico, strade enormi a svariate corsie ma zero ingorghi, e te da buon Italiano ti chiedi come sia possibile quando invece in realtà è molto semplice: esiste un codice della strada e lo si rispetta tutti, non c’è il furbo che passa davanti o taglia la strada. In autostrada la corsia di sinistra nelle ore di punta è riservata alle automobili con almeno due passeggeri a bordo, e da Italiana doc il mio primo pensiero è stato che si potrebbe mettere nel seggiolino un pupazzo, poi mi sono vergognata di aver pensato tal nefandezza. Lo scuolabus è sacrosanto: non puoi superarlo, e quando si arresta accende due stop rossi grandi quanto un palazzo e tu non ti puoi avvicinare oltre i 50 metri. E ancora: vuoi prendere la patente? Niente di più semplice: prendi l’appuntamento, il giorno fissato ti presenti, ti fanno un quiz poi esci per strada e guidi (la macchina la devi portare tu), se tutto va bene paghi un’ottantina di dollari, ti fanno una foto, ti fanno firmare e sei patentato. Tutto qui. Davvero.
Vai al supermercato e sempre da buon Italiano rimani basito nel vedere che il carrello della spesa non necessita di moneta, ma c’è una persona down che si occupa dei carrelli (e così gli abbiamo trovato un posto di lavoro dignitoso ed importante). Entri nei negozi, anche le profumerie, e hai accesso a tutto, i prodotti non sono barricati dietro le commesse per paura dei furti, hai diritto a vedere e toccare quel che vuoi e se hai bisogno di assistenza chiami. Arrivi alla cassa e la cassiera sorridente ti augura una giornata grandiosa mentre una persona down sempre sorridente ti mette nel sacchetto gli acquisti. Se per qualunque motivo cambi idea sul tuo acquisto lo riporti semplicemente indietro e nessuno ti fa il terzo grado accusandoti di chissà quale manomissione del prodotto.
Nei supermercati non è vero che trovi solo porcherie da mangiare, trovi anche cose buone e di qualità. Poi è vero, trovi di quelle stranezze che (almeno a me) verrebbe da comprare tutto per provare perché non hai idea di cosa possano essere, ma poi ragioni e metti nel carrello solo quello che veramente ti serve. Cose strane viste al supermercato: un bidone da 5 litri di “mix for mojito”, basta aggiungere rhum, ghiaccio e tonica (probabilmente era un frullato di menta e lime); spray per cucinare (anziché oliare la padella gli spari una bomboletta); reparto ketchup lungo metri e metri, con bidoni anche di 10 litri (a me un tubetto di mato-mato – salvo bambini - fa una stagione…..);
Il costo della vita è molto più basso che in Italia, ma davvero molto, e il martedi gli over 55 hanno il 15% di sconto ovunque; a parte questa settimana che non è stato bellissimo (ma è stata un’eccezione) il clima è splendido tutto l’anno, in un attimo sei alle Bahamas….. mi chiedo: ma chi cavolo me l’ha fatto fare di comprare casa a Imola, io quando smetto di lavorare vendo tutto e vengo qui!!!!

Fort Lauderdale: conosco questo posto di nome da anni ormai, è un polo nautico di rilevanza mondiale. Pensavo fosse un paese/porto non lontano da Miami. Beh, questo “paesotto” ha 8 uscite dell’autostrada. Progettato benissimo, consta principalmente di villette monofamiliari proprio come si vede nei film che parcheggiano ognuno davanti casa propria, e dietro hanno il molo con la barca ormeggiata; sì perché dietro c’è tutta una rete di canali che collegano la maggior parte delle strade all’ICW, che sarebbe un lunghissimo fiume navigabile che costeggia l’Atlantico dalla punta sud della Florida fin su a New York, Boston ed oltre.

Miami: grande casino. Rimini + Forte Dei Marmi + Porto Cervo in agosto = Miami.

Stati Uniti & American People: fantastici. Senti nell’aria il patriottismo e l’orgoglio di essere nazione, lo vedi per strada con tutte quelle bandiere ovunque (In Italia solo se vinciamo i mondiali escono le bandiere, se no manco morti). Capisci di essere in America già sull’aereo: ho volato con American Airlines facendo scalo a Portorico, e su entrambi gli aerei c’era il wifi; tutto è grande, tutto. E veloce. Ma semplice.

Attività svolte nella settimana: SHOPPING, e chi mi conosce sa bene che non sono una fanatica dello shopping, anzi direi il contrario, ma qui ho trovato talmente tante cose, strane o curiose o utili, a prezzi talmente ridicoli che era veramente da fessa non comprarle, e così ho speso un capitale in regali e regalini. Meno male ero venuta con la valigia quasi vuota ma rifarla è stato un lavoro impegnativo, meno male da piccola ero una campionessa di tetris.
Pensavo di andare a scorrazzare a dx e sx, volevo andare a DisneyWorld ma poi ho pensato che cosa me ne frega di andare in un parco giochi, volevo andare a Cape Canaveral ma alla fine non me ne frega così tanto soprattutto visto che gli extraterrestri si stanno preparando a venire loro da noi (e mi ricollego al penultimo post); alla fine non ho fatto quel che pensavo ma ho fatto di meglio: ho passato il mio tempo con gente splendida, che mi ha dedicato cure ad attenzioni coccolandomi e viziandomi, ho visto come vive la gente qui, ho fatto cose normali come andare a fare la spesa, shopping, passeggiate, ho fatto un giro per garage sales e perfino un paio di barbecue in giardino a bordo piscina con amici e amici di amici (proprio come si vede nei film), ho conosciuto persone, ho allenato un po’ il mio sempre scarso Inglese e sono stata benissimo. Bello, ho apprezzato tantissimo ogni minuto di questa settimana, sono stata meravigliosamente bene, gli States mi sono piaciuti tantissimo e sto pensando seriamente che se dovesse capitarmi un lavoro da queste parti non direi proprio di no. Anzi, confesso, l’ho cercato. Vedremo.

caro vecchio Dalo

Martinica, 03 marzo 2012
Anche stavolta tutto bene, è stato un bel gruppo, anche se 12 sono tanti, e pure lo skipper (finalmente!!!) positivo, nonostante mi avessero detto che viene spesso chiamato “lo squalo”. Siamo andati d’amore e d’accordo e tutto è filato liscio nonostante i 1.500 problemi alla barca. Questo lo tengo nella hit dei buoni.
Allora visto che è’ da un sacco di tempo che non parlo più di Dalo è giunto il momento di aggiornare anche chi segue il blog dall’inizio e magari si chiede che fine abbia fatto visto che i primi anni parlavo spessissimo di lui e ora non ne accenno neanche più. Beh, è tutt’ora esistente, sta bene, lo vedo sempre, ma da quando è diventato papà è cambiato: è sempre disonesto, sempre bugiardo, sempre il solito mascalzone perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma vive praticamente per questo bimbetto che in un certo senso sono stata costretta ad adottare a distanza: ogni volta gli porto qualcosa tipo succhi di frutta, yogurt, o cibo vario; l’ultima volta che l’ho visto era un bebè in fasce, ora ha 4 anni ma non riesco mai ad incontrarlo perché quando io passo da Union è sempre mattino, e lui va all’asilo. Praticamente ho adottato un fantasmino. Dalo continua a chiedermi di portarlo in Italia quando sarà in età di scuola perché vuole che cresca con una visione del mondo un po’ più ampia che non restando solo ad Union, ma come faccio a fare una cosa del genere quando io stessa non ci sono mai in Italia? Mah, chissà. Per il resto Dalo è sempre il solito: urla, sbraita e fa casino ogni volta che organizzo l’aragosta con qualcuno che non sia lui, ritiene di avere una sorta di priorità essendo il primo che ho conosciuto qui 7 anni fa. Se fosse un po’ meno farabutto non mi costerebbe niente fare il business con lui, in fondo in un certo senso è anche vero che gli voglio bene, e devo riconoscere che con me è molto più premuroso e carino rispetto a quando mi considerava la sua fidanzata (mai cagato ma nella sua testa io ero sua, vai te a capire!). Questa settimana l’ho accontentato, abbiamo fatto con lui. Sfiga ha voluto che piovesse sulle Tobago Cays tutto quel che non è piovuto negli ultimi 30 anni nel deserto del Sahara, ma abbiamo chiesto la consegna a bordo e tutto è andato ugualmente bene, clienti soddisfatti e menu buonissimo e abbondante, lui carino e gentile. Due giorni dopo a Union è passato dalla barca a prendere le cose per il piccolo e dato che ero visibilmente malandata (raffreddore, tosse, febbre e tutte quelle pive lì) si è preoccupato della mia salute, io gli ho detto di star tranquillo che non è certo un’influenza che mi ammazza, e lui dopo mezzora è tornato…. per darmi dei medicinali (sorvoliamo sullo stato di conservazione e la data di scadenza, guardiamo solo al gesto gentile…)  E poi mi ha caricato il telefono di 20 EC per chiamarlo ed aggiornarlo costantemente sul mio stato di salute. Già mi bastava un medico a bordo che mi controlla ogni 3x2, non avevo mica tutto ‘sto bisogno dell’assistente telefonico, soprattutto perché non sono moribonda, sono solo ammalata!…. Però è carino dai, e io che penso sempre male di lui…. Vergogna Vaifra!
Domani mattina all’alba il buon Josè mi accompagna in aeroporto. Miami!!!!! Da Vincenzo e Julia!!!!! Non li vedo dal 2007 ma sempre son rimasti nel mio cuore perché son due persone stupende che ringrazio il cielo di aver incontrato nella mia vita, e Dio solo sa quanto spesso li ho pensati in tutto questo tempo. Loro due e la loro stupenda storia, che potrebbe benissimo essere la trama di un film che dà consolazione e speranza ai single non più adolescenti. L’avevo detto per scherzo l’anno scorso che sarei andata a trovarli e invece il caso vuole che devo andare proprio a Miami per motivi professionali e allora ne approfitto per stare con loro qualche giorno, non è stupenda la vita?????


gli extraterrestri puntata seconda

Marigot Bay, St. Lucia, 24 febbraio 2012



L’anno scorso ho fatto un charter su un piccolo Lagoon con una famiglia che abbiamo definito “Gli Extraterrestri” gentilissimi, carini e tutto quel che vuoi ma avevano dei modi di fare come se fossero osservatori esterni anziché protagonisti della vacanza: osservavano noi, la barca, il mare e tutto ciò che li circondava, ripetevano mille volte la stessa domanda e non capivano mai nulla di quel che gli si diceva, erano un po’ strani su certe cose e spesso sembrava davvero che venissero da un altro pianeta, da qui il soprannome E.T.; e ricordo bene le risate che mi son fatta con lo skipper quando uno dei due aveva un momento di “snervatura” e l’altro lo calmava dicendogli di non arrabbiarsi, che non lo facevano apposta ma era solo che certe cose non le sapevano e facevano fatica a capirle proprio perché venivano da un altro pianeta e non erano abituati alle nostre usanze, e ci siamo fatti il viaggio (da morir dal ridere) che erano stati spediti sulla terra sotto sembianze umane per “spiarci” da vicino e dovevano raccogliere più informazioni possibili da trasmettere alla loro base per organizzare un futuro attacco alieno per conquistare la Terra.

Fatta questa premessa, oggi posso confermare che tutto ciò è assolutamente vero. Ho a bordo il secondo gruppo di extraterrestri, mandati qui anche loro per confermare quanto comunicato dai loro predecessori. Sono gli stessi dell’anno scorso sotto spoglie leggermente diverse, ma hanno troppi punti in comune: guarda caso lo stesso tipo e modello di barca. Guarda caso sempre il mese di febbraio. Guarda caso sempre due bambini con i nonni. Sempre gentilissimi e carini, ma altrettanto alienati da certe cose terricole. Sono sospetti. Ho forti dubbi che in qualche galassia a noi ancora sconosciuta si stia pianificando qualcosa di grosso. Bisogna avvertire la Nasa, questi vogliono conquistarci il pianeta iniziando dalle Grenadine. Almeno hanno buon gusto.


in più mi lasciano in giro per la barca proprio queste riviste qui....
HO RAGIONE IO !!!!!!!!!!!!!!!!


A parte le stronzate galattiche, in questa settimana ho sviluppato un’altra tesi: ho elaborato un po’ il cervello umano comparandolo ad un motore; premesso che io di meccanica non capisco un accidenti, so comunque che esiste tutto un circuito di trasmissione che collega il motore al cambio e la frizione eccetera eccetera. Il risultato è che come in meccanica esistono varie cilindrate (che non so cosa significa ma so che in base alla cilindrata e alla potenza cambia la prestazione del motore stesso) anche le persone alla nascita vengono dotate di un cervello di potenza variabile in funzione di vari fattori ma soprattutto dell’eredità genetica dell’individuo stesso. E’ chiaro pertanto che un cervello 800 kw non partorirà mai un 2.500…. mentre invece può accadere il contrario. Inoltre ci sono cervelli adatti ad essere usati solo in situazioni standard e ben pianificate, che se li fai uscire dalla loro traiettoria abituale vanno in tilt e grippano, come invece ci sono cervelli “fuoristrada” molto più versatili e che all’occorrenza mettono anche le marcie ridotte e quasi si arrampicano sulle pareti dell’Himalaya. Nascere con un cervello piuttosto che un altro non è un merito né una colpa, ed il proprio “motore” lo si può allenare o lasciar arrugginire in garage a propria scelta. Quello che mi fa incazzare sono le persone che hanno un cervello buono ma non lo vogliono usare, e se gli chiedi una prestazione in più senti che danno tutto gas ma non si accorgono di essere in folle, quindi tu da fuori senti il motore a 6.000 giri che ormai decolla ma il mezzo non si muove di una virgola. Tanto vale lasciare la Ferrari in garage e usare lo scooterino 50.
Cosa c’entra questo con i charter? Niente, ma stavo rivedendo nella mia memoria alcuni incontri fatti in passato e mi è uscita questa cosa, dovevo scriverla.



Domani sbarchiamo questi e riparto in serata stessa un’altra volta. E otto. In due mesi e poco più. Poi però stacco dalle Grenadine per due settimane, una delle quali vado in trasferta, eh sì, me lo merito! Miami mi aspetta e io non dico certo no!!!!

informaticamente rincoglionita

Martinica, Le Marin, 17 febbraio 2012

Un post senza foto, ed il motivo é la mia rincoglionaggine acuta: era la mia settimana di riposo, ed involontariamente ho messo a riposo il cervello, si si, l'ho proprio disconnesso e messo in tasca, ed é stato cosi che il primo mattino che avevo deciso di dedicare alla mille cose che avevo da fare su internet (prenotazioni vari voli aerei, visa per gli Stati Uniti, organizzazione futura vacanza, menu, pagamenti vari eccetera) in un solo gesto, veloce e fulmineo, ho CANCELLATO tutto. Finito, non c'era più niente, tutto vuoto. Panico, disperazione, segnali di soccorso al tipo del cyber café che indeciso se ridere o compatirmi mi ha detto che secondo lui non si poteva fare più niente; e cosi sono corsa quasi in lacrime col mio pc tra le braccia dal dottore dei computer, che dopo una prima visita del paziente ha ritenuto opportuno un ricovero, oltretutto con prognosi riservata. Oggi é il giorno delle dimissioni, speriamo sia andato tutto bene, avevo cose importantissime e non eseguivo il backup da troppo tempo... disgraziata che non sono altro....

E quinidi ho passato 3 giorni al cyber café spedendo mail a destra e sinistra per chiedere di reinviarmi il tal documento o il tal altro...altro che riposo, uno stress senza uguali!!!!

Inoltre é la settimana di arrivo della Transquadra, una regata oceanica in solitario o in coppia di piccole barche, ed ad ogni arrivo il comitato di accoglienza si reca sul pontile 4 - appositamente allestito - con tutta la banda di percussionisti ed i corpo di ballo multicolor che con musica e danze danno il benvenuto all'equipaggio in arrivo; non importa l'orario: le 3 di notte o mezzogiorno ogni barca viene accolta con lo stesso folclore ed entusiasmo. Bellissimo e molto locale, ma per chi abita al pontile 4 dopo un po' la cosa si fa pesante... e guarda caso é proprio li che io sto abitando.... A proposito non ho nemmeno mai parlato di Michel: un signore fantastico che ho conosciuto l'anno scorso, persona sempre allegra e di buon umore, di una gentilezza rara, che vive sulla sua barca al pontile 4 e che da dicembre fino ad ora mi ha sempre permesso di utilizzare una cabina della sua barca come deposito bagagli (arrivo, lascio una borsa e ne prendo un'altra e riparto, poi torno ne lascio 2 e ne prendo 3, sempre cosi a seconda di cosa ho bisogno in ogni singolo charter che faccio), un personaggio vivo e dall'abbigliamento sempre colorato ed allegro che rispecchia la sua personalità; anche per questo mi piace questa vita da vagabonda, perché mi permette di conoscere gente cosi, che ad Imola sicuramente non avrei mai potuto incontrare.

Per concludere, mi sono riposata davvero poco, ma ho comunque visto amici, passato serate divertenti e anche una bellissima giornata shopping & cazzeggio con G. come ai vecchi tempi, mancava solo José che non é voluto venire con noi, dice che gli facciamo venire mal di testa....

Sono molto rilassata e pronta a ripartire, stasera altro gruppo e via che si va per altre due crociere incatenate; passo a vedere come sta il mio pc ed inizio la mia giornata lavorativa, dalla preference list mi par di capire che questi vogliono una cosa di classe, e allora vado a prendere i fiori per decorare la barca, ciaoooo

la stanchezza innervosisce

Martinca, Le Marin, 12 febbraio 2012
Oggi è il 12 febbraio 2012. Da quel 17 dicembre 2011 in cui ho iniziato la stagione sono passati nemmeno 2 mesi e – calendario più calcolatrice alla mano - ho fatto 5 notti a terra e 43 in mare, di cui 8 navigazioni notturne… a conti fatti ho cucinato 102 pasti per 93 persone, che danno un totale di 1262 coperti, colazioni escluse. Mi gira la testa… Ma ora mi fermo. Chiedetemi cosa faccio oggi pomeriggio: niente. E domani? Niente. Dopodomani? Niente. Dopodomani l’altro? Ancora niente; proprio niente e così per 5 giorni consecutivi, niente di niente… niente… senti che bella questa parola…. niente… enne-i-e-enne-ti-e… come suona bene… è meravigliosa… come dice G. mi metto in modalità eremita e non ce n’è più per nessuno.

L’ultimo charter è andato bene, uno Switch combinato: significa che in 6 giorni cambi 3 gruppi di passeggeri in quanto li depositi a destra e sinistra nei vari hotel e carichi altra gente. Nemmeno il tempo di imparare i nomi o distinguere le facce, solo spadellamento a catena. La fabbrica del charter, e noi siamo gli operai. Non mi piace però è facile, facilissimo. Du n’importe quoi e son tutti contenti. Capt Fiatella bravo ma severo, non un mostro di simpatia ma siamo andati d’accordo.

I 3 gruppi di persone mi sono scivolati via a catena, praticamente non li ho cagati pari e ho giocato la parte della signorina Rottermeier… per le solite cose abituali (acqua, disordine e sabbia) gli davo certi cazziatoni che filavano dritti come soldatini dicendo scusa scusa scusa (e poi dico che lo skipper era severo….io no vero????). Sento di esser stanca, necessito uno stop se no sclero, sono facilmente irritabile e faccio fatica a non mandare a cagare la gente che mi rivolge un gentile “buongiorno”, devo controllare i nervi tutto il tempo; un giorno però ho osato dove non avrei mai pensato, non è tutta farina del mio sacco perché ho ripreso quanto sentito raccontare da un collega e che sul momento mi era parso esageratamente audace, ma qui ci stava; la conversazione si è svolta più o meno così: succede che c’è questo rompiscatole olimpionico che da quando è salito a bordo mi chiama in media ogni 5 minuti e non lo sopporto più, e al terzo giorno, alle ore 6.35 del mattino nonostante sia tutto pronto dalla sera precedente mi dà il buongiorno tempestandomi di “posso avere il caffè? Dov’è il burro? Ci sono i biscotti?” allora io calma e serena, direi quasi flemmatica (il che non è da me) mi siedo di fianco a lui e gli dico: “vedi, tu quando ti alzi al mattino cosa fai? Vai in bagno, fai una doccia, poi fai colazione, magari ascolti le news e pure l’oroscopo, ti lavi i denti, esci di casa, ti rechi al lavoro, e lì, dopo le 8, iniziano a romperti le palle. Io stamattina mi sono alzata, ho fatto pipì, mi son lavata e vestita, ho già iniziato a lavorare ma devo ancora fare colazione, non sono ancora le 7 e già mi si rompe il cazzo…. ora vedi tu… ” “Capito, scusa”. Nel questionario di soddisfazione mi ha messo tutte le crocette su eccellente: accoglienza eccellente, cucina eccellente, efficienza eccellente, disponibilità eccellente… solo alla voce amabilità ci sono due crocette: eccellente e scarso, ma di fianco c’è un asterisco; vado a fondo pagina e leggo “dipende dall’orario”. Ih ih ih, almeno il ciccione ha senso dell’umorismo…

questo è Romeo
Altra cosa da raccontare: qualche settimana fa, programmato il barbecue serale in spiaggia alle Tobago Cays, ho chiesto a Romeo (il mio pusher di aragoste di fiducia) se potevo stare a terra e cucinare insieme a lui il Lambi perché è vero che io lo cucino sempre come mi è stato spiegato da loro e piace sempre a tutti, ma devo riconoscere che il suo è decisamente superiore, e volevo vedere come lo fa. Ho passato un pomeriggio divertentissimo, e ho promesso ai beach boys che poi avrei cucinato io qualcosa per loro. Sto giro avevo il necessario per preparargli qualcosa di Italiano e ho fatto qualche teglia di lasagne per loro, però non so ancora i commenti perché per motivi logistici-temporali gliele ho smollate lì e siamo partiti subito… Va a finire che faccio il business: mi metto in società con Romeo, mettiamo l’insegna: “aragoste & lasagne” e consegnamo in tutte le Grenadine.



Detta anche l’ultima cazzata chiudo qui il post. Ho bisogno di ricaricare le batterie, e infatti il mio programma dei prossimi 5 giorni si riassume in 3 parole: pappa, cacca, nanna. E devo riprendere contatti col mondo, a parte qualche (troppo breve) telefonata con casa non so più niente di nessuno né in Italia né in Martinica, ho visto solo passeggeri, skipper e pentolame. Vita sociale zero, tanto che scendere a terra a fare l’aperitivo a PSV (una volta) mi è parsa una gita fuori porta… Moralmente sono a posto, direi che mi sono ripresa abbastanza bene dalla bastonata di capodanno, anche se a dire il vero quando ci penso mi viene ancora il magone, merda i commenti di quel gruppo mi hanno fatto troppo male con la loro crudeltà gratuita ed inutile. Ma tutto passa, perfino le shampiste petenfie che si credono femme fatale passano nel dimenticatoio degli equipaggi con una facilità inimmaginabile per le stesse ma che fa morir dal ridere le hostess, che come loro ne hanno viste passare altre mille prima e altre mille ne seguiranno dopo (messaggio subliminale).
E quindi anche se ‘sta storia mi ha segnata io continuo questo lavoro con entusiasmo e determinazione, ho voglia di cambiare qualcosa nella mia vita ma non sono ancora pronta a fermarmi… non ora per lo meno; forse nuove mete e nuove destinazioni ma sicuro ancora vagabondando a destra e sinistra.

....un altro charter....

Union Island, 01 febbraio 2012



Questo skipper è tanto caro e bravo ma ha un difetto: non ha voce. Parlare parla anche, ma con un volume di 0,005 decibel. Non sento. Inoltre ha un forte accento antillese, che non si sforza di smorzare quando mi parla. Un incubo. Gliel’ho già detto mille volte, sia di alzare il volume sia di scandire meglio le parole (non so se si è accorto che non sono Francese), soprattutto in manovra sarebbe importante che io capissi cosa mi dice, invece no, mi pare di giocare all’indovinello, anzi no meglio ancora mi sembra di essere in un quiz televisivo: su una frase capisco 6 sillabe e tiro ad indovinare la frase stessa, un po’ come la ruota della fortuna con lo svantaggio di non poter nemmeno comprare una vocale. Non sono l’unica ad avere questo problema, vedo anche i clienti che quando lui parla sono tutti lì concentratissimi a cercar di sentire e si sgomitano l’un l’altro dicendosi ssssttttt per capire. A volte col gioco di squadra si vince e si indovina, altre volte no. Ora, visto che lui stesso afferma che tutti gli chiedono sempre di ripetere, e sa di aver questo difetto della mancanza di volume, io mi chiedo: ma non dev’essere esasperante tutta una vita passata a ripetere almeno 2 volte (quando va bene) la stessa frase perché l’interlocutore non ha sentito? E allora fatti curare no? O almeno fai uno sforzo, tira fuori quella voce per la miseria!!! Insomma, il nostro “Ugola d’oro” sarà anche un ottimo skipper (vero) ma per tante cose è strano eh, porca miseria se è strano… strano strano strano, proprio strano. Mistico. Strano. Mille volte strano. Velista integralista fino al midollo, amante del rischio calcolato, fa delle manovre (eccellenti ma a mio avviso estreme ed inutili) che non sono da tutti, forse è un po’ esagerato nella sua esasperazione della vela-vela-vela a tutti i costi e con qualunque condizione di mare e di vento, perfino un po’ incurante dei passeggeri sofferenti; però molto bravo.

Il resto tutto ok: il gruppo dei vacanzieri di stavolta è molto positivo, al momento detiene il primo posto in classifica stagione 2011-2012: sono 4 coppie francesi, età media 45, simpatici, giocherelloni, goliardici, entusiasti, a bordo sempre e solo buonumore e musica a palla, probabilmente a livello inconscio è una mossa che serve a compensare i decibel mancanti del comandante che poveretto almeno ha la scusa per non parlare… (o forse parla ma nessuno lo sente!?!)



Martinica, St. Anne, 04 febbraio 2012

Ne ho combinata una delle mie: l’altro giorno in navigazione ero annoiata e ho iniziato a cipollare il telefono, quello ipersofisticato che a distanza di 6 mesi mi fa ancora incazzare, mannaggia a me quella volta che non ho ascoltato la vocina dentro di me che mi diceva “prendi il telefono da 25 euro che per te è più che sufficiente” e invece no, mi sono comprata l’ultimo nato di casa Samsung, smart, androide e penso che sappia anche andare sulla luna. Insomma, gira gira dentro al telefono trovo una cosa che mi incuriosisce, si chiama calibrazione orizzontale. Bah, io ci entro, c’è una pallina verde che gira, è divertente, e vedo un tasto “calibra”, io l’ho usato. Pessima idea farlo in navigazione. Ora ho lo schermo sballato.

Dall’Italia mi giungono notizie e foto di neve, ghiaccio e freddo siderale. Anche qui non fa così caldo, quest’anno sto patendo il freddo, secondo me siamo sotto i 26 gradi e mi tocca spesso di mettermi la t-shirt al posto dell’abituale canottierina (ed è qui che sento un boato provenire dall’Italia, se ascolto bene sento un suono che mi invita ad andare a far qualcosa che a sua volta fa rima con mulo…. – ed è qui che si vede che mi sto esercitando con la ruota della fortuna).

Domattina finisce questo charter e riparto subito a catena per altra switchata. Mi chiedo: ma chi cacchio me l’ha fatto fare di accettare? Sono stanca, stanca, stanca. Ma andiamo avanti, sempre.


per avere l'illuminazione nelle isole disabitate ci si ingegna come si può....