MALE', 18 aprile 2013
Chi credeva di essersi liberato di me si sbagliava di grosso, non sono sparita! Sono solo stata in navigazione per luoghi ameni dove internet è semisconosciuto e anche se c'è funziona con connessione a manovella, poi di nuovo in navigazione. Nel frattempo, e credo che la cosa sia dipesa anche da una connessione che mi ha un po' impallato il pc (tante di quelle finestrelle di allarmi da far paura), mi si sono disinstallati vari programmi tra cui office, e di conseguenza word, per cui tutti i miei file di produzione scrivana inapribili ed inutilizzabili. Tragedia, orrore, panico. Poi a forza di smanettare ho trovato questo altro programma che nemmeno sapevo di avere, comunque funziona benino e mi permette l'accesso ai miei file. Quindi ok, posso anche non tagliarmi le vene.
Quindi ne segue questo post, diciamocelo pure tutt'altro che breve perchè sono diversi post raggruppati per pubblicarli insieme in ordine cronologico che se no mi diventava un casino organizzare diversamente.
21 marzo 2013, mattina precedente la partenza dalla Thailandia
2 giorni fa ci siamo sganciati finalmente da quella banchina per scendere più a sud possibile di Phuket, fare l'uscita ed andarcene direttamente. Un po' di tristezza per i saluti, il piccolo gruppo di amici frequentato per questo breve periodo mi resterà nel cuore, ma a parte questo sono molto contenta di andarmene: onestamente, a parte il caldo torrido questa Thailandia mi ha delusa sotto molti altri aspetti: il cielo non è limpido ed il mare non è cristallino come ai caraibi, ma forse è solo una questione di stagione e poi in fondo non ho visto praticamente nulla di questo paese, magari ci sono spiagge meravigliose che io non ho visto, anche se mi dicono esser talmente oberate di turisti da non poter distiguere la differenza con Rimini a ferragosto…. Ma non voglio giudicare quel che non conosco quindi facciamo conto che non abbia detto niente. Ma la gente quella sì, con quella ci ho/abbiamo avuto a che fare un pochino più che il semplice vacanziero e…. no ragazzi, quest’attitudine che hanno tutti del “fotti il turista” non mi piace proprio niente. Ok è vero, lo sappiamo tutti che il turismo aiuta molto a far girare l’economia locale, e altrettanto bene sappiamo tutti che quando siamo turisti siamo “onestamente derubati”, ma a tutto c'è un limite e poi tante volte la forma è più importante della sostanza, e soprattutto ho sempre detestato l’espressione “il turista è una mucca da mungere”; e invece qui ho proprio avuto l’impressione che per loro noi farang (stranieri che vengono in Thailandia) siamo dei coglioni e a loro non frega assolutamente un piffero della soddisfazione della gente: per ogni cosa ti chiedono almeno 4 volte tanto il costo senza pudore né ritegno, e una volta che hai pagato riceverai il minimo sindacale della prestazione o del bene che hai comprato, e lamentati se vuoi: come te domani ce ne saranno altri 1.000, e dopodomani ancora altri 1.000. La cosa allucinante è che succede la stessa cosa non solo al mercato ma anche in uffici seri che dovrebbero avere tariffe fisse tipo agenzie di assistenza varia per documenti o rinnovi o servizi per la barca. E a quel che ho visto con i miei occhi aggiungiamo racconti di esperienze di colleghi. Delusione completa. Ci tornerò volentieri in Thailandia, questo sicuro perché comunque ci sono tantissime cose che ho apprezzato ma ora me ne vado senza rimpianti: Quando tornerò sarà come vacanziera a fare la settimana canonica dopo un tour negli altri paesi limitrofi, che mi dicono essere altrettanto interessanti ma dove la gente è più genuina e lo spirito d’accoglienza non è ancora stato inquinato dal turismo di massa, dove il turista non è una mucca ma un amico di passaggio, perché così è come vedo io i miei clienti, e così mi piacerebbe esser trattata quando vado in un paese straniero. E da turista son certa che apprezzerò moltissimo questo paese: cibo ottimo, massaggi a profusione, spiaggia e locali notturni, queste sono le cose in cui la Thailandia va forte. Su consiglio di tutti i barcaroli incontrati: prossimo giro del mondo fare tappa in Malesia, non in Thailandia!
TRASFERIMENTO DA PHUKET A PORT BLAIR, ISOLE ANDAMANE (INDIA)
21 marzo 2013, sera
E’ il primo giorno di primavera e noi si parte puntuali come un bus svizzero alle 17 lasciandoci alle spalle senza rimpianti una Thailandia troppo afosa e popolata di Thailandesi che non ci piacciono. Vento inesistente, le previste 450 miglia con ogni probabilità andranno ad arricchire ulteriormente le compagnie petrolifere. L’equipaggio è carico di buoni propositi tra i quali ginnastica quotidiana e maggior applicazione sulla pesca. Ci crediamo?
22 marzo 2013
Sono le 06.03 e comincia ad albeggiare. Partiti da 13 ore, non c’è vento e quindi tutto motore: ci sono gli aspetti positivi (non siamo sbandati e questo rende più facile per me preparare i pasti), ma insomma un po’ di sana veleggiata non mi sarebbe dispiaciuta. E’ il mio turno di guardia, sono qui da un’ora e per non addormentarmi ho fatto di tutto: caffè, ginnastica, pizzicotti nelle gambe, ho scritto una caterva di stracavoli miei (no, niente di tutto ciò verrà pubblicato sul blog). Adesso che inizia la giornata sto meglio, il mio metabolismo sente che è l’ora del risveglio quindi la chiudo qui e vado a godermi lo spettacolo del sole che nasce, che lo so benissimo che è una cosa che capita tutti i giorni, ma non tutti i giorni io sono qui a godermelo quindi voglio approfittare di questo momento…..
Di nuovo di guardia, ore 21.58
Che giornata… bellissima! Abbiamo trovato un po’ di vento, inaspettato e perfetto sia di direzione che di intensità, in mattinata abbiamo dato vela e tutto il giorno abbiamo filato veloci ed instancabili. Temperatura perfetta, mare calmo, intorno a noi il nulla assoluto avvolto nel silenzio più totale, rotto solo dallo sciabordio delle onde sullo scafo e dal vento nelle vele. Non mi ricordavo nemmeno quanto potesse esser piacevole una bella veleggiata senza una caterva di persone da accudire (qui ne ho solo due): me la sono proprio goduta!!!
Ed era tantissimo tempo che non facevo una bella navigata lunga, e quant’è differente la barca a vela dal catamarano, anche questo non me lo ricordavo più: l’ultima volta è stata su questa stessa barca un anno e mezzo fa ma non è stata assolutamente così: allora innanzitutto eravamo senza pilota automatico e quindi tutto a mano è stata massacrante, più il freddo birichino che faceva, più la stanchezza… ho un ricordo di quel trasferimento che non è così rose e fiori: bella esperienza ma se non la ripeto non è un dramma. E quindi oggi l’ho trovata una giornata fantastica, era troppo tempo che non lo facevo e ho riscoperto il gusto di perdermi nel niente ascoltando le onde, e anche una rondine che si è posata sulla barca è stato uno spettacolo affascinante che ci ha tenuti in osservazione una buona mezzora. Cose semplici.
23 marzo 2013, ore 21.30
Luna piena, sempre a vela, filiamo via velocissimi tanto che arriveremo prima del previsto, domattina all’alba vedremo terra. Pescare non abbiamo pescato niente, nonostante i consigli ed i rapala che mi ha dato G qui si va di pasta e carne, meno male il freezer è pieno…
24 marzo 2013
Alle prime luci dell’alba si è intravisto un faro: terra!! E sbrigate le quattromilacinquecento formalità burocratiche (alcune anche piuttosto ridicole) eccoci ufficialmente in India: prima cosa da fare regolare l’orologio col fuso locale, fanno 4 ore e mezzo dall’Italia e mi fa strano esser per la prima volta in vita mia in un posto con la mezzora di fuso…
Siamo tutti curiosi di scoprire queste isole ancora incontaminate che contano un passaggio di massimo 30-40 barche l’anno. Abbiamo letto sulla guida che ci sono alcune isole dove è vietato (nonché sconsigliato) scendere a terra in quanto le tribù degli originari Negritos che vivono ancora all’età della pietra non sono molto accoglienti, e se mai dovessero invece essere amichevoli potrebbe essere rischioso per loro venire a contatto con forestieri per storie di malattie, batteri, anticorpi eccetera, un nostro banale raffreddore per loro potrebbe essere letale.
Via, si scende a terra, spero di trovare internet per pubblicare il post….
Port Blair (Isole Andamane – India), 25 marzo 2013
Oggi scesi a terra per completare la burocrazia (ancora?!?) e cominciare a dare un’occhiata in giro. Peccato che in questo periodo la mia vena umoristica sia chiusa perché mi sarei divertita a raccontare alcuni dettagli delle prime impressioni, comunque per il momento il posto mi piace molto. Internet è cosa rara, l’unica connessione trovata ci è stata gentilmente accordata negli uffici dell’agenzia a cui ci siamo rivolti per espletare le formalità di ingresso (diversamente impossibili), il tipo è di una gentilezza disarmante (nb: finora tutte le persone incontrate sono state molto disponibili) ma internet è un disastro, eppure loro hanno la connessione migliore disponibile sull’isola... Mezz’ora per aprire la posta elettronica direttamente dal server perchè il programma delle mail non ne ha voluto nemmeno sapere di connettersi al server, e con gmail che mi tartassava di messaggi che mi stavo connettendo da una postazione “sospetta” e non mi apriva gli allegati, il giornale che non si caricava quindi impossibile avere notizie... ecco direi proprio che questa è una buonissima occasione per disintossicarsi da internet e pubblicherò tutti i miei post in una volta sola quando troverò una connessione un po’ meno arcaica.
Ma parliamo di questo posto, per me è la prima volta in terra indiana e quindi tante cose mi sono completamente nuove e anche cose di cui ero al corrente tipo vedere mucche ovunque catturano la mia attenzione e rapiscono il mio sguardo incuriosito, facciamo una breve carrellata:
  • Ci sono in giro un sacco di donne in sari, sono elegantissime e molto belle; anche le meno avvenenti stanno bene col sari. Sono tutte un po’ pacioccone e mi sento molto a mio agio, siamo tra simili.
  • Qui Port Blair è l’unica città di tutte le isole, conta circa 100.000 abitanti e c’è un traffico da paura, soprattutto scooter, simil-vespa, apecar e automobili che decorano con fantasia. Tutti suonano il clacson anche senza motivo, sembra che la regola sia: sali in auto, dai una strombazzata e poi metti in moto, e per tutto il tragitto ogni 40 secondi ricordati di controllare che il clacson funzioni. Guidano contromano che è una meraviglia, se ne strafregano dei pedoni (che se ne strafregano delle auto), ognuno va dove vuole e come vuole, e quando ti trovi faccia a faccia con un’altra auto di rallentare non se ne parla nemmeno, vige la legge del “chi la dura la vince”. A volte in automobile sembra di essere in un videogioco di quelli spaziali dove tu devi schivare gli asteroidi che ti vengono contro, certo la cosa ti tiene vivo ma minchia certi sghetti che ogni volta dici silenziosamente ed internamente addio alla vita.
  • Gli indiani sono estremamente gentili e sorridenti. Turisti pochi, e quei pochi principalmente Indiani quindi noi siamo consci di destare curiosità, ma con noi sono tutti veramente gentili e nessuno ci frega (o per lo meno, se lo fanno sono bravi)
  • Stendono ovunque, trovi fili da stendere sul marciapiede, lenzuola ed asciugamani aperti ad asciugare sulle aiuole, e stamattina perfino la staccionata che delimitava un monumento decorativo in mezzo ad un tornante era tutta bella ricoperta di biancheria stesa.
  • In Thailandia ti dicono di no muovendo la testa in verticale, qui ti dicono di sì scuotendo il capo; è un casino, e anche se uno lo sa diventa un casino capirsi, tu chiedi qualcosa e loro ti dicono yes of course e intanto ti scossano la testa col loro sorriso tipo Monna Lisa che sembra quasi ti prendano per il culo e invece no, ti stanno veramente dicendo di sì ed il sorriso è sincero …
  • Ieri sera siamo andati in un ristorante strafigo ma veramente strafighissimo: mangiato benissimo e dopo cena ci hanno portato una ciotolina di roba tritata che a prima vista poteva sembrare granella di nocciole. Per rinfrescare la bocca dopo il pasto, hanno detto, e allora ok mangiamone un pochino…. Avete presente una saponetta tritata con un retrogusto di anice e menta? Ecco, pari pari, tanto che capt dopo esitava a bere acqua perché aveva paura di fare le bollicine dalla bocca…
  • Stamattina invece in panetteria ci siamo lasciati ingannare dai profumi e abbiamo comprato un po’ di pasticceria locale… no, non ci siamo, buona la cucina indiana ma in quanto a pasticceria abbiamo molto da insegnargli…
  • Gli iter burocratici in India sono assurdi, prometto che da oggi in poi non mi lamenterò mai più dell’Italia!!! Già per entrare siamo stati visitati da 3 gruppi di persone (dogana, immigrazione, guardia costiera) che ci hanno chiesto caterve di fotocopie e montagne di moduli da riempire (tanto per fare un esempio: crew list in 13 esemplari, e scusate se l’amazzonia è in pericolo, ma meno male che non vengono tante barche da queste parti….), poi tra le cose buffe c’è da rimarcare che la guardia costiera una volta salita a bordo ha chiesto la posizione della barca…. ma come la posizione…. cacchioli, siamo ancorati davanti al tuo ufficio, SEI A BORDO, vuoi la posizione???? E poi foto: a noi, ad alcuni dettagli della barca, alla barca tutta intera da fuori. Abbiamo dovuto comunicare l’itinerario che intenderemo seguire, e due volte al giorno dovremo chiamare per dare la posizione della barca. Ti fanno davvero passare la voglia, ma prendiamola con spirito e facciamo un paio di timbri su tutte ste scartoffie, che sembra proprio gli piacciano tanto i timbri…
  • E poi sempre per la burocrazia indiana stamattina facendo la coda al bancomat mi cade l’occhio sull’elenco dei documenti da presentare per aprire un conto corrente: ci vogliono 2 foto tessera e ben 18 diversi documenti tra cui addirittura la tessera elettorale!!! Ripeto: mai più mi lamenterò dell’Italia (forse).
In giro per le isole, 01 aprile 2013 - Pasquetta
Espletate le formalità di ingresso siamo stati “liberi” di partire alla scoperta di queste isole. In realtà siamo sorvegliatissimi.
Beh, dopo una settimana di gironzoli dirò che sono piuttosto delusa: queste isole deserte belle ma vista una viste tutte, sott'acqua non c'è molto da vedere probabilmente a causa dello tsunami del 2004, insomma l'unica cosa degna di nota è il villaggetto di Havelock, davvero molto folkloristico, abbiamo trovato perfino un cyber-cafè..... Ok, i computer ancora con la manovella e la connessione che non permette di collegarsi due insieme e soprattutto non usare skype o caricare foto che si impalla tutto. Ma c'è!
Le giornate si susseguono tutte uguali e piacevoli, a bordo si sta bene ma confesso che non mi dispiacerebbe incontrare qualche anima.

Di nuovo in navigazione verso le Maldive, 09 aprile 2013
Ed eccoci di nuovo qui, davanti a noi una decina di giorni di navigazione. Gli ultimi giorni alle Andamane abbiamo trovato un'isoletta finalmente all'altrezza delle aspettative: acqua limpidissima, fauna marina un po' meno scarna, bella spiaggia con tanto di cerbiatti. Chissà poi cosa ci fanno qui i cerbiatti, come ci sono arrivati e soprattutto cosa bevono visto che sono circondati solo dal mare! Ad ogni modo ci siamo fermati due notti, e non eravamo soli: una barca di pescatori ci ha raggiunti e ci hanno regalato tanto pesce, abbiamo ri-riempito il congelatore! In cambio di tutto questo pesce sono stati ben felici di accettare qualche birra e un po' di abbigliamento in disuso, e poi ovviamente alla fine anche qualche soldino siamo riusciti a darglielo.
Poi siamo ripassati da Port Blair per le duemila scartoffie di uscita (un film!) e finalmente abbiamo preso la rotta del mare. Ieri bella giornata di vento inaspettato; ”avete avuto una bella botta di culo” come dice Carlo alla radio col suo accento veneto – e infatti è già finita.
Stamattina capt mi ha chiesto se volevo fare il punto nave. Ok, allora, premetto: io l'esame di carteggio l'ho passato alla stragrande (quello di pratica in mare un po' meno gloriosamente) e avevo studiato talmente tanto da sentirmi veramente sicura di me ad affrontare qualunque tipo di quesito. Ma l'ho fatto troppo in fretta e avevo il dubbio di non aver assimilato bene le nozioni. Dubbio confermato stamattina quando mi sono trovata in mano squadretto e compasso, davanti a me la carta nautica.... e la mia scatola cranica come un enorme palasport vuoto dopo la finale, due neuroni che giocano a tennis rimbalzandosi l'un l'altro la domanda, mi sembrava quasi di sentirli: “hey tu, come si fa qui a trovare il punto nave?” e dall'altra parte “che ne so, io non c'ero!”. Probabilmente la mia espressione poteva essere paragonata a quella di un pollo davanti ad un computer, poi però maldestramente e a modo mio il punto nave l'ho fatto. Siamo scostati di pochissimo dalla rotta che Capt aveva tracciato, la direzione è quella giusta!
11 aprile 2013, in mezzo al Golfo del Bengala
Ieri pomeriggio un uccellino si è posato sulla nostra barca per prender fiato, a tratti lo vedevamo arrivare e ripartire, ci svolazzava intorno cinguettando e di tanto in tanto si riposava osservandoci con quei suoi occhietti piccoli e vivaci. Temerario, non aveva paura di noi e si avvicinava. Non si è servito né dell'acqua né delle briciole di pane che gli abbiamo offerto. Stamattina era ancora con noi ma debole e silenzioso, si lasciava prendere docilmente in mano ma sentivamo che non stava bene. Ad un certo punto si è avvicinato all'armatore come per cercare conforto, e probabilmente ha deciso che la mano amichevole di chi per due giorni lo ha ospitato era un buon posto per esalare l'ultimo respiro. Non una storia a lieto fine quindi, e la cosa ci ha un po' intristiti.
E dunque sarebbero queste le famose calme equatoriali. Che palle. Il vento è morto la sera del primo giorno e non è più resuscitato. La “botta di culo” è durata veramente poco e stiamo avanzando tutto motore senza vele, 120 miglia al giorno....non ci passa più!!!! Qui non si muove foglia, si crepa dal caldo, non c'è difesa dal sole cocente di questi 9° di latitudine nord e gli animi cominciano – inevitabilmente – ad innervosirsi. Non ci relazioniamo moltissimo tra di noi, siamo tutti e 4 molto annoiati: brevi scambi di battute, si mangia insieme ma non molto di più, ognuno è perso dentro al proprio libro e si interagisce proprio poco... e io mi sto seriamente annoiando, tanto che per ingannare il tempo sto pensando di tagliarmi le vene e poi ricucirle. Penso che al terzo giorno di questa lentissima navigazione stiamo semplicemente abituandoci a prenderne il ritmo. Son certa che tra qualche giorno usciremo ognuno dalla propria tana e riprenderemo le piacevoli conversazioni “di un tempo” (la settimana scorsa). Se non mi butto in mare prima.
12 aprile 2013
Un pensiero speciale per mia cugina Catia, strepitosa, bellissima e simpaticissima 37enne che da bambine non me la filavo tantissimo (lei piccola, io “grande”!), ho iniziato ad apprezzare nell'adolescenza, e ora con l'età adulta stimo immensamente: AUGURI!!!!
Stamattina c'era nuvolo, e finalmente dopo il mio turno sono riuscita a dormire un po': la mia cabina era agibile senza rischiare di morire direttamente cremata nel mio stesso letto. Da un paio di giorni stavo per dar di matto, questo grondare sudore dall'alba al tramonto mi stava rendendo quasi isterica, e considerando che io subito dopo il tramonto (quando si inizia a stare bene) devo iniziare a cucinare e quindi grondo ancora sudore e continuo fino a che non ho finito di lavare i piatti dopo cena, non avevo tregua e sono arrivata a bere 5 litri d'acqua al giorno, sto vivendo madida di sudore semi annegata nei miei stessi liquidi (che immagine rivoltante), a nulla valgono le secchiate d'acqua di mare e le docce, e questa condizione sta iniziando a pesarmi parecchio. Quindi stamattina che tutto sommato non era così torrido ho recuperato anche un po' di sonno arretrato, morale della favola ho dormito almeno due ore e mezza, e alle 11.30 come ho messo piede fuori dalla cabina mi è stato chiesto di bollire del riso. Non entusiasta della richiesta, e non lo nascondo perchè porca miseria per un giorno che non si crepa dal caldo subito dobbiamo uscire dai soliti menu freddi di pranzo? Ma forse sono io che sono troppo nervosa, in fondo son qui per eseguire ordini quindi non dico niente e metto su il mio bel pentolone cercando di calmarmi anche perchè obiettivamente non è che mi sia stata chiesta la luna, è solo che appena sveglia avrei preferito un semplice buongiorno, e poi dopo 10 minuti chiedetemi anche l'anatra laccata se volete, ma concedetemi un secondo per riconnettermi al mondo .... Oblò tutti chiusi perchè pioviggina, in cucina ci sono almeno 50 gradi per fare un fottutissimo riso bollito, ad un tratto da fuori mi chiamano Vaifra Vaifra vieni, e io pensando che sia il tanto agognato e desiderato pioggione che ci rinfreschi un po' tutti, resto lì in cucina a scolare il riso che nel frattempo è arrivato a cottura, la pioggia pazienza: se fra due minuti ci sarà ancora bene, se no sarà per la prossima volta. Non era la pioggia invece, era un marlin che aveva abboccato e stava piroettando a poppa della barca. Ha strappato tutto: l'esca di G. (grande, grazie G, sapevo che le tue esche non deludono mai!!!), il filo, tutto. Quando me lo raccontano ci resto un po' male e dico che potevano specificarmi che era un pescione e non la pioggia, io tra il motore e la cappa della cucina non sento niente, e mi sento rispondere “pensavo avessi capito”. Ok, allora, è vero che ieri mi sono dilettata ad interrogare i Ching (oracolo cinese) e ad interpretarne le risposte, ma da qui ad essere paragnosta ne passa ancora!!!
13 aprile 2013
Sempre caldo. Sempre senza vento (ne abbiamo avuto un po' nella notte – non previsto - ma è già un ricordo lontano). Sempre una gran rottura di palle... infinita... le giornate si susseguono tutte uguali. Tutte. Uguali.
Sto diventando insofferente, prenderei la divisa e la brucerei: la maglietta con le maniche, i pantaloni che si appicciccano alle gambe rendendo goffi i movimenti.... poi penso che tutto sommato poteva andare peggio: la divisa di questa barca, se paragonata alla divisa di altre barche, è fatta bene ed è meno calda e scomoda di altre indossate in passato..... Se penso a quelli che tutti contenti ti danno i pantaloncini di tela grossa, magari ascellari, e la polo che pesa tre kg – è cotone buono, ti dicono – allora mi bacio i gomiti di avere questa roba che indosso. Ma adesso onestamente pagherei oro per i miei pantaloncini e le mie canotte, che non è che mi risolverebbero i problemi di caldo ma almeno avrei addosso meno stoffa che si appiccica alla pelle.
14 aprile 2013 – “Vaifra ma tu l'hai visto lo Sri Lanka?” “Come no, siam passati talmente vicini che non serviva neanche il binocolo”
Stiamo sfilando la punta sud dello Sri Lanka. Bella isola, almeno vista da qui.
Oggi è meno caldo, a occhio secondo me non superiamo i 30°, c'è anche un vago refolo di vento e con le vele aperte che creano un po' di ombra è più sopportabile; se poi aggiungo anche che finalmente per una notte sono riuscita a dormire tutto il tempo del mio riposo tra un turno e l'altro.... wow, oggi sono proprio in forma e pimpante! Siamo ad uno sputo da terra, anche i telefoni ricevono più o meno il segnale; stamattina gran traffico di cargo, e ancora adesso ne abbiamo da tutti i lati, noi siamo proprio piccolini!!! E poi abbiamo avuto i delfini, e visto che non avevo altro a cui pensare mi sono posta sempre la stessa domanda: ma i delfini, che saltano sempre in coppia e a volte in gruppo, come fanno a sincronizzarsi così perfettamente tra loro? Nel senso: c'è un capo-delfino che in qualche modo dà gli ordini oppure sanno per loro natura quali sono le coreografie da fare stile un'onda così si salta cosà, un po' come i ballerini ogni 3 piroette fanno una corsetta con salto e a seguire tirano su la zampetta? Mah.
E poi oggi facciamo anche il pane, Capt ha fatto un corso di panificazione e sono curiosa come una scimmia di vedere i trucchetti che usa.
Manca ancora da fare un augurio alla Gabriella e poi per oggi posso chiudere: auguri amica mia, sinceramente e con tutto il mio cuore! Spero di vederti presto, mi manchi un sacco!!!!!!!
15 aprile 2013
“Domani troverete poco vento, e forse vi gira anche un po' a nord”. Carlo sarà anche un vecchio lupo di mare, un grande navigatore, un magellano dei giorni nostri, ma pur con tutto il bene che posso volergli devo ammettere che quando fa le sue profezie c'è solo da toccarsi gli zebedei. Mancano poco più di 300 miglia al way point e se continua così ce le dobbiamo fare tutte a bordi perchè il poco vento sono 20 nodi ed oltre, ed ovviamente precisi precisi dalla direzione verso cui dobbiamo andare. Niente minestra in brodo quindi. Ah, la dura vita del marinaio...
16 aprile 2013 – Bolina tu che bolino io
In questa traversata si sono concentrati tanti compleanni di tanta gente, ogni giorno ne avrei avuti almeno un paio da segnalare ma questa mica è la rubrica del Carlino Imola, e quindi ho reso pubblici solo quelli veramente veramente importanti. E oggi il più importante di tutti: auguri e ciao mamma, guarda come mi diverto!
17 aprile 2013
Le previsioni più rosee prevedevano l'atterraggio all'alba di oggi. Ma la sfida col monsone è dura e a bordo si mormora ottimisticamente di arrivare domani.... Io, che ascolto gli insegnamenti di G. - sperare il meglio prepararsi al peggio – mi reputerò fortunata ad arrivare dopodomani mattina. Il caldo è sempre opprimente e da quando siamo di bolina non si può nemmeno più tener aperto l'obloncino sopra il mio letto (ci ho provato una notte, con l'unico risultato di prendere un gavettone).
18 aprile 2013 04°15'N 74°19'E
La scommessa di oggi è “ce la faremo ad atterrare prima del tramonto?” I bookmakers non ci danno favorevoli. Dopo una gimcana all'alba tra i temporali la giornata è uggiosa ma gli animi sereni, chi si pregusta già un buon cocktail, chi una pizza e chi una lattuga, ognuno ha la sua wish list ma la cosa che ci accomuna è che in ogni caso l'oggetto del desiderio sarà difficilmente reperibile alle Maldive se non si è vacanzieri in un resort.
Ore 22.46 del 18 aprile
Non ce l'abbiamo fatta proprio per un pelo, abbiamo avvistato terra al tramonto e tra una cosa e l'altra siamo entrati col buio. Sono dei selvaggi, in questo Carlo ha ragione: segnalazioni luminose perfette, peccato che entri pari pari tra il rosso ed il verde e dopo 20 metri c'è un banco di sabbia enorme, buio ed insidioso. Visto e schivato all'ultimo, abbiamo rischiato grosso. Mavabbè ora siamo ancorati al sicuro, lo champagne ha fatto il botto e a me sembra una cosa meravigliosa essere già nel mio letto e non dover mettere la sveglia alle 5 per la guardia.
Sono stanca. Di tutta questa esperienza posso dire che è vero che nella vita non bisogna prendere decisioni senza aver provato, e quindi ho accettato, l'ho fatto, e confermo quanto pensavo: poco buona l'idea di trasferimenti di barca avendo a bordo persone che non siano equipaggio. E son contenta di averlo fatto con questi che concorrono a pieno merito nella classifica dei migliori armatori del globo e non chiedono assurdità. Ma, giuro, non lo farò mai più!
That’s all!!!

(poi pubblico qualche foto, promesso!!!!)

bangkok e le tigri


Phuket, 16 marzo 2013

Ancora qui, ebbene sì. Gli armatori sono arrivati ma visto che eravamo bloccati fino alla settimana prossima hanno deciso di andare a visitare la Thailandia via terra, e io ci ho guadagnato 2 giorni liberi per scorrazzare in giro…. grazie capt! E quindi via subito col primo aereo per Bangkok dove ho fatto una giornata in giro random e per il giorno seguente ho preso un’escursione in agenzia, proprio come una vera turista.
Brevemente, cosa ho combinato, in ordine crescente di apprezzamento: giro della città in tuk tuk; vista del “ponte sul fiume kwae”; frullato di mango e banana all’83° piano (wow che vista da lassà!); shopping sfrenato, ma proprio più sfrenato di così non so immaginare: son partita braghe corte-canotta-spazzolino e son tornata con uno zaino ai limiti della capienza, borsa a rischio di esplosione e vestita a strati perché non sapevo più dove mettere la roba; visita al mercato galleggiante non mi ricordo come si chiama il posto, che in sé è carino ma niente di che, meno male c’erano le finaliste di miss Thailandia ed è stato interessante vederle arrivare ognuna sulla propria barchetta, tutte circondate di frutta e fiori con bella musica in sottofondo, e allora anche la mattinata ha avuto una svolta insolita e divertente; mi sono sfatta di massaggi, in 2 giorni almeno 4 ne ho fatti, più pedicure, scrub e non so che altro; visita al tempio delle tigri, curiosamente non c’era nessun tempio ma tigri sì, tante, tantissime, e puoi accarezzarle e perfino giocare con i cucciolotti, che teneroni che sono! 
Nota stonata dei due giorni: il tour era un po’ in stile thai “ho incassato i soldi, di tutto il resto non me ne può fregar di meno, tantomeno della soddisfazione del cliente”, ci trattavano un po’ come vacche sui carri bestiame senza esitazioni di urla a chi non capiva le istruzioni (eravamo tutti un po’ infastiditi di certi atteggiamenti, ma da bravi turisti non ci sono state lamentele), e gran finale anziché riaccompagnarci ognuno al proprio hotel come da programma, una volta rientrati in città ci hanno scaricato in mezzo ad una rotonda (sì! col traffico tutto intorno che solo per raggiungere il marciapiede abbiamo messo a rischio le nostre vite!) e se ne sono strafregati delle proteste, ci facevano uscire dai pulmin tirandoci per le braccia e son  partiti che sembrava avessero il pepe al culo, se questa è professionalità….. Peccato, la “Terra dei Sorrisi” mi sta perdendo sempre più colpi, io ‘sti Thailandesi li vedo molto opportunisti e molto falsi, ma molto molto molto, mica solo un pochino…..
 
Approfitto di questo post per due o tre considerazioni generali su quanto vedo in Thailandia:
-        Friggono tutto. A tutte le ore del giorno e della notte, in tutti gli angoli del paese, sempre e comunque friggono. Anche l’altra mattina alle 5 sul tragitto per l’aeroporto: buio pesto, fuori da una casa sul ciglio della strada c’è una luce accesa, c’è una donna, che fa? Frigge….ovviamente.
-        Alcune cose secondo me sono diventate leggende per turisti: a Bangkok intorno a Khaosan Road (il centro nevralgico della famosa night-life) c’erano dei tipi che giravano con scorpioni fritti, secondo me era roba artificiale perché erano tutti esattamente della stessa grandezza e tutti nella stessa identica posizione, voglio dire: se fossero stati fritti davvero vuoi che uno non gli si giri una zampetta in modo diverso? No, tutti precisi…mmhh…
-        I Thailandesi, notoriamente non degli Einstein, non sanno leggere le piantine: gli mostri una cartina di Phuket o di Bangkok e la maggior parte di loro non sa nemmeno da che parte girarla.
-        Ti dicono sempre di sì, anche quando è no. Poi fanno quel che gli pare.
-        E’ la prima volta che vedo un cambio-valuta di strada più vantaggioso del cambio ufficiale in banca, non conviene prelevare al bancomat ma cambiare gli euro (avercene dei contanti….)
-        Per me che sono alta un metro e poco più è stata un’enorme soddisfazione in metropolitana potermi aggrappare là in alto, dove di solito non arrivo; qui a volte mi sento una gigantessa.
-        Sbagliano a scrivere l’inglese, ma di brutto: insegne, menu, indicazioni, divieti, tutto. Sembra quasi che abbiano inventato una nuova lingua.
A parte il disguido del tour acchiappaturisti, sono molto contenta di aver fatto questa gita fuori porta, e ringrazio chi di dovere per avermene dato l’opportunità, ora di nuovo qui a Phuket, felice di ritrovare la mia barca ed i miei nuovi amici. Che poi, scema, mi sono anche scordata di dire che tra tutti i nuovi ce ne sono anche di ritrovati: correva l’anno 2005, appena partita per i Caraibi, tra i personaggi che popolavano Marin ed il Flying Cloud tra un charter e l’altro comparivano Marco e Daniela, poi partiti per Panama eccetera eccetera…. Nel corso degli anni di tanto in tanto mi venivano in mente e mi chiedevo dove fossero: eccoli qui, ora! Fantastico….

Thailandia prime impressioni


Phuket, Thailandia, 10 marzo 2013 

….Ed eccomi qui! Son sempre io ma su sfondo diverso….. finalmente!!!!
Atterrata in Thailandia da un paio di settimane e ancora rintronata/frastornata dalla velocità con cui accadono le cose; comunque son qui che cerco di ambientarmi nel territorio, e per tutto il resto se trovassi anche il bandolo della matassa sarei pure contenta. Mah. La negatività del 2012 si sta ancora un pochino trascinando, migliora ma ogni tanto inciampa… c’è ancora tanto cammino da percorrere, ci andremo dietro.

Ma non ci pensiamo che fa triste e veniamo a qui: non ho ancora visto tutto di Phuket ma quel poco che ho visto e vissuto direi che MI PIACE! E’ vero che questa è la terra dei sorrisi, i Thai sono molto sorridenti…. che se possono ti inchiappettano senza pensarci due volte ma almeno lo fanno gentilmente e col sorriso. Il finale non cambia.

Il marina dove si trova la barca è in capo al mondo, fuori da qui non c’è NIENTE, dico NIENTE, veramente nientissimo!! Però ci sono alcuni Italiani simpatici con cui passare piacevoli serate e la vita è sempre bella anche in capo al mondo e anche se tutto intorno non c’è niente, poi figurati per una come me che non ama molto la vita troppo mondana ed il caos di discoteche e locali notturni va molto meglio così che trovarci in mezzo al bordello, onestamente questa è la mia dimensione: una cena in compagnia, due chiacchiere con gente che mi piace, tutto scorre liscio.

Oh ma parliamo un po’ del cibo thai, mammamì quant’è buono! Poi penso che alla lunga potrebbe stancare e a noi italiani ci viene la voglia della tagliatella di mammà, ma finora tutto quel che ho assaggiato mi è strapiaciuto! L’altra sera al night market di phuket town c’erano tante cose strane che avrei potuto passare ore a girare per le bancarelle ad assaggiare tutto ma un po’ la dieta (eh si, non conta ‘na fava ma insisto, so’ de coccio…), un po’ la paura di certi racconti sul cibo thai (insetti fritti, scarafaggi caramellati, uova imputridite o col pulcino dentro) diciamo che mi sono limitata a guardare un po’, e neanche più di tanto. In ogni caso mangio solo cose conosciute senza addentrarmi troppo, e quindi vai di pollo – gamberi - frutti di mare cucinati nelle loro maniere oltre all’immancabile riso, e anche se qualche volta mi sono uccisa col piccante finora tutto bene e apprezzo moltissimo la cucina locale. Ho fatto anche un “corso” di cucina. Una di quelle fregature di cui parlavo prima, ma in ogni caso son contenta lo stesso e qualcosa l’ho visto e capito…


Ma che tovaglioli e tovaglioli.....
Ci sono alcune usanze thai che mi fanno un po’ sorridere, tipo l’uso alternativo che fanno della carta igienica. Per noi quello specifico rotolo ha una ed una sola funzione, qui in thailandia te lo trovi dappertutto: come kleenex nei taxi, come tovagliolo al ristorante, come scottex in cucina. Esistono delle specie di scatole rotonde appositamente concepite per contenere il rotolo e presentarlo sul tavolo o metterlo di fianco al cruscotto, fa troppo ridere! E poi che altro: non esistono coltelli, prima di entrare in un qualunque posto bisogna togliersi le ciabatte, il codice della strada è di libera interpretazione, e quando fai una domanda se ti dicono yes muovendo il capo in senso verticale intendono no.
Papa Mama super ristorante

Che altro…. niente, è tutto, lo so che non è un gran che ma proprio non mi viene altro, e questo poco che ho scritto meglio di così non viene, amen. Sto bene, tra un paio di giorni partiamo in navigazione, son contenta… che altro c’è da aggiungere? Ah si, una cosa ci sarebbe… è un messaggio privato ma il blog è mio e ci faccio quel che voglio io quindi lo scrivo qui:


Auguri Damiano, bischero d’un fratello che a volte mi fai proprio incazzare di brutto ma alla fine vaffanculo tutto ti voglio un mondo di bene....macaco!

Kuala Lumpur, impressioni varie


Aeroporto di Kuala Lumpur, 25 febbraio 2013

Cosa salta all’occhio di un occidentale la prima volta a Kuala Lumpur:

-        Non esistono striscie pedonali, e se ci sono nessuno se ne frega, né i pedoni né le automobili.
-        Mangiano a tutte le ore del giorno e della notte. Ovunque è pieno di questi “ristoranti” ove le basilari norme di igiene vengono prese con molta superficialità. Ma se si supera la barriera del tentennamento il cibo è strabuonissimo…. meno male non sono schizzinosa perchè se non ho preso almeno 18 virus differenti stavolta non li prenderò mai più! (sempre per la serie “irrobustiamo gli anticorpi”). Prezzo medio di un pasto qualche euro, meno che in Italia far colazione al bar con cappuccio e brioche.
-        Gli odori. In pochi metri passi dal profumo buonissimo del cibo alle varie fragranze degli olii ed incensi, passando per delle puzze pestilenziali che non sai proprio capire da cosa possano esser provocate. Il mio naso chiede riposo.
-        Io sono andata a dormire a casa di un privato che affitta una stanza, ho preferito così piuttosto che l’hotel perché avendo pochissimo tempo volevo immergermi per almeno un’infarinatura di vita i kualalumpurese. Ero nella prima periferia della città e ho notato quanto segue: la zona ha un nome, e le strade hanno lo stesso nome del quartiere seguito da un numero, come dire se fossimo a Roma le vie sarebbero Parioli 1, Parioli 2, Parioli 3, Montemario 1, Montemario 2, ecc….. e i condomini hanno un nome. Il mio condominio era composto da 3 palazzi alti 19 piani con 8-10 unità abitative ciascuno: un bel numero di persone che ci vivono! All’ingresso c’è una reception con 3 stronzi che ci lavorano che ieri dopo avermi ignorata per mezzora mi hanno dato indicazioni sbagliate, e oggi hanno fatto solo finta di chiamarmi un taxi. Li ho salutati con un sorridente vaffanculo, meno male ho incontrato anche gente gentilissima se no mi facevo una pessima opinione dei malesiani. Comunque, per finire la descrizione del condominio, oltrepassata la reception trovi un minimarket, una piscina e un bar-ristorante-fast food-baracchino, uno di quelli come ne trovi ad ogni angolo.
-        Ovunque, dico ovunque in città e anche lì in periferia, ogni 2 metri trovi un negozio o una bancarella di cellulari e tablet. Una roba impressionante. Ieri in un centro commerciale in poche decine di metri ce ne saranno stati almeno 30, senza esagerare; e hanno tutti gli stessi modelli di telefoni, agli stessi prezzi. Mah.
-        Viaggiando un po’ in giro per il mondo è noto e stranoto a tutti che la parola Italia evoca sempre gli stessi binomi e tutti si credono originali a dirti calcio, pizza, spaghetti, mafia, e negli ultimi anni sta andando di moda Berlusconi. Ma mai mi era capitato di sentire “Italia? Rocco Siffredi!!!!”

E con questo dalla Malesia è tutto, prossimo collegamento dalla Thailandia!

ingresso del condominio

si mangia!



Amsterdam e Kuala Lumpur


Kuala Lumpur, Malaysia, 24 febbraio 2013

Sono sempre stata dell’idea che chiunque arrivi per la prima volta in un posto nuovo sia assolutamente destinato a prendere una sola, o fregatura che dir si voglia. Poi ci si scanta, ma una fregatura è quasi d’obbligo. Allora io stamattina ho deciso di prenderla subito così non ci dovevo più pensare e arrivata in aeroporto mi sono fatta abbindolare da un taxi non regolare e ho pagato esattamente 5 volte tanto il prezzo standard della corsa. Lo sapevo anche mentre contrattavo il prezzo che sarebbe stata una storia del genere ma visto che la cosa restava ugualmente economica, ero cotta, non avevo voglia di sbattermi nemmeno a cercare l’uscita dell’aeroporto ed inoltre mi chiedevo in quale fregatura avrei potuto incappare se rifiutavo questa….ecco non ci ho pensato troppo e ho pagato subito il dazio della pivella per la prima volta in Asia. Fatto, e non ci torniamo più sopra.

Il resto della giornata ho girovagato random per il centro di Kuala Lumpur ma ora basta, sono le 7 di sera ma me ne vado a letto subito perché sono rovinosamente stanca: due giorni ad Amsterdam con Ira, come descriverli, vediamo un po’: freddo siberiano (da 30 gradi a -4 in meno di una settimana è stato uno shock); piedi consumati (Ira non ti porta in giro, ti fa macinare km e km), cibo ad imbuto (e assaggia questo e mangia quello e bevi quell’altro, ma in Olanda tutto è tipico!!!???), chiacchiere da fare girare la testa (non ci vedevamo da un po’). E poi dopo due giorni così eccoti un bel volo di 12 ore (Malaysian airlines number 1, un gran confort anche in classe poveri), scendi dall’aereo e ti trovi che per via del fuso è già il giorno dopo, sei a 27°, ok la temperatura è buona ma con un tasso di umidità del 600% che respiri praticamente acqua. Ho motivi reali e fondati di andare a letto subito, e così domattina mi faccio l’ultimo giretto e poi vado a Phuket, destinazione finale di tutti questi voli e sbalzi e fusi.



Kuala Lumpur bella, sporca, caotica, modernissima ma anche catapecchiosa, gente che non ho trovato vie di mezzo: o gentilissimi o stronzi marci. Cibo buonissimo, a pranzo mi son fermata in un posto che non bisognava guardare troppo per il sottile ma mi ispirava, e contrariamente alla mia richiesta mi hanno fatto un piattone esagerato con dentro di tutto di più ed era tutto buonissimo!!!!! Poi ho girato in lungo ed in largo i posti che mi erano stati consigliati, ho apprezzato molto la giornata però adesso buonanotte, nemmeno ceno!






le case di Amsterdam son tutte storte!!!!! La cosa sarà collegata alle droghe libere o è un caso??
Ps: so che oggi si vota, io purtroppo non c’ero e la cosa mi scoccia un casino! E non dico altro, come sempre fuori la politica da questo blog…. ma ho il fegato marcio a seguire quel che sta succedendo in Italia. Non ho scritto niente in merito la settimana scorsa ma ogni volta che rientro, anche se per pochi giorni trovo situazioni sempre più allucinanti che mi chiedo come sia possibile che il popolo non si rompa veramente le scatole e….ma vuoi che ai cugini francesi non gli sia rimasta lì qualche ghigliottina dopo il 1789?

Saudade

Toscanella, 16 febbraio 2013

Un breve post per condividere la situazione inevitabile di chi, come me, passa tanti mesi lontano da casa pur essendoci con la testa ogni minuto, e soprattutto per vedere in chiave ironica come si evolve il ritorno man mano che passano gli anni.
Succede che la prima volta che parti ti accompagnano all’aeroporto in 18 tra parenti e amici, fossero pure le 4 del mattino; e poi quando torni ti aspettano ansiosi ed emozionati preparandoti una festa di benvenuto a sorpresa, e c’è che si prende una giornata di ferie per stare insieme a te e per tutta la durata della tua permanenza scombina i propri programmi in funzione dei tuoi impegni per passare con te più tempo possibile, tutti ti ascoltano per ore e ore e vogliono sapere tutto di ciò che hai fatto e hai visto, si organizzano cene ed aperitivi a destra e sinistra, tutti ti cercano e tutti ti vogliono, ammazzano perfino il vitello grasso per celebrare la tua presenza. Che fa anche piacere seppur ti sembri un po’ esagerato, ma approfitti alla grande del tuo momento di celebrità lasciandoti coccolare e godendoti la compagnia di chi ti è mancato per tanto tempo. Questa situazione si stabilizza a livelli normali dopo un paio di partenze-ritorni: saluti, baci e abbracci alla partenza, caloroso benvenuto il giorno del ritorno ma poi ognuno si fa i propri, contento della tua presenza a casa e dedicandoti tempo e spazio sufficienti a farti sentire a casa, ma senza sconvolgere il proprio tran-tran per te. Questo lo definirei corretto ed equilibrato. Ma dopo 8 anni ecco cosa succede: la sera precedente la tua partenza ti dicono “ciao, metti fuori il gatto e telefona quando arrivi”, e il mattino non ti accompagnano nemmeno alla fermata dell’autobus, neanche se sballa di soli 10 minuti l’orario abituale in cui escono di casa. E quando torni ti chiedono semplicemente se la stagione è andata bene, ti chiedono quanto resti (la risposta è ininfluente: puoi dire 2 giorni o 2 mesi avrai la stessa reazione: va bene), e poi ti dicono “noi stasera si va a spasso, vieni?” ma no, tu onestamente preferisci stare in casa tranquilla, non hai proprio voglia di uscire e vedere il mondo subito, e poi col freddo che fa ancora meno.


Questo è il post della mia prima sera a casa dopo 4 mesi di caraibi ed alla vigilia della mia prima esperienza in Asia. Ok che per motivi di usucapione non ho nemmeno più un armadio ove riporre i miei 4 stracci, ma almeno ho posato la valigia su un pavimento conosciuto anziché in una fredda stanza d’hotel o in un polveroso suolo tropicale trafficato da cucarache, e poi ho respirato aria di casa e ho abbracciato la famiglia. Solo 2 giorni fa ero in braghette corte a scorrazzare sui pontili della Martinica, ora sono qui rannicchiata sul divano insieme al gatto con pigiamone, tisana e 4 coperte, le spese condominiali di fronte a me. Serena nonostante gli istinti omicidi che mi salgono all’epidermide guardando questi fogli, ma sono a casa e chissenefrega di tutto il resto. E ben contenta di esser passata da qui e aver visto un po’ la famiglia (anche se troppo brevemente).


Bentornata a casa vagabonda!

Fine stagione.... e programmi


Aeroporto Martinica, 14 febbraio 2013

Finita anche questa stagione, sono in aeroporto più o meno “pronta” a partire… almeno… fisicamente sono qui.
La stagione è andata bene, benissimo direi: a parte un paio di skipper che comunque per quanto li ho presi per i fondelli sono due brave persone e meritano tutto il rispetto di questo mondo, non posso proprio lamentarmi di niente, veri charter di merda non ne ho avuti. L’ultimo un po’ deludente ma c’è di peggio, orco se c’è di peggio, quindi lamentele zero!!!! Ho fatto anche un incontro interessante, che poi sembra già andato a giuggiole perchè nella mia personale collezione delle disavventure sentimentali il bidone di San Valentino ancora mi mancava, ed ecco che è toccato al paziente G portarmi fin qui; e forse è anche meglio così, t’immagnin che scena brutta, come nei film si salutano alla soglia del controllo bagagli a mano, lei entra, lui resta fuori, lei si gira, gli fa ciao con la manina, lui le manda un bacio, lei sorride, lui pure….. oddio che orrore!!!! Va, va, ci rivediamo poi a novembre eh (forse, perché sono incazzata come può essere incazzato un gatto che tiri fuori dalla centrifuga della lavatrice), stammi bene ciccio, e salutami a sorrate.
Febbraio è prestissimo, ma ho altri programmi molto allettanti per portarmi via da qui, e poi tanto tornerò: per il momento vado a farmi un paio di mesi (forse 3) tra Thailandia, India, Sri-Lanka e Maldive. Eh sì, ho scritto proprio giusto, sapete la barca sburonissima con cui ho fatto Fiji e Nuova Zelanda? Quella dove sono stata benebenebene che gli armatori sono simpatici e Capt quando non faccio delle cazzate che lo fanno arrabbiare mi fa morir dal ridere? Mi hanno richiamata e di fronte a cotanto itinerario come potevo dir di no???




…. E poi dicevo di voler viaggiare….

Facciamo l’itinero-Vaifra di questo periodo: ultimi 11 giorni a zonzo per le Grenadine, ultime notti passate e prossime notti da passare:

lunedi 11 – St. Vincent
martedi 12 – St. Lucia
mercoledi 13 – Martinica
giovedi 14 – aereo
venerdi 15 – Parigi (cena con Julien e due amiche imolesi là per il week end)
sabato 16 – Toscanella
domenica 17 – Lago di Garda, dal babbo
lunedi 18 fino a mercoledi 20 compreso, ben 3 notti - Toscanella
giovedi 21 e venerdi 22 – Amsterdam, da Ira (è di strada….)
sabato 23 – aereo
domenica 24 – Kuala Lumpur (è di strada, e va vista!)
lunedi 25 – Phuket

In mezzo a tutto questo ci devono entrare il dentista, la podologa, l’estetista, la banca, l’assicuratore, la capitaneria e soprattutto…. l’ambasciata indiana a Milano, che se non mi fanno quel capperi di timbro prendo l’ambasciatore in persona e vedi tu se dopo non porta pena!!!!
Mi chiedo quando ho prenotato i voli cosa mi frullava per la testa perché ora che siamo al dunque penso che mi si fosse frullato proprio il cervello dentro la testa….. ma tutto andrà bene. Avanti. Sempre. 

Maledirete il mio pollo!!!!!


St.Anne, 13 febbraio 2013
La scena: vigilia dello sbarco, nel canale tra St.Lucia e Martinica ci sfugge per un pelo un marlin, roba grossa. Vabbè, capita, non è niente di grave. Quasi in Martinica, è il momento di tirare su le canne, ecco un bel tonnetto, un bel 4-5 kg, niente male. Poca voglia di darlo ai clienti, cogitiamo di metterlo in frigo per noi l’indomani, ma è fatica tenerli a freno, in più questi sono delle idrovore che non ho mai visto mangiare quantità simili di cibo, e da ieri sono stati colpiti dalla classica sindrome del fine crociera “dobbiamo finire tutto” e mi sembrano gli antichi romani che si ingozzano random di salame e biscotti al cioccolato pur di ripulire tutta la cambusa, roba che in 8 anni non ho mai terminato un charter con meno avanzi di stavolta (un record: dopo la colazione dell’ultimo giorno resteranno 3 sottilette, un pacco di prosciutto cotto, un philadelphia, un tubetto di pasta d’acciughe, mezzo succo di frutta,1 cipolla, 2 teste d’aglio, mezzo pacco di pasta, un pacco di caffè, un barattolo di pelati e 6 birre, tutto il resto spolverato via, e non so quante volte ho dovuto rifare la spesa perché la roba non bastava mai….. a me che di solito sono quella esagerata nelle quantità -  ma voglio che stiano bene!). Insomma, per farla breve G cerca di girare intorno alla cosa con un poco convincente “ma siete proprio sicuri che non preferireste il pollo?” ed eccoci al gran finale, l’ideona del secolo: Vaifra, cucinaci anche il pollo, che poi ce lo mangiamo freddo a pranzo. Dio perdonali, perché non sanno quello che dicono. E mentre taglio il pollo mi prende un attacco di risarola incontrollabile alla battuta di G di fianco a me mentre pulisce il tonno, mi dice meno male che abbiamo lisciato il Marlin che se no dovevo fare la notturna ai fornelli per preparagli i doggy-bag dei prossimi 3 giorni!!!! 

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...poteva andare TUTTO bene?


 Cumberland (St.Vincent), 11 febbraio 2013


Quasi finita, meno male. Però che peccato: avevo l’entusiasmo a mille per questo charter, e mille motivazioni per fare un sacco di cose, e non solo in cucina: l’ultimo della stagione, skipper G, e varie altre condizioni favorevoli; tutto buttato al cesso e tirata l’acqua. Non scrivo robacce perché G se no mi rompe le scatole (ha le sue ragioni – che non condivido ma rispetto), ma diciamo che al terzo giorno c’è stata una scena tratta da un film già visto: un cliente cerebroleso mi attacca al muro, io rispondo per le rime, e finisce in guerra; stavolta no, penso tra me e me mentre conto fino a 100 prima di rispondergli, stavolta deve andare diversamente, e quindi mi mordo la lingua fino a farla sanguinare ma dalla mia bocca non esce una parola, né subito né in seguito. Se il mio ruolo è quello della servetta senza carattere e senza idee che deve solo cucinare, servire, lavare i piatti e stare zitta ok, mi adeguo, so fare anche questo. E’ questo che vogliono nella loro vacanza, diamoglielo. E non li ho più cagati pari. Certo che sorrido (più o meno, diciamo che si vede che è una cosa forzata), fa parte del mio mestiere, ma poi ho alzato un muro invalicabile tra me e loro, cagati zero. G dice che sono psicorigida e questo orgoglio dovrei mettermelo dove non batte il sole perché non è giusto punirli tutti e 8 privandoli della mia compagnia per colpa di un deficiente, io dico solo che se quell’attacco di nervi fosse stato isolato mi sarebbe scivolato addosso, ma visto che era fin dalla prima sera che mi trattavano (tutti) un po’ da merdina quella scena è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ho chiuso la porta, definitivamente. E a nulla sono valse le scuse che l’individuo mi è venuto a porgere qualche ora dopo (spinto dagli altri): ho detto no problem ma la decisione era presa. E anche gli altri dopo qualche giorno hanno iniziato a farmi domande, chi sono, da dove vengo, cosa penso…. forse si sono resi conto che dietro la hostess si cela una persona ma ormai era tardi, la frittata era fatta, e si sono trovati un iceberg. E così G ha fatto tutto da solo la parte sociale del charter, io ho fatto il mio lavoro come richiesto e tutto sta andando benissimo, sono contenti e stanno facendo una bella vacanza, punto e riga.

Loghy - 50 anni e non sentirli









Stasera sono scesi tutti al ristorante, c’è il compleanno di Loghy: 50. E ci sono Josè, Pilou ed un paio di altri amici; ho preparato una torta con le candeline, penso che sia una bella festa. Ma onestamente non me la sentivo di partecipare, sarebbe stata un’ipocrisia inutile sedermi a tavola con loro dopo 9 giorni che non ci parliamo.

E allora io faccio una bella carrellata di foto alla faccia di chi mi vuol male, tiè! 

entusiasmo a palla


Marin, 03 febbraio 2013

La cattiva notizia è che è l’ultimo charter della stagione. Quella buona è che lo skipper è il mio strapreferitissimo, quello che detesta tanto questo blog ma allora mi chiedo perché continua a leggerlo (e so che faccia stai facendo in questo momento, caro il mio G), quello bravissimo professionalmente parlando e straordinario nel modo di fare, quello che mi fa sganasciare dalle risate tutte le volte che siamo insieme, quello con cui mi perdo a fare le nostre chiacchierate serie che la pensiamo uguale su tante cose e che quando la pensiamo diversa ci battibecchiamo di brutto ma alla fine checchè ne dica lo so che mi vuole un bene dell’anima, e non solo un pochino come insiste a dire. G sei unico, non cambiare mai perchè sei perfetto così!

Pronti, vado al mercato a comprare frutta e verdura che mamy Rose mi aspetta, sistemo la camionata di cambusa secca già a bordo, mi faccio un doccione e aspetto i clienti. Sono un po’ triste, febbraio è troppo, troppo, veramente troppo presto per partire!!!! Ma voglio godermi quest’ultimo giro alle isole con G, parto contenta!