parole

Le Marin, Martinica, 30 marzo 2012

Penultimo charter finito pure questo, e mettiamo in archivio un altro charter andato molto bene: 4 simpatiche coppie di giovani e spensierati francesi, sempre allegri, sereni e di buonumore arrivati con valigie cariche di ogni ben di Dio (perfino un prosciutto intero!) e buonumore…. Skipper G e tempo buono hanno fatto il resto per far guadagnare il podio della stagione a questo charter, e per quanto mi riguarda quando è così è un piacere lavorare! Mi sono divertita, non ho nemmeno lavorato troppo, è stato un charter meraviglioso! Con G continuo a farmi delle risate che a volte mi chiedo come sia possibile che ci troviamo ancora, a 40 anni suonati io e quasi altrettanti lui, a fare certe deficentate che sembriamo veramente due bimbi scemi. E altre volte invece ci infiliamo in discorsi filosofici e mistici da cui scaturiscono dei veri e propri scontri verbali che poi non ne usciamo più. Salvo dopo 30 secondi riprendere a fare i cretini. I clienti quando assistono ai nostri siparietti si sganasciano dalle risate e francamente anche io non sono da meno. Mi diverto un sacco, e confermo che lui è sempre il numero UNO indiscusso, sia come skipper che come persona. Peccato che odi questo mio blog, ma io continuo a scriverlo lo stesso. 

Io in questi giorni sono con la testa tra le nuvole: la stagione invernale inizia a volgere al termine, quest’anno è veramente volata e ho lavorato talmente tanto da non aver avuto tempo di fare altro, né di pensare a me stessa. Non ho idea di cosa farò nei prossimi mesi. Ho voglia di fare mille cose ma le idee sono poche e perfino confuse, diciamo che nel mio futuro prossimo ed imminente vedo bianco nel senso che non vedo nulla all’orizzonte… ma la cosa bella è proprio che vedo bianco e non nero; sto iniziando un pochino a rendermene conto adesso che ormai manca poco alla mia partenza dalle Antille, e di solito gli altri anni a questo punto iniziavo ad organizzarmi un minimo per la stagione entrante. Quest’anno no, è come se la stagione estiva non esistesse. Non sto cercando lavoro ma mi stanno arrivando un sacco di offerte di imbarchi - alla faccia della crisi -  Sto rimbalzando tutti a priori (tranne uno…. mi tenta troppo…. ma significa un grosso sacrificio di altre cose che sarebbero prioritarie… vedremo…); non ho proprio voglia di pensarci adesso… dicono che il 2012 è l’anno dei cambiamenti per noi dei gemelli, ed io sono qui curiosa di vedere qualcosa… è come se stessi aspettando un’offerta irrifiutabile (che so, tipo di imbarcarmi sullo shuttle per andare sulla luna, pagata 15.000 euro, e star via da casa solo un mese….chiedo forse troppo!!???!!!) e quindi continuo a temporeggiare senza prendere decisioni, e comunque nella peggiore delle ipotesi qualcosa in mediterraneo si trova sempre quindi no rush, no stress, just enjoy life!

Michel, il signore che mi stava ospitando in barca è partito, e così mi sono trovata homeless; problemi zero perché non è più come i primi anni quando era più complicato trovar da dormire, ora è tutto veramente facile, ma tra le varie opzioni ho preferito venire sulla barca di Davide, che quest’anno purtroppo ho visto ben poco; un ritorno ai primi tempi, che sembrano tanto lontani ma sono passati solo pochi anni da quelle prime stagioni in cui facevamo i cinni scemi che facevano le scemate; ora siamo molto più seri, si direbbe quasi che siamo diventati adulti. Ciò non significa che non si rida e si scherza più, anzi, ma siamo più calmi, più moderati. Comunque mi fa sempre ridere, ha un umorismo che mi spezza. E anche la sua fidanzata mi piace un sacco, è sorridente e trasmette serenità, bella coppia questa!
Non ho altro da aggiungere e quindi metto un po’ di foto.

saluto rasta 


...cartelli alla dogana.....

aragoste e melanzane.... 




il pontile ricomincia qualche metro più in là...


mutanti in aeroporto

Aeroporto di San Juan, Portorico, 11 marzo 2012

A tutti quelli che viaggiano spesso in aereo: ma avete notato che la gente durante il volo si trasforma? Non ci avete fatto caso? Beh, è ora di aprire gli occhi. Tu vai all’aeroporto e vedi gente che viene da ogni parte del mondo ma prevalentemente gente locale del posto in cui ti trovi. Passi il check-in, ti rechi al tuo gate e lì inizi a vedere qualcuno, e dico qualcuno, sul genere della destinazione del volo. Sali in aereo e la proporzione è ancora quella, poi non so perché ma quando atterri e tutti si alzano in piedi tu ti guardi intorno e dei locali ne noti qualcuno in più; ora che arrivi al nastro dei bagagli sono tutti trasformati.
Per esempio fai un Malpensa-Hong Kong: Sali a spintonate con i tuoi connazionali rumorosi e casinisti e scendi ordinatamente in fila silenziosa con una miriade di cinesi. Parigi-Martinica: decolli con gente che ha la baguette sotto al braccio e puzza di formaggio e all’arrivo sono tutti scuri scuri che ballano lo zouk. Miami-Portorico: parti con wasp, atterri con facce ispaniche. Mah.
Voglio provare ad andare in Svezia, chissà mai che anche io non mi trasformi in stangona bionda e gnocca.
 

la vita può essere facile

Fort Lauderdale, Florida, 11 marzo 2012

….Che settimana meravigliosa! Non so da dove cominciare, è stato tutto talmente bello, talmente tanto e talmente impressionante che mi verrebbe da sparar tutto fuori sconfusionatamente e disordinatamente ma sarebbe un casino incomprensibile quindi calma e gesso e proviamo ad andar con calma.
Vincenzo e Julia, che dire: non sono nemmeno definibili due persone, sono due esseri superiori, ecco tutto. Quelle persone rare che quando le incontri nella tua vita ti entrano subito nel cuore e poi ci restano per sempre, e non importa se ogni tanto passano anche i mesi senza contatti, sai che ci sono, e quando le rivedi anche dopo tanti anni nulla è cambiato: il piacere di stare insieme è assolutamente inalterato, e l’affetto se possibile cresce ancora di più.

  
Poi, la Florida: io ho deciso dove passerò la mia vecchiaia, qui! E dove altro se no? Non so il resto degli States ma qui è tutto perfetto: la vita è facile facile, talmente semplice che viene da non crederci che le cose possano funzionare bene senza impazzimenti né arrabbiature. Piccole cose semplici che aiutano a vivere meglio, che semplificano le cose e di conseguenza danno una miglior qualità di vita. Esempi banali di vita quotidiana, e non entro in merito a cose più importanti (anche perché malgrado la mia intelligenza superiore – e qui sento un boato di parolacce - non è che posso vedere e capire tutto in una settimana): tu abiti in un condominio, sempre pulito e sempre in ordine, e nella tua vita quotidiana succede che il postino ha le chiavi del portone, entra (senza disturbare nessuno a suonare a destra e sinistra), smista la posta in arrivo e ritira la posta in partenza (in effetti, perché andare all’ufficio postale visto che il postino passa da casa??? Talmente semplice che non ci avevamo mai pensato vero?). Oppure succede che qualcuno ti citofona, e a te mica ti suona il campanello, no, a te suona il cellulare, e così rispondi anche se sei fuori casa, chiedi chi è, e magari è qualcuno che deve lasciarti un pacco (perché qui gli acquisti per corrispondenza sono normali), tu DAL TELEFONO gli apri la porta, quello entra, lascia il pacco e se ne va. E ancora: quando esci di casa non è che devi portarti dietro sacchi puzzolenti e a volte anche sgocciolanti di spazzatura, no, tu li butti giù da casa tua direttamente nel cassonetto, che poi il guardiano del condominio svuota quotidianamente. In casa non hai la lavatrice, che occupa spazio e fa rumore e rischia di perdere acqua: la lavatrice la fai nel condominio, è di tutti, e tutti ne usufruiscono senza litigare (incredibile vero?). Come di tutti è la piscina, o la sala condominiale (che io subito pensavo fosse un bar tanto è bella, spaziosa, pulita e ben arredata) che puoi usare per qualunque occasione tu voglia, con annessa la cucina equipaggiata di piatti e bicchieri, il frigorifero sempre in funzione ed i bagni con doccia. Certi condomini hanno anche la palestra/sala gym. Quando c’è qualcuno che deve fare un trasloco l’ascensore viene tutto rivestito di uno spesso tessuto antiurto…. gratuitamente! Tutte le utenze e tutti i servizi che vuoi li attivi al telefono, non c’è bisogno di lettere raccomandate e/o fare ore di coda agli sportelli, e non hai bisogno sempre di controllare ogni virgola: qui tutto funziona bene, nessuno tira a fregarti: tu paghi per avere una cosa e chi te la deve dare ti dà quella cosa in modo chiaro, lineare e pulito, non è che cerca di farti pagare di più per darti di meno, non devi stare sempre attento a camminare rasente il muro o con le chiappe strette, qui nessuno ti vuole inc****re. Incredibile vero? Poi esci per strada e vedi tutti macchinoni (qui le piccole utilitarie non esistono), tanto traffico, strade enormi a svariate corsie ma zero ingorghi, e te da buon Italiano ti chiedi come sia possibile quando invece in realtà è molto semplice: esiste un codice della strada e lo si rispetta tutti, non c’è il furbo che passa davanti o taglia la strada. In autostrada la corsia di sinistra nelle ore di punta è riservata alle automobili con almeno due passeggeri a bordo, e da Italiana doc il mio primo pensiero è stato che si potrebbe mettere nel seggiolino un pupazzo, poi mi sono vergognata di aver pensato tal nefandezza. Lo scuolabus è sacrosanto: non puoi superarlo, e quando si arresta accende due stop rossi grandi quanto un palazzo e tu non ti puoi avvicinare oltre i 50 metri. E ancora: vuoi prendere la patente? Niente di più semplice: prendi l’appuntamento, il giorno fissato ti presenti, ti fanno un quiz poi esci per strada e guidi (la macchina la devi portare tu), se tutto va bene paghi un’ottantina di dollari, ti fanno una foto, ti fanno firmare e sei patentato. Tutto qui. Davvero.
Vai al supermercato e sempre da buon Italiano rimani basito nel vedere che il carrello della spesa non necessita di moneta, ma c’è una persona down che si occupa dei carrelli (e così gli abbiamo trovato un posto di lavoro dignitoso ed importante). Entri nei negozi, anche le profumerie, e hai accesso a tutto, i prodotti non sono barricati dietro le commesse per paura dei furti, hai diritto a vedere e toccare quel che vuoi e se hai bisogno di assistenza chiami. Arrivi alla cassa e la cassiera sorridente ti augura una giornata grandiosa mentre una persona down sempre sorridente ti mette nel sacchetto gli acquisti. Se per qualunque motivo cambi idea sul tuo acquisto lo riporti semplicemente indietro e nessuno ti fa il terzo grado accusandoti di chissà quale manomissione del prodotto.
Nei supermercati non è vero che trovi solo porcherie da mangiare, trovi anche cose buone e di qualità. Poi è vero, trovi di quelle stranezze che (almeno a me) verrebbe da comprare tutto per provare perché non hai idea di cosa possano essere, ma poi ragioni e metti nel carrello solo quello che veramente ti serve. Cose strane viste al supermercato: un bidone da 5 litri di “mix for mojito”, basta aggiungere rhum, ghiaccio e tonica (probabilmente era un frullato di menta e lime); spray per cucinare (anziché oliare la padella gli spari una bomboletta); reparto ketchup lungo metri e metri, con bidoni anche di 10 litri (a me un tubetto di mato-mato – salvo bambini - fa una stagione…..);
Il costo della vita è molto più basso che in Italia, ma davvero molto, e il martedi gli over 55 hanno il 15% di sconto ovunque; a parte questa settimana che non è stato bellissimo (ma è stata un’eccezione) il clima è splendido tutto l’anno, in un attimo sei alle Bahamas….. mi chiedo: ma chi cavolo me l’ha fatto fare di comprare casa a Imola, io quando smetto di lavorare vendo tutto e vengo qui!!!!

Fort Lauderdale: conosco questo posto di nome da anni ormai, è un polo nautico di rilevanza mondiale. Pensavo fosse un paese/porto non lontano da Miami. Beh, questo “paesotto” ha 8 uscite dell’autostrada. Progettato benissimo, consta principalmente di villette monofamiliari proprio come si vede nei film che parcheggiano ognuno davanti casa propria, e dietro hanno il molo con la barca ormeggiata; sì perché dietro c’è tutta una rete di canali che collegano la maggior parte delle strade all’ICW, che sarebbe un lunghissimo fiume navigabile che costeggia l’Atlantico dalla punta sud della Florida fin su a New York, Boston ed oltre.

Miami: grande casino. Rimini + Forte Dei Marmi + Porto Cervo in agosto = Miami.

Stati Uniti & American People: fantastici. Senti nell’aria il patriottismo e l’orgoglio di essere nazione, lo vedi per strada con tutte quelle bandiere ovunque (In Italia solo se vinciamo i mondiali escono le bandiere, se no manco morti). Capisci di essere in America già sull’aereo: ho volato con American Airlines facendo scalo a Portorico, e su entrambi gli aerei c’era il wifi; tutto è grande, tutto. E veloce. Ma semplice.

Attività svolte nella settimana: SHOPPING, e chi mi conosce sa bene che non sono una fanatica dello shopping, anzi direi il contrario, ma qui ho trovato talmente tante cose, strane o curiose o utili, a prezzi talmente ridicoli che era veramente da fessa non comprarle, e così ho speso un capitale in regali e regalini. Meno male ero venuta con la valigia quasi vuota ma rifarla è stato un lavoro impegnativo, meno male da piccola ero una campionessa di tetris.
Pensavo di andare a scorrazzare a dx e sx, volevo andare a DisneyWorld ma poi ho pensato che cosa me ne frega di andare in un parco giochi, volevo andare a Cape Canaveral ma alla fine non me ne frega così tanto soprattutto visto che gli extraterrestri si stanno preparando a venire loro da noi (e mi ricollego al penultimo post); alla fine non ho fatto quel che pensavo ma ho fatto di meglio: ho passato il mio tempo con gente splendida, che mi ha dedicato cure ad attenzioni coccolandomi e viziandomi, ho visto come vive la gente qui, ho fatto cose normali come andare a fare la spesa, shopping, passeggiate, ho fatto un giro per garage sales e perfino un paio di barbecue in giardino a bordo piscina con amici e amici di amici (proprio come si vede nei film), ho conosciuto persone, ho allenato un po’ il mio sempre scarso Inglese e sono stata benissimo. Bello, ho apprezzato tantissimo ogni minuto di questa settimana, sono stata meravigliosamente bene, gli States mi sono piaciuti tantissimo e sto pensando seriamente che se dovesse capitarmi un lavoro da queste parti non direi proprio di no. Anzi, confesso, l’ho cercato. Vedremo.

caro vecchio Dalo

Martinica, 03 marzo 2012
Anche stavolta tutto bene, è stato un bel gruppo, anche se 12 sono tanti, e pure lo skipper (finalmente!!!) positivo, nonostante mi avessero detto che viene spesso chiamato “lo squalo”. Siamo andati d’amore e d’accordo e tutto è filato liscio nonostante i 1.500 problemi alla barca. Questo lo tengo nella hit dei buoni.
Allora visto che è’ da un sacco di tempo che non parlo più di Dalo è giunto il momento di aggiornare anche chi segue il blog dall’inizio e magari si chiede che fine abbia fatto visto che i primi anni parlavo spessissimo di lui e ora non ne accenno neanche più. Beh, è tutt’ora esistente, sta bene, lo vedo sempre, ma da quando è diventato papà è cambiato: è sempre disonesto, sempre bugiardo, sempre il solito mascalzone perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma vive praticamente per questo bimbetto che in un certo senso sono stata costretta ad adottare a distanza: ogni volta gli porto qualcosa tipo succhi di frutta, yogurt, o cibo vario; l’ultima volta che l’ho visto era un bebè in fasce, ora ha 4 anni ma non riesco mai ad incontrarlo perché quando io passo da Union è sempre mattino, e lui va all’asilo. Praticamente ho adottato un fantasmino. Dalo continua a chiedermi di portarlo in Italia quando sarà in età di scuola perché vuole che cresca con una visione del mondo un po’ più ampia che non restando solo ad Union, ma come faccio a fare una cosa del genere quando io stessa non ci sono mai in Italia? Mah, chissà. Per il resto Dalo è sempre il solito: urla, sbraita e fa casino ogni volta che organizzo l’aragosta con qualcuno che non sia lui, ritiene di avere una sorta di priorità essendo il primo che ho conosciuto qui 7 anni fa. Se fosse un po’ meno farabutto non mi costerebbe niente fare il business con lui, in fondo in un certo senso è anche vero che gli voglio bene, e devo riconoscere che con me è molto più premuroso e carino rispetto a quando mi considerava la sua fidanzata (mai cagato ma nella sua testa io ero sua, vai te a capire!). Questa settimana l’ho accontentato, abbiamo fatto con lui. Sfiga ha voluto che piovesse sulle Tobago Cays tutto quel che non è piovuto negli ultimi 30 anni nel deserto del Sahara, ma abbiamo chiesto la consegna a bordo e tutto è andato ugualmente bene, clienti soddisfatti e menu buonissimo e abbondante, lui carino e gentile. Due giorni dopo a Union è passato dalla barca a prendere le cose per il piccolo e dato che ero visibilmente malandata (raffreddore, tosse, febbre e tutte quelle pive lì) si è preoccupato della mia salute, io gli ho detto di star tranquillo che non è certo un’influenza che mi ammazza, e lui dopo mezzora è tornato…. per darmi dei medicinali (sorvoliamo sullo stato di conservazione e la data di scadenza, guardiamo solo al gesto gentile…)  E poi mi ha caricato il telefono di 20 EC per chiamarlo ed aggiornarlo costantemente sul mio stato di salute. Già mi bastava un medico a bordo che mi controlla ogni 3x2, non avevo mica tutto ‘sto bisogno dell’assistente telefonico, soprattutto perché non sono moribonda, sono solo ammalata!…. Però è carino dai, e io che penso sempre male di lui…. Vergogna Vaifra!
Domani mattina all’alba il buon Josè mi accompagna in aeroporto. Miami!!!!! Da Vincenzo e Julia!!!!! Non li vedo dal 2007 ma sempre son rimasti nel mio cuore perché son due persone stupende che ringrazio il cielo di aver incontrato nella mia vita, e Dio solo sa quanto spesso li ho pensati in tutto questo tempo. Loro due e la loro stupenda storia, che potrebbe benissimo essere la trama di un film che dà consolazione e speranza ai single non più adolescenti. L’avevo detto per scherzo l’anno scorso che sarei andata a trovarli e invece il caso vuole che devo andare proprio a Miami per motivi professionali e allora ne approfitto per stare con loro qualche giorno, non è stupenda la vita?????


gli extraterrestri puntata seconda

Marigot Bay, St. Lucia, 24 febbraio 2012



L’anno scorso ho fatto un charter su un piccolo Lagoon con una famiglia che abbiamo definito “Gli Extraterrestri” gentilissimi, carini e tutto quel che vuoi ma avevano dei modi di fare come se fossero osservatori esterni anziché protagonisti della vacanza: osservavano noi, la barca, il mare e tutto ciò che li circondava, ripetevano mille volte la stessa domanda e non capivano mai nulla di quel che gli si diceva, erano un po’ strani su certe cose e spesso sembrava davvero che venissero da un altro pianeta, da qui il soprannome E.T.; e ricordo bene le risate che mi son fatta con lo skipper quando uno dei due aveva un momento di “snervatura” e l’altro lo calmava dicendogli di non arrabbiarsi, che non lo facevano apposta ma era solo che certe cose non le sapevano e facevano fatica a capirle proprio perché venivano da un altro pianeta e non erano abituati alle nostre usanze, e ci siamo fatti il viaggio (da morir dal ridere) che erano stati spediti sulla terra sotto sembianze umane per “spiarci” da vicino e dovevano raccogliere più informazioni possibili da trasmettere alla loro base per organizzare un futuro attacco alieno per conquistare la Terra.

Fatta questa premessa, oggi posso confermare che tutto ciò è assolutamente vero. Ho a bordo il secondo gruppo di extraterrestri, mandati qui anche loro per confermare quanto comunicato dai loro predecessori. Sono gli stessi dell’anno scorso sotto spoglie leggermente diverse, ma hanno troppi punti in comune: guarda caso lo stesso tipo e modello di barca. Guarda caso sempre il mese di febbraio. Guarda caso sempre due bambini con i nonni. Sempre gentilissimi e carini, ma altrettanto alienati da certe cose terricole. Sono sospetti. Ho forti dubbi che in qualche galassia a noi ancora sconosciuta si stia pianificando qualcosa di grosso. Bisogna avvertire la Nasa, questi vogliono conquistarci il pianeta iniziando dalle Grenadine. Almeno hanno buon gusto.


in più mi lasciano in giro per la barca proprio queste riviste qui....
HO RAGIONE IO !!!!!!!!!!!!!!!!


A parte le stronzate galattiche, in questa settimana ho sviluppato un’altra tesi: ho elaborato un po’ il cervello umano comparandolo ad un motore; premesso che io di meccanica non capisco un accidenti, so comunque che esiste tutto un circuito di trasmissione che collega il motore al cambio e la frizione eccetera eccetera. Il risultato è che come in meccanica esistono varie cilindrate (che non so cosa significa ma so che in base alla cilindrata e alla potenza cambia la prestazione del motore stesso) anche le persone alla nascita vengono dotate di un cervello di potenza variabile in funzione di vari fattori ma soprattutto dell’eredità genetica dell’individuo stesso. E’ chiaro pertanto che un cervello 800 kw non partorirà mai un 2.500…. mentre invece può accadere il contrario. Inoltre ci sono cervelli adatti ad essere usati solo in situazioni standard e ben pianificate, che se li fai uscire dalla loro traiettoria abituale vanno in tilt e grippano, come invece ci sono cervelli “fuoristrada” molto più versatili e che all’occorrenza mettono anche le marcie ridotte e quasi si arrampicano sulle pareti dell’Himalaya. Nascere con un cervello piuttosto che un altro non è un merito né una colpa, ed il proprio “motore” lo si può allenare o lasciar arrugginire in garage a propria scelta. Quello che mi fa incazzare sono le persone che hanno un cervello buono ma non lo vogliono usare, e se gli chiedi una prestazione in più senti che danno tutto gas ma non si accorgono di essere in folle, quindi tu da fuori senti il motore a 6.000 giri che ormai decolla ma il mezzo non si muove di una virgola. Tanto vale lasciare la Ferrari in garage e usare lo scooterino 50.
Cosa c’entra questo con i charter? Niente, ma stavo rivedendo nella mia memoria alcuni incontri fatti in passato e mi è uscita questa cosa, dovevo scriverla.



Domani sbarchiamo questi e riparto in serata stessa un’altra volta. E otto. In due mesi e poco più. Poi però stacco dalle Grenadine per due settimane, una delle quali vado in trasferta, eh sì, me lo merito! Miami mi aspetta e io non dico certo no!!!!

informaticamente rincoglionita

Martinica, Le Marin, 17 febbraio 2012

Un post senza foto, ed il motivo é la mia rincoglionaggine acuta: era la mia settimana di riposo, ed involontariamente ho messo a riposo il cervello, si si, l'ho proprio disconnesso e messo in tasca, ed é stato cosi che il primo mattino che avevo deciso di dedicare alla mille cose che avevo da fare su internet (prenotazioni vari voli aerei, visa per gli Stati Uniti, organizzazione futura vacanza, menu, pagamenti vari eccetera) in un solo gesto, veloce e fulmineo, ho CANCELLATO tutto. Finito, non c'era più niente, tutto vuoto. Panico, disperazione, segnali di soccorso al tipo del cyber café che indeciso se ridere o compatirmi mi ha detto che secondo lui non si poteva fare più niente; e cosi sono corsa quasi in lacrime col mio pc tra le braccia dal dottore dei computer, che dopo una prima visita del paziente ha ritenuto opportuno un ricovero, oltretutto con prognosi riservata. Oggi é il giorno delle dimissioni, speriamo sia andato tutto bene, avevo cose importantissime e non eseguivo il backup da troppo tempo... disgraziata che non sono altro....

E quinidi ho passato 3 giorni al cyber café spedendo mail a destra e sinistra per chiedere di reinviarmi il tal documento o il tal altro...altro che riposo, uno stress senza uguali!!!!

Inoltre é la settimana di arrivo della Transquadra, una regata oceanica in solitario o in coppia di piccole barche, ed ad ogni arrivo il comitato di accoglienza si reca sul pontile 4 - appositamente allestito - con tutta la banda di percussionisti ed i corpo di ballo multicolor che con musica e danze danno il benvenuto all'equipaggio in arrivo; non importa l'orario: le 3 di notte o mezzogiorno ogni barca viene accolta con lo stesso folclore ed entusiasmo. Bellissimo e molto locale, ma per chi abita al pontile 4 dopo un po' la cosa si fa pesante... e guarda caso é proprio li che io sto abitando.... A proposito non ho nemmeno mai parlato di Michel: un signore fantastico che ho conosciuto l'anno scorso, persona sempre allegra e di buon umore, di una gentilezza rara, che vive sulla sua barca al pontile 4 e che da dicembre fino ad ora mi ha sempre permesso di utilizzare una cabina della sua barca come deposito bagagli (arrivo, lascio una borsa e ne prendo un'altra e riparto, poi torno ne lascio 2 e ne prendo 3, sempre cosi a seconda di cosa ho bisogno in ogni singolo charter che faccio), un personaggio vivo e dall'abbigliamento sempre colorato ed allegro che rispecchia la sua personalità; anche per questo mi piace questa vita da vagabonda, perché mi permette di conoscere gente cosi, che ad Imola sicuramente non avrei mai potuto incontrare.

Per concludere, mi sono riposata davvero poco, ma ho comunque visto amici, passato serate divertenti e anche una bellissima giornata shopping & cazzeggio con G. come ai vecchi tempi, mancava solo José che non é voluto venire con noi, dice che gli facciamo venire mal di testa....

Sono molto rilassata e pronta a ripartire, stasera altro gruppo e via che si va per altre due crociere incatenate; passo a vedere come sta il mio pc ed inizio la mia giornata lavorativa, dalla preference list mi par di capire che questi vogliono una cosa di classe, e allora vado a prendere i fiori per decorare la barca, ciaoooo

la stanchezza innervosisce

Martinca, Le Marin, 12 febbraio 2012
Oggi è il 12 febbraio 2012. Da quel 17 dicembre 2011 in cui ho iniziato la stagione sono passati nemmeno 2 mesi e – calendario più calcolatrice alla mano - ho fatto 5 notti a terra e 43 in mare, di cui 8 navigazioni notturne… a conti fatti ho cucinato 102 pasti per 93 persone, che danno un totale di 1262 coperti, colazioni escluse. Mi gira la testa… Ma ora mi fermo. Chiedetemi cosa faccio oggi pomeriggio: niente. E domani? Niente. Dopodomani? Niente. Dopodomani l’altro? Ancora niente; proprio niente e così per 5 giorni consecutivi, niente di niente… niente… senti che bella questa parola…. niente… enne-i-e-enne-ti-e… come suona bene… è meravigliosa… come dice G. mi metto in modalità eremita e non ce n’è più per nessuno.

L’ultimo charter è andato bene, uno Switch combinato: significa che in 6 giorni cambi 3 gruppi di passeggeri in quanto li depositi a destra e sinistra nei vari hotel e carichi altra gente. Nemmeno il tempo di imparare i nomi o distinguere le facce, solo spadellamento a catena. La fabbrica del charter, e noi siamo gli operai. Non mi piace però è facile, facilissimo. Du n’importe quoi e son tutti contenti. Capt Fiatella bravo ma severo, non un mostro di simpatia ma siamo andati d’accordo.

I 3 gruppi di persone mi sono scivolati via a catena, praticamente non li ho cagati pari e ho giocato la parte della signorina Rottermeier… per le solite cose abituali (acqua, disordine e sabbia) gli davo certi cazziatoni che filavano dritti come soldatini dicendo scusa scusa scusa (e poi dico che lo skipper era severo….io no vero????). Sento di esser stanca, necessito uno stop se no sclero, sono facilmente irritabile e faccio fatica a non mandare a cagare la gente che mi rivolge un gentile “buongiorno”, devo controllare i nervi tutto il tempo; un giorno però ho osato dove non avrei mai pensato, non è tutta farina del mio sacco perché ho ripreso quanto sentito raccontare da un collega e che sul momento mi era parso esageratamente audace, ma qui ci stava; la conversazione si è svolta più o meno così: succede che c’è questo rompiscatole olimpionico che da quando è salito a bordo mi chiama in media ogni 5 minuti e non lo sopporto più, e al terzo giorno, alle ore 6.35 del mattino nonostante sia tutto pronto dalla sera precedente mi dà il buongiorno tempestandomi di “posso avere il caffè? Dov’è il burro? Ci sono i biscotti?” allora io calma e serena, direi quasi flemmatica (il che non è da me) mi siedo di fianco a lui e gli dico: “vedi, tu quando ti alzi al mattino cosa fai? Vai in bagno, fai una doccia, poi fai colazione, magari ascolti le news e pure l’oroscopo, ti lavi i denti, esci di casa, ti rechi al lavoro, e lì, dopo le 8, iniziano a romperti le palle. Io stamattina mi sono alzata, ho fatto pipì, mi son lavata e vestita, ho già iniziato a lavorare ma devo ancora fare colazione, non sono ancora le 7 e già mi si rompe il cazzo…. ora vedi tu… ” “Capito, scusa”. Nel questionario di soddisfazione mi ha messo tutte le crocette su eccellente: accoglienza eccellente, cucina eccellente, efficienza eccellente, disponibilità eccellente… solo alla voce amabilità ci sono due crocette: eccellente e scarso, ma di fianco c’è un asterisco; vado a fondo pagina e leggo “dipende dall’orario”. Ih ih ih, almeno il ciccione ha senso dell’umorismo…

questo è Romeo
Altra cosa da raccontare: qualche settimana fa, programmato il barbecue serale in spiaggia alle Tobago Cays, ho chiesto a Romeo (il mio pusher di aragoste di fiducia) se potevo stare a terra e cucinare insieme a lui il Lambi perché è vero che io lo cucino sempre come mi è stato spiegato da loro e piace sempre a tutti, ma devo riconoscere che il suo è decisamente superiore, e volevo vedere come lo fa. Ho passato un pomeriggio divertentissimo, e ho promesso ai beach boys che poi avrei cucinato io qualcosa per loro. Sto giro avevo il necessario per preparargli qualcosa di Italiano e ho fatto qualche teglia di lasagne per loro, però non so ancora i commenti perché per motivi logistici-temporali gliele ho smollate lì e siamo partiti subito… Va a finire che faccio il business: mi metto in società con Romeo, mettiamo l’insegna: “aragoste & lasagne” e consegnamo in tutte le Grenadine.



Detta anche l’ultima cazzata chiudo qui il post. Ho bisogno di ricaricare le batterie, e infatti il mio programma dei prossimi 5 giorni si riassume in 3 parole: pappa, cacca, nanna. E devo riprendere contatti col mondo, a parte qualche (troppo breve) telefonata con casa non so più niente di nessuno né in Italia né in Martinica, ho visto solo passeggeri, skipper e pentolame. Vita sociale zero, tanto che scendere a terra a fare l’aperitivo a PSV (una volta) mi è parsa una gita fuori porta… Moralmente sono a posto, direi che mi sono ripresa abbastanza bene dalla bastonata di capodanno, anche se a dire il vero quando ci penso mi viene ancora il magone, merda i commenti di quel gruppo mi hanno fatto troppo male con la loro crudeltà gratuita ed inutile. Ma tutto passa, perfino le shampiste petenfie che si credono femme fatale passano nel dimenticatoio degli equipaggi con una facilità inimmaginabile per le stesse ma che fa morir dal ridere le hostess, che come loro ne hanno viste passare altre mille prima e altre mille ne seguiranno dopo (messaggio subliminale).
E quindi anche se ‘sta storia mi ha segnata io continuo questo lavoro con entusiasmo e determinazione, ho voglia di cambiare qualcosa nella mia vita ma non sono ancora pronta a fermarmi… non ora per lo meno; forse nuove mete e nuove destinazioni ma sicuro ancora vagabondando a destra e sinistra.

....un altro charter....

Union Island, 01 febbraio 2012



Questo skipper è tanto caro e bravo ma ha un difetto: non ha voce. Parlare parla anche, ma con un volume di 0,005 decibel. Non sento. Inoltre ha un forte accento antillese, che non si sforza di smorzare quando mi parla. Un incubo. Gliel’ho già detto mille volte, sia di alzare il volume sia di scandire meglio le parole (non so se si è accorto che non sono Francese), soprattutto in manovra sarebbe importante che io capissi cosa mi dice, invece no, mi pare di giocare all’indovinello, anzi no meglio ancora mi sembra di essere in un quiz televisivo: su una frase capisco 6 sillabe e tiro ad indovinare la frase stessa, un po’ come la ruota della fortuna con lo svantaggio di non poter nemmeno comprare una vocale. Non sono l’unica ad avere questo problema, vedo anche i clienti che quando lui parla sono tutti lì concentratissimi a cercar di sentire e si sgomitano l’un l’altro dicendosi ssssttttt per capire. A volte col gioco di squadra si vince e si indovina, altre volte no. Ora, visto che lui stesso afferma che tutti gli chiedono sempre di ripetere, e sa di aver questo difetto della mancanza di volume, io mi chiedo: ma non dev’essere esasperante tutta una vita passata a ripetere almeno 2 volte (quando va bene) la stessa frase perché l’interlocutore non ha sentito? E allora fatti curare no? O almeno fai uno sforzo, tira fuori quella voce per la miseria!!! Insomma, il nostro “Ugola d’oro” sarà anche un ottimo skipper (vero) ma per tante cose è strano eh, porca miseria se è strano… strano strano strano, proprio strano. Mistico. Strano. Mille volte strano. Velista integralista fino al midollo, amante del rischio calcolato, fa delle manovre (eccellenti ma a mio avviso estreme ed inutili) che non sono da tutti, forse è un po’ esagerato nella sua esasperazione della vela-vela-vela a tutti i costi e con qualunque condizione di mare e di vento, perfino un po’ incurante dei passeggeri sofferenti; però molto bravo.

Il resto tutto ok: il gruppo dei vacanzieri di stavolta è molto positivo, al momento detiene il primo posto in classifica stagione 2011-2012: sono 4 coppie francesi, età media 45, simpatici, giocherelloni, goliardici, entusiasti, a bordo sempre e solo buonumore e musica a palla, probabilmente a livello inconscio è una mossa che serve a compensare i decibel mancanti del comandante che poveretto almeno ha la scusa per non parlare… (o forse parla ma nessuno lo sente!?!)



Martinica, St. Anne, 04 febbraio 2012

Ne ho combinata una delle mie: l’altro giorno in navigazione ero annoiata e ho iniziato a cipollare il telefono, quello ipersofisticato che a distanza di 6 mesi mi fa ancora incazzare, mannaggia a me quella volta che non ho ascoltato la vocina dentro di me che mi diceva “prendi il telefono da 25 euro che per te è più che sufficiente” e invece no, mi sono comprata l’ultimo nato di casa Samsung, smart, androide e penso che sappia anche andare sulla luna. Insomma, gira gira dentro al telefono trovo una cosa che mi incuriosisce, si chiama calibrazione orizzontale. Bah, io ci entro, c’è una pallina verde che gira, è divertente, e vedo un tasto “calibra”, io l’ho usato. Pessima idea farlo in navigazione. Ora ho lo schermo sballato.

Dall’Italia mi giungono notizie e foto di neve, ghiaccio e freddo siderale. Anche qui non fa così caldo, quest’anno sto patendo il freddo, secondo me siamo sotto i 26 gradi e mi tocca spesso di mettermi la t-shirt al posto dell’abituale canottierina (ed è qui che sento un boato provenire dall’Italia, se ascolto bene sento un suono che mi invita ad andare a far qualcosa che a sua volta fa rima con mulo…. – ed è qui che si vede che mi sto esercitando con la ruota della fortuna).

Domattina finisce questo charter e riparto subito a catena per altra switchata. Mi chiedo: ma chi cacchio me l’ha fatto fare di accettare? Sono stanca, stanca, stanca. Ma andiamo avanti, sempre.


per avere l'illuminazione nelle isole disabitate ci si ingegna come si può....

voglio invecchiare come lei

Martinica, 27 gennaio 2012


Tutto è andato bene. Skipper bravo e simpatico, e pure belloccio (che non guasta mai). I clienti ok pure loro, target standard di questa compagnia: semplici, rilassati, senza tante pretese; bel gruppo; non molto omogeneo perché in 12 persone siamo riusciti a mescolare tante tipologie di persone che poco hanno in comune, a partire dall’età passando per il carattere e la professione e finendo con la posizione sociale, però tutte positive, ognuno a modo suo ha dato il proprio contributo ad avere sempre buonumore ed allegria a bordo. Una menzione particolare ad una creatura straordinaria, di sesso femminile, età anagrafica 73 suonati, vitalità 15, spirito mentale 30. Festeggia un anno di pensionamento (era in polizia), ha conosciuto il suo fidanzato (76 anni) su internet pochi mesi fa, fuma come una ciminiera ma è in forma splendida; trasuda simpatia, canta tutto il giorno, non sta ferma un attimo ed è forte come una roccia; è sempre elegante e curata nell’aspetto, è vispa e vigile, ha una mente aperta (tiene i contatti con nipoti – e pronipoti – tramite facebook) e fa morir dal ridere con le sue pillole di saggezza (a volte spara certe stronzate che davvero non ti aspetti possano uscire da una signora del suo stampo); passa la giornata a battibeccarsi col fidanzato ma poi lo coccola e dopo ogni scaramuccia si danno i bacini, teneri come pochi… Ha cercato di farmi le scarpe nel ruolo di hostess di bordo… e ho dovuto lottare non poco per farle capire che era in vacanza quindi non era obbligata a svegliarsi alle 5 del mattino per preparare la colazione a tutti (me compresa!!!! L’unica era giocare d’anticipo, poco ci mancava che preparavo il caffè prima di andare a dormire la sera…..). Siamo tutti innamorati di lei ed è esattamente così che mi auguro di invecchiare.



Domani si riparte per altri 8 gg, anche il prossimo skipper non lo conosco. Porca miseria quest’anno mi sento orfana di skipper, sono finiti i bei tempi in cui come c’era una richiesta skipper/hostess l’accoppiata vincente era ovvia e palese, quest’anno EGLI ha deciso di non voler più lavorare con hostess e quindi io son messa che mi tocca prendere quel che passa il convento; finora è andata bene, speriamo che duri.

salvataggio in mare

Bequia, 12 gennaio 2012


Muppet Show. Ecco da dove arrivano questi, troppo buffi. Non giovanissimi (il più giovane deve aver fatto il servizio militare durante le guerre puniche) ma tanto simpatici e carini. Meno male lo skipper abbassa la media di età se no diventava veramente la crociera della casa di riposo.

Paioni e rintronati come pochi, devi avere mille occhi per sorvegliare tutto quel che accade a bordo, però son tanto forti e piacevoli che gli si perdona tutto, sono goffi e decisamente simpatici, con uno spiccato senso dell’umorismo e assolutamente instressabili. Bene, anzi benone. Sto facendo più di quel che è di mia competenza per regalargli una bella vacanza (meritano abbondantemente un po’ di sbattimento in più), ma tutto quel che faccio è un piacere, inoltre reduce dall’ultima esperienza mi sembra di essere in vacanza: mi sembra un sogno chiacchierare amabilmente con la gente e fare il mio lavoro con voglia ed entusiasmo, e non ricordavo nemmeno più che esistessero parole come s’il te plait e merci, pensavo che le relative traduzioni in Italiano fossero andate perdute per termini in disuso. Anche con capt. J.D. va tutto bene, è bravo e ci intendiamo senza tante chiacchiere. E’ molto gentile, mi verrebbe da chiamarlo affettuosamente zuccherino tanto è premuroso ma ho paura che poi mi scambi per una babbiona pedofila allora lascio stare e lo chiamo col suo nome.

Oggi abbiamo fatto una scorpacciata di aragosta alla catalana da ricordare per sempre, e ora siamo in navigazione verso Mayerau, atterraggio previsto giusto giusto per l’ora dell’aperitivo. Dovrei preparare un menu per un charter di febbraio ma ho pensato che nella vita ci sono delle priorità e quindi ora come ora una pennica di quelle colossali non me la leva nessuno. Ciaooooo, anzi…. Roooonf…



Petit Saint Vincent, 15 gennaio 2012

Qui dal geriatrico tutto ok, i nonni stanno bene e si divertono un mucchio; tra un cambio di pannolone ed una caccia alla dentiera perduta la crociera procede su toni sereni e divertenti. Quando trovo gente così il mio lavoro è meraviglioso. A ‘sto giro la cucina prende il 10% del mio lavoro, e sto arrotondando per eccesso: sono inappetenti, mangiano pochissimo e devo quasi implorarli di sedersi a tavola quando è pronto, non gliene può fregar di meno. Poi una volta a tavola apprezzano molto, ma di fatto le dosi sono ridotte ai minimi termini e ciò mi lascia un mucchio di tempo libero, che impiego ovviamente a stargli dietro. Più che cuoca mi sento nonno-sitter. Sono bravissimi perché si arrangiano in tante cose, ma quando li vedo vagare per la barca con quell’aria sperduta in cerca sempre delle stesse cose (che stanno sempre negli stessi posti) non riesco a non correre in loro soccorso almeno morale e dar loro le giuste dritte per risolvere il problema del momento.


Martinica, Ilet Cabri, 19 gennaio 2012

Domattina sbarchiamo, fine del charter. Ieri è stata una giornata molto importante, che tutti ricorderemo per sempre: stavamo facendo il canale tra St.Vincent e St.Lucia, c’era vento forte e onde piuttosto importanti, io dormivo in dinette e lo skipper era da solo sul flight a lottare col maltempo e le secchiate d’acqua che lo colpivano fin lassù (in questi casi la solidarietà tra equipaggi va un po’ a farsi benedire e la hostess se la ronfa di pesante). Ad un certo punto may day may day alla radio, ripetuto più e più volte con affanno, mi sveglio di scatto e lancio l’allarme a skipper che prontamente si mette in comunicazione con l’altra barca, ci dicono di avere una importante via d’acqua a bordo e non c’è più nulla da fare, stanno andando a fondo, ci danno la posizione e siamo vicinissimi, via si parte subito, lanciando il may day relè al crossag antille (il servizio di soccorso marittimo). Nel giro di pochissimo (ma sono sembrate ore) arriviamo sul posto, vediamo il catamarano semiaffondato, solo uno scafo sta galleggiando con 3 persone in piedi sopra, mentre invece altri 6 sono sul tender, sganciato dalla barca e alla deriva in quanto il motore non parte nemmeno più. Sono momenti concitati ma riusciamo a prenderli a bordo tutti, mamma mia sono in visibile stato di shock, soprattutto una ragazza che non respira nemmeno tanto è convulsa, e una volta a bordo si rifugia aggrappandosi al collo di uno dei nostri che abbracciandola riesce a calmarla un poco. Offriamo loro zollette di zucchero, cioccolato, tè caldo, e pian piano tutto si calma, all’ora di pranzo dividiamo pane e companatico e li teniamo a bordo tutto il pomeriggio finchè non arriviamo a Marigot Bay dove li prende in carico l’ambasciata, il nostro compito è finito.

Mamma mia, queste sono emozioni davvero forti. Io sul momento ero molto calma e devo riconoscere che lo skipper è stato eccezionale a coordinare tutto e tutti con un sangue freddo incredibile, molto bravo. Ma dopo, cavoli, dopo ci pensi e ti metti nei panni di queste persone, che se la sono vista davvero brutta, e l’agitazione ti prende, eccome che ti prende! Pensi ai passeggeri e dici ok, hanno passato un brutto momento ma alla fine non è successo nulla di irrimediabile, poi pensi allo skipper, che era anche proprietario della barca, che era la sua casa, e ha perso tutto. E ti chiedi come facesse ad essere apparentemente così calmo in tutte le ore che ha passato a bordo da te. Calmo mica tanto, si vedeva che era pensieroso, ma tutto sommato nel suo stato di shock era contenuto. Ok, è vero che l’importante è che non ci siano stati feriti né tantomeno morti, ma poi pensi che lui d’un colpo ha perso casa e lavoro, tutto, è tutto cancellato per lui, abbiamo potuto recuperare solo il tender e i giubbotti di salvataggio che indossavano, non gran cosa.

I 9 naufraghi comunque io li ho visti abbastanza tranquilli ma penso che fosse più una questione di non aver ancora realizzato il rischio che hanno corso: la barca aveva derivato un bel po’ verso ovest scostandosi non poco dalla rotta abituale dove passano tutte le barche. E la cosa che mi ha veramente sconvolta è che quando ci stavamo dirigendo verso di loro, e li abbiamo individuati (la randa ancora issata aveva un’inclinazione davvero innaturale che nemmeno un monoscafo poteva essere così inclinato), c’erano altre 4 barche molto più vicine a loro di quanto lo fossimo noi…. e nessuno li ha cagati! Penso che avessero le radio spente, è l’unica spiegazione. E ciò mi fa pensare a quegli skipper (ce ne sono pochi, ma mi sono capitati) che tengono la radio spenta, dicono per risparmiare corrente. Mavaffanculo stronzo, il prossimo che tiene la radio spenta lo meno!!!!



Marin, Martinica, 20 gennaio 2012

Finito il charter, nemmeno il tempo di respirare che sono già a bordo di un’altra barca, vado a farmi una switchata alle Grenadine…. tanto per non dimenticarmi come sono fatte….

In marina non si parla d’altro che dell’affondamento. Tra di noi in barca anche, fino alla fine non si è praticamente più parlato d’altro, devo staccare un po’ e cambiare argomento. Non pubblico foto per rispetto dei naufraghi, che sicuramente non leggeranno mai questo blog ma mi sembra più delicato colsì. I nonnini sono partiti stamattina, il nostro charter è concluso benissimo e devo dire che anche se in certi momenti rischiavo un po’ che mi scappasse la pazienza perché bisognava veramente avere mille occhi per sorvegliare tutto sono stata molto bene, sia con loro che con lo skipper; ho riso tanto, ma proprio tanto. Simpatici e buffi che ci vorrebbe un post di duecento pagine solo per descrivere gli avvenimenti di bordo (certe volte io e lo J.D. ci nascondevamo veramente sotto al tavolo per il ridere…..), stamattina prima dell’ingresso in porto hanno voluto fare una cerimonia ufficiale per premiarci, è stata una cosa molto simpatica ritrovarci sulla rete e ricevere le rispettive medaglie, ovviamente puntate al petto con tanto di spilla da balia: per me come migliore cuoca dell’anno una foglia di verza, per lo skipper come eroe nazionale un pezzo della cima che avevamo preso nell’elica durante le operazioni di salvataggio (zero danni per fortuna). Fortissimi. Originali.



E’ tutto, penso di chiudere qui questo post anche perché ho da fare veramente un mucchio, stasera ne ho altri 12 da nutrire per una settimana. Lo skipper è Damien, mi dicevano uno biondo riccio occhi azzurri e io tremavo all’idea che potesse essere lo stesso Damien dell’anno scorso (pure lui biondo riccio occhi azzurri) perché per quanto fosse una persona gentile e disponibile ed il charter sia andato bene è rimasta epica la mia richiesta di controllare se per caso fosse rimasto sul pontile un cervello in quanto a bordo ne mancava uno: quello dello skipper (che invece sarebbe utile avere a bordo, e pure installato correttamente e funzionante non sarebbe male, ma non è sempre così). Questo Damien è simpatico, il primo impatto è ottimo e già oggi nel sistemare la barca ci sono scappate quelle due-tre stronzate da ridere che mi fanno ben sperare per il futuro.
Canale di St.Vincent, 06 gennaio 2011

Quando immaginavo questo post pensavo e speravo di poter scrivere cose del genere “Tanto lavoro ma anche tanto divertimento”. Invece no. Tanto lavoro quello sì, con 18 italiani a capodanno lo stress era prevedibile, ma sul divertimento pensavo più ad una cosa generica e che riguardasse anche l’interazione equipaggio-ospiti, e non solo al divertimento intra-equipaggio. E non pensavo che certi atteggiamenti irrispettosi che nemmeno il più snob ed altezzoso degli armatori si sognerebbe di avere nei confronti del proprio equipaggio si manifestassero durante questi charterini che in genere richiamano un tipo di gente che io definisco normale ed umana. Di 18 ne salvo cinque: educati ed intelligenti. Gli altri un branco di caproni deficienti e maleducati sullo stile pago-quindi-pretendo che non hanno capito la regola numero uno: se tratti bene la hostess mangerai bene, se invece la tratti male mangerai cibo appena commestibile, non è certo battendo i pugni sul tavolo che otterrai cura ed amore nella preparazione del cibo che ti verrà servito.



In 7 anni di questo lavoro finora ho sempre avuto riscontri positivi, nei questionari di soddisfazione ho sempre preso le crocette sulle voci da “buono” ad “eccellente” salvo UNA SOLA volta che ho preso un “sufficiente”; ora ho completato la collezione con una bella serie di “scarso” e “mediocre”. Me lo aspettavo ma non ero preparata a ciò che ho letto, cattiverie gratuite come se piovessero; oltre alle stronzate galattiche tipo che si aspettavano di mangiare molluschi e crostacei: qui i molluschi non esistono, e l’unico crostaceo è l’aragosta che ovviamente non è compresa nel budget di spesa che mi viene dato dall’alto. E per quanto riguarda la scarsità di frutta mi risulta che ogni pasto ne rimanesse, oltre a venire rigettata a merenda (in favore di spaghettate alle 5 del pomeriggio, che NON sono comprese nè materialmente nella pensione completa né contrattualmente per la preparazione, e poi dite che la hostess pecca di scarsa disponibilità… ma andatevene affanculo tutti insieme valà!).



Ho un mal di testa da record, e ho pure vomitato, ma non ho il mal di mare: penso sia dovuto al fatto che sono le 20.50 e ho iniziato a piangere stamattina subito dopo lo sbarco del branco e ancora non ho finito. E chi mi conosce sa che non è così facile farmi piangere. Cosa dovevo fare? Eppure i 20 (anzi 21) francesi + equipaggio che ho avuto a bordo su questa stessa barca in aprile mi avevano strariempita di complimenti… So che stavolta il cibo servito non era della migliore qualità e su questo punto mi rispondo ripetendo che è una legge della natura: io sono qui per cucinare; tu sei in vacanza; io faccio del mio meglio perché le tue vacanze trascorrano piacevolmente, tu però cerca di non inacidirti con me per delle minchiate delle quali peraltro io non ho colpa: se non ti è piaciuta l’escursione non puoi tornare in barca ed aggredire ME ed oltretutto offendermi a morte dicendo cose che non sai neanche tu, perché poi anche se porto il massimo rispetto per il cliente se tu punti il dito contro DI ME personalmente, è facile che mi girino anche le balle e dopo per conseguenza logica, visto che io sono lì principalmente per cucinare e sulla mia fronte non c’è scritto né “ufficio reclami” né “pungiball per turisti frustrati” e nemmeno “psicoterapia”, il mio ego offeso e risentito emanerà fluido negativo alle mani che lavorano e ciò che uscirà dalla mia cucina farà inevitabilmente schifo. Il che non agevola il tuo benessere. E se non capisci questa regola basilare sei un minchione frustrato e la prossima volta anziché scegliere una barca con cuoca portati un robot da cucina. Il Bimby per esempio, è perfetto, fa tutto buono e velocemente, non è sensibile né tantomeno umorale, non ha bisogno di dormire almeno 5 ore per notte e non si incazza se lo offendi, ti fa gli spaghetti anche alle 3 di notte se li vuoi. Ah, e non ti romperà mai le scatole, per esempio non si sognerebbe mai e poi mai di consigliarti di difenderti dal sole al tuo primo giorno ai tropici, mancandoti di rispetto come dici tu; dopo accurate analisi del perché e percome ci fosse cotanto astio nei mei confronti sembra che questa scena del primo giorno sia stata la miccia che ha innescato la bomba dell’antipatia, ho offeso uno dei leader e da lì è stato un crescendo di cattiveria nei miei confronti, dopo questo incidente ogni cosa che io dicessi o facessi ero: a-irrispettosa, b-antipatica, c-non professionale d-checazzoneso, ma di sicuro mai niente di positivo, ed il branco dei caproni era troppo stupido ed ignorante per ragionare e giudicare con la propria testa, era più divertente stare tutti coalizzati scaricando le proprie frustrazioni su qualcuno/qualcosa, inoltre la delusione di trovarsi in una vacanza “confort” anziché “superluxe” ha deluso le aspettative dei vacanzieri e diciamo che ho fatto un po’ da capro espiatorio. Salvo qualcuno che ha obiettivamente azzeccato il punto comprendendo che io personalmente ho fatto del mio meglio con i mezzi a mia disposizione, e che quindi la delusione per il menu che non comprendeva aragosta e champagne ad ogni pasto non è colpa mia personale ma delle false aspettative che erano state create.


Se esiste una top ten, come si chiama la classifica inversa? Flop list? Bene, questo è stato il flop numero 1. Oltre alla importante mole di impegno fisico ho lavorato in condizioni di stress mentale che non mi erano mai capitate prima… 18 cavallette affamate e pretenziose che quando scendevano dalla barca mi pareva una tregua dall’incubo che stavo vivendo, poi dopo troppo poco tempo vedevo il tender che si riavvicinava alla barca e sentivo l’ansia che mi montava dallo stomaco perché sapevo cosa stava per succedere: dalla mia esperienza ho imparato che quando tornano dalla spiaggia o alla fine di una navigazione regolarmente hanno fame, è normale, e mi faccio sempre trovare pronta per uno spuntino; in genere funziona. Peccato che noi Italiani per spuntino intendiamo un bue, ma non solo: se c’è frutta ne hai almeno due che vogliono formaggio e uno che vuole biscotti; se prepari biscotti ce ne sono tre che vogliono frutta e due che vogliono prosciutto, uno lo vuole di Parma e l’altro invece vuole un Pata Negra. Poco importa che sei ai caraibi, loro hanno pagato ed esigono. E se non ce li hai perché non rientrano nel budget sei tu un’incompetente.
E appena li hai sistemati tutti e stai pregustando la tua mezzora di pausa quotidiana (tra le 6 e le 23 almeno mezzora te la devi concedere se vuoi arrivare alla fine)…. regolarmente, e sempre proprio nell’istante preciso in cui stai riponendo la spugna dopo l’ultimo passaggio di pulizia del bancone, ecco proprio lì, in quel momento, ne arriva uno che ti chiede qualcosa, qualsiasi cosa, anche solo una cosa semplicissima come scaldargli un po’ di latte, ma tu senti veramente una vocina dentro di te che ti dice di prendere il bazooka e sparare nel mucchio, invece non lo fai perchè lo sapevi anche prima che sarebbe stato così, quindi poche lamentele e scaldi quel cazzo di latte, preferibilmente col sorriso. E appena hai finito e guardi l’orologio e ti dici “beh dai, ho comunque ancora un buon venti minuti di sosta prima di ricominciare” ne arriva un altro e ti chiede un’altra cosa, magari un uovo sodo. Oppure arrivano tutti insieme, come una mandria di pecore, e pur essendo in 18 ti chiedono 25 cose differenti, e tu ti chiedi come sia possibile perchè la matematica dice che 18 persone non possono chiedere 25 cose. Ma noi Italiani ce ne facciamo un baffo della matematica e a volte riusciamo a chiederne anche una quarantina, tutte diverse, tutte insieme, tutte assolutamente e rigorosamente urgentissime, e siamo anche capaci di spazientirci (per esempio battendo i pugni sul tavolo) se non vediamo i nostri desideri esaudirsi in un nanosecondo, in fondo che avremo mai chiesto di strano? Forse è per questo che certe mie colleghe non accettano più di lavorare con Italiani. E io fino a qualche anno fa non avrei capito il perché. Ora che ho preso l’abitudine ai Francesi… porca miseria se capisco!!!!

E così c’è stato un crollo verticale del mio grado di motivazione per un paio di giorni, anche tre; poi mi sono scrollata da sola e ho pensato “ma che cazzo me ne frega di cosa pensano questi qui di me, se gli piace prendermi per una minorata mentale ma che si accomodino e lo pensino, non ho né tempo né voglia di dimostrargli il contrario, non me ne frega proprio niente!” mi sono un po’ ripresa e anche se non è cambiato niente almeno il mio umore è tornato a livelli umani. Non ho trovato un eccellente feeling col grosso del gruppo, addirittura una persona mi stava pesantemente sulle palle (mai successo prima di provare tanta antipatia per un passeggero), ma c’erano anche alcuni elementi che mi piacevano molto e quindi più che altro per loro ho deciso di uscire dal guscio che mi ero creata al secondo giorno e ho ripreso un po’ il mio tono abituale; altre 4-5 volte ho rischiato crisi di nervi ma sono arrivata alla fine senza uccidere nessuno. Come ho fatto non lo so. E soprattutto non so come ho fatto a non ricominciare a fumare perchè la voglia (e in certi momenti la necessità) era davvero tanta; effettivamente ogni tanto ho anche avuto il dubbio che i passeggeri non fossero veri clienti ma piuttosto attori pagati dal mio dottore del centro antifumo per mettermi alla prova…. una specie di prova di forza per vedere se so resistere allo stress senza riprendere la sigaretta. E ho resistito, test superato. A dire il vero pensavo che se proprio dovevo fumare allora avrei dovuto passare direttamente alle canne, quelle di roba buona però! Poi però mi sono anche detta che non ha senso iniziare a farsi le canne a 40 anni e ho rimandato ad un’altra vita.

Per fortuna almeno mi sono divertita tantissimo con l’equipaggio: capt Serge si riconferma fenomenale, sono professionalmente innamorata di lui perchè oltre ad avere ottime capacità organizzative-gestionali-tecniche eccetera eccetera è simpaticissimo sempre con la battuta pronta che ti fa schiantar dal ridere. Ha un’intelligenza empatica superiore alla media e capisce di cosa ha bisogno la gente, se è il momento della battuta, del cinque o della pacca sulla spalla. E poi è gentilissimo, lavorare con lui è davvero un piacere. Max il marinaio, bello come il sole, silenzioso e discreto, efficiente e presente, sempre sorridente e disponibile, a posto col mondo, che ogni tanto si lasciava andare tramutandosi in simpatico personaggio da telefilm, e le risate che mi son fatta con lui durante i lavaggi piatti faranno parte del mio bagaglio di ricordi di questa crociera un po’ speciale. E poi “il patacchino”, Darietto: lo conosco già da un po’ e confermo quel che ho sempre pensato di lui: molto giovane ma in gamba. Tra di noi crew ci siamo divertiti davvero tanto. E poi gli altri della flottiglia, che ‘sto giro a parte gli skipper non ho praticamente nemmeno visto sebbene l’ultimo dell’anno abbiamo fatto aperitivone tutti insieme in barca da noi. Indimenticabile la mezzanotte: barca silenziosissima (tutti a terra), serie di pose cretine con l’autoscatto, brindisino di mezzanotte e poi iniziano i fuochi, siamo molto vicini a terra e un fuoco sparato altissimo ci punta contro, il vento lo fa arrivare proprio sopra di noi e scatta il corri–corri su tutta la coperta con secchi alla mano: ci casca a poppa o a prua? Tu stai a dritta che io sto a sinistra, corri corri, svelto che arriva, minchia ci becca in pieno, siamo nella merda…. invece no, per fortuna, è caduto in acqua a meno di 3 metri da noi, allarme rientrato.


BEST CREW

Il costante buonumore con l’equipaggio mi dava la forza di non sbroccare definitivamente e sono arrivata fino all’ultimo giorno. Ma davvero, se non fosse stato per il grande feelling tra di noi avrei dato in escandescenze e sarei sbarcata al terzo giorno. E quindi cara la mia maleducatissima signorina “voglio questo e quello”. e soprattutto carissima testa di minchia ipocrita e falsa come l’ottone signorina “karma contro” (che se ti incontro un’altra volta nella vita ti gonfio come una zampogna e te lo faccio passare io il trauma di pinocchio – meglio che non ti spieghi cosa ho intenzione di fare col naso di legno - vediamo se hai il coraggio di dirmi in faccia quel che hai scritto; e se mai leggerai queste righe fammi causa, non all’agenzia viaggi ma a me personalmente, Melchiorri Vaifra, non aspetto altro) e anche tu mister “ho capito solo io come gira il mondo” e signor (o signora?) “ho pagato, pretendo” … ma andatevene, sinceramente e di cuore, a dar via il q, che gente insulsa come voi spero di non incontrarne nemmeno più! Cordialmente, vostra antipatica, non professionale, deludente, incompetente hostess Vaifra.



Marin, 7 gennaio 2012

Durante il trasferimento da Union a Martinica nei miei turni di guardia ho avuto tanto tempo di riflettere e ora penso di sapere cosa provava Napoleone sulla strada del ritorno da Waterloo. Ci si pongono domande e si cerca di darsi risposte obiettive. So dove ho sbagliato, penso di aver capito gli errori commessi. Io ho fatto del mio meglio ma c’è un problema di fondo, aspettative deluse, la cosa non dipende da me ma viene dall’alto, io ho rispettato le direttive ricevute e i miracoli non li so fare (anche perché se no non stavo qui a spadellare ma mi chiamavo Gesù e nascevo 2.000 anni fa), però ho capito due-tre punti sui quali ho sbagliato: il primo errore è stato accettare questo charter. Dovevo saperlo che 18 Italiani convinti di avere il lusso al prezzo dello standard avrebbero rotto le scatole.


Comunque oggi va molto meglio. Sarà che ho seccato il serbatoio delle lacrime, sarà che ho parlato col big boss, piuttosto famoso per le sue sclerate paurose e col vizio di licenziare gente ad uso ridere, e anziché darmi una lavata di testa per i ritorni negativi si è preoccupato di come stesse la mia psiche, mi ha confortata e mi ha offerto altro lavoro (alla faccia di chi mi vuol male), o forse sarà che tutti quelli che ho incontrato non ci credono che ho preso il 100% dei giudizi negativi e inizio a dubitarne anche io (forse l’ho sognato). Oggi in ufficio mi sono sganasciata dalle risate: passato il momento serio della discussione del problema in termini professionali si è iniziato a fare ironia sull’accaduto: in 7 anni mai un ritorno negativo e nemmeno medio, e poi tutto d’un colpo bum! eccone 18 tutti insieme che dicono peste e corna di me. Ma la segretaria interviene dicendo che ha guardato bene e i giudizi non sono tutti e 18 negativi, c’è uno che ha messo la crocetta in una casellina più a destra. Rispondiamo all’unanimità che si dev’esser sbagliato, ha letto il questionario a rovescio… altre due stronzate sparate lì così e la mia tensione è stata stemperata. Gli amici mi sono stati stretti e l’autostima sta tornando. Ho ancora 2 giorni di tempo per riprendermi prima del prossimo charter, devo assolutamente scrollarmi di dosso la brutta esperienza per non scaricare la mia frustrazione sul prossimo gruppo, che di colpa non ne ha e anzi dalle mail che ci siamo scambiati finora l’impressione è di gente allegra ed intendo tornare ai miei livelli abituali.

Basta, non ne voglio nemmeno più parlare, ho praticamente scritto un romanzo, l’argomento è stato trattato da tutte le angolazioni e viene ufficialmente chiuso. Questo lavoro tutto sommato mi piace ancora, è stata solo un’esperienza orribile e non devo deprimermi né autoflagellarmi, devo guardare che ho ancora 4 mesi da stare qui e diversi charter programmati nei quali mi divertirò come una pazza e sarò di nuovo apprezzata ed amata dai miei ospiti, il che mi darà come sempre entusiasmo e voglia di fare più di quel che devo. Aragoste comprese. Tiè!!!!