Tortola, 21 febbraio 2008
Non è che abbia tantissimo da raccontare perché non sono successe grandi cose, ma almeno per una volta il luogo da cui scrivo non è Le Marin in Martinica. Ebbene si, sono stata catapultata alle isole vergini britanniche, inizialmente per fare una crociera singola, poi mi hanno chiesto di farne un’altra a seguire, e quindi sono restata qui.
Il primo charter è andato straordinariamente bene, eravamo due barche con un totale di 14 ospiti americani un po’ anzianotti ma simpaticissimi, praticamente dei bambinoni cresciuti che passavano le giornate a pescare e le serate a farsi scherzi e guerre con un intero arsenale di fucili ad acqua che trovavo continuamente in ogni angolo della barca, aprivi un gavone e ops un fucile; c’era la porta che non si apriva, fozavi e ops un altro fucile; andavi per pulire una doccia e ops eccoci 2 pistole….. Appena li abbiamo sbarcati la mia barca è ripartita senza di me, mi è dispiaciuto per metà: peccato per Irwin lo skipper perché si andava d’accordo e mi piaceva il suo modo di lavorare, ma ben venga il cambio del cuoco perché Eric, da me soprannominato “la signorina Rottermeyer”, sarà anche bravissimo ma ha un caratteraccio, esattamente come mi avevano detto, comunque è andato tutto bene! Seconda settimana sulla barca gemella della prima, sempre americani ma questi dei testa di c**** fatti e finiti, mi sono fatta un culo quadrato per accontentarli, e non erano mai spianati, i miei istinti omicidi sono stati messi a dura prova….. Non avrei mai immaginato nella mia vita di dover subire del razzismo ma invece è andata proprio così: questi ce l’avevano a morte coi messicani, e sarà per il mio aspetto, sarà per l’italiano che un po’ suona come lo spagnolo, sarà quel che sarà ma li sentivo commentare cose poco carine sul mio conto e soprattutto sul colore della mia pelle, e mi trattavano veramente male, non mi parlavano e avevano da ridire su tutto, perfino il colore dei tovagliolini per l’aperitivo!!! Con Caroline e Gaultier erano un po’ più tolleranti (un pochino-ino-ino), entrambi alti biondi e con la pelle chiarissima, ma in generale ci hanno fatti impazzire con richieste assurde che abbiamo cercato in ogni modo di accontentare: dalle sedie coi braccioli alle precise etichette di vino…..un inferno durato 7 giorni che abbiamo sopportato con pazienza e rassegnazione mangiando tanto nervoso e aggiornandoci di continuo sul countdown… fino al momento X dello sbarco, saluti e soliti sorrisini stampati, bye bye, poi sul pontile in 3 a saltellare come grilli facendo la doccia nel Moet & Chandon che loro avevano ovviamente snobbato, e tutti gli altri della base Moorings a guardarci incuriositi. Un bel momento.

Continuo a non amare le isole vergini, ogni volta che vengo qui ho dei problemi di incompatibilità con gli indigeni, trovo che la gente sia scorbutica, sclerotica e non abbia niente a che vedere col sorriso e il buonumore dei grenadiniani…. Tutti sono sempre cattivi e come diciamo dalle mie parti sgodevoli: dagli ufficiali dell’immigrazione ai tassisti, i ristoratori, quelli degli uffici dell’agenzia….. Non ci vengo molto volentieri qui, non trovo il feeling con gli indigeni, e il fatto che quando sono arrivata sono stata tenuta in ufficio all’immigration ben due ore e mezza, e x 2 giorni che io e Gaultier abbiamo fatto avanti e indietro per avere un cavolo di proroga del visto, mi sa tanto che sia come un segno…..tanta fatica per averlo sto visto e poi tanta fatica per prorogarlo….ci sarà un motivo???? anche i posti sono diversi: certo ci sono delle belle baie anche qui, isolette carine, sabbia bianca e acqua turchese, però sarà che ormai sono prevenuta non trovo nulla che mi entusiasmi. Mi è piaciuta Anegada: mi piaceva vederla “avvicinarsi” in barca, talmente piatta e con un bellissimo mare….ma oltre a questo nient’altro. Ah, ho un fidanzato tortolino (o tortolese?): il garzone del supermercato. Gran figaccione eh…. Non ho capito bene il nome, ma ha un sorriso disarmante definito “a scacchi”, è scuro scuro scuro, ma la cosa più bella in assoluto è senza dubbio lo sguardo: con quegli occhi che giocano a briscola quando ti guarda non puoi far finta di niente! Già l’altra volta un tampinamento senza esclusione di colpi nonostante avessi indicato lo skipper quale mio legittimo sposo, la seconda volta quando mi ha rivisto da sola ciao, mi è stato appresso tutto il tempo della spesa ripetendomi che mi aspettava alla cassa!! (ma magari che pagasse lui no????).
Altro da dire non ce l’ho proprio, mi manca tantissimo quella patacca della Milena e ripenso spesso a tutte le nostre avventure, brutte brutte brutte come diceva cucujanji, e anche alle tante risate fatte, belle belle belle, tante volte per stupidate assurde, come quella del nostro neurone (ebbene si, uno in due), io in questi giorni non ce l’ho, mi sa che se l’è tenuto lei! E ieri mi chiedevo come ha gestito l’incontro tra i due Paco: a dire il vero uno era Vito, il mio cane di peluche, che le ho regalato per alleviare la sofferenza per il distacco dal suo Paco lasciato a casa, solo che Vito è diventato Paco, e anche se lei diceva sempre che lui era solo un sostituto poi se l’è portato a casa e io vorrei proprio sapere com’è andata…..

Concludo dicendo che sono molto contenta e soddisfatta di me stessa: nell’ultimo anno ho imparato a smussare tantissimo certi spigoli del mio carattere, ho imparato a stare zitta e non rispondere sempre ad ogni ingiustizia o dispetto subito, tante volte un sorriso esteriore accompagnato dal sottotitolo mavaffanculostronzochenonseialtro rende molto di più che una risposta a tono! Solo un anno fa con gente come l’ultimo gruppo dopo due giorni avrei scatenato una rissa e qualcuno sarebbe finito in mare, invece sono riuscita a controllarmi e a portare a termine il mio lavoro (con TANTA fatica, ma l’ho fatto!). Brava Vaifra, 10 in condotta.

A momenti partiamo, destinazione St.Martin, previsto un blitz velocissimo a Marigot per un saluto alla Gabriella visto che l’altra sera eravamo ancorati a non più di 50 mt dal Tribù ma non siamo riuscite a comunicare, poi via in volo verso la Martinica, e al momento non ho programmi, tutto è possibile.

2 commenti:

seafarer ha detto...

Uè patacca? Come stai? Ogni tanto leggo il tuo blog e stavolta mi ha colpito una frase: "...ho imparato a stare zitta e non rispondere sempre ad ogni ingiustizia o dispetto subito..". MA DOVE? MA QUANDO MAI? :O))))
Vuoi che ti porti io qualcuno con cui non ce la fai? Indovini chi? Ma sì, proprio lui, l'uomo dalle braccia rubate all'agricoltura, quello che COLTIVA anche la passione per il mare. :O)))

Un abbraccio dal tuo amico SFizzero

Ciao
Marco

Anonimo ha detto...

Guarda, io frequento l'America Latina che tutto sommato non è tanto lontana da lì, e iDollari sottobanco oliano la burocrazia in modo incredibile... Provare per credere.
CIAO da STEF e MORENA

P.S: ci vediamo a Imola!

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