08 giugno 2006, da p.s.v., h 6.30 del mattino, tutti dormono, io sono sveglia già da un pezzo (sarà l’arterio).
Prima mi sono seduta sulla rete a guardarmi intorno, che differenza rispetto a pochi mesi fa… per tutto l’inverno qui la notte era pieno di barche ancorate, stavolta ci siamo solo noi e un catamarano di sfigati laggiù in fondo. Dico che sono sfigati perché li abbiamo già incontrati l’altro giorno, li abbiamo osservati a lungo….e quando uno è sfigato è sfigato, c’è poco da inventarsi. Comunque dicevo: esserci solo noi mi fa una strana sensazione, certo le barche sono calate notevolmente ovunque, su a Le Marin non c’è più nessuno e questo, oltre al calendario, già ti dice che la stagione volge al termine, però un conto è poche barche, un altro conto è zero barche come adesso, che aggiunto al conto a rovescio per il mio ritorno a casa mi dà la sensazione come di essere alle ultime pagine di un libro, e questo mi rende triste in una maniera infinita. Poco importa che dopo 15 gg sarò di nuovo qui, oggi ho la sensazione che sia tutto finito, prima ormai mi venivano le lacrime agli occhi a pensare di salutare il “mio” flying cloud: quante cose sono successe, quante persone si sono avvicendate a bordo, e noi sempre qui, negli stessi posti a fare le stesse cose ma sempre con la gioia e il divertimento come la prima volta. Mi capita spesso di associare i posti alle persone, ricordare i momenti più belli vissuti, rivedere le scene più divertenti…tipo quando arriviamo in un posto mi viene in mente “nella tal crociera abbiamo ancorato là, nella tal altra invece c’è stata la scena di tizio che ha detto, l’atra volta invece pioveva….” e comunque in un certo senso è sempre come se fosse la prima volta perché è vero che i posti sono sempre gli stessi ma portarci persone nuove mi carica di entusiasmo, sarà il vedere loro….
Dall’altro lato invece ho tutta l’emozione per il ritorno a casa dopo 7 mesi di assenza. A parte le prese in giro di Christian che dice che dal gran che sono inciccionita devo mettermi un cartello al collo x farmi riconoscere, e se mio babbo gli chiede i danni un tot al chilo è rovinato, dicevo: l’emozione è tanta, sono anche un po’ agitata e continuo ad immaginarmi le scene, soprattutto quando mi vede Toto. Gli altri sanno dove sono e sanno che sto per tornare, lui invece no, mi ha solo vista sparire ad un certo punto, e mò mi vede risbucare, mi sa che stavolta gli viene un coccolone, non vedo l’ora di rivederlo, chissà se gli viene lo scodinzolo da euforia o se si piscia addosso dall’emozione….boh, vi farò sapere! Poi ho iniziato a fare la lista delle cose che voglio mangiare: qui ai caraibi si mangia bene, su in martinica poi si trova quasi tutto, compresa una buona pizza da Ti-Tok con tanto di mozzarella VERA, però ci sono certe cose che mancano proprio, e sia io che Christian con l’immaginazione a volte ci facciamo delle cenette da urlo a base di tortellini e tigelle per me, invece lui che è mezzo montanaro preferisce pizzoccheri e polenta, il tutto comunque accompagnato da bufale fresche, porcini e speck, non senza qualche cotechino qua e là. Capita a volte di trovare cosuccie buone come il mascarpone o la mozzarella di bufala e cerchiamo di farne man bassa, ma sono eventi talmente rari che non bastano a toglierci le voglie. Ed è capitato anche di entrare al supermercato x caso, trovare le bufale fresche e accorgersi di avere in tasca solo pochi spiccioli e quindi ingegnarsi nascondendo le mozzarelle dietro un improvvisato muro di camembert ed emmenthal, che però non è servito all’uopo in quanto forse non siamo gli unici a fare la caccia alla mozzarella…. Si mormora anche di un certo Antonio che tiene d’occhio gli scarichi dei camion, una volta sola siamo riusciti a giocare d’anticipo e ce le siamo comprate tutte noi prima del suo arrivo, tiè!
Quindi anche dal lato enogastronomico sono veramente molto felice di fare un salto a casa, l’unica cosa che mi preoccupa è il dormire: qui mi faccio delle mega ronfate perché mi piace da morire il dondolio continuo della barca, infatti in navigazione non faccio molta compagnia: o cucino o se non ho nulla da fare mi addormento, è più forte di me! E anche da fermi ho i miei posti preferiti, dove si balla di più, tipo Tobago Cays, che figata: tu sei fermo e c’è talmente tanta corrente che sembra di navigare….mi faccio certe dormite!!!! A casa come farò? Mi sa che l’unica è mettere un’amaca in giardino da Damiano e sperare che tiri abbastanza vento da scossarmi tutta notte….

Mustique, 09 giugno

Ieri ho dovuto abbandonare causa risveglio dell’equipaggio, stavo scrivendo qualcosa a proposito del mio ritorno a casa, la mia vacanza, anzi “vacanza”, visto che ho talmente tante di quelle cose da fare che sarò iperstressata e non vedrò l’ora di tornare qui a lavorare!!! Ho una lista infinita, mi sembra la lista dei lavori da fare in barca appena arrivati a novembre, cancellavi una riga e ne dovevi aggiungere 3….vabbè alla fine con pazienza e dedizione si farà tutto.
Invece per quanto riguarda il mio apprendistato marinaro sono ad un buon livello, diciamo che di tutto l’alfabeto siamo alla lettera C. Non ho ancora fatto pace col tender, che continua ad odiarmi e anche l’altra mattina a Bequia che sono scesa da sola non ne ha voluto sapere di ripartire dal pontile, per fortuna un gentile signore tedesco mi ha riportata in barca (che era lontanissima, di fronte alla spiaggia!) e poi ha riaccompagnato giù Christian: ci avrei scommesso, e infatti quel bastardo con lui è andato in moto al primo colpo, però non si fa così eh…. Le altre cose invece dai, vado abbastanza benino: i nodi non c’è male, la gassa ormai è mia amica, la so fare anche con la sicura (evvai, qui si lavora di finezze!!!) il parlato invece mi frega: lo so fare solo in orizzontale, già se mi trovo a doverlo fare in verticale mi si scombina il meccanismo e l’omino del cervello si pianta. Ho iniziato anche a tirare su e giù la randa, ovviamente non da sola, mi porto dietro qualche cliente ben piazzato, non sono ancora tanto sicura e prima di ogni mossa chiedo conferma a Christian, però almeno ho capito cosa sono tutte quelle manovre che prima gli vedevo solo fare senza capire nulla. E poi la cosa più bella è che adesso non ho più paura, all’inzio ogni volta che ci avvicinavamo ad una banchina o dovevamo prendere una boa io ero un pochino nervosa (a dirla tutta mi cagavo letteralmente sotto) anche se c’erano altre persone ad aiutarci e anche se non c’era vento, ora invece siamo sempre da soli e anche se c’è vento non mi agito più; ogni tanto mi prendo ancora i miei cazziatoni con tanto di urli nelle orecchie ma almeno il nervosismo è solo un ricordo.
Credo di aver detto tutto, ormai partiamo anche da qui diretti a St Vincent, domani sbarchiamo gli sposini in luna di miele poi partiamo alla volta di Marin, il tempo di fare la valigia, pubblicare questo nuovo articolo sul blog….e sono a casa!

ecco Dalo! (come si vede dalla mia faccia sono molto felice quando lo vedo)

Mayreau. Palma. E questo è Davide


un classico dopocena..... la bottiglia dell'acqua è lì per sbaglio


i cavalloni a mustique!

x fare una foto.....ormai ci anneghiamo!

17 maggio 2006

Era un po’ che non scrivevo, oltre due mesi, ma tanto non avevo granchè da raccontare, cosa scrivevo a fare? Grosse cose non ne sono successe: sono stata metà marzo ferma alla boa a Le Marin, una noia mortale, in quel periodo ho veramente capito perché le massaie frustrate sono così desiderose di chiacchiere….miiiii la solitudine è veramente una brutta bestia! Oltretutto in porto di tutta la combriccola dell’inverno non c’era nessuno, sono tutti partiti o in procinto di partire, eravamo solo io e Mario, più altri due che sono di una simpatia tale da indurci a far finta di non sentire i loro inviti a cena, capito gli elementi no? Una buona dose di valium in confronto a loro è un eccitante, meno male che son partiti e se mi va bene fino all’anno prossimo non li vedo più.
Sono ingrassata. Non un pochino. Una tonnellata e mezza. I miei nuovi soprannomi sono “Pagnottella”, “Barbapapà",“Tricheco” “Paciarotta”, invece io mi ostino a dire che adesso sì che sono perfetta (sempre riferito al discorso della circonferenz, sempre più perfettamente sferica). Poi un bel giorno abbiamo avuto la splendida idea di fiondarci in farmacia su quelle bilance che ti dicono altezza, peso, volume, rapporto grasso-magro e se vuoi ti fanno anche l’oroscopo… conclusione: in quanto a peso non ho acquisito nulla, ma in compenso ho perso 2 cm di altezza, quindi non è vero che sono ingrassata, mi sono solo accorciata! E cmq la mia percentuale di massa grassa è nettamente superiore a quella di Christian, il che mi ha subito fatto guadagnare l’appellativo di M.G. (massa grassa), e nella crociera seguente, dove c’erano clienti simpaticissimi quasi a livello del mio comandante, non ero presa in giro…..di più! Solo l’ultimo giorno (forse) hanno scoperto qual è il mio nome vero, durante tutta la crociera ero “la grassa”. E poi, sempre per continuare lo sfottio nei confronti della mia persona, sono diventata anche un’unità di misura: appurato che il Flying Cloud è un catamarano di 11 vaifre (si si, ci siamo proprio messi sul ponte a girarmi e rigirarmi da prua a poppa x fare la misura!), tutte le altre barche vengono misurate in proporzione: ci sono quelle che misurano 8 vaifre e un ginocchio, oppure 7 vaifre e la spalla…! Fatto sta che i vestiti che prima mi stavano belli larghi ora manco si allacciano, e non posso neanche dire che si sono ristretti loro, visto che il bucato lo faccio a mano…. E poi cmq secondo me non sono grassa, sono solo gonfia, mi sento un pallone e infatti galleggio meglio rispetto ai primi tempi, e avendo smesso di fumare (che sia la volta buona? mah, io incrocio i diti….) mangio mangio e mangio, sto diventando una ruminante tanto tempo passo a masticare! Però….questa storia del fumo…..avrò fatto bene? Non ne sono convinta: oltre ad essere lievitata, succede anche che le zanzare mi stanno massacrando, prima non era così, merito del sangue amaro di nicotina forse…. e allora chi mi dice cosa è meglio tra essere magra ma puzzolente di fumo oppure profumata ma cicciona?

Altre cose da raccontare… parliamo dei miei spasimanti e dei loro modi bizzarri di esprimere l’interesse nei confronti di una ragazza: a parte il vecchio Dalo che non si fa una ragione del mio rifiuto a sposarlo e insiste nel considerarmi una sua proprietà, e mi dimostra la serietà della sua proposta regalandomi aragoste o facendomi trovare pane fresco sul tavolo del pozzetto la mattina (ma una volta non usava regalare fiori e cioccolatini????),!), sto collezionando una serie di pretendenti che se li vede Freud ci scrive un bel libro subito, a partire dal tipo stranissimo di Le Marin che ci abbiamo messo un mese solo a capire se era maschio o femmina, continuando dal sordomuto, per finire ai vari rasta che incrociamo in giro, più sono strani e più mi attaccano bottone, peggio che a casa, ma cos’ho la calamita davvero io?? Poi parliamo dei regali atipici che ricevo (e non sono mai stata la tipa abituata a ricevere regali): due cetrioli, una camicia da parte di un americano fuori di testa (ma va? uno strano che ci prova con me?) incrociato a Mayreau che dopo 5 minuti di chiacchiere mi ha chiesto senza tanti giri di parole se avevo mai pensato di sposare un americano e trasferirmi a New Orleans (beh certo, ci penso tutti i giorni io e una maglietta da parte di Gary. Gary è un tipo della base Sunsail di Saint Vincent che ha sempre un po’ fatto lo spiritoso con me, finchè un giorno Christian gli ha detto di darci su che tanto ero già promessa ad un certo Dalo di Union, e Gary altri non è che…il cugino di Dalo! Manoncipossocredere, se il mondo è piccolo, le grenadine lo sono ancora di più!! Comunque Gary si diverte a prendere in giro Dalo, per esempio sabato che abbiamo sbarcato gli ultimi clienti a St. Vincent, la sera siamo andati con lui al full moon party (bello! Praticamente come le feste del river in via delle mura…), e loro due hanno ben pensato di chiamare Dalo per dirgli che andavo ad una festa: conclusione, Dalo non era per niente d’accordo sulla mia uscita serale e mi ha detto che visto che non ci sto con lui, se oso dar corda ad un altro ragazzo a me mi fa fuori, e il ragazzo in questione verrà castrato, questo è quanto riferito, e donna avvisata mezza salvata… e poi mi fa ridere perché non riesce a dire il mio nome, mi chiama Faifai e se lo sgrido ride…che cacchio c’ha poi da ridere!!!

Poi che vi racconto? Ah si, la settimana scorsa: eravamo a Tobago cays, pronti per andare a fare snorkeling e uno dei ragazzi fa “oh, ma non ci sono squali vero? Io non ho paura di nulla al mondo se non degli squali” e noi “mannnnoooooo, non se ne è mai visto uno qui!”, andiamo sul reef e mentre i clienti erano un po’ lontani io ne approfittavo x imparare a fare un po’ di apnea, coadiuvata dal comandante che mi deve insegnare proprio tutto come ai cinni. Ad un certo punto ero con la testa sott’acqua, Christian invece era fuori e starnazzava, ho visto sotto di noi uno squaletto, mi sono impanicata di brutto e tutta affannata non riuscivo a dirlo a lui, che continuava imperterrito a starmi davanti senza cagare minimamente i miei tentativi di richiamare la sua attenzione, una scena alla Fantozzi per intenderci, finchè sono riuscita a dirglielo, e lui “ah, ma quello non fa niente, è vegetariano!” Ora, vorrei sapere: esistono davvero gli squali vegetariani? E poi cmq anche questa la metto nel quaderno delle ultime parole famose di Christian, che quando lui nomina un evento assolutamente improbabile a verificarsi è la volta buona che succede subito! Spero solo non gli venga mai in mente di parlare di uragani….
Per continuare col discorso naturalistico potrei raccontare di quella volta che nel canale tra st.lucia e la martinica, con zero vento e mare piatto che più piatto non si può ci siamo incrociati con un branco di delfini, così tanti insieme non li avevamo mai visti, saranno stati oltre 100, abbiamo spento i motori e ce ne stavamo lì a galleggiare in mezzo a loro, c’era talmente silenzio che li sentivamo respirare e fare i loro versi….bellissimo, roba da tuffarcisi in mezzo!

Penso di aver raccontato tutto, qui va tutto bene, sono sempre felice della scelta fatta e sono sempre più convinta di aver trovato la mia strada, la stagione grossa ormai è finita e si inizia a vociferare di un probabile rientro in Italia, previsto per metà giugno. Da un lato ne ho una voglia pazzesca, dall’altro però….non so….tornare a casa significa anche tornare alla civiltà, non so se sono pronta, nel senso: solo a pensare di mettermi un paio di scarpe mi sento già soffocare, non parliamo poi di tutto il resto…. Comunque sarà una vacanza e non un rientro definitivo, per cui porterò pazienza e proverò a reinserirmi nella civiltà, mi sforzerò di vestirmi, di pettinarmi, di fare la doccia a ritmi più regolari e cercherò di non arrampicarmi sugli alberi….
06 marzo 2006, Le Marin

Eccomi qui di nuovo a Le Marin, nonostante l’assenza di un mese nulla è cambiato, le boe sono sempre quelle e al mango bay si mangia decisamente da schifo come sempre del resto….nulla di nuovo quindi…
Christian è tornato a casa x un po’ di vacanze, quindi sono sola e abbandonata alla boa con Flying Cloud, ora il comandante sono io (evvai!!! Festa tutte le sere!!!!). Mi ha lasciato alcuni compiti da fare (a dire il vero più che a me li ha dati a Mario, ma mi piace pensare che in fondo n fondo sono per me…), però ho deciso di fare con molto relax e quando dico molto è proprio moooooolto... Tanto per iniziare se di solito appena arriviamo la prima cosa ceh faccio è occuparmi della lavanderia e della pulizia della barca, per il momento su 2 giorni ho solo iniziato le pulizie. Iniziato nel senso che ho portato giù stracci e detersivi e li ho appoggiati vicino alla prima cabina. Intanto è un inizio, poi magari domani li sposto di là dalla porta…intendiamoci, sempre se mi va… Poi oh, non è che non faccio niente, stamattina per esempio ho messo via gli sgabelli, per oggi basta! Poi tutto il giorno sono stata a spasso x centri commerciali.


Comunque, essendo alla boa, ero contenta perché così ero praticamente costretta ad imparare ad usare il tender, un po’ impanicata, ma contenta. Invece sto stronzo, riparato la settimana scorsa a St. Vincent, appena se ne è andato Christian non ne ha più voluto sapere di ripartire e mi sono dovuta far trainare da Mario, quindi finchè non capiamo cos’ha sono dipendente da lui oppure mi tocca di fare il barca-stop: divertente eh, ma dù palle non essere autonoma…. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale col tender, un reciproco sentimento di odio-amore ma comincio proprio a pensare che forse gli sono antipatica, dev’esser per forza così; lui sente che non sono pratica e si rifiuta di partire… ieri scherzando con Claudio e Ira su messenger siamo giunti a questa conclusione…è un po’ come i cavalli, che sentono se il fantino ha paura e non obbediscono, figuriamoci il povero tender che ne ha 25 di cavalli, e se tutti sentono la mia paura per forza poi non parte, no? E comunque da questa cosa se ne deduce un’altra: Christian è un gufo maledetto, nelle ultime settimane l’ha dimostrato ampiamente:
- chiedendogli se capita spesso di dover smontare il cesso mi ha risposto “no no”, tempo 2 giorni e abbiamo dovuto farlo.
- ha commentato che per fortuna il tender non ci aveva ancora dato problemi e il giorno dopo si è fermato e abbiamo dovuto lasciarlo a St.Vincent per una settimana, facendoci tutta una crociera a remi ogni volta che dovevamo scendere.
- non ha fatto in tempo a spiegarmi i vantaggi di avere il generatore che naturalmente quest’ultimo ha iniziato a far capricci.
- l’altro giorno mentre cambiava il sacchetto della spazzatura si è chiesto a voce alta dove avremmo trovato il pezzetto di ferro che tiene il sacco quando si sarebbe rotto. Secondo voi cos’è successo? Ovviamente si è spezzato subito.
Così negli ultimi giorni ogni volta che parlava facevo corna su corna…quel ragazzo deve imparare a stare zitto!
Per quanto riguarda me invece sto benone, a Mayreau mi sono fatta le treccine e ora mi dicono tutti che da lontano tra il colore e le trecce sembro una scuuura, domani le disfo che è meglio. Altre novità non ne ho, se non che da un paio di settimane ho un mal di schiena allucinante e mi sento un rottame, giro tutta strancalata e mi chiedo di questo passo come sarò ridotta a 70 anni, non oso pensarci…. Conto su questo periodo di riposo per rimettermi in sesto.

Qui a Le Marin, essendoci sempre una vita notturna da paura, la sera me ne sto in barca tranquilla a fare gli affari miei (e comunque…’ndo ca*** vado senza tender??), tutta la gente che frequentavamo le altre volte non c’è, c’è solo Mario (una certezza), però sono arrivati Arnaldo e Alessandra conosciuti a Trinidad, e ieri ho intravisto Milo e Barbara, domani vengono a salutarmi. Carlo è in Italia, Marco e Daniela non so dove siano, la Roberta è stata avvistata su a St.Marteen, Vincenzo è in Guadalupa (forse torna a maggio, speriamo perché ho proprio voglia di vederlo), insomma sono partiti tutti, meno male che domattina arriva Davide, in quest’ultimo giro ci siamo incrociati varie volte ma sempre di sfuggita, itinerari sfasati, capita!

Ah già, non ho raccontato nulla dell’ultima crociera: sono stata assolutamente conquistata da Maira, una schizzatissima dottoressa di Milano intrippata con tutti i suoi the, tisane e macedonie, un personaggio indescrivibile ma di una simpatia unica, con tutte le sue fisse… e la ginnastica, e le maschere facciali, e questo e quello, insomma ne aveva sempre una da fare! Troppo forte davvero, e il marito Fabio una bellissima persona, sono rimasta davvero affascinata da questa coppia, mi hanno trasmesso serenità. Il bello di questo lavoro è anche che alla fine conosci tanta gente, e avendola a bordo per così tanto tempo li vedi e li osservi bene, vedi persone di ogni genere, e quando ti capitano personaggi del genere poi ti rimangono dentro anche quando scendono. Mi piace.

Non ho altro da aggiungere, sono le 22, per me è tardissimo, faccio l’impacco alla schiena col sale caldo (preziosissimo ed utilissimo consiglio di Monica, grazie!) poi vado a letto.
Ciaoooooo
21 febbraio, Union

Gli ospiti dell’ultima crociera sono sbarcati già da qualche giorno, ma a causa di una totale e completa mancanza di energie non avevo ancora aggiornato il blog…anche solo pensare di scrivere mi metteva ansia….mettermi lì e dover muovere le dita su e giù per la tastiera era un compito troppo gravoso in quel momento per me. Diciamo pure che a sto giro ho esaurito totalmente le batterie. E comunque non è che sia successo nulla di così esaltante e clamoroso degno di esser raccontato: io sono diventata bravissima nella navigazione e quindi il diario di una sfigata in barca non va più avanti (…e se credete a questa, vi racconto anche che ho imparato a cantare…). Beh, va bene dai, una cosa da raccontare in fondo in fondo però c’è, un momento avventuroso l’abbiamo avuto, solo che è capitato tutto talmente in fretta che non so proprio come raccontarlo…ci provo. Allora, c’era una volta un catamarano che navigava tranquillo e beato. Il capitano timonava bel bello, mentre tutto il resto dell’equipaggio se ne stava lì spaparanzato a dormicchiare in pozzetto.
Il tempo era buono, il sole brillava ed il cielo era azzurro.
Insomma, tutto procedeva per il meglio.
Ad un certo punto il comandante avvisò tranquillamente il mozzo e uno degli ospiti di prepararsi a chiudere il gennaker, ma con tutta calma.
Giusto il tempo che i due si appropinquassero alla manovra e succede che, nel giro di 30 secondi (macchè, forse sono stati solo 20):
-è arrivata una botta di vento degna delle migliori soffiate di Eolo, il chè causa notevole difficoltà e sforzo fisico nella chiusura della suddetta vela, impegnando 2 persone ma, ce ne fossero 3 sarebbe decisamente meglio
-ha iniziato a piovere. Macchè piovere, diluviare. Più o meno un acquazzone tropicale oserei dire.
-si sono attorcigliate le 2 scotte del gennaker a prua. Attorcigliate è una parola leggera, si erano aggrovigliate peggio di un piatto di spaghetti
-si è staccata una tasca laterale, lanciando shampoo, bagnoschiuma e ciappetti vari ovunque
-sono partiti in acqua un costume e 3 strofinacci della cucina
-mai e poi mai avevamo pescato qualcosa in questi giorni, beh, in quel preciso istante ha abboccato niente popò di meno che……….un tonno!!!!
…e meno male che eravamo rilassati e tranquilli!!!! Ma sono convinta che potremmo anche fare di meglio….

Per tornare alla cronaca di questa crociera, sabato abbiamo sbarcato a Canuan parte dell’equipaggio, tenendo in ostaggio una coppia che inizialmente doveva tornare in Martinica con noi ma, dal momento che avevano cambiato programma, si sono ritrovati a stare a bordo un po’ di più causa mancanza di aerei. Domenica abbiamo raggiunto Davide a Tobago e poi siamo venuti a Union a cercare un volo x i 2 ostaggi e fare qualche lavoretto sulla barca, cosucce banali tipo pulizia, lavanderia e ordinaria manutenzione. Dovevamo reinbarcare tra venerdi e sabato, quindi avevamo deciso di prenderci qualche giorno di meritato riposo. Il nostro riposo non so perché, ma si è trasformato in cacca, e non esagero: stamattina siamo stati un paio d’ore buone a smontare un’elica che proprio ieri improvvisamente ci ha abbandonati, così, senza nemmeno un po’ di preavviso…Giudicatala irreparabile da esperti tecnici e dovendone aspettare una nuova dall’Italia, quale modo migliore di rilassarsi se non…smontare il cesso che faceva uno strano rumore? Così, dopo aver passato la mattinata immersi nell’acqua putrida del porto, abbiamo chiuso in bellezza la giornata!! Però lasciatemi fare una considerazione: ho notato che, dopo aver smontato il cesso, se l’acqua qui intorno al mattino mi faceva tanto schifo dopo, non so perché, ma appariva limpida…questa è la dimostrazione che tutto è relativo, perfino l’acqua del porto, e per ogni cosa tutto dipende dal punto di vista… e comunque da ogni esperienza si trae insegnamento: spiegare subito ai prossimi che le salviette non si gettano nel water!!! E poi comunque, pensandoci a posteriori, è stato anche divertente, eravamo immerdati fino al collo e nel momento in cui portavamo fuori il water con tutto il suo pavimento intorno, ci era preso un attacco di risarola al pensiero solito dei commenti di chi è a casa “ah, beati voi che siete ai caraibi, tutto il giorno a far niente, sole e mare…” ma venite qui voi a sturare i cessi, va là!!!!

Cos’altro potrei raccontare? Ah, si, Dalo, mio marito. Purino, è così carino, solo che ieri l’ho fatto arrabbiare: già l’altro giorno a Tobago ha detto di avere un regalo per me e mi voleva portare a Petit Tabac, ma io non ci sono andata. Ieri siamo stati a pranzo insieme in un posticino qui a Union e mi ha presentata ad una signora che parlava parlava parlava…io ho capito forse la metà di quel che mi diceva, faceva una gran pubblicità per lui, che è un bravo ragazzo, serio, ben intenzionato, e poi cmq è il primogenito di Lambi, il boss locale, un omone grande e grosso, (avete presente Mr.T.?), che è padrone di mezza isola e ha quei 22 figli, tutte le volte che mi vede mi saluta dicendomi “hi sweety” e se fa tanto di abbracciarmi dopo devo fare l’inventario delle ossa perché ho sempre paura che me ne spezzi qualcuna. Dicevo: a pranzo in questo posto, facendomi largo tra le mosche, ho comunque mangiato un pollo eccezionale, veramente buonissimo, solo che non riuscivo a finire tutto il resto e la tipa se l’è un po’ presa perché credeva non apprezzassi la sua cucina… dopo pranzo però ho dovuto parlare seriamente con mio marito, roba di famiglia: gli ho detto senza mezzi termini che lo ringrazio per la sua offerta di matrimonio e per la sua generosità nell’offrirmi mezza isola, ma purtroppo per quanto sia simpatico e una brava persona non intendo sposarlo. Oh, se l’è presa eh!? Fatto tipo, io pensavo scherzasse….
In ogni caso oggi abbiamo fatto la pace, siamo di nuovo amici e domattina vado con lui a fare il giro del pane: Mayreau, Tobago, psv e poi facciamo un salto a Petit Martinique a comprare la birra perché là costa meno. Va mo là, mi metto in affari col pane io! Se imparo a fare la piadina sono a posto!

Adesso abbandono tutto, sono le 9 di sera, sono stanchissima e sento Morfeo che chiama…..
08 febbraio 2006, Le Marin

Eccoci di nuovo qui. Siamo arrivati domenica sera in porto dopo aver sbarcato a Canuan (bleach, non ci ero ancora stata in quell’isola e a sto giro ho proprio capito perché la saltiamo sempre….), stavolta il rientro è stato meno traumatico della volta scorsa, da un lato mi vien da dire “meno male…”, dall’altro invece ci starebbe un bel “peccato!”…..eh già, perché io la volta scorsa con il mare a forza mille mi ero divertita, tutte quelle onde, e sù e giù, su e giù…cazza di quà, lasca di là! Invece con la navigazione tranquilla mi viene troppo da dormire, non succede niente, tutto calmo e non mi diverto un gran che.
Per questa crociera avevamo 3 ospiti, una coppia e una ragazza single, e anche stavolta ci siamo divertiti, 3 persone divertenti e simpatiche; mi è piaciuta soprattutto Lara, la ragazza single, una bella tipa, tranquilla e sempre a posto con tutti, una compagnia piacevole.
Il 4°giorno a Mayerau ci ha raggiunti anche Davide e dopo siamo stati insieme praticamente tutto il tempo: Union, Morpion, PSV, Tobago. A Tobago abbiamo incrociato anche Carlo e per quella sera siamo riusciti ad organizzare una bella grigliata in spiaggia tutti insieme: una cosa molto spartana, dal momento che Jean Claude (lo scuur a cui ci siamo rivolti) ci ha un po’ “ladrato” e non ci ha dato nemmeno le posate, ma è stato divertente mangiare l’aragosta al buio solo con le mani, un’esperienza “alternativa”, anche se c’era qualcuno che aveva qualcosa in contrario. Ma d’altra parte un barbecue su una spiaggia caraibica è anche questo, signori e signore per l’argenteria prego rivolgersi ai ristoranti 4 stelle…o no? Altre cose eclatanti degne di essere raccontate non ce ne sono, qui ho notato che ogni crociera ha il suo carattere, dopo quella superdivertente e distruttiva di capodanno c’è stata la super-rilassante ed ora questa che è stata una via di mezzo, risate ce ne sono state parecchie, ma anche tanti momenti di chiacchiere tranquille, giornate rilassanti in spiaggia, navigazioni interessanti. Forse l’unica cosa che posso raccontarvi è che ho raccolto il mio primo cocco da una palma. In piedi sulle spalle di Davide e con un equilibrio molto precario ho svitato svitato svitato…(lui imprecava perché A: avevo i piedi pieni di sabbia e lo graffiavo; B: alla fine mangia e rimangia il mio bel mezzo quintalozzo l’ho superato abbondantemente…meno male che Davide ha spalle forti, ma imprecava lo stesso…)…e alla fine il cocco è sceso, evviva!!!!!...guardo…marcio. Bè, ovviamente!!! E cosa potevo aspettarmi io, di trovarlo pure buono???? Una cosa alla volta, eh… Ah, ecco, altra cosa da raccontare è l’ultima sera a Canuan: 2 clienti li abbiamo sbarcati venerdì e siamo rimasti solo noi 2 e Lara che scendeva sabato, così abbiamo deciso di fare un giro “in centro” perché sentivamo musica. Chiedi chiedi dov’è il centro, tutti dicevano di andare avanti, finchè abbiamo trovato la fonte della musica: alla fine di una stradina buia, passato un capannone, dietro i trattori e oltre la pozzangherona (ci sarebbe voluto il tender x attraversarla….) c’era una festa in spiaggia: forse una cosa privata, fatto sta che c’eravamo solo noi 3 in mezzo a tutte donne, tutte scure scure, tutte molto paciarotte (e dico paciarotte per non sbilanciarmi, in realtà la più esile sarà stata…bè, diciamo più o meno circa una tonnellatina…); siamo rimasti quei 20 minuti, nessuno ci ha cagati se non l’unico uomo che si è avvicinato nientepopòdimeno che a Christian (ih ih ih) e poi senza di nuovo essere cagati pari ce ne siamo ritornati via così come eravamo arrivati….
Per il resto le serate si svolgevano tranquille, mangiando e bevendo (strano! Da noi queste cose non capitano mai….), facendo giochini da oratorio e soprattutto cantando a squarciagola, per la gioia dei vicini di barca. E’ inutile, io a cantare mi impegno tanto e mi piace anche, non capisco cosa siano tutte quelle smorfie sui volti dei miei compagni…e il bello è che ridono e poi mi chiedono pure il bis! A proposito di cantare, abbiamo constatato che Flying Cloud gradisce Cocciante. All’arrivo a Bequia mentre eravamo impegnati ad urlare come pazzi i vari Montagne Verdi e Maledetta Primavera, già dalle prime note di Margherita abbiamo iniziato ad aumentare sempre più la velocità fino ad arrivare a 15 nodi… eh si, è proprio vero…Margherita ama e lo fa una notte intera…
Per quanto riguarda invece la mia conoscenza di barche e mica barche, mi sta sorgendo spontaneo un dubbio: io di tutte queste cose qua non sapevo proprio niente, sto iniziando adesso a vedere e capire qualcosa (ma secondo me sono ancora molto indietro), comunque sto iniziando su questo catamarano e mi sembra tutto normale,a volte mi sembra anche di andare piano, tipo quando timono io e si va a max 10 nodi, invece mi par di capire che questo outremer vada davvero forte…va a finire che in questa mia avventura sto partendo dall’alto e quando mi ritroverò su una barca che troppa grazia se fa i 7 mi farà schifo… poi notizia notiziona superimportante: lo dico sottovoce per scaramanzia, anzi lo scrivo piccolo, ma secondo me …ho imparato a fare la gassa… ebbene si, mi incasino ancora un po’ ma molto meno, ci sono anche volte in cui l’azzecco al primo colpo, non so se è culo o cosa, comunque sono molto orgogliosa di me stessa!
Poi che dire? Ah, adesso visto che ho un po’ di tempo x scrivere vi racconto di alcuni di questi personaggi che ho conosciuto e di cui non ho mai accennato: per esempio Marco, il cameriere del Mango Bay a Le Marin. E’ un napoletano e vi ho già detto tutto, mi fa morire dal ridere: a parte le sue scene disperate quando dice che sente nostalgia della fidanzata (perché magari non la vede dal giorno prima, è troppo carino, mi fa tenerezza!), mi fanno morire le sue espressioni quando ordini qualcosa. Per esempio: “mi porti la tal cosa?” e lui “no” “scusa???” “fa schifo, prendi qualcos’altro”. In effetti al mango non è che si mangi bene, anzi… e quando c’è marco è una sicurezza, per esempio se sei indeciso se prendere o meno le patatine fritte chiedi a lui, lui in base al colore dell’olio ti dice si o no (lo cambiano come nelle automobili, ogni 20.000 km). Insomma, al mango bay ci si va solo per la connessione wi-fi e per farsi 2 risate, di più non si può!
Poi c’è Dalo, uno di quei ragazzi che quando sei giù alle grenadine passa con la barchetta x venderti pane fresco aragosta pesci e quant’altro tu necessiti. Vi ricordate quel telefilm, Arnold? Ecco, è lui, cresciuto ma è lui (…a proposito:qualcuno di voi sa che fine ha fatto il vero arnold???magari è lui davvero!!), ha una ghigna che è un programma, sempre a ridere! Per la cronaca Dalo è mio marito. Babbo sei svenuto? A dire il vero le nozze si devono ancora svolgere, per il momento è stato deciso che si terranno a Morpion in data da stabilirsi (prima deve convincermi ad accettare e vediamo che argomenti avrà x convincermi), e il pranzo sarà nel ristorante di suo padre, Lambi’s a Union. A parte gli scherzi, non c’è nessun fidanzamento, è solo un modo di definire Dalo in quanto sembra proprio che si sia fissato, ogni volta che ci vede sale a bordo e se ne strafrega del lavoro, manda in giro i suoi ragazzi e lui sta lì con noi, poi insiste e insiste, dice che è tutto pronto: ha una bella casa, un’attività ben avviata (e ci tiene a sottolineare che ha 4 barche, mica una sola….), un negozio e insomma è pronto per sposarsi, gli manca solo la donna e dice che vede in me quella adatta, solo che è triste perché lui è tanto innamorato ma vede che io non ricambio (ma va? perspicace il tipo!), Lara gli ha detto di dare tempo al tempo e di insistere che prima o poi cederò (con Lara farò i conti Intanto ogni volta che arriva se io sono dentro lo capisco dal grido di battaglia “Hey, Christian, where’s my wife?” e poi comunque è carino e gentile, ce la sta mettendo tutta per corteggiarmi e Christian se la ride, dice che perlomeno dovrei premiare la costanza ed è capitato anche che contrattasse dei baratti con lui mettendo me come pagamento, il mio parere ovviamente non conta…. Penso che il mio capitano si diverta a sfottermi, ecco si, sono giunta a questa conclusione… penso che mi autosbarcherò, è l’unica difesa….…).
Non ho mica nient’altro da raccontare, per questo giro passo e chiudo che abbiamo da lavorare, non posso mica starmene qui a scrivere in eterno…..o no?
Union Island, 20 gennaio 2006

Seconda crociera su flying cloud, esattamente l’opposto della precedente: un solo ospite, e quindi tutto molto relax, e relax e poi…bè…direi ancora relax!!!
Vi racconto solo l’accoglienza che abbiamo riservato all’ ignaro sventurato perché se ci penso mi viene ancora da ridere…allora, piccola premessa: il giorno dell’imbarco ordini superiori mi hanno caldamente consigliato di prendere un paio di bermuda bianche, che con la polo saranno la mia divisa ufficiale da indossare ad ogni nuovo imbarco. Il tutto mi è stato spiegato con una tiritera infinita che faceva più o meno così: “il momento dell’accoglienza al cliente è fondamentale, l’immagine è tutto, bisogna subito dimostrare serietà e professionalità, dobbiamo essere curati nell’aspetto,…bla …bla…bla”…. e fin qui va anche bene, direi che il discorso non fa una piega. Poi, dal momento che l’arrivo del cliente era previsto verso le 21.30, durante la cena su Grande Cormorano, tra una cazzata e una stronzata, ci è balzata in testa l’idea di dargli il nostro benvenuto a bordo in maniera alquanto informale. Morale della favola, l’accoglienza molto professionale tanto decantata in precedenza, si è svolta più o meno così: all’arrivo del taxi gli è andato incontro solo Christian, ovviamente impeccabile, in divisa e serissimo, mentre noialtri correvamo in fretta e furia ognuno al posto di battaglia che gli era stato precedentemente assegnato. Christian ha professionalmente spiegato a Mario che purtroppo la hostess era scappata il giorno prima con un big bambù e che quindi, per rimediare, non gli era rimasto nient’altro da proporgli in alternativa che fargli scegliere tra alcune “amiche” (leggi: prostitute) quale fosse quella che più gli garbava da imbarcare per sostituire l’infedele hostess. Quindi col tender l’ha portato prima da me che ero su Scherzamica (Franco e Silvana questa settimana sono fuori per un charter), poi sono andati da Roberta che era sul Ferraù con Mario ed infine, ancora un po’ stordito dal viaggio e dal fuso senza neppure capire bene cosa stava succedendo tutt’intorno, l’ha portato da Grande Cormorano dicendo “questo prima era Donatella, ora è Davide, se hai gusti particolari può venire lui”….ebbene si, questa è la serietà del mio comandante!!!
A parte questo momento di scherzo, la crociera è stata serena e rilassata, anche io finalmente sono riuscita a visitare le varie isole senza avere sempre il patema di colazione-pranzo-cena-aperitivi e mi sono goduta un po’ di meritati caraibi. Ieri siamo anche riusciti a pescare un barracuda, che poi abbiamo prontamente divorato, il cielo sopra le nostre teste è azzurro, il mare è limpido e ideale per la navigazione, si dorme, si mangia e…che dire…mi son proprio scelta un lavoraccio eh?? Per quanto riguarda i miei progressi marinareschi….boh…non lo so mica se vado bene o male, ci sono cose che a volte mi vengono facili facili e che altre volte invece non mi riescono proprio, e non arrivo a capire dove e cosa sbaglio, e soprattutto cosa devo fare x correggermi…e intanto magari dall’altra parte c’è Christian che urla come un forsennato e io mi incasino e non capisco veramente più niente. Ecco, ad esempio, vorrei spendere 2 parole sulla gassa, questo misterioso quanto incomprensibile aggrovigliamento di cima che teoricamente dovrebbe portare all’esecuzione di un saldo e fermo nodo tipicamente marinaresco: dunque, giunti a questo punto io vorrei proprio che qualcuno mi riuscisse a spiegare il motivo per il quale capita che se mi metto lì tutta buona buonina in un angolino a fare le prove mi viene alla perfezione, quando invece è ora di legare qualcosa sul serio….zero, il vuoto, il nulla, lo spazio cosmico nella mia testa, non so da che parte iniziare e mi sento un’idiota. Why? Comunque tutto sommato Christian dice che è disposto a tenermi come hostess…almeno finchè non ingrasso troppo!!! Il giorno in cui rimarrò incastrata in un oblò verrò degradata a parabordo e lui sarà costretto a cercarne una nuova…sì perchè qui, a forza di mangiare, tra me e lui facciamo a gara a chi raggiunge prima la perfezione… e se per perfezione si intende la forma perfettamente sferica della pancia bè, io ci sono seriamente molto vicina, ormai sono veramente più larga che alta!! Oserei dire che, quando navighiamo dalla martinica verso le grenadine, la mia canzone potrebbe tranquillamente essere “rotolando verso sud”, mai titolo fu più azzeccato nella storia della musica….
Un’altra cosa da dire su questa mia nuova vita è che devo assolutamente imparare a gestire meglio i rapporti interpersonali e soprattutto a digerire i saluti; alla partenza di questa crociera ho salutato Vincenzo, stavolta non so se ci vediamo ancora o no, lui ha altre destinazioni…confesso che 2 lacrime di nascosto sotto gli occhiali le ho fatte. Ma d’altra parte, come mi dicono tutti, questo è un mondo in cui i rapporti sono sì più semplici, ma anche più veloci e, forse proprio per questo, per la maggior parte più superficiali.Ma da parte mia devo imparare a mantenere più distacco con le persone, il chè non mi sarà facile perché caratterialmente tendo ad affezionarmi subito sempre a tutti, non capisco perché ci si debba salutare, è una cosa triste, non si potrebbe evitare??

Per oggi è tutto, è quasi ora di cena, stasera usciamo e ho deciso di giocare a vestirmi bene, saluti baci & abbracci.
11.01.06
Le Marin, 4 giorni di quasi relax prima del prossimo imbarco.

Claudio e Lorena sono ancora qui, ci sono anche tutti gli altri escluso Vincenzo che abbiamo incrociato ieri a Hanse Noir e torna qui oggi, così finalmente conosco di persona la sua Julia di cui ha fatto tanto un parlare… C’è Carlo che continua a farmi morir dal ridere col suo modo di fare sempre scazzato, mi piace troppo quel tipo lì! C’è Davide che sta ospitando Roberta, una hostess in cerca di imbarco, una ragazza davvero molto carina e simpatica, insomma ci siamo tutti, come prima della crociera di capodanno. Si continua sempre a ridere e le prese in giro sono all’ordine del giorno: con Claudio mi faccio un sacco di risate a prendere x i fondelli Christian ed i suoi schizzi di iperattività, ormai abbiamo capito che è una questione di orari: ogni 4 ore circa gli parte l’embolo e ha quei 5 minuti che ti fa girar la testa tanto va veloce, non ascolta, non caga, zampetta su e giù con i suoi ordini “tira fuori quello, sistema l’altro, alza qui, spingi là, lava sotto e svita sopra”, dopodichè gli dai una birra e lo metti ko per 2 ore almeno, e se ti va bene c’è anche caso che dorma fino al mattino dopo…. Io invece vengo presa in giro come al solito per l’altezza, poi mi fanno ridere quando iniziano a sfottermi sulle mie incapacità marinaresche, ogni tanto mi viene in mente la scena di prima di partire quando in banchina, di fianco a Carlo, Christian mi ha lanciato una cima dicendomi di fare una gassa e io, tra i mille punti interrogativi che avevo in testa, il sorriso ironico e al tempo stesso comprensivo di Carlo e gli urli disperati e ridacchiosi di Christian che non era possibile fare una figura di merda del genere di fronte a Carlo Venco, mi sono impappinata di brutto e alla fine per punizione mi sono beccata una serie infinita di gasse da fare, tipo i bambini delle elementari che devono scrivere 100 volte una frase…(per la croncaca: col piffero che le ho fatte, però mi sono allenata e adesso quando c’è bisogno riesco a fare dei nodi che anche se non sono gasse comunque assomigliano molto, o almeno fanno la loro porca funzione).
Tutto sommato confermo di essere convinta di aver preso la decisione giusta, credo proprio di aver trovato il mio mondo. Sicuramente sono stata anche fortunata ad aver incontrato persone a posto e con cui sto bene, ma a parte questo parlo proprio delle sensazioni che provo quando navighiamo: ci sono momenti in cui mi perdo con me stessa e i miei pensieri, mi incanto a fissare il mare mentre le onde mi cullano e giuro mi perdo, sono momenti intensi ed indescrivibili… rinuncio a cercare di spiegare cosa provo perché comunque non riuscirei mai a farlo appieno. E poi i tramonti, ho fisso il flash del tramonto spettacolare dell’altra sera a Tobago Cays: ero a poppa con Elisa, stavamo facendo discorsi seri ed incazzerecci, ci siamo zittite di fronte a questo spettacolo della natura e alla fine ci siamo dette che finchè è possibile vivere dei momenti così…ma fanculo tutto il resto no? Un altro flash è sempre di Tobago Cays, ho nuotato una buona mezzora con una tartaruga gigantesca, c’ero solo io e lei era serena e tranquilla, andava lenta, davvero meraviglioso. Poi ho avuto la pessima idea di chiamare altra gente, sono arrivati caoticamente, lei si è spaventata ed è partita come un razzo, ha fatto bene no? E poi sono tante le cose che adoro di questa vita, anche le sciocchezze, è una vita molto semplice, non ci sono fronzoli né formalità, ieri sera x esempio sono uscita in pigiama (il pigiama poi sarebbe la t-shirt di Spirit of Hope, la barca di Vincenzo, taglia XXL, mi arriva sotto le ginocchia quindi è diventata il mio pigiama), ok, sono andata solo su Grande Cormorano a vedere un film, ma a Imola quando mai posso andare anche solo a casa di un amico in pigiama? E al mattino quando mi sveglio con calma e mi metto a prua a mangiarmi uno yogurt guardando tutte queste barche? Ma chi me le ripaga queste cose, a Imola non ci sono, a Imola il mattino era un corri-corri per andare in ufficio, accendere il pc e iniziare con telefoni e mails e…mavaffanc…..!!! Qui il mio telefono spesso lo perdo in giro x la barca, non lo uso più neppure x guardare l’ora tanto non me ne frega niente dell’orario, l’unico legame col mondo civile è internet, che cmq mi serve per tenermi in contatto con chi è a casa. Sento la nostalgia di tanta gente ma non la sento per niente della mia vita precedente, diciamo che dentro di me c’è stata una selezione naturale, non ho voglia di tornare a casa (e infatti adesso è ancora presto per pensarci) e anche se avrei voglia di vedere certe persone vorrei che fossero loro a venire qui perché possano vedere che sto davvero bene, e sono certa starebbero bene anche loro. Chissà, magari vengono a trovarmi! Penso a Toto, lo so è assurdo ma ci penso tanto perché lui non lo sa che io sono qui, lui mi ha solo vista sparire e chissà se si chiede dove sono finita , povera stella…. (nb: Toto è il mio cagnone, un cucciolone meticcio con cui vivevo praticamente in simbiosi fino alla mia partenza, mi manca davvero tantissimo e a differenza delle persone non ho neppure modo di parlargli, magari Carla o Gledis potrebbero farmelo vedere con la web su messenger???!!!)
Vabbè, a parte Toto e l’attimo di nostalgia che mi è preso mentre scrivevo, qui è tutto ok, adesso devo scappare, saluti baci e abbracci
01 gennaio 2006, Mayerau, salt whistle bay.

Finalmente un minutino per aggiornarmi e descrivere un po’ come va, com’è l’equipaggio, che facciamo, eccetera….
Dio c’è! E mi ha ascoltata: equipaggio…fantastico! Meglio di così non poteva andare, tutti simpaticissimi, bravissimi e ci divertiamo un mucchio. L’atmosfera è allegra, giocosa e festaiola, si ride tantissimo, si mangia come dei vitelli all’ingrasso, sembra una gara di resistenza a tavola, e in generale si sta bene. Ieri sera per l’ultimo dell’anno abbiamo fatto un casino che la metà bastava: il primo brindisi è stato intorno alle 4 del pomeriggio a terra (eravamo a Bequia) con Pina Colada, poi alle 5 tutti sulla rete, insieme anche a tutto l’equipaggio di Claudio, per l’aperitivo iniziato con gavettoni a suon di secchiate d’acqua e conclusosi con “spontanei” tuffi in acqua, poi altro aperitivo a bordo da Claudio, poi cena qui con un menu leggero come solito…Brindisi di mezzanotte sulla rete, piuttosto agitato nonché concitato nei minuti immediatamente precedenti lo scoccare dell’ora X, poi a terra a fare un giretto, c’era un bordello di gente ma non siamo rimasti molto, eravamo parecchio cotti, più che altro di vino e spumanti vari… Senz’altro il momento clou della serata forse è stato quando insieme a Valentina ho costretto Francesco e Roberto ad inginocchiarsi davanti a noi sui ceci a chiedere perdono x averci definite galline… il tutto solo perché (vi spiego) mi chiedono sempre di mangiare leggero poi saccheggiano il frigo e io mi arrabbio perché mi fanno fuori tutte le cose destinate ad altro, allora dal secondo giorno in poi ho iniziato a rinforzare brutalmente i pasti principali, solo che sembra l’equipaggio dei pirana senza fondo e per quanto ne faccio loro ne mangiano, e soprattutto loro 2 vanno avanti ad oltranza (non che gli altri siano da meno comunque, a parte Novella che con una tazza di latte al Nesquick sta a posto 3 giorni…), poi si lamentano che sono gonfi… quindi il momento dei pasti è un momento di scherzi e prese in giro, Francesco poi quando vede che inizio a preparare diventa peggio di un bambino e ho dato ordine a sua figlia di tenermelo lontano dalla cucina, oppure a volte sono stata costretta anche a legarlo al winch in pozzetto ed imbavagliarlo pur di non sentire il suo grido di battagli “HO FAAAMEEE” che x me ormai è diventato un incubo! Dicevo: ieri sera per l’ennesima volta mi hanno detto “Vaifra per favore domani solo insalata, non si può continuare così”, io volevo farglielo mettere per iscritto, loro non volevano, io insistevo coadiuvata da Valentina, loro hanno scritto tutt’altro, noi urlavamo, tutti ridevano…è finita con 1 rinomato chirurgo ed 1 stimato manager in ginocchio in mezzo a tutta quella gente x chiedere scusa a 2 ragazze… giuro che gli appiccico una gigantografia nei rispettivi uffici!!
Poi che altro dire? Mi sto divertendo un sacco, soprattutto c’è Roberto che mi fa morire dal ridere perché mi becca sempre mentre faccio i miei numeri da rincoglionita, tipo il primo giorno che dovevo cazzare non so che, ho messo la cima in un winch poi con molta serenità giravo l’altro mentre lui se la sghignazzava dicendo che tanto questa barca è talmente ben dotata che i winch si parlano tra di loro… e cmq secondo me fa apposta a spiarmi tutte le volte che Christian mi dà qualche ordine, non è possibile che ogni volta che ne combino una lui sia sempre lì a vedere, sarebbe troppo una coincidenza!! Poi tanto ormai i miei show facciano parte dell’animazione barcarola e almeno si divertono, per esempio l’altro giorno dovevo fare 2 giri col tender x portarli a terra, in tutto circa 20 metri ogni tratta, se li avesse portati Christian sarebbe stato un giro veloce ma normalissimo, con me invece c’è stato tutto il folklore del motore che si è spento, la sfida della riaccensione, il rischio di andare alla deriva, l’avventura dello zig-zag cercando di evitare le boe, e per finire il gioco del “ciapa il molo” al volo tra un rimbalzo e l’altro, mica micio micio bau bau… Poi mi prendono parecchio in giro, dicono che sicuramente Vaifra è un acronimo, e chissà da dove vengo, e addirittura sono arrivati alla conclusione che Vaifra sia una specie animale, iniziano col dire “le vere Vaifra non superano il metro e mezzo di altezza, se incontrate una stangona di nome Vaifra diffidate perché non è originale, è una volgare imitazione” e ogni occasione è buona x rimarcare che tanto le Vaifre sono fatte così, e a volte escono battute che mi fanno davvero morir dal ridere, tipo che Christian mi ha scelta in base alla statura, così quando c’è bisogno mi toglie dalla tasca, mi carica la molla e io vado avanti finchè non ho finito, poi quando invece rompo le scatole (tipo mettermi di guardia al frigo e menare chi cerca di aprirlo) mi toglie le pile, mi ripiega e mi chiude in un gavone…. Mi sto facendo davvero un mucchio di risate e x fortuna di tutta questa gente non c’è nessun permaloso se no saremmo finiti, qui ognuno è preso in giro all’inverosimile per ogni minima cosa, non si perdona nulla a nessuno!!! E comunque devo dire che sicuramente l’impostazione che dà Christian a tutta la crociera è forse la base per poi tirar fuori il meglio da ogni persona, amalgamando caratteri e abitudini di tutti alla fine ne esce un mix vincente!

Per il resto il tempo oggi è bruttissimo, piove in continuazione, le previsioni del tempo sono una sfida x i meteorologi, al mattino arriva il bollettino con scritto “oggi….boh! cazzi vostri” stamattina in navigazione abbiamo preso mare grosso e una bella trafficona di vento a 51 nodi, io non avevo mai visto una cosa così e devo dire che mi è piaciuto un casino, peccato che non fossi adeguatamente attrezzata quindi causa freddo cane me ne stavo sulla porta della dinette a guardare il mare a poppa….bellissimo!!! Però mi sarebbe piaciuto di più stare fuori sotto la pioggia ma visto che sono influenzata da ormai 4 giorni non era il caso di peggiorare la situazione. Ma era bellissimo, eravamo un quadretto meraviglioso: Giò in terra in pozzetto con un’unghia rotta (ha litigato con la porta scorrevole e ha vinto lei), Patrizia e Novella con le facce terrorizzate, Giorgia paonazza che diceva di vomitare, Francesco in dinette che affettava salame e Christian gasato a manetta che timonava urlando come un matto 17 NODI, EVVAI, 17 E MEZZO, GRANDE, 18, FORZA, YU-HUUU SI VOLAAAA poi la velocità,l’acqua, il vento, le onde altissime che ogni volta sembrava ci cascassero in pozzetto, i salti, i ciocchi, un casino bestia….veramente stupendo, molto ma molto meglio che Gardaland!!!
Per oggi è tutto, passo e chiudo


07.01.06 St Vincent, sbarcati tutti. la barca è vuota, silenziosa, e io mi sento uguale. Non so se sarà sempre così ogni crociera o questa è stata speciale ma mi ero affezionata alle mie fognette, come ormai li definivo… Giorgia stamattina piangeva come una fontana e mi ha fatto una tenerezza infinita, la piccola del gruppo, così tenera e dolce che mi dava sempre una mano a preparare gli aperitivi… Poi suo padre, un personaggio incredibilmente fuori di testa, di una simpatia unica e rara, a proposito di lui vi racconto questa, e non è stata l’unica che ha combinato: ci siamo fermati x colazione a Palm Island, dalla spiaggia è entrato nel resort, si è fatto un bagno in piscina, ha fatto una doccia consumando 300 litri di acqua, con molta nonchalance ha ordinato al bar addebitando la camera 38, poi si è fatto portare ed aprire un cocco fresco, dopodichè è fuggito ed è tornato a bordo a nuoto con questo cocco che poi ci siamo bevuti tutti insieme sulla rete… non è un mito quest’uomo? E la moglie invece, altro personaggio non comune che ha soprannominato la figlia e Giò (ebbene si, si è formata una coppia a bordo, qui siamo meglio che love boat) “il francobollo” in quanto sempre appiccicati stretti stretti. Ogni sera prima di andare a dormire la sua frase era “il francobollo….me li mandate a letto voi eh….OGNUNO NELLA SUA CABINA”
Di questi 12 giorni mi rimarranno sicuramente dei bei ricordi, alcuni quadretti divertenti come quando (succedeva spesso) la preparazione della cena era un momento di delirio in cui tutti ballavano (me compresa, a volte anche con una cipolla in mano, beccavo qualche uomo e facevo due passi di salsa) ed altri emozionanti come quando i delfini navigavano con noi tra i 2 scafi, erano davvero tanti e ci hanno accompagnati per un pezzo piuttosto lungo, è stato un bel momento da ricordare con piacere….
Poi c’è da dire che eravamo sicuramente l’equipaggio migliore, e dava una certa soddisfazione ad ogni fermata vedere gli altri che venivano da noi x passare un po’ di tempo, da noi si stava bene, si rideva, si scherzava e la noia era un vocabolo assolutamente sconosciuto. Mangiare abbiamo mangiato davvero tanto, una cosa da far veramente schifo, l’ultima sera poi abbiamo dato veramente il meglio: dalle 5 del pomeriggio in ordine cronologico abbiamo fatto fuori: 3 salami, 2 formaggi, 1 vasetto di patè, 2 scatolette di tonno, 2 vasetti di olive, tutte le patatine rimaste. Questo era l’aperitivo. A cena: accras de morue, penne all’amatriciana, cotechino con lenticchie, panettone (grazie di cuore a Giovanni ed il suo equipaggio x avercene fatto dono, sapevano che avremmo gradito senz’altro) e a seguire la solita dose di rhum e uvetta e biscottini… ma cmq era così praticamente ogni giorno, tutto ciò che portavo in tavola veniva spazzolato via con grande rapidità, io andavo avanti ad oltranza a portare cibo ma non c’erano mai avanzi, MAI!! Avevamo le formiche che poverette morivano di fame, poi oltre che degli squali eravamo anche un equipaggio piuttosto alcolista: l’acqua era un genere non richiesto, quella comprata è rimasta praticamente tutta, i succhi abbiamo iniziato a berli solo quando Christian si è lamentato che non li consumavamo, allora abbiamo pensato bene di allungarli col rhum e dopo ci piacevano di più, le serate si susseguivano con gare di chi trovava l’abbinamento più schifosamente ludico tra dolci e alcolici… per fortuna che come Davide consigliò durante la stesura della lista della spesa l’acquisto della carta igienica era stato fatto in misura direttamente proporzionale alla cambusa, se no eravamo rovinati….

E comunque la gita è finita, sono partiti tutti tranne Claudio e Lorena che restano per qualche giorno in più, spero di rincontrare gli altri in Italia, alla fine l’acronimo me l’hanno scritto, sono uscite di quelle definizioni molto lusinghiere per me, altre invece delle prese in giro bestiali che mi hanno fatto proprio ridere, penso che incornicerò questo pezzetto di carta!
Ora torniamo su in Martinica e sono curiosa di sapere come sono andati gli altri, anche se molti li abbiamo incontrati in giro x le grenadine; anche questo aspetto mi ha divertito parecchio, il fatto che oltre a noi che eravamo in flottiglia abbiamo incrociato tanti dei nostri nuovi amici, e cmq x radio ci si sentiva più o meno tutti, non so, questa cosa mi piaceva! Il 12 si riparte, lassù qualcuno mi ha ascoltato per quanto riguarda il primo equipaggio, speriamo che anche col secondo sia altrettanto generoso!
24.12.05 and so this is Christmas….

Sono le 07.30 del mattino e guardando fuori non si direbbe proprio che oggi è vigilia… ci sono 29 gradi, il cielo è particolarmente blu…. noi stiamo trasmettendo sul 68 a tutto volume le canzoncine natalizie ma forse tutti dormono ancora perché non giungono commenti, o forse sono tutti raccolti in un silenzioso momento di emozione…. Stasera faremo una grande festa sul pontile, siamo veramente tantissimi italiani, ognuno porterà qualcosa da mangiare e noi ci siamo organizzati per fare il prosciutto di Natale (una specie di gnocco di carne tipico delle Feste in questi posti, un po’ come da noi il cotechino, noi lo proponiamo – o propiniamo? - con i funghi). Domani andiamo in spiaggia a Cap Chevalier poi in serata arrivano Claudio e morosa, lunedì arrivano altri skipper e il 27 tutto il gruppone della flottiglia di capodanno, poi si parte. Su Flying Cloud saremo in 10, sono un po’ agitata per il primo imbarco ma neanche più di tanto, una cosa giusta, direi più che accettabile. In questi giorni ho sperimentato alcune cose da mangiare: allora, su questa barca causa forno non eccezionalmente potente sono bocciati biscotti, torte e soprattutto il pane perché quello che abbiamo provato a fare alla fine l’unico modo per usarlo era farci il tiro al piattello, e infatti così è stato, molto divertente ma poco sfamante… Ha invece avuto un notevole successo la cremina calda fatta con la Nutella che l’altra sera ho portato in tavola insieme al cocco fresco, tanto da decidere di dare un nome a questa specie di dessert improvvisato, ed è stato così che tra una battuta e l’altra il cocco galleggiante su cioccolato è diventato lo “ scuur cuntent”, e ci siamo sbellicati dalle risate, grazie anche ad Angela, una tipa troppo sbura che stiamo ospitando a bordo insieme al figlio Alberto. Lo so che a raccontarla non fa ridere, ma io qui sto bene anche per queste piccole cose, cose semplici che però fanno fare 2 sane risate in compagnia, poco importa che l’argomento sia una sciocchezza come il nome da dare ad un dessert…
Altre cose…non ho molto da raccontare se non che il porto si va riempiendo sempre più, ormeggiare il tender è diventata un’impresa e mi diverte il metodo di Christian: a spinta, lui che smanetta col fuoribordo e io a prua a spostare gli altri tender dicendo permesso permesso, poi a volte tocca lasciarlo in terza fila lo stesso e sono giunta ad una conclusione: il vero problema dei caraibi…è il traffico!!

27.12.05 stasera imbarchiamo, Flying Cloud è tirato a balestra, perfetto e pronto a partire, io sono agitata dura, spero solo che Dio me la mandi buona x quel che riguarda i clienti…. La sera della vigilia poi la festa è andata benone, ci siamo divertiti e ho perfino ricevuto quel che forse è il più bel regalo di Natale degli ultimi 34 anni: l’altro giorno mi è scappato detto che sono golosa di uvetta, allora Davide di Grande Cormorano molto carinamente me ne ha confezionato un sacchetto con il domopack, non è stato un gesto carinissimo? Il giorno di Natale invece siamo stati tutti insieme in spiaggia, bella giornata, anomala per essere Natale ma comunque piacevole; ho pensato tanto a casa, al pranzo dalla zia che si tiene tutti gli anni, e la telefonata che ho fatto in cui tutta la famiglia si passava la cornetta del telefono mi ha parecchio emozionata, non saprei spiegare bene come ma sentire zii e cugini in festa mi ha fatta sentire con loro… Oddio sto diventando sentimentale, meglio che vada a farmi mezzora di pennica così stasera sono carica a sufficienza x l’accoglienza dei nuovi compagni di crociera.
18 dicembre 2005 sempre da Le Marin.

Novità: è arrivato Vincenzo!!!! E anche il suo amico Giovanni!! Sono proprio contenta di rivederli, siamo anche quasi vicini di barca. Poi è arrivata un mucchio di gente e dicono che ne manchi ancora tanta, qui alla fine è pieno di italiani, e il bello come già dicevo è che si conoscono proprio tutti, per esempio vi racconto sto fatto curioso: c’è Carlo, un amico di Christian, veterano del mare con all’attivo ben 34 traversate atlantiche. poi abbiamo conosciuto degli italiani, di cui uno ex pilota Alitalia, i quali aspettano un amico che dovrebbe arrivare oggi. Ecco, questo tipo che deve arrivare lo conoscono sia Vincenzo che Carlo, che non si conoscevano tra di loro. Curioso no? E io che mi sono sbalordita di sapere che la famosa Elisa di Modena di cui parla sempre Mario e che arriverà per la flottiglia di capodanno è un’amica di mia cugina!! Vabbè, chiuso il capitolo “il mondo è piccolo”.
L’altra sera sono stata ad una festa, ve la racconto: nel pomeriggio un tipo qui del porto mi ha invitata ad una festa a bordo di Atlantica II, uno dei più begli yacht qui presenti. Gasatissima, ho accettato subito e ovviamente la sera mi sono tirata a balestra con abbigliamento consono alla serata come il tipo mi aveva detto. E poi facevo anche la sborona capito, io ero ufficialmente invitata ad una festa su Atlantica II, mica brodo di giuggiole!!! Fatto sta che arriviamo là e…la festa per esserci c’era, solo che era di fianco allo yacht, non a bordo, nel senso che l’equipaggio aveva organizzato un barbecue sul pontile, una cosa molto informale e infatti erano tutti in bermuda e maglietta…avrei voluto sprofondare!! Comunque mi sono divertita lo stesso, erano tutti molto cordiali e simpatici e ho notato che bevendo un bicchier di vino sono più sciolta con l’inglese, o forse chissà quali strafalcioni dico ma me ne frego! Alla fine ho fatto amicizia con Albert, il cuoco francese di Atlantica II, il quale mi ha fatto visitare tutto l’interno e poi mi ha anche riaccompagnata fino al Mango Bay dove avevo salutato Christian e Mario. Il tender c’era, loro no, aspetta aspetta io ci siamo fatti un paio di Ti Punch (rhum bianco, lime e zucchero di canna, semplice). Poi lo abbiamo riaccompagnato a bordo col tender, loro sono entrati per far fare il giro turistico a Christian, io sono rimasta fuori con gli altri dell’equipaggio, ma il meccanico ha avuto la pessima idea di offrirmi un altro bicchier di vino. Conclusione: venerdi equipaggio flying cloud fuori uso. Vabbè, diciamo che ci siamo presi un giorno di fancazzismo, che ogni tanto fa anche bene alla salute… Comunque è stata una bella serata, il giorno dopo Albert ci ha anche regalato un bel pezzettone di Grana Padano (merce rara da queste parti) e una bottiglia di olio con tartufo, poi è scappato un invito a cena quando torneranno da Antigua, evvai!
Che altro raccontare? Ieri siamo usciti in barca, siamo stati a St.Lucia, eravamo in 8 di cui 7 esperti di vela + io. Per me è stata una giornata molto istruttiva perché guardavo tutto, osservavo tutto senza essere sotto stress perché non ero necessaria (anzi…), ho abbinato la dimostrazione pratica alla teoria, ho capito quasi tutti i passaggi delle manovre che hanno fatto, poi arriverà anche la pratica (Oddio, sono già terrorizzata!!!!). Ieri il massimo che ho fatto ho tenuto il timone, però avevo sempre qualcuno che mi correggeva subito le cazzate (ed era tutta di quella, ovviamente però dall’andata al ritorno già ho notato un minimo miglioramento nel senso che col pensiero azzeccavo ciò che andava fatto, poi i tempi di esecuzione lasciavano un po’ a desiderare ma intanto sono già contenta che ci arrivavo da sola a capire, bisogna anche sapersi accontentare).
Altre cose da raccontare…no, direi di no. Sono sempre contenta della mia decisione, qui il tempo è meraviglioso, quando ci sono solo 28 gradi mi metto una maglietta perché mi sembra freddo, passo il mio tempo con della gente simpatica, mi diverto, conosco un sacco di persone nuove ogni giorno (è un’emozione quando conosco live qualcuno di cui ho letto e sentito parlare tanto), sto imparando tantissime cose nuove, ho perfino trovato dei manghi formato gigante buonissimi, cosa cerco di più?
12.12.2005, sta albeggiando, il mondo dorme ancora, io ho voglia di fumare ma “qualcuno” mi ha requisito il pacchetto, qui è peggio di San Patrignano! (io però gli avevo nascosto i marrons glacés, tiè!).

In questi giorni stiamo sempre lavoricchiando, ma con molta calma ed in totale relax, una pacchia! È arrivata tantissima gente e molti sono in arrivo, noi poi che siamo ancorati di fianco al canale di ingresso nel porto li vediamo tutti al varco, e mi stupisco ogni volta di constatare che si conoscono tutti, tutti, tutti, TUTTI!! e poi anche quelli che non si conoscono personalmente nel momento in cui si presentano li senti “ah,sei Tizio, mi ha parlato di te Caio, l’amico di Sempronio!” That’s incredibile!! Questa cosa mi sconcerta e al tempo stesso mi diverte un sacco, perché poi chiacchieri con qualcuno, accenni a qualcun altro che hai incontrato tempo prima e quasi sicuramente l’ha conosciuto anche il tuo interlocutore, magari anni addietro chissà dove. E io sono solo all’inizio di questo mondo, infatti ogni volta mi entusiasmo e vedo che invece per gli altri è normale e all’ordine del giorno! Sinceramente sono contenta del mio entusiasmo (non solo su questo argomento, ma un po’ in tutte queste cose nuove che sto scoprendo) e spero che non mi passi, come dice anche Povia nella sua canzone…
E poi cmq sono contenta anche delle varie persone che sto conoscendo, come dicevo anche da Trinidad qui i rapporti interpersonali sono diversi da come ero abituata a casa, sono molto più semplici e più diretti. Come diceva anche Vincenzo (approposito, a giorni arriva qui) in qs mondo tutti amici subito, tutti d’accordo e tutti simpatici, però poi x la maggior parte sono rapporti occasionali e sporadici, persone con cui passi il tuo tempo e ti dai una mano l’un l’altro poi magari non le vedi più, quindi impari anche a non affezionarti troppo; poi ci sono quelle persone con cui entri particolarmente in feeling. Si, ok, detta così sembra che non ci sia tutta sta differenza da come ero abituata prima, ma invece c’è, eccome se c’è! Per esempio ieri mattina siamo andati a salutare un amico di Christian appena arrivato dalla traversata, di fronte a lui in banchina c’era un catamarano con un italiano, ci siamo presentati 5 minuti, e ieri sera eravamo a cena tutti e 4 a bordo da noi, come se fossimo vecchi amici, qui il tempo acquista una dimensione tutta sua, 1 minuto o 1 anno che non vedi una persona non fa differenza, bellissimo no?
E ora che ho scritto le mie considerazioni su quanto sto vivendo, è giunto il momento della rubrica “esploriamo la martinica”: venerdi, stufi di essere qui ai caraibi e lavorare solamente, in 8 abbiamo noleggiato un pulmino e abbiamo fatto gita scolastica nel nord dell’isola alle cascate. Io avevo capito che bisognava guadare il fiume, invece tutt’altra storia: bisognava risalirlo in mezzo alle rocce con tutti i passaggi ripidi e stretti del caso, un misto tra free climbing e i salmoni, con la guida che ci dava una mano nei punti più difficili saltando da una roccia all’altra avanti e indietro su e giù che spiderman in confronto è un pivello… addirittura c’era un passaggio talmente ripido che senza l’aiuto delle corde sarebbe stato impossibile superarlo. Ci siamo divertiti parecchio, o almeno io mi sono divertita tantissimo, anche se come solito qualche figura da paiona l’ho fatta: ad un certo punto c’era una cascatella da superare ma la corrente era talmente forte che pur stando attaccata ad una roccia non riuscivo ad avanzare di mezzo centimetro, spiderman che mi urlava “viens ici” e io zero, c’era una delle ragazze che mi spingeva dalla schiena ma essendo anche lei in equilibrio precario non riuscivamo a muoverci, allora spiderman mi ha presa su da un braccio e mi ha passata ai ragazzi di sopra come se fossi uno straccetto. Vabbè che sono formato tascabile ma sono pur sempre il mio mezzo quintalozzo, sbalorditivo! Poi il pomeriggio è continuato in giro per centri commerciali. Anche ieri abbiamo fatto giornata di riposo: mattina in spiaggia (finalmente, dopo un mese e mezzo ai caraibi non era bello essere ancora pallida…) e pomeriggio con Stefano e Michela alla festa del rhum vicino alla fabbrica della St. James. Bella festa paesana, molto simile alle nostre con giostre e bancarelle, mancava solo la baracchina della piadina ma in compenso c’erano accras ovunque. Ecco, quando arrivo a casa se non so cosa fare apro una baracchina di accras.
Per oggi è tutto, un po’ mi sono stufata di scrivere, un po’ ho da fare: devo andare a salutare Mario che è arrivato ieri sera, devo fare il bucato e poi andare in internet. Ciao ciaooooo
04.12.05, mattino, neanche tanto presto.

Un mese esatto di permanenza ai caraibi, e quindi qualche considerazione: MI PIACE! A parte il clima, che è meraviglioso (qui meglio che a Trinidad, si sta che è un piacere), mi piace tutto quanto: la vita in barca mi ha veramente presa, anche se x il momento ho fatto poca navigazione mi piace abitare su un qualcosa che galleggia: innanzitutto siamo fuori dalle balle del traffico e questo non è affatto male, poi mi piace questo dondolio continuo, mi piace perfino il fatto che per uscire si usi il tender (sarò scema ma mi entusiasmo ogni volta che ci devo salire, sto diventando un po’ più agile e meno elefantesca e – sarò scema ancora di più – tutte le volte mentre mi siedo con la cima in mano mi viene spontaneo fare brum brum, proprio come i cinni deficienti, forse Christian si sta chiedendo chi si è preso a bordo…); poi mi piace il senso di libertà che provo anche per piccole cose, tipo stare sempre scalza, fregarmene dell’abbigliamento, dei capelli e men che meno del trucco (chi mi conosce sa della mia avversione a trucco e parrucco). In verità sto diventando sempre più selvatica (Christian dice che siamo randagi, ma il senso non cambia) e la cosa non mi dispiace per nulla, mi sento proprio bbbene! L’unico vero grande problema che ho è che mi si è scatenato l’appetito e se non mi metto in regola al più presto l’unico mio ruolo potrebbe diventare quello di fare il parabordo! Domani dieta! (e questa frase mi fa sentire tanto la Bridget Jones d’oltreoceano…)

News da raccontare? No, tutto ok, tutto bene come sempre. A dire il vero la settimana scorsa ho avuto un momento pesissimo di down, ero veramente depressa e tristetristetriste: mi sentivo demotivata a fare tutto, soprattutto perché vedo che in tutte queste cose marinare sono impedita: cioè, mi viene spiegata una cosa, la capisco (o mi sembra di capire), poi già dopo mezzora se devo rifarla non so più da che parte cominciare, e mi sento cretina, al punto da aver rimesso in discussione il mio q.i., e poi ero talmente preoccupata di far la figura della rimbambita che alla fine ero andata in agitazione e non ne azzeccavo più una neanche a piangere greco, perfino le cose che non c’entrano nulla con la barca, ho fatto davvero delle cagate mostruose che a ripensarci mi vergogno come non so che! E così ero andata in down, avevo l’autostima mezzo metro sotto i piedi e non ne uscivo più. Poi abbiamo conosciuto altri 2 italiani che sono qui a fare charter (Milo e Barbara) e parlando con lei mi sono ripresa un po’: dice che anche lei non sapeva niente di barca finchè non ha conosciuto lui e nonostante siano passati 3 anni (di cui 1 vivendo a bordo) ancora va in crisi per tante cose che non sa fare, quindi un po’ quel che mi ha detto lei, un po’ parlando con Christian e un po’ ricordando quanto letto qualche giorno fa, mi sono detta che non sono io che sono ritardata mentale e il morale si è un po’ risollevato, meno male….
Vabbè parliamo di cose più divertenti che è meglio: questo we il programma originario prevedeva un giro in barca con Michela e Stefano ma visto qualche contrattempo abbiamo rinunciato. Ma cmq abbiamo deciso di non lavorare, un po’ di riposo ce lo meritemo pure noi no? Quindi ieri siamo andati a pranzo da loro, e approfitto x spendere 2 parole su questi 2 ragazzi: a parte che mi piacciono un sacco, loro vivono in una casetta qui vicino a Le Marin, un po’ in montagna, praticamente in mezzo alla foresta. Da casa loro si vede la costa atlantica, un panorama meraviglioso, la casa è carina da matti e frequentata da ospiti vari ed eventuali quali gechi e merli, tutt’intorno piante e alberi di ogni specie, una meraviglia davvero! Loro 2 gestiscono il sito http://www.martinicaonline.it/, vi consiglio di andare a darci un’occhiata perché è davvero molto carino, e se avete in programma di venire a fare un giro in Martinica non esitate a contattarli, saranno felici di darvi ogni informazione necessaria su qualsiasi aspetto del vostro viaggio, sono due persone davvero adorabili, nonché simpaticissimi! Nel pomeriggio ci siamo fatti un giro in macchina (wow, è stato emozionante vedere di nuovo automobili e strade) e durante il tragitto lei mi ha illuminata su un sacco di cose riguardo la Martinica, ne sa a pacchi di tutto!! (eh beh, va bene che è il suo lavoro, ma ci mette proprio della passione a raccontare le cose e ci si incanta ad ascoltarla, si vede che ama questa terra e trasmette tutto il suo entusiasmo a chi la ascolta). Cmq questa Martinica sembra proprio speciale, l’entroterra (quel pochino che ho visto) è veramente spettacolare, ci sono tantissime cose da fare, vedere e imparare. Ho constatato per l’ennesima volta che vedere le cose con gli occhi dell’ignoranza o avere qualcuno che le spiega cambia tutto, x esempio ‘sti cappelli tipici della Martinica o i vari scudozzi di legno: li vedevo e pensavo “si ok carino” poi quando Michela mi ha spiegato con che materiale vengono realizzati e il metodo, beh, ecco…. tutt’altra cosa, hanno acquisito un fascino specialissimo. Poi organizzeremo anche una serata con una loro amica di qui che è bravissima a cucinare, sono curiosa di provare la vera cucina creola, per il momento ho provato solo un paio di cose, devo assaggiarle tutte!



Il pomeriggio è continuato con una visita ad una delle innumerevoli distillerie di rhum, con degustazione finale libera (nel senso che ognuno era libero di degustare quanti più tipi di rhum desiderasse, io mi sono limitata a 4…) e cena con altri 2 italiani (Marco ed Enrica). Ah, ecco un fatto curioso: al bagno del ristorante mi sono scontrata con un tipo e ci siamo guardati un pezzo prima di riconoscerci: ci siamo conosciuti uno dei primi giorni a Trinidad e pur in un porto così piccolo non ci eravamo più visti, poi ci siamo re-incontrati qui! pensa te se è piccolo il mondo!
Ok, ho detto tutto, mò inizia la giornata, ciaooooo
29.11.05 quasi al tramonto

Son semper chì, a Le Marin.

In questi giorni abbiamo lavorato a bordo, fatto mille ciappini e ce ne sono altri mille da fare. Non capisco: abbiamo fatto una lista dei lavoretti, cancelliamo una voce e se ne aggiungono 3, qui la matematica dev’essere un’opinione. Cioè, la barca è già a posto, perfetta, stiamo solo controllando e ottimizzando tutto quanto in modo che quando inizieranno ad arrivare i clienti tutto sarà perfettamente a posto, in poche parole non stiamo fermi un attimo, ma va bene così, d’altra parte se no che faremmo? Tutto il giorno a nuotare e prendere il sole? Naaa, sai che noia? A parte gli scherzi, meno male che ci sono tutte queste cose da fare se no morirei di noia davvero, invece così almeno me la passo e pian piano inizio a conoscere la barca….Domenica mattina appena svegli abbiamo deciso di spostarci, siamo andati qui vicino a Saint Anne, finalmente mare pulito e…. splash! in acqua, subito. Poi…vuoi stare lì a starnazzare e basta? Certo che no! Infatti ecco pronta spugna, cif e vai col giro di pulizia degli scafi. Premetto: io non so nuotare, galleggio e nuoto a stile cagnolino, quindi non vi dico la fatica a fare tutto il giro arrancando con la spugna in alto, ho bevuto tanta di quell’acqua che ho continuato a ruttare (pardon il francesismo) fino a sera. Ricordarsi la prossima volta di mettersi le pinne! Poi cmq per il resto della giornata abbiamo lavorato di brutto e la sera siamo andati a farci un giro in paese (molto molto carino!!!), abbiamo “aperitivato” con dei cosi fritti comprati per strada che si chiamano acran o qualcosa del genere, poi a cena con 2 amici italiani di Christian (Michela e Stefano, sburi!).
Non ho molto altro da dire, si lavora si mangia e si dorme in attesa di cominciare a fare qualche crociera, non vedo l’ora!
Beh questa ve la racconto, dai: l’altra sera siamo andati a mangiare una pizza (ebbene si, e vi dirò che era anche buonina!) con Franco e Silvana, 2 italiani che vivono su una barca poco lontano da noi. Beh, ad un certo punto iniziano a dire che la cameriera mi somigliava parecchio ed in effetti era così, poi dalla somiglianza del viso (occhi, bocca, naso) siamo passati ad analizzare il resto: eravamo pettinate circa uguali (banalissima coda di cavallo), anche la montatura degli occhiali era molto simile, poi come se non bastasse entrambe avevamo maglia rossa su pantaloni tipo pescatore color verde militare, le abbiamo chiesto il nome e anche lei aveva un fatto nome strambo che in quattro abbiamo risposto “eeeehhhhh?????” e lei ha fatto la classica faccia che faccio io quando devo ripetere il mio nome. Ok, questo non c’entra niente con la mia avventura ai caraibi ma è stato un momento curioso e ve l’ho raccontato, tutto qui. FINE per oggi.