Martinica, 16 dicembre 2010


…. Delirio allo stato puro!
Arrivata da ormai 4 giorni non ho ancora avuto tempo di rendermi conto di esser qui. Cioè sì ma talmente tutto di corsa come solito ad ogni arrivo, talmente trafelata, talmente in periodo prenatalizio con tutti gli arrivi degli italiani che non ho ancora realizzato di esserci veramente!!
Però davvero tanto, tanto, tanto contenta, quest’anno quasi commossa.
Per il momento sono ospite di un amico, un vero tesoro, che in questo momento è in charter; non scrivo il suo nome perché il mio blog non gli piace, ma è il mio pusher personale di ciotoline delle compagnie aeree (sa che ho una passione quasi feticista); desidero organizzarmi al più presto per trovare una sistemazione mia, e mi sto guardando intorno. Sto ricominciando a vedere tutti quanti, sono giorni molto intensi ma la sensazione principale è di non essermi mai assentata, come se fossi stata via una settimana anziché i 6 mesi trascorsi… sarà anche il fatto che sono nella stessa casa dell’anno scorso, appartamento diverso ma sempre Melrose Place… casa.

Durante la mia assenza hanno finalmente aperto la nuova zona della marina. Non è tutto finito completamente ma è già in funzione. Carino, mi piace. Il resto tutto uguale. Cioè, non ho ancora messo il naso fuori da Marin e colline limitrofe ma mi sembra che la Martinica sia sempre la stessa, l’uragano che l’ha presa di striscio per fortuna non ha fatto danni.
Gli zii della montagna stanno bene e sono stata contentissima di rivederli, così come Josè e G., pur se appena incrociato al volo domenica mattina: io arrivavo, lui partiva… giusto il tempo di un caffè al Mango Bay!
Mi rendo conto che parlo tantissimo: al mattino salgo da Josè giusto per un caffè e mi accorgo di parlare almeno mezz’ora filata. L’altro giorno a pranzo con gli zii praticamente non ho mangiato niente perché parlavo solamente, giù al marina quando incontro qualcuno chiedo educatamente come va poi dopo un po’ realizzo che non gli lascio nemmeno il tempo di rispondere perché parlo solo io, al povero Josè che è la persona con cui passo più tempo gli sto sfondando le orecchie… Se non mi rimetto un minino negli standard di conversazione normale rischio di diventare la logorroica della Martinica. Ma non è colpa mia: ho letto una volta da qualche parte che le donne hanno necessità (e intendo necessità) di emettere un tot di parole al giorno, mi sembra che fosse qualche migliaio. Fate conto che negli ultimi due mesi io devo averne dette circa 500 in tutto. Sottrazione e poi moltiplicazione danno il numero delle parole che il mio spirito esige di far uscire. Da qui si deduce che non sono tagliata per fare l’eremita.
Bla bla bla

1 commenti:

Jose Ramon Santana Vazquez ha detto...

...traigo
sangre
de
la
tarde
herida
en
la
mano
y
una
vela
de
mi
corazón
para
invitarte
y
darte
este
alma
que
viene
para
compartir
contigo
tu
bello
blog
con
un
ramillete
de
oro
y
claveles
dentro...


desde mis
HORAS ROTAS
Y AULA DE PAZ


COMPARTIENDO ILUSION
CAMBIO VITA

CON saludos de la luna al
reflejarse en el mar de la
poesía...


AFECTUOSAMENTE : OS DESEO UNAS FIESTAS ENTRAÑABLES 2010- Y FELIZ AÑO 2011 CON TODO MI CORAZON….


ESPERO SEAN DE VUESTRO AGRADO EL POST POETIZADO DE ACEBO CUMBRES BORRASCOSAS, ENEMIGO A LAS PUERTAS, CACHORRO, FANTASMA DE LA OPERA, BLADE RUUNER Y CHOCOLATE.

José
Ramón...

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