TRAVERSATA ATLANTICA 2007

Giovedì 22 novembre 2007
Barca pronta, rinforzino di cambusa imbarcato, gasolio c’è, l’acqua non manca….ultima clarita al Sailor bar, saluto a José che gentilissimo ci ha trovato il posto barca, tutti a bordo e come da programma siamo partiti puntualissimi ieri pomeriggio alle 17 (un altro orario proprio no eh….).
L’equipaggio è composto da Fabio il comandante, Celia la sua hostess, Simon che è il mio skipper, Milena, Marco un istruttore di vela che sta coronando il suo sogno di attraversare l’oceano, e me. In più c’è Vito, il mio cagnolino di peluche che l’anno scorso ho lasciato in Martinica a Marcolino che me l’ha riconsegnato a Lipari e che avevo lasciato qui sul Legend a mò di scaramanzia per tornare (un po’ come l’accappatoio che lasciavo a Mario), e infine c’è anche Grande Puffo: un mega tanicone da 500 lt di gasolio di scorta, tutto blu, che non sapevamo dove mettere x il viaggio e che abbiamo sistemato in pozzetto, di fianco al tavolo. Vorremmo apparecchiare anche per lui, ma per il momento non mangia perché è pieno, vedremo se con l’andar del viaggio si svuota…

E’ stato bello il momento della partenza, come da vecchia tradizione marinara l’ultima cima che ci teneva al pontile è stata tagliata dal membro più giovane dell’equipaggio (Milena) per lasciarne una parte lì legata per auspicio di ritorno, e l’altra parte verrà conservata da lei (bella questa cosa spiegata da Simon, peccato non averlo saputo l’anno scorso…. Stanotte sono iniziati i turni, credo che saranno da rivedere un attimino perchè eravamo abbastanza sfasati, ma come rodaggio è andata bene proprio perché in questo modo abbiamo capito tutto quello che è sbagliato e da non fare quando si decidono i turni stessi… Mi ha fatto morir dal ridere la Milena quando è arrivata sul flight bardata come un cosacco, con una faccia da paura in quanto non si sentiva neppure tanto bene e in più si è sbagliata l’orario: doveva iniziare a mezzanotte, con Simon, invece mancava ancora un’ora. Comunque è arrivata su, in quel momento io ero da sola in quanto il mio socio Marco era andato un attimo al bagno, lei guarda il windex e tutta decisa fa ”beh ma qui non va mica bene, mi ha detto Fabio che devo sempre stare attenta che il vento venga da 150, qui siamo a 30, spetta va là che ci do qualche -10 al pilota”, roba che se non la stoppo subito spiegandole che abbiamo anche cambiato rotta perché nel frattempo è finita l’isola torniamo indietro e c’è da ridere quando si svegliano gli altri e si trovano di nuovo a Las Palmas!
Comunque la prima notte è andata, tutta con vento in faccia e salti e botte da paura, ma migliorerà. Stamattina risveglio con dorado gigante pescato da Marco, già messo in pentola da Celia che è ancora là che spadella, sta facendo una zuppa delle sue, non si capisce se x la cucina abbia preso dal suo 50% francese o dal 50% tedesco. Ora sono le 12.30, l’equipaggio è assente o comunque si è molto calmato rispetto a come stavamo prendendo la piega a Las Palmas: Marco e Milena cambiano colore continuamente passando dal verde al giallo che è una meraviglia, Simon sta dormendo, io scrivo, Celia cucina seppur non stia tanto bene, e Fabio prende il sole, la temperatura è ottima, stiamo facendo circa 7 nodi a vela con vento al traverso, l’Europa alle nostre spalle e un oceano davanti a noi pronto x essere attraversato
Venerdi 23 novembre 2007
Si procede, il 50% dell’equipaggio che ieri era ko oggi sta meglio quindi ci siamo tutti, iniziamo a vedere le onde oceaniche e le nuvole come dico io, il ritmo di bordo è sereno e rilassato, addirittura anche se non siamo ancora molto a sud si può già stare in costume, e questo per me è ottimale: non avendo voglia né di mettermi a dieta né di fare ginnastica l’unica soluzione è abbronzarmi….il nero snellisce…. conto su questa traversata per perdere un po’ di ciccia apparente… Le ore passano lente, io ho problemi di insonnia (stranissimo, di solito ho il problema opposto!) e non riesco proprio a star ferma un attimo, sono irrequieta e se non ho qualcosa da fare rischio l’isteria, lo sapevo che le giornate passano lente e noiose, e non capisco perché non riesco a fermarmi un attimo, che l’oceano stia iniziando a fare il suo gioco?

Sabato 24 novembre 2007 h 18.30, in questa barca abbiamo ancora l’orario italiano….son 3 giorni che andiamo avanti a dire che dovremmo spostare l’orologio ma non lo facciamo mai; il bello di arrivare di là in barca piuttosto che in aereo è proprio che non si sente il fuso, noi invece ci troveremo là che per noi sarà mezzogiorno mentre in realtà è l’alba, ma va bene, così, fa parte del gioco!

Ieri ho avuto news di Davide via mail, è partito il nostro stesso giorno più o meno alla stessa ora da Tenerife, e ieri alle 15 UTC eravamo distanti “solo” 60 miglia, lui è più indietro ma più a sud rispetto a noi, e visto che non abbiamo l’SSB abbiamo provato a chiamarlo alla vecchia maniera, ma i nostri urli corali “Davide Davide” sono stati persi per l’oceano e non ci ha risposto nessuno, peccato!
Io mi sono calmata, anzi ieri notte ho avuto proprio un tracollo fisico e il mio turno di guardia l’ho passato a dormire sul divano, qualcuno ad un certo punto ha avuto anche la gentilezza di coprirmi, poi mi sono svegliata quando la Milena mi ha mandata a letto… io ci ho anche provato, ma dal divano al letto la strada è lunga e tutta in una volta non ce la potevo fare, mi sono drizzata seduta…e mi sono addormentata secca così, pure un po’ pendente da un lato… mi dicono che sarò rimasta così almeno una mezzora buona, finchè Simon mi ha risvegliata x mandarmi a letto, raccomandandosi di non addormentarmi sugli scalini…
Oggi siamo state attivissime, abbiamo fatto un mucchio di cose: pane, biscotti e crostata di ciliegie, ginnastica, lezione di vele con Marco, e ci siamo permesse perfino il lusso di una doccia… eravamo giunte alla conclusione che io stanotte più che stanca fossi probabilmente narcotizzata da me stessa, ok non sprecare l’acqua ma quanno ce vò ce vò…
Ho iniziato a fare tutti i rilevamenti ogni 6 ore, come mi ha insegnato Simon: posizione, rotta, vento, velocità, trip, meteo, barometro, andatura, temperatura e note, così ci rimarrà un ricordo scritto di questo viaggio, bello!

Giorno 5, domenica
È mattino, stanotte abbiamo cambiato mura perché il vento non ci permetteva di tenere la rotta giusta e ci stavamo dirigendo troppo a nord, ma abbiamo un problema con una stecca della randa, dice Fabio che la prossima volta che prendiamo forza 7 non potremo usarla…..ma quand’è stato che abbiamo preso forza 7? Io c’ero? Finora tutto è stato tranquillo, a parte il primo giorno che avevamo vento in faccia e sbatacchiavamo un po’, per il resto è stato tutto sereno: certo, onde alte e lunghe, ma ancora niente tempeste, niente panico, niente di niente, anzi motore spesso acceso….boh, io continuo a non capirci niente di queste barche: perché con 20 nodi di vento prendiamo una mano di terzaroli e accendiamo il motore? Ma nonostante questi dubbi taccio, io son quella che fa il pane, non quella che mette becco nelle vele… Marco è un istruttore di vela bravissimo, mi piace come risponde alle mie domande tecniche (faccio finta di capire); ieri è stato tutto il pomeriggio al timone con vento forte e onde di 6-7 metri e si è divertito un mucchio, son contenta per lui, che almeno questa traversata gli dia quel che si aspettava da questa esperienza! Anche Simon è molto bravo, ma sono diversi: Marco si muove con padronanza e sicurezza dando fiducia a chi come me non sa fare, sa spiegarci bene tutte le cose e risponde alle domande in maniera esauriente; Simon è bravo e sa fare perché ha imparato con la pratica e l’esperienza, si muove sicuro e veloce, tipo ieri sera che dopo cena eravamo seduti a tavola a chiacchierare e ad un certo punto ha cambiato faccia ed è schizzato via sul flight veloce come un fulmine: stava arrivando un rafficone, tutti noi altri ce ne siamo accorti che lui era già su, anzi c’è anche chi non se ne è neanche reso conto, ma meno male che stavolta non ero io!! Anche lui mi sta insegnando un mucchio di cose nuove ma i metodi di insegnamento dei 2 sono diversi, chissà che con 2 prof in una volta sola non sia la volta buona! Fabio lo incrocio meno, lui ha un gran daffare tutto il giorno a lavare la barca e tenerci d’occhio che non lasciamo casino in giro, abbiamo pessimi vizi da togliere, tipo aprire il rubinetto o accendere il gas, quindi ha meno tempo libero da dedicare a noi inesperte di barca.

Giorno 6, posizione 23°31’N 27°50’W
La navigazione procede, tutti abbiamo ormai preso il ritmo della vita di bordo, ognuno ha i suoi tempi e si va d’accordo, si ride veramente tanto quest’anno, a volte addirittura mi chiedo se x caso non sto diventando una di quelle ochette stupide che ridono per un nonnulla, poi mi dico che invece non sono la sola a ridere così tanto, ed è meglio così, si vede che sono allegra e sto passando un momento felice nella mia vita. Una sera a Las Palmas addirittura è stata elaborata una teoria su questo mio dubbio tra l’esser semplicemente contenta o esser diventata una povera scema cogliona: se una persona è cogliona da sola, è cogliona e basta, e si sente ancora più coglione perché sa che la gente lo guarda e pensa che sia un coglione. Ma se te metti insieme 2 cervelli (scarsi), il fatto di esser coglione si raddoppia perché la gente vede che un coglione ha trovato un altro coglione da far comunella, e i 2 coglioni si divertono un mucchio, ma il fattore coglione viene elevato alla seconda, se poi trovi anche il terzo coglione diventa alla terza… per non parlare poi se si trova insieme un gruppo di coglioni, che allora ci metti il periodico… ma è un casino! (by Milena)

Dopo 6 giorni di navigazione, è tempo delle prime considerazioni: questa traversata è diversissima dall’anno scorso: va beh, già il fatto che siamo in 6 anziché in 3 fa la sua differenza, non ho molti momenti di solitudine, e anche quando mi piazzo a poppa a guardare le onde ho sempre la mia compagna di viaggio a fianco, chiacchieriamo, a volte parliamo di cose serie ed importanti, spesso diciamo baggianate per ridere, ci godiamo un mucchio i bei momenti e anche in gruppo tutti insieme stiamo bene, quando ci prende il matto attacchiamo la musica a palla e urliamo a squarciagola le canzoni più popolari che conosciamo, son bei momenti davvero! La nostra preferita è “gente di mare”, che cantata tutti insieme mentre le onde alte ci spingono avanti in questa navigazione rende il testo ancor più suggestivo per noi che siamo qui in mezzo; Celia, che abbiamo ribattezzato Jujù, ha la fisarmonica e sta studiando gli accordi per seguirci, per il momento di canzoni italiane sa fare solo bella ciao….carina eh, ma qui non c’entra niente, quindi è stata incaricata di studiarsi gente di mare, all’arrivo dovremo essere in grado di fare un bel coretto tutti insieme con il suo accompagnamento musicale!
Poi, ormai non ci facciamo neanche più caso, ma se mi fermo a pensare un attimo al fatto di essere qui in mezzo, su questa barca che imperterrita va avanti, sempre, giorno e notte, indipendentemente da chi c’è di guardia lei va…. è bello, è strano, è curioso! Mi piace tantissimo sdraiarmi sul flight a guardare le vele dal basso, l’albero che dondola e balla con le nuvole, la barca che va avanti, noi che a bordo svolgiamo la nostra vita, ormai racchiusa in questi 15 metri x 8, e la barca incessantemente va, e va, e va…. ci porta tutti e 6, indipendentemente se noi a bordo si sta cucinando, dormendo, cantando, o facendo gli scemi. Ormai sta diventando un appuntamento quotidiano la favoletta serale di Milena sul flight, Simon dopo cena inizia a fare i capricci come i bambini, guai se salta la favola! Qui i problemi che a casa erano seri e fonte di pensieri sono così lontani e remoti che quasi mi chiedo se esistono veramente o se non fossero piuttosto frutto di scherzi della mente…qui tutto acquista dimensioni diverse: il mutuo, le gomme della macchina da cambiare, le spese condominiali da pagare….boh, che mi frega, ora come ora i problemi impellenti sono cosa cucinare, se mettere la maglietta o una felpina, e il non aver ancora incontrato pesci volanti….certo, tutto il resto so bene che esiste, mi aspetta, e una volta a terra dovrò riaffrontarlo, ma adesso come adesso tutto ciò che non è qui presente è assolutamente irrilevante, tanto comunque non posso farci nulla, quindi non ha senso struggermi o pensarci. Il tempo acquisisce una dimensione tutta sua, la traversata la vedo come una specie di parentesi, al di fuori di questa parentesi c’è la vita reale con tutte le sue sfumature di problemi (e ovviamente anche di gioie), qui è come se ci si prendesse una pausa da tutto e tutti, stiamo vivendo questo breve periodo della nostra vita tutti insieme, stiamo dividendo ogni cosa, dal pane ai problemi di digestione, il mondo fuori è lontano, è là che ci aspetta ma abbiamo tempo per riprenderlo, e soprattutto nessuna fretta, a star qui sembra quasi che la vita debba andare avanti così per sempre, con questi ritmi scanditi dai momenti dei pasti e dai turni di guardia, buio, luce, alba, tramonto. Naturalmente questo non significa che non pensi a niente e nessuno, ci penso eccome, ho una grandissima nostalgia di tante persone, penso sempre più spesso che mi piacerebbe davvero tanto far fare un’esperienza del genere a Damiano, mi piacerebbe che fosse qui con me, e anche il babbo lo vorrei qui ma so benissimo che non ce lo riuscirei a portare nemmeno sotto minaccia armata… poi penso chissà come sta il mio migliore amico degli ultimi 13 anni: il mio cagnone, Toto, in certi momenti mi manca da morire e penso che quando ero a casa, sebbene lo tenessi sempre con me, forse avrei dovuto passare più tempo con lui, che ormai è un vecchietto acciaccato e x quanta gioia mi ha dato nella vita ora ha sempre più bisogno di essere accudito, comunque l’ho lasciato in ottime mani e sono tranquilla, anche se avrei davvero tantissima voglia di abbracciarmelo forte forte… Invece tra tutti gli amici quella a cui penso più di tutti è Ira, e questo è “colpa” di Jujù: da dietro potrebbe tranquillamente essere scambiata per lei: più o meno stesso fisico, stessi capelli, stesse “pettinature”, stesso modo di vestirsi e stesso modo anche di portare gli indumenti stessi, stesse posture e stessa gestualità, mi fa pensare a Ira continuamente, poi invece quando si gira non si assomigliano per niente, ogni volta ci resto quasi male! Anche come carattere sono agli antipodi, Celia è tutta carina e pacata e dolce, Ira è un vulcano prorompente di energia e grinta, no no niente a che vedere….meno male, meglio così, qui su questa barca ci siamo già abbastanza io e Milena come terremoti, almeno lei dona un attimo di femminilità e tranquillità all’ambiente…
Milena mi fa sbudellare dal ridere, sapevo che era scema ma non immaginavo a questi livelli, andiamo d’accordissimo sia sul piano caratteriale ma anche su quello organizzativo: abbiamo lo stesso sistema di lavoro e andiamo benissimo. Si è creata un’ottima complicità con Simon e Marco, e ci divertiamo di brutto. Ieri finalmente tutto il resto dell’equipaggio ha capito perché io non volevo mai andare a svegliare Simon, ci ho già lavorato l’estate scorsa e lo conosco, so bene che è la persona più buona del mondo…a 2 condizioni: che abbia lo stomaco pieno e che non venga svegliato inutilmente, perché in questo caso non ha l’aria molto amichevole… tipo ieri che è sbucato su “leggermente” disturbato dal nostro vociferare di delfini delfini, Milena era di spalle e quando le ho detto di girarsi moooolto lentamente, lei nel vederlo se l’è decisamente fatta sotto, Marco e Fabio sono stati muti, e io che mi sdraiavo sotto al tavolo dal ridere vedendo la faccia di Milena, che sottovoce mi chiedeva “ma che è, Lerch?” E lui “ecco, vedi, dico sempre io che delfini rompe palle, tutta gente urla come matti e non si può dormire”. E’ stato un brutto momento, lo dicevo io che non bisogna svegliarlo quando non necessario!!

28 novembre 2007, giorno 8
Questa perturbazione che dura ormai da 3 giorni ha proprio rotto le scatole, non sapendo esattamente com’è posizionata sull’atlantico non sappiamo da che parte farci e continuiamo a farci i bordi sotto, senza uscirne. Stanotte Simon mi ha tenuto una mini lezione di meteorologia e ho capito perché devo continuare a guardare il barometro: non avendo le previsioni meteo, forse facendo un bordo bello lungo, nel vedere il cambiamento del barometro potremmo capire qualcosa, se siamo in coda o in testa a questo mega nuvolone che ci portiamo sulla capoccia quasi dalla partenza, invece niente, ma pazienza. Intanto ieri per non saper né leggere né scrivere è stata lavata tutta la barca, con acqua e sapone, perché era tutta sporca di pesci volanti che si schiantano sul ponte di notte, e in ogni caso l’acqua dolce fa bene alla barca. Oggi ho un po’ paura che ci tocchino gli acciai, ma per fortuna invece no, piuttosto bisognerebbe sostituire le drizze perché come dice Fabio vanno girate ogni 80 miglia per evitare l’usura nei punti di maggior sforzo. A me sembra esagerato ma le mie impressioni giustamente contano poco. Noi di nostro, visto che è vietato fare il pane ogni giorno perché consuma gas, e poi non si può stare sempre a cucinare, cos’è sta storia di tagliatelle e saccottini (anche se poi sembra vengano graditi dall’equipaggio) dovremo inventarci altro per passare la giornata; io penso che approfitterò della giornata di fancazzismo culinario per cercare di sistemare il tientiben che porta alla nostra cabina, che è un po’ ballerino, e se ce la faccio devo ringraziare Damiano, a forza di andare a lavorare con lui ho imparato a cavarmela con viti e attrezzi vari x aggiustare i mobili…La Milena invece ha deciso di mettere in ordine la nostra cabina: innanzitutto via quei 5 kg di mele che avevo nascosto sotto il suo cuscino per scherzo il primo giorno e che hanno dormito con noi fino a stanotte, poi basta anche con tutto sto casino di vestiti ovunque, un po’ d’ordine per la miseria! Per esempio i vestiti da sera (maglioni, pantaloni e giubbotti) possono stare benissimo dentro l’armadio, appallottolati con cura, così intanto proteggono dalla luce anche il lievito di birra artigianale che ci siamo inventate, il resto può continuare a stare ai lati del letto; le creme solari stanno benissimo insieme ai computer, le mutande nel cassettone con i cd e la ceretta, mentre invece i giubbotti di salvataggio sono utilissimi per coprire le valigie che a loro volta proteggono dall’aria l’impasto del pane che ogni giorno conserviamo per aggiungerlo a quello del giorno dopo… ops, era meglio se quest’ultimo predicato verbale lo coniugavo al passato…
Ieri sera abbiamo avvistato una barca vicina a noi, Ashmara, sarà stata qualche miglio, e abbiamo avuto anche un contatto radio col VHF, è stato bello anche se breve, ci hanno tagliato corto con le comunicazioni, forse perché da parte nostra con tutte le lingue ufficiali di bordo l’inglese è quella meno ferrata, di 6 ne facciamo uno solo… Visto che era proprio alla nostra prua dovevamo tenere gli occhi ben aperti x non andare a sbatterci contro, in effetti qui in mezzo all’oceano il modulo per la constatazione amichevole potrebbe non aver grande valore….
Ecco, manco ho finito di scriverlo che è uscito il discorso del nostro tientiben, ho esposto al comandante il mio programma della giornata e me l’ha bocciato pienamente, non si può fare in navigazione un lavoro del genere, sono ben 2 pannelli da rimuovere x riprendere dall’interno le viti, e sicuramente dietro ci sarà del silicone, io non sono in grado di eseguire un lavoro di bricolage a questi livelli….Damiano, glielo spieghi tu che so fare con avvitatori e brugole varie o aspetto che si appisoli e procedo di mia iniziativa? No dai, gli ordini del comandante non si contraddicono mai, già sto rischiando ogni giorno lo sbarco immediato perché continuo a stare appresso ai fornelli, tanto da essermi meritata l’appellativo di nonna papera, (anche se a dire il vero tutto ciò che ho preparato finora è sempre stato fatto a 4 mani e 2 cervelli), e come dice Milena mi piace sfidare la sorte ma quando mi ritroverò gettata in mezzo all’oceano col mio bel foglio di via… allora forse mi pentirò per aver disobbedito gli ordini del comandante! Allora per non fare sempre la parte della ribelle insubordinata mi rassegno a fare quel che lui mi propone: per esempio ci sono da lucidare le falchette in legno perché stanno iniziando a diventare nere: sono inorridita al ricordo del teakwonder ma per fortuna a bordo non c’è, comunque dice che col sapone di Marsiglia vengono che è una meraviglia, e in più fa anche rima!

Giorno 9
Oggi non è iniziato bene, proprio per niente. Erano mesi e mesi che non discutevo con qualcuno, ma stamattina appena sveglia ho avuto uno scambio di opinioni piuttosto colorito con il capitano per definizioni diverse sui termini armonia, gentilezza, gruppo, tolleranza e buonumore. Gli ho detto in modo inequivocabile biiiiiiiiiip e poi biiiiiiiiiiip e poi ancora biiiiiiiiiiiiip. Ovviamente lui ha il suo punto di vista, che rispetto anche se non condivido. Ma la cosa deve essere reciproca se vogliamo andare d’accordo! E dire che oggi doveva essere il giorno speciale, siamo a metà strada e da giorni ormai abbiamo predisposto il programma: cena con menu superspeciale e lancio in mare della classica bottiglia con dentro i 6 desideri…. Comunque sono anche dell’idea che spesso una bella discussione spiani tutto, quante volte nella vita mi è capitato di arrivare ai ferri corti, ben peggio di oggi, e poi una volta chiarito tutto nasce una buona intesa? Quindi sono contenta, i sassolini vanno tolti dalla scarpa in fretta, prima che creino tumefazioni inguaribili nel piede…il mio piede dimentica in fretta i sassolini a patto che non ne vengano messi altri, vediamo la ghiaia che fa. Ora ho preso 2 pillole, una verde e una rosa, dovrebbero funzionare…..Le pillole, altro motivo di risate: nel fare spesa abbiamo comprato un tubetto maxi di smartie’s e li stiamo usando come pillole, ogni momento che uno ha qualcosa gli diamo una pillola, in base al colore si cura un malessere diverso: c’è la calmante, l’antidepressiva, l’antisonno, l’antifame, l’antirabbia, e quelle che non esistono noi le abbiamo lo stesso, meglio che una farmacia!
Ieri sera abbiamo raccolto un naufrago: Milena ha trovato in dinette un uccellino piccino piccino, infreddolito e affamato, ovviamente l’abbiamo subito adottato e gli abbiamo dato come cuccia la cesta delle scarpe svuotata, in attesa di vedere oggi come stava e decidere se era in grado di riprendere il suo cammino da solo. Al risveglio dell’equipaggio nottambulo non c’era più, Celia e Fabio nel loro turno hanno deciso che sì, era in grado di volare, e l’hanno liberato. Son sempre dell’idea che, a proposito di spirito di gruppo, sarebbe stato più bello farlo tutti insieme, soprattutto oggi, ma l’importante non era cosa avremmo voluto fare noi, ma il bene dell’animale, quindi va bene così; e fingiamo che sta cosa sia avvenuta ieri, oggi c’è stato il chiarimento e facciamo in modo che nulla possa più turbare la ritrovata armonia, non attacchiamoci a queste sciocchezze.
Gli avvistamenti di barche si stanno facendo sempre più frequenti e “telefoniamo” a tutti, fa piacere aver contatti con qualcuno, sapere da dove vengono e dove vanno, da quanti giorni sono in viaggio eccetera, ma italiani mai? Davide dov’è? Omero sarà già in dirittura d’arrivo? Zambo? Quelli di Exotica di cui non ricordo il nome? Vincenzo? Edo e Vittorino? La Gabriella con la sua Tribù? Mah, lo scopriremo solo vivendo!

Venerdi 30 novembre 2007
Metà strada, e sta cavolo di perturbazione ancora ci segue….ci chiediamo se è possibile che una perturbazione sia grande come tutto l’atlantico, oppure se non si tratti più probabilmente di uno strano fenomeno di origine fantozziana…. In effetti qui a bordo c’è un gufo, non vorrei dire ma qualcuno 2 giorni fa ha detto che si annoiava tanto da arrivare a sperare che si rompesse qualcosa per avere da fare…et scors? Nella stessa giornata: perdita di acqua dolce nello scafo di sinistra, motore birichino, strappo della prima mano alla randa e fotocamera di Jujù in blocco… ora tutte le volte che costui apre bocca vediamo gli altri 2 che si toccano forsennatamente, e noi donne, avendo un’anatomia differente,ci limitiamo a fare le corna toccando ferro… Ieri altro contatto radio con una barca, out of the blue, e più tardi ci siamo avvicinati tanto da poterci vedere e salutare ad occhio nudo, è stato davvero bello se si pensa che siamo in mezzo ad un oceano! Ho avuto news via mail di Davide, continua ad essere “vicino” a noi ma non abbastanza da poterci parlare col vhf, peccato non avere l’ssb!
L’aria di bordo è sempre ridanciana, se l’equipaggio va bene l’equipeggio va ancora meglio ed è affiatatissimo, ogni sera continua l’appuntamento sul flight con le favole, ora facciamo un po’ ciascuno nella narrazione, anche Marco non scherza a fantasia! Un altro appuntamento quotidiano è la colazione di Simon (detto anche il bovino), indicativamente tra le 3 e le 4 del pomeriggio: appena si sveglia caffè, e dopo una mezz’oretta bisogna preparargli la colazione, preferibilmente quelle 7-800 uova con pancetta, oppure wurstel con formaggio filante e tutte le salse presenti in frigo, lui di latte e biscotti non sa che farsene. E mi piace che io e Milena ci sediamo di fianco a lui a fargli compagnia, guardando l’oceano a poppa con le sue onde che a volte ci superano in altezza, saranno banalità ma questo momento della giornata mi piace parecchio e penso che mi mancheranno le nostre battute “chiaaamaaatooo” in stile Lerch per prenderlo in giro…. Così come mi mancheranno le nottate sul flight: i nostri turni notturni sono andati a ramengo: in teoria dovremmo fare io e Marco dalle 22 alle 2, Milena e Simon dalle 2 alle 6 , e Fabio e Celia dalle 6 alle 10. In realtà Marco e Simon si fanno da dopo cena fino alle 2, raggiunti da me e Milena appena possiamo, che o ci addormentiamo su o andiamo a letto, tanto fino alle 2 ci sono entrambi, poi Marco va a letto e io e Milena facciamo 2 ore a testa, più o meno sveglie, con Simon; non che abbia bisogno, più che altro è per la compagnia o per portagli caffè o birra o panini (circa 4 kg cadauno, il termine panino per lui è un eufemismo). Lui in cambio veglia su di noi mentre ronfiamo alla grande, e tante volte si va a fare il caffè da solo per non disturbarci, credo che dobbiamo aumentare la dose delle pillole, sta mica bene quel ragazzo lì!
Ieri sera cena superspeciale, purtroppo interrotta nel bel mezzo dal dover tassativamente cambiare mura proprio in quel momento…. Abbiamo lavorato in cucina tutto il giorno ma il risultato è stato eccellente: pizza a merenda, consumata sul flight imboccando Simon e Marco mentre cucivano la randa, panini caserecci fantasiosi e grissini stirati a mano con sale e rosmarino, poi per cena attenzione attenzione: filetto di vitello in crosta con patate al forno, e per finire… non vorrei peccare di presunzione ma… chi in mezzo all’atlantico ha mai gustato un formidabile cestino di cioccolato fondente ripieno di crema al mascarpone e coulisse ai frutti di bosco, con guarnizioni di cioccolato a forma delle nostre iniziali???? Il tutto fatto con le nostre manine, cestino di cioccolato compreso. Mica brodo di giuggiole qui!!!
Fatti degni di nota della giornata è stato il taglio dei capelli a Simon, eseguito dalla sottoscritta: il risultato non è per niente male nonostante le difficoltà dovute all’equilibrio molto precario sulla rete, reso ancora più instabile causa soggetto dinamico; ora però non assomiglia più molto a Lerch, piuttosto coi capelli più corti i riccioli cadono meglio e visto da lontano (da molto lontano) ricorda quegli angioletti della pubblicità del pane degli angeli, oppure il bambino della Bauli… essendo in periodo prenatalizio ci sta anche!

Martedì, 3 dicembre 2007 (ma non sono sicura della data) ore 03.30 della notte
Tutto bene. Si procede, sempre qui in mezzo. finalmente oggi primo giorno di sole (quasi) e finalmente un bel tramonto, direi fosse ormai ora! La perturbazione forse è finita, ma non c’è un alito di vento neanche a pagarlo quindi andiamo a motore, solo uno perché l’altro ci ha abbandonati definitivamente (gufo non si smentisce….).
Ieri notte è stato bellissimo: sul flight con Simon un’ora e mezza a guardare il cielo con lui che diceva incrediiiiibile incrediiiiiiibile, guarda il vento, guarda quel groppo, guarda il mare, e mi faceva notare alcuni particolari….e là sotto la pioggia a guardare questi fenomeni che si stavano verificando, bagnata fino al midollo a girare winch…. mi sono sentita un vecchio lupo di mare anche io!
Siamo in dirittura di arrivo, ancora pochi giorni, e a bordo la ritrovata armonia rende l’atmosfera sempre più divertente e giocosa, stiamo proprio bene! Continuano gli scherzi senza esclusione di colpi, qui bisogna stare attenti ogni momento perchè c’è sempre qualcuno in agguato che ne ha pensata una, è dura la vita quando si ha a che fare con delle teste bacate come quelle qui a bordo, ma Dio li fa poi li raggruppa….
Marco, detto anche Rambo per la tecnica nell’uccisone delle sue prede: li accoltella, poi gli strappa le branchie, poi li prende a bastonate e con le prede più cattive non esclude l’uccisione a colpi di morsi,oggi ha dato il meglio e abbiamo fatto una cena spettacolare a base di carpaccio di tonno + dorado cucinato “a fantasia”, pescati in stecca l’uno dall’altro. Il dorado era bello grosso e ha fatto un casino bestiale suicidandosi a colpi di pinnate sui gradini dello scafo e spruzzando sangue ovunque, il pozzetto era diventato tutto a pois e Simon e Fabio sembravano 2 serial killers tutti imbrattati di sangue. Fabio purino stava male a vedere la barca messa così e correva come un matto con la canna dell’acqua, quasi peggio di ieri quando noi 3 femminucce abbiamo giocato alla beauty farm sulla rete, con impacchi di uova scadute ai capelli e peeling al corpo con fondi di caffè…. Ah Fabio, tranquillo che acqua e sapone lavano via ogni traccia, non c’è problema!
La cambusa si sta inesorabilmente svuotando, bisogna iniziare ad ottimizzare i consumi, soprattutto frutta e verdura che volgono ormai al termine, ma penso che non moriremo di fame, anzi….questa traversata sembra una scena del film “la grande abbuffata”: ci piace cucinare e ci piace anche mangiare, binomio molto pericoloso per la linea, ormai perduta da tempo. Ma qui tra la colazione, il pranzo, far compagnia al bovino durante la sua colazione, e poi aperitivo, cena, e ancora spuntini notturni a base di crepes o pesche sciroppate (grazie mamma!!)….come si fa a dire di no?
Bon, è tardi, Fabio Celia e Marco dormono, io ho finito qui col computer, raggiungo quegli altri 2 che li sento sghignazzare ormai da una buona mezzora, passo e chiudo!
No non chiudo ancora, abbiamo appena avuto un contatto con una barca messicana che sta andando in Martinica..... soccia quando l’han detto mi è venuto il magone, Martinica Martinica…. Marin…. casa…. ci passo così vicino e non mi ci fermo, mi sembra di commettere sacrilegio! Oh Mario, che so che leggi sempre il mio blog, se a Marin quando arrivi vedi Naiade o qualcosa del genere, con 7 messicani a bordo, salutameli, digli che sono una di quelli che a 15°47N 48°37W li hanno contattati sul VHF alle 4 di notte cantando “punchi punchi pumpuppù!”.

Mercoledì 5 dicembre 2007, quasi ora di cena
Anche oggi doppietta di pesca di Marco, un wahoo grandissimo già finito in congelatore, e uno piccolo ridato al mare.
Il resto tutto ok come sempre, finalmente abbiamo iniziato ad avere bei tramonti e notti stellate, e oggi è arrivato perfino un refolo di vento, ancora non sono gli alisei ma ci accontentiamo, così dopo 2 giorni e mezzo abbiamo finalmente potuto spegnere il motore.
Ormai manca poco all’arrivo, sono 2 settimane tonde che siamo in navigazione e nel giro di altri 3-4 giorni dovremmo essere a destinazione, un pochino ne ho anche voglia di fare 2 passi sulla terraferma.
Parliamo un attimo di Simon, questi 2 metri d’uomo che si aggirano per la barca….. già ho detto che appena si sveglia non è bello subito, ma quando si connette al mondo, con lo stomaco pieno, allora diventa simpatico, fa ridere un casino e mi sto spataccando con la Milena a prenderlo in giro per ogni sua caratteristica. Vogliamo parlare della sua alimentazione per esempio? Oggi ci siamo piegate in 2 dal ridere quando tutto serio serio ha avuto un attacco di nostalgia per casa e se ne è uscito con un “se ero a casa e mi vedeva la mia mamma sai che mi faceva? Una zuppa di bue!” Un’esplosione di risate. E abbiamo durato una buona mezzora a ridere forsennatamente all’immagine della mamma di un Simon bambino sul seggiolone che dice “mamma, fame!”, e lei, come ogni giorno, impugnava il fucile e si recava nella stalla ad uccidere il bue, se lo caricava in spalla e lo portava in casa, mentre le vicine chiedevano “ma Graziella, che fai?” “il bambino ha fame, gli faccio la zuppa!” e poi in casa “Simon, vuoi anche le patate col bue oggi?” e la povera donna usciva nuovamente di casa, faceva il raccolto di un intero campo di patate e così il bambino poteva avere il suo contorno….Poi altro spettacolo raccapricciante l’immagine di Simon dormiente visto dall’oblò di quella cabina-tana, roba che se ci porta una donna la mattina dopo bisogna andarla a cercare a chi l’ha visto…lui dice che invece le donne si innamorano tutte, e allora abbiamo dedotto che forse più che innamorate sono drogate, entrano lì e rimangono talmente sballate che non capiscono più niente…. E giù a ridere, e lui che si offende e noi ci diamo dentro ancora di più! Ho solo paura che a forza di prenderlo così in giro uno di questi giorni si stufa, ci prende tutte e due, ci mette in tasca e ci mena quando ne ha voglia, oppure ci mette in pentola e si fa una zuppa…..Quante risate, quante risate che mi sto facendo in questa traversata! Peccato solo che il gruppo sia “spaccato”. Purtroppo nonostante i chiarimenti si va a giorni alterni, e ho notato che i giorni dispari sono dispari davvero: nei giorni pari si va tutti d’amore e d’accordo, si sta tutti insieme e tutto vabbuono, si ride, si scherza, in poche parole si sta insieme, e si sta bene. Nei giorni dispari purtroppo non capisco come possa succedere ma già dal mattino si respira aria tesa, tutto il giorno muso lungo e anche la sera a cena ci troviamo in 4….mah, misteri dell’oceano. Però peccato perché sarebbe divertente fare che TUTTI i giorni stiamo bene insieme TUTTI, perché poi ad onor del vero quando siamo in 6 ci divertiamo proprio, e ci divertiamo di più che in 4… L’altra notte per vedere di recuperare nel gruppo quelli che non ci cagano abbiamo organizzato uno scherzo fenomenale, perfettamente riuscito, peccato che noi pensassimo facesse ridere subito, invece finchè non abbiamo svelato che era solo uno scherzo c’era il capitano inca***** come una jena, in più io lo pizzicavo dicendogli che non doveva prendersela per una stupidaggine del genere, che in fondo non era nulla di grave, ma lui l’aveva presa proprio male eh! Dopo comunque è finita in risate, sane risate, in 6, e in effetti pensandoci era proprio il giorno 2…..pari…..

GIOVEDI 06 dicembre 2007
E’ il compleanno di Marco! 40 e non sentirli, compiuti in mezzo all’Atlantico! Auguri auguri auguri!!! Stanotte a mezzanotte gli abbiamo preparato un dolce-espresso con quel che abbiamo trovato sul momento e abbiamo improvvisato una mini festicciola con candelina e regali impacchettati col nastro adesivo: niente di sfarzoso perché le boutique oggi erano chiuse (ah ah ah), ma regali simbolici che speriamo siano stati graditi e che gli ricordino il suo equipeggio atlantico : una maglietta, un braccialettino e un pezzettino della cima di Milena tagliata a Las Palmas.
Manca poco ormai, molto molto poco, pochissimo, la terra è qui ad uno sputo! Ho una voglia pazzesca di yogurt, e anche l’idea di un’insalata fresca mi fa venir l’acquolina…




SABATO 08 DICEMBRE 2007, mattino
Stanotte siamo entrati nel mar dei carabi. Terra!!!!!!!!!!! Ora ci resta ancora poco, domani in giornata dovremmo essere a St.Martin! Stesso percorso dell’anno scorso: Las Palmas-Marigot bay di St. Martin. Queste 2 traversate comunque non hanno avuto quasi nulla in comune: l’anno scorso è stata più “spirituale”, quest’anno più divertente e più didattica. Peccato per il brutto tempo che ci ha accompagnati per la maggior parte del tempo ma pazienza, non è una cosa dipesa da noi.
Ultimo giorno dunque, un po’ mi dispiace, ma ho anche voglia di comunicare col mondo, di veder gente, strade, internet, sapere come va a casa…. Marco partirà subito dopo l’atterraggio, ha importanti impegni lavorativi che non può rimandare e ha voglia di rivedere il suo bimbo, e questa è la nota più dolente perché sarebbe stato bello farci almeno una serata tutti insieme, a mò di saluto. Io e Simon dobbiamo andare sul kristina che ci attende per la stagione e Milena deve guardarsi intorno, magari i primi tempi viene con noi almeno finchè non si ambienta visto che per lei è tutto nuovo. Mah, lo scopriremo solo vivendo.
Ritengo doveroso pubblicare un estratto del menu di bordo in questa traversata: ci siamo impegnate a portare avanti la questione emiliano-romagnola anche col mare in burrasca e nonostante le manovre che rendevano difficoltoso tirare la pasta con le bottiglie (non avendo il matterello….), scatenando le ire delle alte sfere… Ma noi ci passavamo il tempo e ci siamo divertite anche a fare esperimenti, quindi probabilmente dando nomi altisonanti ai piatti preparati, x l’anno prossimo potremmo avere più chance di trovare imbarchi, dunque facciamo un elenco dei piatti più apprezzati dall’equipaggio: saccottini verdi freschi con ripieno di zucca e pecorino gratinati al forno; pollo arrosto al profumo di birra; tagliatelle verdi tirate a mano con mare forza 9 (ma và!) alle 7 varietà di funghi (vabbè, surgelati, ma che importa); pane fresco (quasi) tutti i giorni; filetto di vitello in crosta con patate arrosto. Dolci: tiramisù alla frutta; cestini di cioccolato fondente con crema al mascarpone e coulisse di frutti di bosco con decorazioni al cioccolato a forma di iniziali (questo è stato il jolly che ci siamo giocate a metà viaggio); tortini caldi al cioccolato con cuore morbido (quelli che fa Tazio, e sono venuti bene!!!!! Wow!!). Una nota particolare la farei al pane: avendo trovato solo una farina di ultima categoria e senza lievito di birra, le prime volte non era un granchè buono, poi a forza di fare ritocchini alla ricetta originale ed esperimenti, compreso il lievito artigianale, e forse complici anche la temperatura e l’umidità che via via nel viaggio si sono fatte sempre più importanti, alla fine era un pane SPETTACOLARE, a prova di qualunque panificio, per non parlare poi della pizza, che col segreto della zia Vanna veniva veramente eccezionale, friabile e gustosa, e questo lo dico senza falsa modestia! Anche il fronte franco-tedesco non ha scherzato in cucina, Jujù, oltre al resto ovviamente è specializzatissima in quiche, insalate e zuppe. Questa ragazza è sempre sorridente, sempre gentile, sta anche imparando l’Italiano: ovviamente noi ci abbiamo messo del nostro….le abbiamo insegnato modi inequivocabili per dire alcune frasette, semplici semplici ma molto chiare, ovviamente ci siamo raccomandate di non usare questo linguaggio in presenza di bambini o di ospiti! La ragazza apprende piuttosto in fretta, mi fa schiantare dalle risate quando a tavola magari qualcuno racconta qualcosa e lei segue tutta concentrata per capire le parole, e alla fine se ne esce con esclamazioni un po’ più terra-terra che non gli innocui perdindirindina o accidenti….troppo forte davvero!

DOMENICA 10 dicembre 2007, st.martin
Siamo arrivati a puntate: sabato sera ci siamo fermati alla boa a l’ile de la fourchue, qui a sud, e ieri mattina finalmente abbiamo messo piede a terra, marigot bay di st.martin, come da programma.
Visto che Marco aveva il volo il pomeriggio e non abbiamo potuto fare la serata di festa che speravamo, ci siamo accontentati di un pranzo tutti e 4 insieme in aeroporto, l’abbiamo salutato quasi tra le lacrime con una serie infinita di arrivederci e rimpianti di non aver potuto far festa, poi noi 3 abbiam cercato di rientrare in barca x docciarci e uscire di nuovo, ma strada facendo abbiamo incontrato un barettino di ns gradimento, nel quale non potremo mai più farci vedere, e chupito dopo chupito alla salute di Marco ci siam ridotti a casa a notte inoltrata, non proprio freschissimi ma molto divertiti.
Marco se leggi queste righe sappi che ti sei perso roba, peccato davvero che tu non fossi con noi!

2 commenti:

seafarer ha detto...

Cara Vaifra

Mi sono fatto quattro risate leggendo alcuni passi della tua descrizione. Mi dispiace solo che manchino le descrizioni delle discussioni sull’emisfero sud, sulla provenienza degli alisei, sull’ora UTC e soprattutto sulla cambusa. Comunque c’è sempre la soluzione per noi che non abbiamo capito un cavolo: andiamo a fare i faristi come suggerito da Simon-Lerch.
Ripensandoci è stata una navigazione istruttiva e i bei momenti non sono mancati, soprattutto con voi tre.
Sai che ho fatto il viaggio di ritorno di fianco ad un ragazzo Italiano che fa il primo ufficiale su una petroliera? Mi raccontava che voleva imparare ad andare in barca a vela e così ci siamo messi a raccontarci le nostre esperienze. Mi ha confermato alcune cose sulla navigazione, sul meteo etc. ma credo che non serva aggiungere di più. :-) In ogni caso adesso lo so con certezza: eravamo nell’emisfero nord! :-)))
Appena tornato a casa ho abbracciato Luca e Susi, e anzi nelle foto che si possono vedere nel link che ho postato l’ultima foto è con Luca non appena sono entrato a casa. Ero un po’ stanco ma ce la facevo ancora a reggerlo. Poi per non perdere l’abitudine ho attaccato la canna dell’acqua e come avevo imparato a bordo ho lavato la terrazza con acqua dolce, perché le fa bene. Non credo che ci sia sale nell’aria di Zurigo, ma non si sa mai. Susi era un po’ perplessa, ma dato che era già mezzogiorno e non le 8 di mattina non ha avuto molto da ridire. D’altra parte l’igiene è importante. Così ho sciacquato anche la ringhiera, passandola poi con la pelle di daino per essere sicuro che non restassero macchie.
Poi ho disfatto i bagagli e ho ritrovato il pezzo di cima che mi avete regalato per il mio compleanno: Susi l’ha guardata incuriosita e io memore delle rivelazioni avute sulla barca l’ho invitata a fare certi giochini…no dai, sto scherzando. In ogni caso la cimetta era troppo corta. :-)
Concludo con un detto, che mi sembra pertinente in vari sensi: “è inutile versare ruhm: nu strunz nun addiventa babbà!”
Un abbraccio a te e agli altri della comunella! Chupitoooooooooo!
Marco


Link ad alcune foto:
http://picasaweb.google.com/marco.dalmolin/TraversataAtlantica2007?authkey=8mgjoQyBifY

Roberto ha detto...

Proprio un bel racconto!
Un sogno che piacerebbe anche a me realizzare, quello della traversata atlantica.
Se fosse anche con la mia barca, sarebbe davvero bellissimo!!!
Brava!

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