LA TRAVERSATA ATLANTICA

Non su wood Pecker bensì su Sunshine….ma andiamo con calma, in rigoroso ordine cronologico:

LO SBARCO, avvenuto tra il 14 ed il 15 novembre 2006:

Al nostro arrivo a Las Palmas abbiamo iniziato coi lavori per la preparazione della barca alla regata: si lavorava tutto il giorno, vita sociale zero, ma d’altra parte sono partita per venire a lavorare, mica in vacanza, anche se sinceramente mi piacerebbe avere una mezza giornata libera per esplorare i dintorni…
Un bel giorno è arrivato Omero e abbiamo miracolosamente ottenuto un posto barca nientepopodimeno che di fianco a Wood Pecker, così intervallavo il mio lavoro con brevi blitz su Freya, dove per qualche minuto ritrovavo un ambiente amichevole e gioioso, anche se confesso che il giorno che si è messo a sparar cazzate in radio con quelli che stavano per mare (Davide, Giovanni e altri che non conosco)…..mi è venuto un magone…mi sono ricordata che si può anche ridere e scherzare pur lavorando sodo, ma sono comunque tornata sulla mia barca a finir di pulire i gavoni ascoltando il solito salsa e merengue, che ho sempre detestato ma qui è l’unico genere musicale che il lettore cd accetta, dev’essere una marca strana. Tutto procedeva, finchè un bel mattino tornando dal supermercato, tutta triste e mogia immersa nei miei un tizio americano mi ha fermata per chiedermi informazioni, non so cosa mi è balenato per la testa ma l’ho letteralmente abbordato chiedendogli se cercava equipaggio…è rimasto perplesso, ci siamo dati appuntamento a più tardi, abbiamo chiacchierato e ci siamo conosciuti, il giorno dopo è arrivato il fratello, ho conosciuto anche lui, li ho giudicati 2 persone serie e sono andata a vedere la barca, affare concluso. Ci siamo presi qualche giorno di tempo per riflettere, e nel frattempo io ci ho preso gusto a cercare un’altra barca, solo che non avendo praticamente tempo libero per fare gli affari miei, lavoravo al progetto di fuga tra la lavanderia e i supermercati… alla fine, tempo 2-3 gg la gente mi fermava per il porto a dirmi che la tal barca o la tal altra cercavano….comunque la mia migliore alternativa era Laurent, lo skipper della Roberta la hostess dell’anno scorso, lui molto gentilissimamente sarebbe venuto a Las Palmas apposta per caricarmi, diversamente il suo itinerario prevedeva Tenerife; veramente molto carino questo Laurent, non dimenticherò la sua gentilezza, il mare è piccolo, e davvero molto gentile la Roberta a darmi una mano. Alla fine però ho optato per gli americani.
Loro ovviamente, da americani doc quali sono, mi hanno fatto un terzo grado degno dei migliori film polizieschi ma va bene così. Vorrei solo fare una nota negativa su questi americani: ok controllarmi il bagaglio, in fondo non sanno chi sono, potrei avere qualunque cosa con me, però…..cacchio…..almeno le cose lasciarle come erano, invece no: dentifricio tutto schiacciato, e voglio vedere con cosa mi laverò i denti io, spazzolino a spasso per la valigia, mutande mischiate con scarpe….eccheccazzo!!!!
A parte questo, loro sono gentilissimi, a bordo è obbligatorio il buonumore, questo mi piace un sacco, anche perché sinceramente le ultime settimane non me la sono passata bene per niente, ero veramente sull’orlo di una depressione cronica irreversibile a vita… Speriamo di tirarci su in fretta.
A dire il vero ci ho dovuto riflettere anche io, non ero mica sicura di voler cambiare barca, mi sono consultata col buon Omero e con casa. Su consiglio di Carla sono giunta a tirare la moneta, che come giustamente mi faceva notare lei, non va MAI contrastata, la moneta sa sempre qual è la giusta direzione in caso di indecisione per affari importanti (vedi nostro diario di viaggio a Cuba). Tanto per cominciare nel ravanare nel marsupio alla ricerca di una moneta ho trovato un dollaro delle grenadine…nei giorni scorsi non l’avevo mai incrociato quel soldo lì, e quindi già lì mi son detta che era un segnale forte e chiaro che dovevo lasciar decidere alla moneta, e caso vuole che non ha testa e croce bensi una testa da un lato e una barca dall’altro, quindi a maggior ragione capitava perfetta per la situazione: testa, la saggezza di non abbandonare un imbarco sicuro e pagato; barca, libertà, preferire il mio benessere psichico al portafogli. Anziché lanciarla l’ho rotolata tra le mani e la sentivo più pesante da un lato, non sto scherzando, pesava davvero di più, la sentivo che mi chiamava di girarla da quel lato, ho aperto la mano come voleva lei e….c’era la barca! Era un segnale, non potevo far finta di nulla, me ne sarei pentita di sicuro. Quindi via, si va.. Lo so benissimo da me che non era saggio abbandonare Wood Pecker…..ma chi l’ha detto che nella vita bisogna fare solo le cose intelligenti?
Racconto l’ultima cosa: la prima volta che sono andata alle Grenadine per Albatross avevo dei clienti un po’ esigenti che mi chiesero le melanzane alla parmigiana, e fin qui ok. La notte in cui sono sbarcata dall’Azimut, su richiesta avevo preparato per il giorno dopo le melanzane alla parmigiana, e ho lasciato ai messicani le istruzioni per infornarle. Coincidenza. L’altro giorno facendo la spesa mi sono ricordata che Antony aveva sottolineato che gli piacciono un mucchio, allora x dimostrare di essere una persona gentile ho comprato l’occorrente e le ho preparate…. A me queste melanzane alla parmigiana iniziano a darmi dei pensieri… dovrò scriverlo sul curriculum di non chiedermele? Infatti sul Flying Cloud non le abbiamo mai preparate, sarà una coincidenza ma per chi come me è convinto che nulla succede mai per caso la cosa è curiosa.
E così eccomi qui, su Sunshine…..dopo esser scesa da una nuvola volante che cacchio ci stavo a fare su un picchio??? Molto, ma molto meglio un raggio di sole, vuoi mettere??? Siamo in navigazione da 24 ore, tutto procede per il meglio, siamo tranquilli, terrò aggiornato il diario di bordo e intanto rifletto sui casi della vita: dopo esser stata definita la Pasionaria del Mediterraneo insieme alla Gabriella, stavolta eccomi qui a fare la Pasionaria dell’Atlantico. Speriamo però che prima o poi si riesca anche a guadagnare qualche soldino perché qui solo con la Pasione non si va avanti molto eh….


LA PARTENZA, 16 novembre 2006

Innanzitutto al mattino mentre li aspettavo camminavo su un molo e chissà che cavolo guardavo non mi sono accorta che c’era una barca con l’albero appoggiato orizzontale e ho dato una craniata che si è sentito sbeeeeng per tutto il porto, quindi sono salita a bordo stordita come una campana, siamo andati a fare acqua e ho salutato velocemente Carlo Venco, porca miseria una settimana nello stesso porto e non sono riuscita a trovare una mezzora per fare due chiacchiere con lui, questo mi dispiace molto. Comunque, a parte lo stordimento dovuto alla capocciata e alla difficoltà di tirare su i parabordi con in mano un gelato che si stava per squagliare (gentile il capitano a comprarci l’ultimo gelato prima della traversata, ma a me avrebbe fatto piacere anche avere 5 minuti per mangiarlo….), è stato tragico per me il momento dell’uscita dal porto: i due americani si sono dedicati alle foto indicandomi il timone e dicendomi “drive!”, evviva ho pensato io, cominciamo bene, gli avevo detto che era meglio non lasciarmi da sola al timone, vedo che han capito subito! Comunque ce l’ho fatta senza far danni, nonostante lo sbrodolamento del gelato lungo tutto il braccio e il bernoccolo che pulsava. Buon inizio.

A bordo: la barca è nella fase finale del giro del mondo, compiuto in 7 anni, sono state toccate tutte tutte tutte le isole esistenti nei mari del mondo, di miglia ne ha fatte…E’ una figata, comoda, spaziosa, mi piace perché c’è uno spazio apposta x guardare fuori comodamente spaparanzati sul divano…. Quindi bella barca, loro simpatici ma……volendo fare i pignoli e trovare per forza un difetto…..penso che per fortuna sono in regola con tutte le vaccinazioni possibili immaginabili, se no qui c’è da prendere di tutto, anche malattie sconosciute….nei piatti si può leggere il menu degli ultimi 7 anni, e ci sono spazi che secondo me non sono mai stati puliti, non si può toccare nulla che rimangono le mani appiccicose, ma per fortuna non sono mai stata schizzinosa…. Per non contaminare tutti i miei vestiti, che poi non c’ho voglia di spendere centinaia di euro in mom, ho battezzato una parte di abbigliamento che verrà sacrificata….per i prox 20 gg saranno quelle 2-3 cose, poi le butto nel rusco, o molto meglio ancora le incendierò….qui ho paura che ci sia tutto un’allevamento di batteri che se fossi biologa andrei a nozze…..vuoi mettere un germe delle Galapagos incrociato con una microba delle Tonga? Roba fantascientifica….. Io ho preso disinfettante e amuchina e ho pulito il mio letto sopra sotto e tutte le pareti intorno, giusto per darmi una parvenza di igiene, gli acari che sono nel materasso speriamo facciano orari diversi dai miei…poi pian piano sto cercando di pulire la cucina….sembra facile, ma vorrei veder voi alle prese con incrostazioni di origine sconosciuta ormai fossilizzate… per non parlare poi dei vari tipi di muffe, muschi e licheni…. Comunque, accetto sponsorizzazioni delle varie aziende produttrici di detersivi & affini! Fatto curioso: ieri x pranzo hamburger, mentre li cuocevo arriva Steve e si straraccomanda di lavare i piatti prima di mettere la carne cotta, perché prima c’era la carne cruda e, sai, coi germi non si scherza in alto mare……ah ah ah, qui non ce l’ho fatta, mi sono messa a ridere, lui pure, chissà se ha capito il motivo.. Però a parte questi particolari si sta bene, il clima è buono e sereno, ogni tanto Cary, il comandante, prende la chitarra e suona musica folk americana, robe tipo paul simon, neil young e tante altre canzoni che non conosco ma mi piacciono, è proprio bravo, anche se ogni tanto attacca delle canzoni che avevamo sul flying cloud e lì ciao….per me è la rovina, vado giù giù giù giùùùùùù…..e visto che nelle regole di bordo sono concessi al massimo 5 minuti a testa al giorno per piangere, e tutti i minuti che io riesco a risparmiare a fine traversata li voglio regalare a Cary che sarà molto triste per la fine del suo lungo viaggio…..bisogna che ci mettiamo d’accordo con sta musica: se insiste con le canzoni per me deleterie non saremo mai amici.
Per oggi è tutto, il mare è calmo, delfini ancora zero, uno russa l’altro accorda la chitarra, io fra un po’ inizio il turno, passo e chiudo….

19 NOVEMBRE, 4° GIORNO, non ho idea di quante miglia percorse

I giorni passano veramente lentissimi, sapevo che mi sarei annoiata tanto ma non immaginavo a questi livelli. Alcune cose dai racconti che mi erano stati fatti le pensavo diverse, ma non so se è diverso qui su questa barca o se avevo proprio capito male io…. Le mie navigazioni in fondo finora erano state fatte sempre con Christian sul Flying Cloud, e quindi alla fin fine ho visto solo il suo modo di navigare, quindi non so proprio esprimere giudizi. Però osservo e mi pongo domande. La cosa più strana è che all’uscita del porto di Las Palmas è stato messo il pilota automatico, e ancora non è stato tolto, anzi l’unica cosa che è stata tolta è proprio il timone, è stato messo dietro al divano, quindi la barca va così, si rolla di brutto e io avevo capito che timonare significava anche prendere le onde in un certo modo, mi ricordo quando mi diceva che devo imparare a sentirle col culo per anticiparle. Ma magari sbaglio io, in fondo che ne so, son l’ultima arrivata e mi adeguo ad ogni metodo di navigazione….(fa diverso!?) Tutto il giorno loro due leggono o dormono, io mi sto ammazzando dalla noia. Mi viene un nervoso della Madonna quando sto cucinando e la barca va per i fatti suoi, io capisco le onde che sbatacchiano e fanno rollare, ma sono convinta che se ci fosse qualcuno al timone certi tironi li potrebbe evitare, in fondo non è che ci sia sto gran vento e ste grandi onde, anzi…. Ogni tanto vado fuori e mi siedo a prua a guardare il mare, ma non sono molto contenti che lo faccia quindi limito al minimo indispensabile le mie escursioni all’aria aperta. Per il resto ne sto approfittando per dormire, dormire, dormire, in effetti avevo molta stanchezza arretrata, mi sa che a sto giro finalmente riesco a riposarmi fino in fondo, nell’ultimo anno non mi sono riposata molto… E il bello è che riesco ad aver sonno anche durante i miei turni di guardia!!! Però ho imparato a dormire 5 minuti alla volta, in automatico mi sveglio e faccio il giro dei controlli, poi ridormo subito. Quando finisco il turno alle 6 del mattino è sempre un problema chiamare Cary, porca miseria alla faccia dei marinari che dormono con un occhio solo e sono sempre all’erta, questo non mi sente proprio, devo attaccarmi alla porta della sua cabina, picchiare i pugni con tutta la mia forza e urlare come una pazza! Mi chiedevo cosa sarebbe successo in caso di emergenza, poi infatti stanotte non che ci sia stata un’emergenza ma il vento è cambiato all’improvviso e le vele sbattevano di brutto, un casino infernale e visto che era uno dei casi segnatimi nella lista x svegliarlo ho iniziato a chiamare….macchè niente, la randa che faceva un casino bestia, la barca che sbatteva e lui tranquillo e beato che dormiva, allora vaffanculo, ho deciso io di cambiare rotta, ho messo la prua un po’ più in là, e che si fosse incazzato finchè voleva, la prossima volta si sveglia no? Poi dopo circa un quarto d’ora è arrivato su tutto assonnato “hai chiamato?” “chi io? Nooooo” e nemmeno si è accorto che avevamo cambiato rotta di quasi 20 gradi, o forse se ne è accorto ma andava bene così (sta mò a vedere che stavolta c’ho preso) e non ha commentato nulla, anzi sicuramente sarà così… Eppure, io mi chiedo….questo è in giro da 7 anni, mica 7 giorni, ne ha fatta di strada…..porca miseria non me ne faccio una ragione, finora una cosa che mi ha sempre incuriosito di tutti questi lupi di mare che ho frequentato nell’ultimo anno è che a forza di andar per mare hanno messo insieme un istinto e una capacità quasi animalesca di capire al volo le situazioni, all’inizio ero perfino sbalordita di ciò, questo invece…..boh, non vedo l’ora di incontrare l’ammiraglio per commentare con lui questa cosa…sicuramente lui saprà darmi una spiegazione a questo modo di navigare, lui sa sempre tutto!
Alla fine avevo scelto gli americani anche perché uno reduce dal giro del mondo pensavo avesse tanto da insegnarmi, invece le vele non le hanno ancora spostate una volta dal primo giorno, se sbattono smetteranno, questa è la loro filosofia, di carte nautiche nemmeno l’ombra, ogni tanto guardano il gps e guardando sulla pilot dicono “siamo ancora lontani”. Ma va????? Di vento non so quanto ce n’è perché lo strumento (è il windex? Boh) si è rotto 3 anni fa, in media facciamo tra i 3 e i 5 nodi, ma a volte succede anche di arrivare a punte minime di 1,5, io magari commento che arriveremo per Pasqua e loro sereni e tranquilli dicono che poi la velocità aumenterà quando il vento tornerà giusto per come sono messe le vele…. Ho già capito che anche stavolta non imparo niente sull’orzare poggiare eccetera….alla fine nel mio curriculum potrò scrivere che avrò percorso migliaia di miglia ma poi come faccio a spiegare che non so fare proprio niente???? Io ci speravo tanto in questa traversata, vabbè diciamo che tanto questa era partita male ed era destino che andasse male, per quanto riguarda l’apprendimento della navigazione, e consoliamoci pensando che se mai ci sarà una prossima traversata (e penso proprio di no!) ora so quali domande fare PRIMA….
Il resto tutto ok, sono sull’orlo di un esaurimento nervoso perché tutto questo tempo senza nulla da fare mi fa venire in mente certe cose che sarebbe meglio aver già cancellato, ma così non è, e la mente purtroppo è bastarda fino al midollo che corre sempre lì…..comunque sono sempre convinta che non tutti i mali vengono per nuocere, quindi sono contenta anche di non poter aver contatti con nessuno, anche l’SSB ha deciso di non funzionare, e sono contenta anche di essere con due persone che non mi conoscono, non sanno niente di me, non chiedono e mi lasciano in pace con me stessa, conto molto su questi 20 giorni per resettare una parte di me, mi sto depurando sia dalle sigarette (avevo ripreso al ritorno dai caraibi, troppo nervosa!) sia da un certo elemento di disturbo nella mia vita finora vissuta felicemente, e con convinzione, da single (ebbene si, nonostante quel che ho sempre sostenuto stavolta ci son cascata), sto praticamente vegetando, e a volte un bel periodo di larveggiamento ridà carica e grinta per ripartire, quando ci vuole ci vuole… non è mai possibile farlo perché bene o male le persone intorno quando ci vedono giù ci spronano sempre a reagire o comunque ci sono cose da fare e non si può stare a sprofondare sul divano come invece si vorrebbe, perdendosi ore e ore nei propri pensieri lasciando che vaghino pazzi e incoscienti…..direi che questa traversata è esattamente quel che mi serviva, e forse c’è un motivo per cui non la potessi fare con un equipaggio normale: dai regalanti sfegatati che non mi parlavano in quanto mi giudicavano probabilmente un essere inferiore e quindi non degna delle loro attenzioni ai due premi nobel 2006 per la letteratura (non scritta, bensi letta). Io sto concorrendo per il Pulitzer. Quindi, se così doveva essere, ben vengano questi 20 giorni di solitudine tra me e la Vaifra, ci dobbiamo un attimo ritrovare perché io quella lì l’ho persa di vista alcuni mesi fa e non so che fine abbia fatto…
Detto questo, torno a leggere il mio libro, tra i 3000 presenti a bordo ho scelto uno che si intitola HOW DID IT REALLY HAPPEN? Ecco, magari ci trovo la risposta. E a tal proposito mi viene in mente una bellissima frase, giunta da non so dove, che avevamo scritto su una camicia da regalare ad un amico anni fa: la risposta che cerchi è dentro di te. Però è sbagliata! Evviva. E andiamo avanti.

LUNEDI 20 NOVEMBRE 2006

HO VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTETE IMMAGINARE….
Nel mio lavoro di pulizia cucina, un pezzo al giorno leva lo sporco di torno, ho aperto un cassetto…cosa non ne è uscito…sacchetti e pacchettini di polveri non codificate, spezie non identificate, ogni sacchetto abitato da un tipo di animaletto diverso che ci bazzicava dentro….tutti piccoli uguali, alcuni neri alcuni rossi alcuni marroni…bleach, che schifo. Via tutto, subito, e anche se non ho aperto nulla e quindi non sono venuta a contatto con nessuna di queste belve, è tutto il giorno che mi sento prurito ovunque, e poi dico di non essere suggestionabile….
Il resto procede, tutto ok, inizia ad esserci un po’ di temperatura tropicale, mi perdo per delle ore a guardare il mare, mi piace un sacco mettermi lì fuori a prendere il vento mentre Cary canta, guardo le onde, le nuvole, l’infinito, e mi sento così piccolina… a volte la cosa mi angoscia ma sono momenti sempre più brevi e sempre più rari, per il resto invece il tutto mi dà pace e serenità….soprattutto al tramonto. Avendo io il turno dalle 18 alle 21, resto sola a godermi lo spettacolo favoloso del tramonto in mezzo all’oceano, una meraviglia indescrivibile….mi perdo a guardare il sole che ci saluta e con le nuvole e il mare crea scorci di colori e sfumature incredibili …. e io sono lì, con tutto il tempo che voglio per osservare e imprimermi ben nella testa questo spettacolo favoloso….poi penso ad un certo sms ricevuto proprio il giorno prima di partire “ti penserò ogni sera al tramonto” e mi vien da dire ma vai al diavolo anche te e tutte le tue fandonie, e soprattutto io stupida a crederci, e lì mi costringo a resettare la mente e pensare a cose più felici; ricordo il racconto di Davide dell’anno scorso, mi aveva talmente affascinato, io sto ancora aspettando di prenderci il ritmo con questa navigazione, ma ho tempo, tanto tempo, in fondo siamo appena partiti. Mi chiedo dove sono gli altri, Omero soprattutto, che è partito il nostro stesso giorno….Omero, un personaggio incredibile; lo conosco da poco, anche se mi ricordo che a Genova 2004, quando ancora non sapevo neppure cosa fosse una barca, trascinata al Salone da amici mi sono fermata a parlare con lui una buona oretta, e sta cosa di attraversare l’oceano in barca comunque mi aveva affascinata, e avevo conservato il suo volantino per oltre un mese, lo guardavo e pensavo “magari l’anno prossimo”…. Poi l’ho conosciuto di persona a Genova quest’anno, anche se il suo mito mi era giunto alle orecchie ben prima, davvero una brava persona, un buono dentro, lo vedi dagli occhi, oltre a fami morir dal ridere con il suo modo di fare così schietto…l’altra mattina mentre aspettavo gli americani per partire è passato di lì davanti, ci siamo salutati e mi ha dato una abbracciatona talmente forte, e ci ho sentito un affetto quasi paterno, che se non sto attenta rischio di emozionarmi!!!

Decisamente, riflettendo sugli ultimi sviluppi, non è un buon periodo per me questo. Dio sta guardando da un’altra parte, ora provo a fare due chiacchiere con Nettuno. Ma di bello c’è che tutto passa, e meglio ancora mi piace pensare che quando tutto va male come mi sta succedendo ora…..può solo migliorare!!!…eh Omero, com’era? a so’ talment sfighè che s’um chesca l’usel um rimbelza in tal cul….Mingardi dixit….

MARTEDI 21 NOVEMBRE orario boh, posizione boh, oggi hanno spento tutto.
Oggi hanno deciso che si mangia tuna fish e finalmente hanno messo giù la canna. Tutti che mi raccontavano sempre che ti stufi di pescare, questi han messo giù la canna il 6° giorno. C’è veramente qualcosa che non mi torna in questi navigatori americani, è tutto così diverso da come me lo aspettavo….comunque sto bene, mi trattano bene e il cibo non manca, anzi. Mi sto godendo la natura, il blu infinito dell’oceano, le nuvole (finalmente le mie nuvole, le cercavo tanto in Italia ma non c’erano, erano diverse, sono queste quelle che piacciono a me!), ogni tanto qualche uccello viene a salutarci, chissà da dove viene e dove va, aspetto il tramonto per guardarmelo bene, procedo con la pulizia della barca, e il mondo va avanti. Stanotte nel mio turno mi sono sdraiata in pozzetto ad osservare le stelle: quante!!!! Tantissime, e il cielo sembrava così basso che pareva di poterlo toccare alzando un braccio….ogni tanto cadeva una stella ma ero sempre impreparata sul desiderio da esprimere e mi scappavano davanti, allora ho deciso di farmi la lista dei desideri per le prossime notti, e non intendo fare l’egoista, ne cadono talmente tante che posso permettermi di fare la sborona ed esprimere un desiderio per ogni persona che conosco. Ovviamente si parte dai prioritari: babbo mamma e Damiano, a seguire tutti gli altri….

MERCOLEDI 22 NOVEMBRE 2006
Inizio a sentire la necessità di una doccia… è mercoledì, mi spetterebbe di diritto….ma chi glielo spiega a questi due qui col mio inglese maccheronico??? Ah, ieri niente pesce, riproviamo oggi…
Abbiamo deciso di spostare l’orologio, ormai sarà ora, e già che ci siamo cambiamo di 2 ore, così stiamo bene un po’! Mamma mia, che cambiamento, dalla barca superignegnerizzata dove ogni onda era programmata, a questi che l’oceano lo affrontano con lo spirito: siamo di qua, dobbiamo andar di là, pesca una carta e tira il dado.

GIOVEDI 23 NOVEMBRE 2006
STA ZET C’AL S’E’ MOS (sempre Mingardi) ….parlo delle vele, le abbiamo (o meglio le hanno) messe a farfalla. Io dormivo, una volta che c’era qualcosa da fare io ero assente, mica giusto questo!
Ieri giornata lunga, di 26 ore. Visto che avevamo tanto tempo, vento zero, abbiamo messo il motore al minimo e giù in acqua, io subito ero titubante poi invece via, chissenefrega degli squali, se mi mangiano peggio per loro, credo di essere piuttosto indigesta in questo periodo…. mi tuffavo da prua e loro mi prendevano al volo da poppa, avevo il terrore di scazzare la presa, la barca anche se lenta avanzava, chi mi pescava più? Invece tutto ok, è stato divertente. E così ci siamo giocati le 2 ore che avanzavano. Però ne ho approfittato, l’ultimo giro l’ho fatto con lo shampoo in testa.
Ho gettato un messaggio a Nettuno, non la classica bottiglia bensì un vasetto di olive, sicuramente meno poetico ma almeno non si confonde con la massa. Mi sono espressa ai massimi livelli con la poesia, un’unica frase ma molto incisiva, chissà…
Oggi vi racconto di Steve: mi fa troppo ridere, anche se in certi momenti mi chiedo se c’è o ci fa. Esaltato e pieno di controsensi come solo gli americani sanno essere: ogni volta che deve andare in pozzetto si mette tutta l’imbragatura di sicurezza, compreso quando andiamo a 1 nodo scarso con zero vento e zero onda, un po’ ridicolo direi. Poi, dato che non si fida del gps, controlla sempre col sestante. Allora: degli strumenti elettronici o ti fidi o non ti fidi, e se non ti fidi, come cacchio puoi pretendere di affrontare un viaggio di 3000 miglia smontando il timone e affidandoti al pilota automatico????? Poi, facciamo tanto i precisini che usiamo il sestante, e non abbiamo neppure una carta nautica su cui segnare la rotta che stiamo seguendo, usiamo una specie di pagina dell’atlante su cui facciamo delle crocette indicando il punto nave “circa”, senza squadretto, e x vedere quanto abbiamo fatto dal giorno prima come unità di misura usiamo la mina della matita, e i commenti sono “ma si, avremo fatto circa 130-170 miglia”. Evviva la precisione!!!
Poi quando mi parla: allora, il mio inglese è quello che è, lui credendo di sapere lo spagnolo, e non avendo ancora una ben chiara divisione geografica dell’Europa con le conseguenti differenze linguistiche tra una nazione e l’altra, ogni tanto vuole venirmi incontro e per farmi capire cosa dice ci butta in mezzo delle parole in spagnolo, ma quel che lui non capisce è innanzitutto che io sono ITALIANA, e poi che il suo spagnolo ridicolo, masticato dall’accento americano, è veramente incomprensibile, e io ogni volta ci impiego almeno 10 minuti a chiedermi ma che cacchio di parola è quella, pensando all’inglese, poi mi rendo conto che era una parola in spagnolo…ho cercato di spiegargli di evitare lo spagnolo, ma anche lui… non si chiede perché con suo fratello chiacchiero senza problemi e con lui ho tutte queste difficoltà?? E quando vuole fare il gioco delle traduzioni??? Miii….parliamone… lui si diverte un mucchio e io mi sento così cretina….funziona così: lui dice una parola in inglese, aspetta che io gliela traduca in italiano, poi tutto orgoglioso la dice in spagnolo, e tocca a me col francese….giochini divertenti per bambini deficienti???!!!
Poi vi racconto i nostri dialoghi notturni: premesso che io alle 3 di notte non faccio certo le capriole di gioia quando mi viene a svegliare, già non accende una luce manco a morire e gironzola per la barca con quella specie di lumino rosso in fronte che sembra un deficiente, bussa leggermente sulla parete della mia cabina, emette un rumore con le corde vocali che più o meno suona “bugioonei” (forse sta x buongiorno) io gli faccio segno di esser viva e, già non vedo nulla se non appunto questo fascio di luce rossa, inquietante di suo, poi con stesso accento, stesso tono, stessa cadenza, stesso tutto di Riff Raff del Rocky Horro Picture Show sento provenire dal buio “take your time…..” ci manca solo la risatina finale…paura vera!!! Poi arrivo su che sono ancora tutta rincoglionita di sonno, e il nostro dialogo tipo è il seguente: “come va?” “bene” (sottotitolo: come vuoi che vada cretino, siamo sempre qui su sta cacchio di barca in mezzo all’oceano…) “hai sonno?” “un po’” (secondo te? ero lì sveglia come un grillo che aspettavo mi chiamassi??) “vuoi qualcosa da bere?” “no, ti ringrazio” ( e in ogni caso so dov’è), poi mentre do un’occhiata in giro per vedere la situazione regolarmente mi esce con un “visto quante belle stelle?” “si si” (in questo momento non me ne può fregar di meno, magari parliamone fra mezzora delle stelle eh?) ed è capitato anche un “un’ora fa abbiamo incrociato una nave” “……” (e quindi che mi frega? Se non c’è più non c’è più, una cosa in meno a cui stare attenta no?), spesso a questo punto inizia il gioco delle traduzioni, oppure passa alle chiacchiere, attacca a parlarmi, e lì… lui non si rende conto, ma rischia veramente grosso….

DATA ASTRALE 1994007543
Ieri era il thanks giving day o come cavolo si scrive, e loro erano disperati che non avevamo il tacchino. Ma razza di coglioni che non siete altro, ma con tutta la carne che abbiamo comprato un po’ di tacchino non ce lo potevamo mettere in mezzo?? Che ne so io che il vostro cavolo di giorno del ringraziamento casca in questi giorni…io il mio panettone me lo sono comprato! Comunque abbiamo risolto, il menu l’abbiamo fatto il più somigliante possibile a quello tradizionale: filetto con purè e salsa di mirtilli (io no, il mio normale!!!), zucca spatagnata in padella con sughetto in bustina (c’era scritto yogurt e pollo) che loro mescolavano col purè e a me ha ribaltato lo stomaco, e torta di mele. Quindi oggi è il 24 novembre, giorno n.9. Aninpospiò. Mancano 1660 miglia. Mi sa che qui sti americani mi hanno un po’ presa x il culo: subito avevano detto 2 settimane (ovviamente con tutto il margine dovuto a vento meteo ecc), poi appena partiti hanno detto non meno di 19 giorni, e già qui le settimane son quasi 3, poi cmq vedo che questa barca, tanto veloce che doveva essere, oltre i 5 nodi non la fai andare, ma 5 è anche grassa, sarei contenta se mantenessimo i 5 costanti! ….e stanotte Steve mi ha specificato, casomai da sola non ci arrivassi: “vedi Vaifra, quando il vento ci prende bene nelle vele planiamo e andiamo a 5, quando il vento invece scappa rolliamo e scende la velocità”. Io, essendo sempre l’ignorante di bordo, sono stata zitta, ma volevo quasi dire: e montare il timone no???? Son sicura che stavolta avrei imparato a sentire le onde col culo, cioè adesso le sento (un po’), ma almeno se avessi avuto un timone avrei potuto fare tutte le prove del mondo, il tempo ce l’ho, questi non hanno fretta di arrivare…. Spero di riuscire ad essere in Martinica per il 24 dicembre, ci tengo alla cena di Natale sul pontile del benzinaio….

SABATO 25 NOVEMBRE
Finalmente, dopo che minimo 6-7 bei pescioni si sono slamati nel cercare di issarli a bordo, ce l’abbiamo fatta, e oggi avremo dorado. Almeno sul pesce non sarò l’unica sfigata che si fa tutta la traversata senza pescare…
Mancano 1500 miglia, ma visto che non so con precisione quante erano in tutto (dicevano circa 3000, ma ormai ci ho preso le misure ai loro circa), posso dire che forse siamo più o meno a metà, anche sull’atlante sembra così: poco meno di una spanna di qua e poco meno di una spanna di là, sì sì, siamo proprio a metà, evviva! Io non ci voglio neanche pensare se per caso dovessimo aver bisogno di aiuto….già la radio è stata accesa solo i primi giorni x far contenta me e visto che non funzionava è stato smontato il microfono e messo via, non so neppure dove…. Qui si vede che gli piace smontare le cose….abbiamo la mail ma va te a sapere come si mette in moto tutto l’ambaradan, solo Cary lo sa fare…. Comunque mi immagino una mail di may day: siamo qui, in mezzo all’atlantico, abbiamo passato le Canarie da 10 giorni, siamo circa sul 20° nord e stiamo andando verso ovest, in là. Comunque sono convinta che se ci fosse un’emergenza vera sfoggierebbero tutta la loro esperienza marinara (ce l’avranno…..DEVONO averla dopo un giro del mondo!!!), invece questo viaggio lo hanno preso molto in scioltezza, io non ho potuto far altro che adeguarmi e in fondo va benissimo così! Lo canta sempre anche Cary “take it easy”…ecco, parliamo di questo: quando Cary prende la chitarra e canta, mi piace da morire, è davvero molto bravo, ha una bella voce e ha anche delle canzoni scritte da lui, piuttosto carine; una mi piace particolarmente, l’ha scritta quando aveva 10 anni ed è una filastrocca che parla di uno che va a pescare ma gli scappano tutti i pesci (si vede che già vedeva nel futuro….). O se no mi fa ridere quando inizia a descrivere in musica ciò che sta accadendo, (capirai qui succedono talmente tante cose…..) e dice cazzate tipo Vaifra sogna una sigaretta ma non l’avrà perché così ha promesso, gliele abbiamo sequestrate e non gliele daremo, no no no.
Per oggi è tutto, vado a preparare il pranzo.

DOMENICA 26 NOVEMBRE
Finalmente sembra che siamo partiti, abbiamo trovato un po’ di vento e viaggiamo quasi a 6 nodi, ogni tanto anche 6 virgola un po’, stamattina abbiamo fatto anche i 7, wow, che emozione forte…. Di buono c’è che ho iniziato a prendere il ritmo (era ora), il tempo è scandito da alba-tramonto-alba, spettacoli favolosi qui in mezzo, e……non è male, no, non è per niente male! Quasi quasi mi dispiace aver perso tanto tempo a subire la navigazione anziché viverla, che sciocca! Comunque va bene così, l’importante è da qui in avanti.
Sono le 19.30 ora della barca, quindi 21.30 GMT quindi 22.30 italiane, Steve è già andato a letto, è il mio watch time, Cary canta e suona, in questi giorni compone, tutto vabbuono e ora me ne vo in pozzetto a spaparanzarmi a guardare le stelle ascoltando questa bella musichetta e lasciandomi cullare dalle onde, ma chi m’ammazza più a me!!!!

MARTEDI 28 NOVEMBRE, ORE 04.00 DEL MATTINO
Ops, qui c’è qualcuno che di notte infrange le regole: ho trovato un tappino di birra sul ponte… si era d’accordo niente alcool… ma vedi che poi alla fine anche gli americani, tanto ligi e tanto devoti alle regole, anche loro le infrangono? Uno di questi giorni vi racconto le mie acrobazie notturne per fumare una sigaretta di tanto in tanto (ah ah, ne avevo imboscate qualcuna, li ho fregati, pappappero!), mi apposto su un lato della barca (con imbracatura e tutto il resto) facendo finta di watchare e intanto col binocolo ad infrarossi guardo dentro se uno dei due si sveglia…. Alla fine ognuno fa quel che gli pare: io fumo, uno di loro beve birra…..massì, machissenefrega di tutto il loro perbenismo! Comunque mi fa ridere il fatto del niente alcool. Ok sono d’accordo non è bello ubriacarsi, non si sa mai cosa può succedere ed è meglio esser sempre sobri per ogni evenienza, ma una birra non ha mai ammazzato nessuno….invece loro no! Tutto il giorno non fanno che ripetere quanto sarebbe gradevole una birra fresca, e stanno lì a farci la voglia…..ma bevetevela sta cacchio di birra no? E soprattutto datemi una sigaretta, che ormai le ho finite….e godiamoci sta cacchio di traversata, mica deve essere una penitenza!!

GIOVEDI 30 NOVEMBRE, giorno 15, ore 04.00
Sono 2 settimane di navigazione. E sono 3 giorni che i due badano a dire coraggio Vaifra ancora 6 giorni…I giorni passano, la velocità cala sempre e quindi sono sempre 6 giorni…l’avevo detto io che arriviamo a Pasqua…Mancano 850 miglia, stiamo andando a 3 nodi, 3,5, punte massime di 3,7. Oggi pomeriggio ad un certo punto avevo la sensazione di esser fermi, guardo e infatti stavamo facendo 1,1…loro due beati a leggere, gli ho chiesto se mi davano un remo, si sono messi a ridere e hanno detto che sono proprio divertente…divertente sto paio di balle, io l’ho detto sì rdendo, ma volevo vedere se capivano!! Regolare le vele o montare il timone non se ne parla proprio eh??? Intanto qui iniziamo ad avere dei problemi veramente gravi, non so se potrò sopravvivere: innanzitutto è finito lo yogurt, e la cosa non mi garba per niente, poi o spingono un po’ sto cacchio di barca o mi danno l’autorizzazione a lavarmi i capelli perché ormai qui altro che rasta….
Mentre scrivevo è arrivato su capt.addormentato, voleva sapere quanto stiamo facendo perché gli sembrava di andare troppo piano, gli ho detto che andiamo a 3 nodi, e lui tutto soddisfatto “ah beh, 3 è buono, posso dormire, buonanotte”. Ah, allora buonanotte….cosa vuoi che ti dica… finchè la barca va lasciala andare, finchè la barca va tu non remare…..


DOMENICA 03 DICEMBRE
Eccoci qui, dopo qualche giorno di onde gigantesche e vento abbastanza forte da farci andare ad un’andatura più umana, nel bel mezzo di una notte il pilota automatico ci ha abbandonati….., l’avevo detto io che volevo timonare? Eccomi accontentata, anche se veramente speravo di non iniziare col buio pesto e le onde alte alte, speravo una cosa più tranquilla…. Comunque loro mi han detto fai così e così e sono andati a letto, io là fuori al buio che non capivo un tubo delle onde da dove arrivavano e il vento da che parte soffiava, ma andavo avanti lo stesso. Poi ci si è messa la pioggia, evviva, poi dopo un po’ anche una barca davanti a noi, solo che non capivo se andava o veniva, a volte ce l’avevo a dx, altre a sx, e col mio inesistente senso della distanza non capivo neppure quanto era lontana, abbandonare il timone x chiamare manco a parlarne, se mollavo la presa avevo paura di cadere in acqua…. Diciamo che ho passato una brutta mezz’oretta, poi invece mi sono abituata, e anche sti turni di 2 ore al timone e 4 di riposo, giorno e notte, non sono poi così malaccio, ma forse dico così perché si tratta solo degli ultimi giorni…Ormai siamo quasi arrivati, ancora 2 giorni, max 2 giorni e mezzo… Intanto andando “a mano” ho notato un sacco di differenze: innanziutto si sente un casino quando al timone c’è Cary piuttosto che Steve, (e immagino cosa possa pensare Cary quando sono IO al timone…) poi ho constatato che adesso sì che Cary dorme con un occhio solo….quando sono al timone io, per quanto mi dico da sola che ho già fatto passi da gigante, ogni tanto comunque perdo la rotta, no non lo so come possa succedere, va tutto bene poi ad un certo punto mi accorgo di essere totalmente da un’altra parte, eccheccazzo, in zero microsecondi, boh…. Comunque quando succede, conto fino a 10 e prima che io finisca me lo vedo sbucare…it’all right? Yes, go to sleep. Poi un’altra cosa che non capisco, e questo lo faceva anche Christian: io mi chiedo: ma se io sono al timone e te sei lì che sciappini con le vele e le cime e i winch, e guardi lì, e sei concentrato lì….ma come cacchio fai ad accorgerti che la barca sta andando per i fatti suoi? Ciò, non me ne accorgo io che sono al timone e ho la bussola (vedi paragrafo precedente)…..SPIEGAMI: come cacchio fai ad accorgertene te!!!! Eppure senza guardare mi chiede dove sto andando, io guardo la bussola e…ciò, ha ragione lui! eppure 3 secondi prima ero in rotta, porca miseria non me ne faccio una ragione!!! Sti fenomeni di comandanti, t’è capi?

LUNEDI 04 DICEMBRE, ormai ci siamo, ci siamo, ci siamooooooo
Non so se dire “finalmente” oppure “peccato”, gli ultimi giorni sono stati i migliori, soprattutto stamattina che abbiamo preso un acquazzone esagerato, e siamo corsi fuori tutti e 3 armati di shampoo, nel frattempo ha abboccato un supermegadorado, il vento si è alzato di brutto e urlavamo e saltavamo come 3 pazzi scatenati, là sotto l’acqua con un freddo che la metà bastava….Cary che non so da quale film abbia preso ma ogni volta che ci sono due gocce inizia a urlare con una voce stranissima We’ve got a storm!, figuratevi stamattina quanto era esaltato….non lo si teneva!
Essendo tempo di considerazioni, affermo che la traversata atlantica penso mi abbia rimessa in sesto, mi sento di nuovo io, e anche se da quando sono partita nulla è cambiato, IO mi sento meglio, sono serena, tranquilla, ho di nuovo voglia di fare ed entusiasmo….quindi forse i primi giorni, quelli in cui ero tristissima, mi sono davvero serviti per “spurgare” ogni negatività…. la prima settimana avevo la lacrima facile… penso di aver completamente seccato le ghiandole lacrimali, per i prossimi 20 anni probabilmente non piangerò più…. In certi momenti mi chiedevo se per caso non stessi esagerando! Un consiglio: l’oceano bisogna affrontarlo con lo stato d’animo giusto, se no si rischia davvero il crollo psichico. Io nella mia “sfiga”sono stata fortunatissima ad averla fatta con questi due americani, veramente sempre gentili con me e molto rispettosi, e anche se ogni tanto li ho presi in giro era per ridere un po’ tra me e me (in fondo l’umorismo è sempre la miglior medicina no?). E quindi tocco finalmente terra potendo affermare che tra me e tutte le mie sofferenze ho messo un oceano, sembra tutta acqua passata (ah ah ah, ma quanto son spiritosa!!!), ho contribuito notevolmente ad innalzare il livello delle acque sul globo terrestre (ma che avevo poi da piangere tanto????) ma aveva proprio ragione la Zurini della crociera di agosto: che non si muore per amore è una gran bella verità, e quindi, oltre a consigliare una bella traversata atlantica a tutti i cuori infranti (potrebbe essere un’idea x un charter), concludo dicendo che se così doveva andare così andrà, chi non mi vuole non mi merita, ogni lasciata è persa, chi mi ama mi segua (sarà per questo che viaggio da sola???), e….non c’è due senza tre (eh no, questa poi no, tiè!!!!).
E sono contenta di esser capitata su questa barca; nonostante le mie “lamentele” i due americani si sono confermati due persone serissime, e quando non leggevano erano anche simpatici e divertenti. E poi è andato tutto bene, abbiamo preso solo qualche piccolo acquazzone, ma robetta di poco conto, e quando l’emergenza c’è stata (una notte abbiamo rotto una vela, no no so il nome, qui ce ne sono milleduecento di vele!) hanno saputo farvi fronte con calma e sangue freddo, mi hanno messa al timone, Steve stava ai winch e Cary là arrampicato per aria a fare non so cosa, non si vedeva niente e c’erano delle onde supergigantesche ma non è volato in acqua nessuno e tutto è stato risolto, anche se io come solito non ho capito niente. cioè, mi hanno anche spiegato cosa è successo, solo che tra l’inglese e i termini marinari ciao, io facevo si si con la testa ma in realtà non ho capito niente, ma va bene così.
La cosa più bella di attraversare un oceano comunque è che non avendo molto da fare ti perdi veramente per delle ore a guardare nuvole, raggi di sole, albe, tramonti, arcobaleni, pesci volanti, vele, onde, con tutte le piccolissime differenze di increspature tra un tipo e l’altro, se c’è vento o no, se c’è il sole o no tutto cambia. Detta così sembra molto banale, in realtà la cosa è meravigliosa, ti rendi conto della grandiosità del mondo, e tu sei lì, un bagaglino in mezzo all’oceano, che va tutto bene ma non sai che cosa può succedere, tutto è possibile, e se il mare decide di farti del male, lo fa, eccome se lo fa, e te puoi esser bravo finchè vuoi ma non conti assolutamente niente confronto alla forza della natura, sei uno Zero. Per quanto poi è meraviglioso perdersi nell’ammirazione di cose apparentemente semplici come un’alba o un tramonto, ed è inutile anche cercare di catturare in foto questi colori, non renderebbero assolutamente giustizia allo spettacolo meraviglioso che è, e penso che solo chi lo vive possa capire. Penso a chi legge queste cose e magari le legge dalla poltrona dell’ufficio e potrebbe anche considerarmi sognatrice o poco realista, e magari pensa “ma vieni qui e trovati un lavoro vero va là, che tanto il mondo è questo, mica quello lì che dici te di albe e tramonti, quelle sono solo cavolate”. Beh, la mia risposta è: alzati in piedi e guarda dalla tua finestra, cosa vedi? Palazzi, strade, auto, gente che corre, il capo nell’altro ufficio che sbraita, e tu non hai tempo di stare a guardare un tramonto o una nuvola, sei impegnato a lavorare a testa bassa per portare a casa soldi per comprare una bella auto o vestiti firmati (che usi per andare in ufficio), o per farti una bella vacanza, magari vieni ai caraibi per una settimana a goderti queste cose, io invece sono qui sempre, non sto guadagnando un gran chè ma non devo comprarmi una bella macchina, non mi serve, e tantomeno mi servono i vestiti, e non ho bisogno di vacanze. Poi forse sono una sognatrice, va bene, e allora? che male c’è?

La traversata atlantica comunque è una bella gita, a me è piaciuta e penso sia un’esperienza da ripetere (magari in un’altra vita).
Gli americani…mi sa che mi dispiacerà salutarli, si, anche quello “stordito” di Steve, che è sopravvissuto ad almeno 20 miei pensieri omicidi nei suoi confronti (esattamente uno ogni notte alle 3), alla fine mi sono affezionata anche a lui e mi mancheranno le sue affermazioni assolutamente dementi e il suo alzare le braccia facendo il segno di andar veloce urlando very speed mentre facevamo 4 nodi….
Cary invece è una persona fantastica, e sono molto contenta di averlo incontrato. Passati i primi giorni abbiamo iniziato a chiacchierare tantissimo, mi ha raccontato un sacco di cose sul suo giro del mondo, e poi è anche un pazzo scatenato che di tanto in tanto gli pigliava il matto e iniziava a fare il cretino e io figurati, lo seguivo a ruota…..ci siamo fatti le nostre belle risatone!
Adesso abbiamo ancora 5 giorni da stare insieme a St.Maarten, un po’ lavoriamo sulla barca e un po’ facciamo relax, il nostro programma appena getteremo l’ancora, approssimativamente domattina all’alba è:
- montare il fuoribordo nel tender, così è un lavoro fatto
- prendere dal frigo 3 bottiglie di champagne
- fare colazione con: crepes, wafers, panna montata, marmellata di mirtilli, nutella, succo di frutta, uova, pancetta, funghi, champagne (non oso chiedere come abbiano intenzione di mescolare queste cose)
- buttarci in acqua
- prendere l’altro champagne
- bere fino a stordirci
- dormire finchè non abbiamo finito, nel senso senza risvegli obbligatori
- andare a terra x comunicare al mondo che siamo arrivati
- andare nel miglior ristorante di St.Maarten e mangiare fino a scoppiare
- continuare a bere champagne
- (io vorrei una sigaretta)

Non male, no, non male, inizia a piacermi la filosofia di questo armatore…
LAS PALMAS 7 novembre 2006, notte fonda ma non ho sonno (e da qui già si capisce che non sto bene, è gravissima la cosa!)

l’avventura continua, stavolta a bordo del Wood Pecker III, monoscafo di 56 piedi.
Sono a bordo da una settimana, siamo partiti da Gibilterra mercoledì scorso e dopo 4 giorni e mezzo di navigazione siamo finalmente arrivati qui. Equipaggio:
Alberto, l’armatore
Antony, lo skipper
Alessandro, marinaio amico di Alberto
Emanuele, apprendista marinaio che è stato male 3 giorni a fila, e meno male dico io, perché quel poco che è stato bene si è spazzolato tre quarti della cambusa, almeno il mal di mare l’ha messo ko e anche noi altri 3 abbiamo potuto nutrirci. Ma almeno mi dava soddisfazione.
La navigazione è andata….boh??? tutto a motore, Eolo non ne aveva voglia, se non per rari sprazzi di soffiatine. Il secondo mattino mi sono svegliata appiccicata al muro e non riuscivo a staccarmi, a fatica sono riuscita a scendere dalla mia branda e mentre pensavo che devo bere meno la sera e poi mi ricordavo di non aver bevuto proprio, ho visto un tizio passare davanti alla cabina, e nell’immagine c’era qualcosa che non mi quadrava: lui, in piedi, non faceva un angolo di 90° gradi col pavimento, e continuavo a non capire. Poi si muoveva a fatica, aveva il giubbotto arancione con tutte le fibbie e mi ricordava le immagini viste in tv di quando soffia la bora a Trieste, che camminano tutti storti, allora per un attimo ho anche creduto che fosse arrivata la protezione civile, poi ho riconosciuto che era Alessandro e ho capito che per la prima volta in vita mia stavo navigando sbandata. Non so se mi è piaciuto o no. Da un lato sì, era divertente, e mi gasavo a vedere il lato della barca tutto in acqua, e mi sembrava di essere sul tagada alle giostre, però non mi piaceva molto il fatto di non poter fare nulla, ferma immobile seduta, allora dopo un po’ sono tornata a dormire. Dormire di traverso è diverso, e io che sono una specialista delle ronfate, dall’alto della mia esperienza di Eta Beta che ho dormito in luoghi e situazioni inimmaginabili, posso affermare senza falsa modestia che…è diverso. I sogni vanno storti. E poi x fortuna che sbandavamo dalla parte giusta, infatti non dormivo serena perché avevo paura che d’improvviso cambiassimo sponda, e io dove cavolo sarei rotolata??? Qualcuno si sarebbe accorto di me o da lì in poi sarei stata usata come paraspifferi?
Comunque siamo arrivati domenica mattina, e Alberto se ne è andato quasi subito.
Qui a Las Palmas per il momento sono stata solo al Corte Inglés, e ovviamente col mio notissimo senso del disorientamento mi ci sono persa dentro, ho dovuto chiedere a una commessa per l’uscita.
Stamattina è arrivato Omero, e usando tutte le mie grazie (o meglio sgrazie) col capo del porto ho ottenuto di farlo mettere proprio qui di fianco a me. Per Davide invece, che vorrebbe venire qui anche lui verso il 16 o giù di lì sembra non ci sia speranza. Io di prostituirmi ancora non se ne parla, Davide andrà a Tenerife, e così impara anche a farmi i cazziatoni via mail. Domani dovrebbero arrivare degli amici di Mario, che andrò prontamente a salutare da parte sua, e alla fine il mondo è sempre più piccolo. Così almeno me la passo, durante il giorno ho il mio bel da fare qui in barca ma la sera posso scorrazzare libera per l’isola. E ndo vado, alla fine il massimo che posso fare è andare a scambiare 2 parole con Omero ed il suo equipaggio, come ho fatto stasera. A proposito del mondo sempre più piccolo, in barca con lui c’è un tipo che viene da Lugano e quando partirà può darsi che lo incarichi di portare i mie saluti al mio vecchio comandante, che ora gioca con Heidi e Peter sui monti della Svizzera, mi chiedo se le caprette gli fanno ciao.
Altro da raccontare non ce l’ho. Sono un po’ sgonfia, giù di morale, depressa, annichilita, abbattuta, affranta, avvilita… l’entusiasmo dell’anno scorso quest’anno non ce l’ho più, cioè ce l’avrei, ma di fatto le circostanze non mi permettono di sfoggiare troppa allegria, pertanto anche se dalle righe che ho appena scritto potrebbe trapelare la solita Vaifra, la triste realtà è completamente differente, e stento a riconoscere me stessa in quell’essere vagante che tace sempre. Ma tutto passa e come il buon ammiraglio insegna….vers l’avant!!!!
Da una settimana che son partita solo stasera sono riuscita finalmente a parlare con Damiano. Vorrei che sapesse tramite questo blog che mi dispiace un casino essere stata (più o meno) a casa due mesi e aver passato con lui pochissimo tempo e quel poco ero nervosa e facilmente irritabile, che sorella ingrata che sono, mi sento una merda fuori misura, lui che si fa sempre in 4 per me e io lo ringrazio in questo modo, stronza stronza stronza Vaifra. E non ho neppure salutato a dovere Toto, e neanche Carla, con tutto quel che fa sempre per me sia a livello morale che pratico ci siamo dette ciao e basta, e anche Ira, ci siamo sentite pochissime volte e dopo che sono stata da lei 4 giorni e mi ha trattata da regina non mi sono quasi più fatta sentire, e poi il babbo, e la mamma, Natascia, e mia cugina Catia che ieri mi ha mandato una mail con scritto di non osare partire senza salutarla perché si stava organizzando per prepararmi i 10 quintali di lardo per le tigelle che le avevo chiesto, e io invece sono partita e manco una telefonata ho fatto, e tanta altra gente che non ho cagato di striscio, troppo occupata com’ero ad essere incazzata e depressa…. Mi sento malissimo a sti pensieri qui. Ma ormai le frittate le ho fatte tutte, forse i 5 gg di navigazione mi hanno fatto riflettere su determinate cose, quindi chiedo scusa al mondo se sono stata cattiva. Non oso immaginare a cosa mi farà l’oceano…. Sarà la volta buona che divento brava e divento Santa Vaifra????
Ancora a casa, ma per poco.

Nel frattempo sono stata a Genova al salone nautico, dove facevo la standista (non nel senso che stendevo i panni) per la federation des Industries Nautiques, regione Corsica. Avevo già lavorato per loro anche lo scorso anno, e devo dire che mi ha fatto piacere che mi abbiano richiamata, Lydia è sempre in forma e suo marito è sempre matto come l’anno scorso, ci siamo divertiti anche quest’anno. A dire il vero io gli ultimi giorni iniziavo ad essere un po’ stressata di tutta sta gente che continua sempre a fare le stesse identiche stupide domande, ma quest’anno penso che si sia superato ogni limite quando un signore sui 50 anni tutto serio e preoccupato mi ha detto che doveva andare a Calvi a prendere una barca x portarla a Genova, e mi ha chiesto – seriamente - di calcolargli la rotta…. Subito pensavo scherzasse, quando ho capito che diceva sul serio gli ho detto di uscire dal porto di calvi, girare leggermente a destra e poi andare sempre dritto….se non è Genova sarà Savona, sono dettagli questi! E poi gli ho messo in mano un volantino pubblicitario di un’assicurazione nautica raccomandandomi caldamente di contattarli prima di partire….come dice sempre l’ammiraglio: il mondo è bello perché è avariato….

La settimana prossima parto, quest’anno faccio la traversata atlantica! Sono gasatissima ed entusiasta, non ho ancora avuto tempo di pensarci bene a ciò che sto per fare, e forse è meglio così, magari se ci penso mi prende paura….a volte il cervello è meglio tenerlo scollegato…. Il prossimo aggiornamento del blog sarà inserito una volta giunta di là, se a primavera ancora non c’è niente…. o abbiamo sbagliato strada o qualcosa è andato storto…

Ciao ciaooooo
24 settembre 2006, da Toscanella.

No, non è un’isolotto sperduto dei caraibi, non sono sotto una palma e non sto facendo una crociera. Sono a casa, l’avventura – prima parte – è finita. Ieri sono stata al matrimonio di un’amica e sono stata ripresa dal marito di un’altra nostra amica perché non ho più aggiornato il blog….lo sto facendo ora, contento Stefano? Come mi ha fatto notare lui, chi legge il mio blog potrebbe essere convinto che dopo la breve vacanza a casa in giugno sono tornata ai caraibi e sono ancora là, invece sono tornata da un mese e sono ancora scombussolata, le parole non mi escono neanche tanto (incredibbbile, una logorroica come me a corto di parole…..). Il capitolo Flying Cloud è chiuso definitivamente, sono troppo triste anche solo per dirlo. L’ultima crociera è stata quella di ferragosto, in flottiglia con Albatross ovviamente. Come in tutte le belle favole l’ultima è sempre la migliore, abbiamo avuto un equipaggio super meraviglioso (a parte 2 teste di cazzo che spero arrivino a leggere questo blog, si identifichino e capiscano quanto siano stati merde nei loro atteggiamenti nei confronti miei, di Christian e degli altri 6). Comunque la crociera è andata benissimo, e sono anche stata stracontenta di rivedere Silvio, il mio skipper di agosto 2005, il primo comandante non si scorda mai. A fine crociera, tristi e sconsolati, abbiamo passato un paio di giorni a sistemare la barca affidandola alle cure dell’ammiraglio per gli ultimi particolari. Gli ho lasciato come pegno il mio accappatoio (non ci stava in valigia) e gli abbiamo lasciato in affidamento anche Othello; a dire il vero ce lo ha requisito l’ultimo giorno perché io e Christian stavamo per fare a botte, non eravamo molto concordi sul regolamento e litigavamo come due cinnetti, meno male che è intervenuto Mario! Ed eccomi qui, in mezzo al grigio ed al traffico. I primi giorni che ero a casa mi dava fastidio respirare, sentivo proprio l’inquinamento che mi entrava nel naso!!!
Non dico altro del Flying Cloud perché i ricordi sono ancora troppo recenti e mi fanno un male bestia, posso solo dire che è stato sicuramente l’anno più bello in assoluto della mia vita, sono partita alla ricerca di nonsapevoneancheiocosa e là avevo trovato tutto. Purtroppo nulla è per sempre e per questo ci sto soffrendo tantissimo, ma è altrettanto vero che tutto passa, quindi sto aspettando che i ricordi da dolorosi si trasformino in dolci. Basta con sti discorsi.
Ora sto cercando qualcosa da fare per il futuro imminente. Nel frattempo ho avuto un imbarco lampo su uno yacht, un Azimut di 35 metri, su cui facevo la cuoca. Un delirio. Posso ricopiare alcuni passaggi della mail mandata a parenti ed amici:

ciao giovani,

primo giorno dopo una settimana che riesco a scendere dalla barca....a dire il vero anche ieri mi sono presa una mezz'oretta ma internet e lontano....

QUI E' UN DELIRIO, sti messicani son tutti pazzi!!!!!

8 ospiti, armatore e amici tutti messicani, e 7 persone di equipaggio: io, la hostess (Gabriella) e 5 messicani, ole!
il comandante è un cretino. davvero, non capisce un cacchio, e solo bravo a portare la barca ma oltre a quello non ha la minima cognizione di gestire le persone, praticamente dal secondo giorno dettiamo legge noi due, li cazziamo in continuazione e soprattutto da quando io ho avuto una sclerata fuori misura col comandante tutti mi temono di brutto....echeccazzo a tutto c'e un limite no??? adesso hanno una fifa boia anche solo a dire che hanno fame, li vedo che vengono quatti quatti a prendere le cose dal frigo allora gli faccio gli agguati dietro ai frigoriferi e scappano via.... mi diverto con ste cose qui.
L'armatore...che dire.....un rompipalle fuori misura: uno dei primi giorni a colazione volevano dei cosi di pane con fagioli pancetta formaggio (nb: sopra poi ci aggiungevano il mascarpone e la loro salsa piccante), io ho preparato tutto, arriva in cucina miss rompicazzo n.1 (la moglie), vede i panini pronti per essere infornati e si mette le mani nei capelli quasi piangendo perchè avevo sbagliato a tagliare il pane....lo dovevo tagliare nell'altro verso.....ormai piangeva e gridava "e ora chi glielo dice a mio marito!!!!" Mavvaffanculo!!! Mi fa troppo ridere la Gabriella quando ripete la scena! Questi fanno colazione verso le 13, pranzo verso le 19/20 e cena solitamente verso le 2 di notte, e badaben...solo comida mexicana por favor!!! ogni giorno rompicazzo 1 viene a chiedermi il menu, nei dettagli, il primo giorno non eravamo molto d'accordo sul da farsi, alla fine ho fatto quel che pareva a me e si vede che ha contato perche ora accetta qualunque mia proposta senza fiatare, poi ho Pancho (un paio di quintalozzi di messicano che sembra uscito da un film) che mi consiglia sui gusti messicani, per il resto faccio io. A colazione ovviamente sempre uova, fagioli e altre porcherie irripetibili, a pranzo quelle 3/4 portate piu il dolce, e ATTENZIONE a come dispongo le cose nei piatti perche sono molto pignoli, e dico molto molto....
Con la Gabriella mi trovo benissimo, abbiamo caratteri simili e ci siamo coalizzate, ci diamo una mano l'una l'altra se no non ne usciamo vive, iniziamo al mattino alle 8 e tiriamo di lungo fino a sera, io vivo in cucina (equip e ospiti mangiano diverso e ad orari diversi) la cucina è bellissima, spaziosissima, supertecnologica (e qui casca l’asino, ogni 2x3 lancio accorati appelli alla Gabri che mi deve venire in soccorso con i vari apparecchi elettrici perché sono troooppo impastata!!), solo che per quanto sia spaziosa è pur sempre un ambiente chiuso, e io abituata ai mari aperti delle grenadine….inoltre la mia abbronzatura caraibica sta diventando un ricordo, l’aria condizionata mi ha donato uno splendido color trasparente…. ma tutto finisce quindi aspetto con ansia il 13 che se ne vanno e spero che i prossimi siano meno esigenti....
Comunque, per vendicarci, noi 2, stronze fino al midollo, in cucina ne combiniamo una dietro l'altra, tipo i frijoles che mi hanno insegnato a farli alla messicana (uno schifo fuori misura) abbiamo iniziato ad insaporirli con condimenti che è meglio non specifichi.... l'altro giorno abbiamo dato il meglio: erano rimasti 3 hamburger schifosissimi e li avevano buttati nel rusco, lei mi faceva da palo e io li ho recuperati, tritati, ci ho aggiunto un po' di roba, un soffrittino, quintali di cumino....et voilà le polpettine per l'aperitivo.....sono andate a ruba!!!! Poi abbiamo notato che gradiscono molto le cose avariate....ho iniziato con le scaloppine, che quando le ho tolte dal frigo avevano uno strano colore giallognolo nonchè un odore preoccupante, me ne sono fregata e gliele ho fatte al vino, e il bello e che quelle avanzate se le sono mangiate durante la notte!!! che schifo, cmq con quello che mangiano penso che nulla possa farli star male.... Ieri: gli avevo preparato x antipasto un fagottino di pasta sfoglia scaduta e spinaci, poi gli facevo il pollo al curry perchè visto che si era rotto il frigo il pollo ormai ricominciava a camminare; mi hanno chiesto anche un risotto e visto che non avevo altro ho recuperato una salsiccia scongelata da due giorni e una zucca semimarcia e gli ho fatto il risotto....ragazzi, ieri sera li ho conquistati: mi hanno acclamata fuori due volte x farmi l'applauso... io che mi vergognavo come un cane, con tutta la gente li a terra nei bar....e poi a ridere in cucina con la Gabriella, tanto con i quintali di peperoncino che mangiano nulla li può far star male.... Io credo anche che il colesterolo in Messico non esista, questi si mangiano MINIMO 2 uova al giorno, e quintali di maionese, la mettono ovunque, soprattutto il comandante al quale ormai chiedo “che vuoi di contorno alla maionese?” Comunque, per tornare al discorso, stamattina l'armatore voleva di nuovo risotto x colazione, ma uno diverso, e la moglie e' stata li tutto il tempo con me xche voleva vedere come lo facevo....pero non era buono come quello di ieri.....me lo doveva dire almeno un paio d'ore prima cosi mettevo i formaggi al sole, sai come diventava mas sabroso!!!??? E poi si vede che il mio comportamento insubordinato alla fine ha fatto il suo effetto perche le donne mi adorano, unico neo e' che sono sempre li a rompere in cucina a vedere cosa faccio e cosa non faccio, e poi mangiano e mangiano e mangiano e mangiano, madonna quanto mangiano sti messicani!!! la moglie dell'armatore mi ha preso in simpatia, mi ha chiesto se vado a fare la cocinera en su casa en mexico......le ho detto che per 10.000 euro un mesetto posso farlo, pensava scherzassi... invece dico sul serio!
Dicevo che il mio comportamento, e anche quello della Gabri, non e' quello servilista degli altri, io di certe cose me ne strafrego, tipo l'altro giorno e' arrivata la moglie in cucina che io ero al telefono, me ne sono fregata e le ho detto di esperar un momentido que tengo que hablar, lei subito ha sgranato gli occhi, poi pero ha aspettato, e adesso e tutto un por favor vaifra, si puede, si no te molesta.... e stamattina in cucina voleva un caffè decaffeinato, le ho detto serenamente che non avevo tempo di farlo e che c'era quello della moka, ha accettato, gliel'ho dato ed era freddo, quando me l'ha fatto notare le ho indicato il forno a microonde....il comandante era presente ed e' mezzo inorridito…
Il primo giorno a bordo invece, stufa che ogni mezzora venisse qualcuno in cucina a cercare cibo ho sbattuto fuori tutti dicendo che non volevo piu vedere nessuno finche non era pronto, poi quando e stato pronto e ho iniziato a chiamare non veniva nessuno, il giorno seguente idem, allora mi sono incazzata di brutto e ho detto che per loro non avrei mai più preparato niente e che andassero al bar: ho sclerato con il macchinista, il quale e' stato visto correre da poppa a prua urlando "la cocinera esta muy nervosa, vamos a comer!!!" e tempo 30 secondi sono arrivati tutti e 5 in fila come le oche, io e Gabriella allibite. E' stato li che abbiamo capito che dovevamo usare le maniere forti...
Quindi, a parte che mi sto facendo un culo della madonna, che in messicano si dice me hago en tu puta madre y pata (o peta o qualcosa del genere), un po' si ride anche: c'e pancho che mi chiama mamacita e dice che se decidero di avere un fidanzato messicano lui e disponibile, il comandante invece lo sfottiamo di brutto e lui ride (oltretutto ride che sembra deficiente), poi c'e edgar, che non ho ancora capito cosa faccia ma tutti si rivolgono sempre a lui per ogni cosa (forse perche il comandante non ha molto polso), poi c'e miguel il macchinista fulminato che si fa un mucchio di cigarillos especialos e ride sempre (cos'avra da ridere lo sa solo lui), poi c'e il vecchio miguel, figura ambigua che non fa un cazzo ma ha sempre fame....
Vi racconto un paio di scene divertenti: la sera in cui e arrivato l'armatore, sono saliti a bordo tutti ubriachi fradici e si sono messi nella jacuzzi a bere ancora, io ero in cucina, mi piomba edgar urlando "vaifra, botana!" e io d'istinto "botana sarà tua sorella!!!!" poi ci ha spiegato che botana sono le patatine, noccioline eccetera, quindi vi lascio immaginare ogni volta che una delle donne mette il naso in cucina la nostra prima parola e "botana??? botana!!!" e noi due ci facciamo un mucchio di risate... Altra scena divertente:ieri qui a st.tropez sulla barca di fianco c'erano due marinaie notevoli, decisamente due belle ragazze, e i ragazzi vi lascio immaginare cosa commentavano, solo che non avevano il coraggio di attaccar discorso (e poi dicono di essere calienti....mah....) allora sono uscita io e ne ho chiamata una, ci ho scambiato due chiacchiere, mi sono girata per presentargli i ragazzi e loro.....volatilizzati!!! li sono andata a prendere x le orecchie e li ho portati fuori a far conoscenza ma nulla di fatto perche sono troppo rincoglioniti di fagioli e peperoncini.... piu tardi dopo cena avevo un piatto di roba da buttare in mare, butto e.....cazzo!!! sull'altra barca!!! presa in pieno. chiamo pancho e ridendo cerchiamo di pulire alla meglio. stamattina megacinque del comandante di quella barca alla ragazza, allora ho deciso di costituirmi e sono andata a spiegargli che ero stata io, e adesso sembra che sia mia la colpa perche quelle due non li hanno cagati....

E' tutto, torno in barca perche sono assente gia da un'oretta e c'e caso che qualcuno abbia fame....di buono qui c'e solo che sto rispolverando lo spagnolo, e sto imparando soprattutto un mucchio di parolacce, uno di questi giorni all'armatrice le chiedo que vierga quiere por la comida... dopodiche torno a viareggio col traghetto...


Capito l’andazzo a bordo? Comunque, alla fine della prima crociera è sceso Pancho perché doveva tornare sulla sua barca, ed è arrivata una nuova marinai, di nome Stronza, ehm, pardon, Sandra. Questa dal primo giorno non ha fatto altro che seminar zizzania tra l’equipaggio, aveva da dire su tutto e tutti, addirittura l’ho beccata più di una volta con le mani nel frigo a spostarmi le cose perché secondo lei non andavano bene come le avevo disposte io. La Gabriella non la cagava pari dal primo giorno, io invece ho portato pazienza un po’ quindi lei veniva sempre da me a dire su questo e quello, quando ho esaurito la pazienza ho iniziato ad uscire dalla cucina ogni volta che entrava lei, a veder se la capiva, ma lei invece no….alla fine un bel mattino in cui io ero già molto nervosa per i fatti miei, all’ennesima sua lamentela sono esplosa e gliele ho dette tutte, le ho detto che è una trinciamaroni, che il minipimer confronto a lei è robetta, che non la sopportavo più e che da quel momento in avanti le era fatto assoluto divieto di sostare in cucina, poteva solo passare per prendersi il suo piatto e andar giù a mangiare, e nel passaggio era cortesemente invitata a non fiatare! Si è incazzata di brutto ma io lo ero più di lei, sta stronza rompipalle, ho capito perché in tutte le barche in cui ha lavorato ha sempre litigato, porca miseria, è insopportabile!!

Comunque, sono contenta di aver fatto questa esperienza, e soprattutto sono contenta di aver conosciuto la Gabri, una tipa troppo sbura davvero, un soggetto incredibile, se non ci fosse stata lei credo che sarei scesa già il secondo giorno da quella gabbia di matti!! Alla fine ci siamo anche divertite, abbiamo imparato lo spagnolo (par forza!!!) e abbiamo insegnato ai ragazzi alcune cose di italiano, sarei curiosa di vedere Miguel a Viareggio quando per strada si cimenterà con la frase che gli abbiamo insegnato “uè, bella gnocca, me la dai?”

Ora sono qui, mi sto guardando in giro per trovare un nuovo imbarco, vorrei tornare in Martinica, questo è il mio obiettivo. Se non altro per recuperare Othello e l’accappatoio. Dove sarò di qui a un mese non lo so, boh, comunque caro Stefano non temere, terrò un po’ più aggiornato il blog!
08 giugno 2006, da p.s.v., h 6.30 del mattino, tutti dormono, io sono sveglia già da un pezzo (sarà l’arterio).
Prima mi sono seduta sulla rete a guardarmi intorno, che differenza rispetto a pochi mesi fa… per tutto l’inverno qui la notte era pieno di barche ancorate, stavolta ci siamo solo noi e un catamarano di sfigati laggiù in fondo. Dico che sono sfigati perché li abbiamo già incontrati l’altro giorno, li abbiamo osservati a lungo….e quando uno è sfigato è sfigato, c’è poco da inventarsi. Comunque dicevo: esserci solo noi mi fa una strana sensazione, certo le barche sono calate notevolmente ovunque, su a Le Marin non c’è più nessuno e questo, oltre al calendario, già ti dice che la stagione volge al termine, però un conto è poche barche, un altro conto è zero barche come adesso, che aggiunto al conto a rovescio per il mio ritorno a casa mi dà la sensazione come di essere alle ultime pagine di un libro, e questo mi rende triste in una maniera infinita. Poco importa che dopo 15 gg sarò di nuovo qui, oggi ho la sensazione che sia tutto finito, prima ormai mi venivano le lacrime agli occhi a pensare di salutare il “mio” flying cloud: quante cose sono successe, quante persone si sono avvicendate a bordo, e noi sempre qui, negli stessi posti a fare le stesse cose ma sempre con la gioia e il divertimento come la prima volta. Mi capita spesso di associare i posti alle persone, ricordare i momenti più belli vissuti, rivedere le scene più divertenti…tipo quando arriviamo in un posto mi viene in mente “nella tal crociera abbiamo ancorato là, nella tal altra invece c’è stata la scena di tizio che ha detto, l’atra volta invece pioveva….” e comunque in un certo senso è sempre come se fosse la prima volta perché è vero che i posti sono sempre gli stessi ma portarci persone nuove mi carica di entusiasmo, sarà il vedere loro….
Dall’altro lato invece ho tutta l’emozione per il ritorno a casa dopo 7 mesi di assenza. A parte le prese in giro di Christian che dice che dal gran che sono inciccionita devo mettermi un cartello al collo x farmi riconoscere, e se mio babbo gli chiede i danni un tot al chilo è rovinato, dicevo: l’emozione è tanta, sono anche un po’ agitata e continuo ad immaginarmi le scene, soprattutto quando mi vede Toto. Gli altri sanno dove sono e sanno che sto per tornare, lui invece no, mi ha solo vista sparire ad un certo punto, e mò mi vede risbucare, mi sa che stavolta gli viene un coccolone, non vedo l’ora di rivederlo, chissà se gli viene lo scodinzolo da euforia o se si piscia addosso dall’emozione….boh, vi farò sapere! Poi ho iniziato a fare la lista delle cose che voglio mangiare: qui ai caraibi si mangia bene, su in martinica poi si trova quasi tutto, compresa una buona pizza da Ti-Tok con tanto di mozzarella VERA, però ci sono certe cose che mancano proprio, e sia io che Christian con l’immaginazione a volte ci facciamo delle cenette da urlo a base di tortellini e tigelle per me, invece lui che è mezzo montanaro preferisce pizzoccheri e polenta, il tutto comunque accompagnato da bufale fresche, porcini e speck, non senza qualche cotechino qua e là. Capita a volte di trovare cosuccie buone come il mascarpone o la mozzarella di bufala e cerchiamo di farne man bassa, ma sono eventi talmente rari che non bastano a toglierci le voglie. Ed è capitato anche di entrare al supermercato x caso, trovare le bufale fresche e accorgersi di avere in tasca solo pochi spiccioli e quindi ingegnarsi nascondendo le mozzarelle dietro un improvvisato muro di camembert ed emmenthal, che però non è servito all’uopo in quanto forse non siamo gli unici a fare la caccia alla mozzarella…. Si mormora anche di un certo Antonio che tiene d’occhio gli scarichi dei camion, una volta sola siamo riusciti a giocare d’anticipo e ce le siamo comprate tutte noi prima del suo arrivo, tiè!
Quindi anche dal lato enogastronomico sono veramente molto felice di fare un salto a casa, l’unica cosa che mi preoccupa è il dormire: qui mi faccio delle mega ronfate perché mi piace da morire il dondolio continuo della barca, infatti in navigazione non faccio molta compagnia: o cucino o se non ho nulla da fare mi addormento, è più forte di me! E anche da fermi ho i miei posti preferiti, dove si balla di più, tipo Tobago Cays, che figata: tu sei fermo e c’è talmente tanta corrente che sembra di navigare….mi faccio certe dormite!!!! A casa come farò? Mi sa che l’unica è mettere un’amaca in giardino da Damiano e sperare che tiri abbastanza vento da scossarmi tutta notte….

Mustique, 09 giugno

Ieri ho dovuto abbandonare causa risveglio dell’equipaggio, stavo scrivendo qualcosa a proposito del mio ritorno a casa, la mia vacanza, anzi “vacanza”, visto che ho talmente tante di quelle cose da fare che sarò iperstressata e non vedrò l’ora di tornare qui a lavorare!!! Ho una lista infinita, mi sembra la lista dei lavori da fare in barca appena arrivati a novembre, cancellavi una riga e ne dovevi aggiungere 3….vabbè alla fine con pazienza e dedizione si farà tutto.
Invece per quanto riguarda il mio apprendistato marinaro sono ad un buon livello, diciamo che di tutto l’alfabeto siamo alla lettera C. Non ho ancora fatto pace col tender, che continua ad odiarmi e anche l’altra mattina a Bequia che sono scesa da sola non ne ha voluto sapere di ripartire dal pontile, per fortuna un gentile signore tedesco mi ha riportata in barca (che era lontanissima, di fronte alla spiaggia!) e poi ha riaccompagnato giù Christian: ci avrei scommesso, e infatti quel bastardo con lui è andato in moto al primo colpo, però non si fa così eh…. Le altre cose invece dai, vado abbastanza benino: i nodi non c’è male, la gassa ormai è mia amica, la so fare anche con la sicura (evvai, qui si lavora di finezze!!!) il parlato invece mi frega: lo so fare solo in orizzontale, già se mi trovo a doverlo fare in verticale mi si scombina il meccanismo e l’omino del cervello si pianta. Ho iniziato anche a tirare su e giù la randa, ovviamente non da sola, mi porto dietro qualche cliente ben piazzato, non sono ancora tanto sicura e prima di ogni mossa chiedo conferma a Christian, però almeno ho capito cosa sono tutte quelle manovre che prima gli vedevo solo fare senza capire nulla. E poi la cosa più bella è che adesso non ho più paura, all’inzio ogni volta che ci avvicinavamo ad una banchina o dovevamo prendere una boa io ero un pochino nervosa (a dirla tutta mi cagavo letteralmente sotto) anche se c’erano altre persone ad aiutarci e anche se non c’era vento, ora invece siamo sempre da soli e anche se c’è vento non mi agito più; ogni tanto mi prendo ancora i miei cazziatoni con tanto di urli nelle orecchie ma almeno il nervosismo è solo un ricordo.
Credo di aver detto tutto, ormai partiamo anche da qui diretti a St Vincent, domani sbarchiamo gli sposini in luna di miele poi partiamo alla volta di Marin, il tempo di fare la valigia, pubblicare questo nuovo articolo sul blog….e sono a casa!

ecco Dalo! (come si vede dalla mia faccia sono molto felice quando lo vedo)

Mayreau. Palma. E questo è Davide


un classico dopocena..... la bottiglia dell'acqua è lì per sbaglio


i cavalloni a mustique!

x fare una foto.....ormai ci anneghiamo!

17 maggio 2006

Era un po’ che non scrivevo, oltre due mesi, ma tanto non avevo granchè da raccontare, cosa scrivevo a fare? Grosse cose non ne sono successe: sono stata metà marzo ferma alla boa a Le Marin, una noia mortale, in quel periodo ho veramente capito perché le massaie frustrate sono così desiderose di chiacchiere….miiiii la solitudine è veramente una brutta bestia! Oltretutto in porto di tutta la combriccola dell’inverno non c’era nessuno, sono tutti partiti o in procinto di partire, eravamo solo io e Mario, più altri due che sono di una simpatia tale da indurci a far finta di non sentire i loro inviti a cena, capito gli elementi no? Una buona dose di valium in confronto a loro è un eccitante, meno male che son partiti e se mi va bene fino all’anno prossimo non li vedo più.
Sono ingrassata. Non un pochino. Una tonnellata e mezza. I miei nuovi soprannomi sono “Pagnottella”, “Barbapapà",“Tricheco” “Paciarotta”, invece io mi ostino a dire che adesso sì che sono perfetta (sempre riferito al discorso della circonferenz, sempre più perfettamente sferica). Poi un bel giorno abbiamo avuto la splendida idea di fiondarci in farmacia su quelle bilance che ti dicono altezza, peso, volume, rapporto grasso-magro e se vuoi ti fanno anche l’oroscopo… conclusione: in quanto a peso non ho acquisito nulla, ma in compenso ho perso 2 cm di altezza, quindi non è vero che sono ingrassata, mi sono solo accorciata! E cmq la mia percentuale di massa grassa è nettamente superiore a quella di Christian, il che mi ha subito fatto guadagnare l’appellativo di M.G. (massa grassa), e nella crociera seguente, dove c’erano clienti simpaticissimi quasi a livello del mio comandante, non ero presa in giro…..di più! Solo l’ultimo giorno (forse) hanno scoperto qual è il mio nome vero, durante tutta la crociera ero “la grassa”. E poi, sempre per continuare lo sfottio nei confronti della mia persona, sono diventata anche un’unità di misura: appurato che il Flying Cloud è un catamarano di 11 vaifre (si si, ci siamo proprio messi sul ponte a girarmi e rigirarmi da prua a poppa x fare la misura!), tutte le altre barche vengono misurate in proporzione: ci sono quelle che misurano 8 vaifre e un ginocchio, oppure 7 vaifre e la spalla…! Fatto sta che i vestiti che prima mi stavano belli larghi ora manco si allacciano, e non posso neanche dire che si sono ristretti loro, visto che il bucato lo faccio a mano…. E poi cmq secondo me non sono grassa, sono solo gonfia, mi sento un pallone e infatti galleggio meglio rispetto ai primi tempi, e avendo smesso di fumare (che sia la volta buona? mah, io incrocio i diti….) mangio mangio e mangio, sto diventando una ruminante tanto tempo passo a masticare! Però….questa storia del fumo…..avrò fatto bene? Non ne sono convinta: oltre ad essere lievitata, succede anche che le zanzare mi stanno massacrando, prima non era così, merito del sangue amaro di nicotina forse…. e allora chi mi dice cosa è meglio tra essere magra ma puzzolente di fumo oppure profumata ma cicciona?

Altre cose da raccontare… parliamo dei miei spasimanti e dei loro modi bizzarri di esprimere l’interesse nei confronti di una ragazza: a parte il vecchio Dalo che non si fa una ragione del mio rifiuto a sposarlo e insiste nel considerarmi una sua proprietà, e mi dimostra la serietà della sua proposta regalandomi aragoste o facendomi trovare pane fresco sul tavolo del pozzetto la mattina (ma una volta non usava regalare fiori e cioccolatini????),!), sto collezionando una serie di pretendenti che se li vede Freud ci scrive un bel libro subito, a partire dal tipo stranissimo di Le Marin che ci abbiamo messo un mese solo a capire se era maschio o femmina, continuando dal sordomuto, per finire ai vari rasta che incrociamo in giro, più sono strani e più mi attaccano bottone, peggio che a casa, ma cos’ho la calamita davvero io?? Poi parliamo dei regali atipici che ricevo (e non sono mai stata la tipa abituata a ricevere regali): due cetrioli, una camicia da parte di un americano fuori di testa (ma va? uno strano che ci prova con me?) incrociato a Mayreau che dopo 5 minuti di chiacchiere mi ha chiesto senza tanti giri di parole se avevo mai pensato di sposare un americano e trasferirmi a New Orleans (beh certo, ci penso tutti i giorni io e una maglietta da parte di Gary. Gary è un tipo della base Sunsail di Saint Vincent che ha sempre un po’ fatto lo spiritoso con me, finchè un giorno Christian gli ha detto di darci su che tanto ero già promessa ad un certo Dalo di Union, e Gary altri non è che…il cugino di Dalo! Manoncipossocredere, se il mondo è piccolo, le grenadine lo sono ancora di più!! Comunque Gary si diverte a prendere in giro Dalo, per esempio sabato che abbiamo sbarcato gli ultimi clienti a St. Vincent, la sera siamo andati con lui al full moon party (bello! Praticamente come le feste del river in via delle mura…), e loro due hanno ben pensato di chiamare Dalo per dirgli che andavo ad una festa: conclusione, Dalo non era per niente d’accordo sulla mia uscita serale e mi ha detto che visto che non ci sto con lui, se oso dar corda ad un altro ragazzo a me mi fa fuori, e il ragazzo in questione verrà castrato, questo è quanto riferito, e donna avvisata mezza salvata… e poi mi fa ridere perché non riesce a dire il mio nome, mi chiama Faifai e se lo sgrido ride…che cacchio c’ha poi da ridere!!!

Poi che vi racconto? Ah si, la settimana scorsa: eravamo a Tobago cays, pronti per andare a fare snorkeling e uno dei ragazzi fa “oh, ma non ci sono squali vero? Io non ho paura di nulla al mondo se non degli squali” e noi “mannnnoooooo, non se ne è mai visto uno qui!”, andiamo sul reef e mentre i clienti erano un po’ lontani io ne approfittavo x imparare a fare un po’ di apnea, coadiuvata dal comandante che mi deve insegnare proprio tutto come ai cinni. Ad un certo punto ero con la testa sott’acqua, Christian invece era fuori e starnazzava, ho visto sotto di noi uno squaletto, mi sono impanicata di brutto e tutta affannata non riuscivo a dirlo a lui, che continuava imperterrito a starmi davanti senza cagare minimamente i miei tentativi di richiamare la sua attenzione, una scena alla Fantozzi per intenderci, finchè sono riuscita a dirglielo, e lui “ah, ma quello non fa niente, è vegetariano!” Ora, vorrei sapere: esistono davvero gli squali vegetariani? E poi cmq anche questa la metto nel quaderno delle ultime parole famose di Christian, che quando lui nomina un evento assolutamente improbabile a verificarsi è la volta buona che succede subito! Spero solo non gli venga mai in mente di parlare di uragani….
Per continuare col discorso naturalistico potrei raccontare di quella volta che nel canale tra st.lucia e la martinica, con zero vento e mare piatto che più piatto non si può ci siamo incrociati con un branco di delfini, così tanti insieme non li avevamo mai visti, saranno stati oltre 100, abbiamo spento i motori e ce ne stavamo lì a galleggiare in mezzo a loro, c’era talmente silenzio che li sentivamo respirare e fare i loro versi….bellissimo, roba da tuffarcisi in mezzo!

Penso di aver raccontato tutto, qui va tutto bene, sono sempre felice della scelta fatta e sono sempre più convinta di aver trovato la mia strada, la stagione grossa ormai è finita e si inizia a vociferare di un probabile rientro in Italia, previsto per metà giugno. Da un lato ne ho una voglia pazzesca, dall’altro però….non so….tornare a casa significa anche tornare alla civiltà, non so se sono pronta, nel senso: solo a pensare di mettermi un paio di scarpe mi sento già soffocare, non parliamo poi di tutto il resto…. Comunque sarà una vacanza e non un rientro definitivo, per cui porterò pazienza e proverò a reinserirmi nella civiltà, mi sforzerò di vestirmi, di pettinarmi, di fare la doccia a ritmi più regolari e cercherò di non arrampicarmi sugli alberi….
06 marzo 2006, Le Marin

Eccomi qui di nuovo a Le Marin, nonostante l’assenza di un mese nulla è cambiato, le boe sono sempre quelle e al mango bay si mangia decisamente da schifo come sempre del resto….nulla di nuovo quindi…
Christian è tornato a casa x un po’ di vacanze, quindi sono sola e abbandonata alla boa con Flying Cloud, ora il comandante sono io (evvai!!! Festa tutte le sere!!!!). Mi ha lasciato alcuni compiti da fare (a dire il vero più che a me li ha dati a Mario, ma mi piace pensare che in fondo n fondo sono per me…), però ho deciso di fare con molto relax e quando dico molto è proprio moooooolto... Tanto per iniziare se di solito appena arriviamo la prima cosa ceh faccio è occuparmi della lavanderia e della pulizia della barca, per il momento su 2 giorni ho solo iniziato le pulizie. Iniziato nel senso che ho portato giù stracci e detersivi e li ho appoggiati vicino alla prima cabina. Intanto è un inizio, poi magari domani li sposto di là dalla porta…intendiamoci, sempre se mi va… Poi oh, non è che non faccio niente, stamattina per esempio ho messo via gli sgabelli, per oggi basta! Poi tutto il giorno sono stata a spasso x centri commerciali.


Comunque, essendo alla boa, ero contenta perché così ero praticamente costretta ad imparare ad usare il tender, un po’ impanicata, ma contenta. Invece sto stronzo, riparato la settimana scorsa a St. Vincent, appena se ne è andato Christian non ne ha più voluto sapere di ripartire e mi sono dovuta far trainare da Mario, quindi finchè non capiamo cos’ha sono dipendente da lui oppure mi tocca di fare il barca-stop: divertente eh, ma dù palle non essere autonoma…. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale col tender, un reciproco sentimento di odio-amore ma comincio proprio a pensare che forse gli sono antipatica, dev’esser per forza così; lui sente che non sono pratica e si rifiuta di partire… ieri scherzando con Claudio e Ira su messenger siamo giunti a questa conclusione…è un po’ come i cavalli, che sentono se il fantino ha paura e non obbediscono, figuriamoci il povero tender che ne ha 25 di cavalli, e se tutti sentono la mia paura per forza poi non parte, no? E comunque da questa cosa se ne deduce un’altra: Christian è un gufo maledetto, nelle ultime settimane l’ha dimostrato ampiamente:
- chiedendogli se capita spesso di dover smontare il cesso mi ha risposto “no no”, tempo 2 giorni e abbiamo dovuto farlo.
- ha commentato che per fortuna il tender non ci aveva ancora dato problemi e il giorno dopo si è fermato e abbiamo dovuto lasciarlo a St.Vincent per una settimana, facendoci tutta una crociera a remi ogni volta che dovevamo scendere.
- non ha fatto in tempo a spiegarmi i vantaggi di avere il generatore che naturalmente quest’ultimo ha iniziato a far capricci.
- l’altro giorno mentre cambiava il sacchetto della spazzatura si è chiesto a voce alta dove avremmo trovato il pezzetto di ferro che tiene il sacco quando si sarebbe rotto. Secondo voi cos’è successo? Ovviamente si è spezzato subito.
Così negli ultimi giorni ogni volta che parlava facevo corna su corna…quel ragazzo deve imparare a stare zitto!
Per quanto riguarda me invece sto benone, a Mayreau mi sono fatta le treccine e ora mi dicono tutti che da lontano tra il colore e le trecce sembro una scuuura, domani le disfo che è meglio. Altre novità non ne ho, se non che da un paio di settimane ho un mal di schiena allucinante e mi sento un rottame, giro tutta strancalata e mi chiedo di questo passo come sarò ridotta a 70 anni, non oso pensarci…. Conto su questo periodo di riposo per rimettermi in sesto.

Qui a Le Marin, essendoci sempre una vita notturna da paura, la sera me ne sto in barca tranquilla a fare gli affari miei (e comunque…’ndo ca*** vado senza tender??), tutta la gente che frequentavamo le altre volte non c’è, c’è solo Mario (una certezza), però sono arrivati Arnaldo e Alessandra conosciuti a Trinidad, e ieri ho intravisto Milo e Barbara, domani vengono a salutarmi. Carlo è in Italia, Marco e Daniela non so dove siano, la Roberta è stata avvistata su a St.Marteen, Vincenzo è in Guadalupa (forse torna a maggio, speriamo perché ho proprio voglia di vederlo), insomma sono partiti tutti, meno male che domattina arriva Davide, in quest’ultimo giro ci siamo incrociati varie volte ma sempre di sfuggita, itinerari sfasati, capita!

Ah già, non ho raccontato nulla dell’ultima crociera: sono stata assolutamente conquistata da Maira, una schizzatissima dottoressa di Milano intrippata con tutti i suoi the, tisane e macedonie, un personaggio indescrivibile ma di una simpatia unica, con tutte le sue fisse… e la ginnastica, e le maschere facciali, e questo e quello, insomma ne aveva sempre una da fare! Troppo forte davvero, e il marito Fabio una bellissima persona, sono rimasta davvero affascinata da questa coppia, mi hanno trasmesso serenità. Il bello di questo lavoro è anche che alla fine conosci tanta gente, e avendola a bordo per così tanto tempo li vedi e li osservi bene, vedi persone di ogni genere, e quando ti capitano personaggi del genere poi ti rimangono dentro anche quando scendono. Mi piace.

Non ho altro da aggiungere, sono le 22, per me è tardissimo, faccio l’impacco alla schiena col sale caldo (preziosissimo ed utilissimo consiglio di Monica, grazie!) poi vado a letto.
Ciaoooooo
21 febbraio, Union

Gli ospiti dell’ultima crociera sono sbarcati già da qualche giorno, ma a causa di una totale e completa mancanza di energie non avevo ancora aggiornato il blog…anche solo pensare di scrivere mi metteva ansia….mettermi lì e dover muovere le dita su e giù per la tastiera era un compito troppo gravoso in quel momento per me. Diciamo pure che a sto giro ho esaurito totalmente le batterie. E comunque non è che sia successo nulla di così esaltante e clamoroso degno di esser raccontato: io sono diventata bravissima nella navigazione e quindi il diario di una sfigata in barca non va più avanti (…e se credete a questa, vi racconto anche che ho imparato a cantare…). Beh, va bene dai, una cosa da raccontare in fondo in fondo però c’è, un momento avventuroso l’abbiamo avuto, solo che è capitato tutto talmente in fretta che non so proprio come raccontarlo…ci provo. Allora, c’era una volta un catamarano che navigava tranquillo e beato. Il capitano timonava bel bello, mentre tutto il resto dell’equipaggio se ne stava lì spaparanzato a dormicchiare in pozzetto.
Il tempo era buono, il sole brillava ed il cielo era azzurro.
Insomma, tutto procedeva per il meglio.
Ad un certo punto il comandante avvisò tranquillamente il mozzo e uno degli ospiti di prepararsi a chiudere il gennaker, ma con tutta calma.
Giusto il tempo che i due si appropinquassero alla manovra e succede che, nel giro di 30 secondi (macchè, forse sono stati solo 20):
-è arrivata una botta di vento degna delle migliori soffiate di Eolo, il chè causa notevole difficoltà e sforzo fisico nella chiusura della suddetta vela, impegnando 2 persone ma, ce ne fossero 3 sarebbe decisamente meglio
-ha iniziato a piovere. Macchè piovere, diluviare. Più o meno un acquazzone tropicale oserei dire.
-si sono attorcigliate le 2 scotte del gennaker a prua. Attorcigliate è una parola leggera, si erano aggrovigliate peggio di un piatto di spaghetti
-si è staccata una tasca laterale, lanciando shampoo, bagnoschiuma e ciappetti vari ovunque
-sono partiti in acqua un costume e 3 strofinacci della cucina
-mai e poi mai avevamo pescato qualcosa in questi giorni, beh, in quel preciso istante ha abboccato niente popò di meno che……….un tonno!!!!
…e meno male che eravamo rilassati e tranquilli!!!! Ma sono convinta che potremmo anche fare di meglio….

Per tornare alla cronaca di questa crociera, sabato abbiamo sbarcato a Canuan parte dell’equipaggio, tenendo in ostaggio una coppia che inizialmente doveva tornare in Martinica con noi ma, dal momento che avevano cambiato programma, si sono ritrovati a stare a bordo un po’ di più causa mancanza di aerei. Domenica abbiamo raggiunto Davide a Tobago e poi siamo venuti a Union a cercare un volo x i 2 ostaggi e fare qualche lavoretto sulla barca, cosucce banali tipo pulizia, lavanderia e ordinaria manutenzione. Dovevamo reinbarcare tra venerdi e sabato, quindi avevamo deciso di prenderci qualche giorno di meritato riposo. Il nostro riposo non so perché, ma si è trasformato in cacca, e non esagero: stamattina siamo stati un paio d’ore buone a smontare un’elica che proprio ieri improvvisamente ci ha abbandonati, così, senza nemmeno un po’ di preavviso…Giudicatala irreparabile da esperti tecnici e dovendone aspettare una nuova dall’Italia, quale modo migliore di rilassarsi se non…smontare il cesso che faceva uno strano rumore? Così, dopo aver passato la mattinata immersi nell’acqua putrida del porto, abbiamo chiuso in bellezza la giornata!! Però lasciatemi fare una considerazione: ho notato che, dopo aver smontato il cesso, se l’acqua qui intorno al mattino mi faceva tanto schifo dopo, non so perché, ma appariva limpida…questa è la dimostrazione che tutto è relativo, perfino l’acqua del porto, e per ogni cosa tutto dipende dal punto di vista… e comunque da ogni esperienza si trae insegnamento: spiegare subito ai prossimi che le salviette non si gettano nel water!!! E poi comunque, pensandoci a posteriori, è stato anche divertente, eravamo immerdati fino al collo e nel momento in cui portavamo fuori il water con tutto il suo pavimento intorno, ci era preso un attacco di risarola al pensiero solito dei commenti di chi è a casa “ah, beati voi che siete ai caraibi, tutto il giorno a far niente, sole e mare…” ma venite qui voi a sturare i cessi, va là!!!!

Cos’altro potrei raccontare? Ah, si, Dalo, mio marito. Purino, è così carino, solo che ieri l’ho fatto arrabbiare: già l’altro giorno a Tobago ha detto di avere un regalo per me e mi voleva portare a Petit Tabac, ma io non ci sono andata. Ieri siamo stati a pranzo insieme in un posticino qui a Union e mi ha presentata ad una signora che parlava parlava parlava…io ho capito forse la metà di quel che mi diceva, faceva una gran pubblicità per lui, che è un bravo ragazzo, serio, ben intenzionato, e poi cmq è il primogenito di Lambi, il boss locale, un omone grande e grosso, (avete presente Mr.T.?), che è padrone di mezza isola e ha quei 22 figli, tutte le volte che mi vede mi saluta dicendomi “hi sweety” e se fa tanto di abbracciarmi dopo devo fare l’inventario delle ossa perché ho sempre paura che me ne spezzi qualcuna. Dicevo: a pranzo in questo posto, facendomi largo tra le mosche, ho comunque mangiato un pollo eccezionale, veramente buonissimo, solo che non riuscivo a finire tutto il resto e la tipa se l’è un po’ presa perché credeva non apprezzassi la sua cucina… dopo pranzo però ho dovuto parlare seriamente con mio marito, roba di famiglia: gli ho detto senza mezzi termini che lo ringrazio per la sua offerta di matrimonio e per la sua generosità nell’offrirmi mezza isola, ma purtroppo per quanto sia simpatico e una brava persona non intendo sposarlo. Oh, se l’è presa eh!? Fatto tipo, io pensavo scherzasse….
In ogni caso oggi abbiamo fatto la pace, siamo di nuovo amici e domattina vado con lui a fare il giro del pane: Mayreau, Tobago, psv e poi facciamo un salto a Petit Martinique a comprare la birra perché là costa meno. Va mo là, mi metto in affari col pane io! Se imparo a fare la piadina sono a posto!

Adesso abbandono tutto, sono le 9 di sera, sono stanchissima e sento Morfeo che chiama…..
08 febbraio 2006, Le Marin

Eccoci di nuovo qui. Siamo arrivati domenica sera in porto dopo aver sbarcato a Canuan (bleach, non ci ero ancora stata in quell’isola e a sto giro ho proprio capito perché la saltiamo sempre….), stavolta il rientro è stato meno traumatico della volta scorsa, da un lato mi vien da dire “meno male…”, dall’altro invece ci starebbe un bel “peccato!”…..eh già, perché io la volta scorsa con il mare a forza mille mi ero divertita, tutte quelle onde, e sù e giù, su e giù…cazza di quà, lasca di là! Invece con la navigazione tranquilla mi viene troppo da dormire, non succede niente, tutto calmo e non mi diverto un gran che.
Per questa crociera avevamo 3 ospiti, una coppia e una ragazza single, e anche stavolta ci siamo divertiti, 3 persone divertenti e simpatiche; mi è piaciuta soprattutto Lara, la ragazza single, una bella tipa, tranquilla e sempre a posto con tutti, una compagnia piacevole.
Il 4°giorno a Mayerau ci ha raggiunti anche Davide e dopo siamo stati insieme praticamente tutto il tempo: Union, Morpion, PSV, Tobago. A Tobago abbiamo incrociato anche Carlo e per quella sera siamo riusciti ad organizzare una bella grigliata in spiaggia tutti insieme: una cosa molto spartana, dal momento che Jean Claude (lo scuur a cui ci siamo rivolti) ci ha un po’ “ladrato” e non ci ha dato nemmeno le posate, ma è stato divertente mangiare l’aragosta al buio solo con le mani, un’esperienza “alternativa”, anche se c’era qualcuno che aveva qualcosa in contrario. Ma d’altra parte un barbecue su una spiaggia caraibica è anche questo, signori e signore per l’argenteria prego rivolgersi ai ristoranti 4 stelle…o no? Altre cose eclatanti degne di essere raccontate non ce ne sono, qui ho notato che ogni crociera ha il suo carattere, dopo quella superdivertente e distruttiva di capodanno c’è stata la super-rilassante ed ora questa che è stata una via di mezzo, risate ce ne sono state parecchie, ma anche tanti momenti di chiacchiere tranquille, giornate rilassanti in spiaggia, navigazioni interessanti. Forse l’unica cosa che posso raccontarvi è che ho raccolto il mio primo cocco da una palma. In piedi sulle spalle di Davide e con un equilibrio molto precario ho svitato svitato svitato…(lui imprecava perché A: avevo i piedi pieni di sabbia e lo graffiavo; B: alla fine mangia e rimangia il mio bel mezzo quintalozzo l’ho superato abbondantemente…meno male che Davide ha spalle forti, ma imprecava lo stesso…)…e alla fine il cocco è sceso, evviva!!!!!...guardo…marcio. Bè, ovviamente!!! E cosa potevo aspettarmi io, di trovarlo pure buono???? Una cosa alla volta, eh… Ah, ecco, altra cosa da raccontare è l’ultima sera a Canuan: 2 clienti li abbiamo sbarcati venerdì e siamo rimasti solo noi 2 e Lara che scendeva sabato, così abbiamo deciso di fare un giro “in centro” perché sentivamo musica. Chiedi chiedi dov’è il centro, tutti dicevano di andare avanti, finchè abbiamo trovato la fonte della musica: alla fine di una stradina buia, passato un capannone, dietro i trattori e oltre la pozzangherona (ci sarebbe voluto il tender x attraversarla….) c’era una festa in spiaggia: forse una cosa privata, fatto sta che c’eravamo solo noi 3 in mezzo a tutte donne, tutte scure scure, tutte molto paciarotte (e dico paciarotte per non sbilanciarmi, in realtà la più esile sarà stata…bè, diciamo più o meno circa una tonnellatina…); siamo rimasti quei 20 minuti, nessuno ci ha cagati se non l’unico uomo che si è avvicinato nientepopòdimeno che a Christian (ih ih ih) e poi senza di nuovo essere cagati pari ce ne siamo ritornati via così come eravamo arrivati….
Per il resto le serate si svolgevano tranquille, mangiando e bevendo (strano! Da noi queste cose non capitano mai….), facendo giochini da oratorio e soprattutto cantando a squarciagola, per la gioia dei vicini di barca. E’ inutile, io a cantare mi impegno tanto e mi piace anche, non capisco cosa siano tutte quelle smorfie sui volti dei miei compagni…e il bello è che ridono e poi mi chiedono pure il bis! A proposito di cantare, abbiamo constatato che Flying Cloud gradisce Cocciante. All’arrivo a Bequia mentre eravamo impegnati ad urlare come pazzi i vari Montagne Verdi e Maledetta Primavera, già dalle prime note di Margherita abbiamo iniziato ad aumentare sempre più la velocità fino ad arrivare a 15 nodi… eh si, è proprio vero…Margherita ama e lo fa una notte intera…
Per quanto riguarda invece la mia conoscenza di barche e mica barche, mi sta sorgendo spontaneo un dubbio: io di tutte queste cose qua non sapevo proprio niente, sto iniziando adesso a vedere e capire qualcosa (ma secondo me sono ancora molto indietro), comunque sto iniziando su questo catamarano e mi sembra tutto normale,a volte mi sembra anche di andare piano, tipo quando timono io e si va a max 10 nodi, invece mi par di capire che questo outremer vada davvero forte…va a finire che in questa mia avventura sto partendo dall’alto e quando mi ritroverò su una barca che troppa grazia se fa i 7 mi farà schifo… poi notizia notiziona superimportante: lo dico sottovoce per scaramanzia, anzi lo scrivo piccolo, ma secondo me …ho imparato a fare la gassa… ebbene si, mi incasino ancora un po’ ma molto meno, ci sono anche volte in cui l’azzecco al primo colpo, non so se è culo o cosa, comunque sono molto orgogliosa di me stessa!
Poi che dire? Ah, adesso visto che ho un po’ di tempo x scrivere vi racconto di alcuni di questi personaggi che ho conosciuto e di cui non ho mai accennato: per esempio Marco, il cameriere del Mango Bay a Le Marin. E’ un napoletano e vi ho già detto tutto, mi fa morire dal ridere: a parte le sue scene disperate quando dice che sente nostalgia della fidanzata (perché magari non la vede dal giorno prima, è troppo carino, mi fa tenerezza!), mi fanno morire le sue espressioni quando ordini qualcosa. Per esempio: “mi porti la tal cosa?” e lui “no” “scusa???” “fa schifo, prendi qualcos’altro”. In effetti al mango non è che si mangi bene, anzi… e quando c’è marco è una sicurezza, per esempio se sei indeciso se prendere o meno le patatine fritte chiedi a lui, lui in base al colore dell’olio ti dice si o no (lo cambiano come nelle automobili, ogni 20.000 km). Insomma, al mango bay ci si va solo per la connessione wi-fi e per farsi 2 risate, di più non si può!
Poi c’è Dalo, uno di quei ragazzi che quando sei giù alle grenadine passa con la barchetta x venderti pane fresco aragosta pesci e quant’altro tu necessiti. Vi ricordate quel telefilm, Arnold? Ecco, è lui, cresciuto ma è lui (…a proposito:qualcuno di voi sa che fine ha fatto il vero arnold???magari è lui davvero!!), ha una ghigna che è un programma, sempre a ridere! Per la cronaca Dalo è mio marito. Babbo sei svenuto? A dire il vero le nozze si devono ancora svolgere, per il momento è stato deciso che si terranno a Morpion in data da stabilirsi (prima deve convincermi ad accettare e vediamo che argomenti avrà x convincermi), e il pranzo sarà nel ristorante di suo padre, Lambi’s a Union. A parte gli scherzi, non c’è nessun fidanzamento, è solo un modo di definire Dalo in quanto sembra proprio che si sia fissato, ogni volta che ci vede sale a bordo e se ne strafrega del lavoro, manda in giro i suoi ragazzi e lui sta lì con noi, poi insiste e insiste, dice che è tutto pronto: ha una bella casa, un’attività ben avviata (e ci tiene a sottolineare che ha 4 barche, mica una sola….), un negozio e insomma è pronto per sposarsi, gli manca solo la donna e dice che vede in me quella adatta, solo che è triste perché lui è tanto innamorato ma vede che io non ricambio (ma va? perspicace il tipo!), Lara gli ha detto di dare tempo al tempo e di insistere che prima o poi cederò (con Lara farò i conti Intanto ogni volta che arriva se io sono dentro lo capisco dal grido di battaglia “Hey, Christian, where’s my wife?” e poi comunque è carino e gentile, ce la sta mettendo tutta per corteggiarmi e Christian se la ride, dice che perlomeno dovrei premiare la costanza ed è capitato anche che contrattasse dei baratti con lui mettendo me come pagamento, il mio parere ovviamente non conta…. Penso che il mio capitano si diverta a sfottermi, ecco si, sono giunta a questa conclusione… penso che mi autosbarcherò, è l’unica difesa….…).
Non ho mica nient’altro da raccontare, per questo giro passo e chiudo che abbiamo da lavorare, non posso mica starmene qui a scrivere in eterno…..o no?