- DALLA TURCHIA AI CARAIBI 2010 –
IL MEDITERRANEO
PARTE 4 - (dalla Tunisia alla Spagna)

03 novembre 2010

Siamo di nuovo in mare. Ieri, dopo aver impiegato oltre mezza giornata abbondante per le formalità doganali (i tempi sono relativi, ti dicono aspetta un quarto d’ora e tu dopo 3 ore sei ancora lì come un pirla senza il tuo passaporto che non puoi scendere dalla barca, ma poi arrivano eh, senza fretta, e ti rendono il tuo documento rendendoti nuovamente una persona libera di circolare) siamo finalmente usciti dal porto e siamo andati in città giusto il tempo di guardare la meteo, dato che quella affissa in capitaneria non ci era molto chiara  (vedi foto) e abbiamo fatto un po’ di spesa al souk (si scrive così?)…bellissimo, coloratissimo, profumatissimo, proprio come mi aspettavo! Niente a che vedere con altri souk che ho visto in altri paesi arabi quando andavo in vacanza. Mi ha colpita molto la macchina del caffè al bar del porto: apparentemente come quelle che si trovano nei bar da noi, con i gruppi e tutto, ma poi a guardarci meglio si intravedeva all’interno una fiammella: giuro, è stata la prima volta che ho visto una macchina del caffè a gas! Troppo sbura, da morir dal ridere! Gli abitanti locali sono simpatici e gentili, e quel che mi è piaciuto molto è che pur essendo molto chiaro che eravamo di passaggio e quindi un po’ lenti con le monete locali, nessuno, dico nessuno, se ne è approfittato per spillarci soldi: prendevano dalle nostre mani quanto dovevano avere e mettevano il resto preciso (che noi lasciavamo; giuro io non avrei mai pensato che la vita potesse essere così economica, subito pensavo si sbagliassero in difetto a prendere i soldi!). Roba da turisti a Bizerte non ce n’è, non c’è turismo, e forse è proprio per questo che nessuno ci ha fregati! Una bella cittadina insomma, mi è piaciuta un casino. La sera ci siamo fermati a mangiare in un ristorantino locale e abbiamo ordinato praticamente tutto il menu per assaggiare il più possibile, non bastava il tavolo per tutti i piatti che continuavano a portare, tutto buonissimo anche se per i miei gusti un po’ troppo piccante. Il conto? L’equivalente di 9 euro e spiccioli, bibite comprese!
Rientrati in porto, quindi re-immersi nel gasolio, ci siamo resi conto di non sopportare più questo odore, si vede che prima ci eravamo assuefatti ma poi il giro in città ci ha disintossicati, e visto che avevamo già lavato tutte le sentine (in attesa dei passaporti abbiamo fatto un sacco di cose) l’unica era andarcene subito, il vento era favorevole, e così è stato.

03 novembre 2010

Bel sole, vento buono, filiamo che è una meraviglia! Cargo ovunque, occhi ben aperti. Mi sto annoiando parecchio, questo equipaggio è diverso dagli altri con cui ho fatto lunghi viaggi: qui ognuno si fa gli affari propri, ci si caga solo il minimo indispensabile e ora capisco il perché della regola “almeno un pasto insieme al giorno”: almeno abbiamo quella mezzoretta al giorno in cui interagiamo tra di noi. Prima non lo capivo, io ho sempre fatto tutti i pasti con tutto l’equipaggio insieme! Dù marò. In più era da qualche giorno che i due ragazzi continuavano sempre a riprendermi su qualunque cosa dicessi o facessi, e non va bene, non si fa così, non è logico, non è necessario, non è la cosa migliore….eccheduemaroni che fate ciò! Al punto da farmi desistere all’aver alcun genere di iniziativa, che fosse in cucina, per la spesa, per la barca, per non importa cosa, faccio esattamente quel che mi dicono di fare e li lascio fare quel che vogliono senza avere opinioni mie: fu così che Misternò fece una pasta con un sugo ALLUCINANTE, uno schifo indescrivibile, che mi sono sforzata comunque di mangiare per non urtarlo…. Ingredienti del sugo: 3 cipolle, 2 spicchi d’aglio, 2 fette di pancetta, un petto di pollo, 2 carote, una tazzina di olive nere, un barattolo di pelati, il tutto tagliato a pezzettoni e scaldato in pentola un minuto scarso, praticamente crudo, con l’aggiunta di un goccio di vino in finalis. Il piatto più abominevole che abbia mai mangiato. Per fortuna non sono difficile e trangugio di tutto, ma devo ammettere che questa volta ho veramente mangiato con i denti davanti. L’unica pasta fresca acquistata assassinata così, volevo piangere…Penso di stargli sulle balle, e magari prima della fine del viaggio capirò anche il motivo. Spero comunque di sbagliarmi….aspetto a vedere che succede. Comunque stamattina all’ennesimo “no Vaifra, non così”, non ricordo neanche più per cosa, ridendo e scherzando ho un po’ brontolato e ho detto che basta così, non è possibile sempre tutto no! Risultato: se prima almeno c’era un qualche “no” e qualche battuta sarcastica a mò di presa per il culo (che io mi ostinavo a voler interpretare come presa per il culo benevola), ora c’è il silenzio più assoluto. Mi sembra di essere in solitaria, non c’è tanta differenza salvo i turni di guardia. Danilo perché sei andato via? Almeno chiacchieravamo!
04 novembre 2010
Stiamo costeggiando l’Algeria in direzione Malaga per recuperare Denis, un amico di François che verrà con noi fino ai caraibi. Speriamo che sia un gran chiacchierone, e che non sia ottuso ed inculento come questi due qui. Ma penso che questo viaggio possa solo migliorare e aspetto la prossima tappa con impazienza.
Ieri notte nel mio turno di guardia un cargo si stava avvicinando un po’ troppo alla nostra dritta: studia studia, osserva e riosserva, no niente da fare non si spostava, vedevo la luce rossa e mi pareva che stessimo navigando in due direzioni convergenti, le vele erano tutte su, c’era un po’ di vento e quindi non sapevo bene come muovermi. Aspetto ancora, temporeggio, continuo ad osservarlo e no, è sempre lì, non si muove né avanti né indietro, si avvicina inesorabilmente ma non siamo ancora abbastanza prossimi da permettermi di capire chi passa per primo, mi sa proprio che siamo in collisione. Ma forse no. Non lo so, non capisco, non vedo bene. Dubbio atroce: che faccio? Aspetto a vedere se passiamo noi o passa lui? E se per caso siamo davvero in rotta di collisione e quando è ora di scansarlo all’ultimo faccio casino con le vele tutte aperte (io non sono molto veloce a manovrare le vele: lo faccio, ma ho i miei tempi, devo riflettere e pensare ad ogni minimo passaggio, in più è buio pesto). Allora Vaifra, che facciamo? Il 50 e 50 in questo caso non mi aiuta, non posso chiedere l’aiutino da casa né il parere del pubblico, devo decidere io. Non posso neanche aspettare troppo visti i tempi di reazione del capt. Insomma: visto che tutti gli skipper con cui ho fatto trasferimenti più o meno lunghi mi hanno sempre detto che in caso di dubbio è meglio chiamarli a vuoto piuttosto che andare a rischiare, anche se stavolta non mi è stato detto niente in merito è l’occasione buona per vedere come funzia qui. A giudicare dalla reazione qui c’è una scuola di pensiero differente, ora lo so.
Ma sinceramente ed obiettivamente, per due chiamate notturne in 10 giorni non è che mi senta proprio una di quelle che chiamano per ogni minima fesseria: alcune cose le so gestire fino ad un certo livello, oltre non vado, anche perché se no ero skipper, mica hostess! L’altra chiamata era stata per ridurre la randa visto che il vento stava montando parecchio, e anche velocemente. E visto il sistema di terzaroli di questa barca io da sola non ce la faccio, e neanche ci avrei provato col buio pesto e onde di 2 metri che facevano saltare a dx e sx….il rischio di cadere in acqua era troppo alto, e quindi scusatemi se vi disturbo il sonno eh!! Cercherò di migliorare, promesso, ed in caso di collisione cercherò di affondare in dignitoso silenzio.

05 novembre 2010

Ho i maroni che sbattono insieme, proprio qui, ad altezza ginocchia. Ma visto che prima di iniziare la loro discesa erano diventati quadrati, succede che ogni tanto si prendono di spigolo e si rompono. Poi ricominciano a gonfiarsi.
Questo viaggio può solo migliorare. Speriamo che l’arrivo del quarto elemento porti un po’ di audio a bordo così come all’inizio la presenza di Danilo non mi aveva fatto notare più di tanto certi atteggiamenti insolenti ai quali non reagisco neanche più. Non che si litighi: ci si ignora. E su una barca non è il massimo. Il mio morale non è proprio altissimo ma conto molto sulla piega migliore che questo viaggio prenderà: peggio non può andare…mal che vada non cambia niente!!!
06 novembre 2010

Abbiamo passato il meridiano 0, ora siamo a ovest….Ci stiamo avvicinando alla Spagna, dovremmo arrivare durante la notte, forse! Il vento è favorevole. Questa barca sbatocchia parecchio, ma con la forma di scatoletta che si ritrova non poteva esser diversamente!
A bordo tutto meglio: sono uscita dal mio mutismo, oggi avrò detto almeno 30 parole! Non so se è il sole (finalmente!!!) o cos’altro ma siamo tutti un po’ più sereni. Penso di aver fatto bene a non sclerare (anche se è stata dura) e aspettare: dopo aver espresso verbalmente il mio disappunto, l’atteggiamento remissivo ha sortito il suo effetto. Certo, non è che ci sbudelliamo dal ridere (neanche da lontano né con molta fantasia), si continua ognuno a fare i propri, ma almeno ogni tanto capita che a qualcuno esca una qualche parola e dopo ne seguono almeno 2 minuti di interazione tra di noi. Buono. Molto positivo. L’unica cosa è che mi annoio terribilmente perché non cucino neanche più, ci ho provato un paio di volte compreso oggi, ma poi arriva Misternò e con nonchalance mi toglie il posto: si è preso il monopolio, che se lo tenga fino alla fine allora! Sto mangiando da schifo ma tanto meglio: mangio meno!
Lato molto positivo di questo strano modo di viaggiare è che quando sono di guardia posso fare quel che mi pare, e chissà che sia la volta buona che imparo a gestire le vele, queste sconosciute; ho tutto il tempo che voglio tanto non mi caga nessuno: se cambia il vento e come mio solito mi trovo nell’indecisione se devo cazzare o lascare, orzare o poggiare ho tutto il tempo di rifletterci e fare le prove veramente, non per finta o solo un pochino come facevo negli altri viaggi: provo una mossa e vedo se è quella giusta, e a forza di dai e dai sto iniziando a capirci qualcosa, senza peraltro correre il rischio di vedermi sbucare lo skipper con sguardo assassino tipo “che cazzo stai combinando”, no no non corro proprio il rischio di veder arrivare nessuno, o dormono o leggono o giocano ai giochini, là fuori posso fare quel che voglio, far casini con le vele e riaggiustare tutto per riprovare dall’altra parte che qua non si squassa proprio nessuno, una figata! Uno di questi giorni provo anche a togliere il pilota e timonare, se non ne approfitto adesso quando mai mi ricapita? Questa cosa è molto molto positiva e ciò basta a tirarmi su il morale, sono di nuovo una persona felice!

Aguadulce, Spagna, 07 novembre 2010

Terra! Arrivati nella notte, ormeggio al benzinaio, dormito un paio d’ore, ormeggio al posto giusto, giretto in città per comprare pane e sgranchire le gambe. Bella ma non mi entusiasma. Sono tornata muta. Ma vado avanti, permanentemente…

2 commenti:

Mario ha detto...

Aguadulce .. postaccio! Se fate ancora poche miglia, appena passato il capo c'è Almerimar porto carino pieno di ristorantini bar, con un pò di vita e gente simpatica.
Ciao
Mario

vaifra ha detto...

Grazie, lo so, lo so.....ma abbiamo uno skipper a bordo, decide lui dove e come, non io!!!

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